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One Flew Over the Cuckoo's Nest [Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo]

Jack Nitzsche


Lingua: Inglese

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When The Tigers Broke Free
(Pink Floyd)
Canzone delle reti invisibili
(Riccardo Venturi)
Amore e lotta continua
(Zarathustra)


[1975]
Written by Bernard Alfred "Jack" Nitzsche
Composta da Bernard Alfred "Jack" Nitzsche

oneflew


From the Movie Soundtrack One Flew Over the Cuckoo's Nest
Directed by Miloš Forman

Dalla colonna sonora del film Qualcuno volò sul nido del cuculo
Diretto da Miloš Forman

Qualcuno tornerà a volare
di Riccardo Venturi.


Il senso esatto di quel che ci eravamo, fino ad oggi, dimenticati di inserire in questo sito, me lo ha dato, oggi pomeriggio, una cosa alla quale io stesso non solo avevo partecipato, lo scorso 30 settembre 2012, ma che avevo persino contribuito a realizzare e a presentare al pubblico. I filmati sulla repressione in Italia negli anni '60 e '70, intitolati Contro l'Oblio di Quegli Anni di Sangue, realizzati da 1/1v per YouTube e presenti in questa pagina, erano stati infatti presentati in quella data presso l' Archivio Storico del 1968 di Firenze (diretto da Maurizio Lampronti) in occasione dell'anniversario dell'assassinio del militante ventenne di Lotta Continua Walter Rossi da parte dei fascisti protetti dalla polizia (Roma, 30 settembre 1977), preceduti da una breve “performance” teatrale scritta e interpretata da Paolo “Pablo” Bartoli (ex militante stesso di Lotta Continua) e dal sottoscritto; per accorgermi poi che nei filmati, che io non avevo mai visto fino a quella data, erano stati ripresi alcuni brani dalla Canzone delle reti invisibili, che avevo scritto il 2 giugno 2006. Oggi pomeriggio, proprio a casa dell'amico e compagno “Pablo”, ho avuto occasione di vedere il DVD registrato in quell'occasione, completo dei filmati ripresi da YouTube; ed il primo di tali filmati ha come colonna sonora il tema di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” (One Flew Over the Cuckoo's Nest). Com'era stato possibile scordarsene?

Miloš Forman.
Miloš Forman.
“Qualcuno volò sul nido del cuculo”, tratto dall'omonimo romanzo di Ken Kesey (1962), diretto dal regista esule cecoslovacco Miloš Forman nel 1975 e interpretato da Jack Nicholson, è uno dei film più belli e importanti della storia del cinema; ma non solo. E' un grido di libertà dal suo primo momento all'ultimo; un grido sottolineato dalla bellissima colonna sonora composta da Jack Nitzsche che apre il film e che lo chiude con l'indimenticabile scena finale in cui Capo Bromden, il gigantesco indiano che si finge muto (interpretato da Will Sampson), dopo aver ucciso McMurphy oramai ridotto a una larva dopo la lobotomia che gli è stata praticata per togliere di mezzo chi ha osato mettere in discussione le regole e la disciplina del manicomio-lager, sradica un pesantissimo lavandino dal bagno con cui spacca una finestra e fugge via libero nel mondo.

Non posso naturalmente sapere se tutti coloro che leggeranno questa pagina abbiano mai visto il film di Miloš Forman; faccio però parte di una generazione che ci è cresciuta sopra, su quel film e su alcuni altri. Di una generazione che, quando torna a vedere quella scena finale con Capo Bromden, si alza in piedi e lancia un grido di gioia come il primo internato nel manicomio che si accorge della fuga. Perché si tratta di una scena-simbolo per tutti quegli anni; e mi piacerebbe che, anche oggi, chi eventualmente non l'ha mai vista imparasse a conoscerla (anche, perché no, da questa pagina). La musica che la accompagna è, a mio parere, qualcosa per la quale posso arrivare a sprecare una parola per me rarissima: un miracolo. Siamo stati tutti e siamo ancora Capo Bromden, ma lo siamo stati e lo siamo anche grazie a quella musica che spezza l'Istituzione e la Repressione assieme al finestrone del manicomio, e che segue chi scappa via libero.

Jack Nitzsche.
Jack Nitzsche.
“Qualcuno volò sul nido del cuculo”, in quegli anni, ebbe particolarmente in Italia un'eco e un'influenza che va molto al di là della sua pur enorme valenza artistica. Ebbe una valenza politica e sociale assolutamente immensa. Gli anni in cui la repressione si abbatteva su tutti i movimenti, l'anno stesso (il 1975) di un aprile spaventoso in Italia (Claudio Varalli, Giannino Zibecchi, Rodolfo Boschi...), l'abbattimento del manicomio come istituzione in cui forse addirittura più del carcere si esplicava la violenza dell'istituzione statale; un film del genere divenne, immediatamente, un manifesto. E, assieme a lui, la sua musica. Quando ho conosciuto i tre filmati realizzati da 1/1v utilizzati per il ricordo di Walter Rossi, mi è apparso immediatamente naturale che il primo di essi la avesse come colonna sonora. Ed è per questo motivo che, oltre nella sua naturale categoria sui Lager dei Matti (La guerra dei manicomi), ho voluto inserire questo brano anche nella categoria delle Vittime della Repressione in Italia e nel mondo. E non soltanto a causa dei filmati, ma anche perché il personaggio di McMurphy è, pienamente, una vittima della repressione. Bisogna immaginarsi quanti autentici McMurphy, nei manicomi del mondo fin dal loro insorgere nel XVIII secolo (Bedlam), abbiano subito la stessa sorte. McMurphy non sorge dal nulla, non è un “personaggio”: è la realtà di secoli di reclusione e cieca repressione della malattia mentale da parte dello Stato, borghese o “socialista” che si definisse. E' la malattia mentale sia come stigma, sia come comodo strumento di eliminazione del diverso, dell'Altro e, non di rado, del nemico politico del “sovversivo”.

La stessa generazione che aveva fatto di quel film un simbolo di lotta e di liberazione, è stata poi distrutta, schiacciata, riempita di morte, di galera, di eroina. Ad essa, nella sua interezza; alle sue speranze ed alle sue lotte; ai suoi slanci ed alla sua distruzione questa pagina è dedicata, così come ai McMurphy e ai Capi Bromden di tutto il mondo e di tutte le epoche. Perché le infermiere Ratched sembrano avere trionfato, loro e la loro “legalità”; ma, da qualche parte, qualcuno tornerà a volare e lo sta già facendo, in questo momento, senza che noi lo sappiamo. [RV]

Ken Kesey, l'autore del romanzo.
Ken Kesey, l'autore del romanzo.


Qualcuno volò sul nido del cuculo

Jack Nicholson: McMurphy
Jack Nicholson: McMurphy


Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo's Nest) è un film del 1975 diretto da Miloš Forman, tratto dall'omonimo romanzo di Ken Kesey.

Ha segnato la storia del cinema nella trattazione innovativa di un argomento molto delicato come il disagio presente negli ospedali psichiatrici, denunciando in maniera drammatica il trattamento inumano cui sono stati sottoposti i pazienti ospitati nelle strutture ospedaliere statali, verso i quali è stato vigente un atteggiamento discriminatorio, alimentato dalla paura dell'aggressività che caratterizza in qualche caso la malattia mentale.

È tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey, pubblicato nel 1962 e tradotto in italiano nel 1976 da Rizzoli Editore. L'autore scrisse il libro in seguito alla propria esperienza da volontario all'interno del Veterans Administration Hospital di Palo Alto, in California.

È uno dei pochi film nella storia del cinema (insieme a Accadde una notte di Frank Capra e Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme) ad aver vinto tutti e cinque gli Oscar principali (miglior film, miglior regista, miglior attore, miglior attrice, migliore sceneggiatura non originale). Nel 1993 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Louise Fletcher: l'infermiera Ratched
Louise Fletcher: l'infermiera Ratched


Il titolo è altamente simbolico, ma la traduzione italiana limita la comprensione effettiva del suo significato. Letteralmente riprende il verso di una filastrocca: Three geese in a flock, one flew East, one flew West, one flew over the cuckoo's nest ("Uno stormo di tre oche, una volò ad est, una volò ad ovest, una volò sul nido del cuculo"). Il termine inglese "cuckoo" indica propriamente il cuculo, ma in senso traslato significa anche "pazzo" e quindi il titolo potrebbe essere tradotto con "qualcuno diventò pazzo". Il cuculo non costruisce un proprio nido ed è solito deporre le sue uova in quelli altrui. I piccoli di cuculo, una volta venuti al mondo, spingono fuori dal nido i figli degli uccelli che lo hanno costruito. Questa prole adottiva viene poi nutrita dai nuovi genitori che, guidati dall'istinto, continuano ad accudire i nuovi nati come se fossero i loro. Un ulteriore significato può essere dato dal fatto che, il protagonista, giunto nell'ospedale psichiatrico, porta gli altri pazienti ad interpretare la loro permanenza all'interno della struttura in modo innovativo, fuori dai canoni infermieristici e cambiando abitudini, stravolgendo cioè "il nido" e le sue precedenti regole.

La vicenda si svolge all'interno dell'Ospedale Psichiatrico di Stato (State Mental Hospital) di Salem (Oregon). Lì giunge, da un campo di lavoro carcerario americano, un uomo di nome Randle Patrick McMurphy a colloquio con il primario. Il Dottor Spivey spiega a McMurphy che dovrà essere trattenuto nell'ospedale psichiatrico per essere vagliato, cioè per determinare se la sua malattia mentale sia reale o simulata.

Il signor McMurphy apparentemente aderisce, ma pur sapendo di essere sotto osservazione in reparto tiene un comportamento anticonformista nei confronti delle regole che rigidamente disciplinano la vita dei degenti. Tanto per incominciare fa il verso ad un nativo americano gigantesco, imitando una danza tribale indiana, poi non prende la medicina e la sputa in faccia ad un altro paziente. Quando non gli viene concesso di vedere la partita di baseball in TV, propone dapprima di sfondare la finestra con un pesante lavabo, ma non riesce a sollevarlo. Poi si improvvisa radiocronista di una immaginaria partita, e sobilla i degenti a fare rumore, mettendosi contro la caporeparto, Signora Ratched. Un'altra volta organizza una fuga riuscita e conduce i degenti a pescare in una gita su una barca rubata, spacciando sé e gli altri per un club di scienziati. Giocando a poker vince tutte le sigarette dei suoi compagni di malattia, così la caporeparto, Signora Ratched è costretta a razionarle. Ne nasce un violento parapiglia e invece di tenersi fuori, come fanno tutti ad eccezione di un altro paziente e del Capo indiano, si scaglia a pugni contro un infermiere e perciò finisce nel reparto agitati, dove è sottoposto ad elettroshock.

Sull'esempio di McMurphy, i degenti imparano ad essere persone e a esprimere liberamente le proprie necessità, contro l'austera disciplina imposta dalla caporeparto Signora Ratched, usando il principio della votazione a maggioranza, che lei stessa ha usato in passato per imporre le regole istituzionali, facendo leva sullo stato di inferiorità nella quale si trovavano gli ammalati mentali. McMurphy, instaurata un'amicizia con Billy Bibit, un ragazzo introverso e affetto da balbuzie, e con il "Grande Capo" Bromden (un nativo sordomuto di gigantesche dimensioni), capisce quella che lui chiama: "la disonestà di fondo di Mildred" e assieme ai degenti cerca di smontarla. I degenti si rendono conto che malgrado la propria malattia sono comunque persone rispettabili e ammirano McMurphy per le sue aspirazioni libertarie. Ma McMurphy finalmente capisce che l'ospedale psichiatrico non è un luogo adatto a lui e pensa di potersene andare alla scadenza della pena, ma, dopo 68 giorni, un inserviente gli fa notare che non è così. Lui, adesso che è considerato un ammalato psichiatrico, rimarrà lì, finché non verrà ritenuto guarito, finché vogliono loro, senza una data precisa in cui uscirà e senza limiti di tempo, e allora McMurphy decide di scappare.

Will Sampson: Capo Bromden
Will Sampson: Capo Bromden


McMurphy scopre poi che Bromden si è, da sempre, finto sordomuto per sbarcare il lunario in ospedale, decidono di scappare insieme in Canada ma prima, corrompendo il custode notturno, organizza una festicciola notturna d'addio per i compagni con la partecipazione di due giovani donne benevolenti, fatte entrare di soppiatto da una finestra. L'ubriachezza vanifica la fuga e, invece di scappare, McMurphy si addormenta insieme a tutti. La mattina successiva la Caposala Ratched trova il reparto sottosopra, sporcizia, bottiglie vuote di superalcolici, cicche e gli avanzi della baldoria, la serratura della finestra forzata. In questo disordine inconcepibile in un distinto e ben gestito, quasi modello, reparto come il suo, la Signora Ratched coglie molti degenti addormentati per terra e Billy a letto con una delle ragazze. Billy, di fronte all'ennesima violenza mentale subita (la minaccia della caposala di denunciare il suo operato alla madre), è sgomento, ha paura, perde la testa e si suicida per la vergogna. Di fronte all'evidente responsabilità della Signora Ratched, McMurphy ha un attacco violento e aggressivo, così le salta addosso tentando di strangolarla, ma un inserviente lo stordisce. Di fronte a quest'ultimo episodio la commissione medica si convince che McMurphy è un ammalato pericoloso e che questa sua aggressività vada curata con una lobotomia. Mentre tutti i degenti si chiedono dove sia finito, una notte McMurphy appena operato, instupidito, viene ricondotto in reparto. L'indiano, Capo Bromden, quando lo vede in queste condizioni, senza più forza di volontà, decide di non abbandonarlo al suo destino: lo uccide, soffocandolo con un cuscino. Poi strappa da terra il pesante lavabo di marmo (quello che lo stesso McMurphy, all'inizio, aveva cercato invano di staccare), lo scaglia contro una finestra e fugge dalla breccia, correndo lontano verso la libertà in Canada.

Kirk Douglas aveva inizialmente destinato a se stesso il ruolo del personaggio protagonista fin da quando acquistò i diritti per la produzione del film. Suo figlio Michael, dopo che il padre gli ebbe ceduto la produzione, decise che Kirk era troppo vecchio per quella parte. Il ruolo di McMurphy venne inizialmente offerto a James Caan, che rifiutò. Si pensò anche a Marlon Brando e a Gene Hackman, prima di assegnare definitivamente la parte a Jack Nicholson. Nicholson aveva 38 anni quando fu girato il film e ne ha altrettanti R.P. McMurphy (il personaggio da lui interpretato).

Il ruolo della protagonista femminile venne rifiutato da cinque attrici (Anne Bancroft, Colleen Dewhurst, Geraldine Page, Ellen Burstyn e Angela Lansbury) finché Louise Fletcher l'accettò appena una settimana prima dell'inizio delle riprese.

Ellen Burstyn rifiutò il ruolo poiché all'epoca doveva prendersi cura del marito malato mentalmente. Il ruolo, cucito per la Burstyn, ha portato gli inesperti a confondersi con le due attrici (Fletcher e Burstyn) tanto da elogiare in prima persona Ellen Burstyn per una parte appunto non interpretata. La stessa Fletcher dichiarò che fece del suo meglio in uno dei ruoli di Ellen Burstyn, tuttavia la Fletcher riuscì magnificamente nella prova recitativa.

Per studiare la parte, gli attori hanno partecipato alle sedute di psicoterapia insieme ai pazienti.
1. Ending Scene. Scena finale



2. Full Theme (Opening and Ending Scene). Tema completo (Scena iniziale e finale)



3. Contro l'oblio di quegli anni di sangue. Against Oblivion of Those Bloodstained Years.

Temi: 1. Qualcuno volò sul nido del cuculo
2. When The Tigers Broke Free - Pink Floyd
3. Funky Dung - Pink Floyd
(da Atom Earth Mother, 1973)

Themes: 1. One Flew Over the Cuckoo's Nest
2. When The Tigers Broke Free - Pink Floyd
3. Funky Dung - Pink Floyd
(from Atom Earth Mother, 1973)






inviata da Riccardo Venturi - 3/3/2013 - 21:17


Posso tranquillamente affermare che fino ad ora è il mio film preferito. Un'emozione dopo l'altra. Da lacrime.

Luca 'The River' - 5/3/2013 - 01:36


Il brano che fa da colonna sonora al terzo video non è "Funky Dung", ma "Remergence" ultima parte della suite "Atom Heart Mother" dei Pink Floyd, risalente al 1970. "Funky Dung" è un'altra sezione della composizione.

Paolo - 13/8/2015 - 02:51


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