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Verranno a chiederti del nostro amore

Fabrizio De André


Lingua: Italiano

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fabfuma
[1973]
Testo di Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio
Musica di Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio
Album: Storia di un impiegato
Altri interpreti: Premiata Forneria Marconi, Eugenio Finardi, Lino Straulino, Cristiano De André

Lyrics by Fabrizio De André and Giuseppe Bentivoglio
Music by Fabrizio De André and Giuseppe Bentivoglio
Album: Storia di un impiegato ("Story of a White Collar")
Also performed by: Premiata Forneria Marconi,Eugenio Finardi, Lino Straulino, Cristiano De André

Paroles de Fabrizio De André et Giuseppe Bentivoglio
Musique de Fabrizio De André et Giuseppe Bentivoglio
Album: Storia di un impiegato ("Histoire d'un fonctionnaire")
Autres interprètes: Premiata Forneria Marconi,Eugenio Finardi, Lino Straulino, Cristiano De André

fiori


Questa canzone, famosissima, di Fabrizio De André (da un album che parla di un giovane impiegato che si ribella, diventa bombarolo solitario e viene messo in galera) intenderebbe aggiungere qualche dato alla canzone greca inserita da Gian Piero Testa, ed anche alla domanda che egli si pone. La riporto: “Ohibò, che ammazzare il lavoro non sia la strada più giusta?”. Temo che non potremo saperlo, almeno per un po' di tempo. Nella canzone greca una ragazza piange per il suo ragazzo disoccupato, che non ha nemmeno i soldi per comprarsi le sigarette; qui un impiegato che sta andando in galera per aver buttato una bomba artigianale contro il parlamento, colpendo invece un chiosco di giornali, dà invece un terribile addio alla sua fidanzata parlando di lei.

E' una canzone, certo, che fa parte di un concept album, vale a dire di una storia intera svolta attraverso delle canzoni. Ma ritengo che abbia anche vita pienamente autonoma. Assieme ad essa, proverò a rovesciare la domanda di Gian Piero: “ohibò, che il lavoro non sia la strada più giusta?”. E' pur vero che ogni questione ammette e giustifica il suo contrario. L'impiegato dell'album, che svolge un percorso di presa di coscienza e ribellione, passando dal suo individualismo piccolo-borghese ad una coscienza collettiva che assume in prigione, se la pone eccome questa domanda. Se la pone raccontando la sua storia con la fidanzata, e particolarmente in una strofa che, a mio parere, vale da sola due terzi di tutte le canzoni inserite nel percorso Morte al lavoro. Mi sono sentito di evidenziarla nel testo, questa strofa; in pochi versi, delinea ciò di cui si è reso conto l'impiegato dando l'addio alla ragazza. Si è reso conto che il lavoro, nel tipo di società contro la quale si è rivoltato, è esclusivamente schiavitù e morte. Una schiavitù e una morte espresse mediante il paragone con la sfioritura della persona amata, con la sua appartenenza totale a dei padroni. In quest'addio ci sono due prigioni: quella in cui il potere, scagliato dalle mani in due versi da brivido, mette lui stesso; e quella in cui lo stesso potere, in una forma diversa ed uguale al tempo stesso, mette la ragazza. E' l'impiegato stesso che se ne accorge chiaramente: le galere e i padroni hanno cambiato entrambi, rendendoli schiavi, prigionieri.

La ragazza potrà anche comprarsi le sigarette: a quale prezzo? Quelle sigarette sulle quali, adesso, sta scritto che “il fumo uccide”, una dicitura che però nessuno si sogna di apporre sulle decine di forme terrificanti che ha assunto il lavoro. Ed ecco quindi questa canzone dove si dicono delle cose, mentre altre vengono lasciate all'intuizione. Si intuisce che una risposta potrebbe essere la distruzione di quelle due galere che, in fondo, sono una sola: quella fisica, le mura e le sbarre; quella del lavoro-galera. [RV]






Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

Non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"

Non son riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato, lo sai.


E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi

Digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carezze dell'amore
era facile ormai

Non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata, lo sai.


Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro

Ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi


Sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.


Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,

Andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,

Continuerai a farti scegliere
o, finalmente, sceglierai.

inviata da Riccardo Venturi - 15/5/2012 - 12:30




Lingua: Inglese

English translation by Riccardo Venturi
May 15, 2012
Traduzione inglese di Riccardo Venturi
15 maggio 2012

Storicamente, le traduzioni di Fabrizio De André sono state le prime traduzioni di canzoni che abbia mai fatto; una tradizione che si rinverdisce oggi.


verrannopanca
THEY'LL COME AND ASK YOU ABOUT OUR LOVE

When, well before you get amazed,
they'll come and ask you about our love
to those people so skilled in gaining persuasion
don't give in too much haste
so a long lasting love.

Don't let your lips be clogged up with too many words,
your lips so restrained in the fantasies of love
and, after love, so firm in taking shelter in the always
and in false minded nevers

I haven't been able to change you,
you didn't change me, you know.


They'll bring a mirror behind their microphones
so that you look nicer and think of me as an old man,
so show them a makeup you didn't use with me,
and they'll get astonished
that I wasn't enough for you.

Tell them that I threw power away from my hands
where love wasn't grown up and I left scratches on your breast
then coming back after love
to the caresses of love,
it was so easy, then

You haven't been able to change me,
I didn't change you, you know.


Tell them they've always given me back your eyes
like flowers presented in May and returned in November,
your eyes like returnable bottles for your employers,
your eyes employed since three years,
your eyes in their possession.

Now good for combing plages with the excuse of searching for coral
or for throwing oneself into a cinema with a stone around the neck
and too tired not to be ashamed
to confess it in my eyes,
really the same as yours


They've been able to change us,
they did change us, you know.


But letting others be unaware of all this,
tell me, how does one feel without any program?
Will you admire yourself on so much as to wear yourself at your finger,
will you make love out of love
or to get it assured?

Will you go to live with Alice, who makes whisky by distilling flowers
or with a donjuan who promises you to introduce you to his parents
or will you stay, far more simply,
where a moment is the same as any,
without asking to yourself why?

Will you keep on being chosen,
or, finally, will you make a choice?

15/5/2012 - 14:36




Lingua: Inglese

La versione inglese di Dennis Criteser [2014]
Dal blog Fabrizio De André in English

"The worker, now incarcerated, writes this letter of farewell to his former fiance. In what has been to this point a completely political album, De André inserts a love song in part because he thought it was too arid and lacking in humanity. The song was written for the woman he was involved with in between his two wives, the same woman for whom "Giugno '73" was composed." - Dennis Criteser
THEY'LL COME TO ASK YOU ABOUT OUR LOVE

When, before you even know about it, to your amazement
they come to ask you about our love,
to those people consumed with grabbing one's attention,
a love so long,
don’t you give it to them so easily.
Don’t throw your lips open to a snarl of words,
your lips so restrained in the fantasies of love,
after love so secure in taking refuge in the “forevers,”
in the hypocrisy of the “nevers.”
I haven’t managed to change you,
you haven’t changed me, you know.

And off camera they’ll bring a mirror
to make you more beautiful and, thinking I’m old already,
you give them a makeup you never wore with me.
And they'll be astonished
that you weren’t enough for me.
Just tell them that power, I hurled it from my hands
where love wasn’t grown-up,
and I left scratches on your breasts,
to return after love-making
to the caresses of love.
It was easy at the time.
You weren’t able to change me,
I didn’t change you, you know.

Tell them your eyes always came back to me
like flowers bestowed in May, given back in November,
your eyes like returnable containers
for whoever gave you work,
your eyes hired for three years,
your eyes for them,
now good for sifting beaches
under the pretext of cheap red,
or for throwing yourself into a movie
with a stone at your neck,
and too tired to not feel ashamed,
to confess it in mine eyes,
just identical to yours.
They managed to change us,
they managed to, you know.

But without others knowing anything about it,
tell me without a program, tell me what it feels like.
You’ll keep admiring yourself
so much you'll want to wed yourself.
You’ll make love for love’s sake,
or to have it guaranteed.
You’ll go live with Alice,
who makes herself whiskey distilling flowers,
or with a Casanova
who promises to introduce you to his parents,
or you’ll remain more simply
where one moment deserves another,
without asking yourself how come.
You'll continue to make yourself choose,
or finally you will choose.

inviata da Gaspard De La Nuit - 17/2/2016 - 04:26




Lingua: Francese

Versione francese di M.R.
Version française de M.R.
ILS VIENDRONT S'ENQUÉRIR DE NOTRE AMOUR

Lorsqu'ils viendront s'enquérir de notre amour,
en devançant ta stupeur
à ces personnes usées d'avoir tant conseillé
ne confie pas à la hâte un amour si long.
N'aie pas les lèvres toutes engorgées de paroles
tes lèvres si pleines de retenue dans les fantaisies amoureuses
et après l'amour toujours certaines de se réfugier dans des "toujours" ou dans l'hypocrisie des "jamais".
Je n'ai pas réussi à te changer
tu ne m'as pas changé tu le sais.

Et derrière leurs microphones ils mettront un miroir
pour te rendre plus belle et me voir déjà vieux
tu leur offriras un maquillage que tu ne portais pas pour moi
et eux s'étonneront
que tu n'aies pas suffi.
Dis-leur bien que le pouvoir moi je l'ai jeté de mes mains
où l'amour n'était pas adulte et que je laissais des griffures sur tes seins
pour revenir après l'amour aux caresses de l'amour, c'était déjà facile.
Tu n'as pas réussi à me changer
je ne t'ai pas changée tu le sais.

Dis-leur que tes yeux on me les a toujours rendus
comme des fleurs offertes en mai et restituées en novembre
tes yeux comme consignes à rendre à ceux qui te donnaient du travail
tes yeux embauchés depuis trois ans
tes yeux pour eux.
Déjà bons pour tamiser des plages sous prétexte du corail
ou pour se jeter dans un cinéma avec une pierre au cou
trop fatigués pour ne pas avoir honte
de se reconnaître dans les miens identiques aux tiens.
Ils ont réussi à nous changer
Ils ont réussi tu le sais.

Mais sans que les autres n'en sachent rien
dis-moi sans un programme, dis moi comment on se sent
continueras-tu à t'admirer tant au point de vouloir te porter en bague
feras-tu l'amour par amour ou pour qu'il te soit garanti,
iras-tu t'installer chez Alice qui fait son whisky en distillant des fleurs
ou chez un Casanova qui te promet de te présenter à ses parents,
ou resteras-tu plus simplement là où les instants se valent
sans te demander pourquoi,
continueras-tu à te faire choisir,
ou feras-tu tes choix finalement.

inviata da M.R. - 4/8/2012 - 13:45




Lingua: Francese

La versione francese di Riccardo Venturi e Joëlle Iannicelli
Bruay sur l'Escaut /59/, 15 settembre 2002
Version française de Riccardo Venturi et Joëlle Iannicelli
Bruay sur l'Escaut /59/, 15 septembre 2002


La traduzione è dedicata a Oreste Scalzone
La traduction est dédiée à Oreste Scalzone
ILS VIENDRONT S'ENQUÉRIR DE NOTRE AMOUR

Lorsqu'en avance sur ta stupeur
Ils viendront s'enquérir de notre amour,
A ces gens-là, si entraînés à se faire écouter,
Ne donne pas trop vite un amour si long.
N'engorge pas tes lèvres avec des mots en bouchon,
Toi qui retenais toujours tes fantasmes d'amour,
Après l'amour si prête à te réfugier dans les "toujours",
Dans l'hypocrisie des "jamais"…
Je n'ai pas su te changer,
Tu ne m'as pas changé, tu le sais.

Avec leurs microphones, ils vont t'apporter un miroir
Pour te faire plus belle, pour que tu me penses déjà vieux…
Tu te maquilleras comme tu ne faisais jamais avec moi
Et ils s'étonneront que tu ne me suffisais pas.
Dis-leur donc que le pouvoir, moi je l'ai jeté de mes mains
Où l'amour n'était pas adulte, tout en griffant ton sein,
Pour revenir, après l'amour, aux caresses de l'amour,
C'était tellement facile…
Tu n'as pas su me changer,
Je ne t'ai pas changée, tu le sais.

Dis-leur que tes yeux on me les a toujours rendus
Comme des fleurs qu'on offre en mai et qu'on rend en novembre,
Tes yeux comme des consignes pour tes employeurs,
Tes yeux embauchés depuis trois ans, tes yeux pour eux.
Déjà bons pour tamiser des plages sous prétexte du corail
Ou pour se jeter dans un cinéma avec une pierre au cou,
Trop fatigués pour ne pas avoir honte de se reconnaître dans les
miens,
Tout à fait pareils aux tiens…
Ils ont su nous changer,
Ils l'ont fait, tu le sais.

Mais sans que les autres n'en sachent rien,
Dis-moi, comment on se sent sans rien programmer?
Tu seras encore tellement fière que tu te montreras toi-même du doigt,
Tu feras l'amour par amour, ou pour que ça ne te manque pas?
Tu iras t'installer chez Alice qui fait son whisky en distillant des fleurs,
Ou chez un dragueur qui a promis de te présenter à ses parents?
Ou tu resteras plus simplement où les moments sont tous pareils
Sans te demander comment ça se fait?
Tu iras encore te faire choisir,
Ou, enfin, tu choisiras?

inviata da Gaspard De La Nuit - 17/2/2016 - 04:30




Lingua: Spagnolo

Versione spagnola di Santiago
VENDRÁN A PREGUNTARTE DE NUESTRO AMOR

Cuando anticipados a tu asombro,
vengan a preguntarte sobre nuestro amor
a esa gente consumada en llamar la atención,
un amor así de largo, tú no se los des tan de prisa.

No permitas que tus labios se obstruyan con demasiadas palabras,
tus labios tan reprimidos en las fantasías del amor,
y después el amor, tan seguro refugiado en los “siempre”,
en la hipocresía de los “nunca”.

No fui capaz de cambiarte,
no me has cambiado lo sabes.


Y detrás de los micrófonos traerán un espejo
para hacerte más bella y pensarme ya viejo
tú regálales un maquillaje que conmigo no lucías
y ellos se asombrarán
de que tú no me bastabas,

Puedes decirles que el poder yo lo he arrojado de las manos
donde el amor no era adulto y te dejaba rasguños en los senos
regresar después del amor,
a las caricias del amor,
era fácil entonces.

No fuiste capaz de cambiarme,
no te cambié lo sabes.


Diles que tus ojos me los han devuelto siempre
como flores regaladas en mayo y devueltas en noviembre
tus ojos como botellas retornables para quien te dio trabajo
tus ojos contratados desde hace tres años
tus ojos para ellos,

entonces buenos para cernir playas con la excusa del coral
o para lanzarse a un cine con una piedra al cuello
y demasiado cansados para no avergonzarse
de confesarlo en los míos
lo mismo que en los tuyos.

Fueron capaces de cambiarnos
fueron capaces, lo sabes.


Pero sin que los otros sepan nada de esto,
dime sin un programa, dime cómo te sientes
continuarás admirándote tanto al punto de querte llevar en el dedo
harás el amor por amor
o para garantizarlo,

te irás a vivir con Alice que hace el whiskey destilando flores
o con un Casanova que te promete presentarte a sus padres
o más simplemente te quedarás
donde un momento bien vale otro
sin preguntarte porqué,

Continuarás siendo elegida
O finalmente elegirás.

inviata da Santiago - 28/6/2016 - 22:59




Lingua: Tedesco

Traduzione / Translation / Traduction / Übersetzung: Michi & Herbert Killian
SIE WERDEN DICH ÜBER UNSERE LIEBE BEFRAGEN

Wenn sie, vor deinem Erstaunen
dich über unsere Liebe befragen werden
diesen Leuten verschlissen in ihrer Rechthaberei
eine so lange Liebe
gib sie nicht eilig her

Öffne nicht die Lippen einer Flut von Wörtern
deine so gebremsten Lippen in der Fantasie der Liebe
nach der Liebe so sicher um Zuflucht zu suchen im „Immer“
In der Scheinheiligkeit des „Niemals“

Es ist mir nicht gelungen dich zu ändern
du hast mich nicht geändert du weißt es.

Und hinter die Mikrofone werden sie einen Spiegel stellen
um dich schöner zu machen und mich älter denken
schenk ihnen ein Make up das du für mich nie aufgelegt hast
und sie werden sich wundern
dass du mir nicht gereicht hast

Sag ihnen ruhig dass ich die Macht aus den Händen geschleudert habe
wo die Liebe nicht erwachsen war und ich dir Kratzer auf den Brüsten hinterlassen habe
um zurückzukehren nach der Liebe
zu den Zärtlichkeiten der Liebe
es war einfach jetzt

Es ist dir nicht gelungen mich zu ändern
ich habe dich nicht geändert du weißt es.

Sag ihnen dass deine Augen es mir immer zurückgegeben haben
wie Blumen verschenkt im Mai und zurückgegeben im November
deine Augen wie Pfandgläser für den der dir Arbeit gegeben hat
deine Augen seit drei Jahren angestellt
deine Augen für die

Nunmehr gut um Strände zu sieben unter dem Vorwand der Korallen
oder um sich in ein Kino zu werfen mit einem Stein um den Hals
und zu müde um sich nicht zu schämen
es in meinen zu beichten
völlig identisch mit deinen

Sie haben es geschafft uns zu ändern
sie haben es geschafft du weißt es.

Aber ohne dass die anderen es nicht wissen
sag mir ohne ein Konzept sag mir wie fühlt man sich
wirst du dich weiter so bewundern um dich am Finger tragen zu wollen
wirst du Liebe machen aus Liebe
oder weil du es garantiert hast,

Wirst du mit Alice leben die Whisky macht ¬indem sie Blumen destilliert
oder mit einem Casanova der dir verspricht dich seinen Eltern vorzustellen
oder wirst du einfach dort bleiben
wo ein Augenblick dem anderen gleicht
ohne dich je zu fragen warum,

Wirst du dich weiterhin auswählen lassen
oder wirst du endlich auswählen.

inviata da Juha Rämö - 7/9/2016 - 11:19




Lingua: Occitano

La versione occitana dei Lou Tapage

2010
Storia di un impiegato (in occitano)

LT storia di un impiegato

[Il testo non è per ora disponibile e verrà trascritto all'ascolto. /CCG AWS Staff]

inviata da dq82 - 16/3/2016 - 15:58


Per Santiago, se legge:

grazie delle tue belle traduzioni allo spagnolo. Stai facendo qualcosa di molto importante. Anche su questa, che non è certo una canzone facile, te la sei cavata secondo me molto bene. Ho solo due dubbi sulla tua traduzione:

1) "Digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani..."
qui il pure non ha valore aggiuntivo (sinonimo di anche) ma concessivo quindi invece di "diles también" io scriverei "puedes decirles..." o qualcosa del genere (cfr. inglese Just tell them o in francese Dis-leur bien)

2) "dove un attimo vale un altro" non è "vale la pena" ma credo "bien vale otro" (non sono sicuro che si dica così).

Sei d'accordo?

Un saluto e grazie ancora!

Lorenzo - 30/6/2016 - 21:21


Sì, completamente d'accordo.

1) "Puedes decirles que el poder..."
2) "un momento bien vale otro"

Ti ringraziamo per i tuoi commenti Lorenzo.

Saluti.

Santiago - 6/9/2016 - 21:26


'sto finardi è meglio che smette ormai, ha rovinato troppe canzoni...

krzyś - 7/9/2016 - 02:07


Assolutamente in disaccordo... la cover di Finardi fu fatta in occasione del concerto del 12 marzo 2000, poi registrato nell'album "Faber, Amico Fragile" (2003). E secondo me è una delle migliori cover di quell'album. Poi può piacere o meno il concetto stesso di cover, ma quello fu un omaggio gratuito a De André (i proventi dell'album andarono alla fondazione De André)

Dq82 - 7/9/2016 - 10:02


Anche secondo me la cover di Finardi e' molto bella e trovo che la canzone sia molto adatta per la sua voce. Non dimentichiamo che Finardi era amico di Fabrizio e aveva aperto diversi suoi concerti negli anni '70 compresi - se non erro - anche quelli del famoso tour con la PFM. Aggiungo che anche la versione di Cristiano, che in altre occasioni ricalca un po' troppo pedissequamente la voce del padre e gli arrangiamenti originali, e' nel caso di questa canzone bellissima e commovente.

Lorenzo - 7/9/2016 - 10:25


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