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We Can Be Together

Jefferson Airplane


Lingua: Inglese

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(Jefferson Airplane)
Volunteers
(Jefferson Airplane)
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(Fred Neil)


[1969]
dall'album Volunteers
Parole e musica di Paul Kantner
Volunteers

Paul Kantner (1941-2016)
Paul Kantner (1941-2016)


Questa incredibile canzone - che inseriamo oggi in memoria del chitarrista dei JA - apre lo storico album Volunteers, quello con la copertina che ritrae i membri del gruppo davanti alla bandiera statunitense vestiti (o parzialmente vestiti) in modo del tutto eccentrico. La copertina si riferisce ovviamente alla title track (l'ultima in scaletta) in cui il gruppo afferma "we are volunteers of America.". We Can Be Together è simile musicalmente e tematicamente.

La musica introduttiva è quasi marziale, ritmata, con batteria chitarra e piano che scandiscono il tempo di una marcia La chitarra solista e distorta di Kaukonen entra improvvisamente, come in una chiamata all'azione, introducendo il carattere di inno generazionale. Poi la musica si fa più tranquilla, e le parole potrebbero quasi far pensare ad una canzone d'amore, grazie anche alle due voci maschile e femminile. Possiamo stare insieme, io e te, dovremmo stare insieme, un classico incipit da canzone romantica. Ma subito dopo la musica riprende il suo carattere marziale (questa alternanza è lo stile della canzone e sarà ripetuta per tutto il pezzo) e si intuisce che di tutto si tratta tranne che di una coppia di innamorati.

Siamo tutti fuorilegge agli occhi dell'America, per sopravvivere rubiamo, imbrogliamo, mentiamo falsifichiamo, scopiamo, ci nascondiamo e traffichiamo. Siamo osceni, illegali, detestabili, pericolosi, sporchi, violenti... e soprattutto giovani!

In poche, essenziali, definizioni, riprese alla lettera - sembra - da un volantino distribuito a New York dal gruppo radicale anarchico The Motherfuckers, Kantner delinea il conflitto generazionale e politico che contrapponeva la generazione degli hippies alla generazione del presidente Nixon che - peraltro - stava mandando i giovani al macello della guerra del Vietnam.

Per quanto questi slogan possano sembrare estremisti - in effetti le parole erano scelte appositamente per apparire più radicali possibile per produrre un forte impatto emotivo - bisogna ricordare che a quel tempo se protestavi contro la guerra in Vietnam, se eri un maschio con i capelli lunghi, se fumavi una canna di tanto in tanto, se facevi sesso prima del matrimonio - e naturalmente se ascoltavi una band come i Jefferson Airplane - stavi probabilmente infrangendo una o più leggi e avevi piu di una ragione di temere il controllo del governo, la censura e le conseguenze penali.

Quando il We can be together viene ripetuto la seconda volta, appare chiaro che non si riferisce a un uomo o una donna, ma ad un gruppo di persone - forse un'intera generazione - che condivide uno stile di vita, degli ideali e dei sogni.

Il conflitto generazionale viene ribadito ancora più esplicitamente nel seguito: Siamo le forze del caos e dell'anarchia. Tutto quello che dicono di noi, lo siamo davvero. E ne andiamo molto fieri!. Non si tratta semplicemente di incomunicabilità. Noi non cambieremo e "loro" - la vecchia generazione, il governo, il potere - non ce lo perdoneranno.

Ecco che la musica torna alla melodia rilassata, ma stavolta abbiamo un messaggio molto diverso: Contro il muro, figli di puttana! Abbattiamo i muri!. Quel motherfucker, che riusci a mandare nel panico i dirigenti della casa discografica RCA che fecero di tutto per tagliarlo dal disco, viene pronunciato da Grace in maniera memorabile. Altri avrebbero sputato l'insulto con rabbia e violenza, invece Grace Slick pronuncia lentamente e soavemente ogni sillaba, permeando quasi la parola di grazia e d'amore. Grace fu anche la prima cantante a pronunciare la parola incriminata in diretta TV, in occasione della partecipazione del gruppo al Dick Cavett Show.

Il finale è la speranza, la terra promessa, la fine del conflitto. Un nuovo continente di terra e di fuoco dove arriveremo quando finalmente avremmo abbattuto tutti i muri.

Lo slogan Up Against the Wall Motherfuckers! era ripreso da una poesia del poeta afroamericano Amiri Baraka dedicata, ovviamente, alla comunità afroamericana e al movimento per i diritti civili. L'espressione divenne un grido di protesta del '68 statunitense e i Jefferson Airplane grazie a questa canzone lo fecero diventare uno dei più celebri slogan rivoluzionari dell'epoca.

fonti: reason to rock, La Zamarra de Gustavo.
We can be together.
Ahhh, you and me.
We should be together.

We are all outlaws in the eyes of America.
In order to survive, we steal,
Cheat, lie, forge, fuck, hide and deal.
We are obscene, lawless, hideous, dangerous, dirty, violent… and young.

We should be together
Come on all you people standing ‘round.
Our life’s too fine to let it die.
We should be together.

All your private property
Is target for your enemy,
And your enemy…
is we.

We are forces of chaos and anarchy.
Everything they say we are, we are…
And we are very
Proud of ourselves.

Up against the wall.
Up against the wall, motherfucker.
Tear down the walls.
Tear down the walls.

Come on now, together…
Get it on together…
Everybody together.

We should be together.
We should be together, my friends.
We can be together,
We will be.

We must begin, here and now,
A new continent of earth and fire.

Tear down the walls.
Tear down the walls (Come on now, getting higher and higher…)
Tear down the walls,
Won’t you try.

29/1/2016 - 22:29



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Lorenzo Masetti
POSSIAMO STARE INSIEME

Possiamo stare insieme
Ahh, io e te
Dovremmo stare insieme.

Siamo tutti fuorilegge agli occhi dell'America
per sopravvivere rubiamo,
imbrogliamo, mentiamo, falsifichiamo, scopiamo, ci nascondiamo e traffichiamo.
Siamo osceni, illegali, detestabili, pericolosi, sporchi, violenti... e giovani.

Dovremmo stare insieme
Venite tutti voi qua intorno
La nostra vita è troppo bella per lasciarla morire.
Dovremmo stare insieme.

Tutta la vostra proprietà privata
è un bersaglio per il vostro nemico
e il vostro nemico...
siamo noi.

Siamo le forze del caos e dell'anarchia
Tutto quello che dicono che siamo, lo siamo
e siamo molto
fieri di noi.

Contro il muro,
Contro il muro, figlio di puttana!
Abbattiamo i muri.
Abbattiamo i muri.

Venite ora, insieme
In cammino insieme...
Tutti insieme.

Dovremmo stare insieme
Dovremmo stare insieme, amici miei
possiamo essere uniti
e lo saremo.

Dobbiamo cominciare, qui ed ora
un nuovo continente di terra e di fuoco.

Abbattiamo i muri.
Abbattiamo i muri (Forza adesso, sempre più in alto...)
Abbattiamo i muri
Non ci volete provare?

29/1/2016 - 23:55


Il volantino da cui sono riprese gran parte delle parole della canzone.

Up against the wall motherfucker


The Outlaw Page, published in the East Village Other, 1968.

da Post Graduate Punk

31/1/2016 - 21:14


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