Lavoratori a voi diretto è il canto
di questa mia canzon che sa di pianto
e che ricorda un baldo giovin forte
che per amor di voi sfidò la morte.
A te Caserio ardea nella pupilla
delle vendette umane la scintilla
ed alla plebe che lavora e geme
donasti ogni tuo affetto ogni tua speme.
Eri nello splendore della vita
e non vedesti che lotta infinita
la notte dei dolori e della fame
che incombe sull'immenso uman carname.
E ti levasti in atto di dolore
d'ignoti strazi altier vendicatore
e ti avventasti tu sì buono e mite
a scuoter l'alme schiave ed avvilite.
Tremarono i potenti all'atto fiero
e nuove insidie tesero al pensiero
ma il popolo a cui l'anima donasti
non ti comprese, eppur tu non piegasti.
E i tuoi vent'anni una feral mattina
gettasti al vento dalla ghigliottina
e al mondo vil la tua grand'alma pia
alto gridando: Viva l'anarchia!
Ma il dì s'appressa o bel ghigliottinato
che il tuo nome verrà purificato
quando sacre saran le vite umane
e diritto d'ognun la scienza e il pane.
Dormi, Caserio, entro la fredda terra
donde ruggire udrai la final guerra
la gran battaglia contro gli oppressori
la pugna tra sfruttati e sfruttatori.
Voi che la vita e l'avvenir fatale
offriste su l'altar dell'ideale
o falangi di morti sul lavoro
vittime de l'altrui ozio e dell'oro,
Martiri ignoti o schiera benedetta
già spunta il giorno della gran vendetta
della giustizia già si leva il sole
il popolo tiranni più non vuole.
inviata da Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 22:31
LA CHANSON DE SANTE CASERIO
Ce chant est pour vous, les travailleurs,
cette chanson à moi au goût de pleurs
qui nous rappelle un jeune hardi et fort
qui pour l’amour de vous défia la mort.
Et dans tes yeux, Caserio, brillait l’étincelle
des vengeances humaines et rebelles
et au peuple qui travaille dans la souffrance
tu as donné ton amour, tes espérances.
Tu étais dans la fleur de ta jeunesse
mais n’as vu que la lutte et la détresse,
la nuit de la faim, de la peine, de la haine
qui planent sur l’immense masse humaine.
Tu t’es levé avec ton acte de douleur,
pour être de ces tourments le fier vengeur
et tu as frappé, toi, qui étais si bon et cher
pour réveiller des âmes prisonnières.
Pour ton geste si fier les puissants tremblent
et des nouveaux pièges aux idées ils tendent,
le peuple pour qui ta vie tu l’as donnée
n’a pas compris, mais tu n’as pas cédé.
Et tes vingt ans, à une aube de tourment
sur la guillotine tu les as jetés au vent,
et à ce monde vil ton âme infinie
a crié à voix haute: Vive l’Anarchie!
Le jour s’approche, le beau guillotiné,
où ton nom sera enfin purifié,
où la vie humaine sera sacrée, et enfin
tous auront droit à la science et au pain.
Mais dors, Caserio, sous la terre glaciale
où tu entendras rugir la guerre finale,
la grande bataille contre les oppresseurs,
des exploités contre les exploiteurs.
Vous, qui votre vie, votre avenir fatal
avez offert sur l’autel de l’idéal,
phalanges de travailleurs qui êtes morts
pour nourrir l’oisiveté des requins d’or,
vous, martyrs inconnus, soldats de la souffrance
le jour se lève de la grande vengeance,
et déjà le soleil de la justice se lève,
guerre aux tyrans le peuple mène sans trève!
22/5/2007 - 16:35
La balada de Sante Caserio
Trabajadores os dirijo el canto
de esta canción mía que sabe del llanto
y que recuerda a un audaz joven fuerte
que por amor a vosotros desafió a la muerte.
En ti Caserio arde en la pupila
de las venganzas humanas la chispa
y a la plebe que trabaja y gime
les diste a todos tu afecto, a todos tu esperanza.
Estabas en el esplendor de la vida
y no viste que lucha infinita
la noche de los dolores y del hambre
que se avecina sobre la inmensa masa humana.
Y te levantaste en acto de dolor
de desconocidos lamentos fiero vengador
y tú golpeaste, que eres tan bueno y gentil
a incitar a las almas esclavas y a los caídos.
Temblaron los poderosos ante el acto feroz
y nuevas trampas tendieron al pensamiento
pero el pueblo al que el alma diste
no te comprende, pero no te doblegaste.
Y tus veinte años, una fiera mañana
arrojaste al viento de la guillotina
y al mundo vil tu gran alma piadosa
alto gritando: ¡Viva la anarquía!
Pero el día se acerca oh bello guillotinado
en que tu nombre será purificado
cuando sagradas sean las vidas humanas
y el derecho de todos a la ciencia y al pan.
Duerme, Caserio, bajo la fría tierra
donde rugir oirás la final guerra
la gran batalla contra los opresores
la lucha entre los explotados y los explotadores.
Vosotros que la vida y el futuro fatal
ofrecisteis en el altar del ideal
oh falange de la muerte en el trabajo
víctimas del ajeno ocio y del oro,
mártires desconocidos oh hueste bendita
ya despunta el día de la gran venganza
de la justicia ya se alza el sol
el pueblo más tiranos no quiere.
inviata da Gustavo Sierra - 16/7/2011 - 13:23

18/5/2007 - 23:03
Un benvenuto particolare, allora al Compagno Giovane! Questo al di là che la foto ritragga o meno Sante Caserio (che qui comunque vediamo in una foto da carcerato, prima dell'esecuzione). Cogliamo anzi l'occasione della presenza del Compagno Giovane per dedicare sentitamente tutte le canzoni su Caserio al neoeletto presidente francese Sarkozy. Molto sentitamente, direi. Saludos Compañero Joven! [RV]20/5/2007 - 22:46
Riccardo Venturi - 21/5/2007 - 11:42
21/5/2007 - 22:18
renzo - 24/2/2012 - 18:52
Tra le interpretazioni moderne:
Daniele Sepe e Auli Kokko, in "Jurnateri"
Les Anarchistes, in "Figli di origine oscura".
Rimane forse la domanda: "ma tu perchè ti chiami Sante Caserio?". Difficile rispondere, perchè una risposta razionale forse c'è, ma non può che essere incompleta. Cito questo personaggio perchè sono anarchico, libertario, il chè non significa essere anche bombarolo. Ma allora perchè Sante e non uno dei tanti anarchici che non hanno mai fatto male a nessuno? Mah. Per un sentimento di rivolta contro il potere (in ogni sua forma), perchè come anarchico sto automaticamente dalla parte dell'Individuo contro lo stato, anche quando ha torto; con il Debole contro il forte, con il Povero contro il ricco, con il Diverso contro l'omologato, anche quando hanno torto. Può davvero avere torto chi sta male? Sto "dalla parte delle puttane, dei ladri e degli assassini", come disse Fabrizio De André in un'intervista a Rivista Anarchica. Perchè, come disse sempre De Andrè, "c'è ben poca colpa nell'errore e ben poco merito nella virtù", e l'anarchia è "una categoria dello spirito". E noi anarchici siamo dei "santi senza dio".
Federico Razzoli (utente: Sante Caserio)
Riporto da Anarchopedia:
Sulla figura di Caserio si è in seguito sviluppata una tradizione popolare di canti e di memoria collettiva che dura ai giorni nostri. Numerose sono le canzoni a lui dedicate, in parte tramandate oralmente. Esempi sono Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio [Il sedici di agosto] di Pietro Cini (nota anche come "Aria di Caserio"), "Partito da Milano senza un soldo" di autore anonimo, "La ballata di Sante Caserio" di Pietro Gori, "Il processo di Sante Caserio".
Metto di seguito il testo de La Ballata di Sante Caserio, di Pietro Gori, è quella a cui sono più legato. Quella che (probabilmente) state ascoltando è la versione di Daniele Sepe. Il rasoio è la voce di Auli Kokko. La trovate nel cd Jurnateri...accattatevelo, sparagnatevi una settimana di Repubblica ed ascoltatevi Jurnateri, ne vale la pena, ma assai. Nella rivisitazione della Ballata di Sante Caserio di 'o Sepe vi sembrerà che mancano le ultime due strofe, in realtà non è esattamente così....le canta lui soffiando nel suo sax.
Dal blog Nuralema
Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio [Il sedici di agosto]
Caserio passeggiava per la Francia
Partito da Milano senza un soldo
Su fratelli pugnamo da forti
Sante Caserio uccisore di Sadi Carnot
Sante Caserio [Antologia di canti popolari]