Γυρίζουν όλη τη μέρα κι έπειτα παίρνουν
βενζίνη ή άλλο καύσιμο ή το πιστόλί τους,
βαδίζουν ήσυχα, και στα χέρια φέρνουν
για τελευταία φορά όλη τη ζωή τους.
Ήταν η ζωή τους, λένε, δουλεία,
Θεέ μου, φρικτά ψέματα αφεντάδων
τα δάκρυα, ο ίδρως, πάνε στη πλατεία
Συντάγματος, πλατεία φαντασμάτων.
Στέκονται προ της Βουλής κι ακούνε
εκείνους να παρλάρουν για μία λύση,
τους αφεντάδες που μας αυτοκτονούνε,
που κάθε μέρα μας έχουν μεθύσει,
Τους αφεντάδες που μας αυτοκτονούνε,
που κάθε μέρα μας έχουν μεθύσει.
Όλα τελείωσαν. Η απάντηση να τη,
σύντομη, απλή, βαθιά, καθώς ταιριάζει,
μία φλόγα, ανταρσία, θυμό γεμάτη
για την αηδία που τους αρπάζει.
Βλέπουν απελπισία σε κάθε χώρα,
λένε, Να κρεμαστούν δεν είναι λάθος,
«όλα στο διάολο» φωνάζουνε, «τώρα,
μας παίρνει ο σκότος και πάμε στο βάθος.
«όλα στο διάολο» φωνάζουνε, «τώρα,
μας παίρνει ο σκότος και πάμε στο βάθος.”
23/4/2012 - 00:51
SUICIDI OCCUPAZIONALI
Girano tutto il giorno, e poi prendono
benzina, o altro carburante o la loro pistola,
camminano tranquilli e nelle mani portano
per l'ultima volta tutta la loro vita.
La loro vita, dicono, è stata schiavitù,
Dio mio, le orrende bugie dei padroni,
le lacrime, il sudore, vanno in piazza
Syntagmatos, piazza di fantasmi.
Si fermano davanti al Parlamento e sentono
quelli che cianciano di una soluzione,
i padroni che ci suicidano,
che ogni giorno ci hanno ubriacati,
I padroni che ci suicidano,
che ogni giorno ci hanno ubriacati.
Tutto è finito. Ecco la risposta,
laconica, semplice, profonda come conviene,
una fiammata piena di resistenza e rabbia
per lo schifo che li porta via.
Vedono disperazione in ogni paese,
dicono: Impiccarli non è sbagliato,
“vada tutto al diavolo”, gridano, “ora
ci prende il buio e andiamo nel profondo.
“Vada tutto al diavolo”, gridano, “ora
ci prende il buio e andiamo nel profondo.”
23/4/2012 - 01:23
Gian Piero Testa - 23/4/2012 - 22:56
Sull'aria di Ιδανικοί αυτόχειρες
[Karyotakis - Moutsis - Xylouris]
Testo greco di Riccardo Venturi
[23 Απρίλης 2012]
Υπέρ της μελωδίας του τραγουδιού Ιδανικοί αυτόχειρες
[Καρυοτάκης - Μούτσης - Ξυλούρης]
Ελληνικοί στίχοι του Ρικάρντου Βεντούρη
Il 9 aprile scorso lo aveva fatto Dimitris Christoulas: un pensionato ateniese di 77 anni che si è sparato davanti al Parlamento, in piazza Syntagmatos, lasciando scritte queste parole:
"Il governo Tsolakoglou ha annientato tutte le tracce della mia sopravvivenza, che si basava su una pensione molto dignitosa, e che con questi soldi ho vissuto e pagato per 35 anni senza alcun aiuto da parte dello Stato. E poiché la mia età avanzata non mi permette di reagire in modo dinamico (anche se un mio connazionale greco dovesse prendere un Kalashnikov, sarei proprio dietro di lui), non vedo altra soluzione che questa fine dignitosa alla mia vita, perchè non mi voglio trovare nella condizione di mangiare dai bidoni della spazzatura. Io credo che i giovani, persone senza futuro, un giorno prenderanno le armi e appenderanno i traditori di questo paese a piazza Syntagma, proprio come gli italiani hanno fatto a Mussolini nel 1945 in piazzale Loreto a Milano."
Ieri lo ha fatto Savas Metoikidis, un insegnante di 45 anni, a Stavroupoli.
In Grecia, come scrive Baruda, "Sono più di mille i suicidi avvenuti in Grecia dall’inizio della devastazione della società per mezzo del piano di austerità,
ma dopo quello di Dimitris Christoulas, questo è il secondo compagno che sceglie di farlo, e di renderlo atto pubblico, il primo scegliendo un luogo simbolo come Syntagma -piazza del parlamento greco-, il secondo lasciando un inequivocabile testo per spiegare il suo gesto."
Più di mille persone in Grecia. E anche in Italia il suicidio delle persone schiacciate dalla crisi irreversibile del capitalismo è un fatto quotidiano. Tutto questo mentre lorsignori ci parlano di "coesione sociale" e di "costruttività". Dovremmo invece parlare soltanto della distruttività cui ci costringono questi autentici terroristi. Questi sì che lo sono veramente, e soltanto loro.
Vorrei allora dedicare a Dimitris, a Savas e a tutti coloro che hanno scelto la via estrema della morte per lanciare un grido, questa canzone che è ripresa a sua volta da una canzone che parla del suicidio. Mi è sembrato quasi naturale. E' una canzone greca, e in greco l'ho mantenuta; ma è scritta in realtà in tutte le lingue di questo mondo stuprato. [RV]