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La ballata di Sante Caserio

Pietro Gori
Lingua: Italiano

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Scritta nel 1900 da Pietro Gori a Portoferraio.
Tra le interpretazioni moderne:
Daniele Sepe e Auli Kokko, in "Jurnateri"
Les Anarchistes, in "Figli di origine oscura".

Portoferraio,
Portoferraio, "Piola Elbana", 27 aprile 2007. L' "Osteria Libertaria". Si trova a 50 metri dall'albergo "L'Ape Elbana", dove Pietro Gori morì nel 1911.


L'attentatio di Lione. Illustrazione di Costantini.
L'attentatio di Lione. Illustrazione di Costantini.
Sante J. Caserio era un anarchico nato a Motta Visconti. Il padre morì in manicomio, probabilmente per malattie fisiche e non mentali (ma sappiamo cos'erano i manicomi, soprattutto a quei tempi). Per non pesare sulla madre, avendo molti fratelli, scappò di casa a 10 anni e si trasferì a Milano, dove fece il garzone di un fornaio. Qui, col suo stipendio miserrimo, compì azioni di grande altruismo: Pietro Gori lo ricordava mentre distribuiva pane e opuscoli anarchici ai disoccupati davanti alla Camera del Lavoro. Per non fare il militare scappò in Svizzera ma poi, per sfuggire alla caccia all'anarchico, scappò ancora in Francia. Continuò a fare il garzone fino a quando litigò col fornaio e perse il lavoro. Allora coi suoi ultimi risparmi comprò un coltello dal manico rosso e nero (i colori dell'Anarchia), lo incartò in un giornale e fece un viaggio in treno diretto a Lione, ove il presidente Carnot era in visita all'Esposizione Internazionale. Fece l'ultimo pezzo di viaggio a piedi e senza mangiare, perchè finì il denaro. Raggiunto il luogo, vide Carnot, scavalcò le transenne e pugnalò il presidente nel cuore. Ma non tentò di scappare: corse in cerchio attorno al suo carrozzone urlando "viva l'Anarchia!". Motivazione dell'omicidio era la punizione per aver negato la grazia a Vaillant, anarchico condannato a morte per aver ferito alcuni deputati con una bomba. Venne processato e non tentò mai di negare il fatto; gli fecero capire che, se avesse fatto i nomi dei suoi compagni anarchici, lo avrebbero risparmiato facendolo passare per pazzo: rispose che "Caserio fa il fornaio, non la spia". Disse al giudice che anche i capi di stato uccidono. Venne condannato e, di fronte alla ghigliottina, urlò: "forza compagni, viva l'Anarchia!".

Rimane forse la domanda: "ma tu perchè ti chiami Sante Caserio?". Difficile rispondere, perchè una risposta razionale forse c'è, ma non può che essere incompleta. Cito questo personaggio perchè sono anarchico, libertario, il chè non significa essere anche bombarolo. Ma allora perchè Sante e non uno dei tanti anarchici che non hanno mai fatto male a nessuno? Mah. Per un sentimento di rivolta contro il potere (in ogni sua forma), perchè come anarchico sto automaticamente dalla parte dell'Individuo contro lo stato, anche quando ha torto; con il Debole contro il forte, con il Povero contro il ricco, con il Diverso contro l'omologato, anche quando hanno torto. Può davvero avere torto chi sta male? Sto "dalla parte delle puttane, dei ladri e degli assassini", come disse Fabrizio De André in un'intervista a Rivista Anarchica. Perchè, come disse sempre De Andrè, "c'è ben poca colpa nell'errore e ben poco merito nella virtù", e l'anarchia è "una categoria dello spirito". E noi anarchici siamo dei "santi senza dio".

Federico Razzoli (utente: Sante Caserio)

Riporto da Anarchopedia:

Sulla figura di Caserio si è in seguito sviluppata una tradizione popolare di canti e di memoria collettiva che dura ai giorni nostri. Numerose sono le canzoni a lui dedicate, in parte tramandate oralmente. Esempi sono Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio [Il sedici di agosto] di Pietro Cini (nota anche come "Aria di Caserio"), "Partito da Milano senza un soldo" di autore anonimo, "La ballata di Sante Caserio" di Pietro Gori, "Il processo di Sante Caserio".

Metto di seguito il testo de La Ballata di Sante Caserio, di Pietro Gori, è quella a cui sono più legato. Quella che (probabilmente) state ascoltando è la versione di Daniele Sepe. Il rasoio è la voce di Auli Kokko. La trovate nel cd Jurnateri...accattatevelo, sparagnatevi una settimana di Repubblica ed ascoltatevi Jurnateri, ne vale la pena, ma assai. Nella rivisitazione della Ballata di Sante Caserio di 'o Sepe vi sembrerà che mancano le ultime due strofe, in realtà non è esattamente così....le canta lui soffiando nel suo sax.

Dal blog Nuralema

Sante Caserio:

Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio [Il sedici di agosto]
Caserio passeggiava per la Francia
Partito da Milano senza un soldo
Su fratelli pugnamo da forti
Sante Caserio uccisore di Sadi Carnot
Sante Caserio [Antologia di canti popolari]

Lavoratori a voi diretto è il canto
di questa mia canzon che sa di pianto
e che ricorda un baldo giovin forte
che per amor di voi sfidò la morte.
A te Caserio ardea nella pupilla
delle vendette umane la scintilla
ed alla plebe che lavora e geme
donasti ogni tuo affetto ogni tua speme.

Eri nello splendore della vita
e non vedesti che lotta infinita
la notte dei dolori e della fame
che incombe sull'immenso uman carname.
E ti levasti in atto di dolore
d'ignoti strazi altier vendicatore
e ti avventasti tu sì buono e mite
a scuoter l'alme schiave ed avvilite.

Tremarono i potenti all'atto fiero
e nuove insidie tesero al pensiero
ma il popolo a cui l'anima donasti
non ti comprese, eppur tu non piegasti.
E i tuoi vent'anni una feral mattina
gettasti al vento dalla ghigliottina
e al mondo vil la tua grand'alma pia
alto gridando: Viva l'anarchia!

Ma il dì s'appressa o bel ghigliottinato
che il tuo nome verrà purificato
quando sacre saran le vite umane
e diritto d'ognun la scienza e il pane.
Dormi, Caserio, entro la fredda terra
donde ruggire udrai la final guerra
la gran battaglia contro gli oppressori
la pugna tra sfruttati e sfruttatori.

Voi che la vita e l'avvenir fatale
offriste su l'altar dell'ideale
o falangi di morti sul lavoro
vittime de l'altrui ozio e dell'oro,
Martiri ignoti o schiera benedetta
già spunta il giorno della gran vendetta
della giustizia già si leva il sole
il popolo tiranni più non vuole.

inviata da Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 22:31


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Lingua: Francese

Version française, en rime et chantable, par Riccardo Venturi
22 mai 2007

Les paroles françaises ont dû être adaptées en quelques points pour respecter le mètre.

LA CHANSON DE SANTE CASERIO

Ce chant est pour vous, les travailleurs,
cette chanson à moi au goût de pleurs
qui nous rappelle un jeune hardi et fort
qui pour l’amour de vous défia la mort.
Et dans tes yeux, Caserio, brillait l’étincelle
des vengeances humaines et rebelles
et au peuple qui travaille dans la souffrance
tu as donné ton amour, tes espérances.

Tu étais dans la fleur de ta jeunesse
mais n’as vu que la lutte et la détresse,
la nuit de la faim, de la peine, de la haine
qui planent sur l’immense masse humaine.
Tu t’es levé avec ton acte de douleur,
pour être de ces tourments le fier vengeur
et tu as frappé, toi, qui étais si bon et cher
pour réveiller des âmes prisonnières.

Pour ton geste si fier les puissants tremblent
et des nouveaux pièges aux idées ils tendent,
le peuple pour qui ta vie tu l’as donnée
n’a pas compris, mais tu n’as pas cédé.
Et tes vingt ans, à une aube de tourment
sur la guillotine tu les as jetés au vent,
et à ce monde vil ton âme infinie
a crié à voix haute: Vive l’Anarchie!

Le jour s’approche, le beau guillotiné,
où ton nom sera enfin purifié,
où la vie humaine sera sacrée, et enfin
tous auront droit à la science et au pain.
Mais dors, Caserio, sous la terre glaciale
où tu entendras rugir la guerre finale,
la grande bataille contre les oppresseurs,
des exploités contre les exploiteurs.

Vous, qui votre vie, votre avenir fatal
avez offert sur l’autel de l’idéal,
phalanges de travailleurs qui êtes morts
pour nourrir l’oisiveté des requins d’or,
vous, martyrs inconnus, soldats de la souffrance
le jour se lève de la grande vengeance,
et déjà le soleil de la justice se lève,
guerre aux tyrans le peuple mène sans trève!

22/5/2007 - 16:35


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Lingua: Spagnolo

Traducción al castellano de Gustavo Sierra.

He preferido hacer una versión literal, lo cual no supone demasiado problema con la métrica. Probablemente tenga algún error. La publiqué junto a otra aquí

LA BALADA DE SANTE CASERIO

Trabajadores os dirijo el canto
de esta canción mía que sabe del llanto
y que recuerda a un audaz joven fuerte
que por amor a vosotros desafió a la muerte.
En ti Caserio arde en la pupila
de las venganzas humanas la chispa
y a la plebe que trabaja y gime
les diste a todos tu afecto, a todos tu esperanza.

Estabas en el esplendor de la vida
y no viste que lucha infinita
la noche de los dolores y del hambre
que se avecina sobre la inmensa masa humana.
Y te levantaste en acto de dolor
de desconocidos lamentos fiero vengador
y tú golpeaste, que eres tan bueno y gentil
a incitar a las almas esclavas y a los caídos.

Temblaron los poderosos ante el acto feroz
y nuevas trampas tendieron al pensamiento
pero el pueblo al que el alma diste
no te comprende, pero no te doblegaste.
Y tus veinte años, una fiera mañana
arrojaste al viento de la guillotina
y al mundo vil tu gran alma piadosa
alto gritando: ¡Viva la anarquía!

Pero el día se acerca oh bello guillotinado
en que tu nombre será purificado
cuando sagradas sean las vidas humanas
y el derecho de todos a la ciencia y al pan.
Duerme, Caserio, bajo la fría tierra
donde rugir oirás la final guerra
la gran batalla contra los opresores
la lucha entre los explotados y los explotadores.

Vosotros que la vida y el futuro fatal
ofrecisteis en el altar del ideal
oh falange de la muerte en el trabajo
víctimas del ajeno ocio y del oro,
mártires desconocidos oh hueste bendita
ya despunta el día de la gran venganza
de la justicia ya se alza el sol
el pueblo más tiranos no quiere.

inviata da Gustavo Sierra - 16/7/2011 - 13:23


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Lingua: Russo

La versione russa (con ultima strofa in italiano) della Gruppa Arkadij Koc.



L'ultima strofa, recitata, è in italiano; la traduzione è di Kirill Medvedev, membro e cantante del gruppo. Nel video è presetata in sovrimpressione l'intera storia di Sante Caserio. [RV]

БАЛЛАДА О САНТЕ КАЗЕРИО

Рабочие, хочу чтоб услыхали
Вы эту песню, полную печали
О человеке сильном и отважном
Из-за любви к вам гордо жизнь отдавшем
Твой огонь, Касерио, всё пылает
Благородство в нас пробуждает
Ради изможденных трудом и болью
Ты прожил с надеждой с любовью

Весной своей горя и расцветая
Ты видел только ночь и тьму без края
Ночь голода страданий и увечий
Нависшую над массой человечьей
И твое мучительное восстание -
Это месть за чье-то страдание
Ты был кротким, но звал к борьбе упорно
Всех живущих вяло, покорно

Твой подвиг растревожил власть имущих
Посеял ярость в их умах и душах
А люди, за которых ты сражался
Тебя не поняли, но ты не сдался
И, прощаясь с жизнью, двадцатилетний
Ты встречал рассвет свой последний
Сострадая миру на эшафоте крикнул ты:
"Держитесь братья! Да здравствует анархия!"

Dormi, Caserio, entro la fredda terra
donde ruggire udrai la final guerra
la gran battaglia contro gli oppressori
la pugna tra sfruttati e sfruttatori.
Voi che la vita e l'avvenir fatale
offriste su l'altar dell'ideale
o falangi di morti sul lavoro
vittime de l'altrui ozio e dell'oro,
Martiri ignoti o schiera benedetta
già spunta il giorno della gran vendetta
della giustizia già si leva il sole
il popolo tiranni più non vuole.

inviata da Riccardo Venturi - 12/3/2014 - 00:52


Potrei anche sbagliarmi, ma mi pare che la persona ritratta nella foto sia Errico Malatesta, e non Sante Caserio.

Ti sbagli: è Sante Caserio. Qui la URL estesa della foto:

http://www.dhnet.org.br/memoria/letrasrev/anarquistas/2_santecaserio.jpg

E questo è invece Errico Malatesta in giovane età:

errikmal


Saluti! [RV]


PS. Per me assomiglia tremendamente a Andrea Parodi (quello giusto). [RV]

18/5/2007 - 23:03


A rischio di fare una figura barbina, mi trovo costretto a ribadire la mia sensazione che la foto in questione ritragga Malatesta. Anarchopedia (e Wikipedia) sostengono che l'immagine reperibile su http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Caserio.jpg ritragga Sante Caserio; non trovo somiglianza con nessuna delle due foto presenti ora come ora in questa pagina, che invece mi sembrano ritrarre la stessa persona. Senza contare che entrambe le immagini mi sono sono relativamente familiari, e le ho sempre viste associate al nome di Malatesta.

P.S. visto che ho deciso di insistere: sono il "compagno giovane", che ha inopinatamente deciso di impuntarsi :-)

caseriosegnUn benvenuto particolare, allora al Compagno Giovane! Questo al di là che la foto ritragga o meno Sante Caserio (che qui comunque vediamo in una foto da carcerato, prima dell'esecuzione). Cogliamo anzi l'occasione della presenza del Compagno Giovane per dedicare sentitamente tutte le canzoni su Caserio al neoeletto presidente francese Sarkozy. Molto sentitamente, direi. Saludos Compañero Joven! [RV]





20/5/2007 - 22:46


The Young Comrade was right

Era Malatesta. Lo si vede anche qui, nella medesima foto. A questo punto non resta che cospargermi il capo di cenere e sostituire la foto; ed accettare che i fantasmi di Caserio e Malatesta, da me inopitamente scambiati, mi vengano a tormentare la notte. Mal me ne incolse! [RV]

Riccardo Venturi - 21/5/2007 - 11:42


Mi piace pensare che il fantasma di Caserio, dovesse decidere di fare tutta quella strada giusto per andare a trovare Riccardo Venturi, limiterebbe la sua visita a un semplice abbraccio di quelli con la pacca sulla schiena. Come fa qualcuno cui non è più concesso provare amore, ma riesce ancora a godere dei gesti ispirati dall'amore.
(Il Compagno Giovane)

Sante Jeronimo Caserio sarebbe uno di quelli che vorrei a una piola. Ma forse non importa nemmeno usare il condizionale: semplicemente, c'è. Assieme a tutti gli insuscettibili di ravvedimento. Anche lui è un compagno giovane, e sarà giovane per sempre. Forever young! [RV]

21/5/2007 - 22:18


meravigliosa

renzo - 24/2/2012 - 18:52

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