Po dolinam i po vzgoŕjam
[1922 / 1929]
Testo / Lyrics / Paroles / Sanat:
-
Pëtr Semënovič Parfënov (1894-1937)
-
Sergej Jakovlevič Alymov (1892-1948)
Musica / Music / Musique / Sävel:
Aleksandr Vasilevič Aleksandrov (1883-1946)
Dopo aver rielaborato la pagina sulla
Makhnovscina (e, soprattutto, sulla sua
versione francese di Étienne Roda-Gil), è stata totalmente rielaborata la pagina di
По долинам и по взгорьям. Chi ha, in questi ultimi tempi, seguito un po' la ristrutturazione della pagina sulla Makhnovscina, sa già che i due canti sono strettamente collegati attraverso la melodia, che è la medesima; una melodia popolarissima e onnipresente, che ha letteralmente attraversato l'Europa in guerra e in lotta (e che è utilizzata ancora ai giorni nostri). Questo ha ingenerato parecchia confusione quando si parla dei due canti; non di rado, ad esempio, vengono considerate “versioni della Makhnovscina” dei canti che, in realtà, sono versioni di
По долинам и по взгорьям in russo e in altre lingue; e viceversa. In questo sito, inoltre, era presente (fin dal 2014) una pagina su
Po šumama i gorama, un canto partigiano jugoslavo che altro non è che la versione serbocroata di
По долинам и по взгорьям (tale pagina è stata integrata in questa, ed è stata quindi cancellata dal sito). Questa pagina si ripropone quindi di fare un po' di chiarezza, tenendola separata dalla Makhnovscina ma non perdendone mai di vista le connessioni molto strette. La distinzione ha anche, e ovviamente, una connotazione ideologica: detto brutalmente, la Makhnovscina è un canto anarchico,
По долинам и по взгорьям è un canto comunista, entrambi però incentrati sulla lotta partigiana. Si tratta di due canti indipendenti come collocazione e legati a episodi differenti (comunque tutti nell'ambito della Guerra Civile Russa), ma derivati da una fonte musicale e testuale comune precedente rielaborata a seconda delle circostanze storiche, geografiche (l'Ucraina, l'Estremo Oriente) e, soprattutto, ideologiche. Si aggiunga anche, come conclusione necessaria, che anche l'Armata Bianca controrivoluzionaria ne ebbe non solo due sue versioni, ma anche che tali versioni sono quelle originarie, che precedono tutte le altre (
Makhnovscina compresa). In pratica, la melodia fu utilizzata da tutte e tre le componenti in lotta nella guerra civile (comunisti, anarchici, controrivoluzionari). Abbiamo quindi voluto e dovuto dare conto delle
Versioni "Bianche" affinché la pagina fosse veramente completa dal punto di vista storico. Sull'origine della melodia e del testo di
По долинам и по взгорьям, occorre senz'altro rimandare a quanto detto nell'
introduzione alla Makhnovscina, e che qui si ripete per mera comodità (ma con qualche link interno e esterno in più):

V. A. Giljarovskij (1855-1935)
In ultima analisi, tutte le versioni e varianti del canto (compresa, ovviamente, la Makhnovscina) sembrano risalire ad una
composizione musicale militare di tale
Jurij Černjavskij (sul quale le notizie sono pressoché inesistenti) che avrebbe composto, nel 1915, un canto destinato alle reclute su testo del poeta
Vladimir Alekseevič Giljarovskij (1855-1935). Tale canto, intitolato
Марш Сибирских стрелков [Marš Sibirskix strełkov, “Marcia dei fucilieri siberiani”], fu rielaborato una prima volta nel 1918 dal colonnello P. Batorin come
Марш Дроздовского полка [Marš Drozdovskovo połka, "Marcia del Reggimento Drozdovskij"]. Il Reggimento Drozdovskij apparteneva all'Armata Bianca controrivoluzionaria; il suo comandante, Anton Turkul, il 27 giugno 1919 fece rielaborare la melodia da parte di un noto compositore, l'ucraino (di Kiev)
Dmitrij Pokrass (di origine ebraica e che sarebbe in seguito divenuto membro del Partito Comunista dell'Unione Sovietica). La rielaborazione avvenne nella città di Kharkov (o Kharkiv in ucraino), e questo può contribuire a spiegare anche l'immediata diffusione tra gli anarchici ucraini makhnovisti. Il canto fu subito eseguito: il 29 giugno 1919 fu cantata ad un banchetto organizzato per festeggiare la presa di Kharkov da parte dell'Armata Bianca.

P. S. Parfënov (1894-1937)
Il testo nella sua componente comunista fu infine rielaborato nel 1922, da parte del poeta
Pëtr Semënovič Parfënov (1894-1937); sulla melodia oramai consolidata nelle sue linee base, Parfënov scrisse un
Марш дальневосточных партизан [Marš dalnevostočnyx partizan “Marcia dei partigiani dell'Estremo Oriente”], dedicato alla II Divisione dell'Amur. Nel manoscritto, Pëtr Parfënov raccontò una sua versione sull'origine del canto, da lui dedicato all'ufficiale e politico di origine moldava
Sergej Georgijevič Laso, che, nel maggio del 1920, era stato fatto prigioniero dai Bianchi e atrocemente eliminato (era stato bruciato vivo nella caldaia di una locomotiva a vapore).

A. V. Aleksandrov (1883-1946)
Si arriva infine al 1929, quando il canto nelle sue varie versioni ideologiche già circola da anni; in quell'anno il Coro dell'Armata Rossa “Aleksandrov” incorpora il canto di Parfënov nel suo repertorio, ma con una modifica testuale da parte di un altro poeta,
Sergej Jakovlevič Alymov (1892-1948). Nell'occasione, anche la melodia viene sottoposta ad una lieve rielaborazione che, da allora, risulta essere quella definitiva: la esegue lo stesso direttore del coro, il celebre musicista e compositore
Aleksandr Vasilevič Aleksandrov (1883-1946) -che è anche il compositore dell'Inno Sovietico che sostituì nel 1944 l'
Internazionale e che, dopo complicate vicende, è tornato nel 2000 ad essere l'inno della Federazione Russa (ovviamente con un testo modificato). Nel 1934, però -dopo che Aleksandr Aleksandrov e il Coro dell'Armata Rossa avevano già inserito da anni il “Canto Partigiano” nel loro repertorio con il testo rielaborato da Alymov- comparve sulle
Izvestija un articolo (firmato a nome collettivo) che, oltre a ristabilire l'autore del testo originale, Pëtr Semënovič Parfënov, attribuì la melodia al comandante di una delle unità del distretto militare ucraino, tale Ilja Aturov. Secondo l'articolo, che aveva carattere ufficiale, Aleksandr Aleksandrov avrebbe ascoltato personalmente la melodia da Aturov nella località di Darnica, o Darnitsa, presso Kiev, poi rielaborandola; ma non era vero. Con tutto ciò, la melodia è ancora da molti attribuita a questo Aturov. Nonostante l'articolo, per motivi strettamente politici si continuò a lungo a indicare Sergej Alymov come autore del testo; a questo contribuì senz'altro anche la disgrazia di Pëtr Parfënov, che nel 1937 cadde vittima delle purghe staliniane e fu fucilato. Per riconoscere Parfënov come effettivo autore del testo bisognò attendere il 1962, quando un tribunale lo sancì ufficialmente come autore del testo del canto.

La collina di Ju-Quran.
La melodia composta originariamente da Jurij Černjavskij, come in molti altri casi del genere, si basava realmente su un qualche canto popolare russo: qualsiasi compositore russo, dal più celebre al più sconosciuto, ha attinto a piene mani dal ricchissimo patrimonio della musica popolare (e questo non solo in Russia, ovviamente). Indicare però tutte le versioni (comprese quella “Bianca” e la Makhnovscina) come “derivate” da
По долинам и по взгорьям è un falso storico e ideologico; casomai, è l'esatto contrario, anche cronologicamente. Ciò non toglie che il canto sia strettamente legato a tutte le vicende della Guerra Civile Russa tra il 1918 e il 1922.
Resta quindi da situare più precisamente questa versione del canto, che, come detto, nella sua versione conosciuta e rielaborata risale al 1922. La versione rielaborata definitivamente da Pëtr Semënovič Parfënov ha una collocazione storica ben precisa e legata ad un avvenimento specifico che si riflette esattamente nel testo: la
battaglia di Voločaevka, che fu combattuta nell'ambito della Guerra Civile Russa dal 10 al 12 febbraio 1922 sul fronte dell'estremo oriente russo, vale a dire presso la stazione di Voločaevka sulla Ferrovia dell'Amur, nei dintorni della città di Khabarovsk. Nella battaglia si fronteggiarono le forze dell'Armata Rivoluzionaria del Popolo della
Repubblica dell'Estremo Oriente, comandate da
Vasilij Bljukher, e quelle dell'Armata Bianca dell'Estremo Oriente, controrivoluzionaria, guidate da
Viktorin Molčanov. Fu una battaglia assai importante, combattuta a trenta gradi sotto zero, che vide la disfatta dell'Armata Bianca controrivoluzionaria. Il 13 febbraio 1922 le truppe dell'Armata Rivoluzionaria del popolo entrarono in Khabarovsk, fino a quel momento tenuta dai Bianchi (coadiuvati da un contingente giapponese). Le forze Bianche dell'estremo oriente si arresero definitivamente il 25 ottobre 1922. Le “colline” nominate nel canto sono un riferimento geografico preciso (il territorio è formato da basse colline in quel punto): l'episodio decisivo della battaglia di Voločaevka fu la conquista di un caposaldo Bianco, la collina di Ju-Quran, che rese non più tenibile la posizione da parte dell'Armata Bianca.
Come si può vedere, l'attribuzione della paternità di
По долинам и по взгорьям è molto complessa e non permette di stabilirne con certezza un solo autore al quale intestarla (persino il testo è in “coabitazione”). E' quindi uno di quei tipici casi in cui si deve ricorrere agli “Autori Vari”, senza però perdere di vista che, per quanto vari, gli autori esistono e che non si tratta di un “canto popolare” nel senso stretto del termine pur essendo probabilmente la melodia di lontana origine popolare. Ma è, al tempo stesso, assolutamente naturale per canti che si sono diffusi in un'area molto vasta, in circostanze temporali e storiche diverse e in lingue diverse: l'origine si perde e tutto viene riportato a un vago “canto popolare russo”. Da sottolineare anche che le melodie di origine russa hanno ottenuto sempre larga popolarità in Europa e altrove, associate come sono a sommovimenti, rivoluzioni, controrivoluzioni, lotte, resistenza.
По долинам и по взгорьям è fin dal suo inizio un canto partigiano. Però occorre specificare che il termine “partigiano” è di lontana origine italiana (è attestato fin dal XIV secolo) e, a lungo, ha significato soltanto “persona di parte”, “chi prende partito”. Passando nelle lingue slave, e segnatamente nel russo
партизан, ancora nel 1922 non aveva il significato di “guerrigliero antifascista” che adesso è consueto, ma quello, semplicemente, di “combattente per una data parte”. Qui si tratta di “partigiani” non di bande irregolari impegnate in una Resistenza, ma di formazioni militari regolari, inquadrate in un'armata e equipaggiate di conseguenza. Ci sono quindi i Partigiani comunisti e anarchici, ma ci sono anche i Partigiani anticomunisti e zaristi. Ciò detto, nel prosieguo degli avvenimenti storici e con lo sviluppo particolare del termine durante la resistenza al nazifascismo in Europa, è logico che il canto sia divenuto “partigiano” nel senso che ci è più consueto; partigiano e presente nelle lotte e nelle guerre civili di tutto il continente. Lo ritroviamo quindi, come già accennato, in diversi paesi e in diverse circostanze, ovviamente adattato linguisticamente, ma sempre mantenendo un fondo comune con l'originale (l'immagine delle “valli e colline”, ad esempio, laddove le “colline” venivano sostituite dalle “montagne” quando la lotta si svolgeva a quote ben più elevate di quelle dell'Estremo Oriente russo) e, ovviamente, la melodia. Come detto, la sua origine russa catturava l'immaginario ideologico, e non è certamente l'unico caso (si pensi solo a
Katiuscia). Durante le resistenze antifasciste e antinaziste durante la II guerra mondiale, il canto fu veramente diffuso ovunque anche già “preparato” in varie versioni e lingue: è il caso della
versione italiana trasmessa quotidianamente nel 1943/44 da Radio Mosca, ripresa dal fuoriscitismo antifascista e diffusa specialmente tra i partigiani del Friuli-Venezia Giulia. Nella resistenza Jugoslava era assai diffusa la versione in serbocroato,
Po šumama i gorama; così in Grecia sia durante la resistenza antifascista, sia durante la susseguente guerra civile 1946-1949
(Παρτιζάνοι, προχωρείτε). Una versione in spagnolo veniva già cantata durante la Guerra Civile 1936-1939, ma è andata a finire che la
versione spagnola più nota viene dall'altro capo del mondo, e più precisamente dal Cile: risale al 1969, e fu preparata dai
Quilapayún per il loro album
¡Basta!. Ne esistono versioni originali diffuse tra le Brigate Internazionali in Spagna, specialmente in inglese
(Song of the Partisans), francese (nota come
Les Partisans) e tedesco (
Partisanen von Amur, scritta da
Ernst Busch e Kurt Barthel); versioni originali si hanno anche in
ungherese e
finlandese. Una versione originale assai particolare è
quella in lingua ebraica: scritta dal poeta
Avraham Shlonsky, ma basata su una poesia di
Aleksandr Blok, fu usata come “canto movimentista”, prima dall'organizzazione socialista sionista
Hashomer Hatsair (“Giovane Guardia”) attorno al 1948/49, e poi dalla Gioventù Comunista Palestinese (l'attuale BANKI). Per concludere, un accenno al fatto che il canto è noto in russo anche con un'antonomasia: si chiama infatti anche, semplicemente,
Партизанская, ovvero “(Canto) Partigiano” (l'interpretazione qua sotto, a cura del Coro "Alexandrov" dell'Armata Rossa, reca proprio questo titolo). [RV, 12-5-2022]
Come è fatta questa pagina?...
What's this page like...?
Questa pagina raccoglie le varie versioni del Canto Partigiano russo “par excellence” (“rosse” e “bianche”, nonché quelle precedenti alla guerra civile russa del 1918-1922), tutte accomunate dalla medesima e famosissima melodia, senz'altro una delle più note (e utilizzate) al mondo. La
Makhnovscina, il canto delle milizie anarchiche ucraine di Nestor Makhno, è pure legata al medesimo periodo e usa la stessa melodia, ma ha e mantiene una sua propria pagina, pur strettamente collegata a questa.
La pagina include anche: a) traduzioni letterali del canto partigiano russo (tratte da varie fonti: autonome, tratte da Wikipedia, da Lyricstranslate o altre fonti in rete); b) Versioni più o meno fedeli in varie lingue del canto partigiano russo, di varie epoche (per le quali viene sempre riportato il
Titolo locale in grassetto-corsivo; c) Canti autonomi in varie lingue che utilizzano la stessa melodia (spesso canti partigiani e di lotta), pure con il
Titolo in grassetto-corsivo. Fanno eccezione, a parte la Makhnovscina già segnalata, i seguenti canti, che avevano già pagine autonome nel sito che sono state mantenute (tranne
Po šumama i gorama, la cui ex pagina autonoma è stata integrata in questa per motivi storici):
Indice rapido delle versioni disponibili (Per ora in 27 lingue)
Quick index of versions available (in 27 languages up to now)
Italiano/Italian 1 (Riccardo Venturi) –
Italiano/Italian 2 (Attraverso valli e monti, 1943-'44) –
Italiano/Italian 3 (Attraverso valli e monti, 1944) –
Inglese/English 1 (Song of the Partisans) –
Inglese/English 2 (Through the Valleys and over Hillsides, Fred Frigo) –
Inglese/English 3 –
Inglese/English 4 –
Francese/French 1 (Les Partisans, ca. 1920) –
Francese/French 2 –
Spagnolo/Spanish (Por montañas y praderas, Quilapayún 1969) –
Tedesco/German 1 (Partisanen von Amur, Ernst Busch-Kurt Barthel 1925) –
Tedesco/German 2 (Schluß mit Phrasen, vorwärts zu Taten, 1934) –
Neerlandese/Dutch -
Ucraino/Ukrainian –
Bielorusso/Belarusian (Па далінах і па ўзгорках) -
Serbo e Croato/Serbian and Croat 1 (Po šumama i gorama / По шумама и горама, Mirko Kovačević-Zora Kovačević 1941) –
Serbo e Croato/Serbian and Croat 2 (Partizan sam tim se dičim >1943) -
Sloveno/Slovene (Naglo puške smo zgrabili) –
Ceco/Czech 1 (Partyzánská, J. Urban 1950) –
Ceco/Czech 2 (Skal a stepí divočinou) -
Slovacco/Slovak 1 (Hor sa junač v hory lesy, 1942) –
Slovacco/Slovak 2 (Tichá noc je, rosa padá) –
Greco/Greek (Παρτιζάνοι προχωρείτε, ca. 1943) –
Svedese/Swedish (Över bergen genom dalar, Knutna Nävar 1973) –
Finlandese/Finnish (Partisaanimarssi) –
Ungherese/Hungarian (Amuri partizánok dala, Zsombor János, ca. 1940) –
Turco/Turkish (Partizan Marşı) –
Bretone/Breton (Son paotred ar C'hoad, Henri Le Bec, ca. 1940) –
Arabo palestinese/Palestinian Arabic (Ya shueub al-sharq, Rim Banna) –
Ebraico/Hebrew (מול גשר הנהר, Avraham Shlonsky) -
Cinese 1 (Yuăndōng yóují duì zhī gē) –
Cinese 2 –
Giapponese/Japanese (No koe oka o koete, Akiko Seki) –
Coreano/Korean (Amurŭ-pparjjisan-ŭi norae) –
Hindi (Versione bilingue hindi-inglese/Hindi-English bilingual version, PARCHAM People's Song Squad) –
Bengalese/Bengali (Kamarēḍa Lēnina ābrāśā, Bishnu Dey-Hemanga Biswas) -
Indonesiano/Indonesian -
Esperanto (Tra la montoj kaj la valoj) -
Precedenti e versioni "Bianche"/Forerunners and "White" versions
[1922 / 1929]
Testo / Lyrics / Paroles / Sanat:
- Pëtr Semënovič Parfënov (1894-1937)
- Sergej Jakovlevič Alymov (1892-1948)
Musica / Music / Musique / Sävel:
Aleksandr Vasilevič Aleksandrov (1883-1946)
Dopo aver rielaborato la pagina sulla Makhnovscina (e, soprattutto, sulla sua versione francese di Étienne Roda-Gil), è stata totalmente rielaborata la pagina di По долинам и по взгорьям. Chi ha, in questi ultimi tempi, seguito un po' la ristrutturazione della pagina sulla Makhnovscina, sa già che i due canti sono strettamente collegati attraverso la melodia, che è la medesima; una melodia popolarissima e onnipresente, che ha letteralmente attraversato l'Europa in guerra e in lotta (e che è utilizzata ancora ai giorni nostri). Questo ha ingenerato parecchia confusione quando si parla dei due canti; non di rado, ad esempio, vengono considerate “versioni della Makhnovscina” dei canti che, in realtà, sono versioni di По долинам и по взгорьям in russo e in altre lingue; e viceversa. In questo sito, inoltre, era presente (fin dal 2014) una pagina su Po šumama i gorama, un canto partigiano jugoslavo che altro non è che la versione serbocroata di По долинам и по взгорьям (tale pagina è stata integrata in questa, ed è stata quindi cancellata dal sito). Questa pagina si ripropone quindi di fare un po' di chiarezza, tenendola separata dalla Makhnovscina ma non perdendone mai di vista le connessioni molto strette. La distinzione ha anche, e ovviamente, una connotazione ideologica: detto brutalmente, la Makhnovscina è un canto anarchico, По долинам и по взгорьям è un canto comunista, entrambi però incentrati sulla lotta partigiana. Si tratta di due canti indipendenti come collocazione e legati a episodi differenti (comunque tutti nell'ambito della Guerra Civile Russa), ma derivati da una fonte musicale e testuale comune precedente rielaborata a seconda delle circostanze storiche, geografiche (l'Ucraina, l'Estremo Oriente) e, soprattutto, ideologiche. Si aggiunga anche, come conclusione necessaria, che anche l'Armata Bianca controrivoluzionaria ne ebbe non solo due sue versioni, ma anche che tali versioni sono quelle originarie, che precedono tutte le altre (Makhnovscina compresa). In pratica, la melodia fu utilizzata da tutte e tre le componenti in lotta nella guerra civile (comunisti, anarchici, controrivoluzionari). Abbiamo quindi voluto e dovuto dare conto delle Versioni "Bianche" affinché la pagina fosse veramente completa dal punto di vista storico. Sull'origine della melodia e del testo di По долинам и по взгорьям, occorre senz'altro rimandare a quanto detto nell'introduzione alla Makhnovscina, e che qui si ripete per mera comodità (ma con qualche link interno e esterno in più):
Resta quindi da situare più precisamente questa versione del canto, che, come detto, nella sua versione conosciuta e rielaborata risale al 1922. La versione rielaborata definitivamente da Pëtr Semënovič Parfënov ha una collocazione storica ben precisa e legata ad un avvenimento specifico che si riflette esattamente nel testo: la battaglia di Voločaevka, che fu combattuta nell'ambito della Guerra Civile Russa dal 10 al 12 febbraio 1922 sul fronte dell'estremo oriente russo, vale a dire presso la stazione di Voločaevka sulla Ferrovia dell'Amur, nei dintorni della città di Khabarovsk. Nella battaglia si fronteggiarono le forze dell'Armata Rivoluzionaria del Popolo della Repubblica dell'Estremo Oriente, comandate da Vasilij Bljukher, e quelle dell'Armata Bianca dell'Estremo Oriente, controrivoluzionaria, guidate da Viktorin Molčanov. Fu una battaglia assai importante, combattuta a trenta gradi sotto zero, che vide la disfatta dell'Armata Bianca controrivoluzionaria. Il 13 febbraio 1922 le truppe dell'Armata Rivoluzionaria del popolo entrarono in Khabarovsk, fino a quel momento tenuta dai Bianchi (coadiuvati da un contingente giapponese). Le forze Bianche dell'estremo oriente si arresero definitivamente il 25 ottobre 1922. Le “colline” nominate nel canto sono un riferimento geografico preciso (il territorio è formato da basse colline in quel punto): l'episodio decisivo della battaglia di Voločaevka fu la conquista di un caposaldo Bianco, la collina di Ju-Quran, che rese non più tenibile la posizione da parte dell'Armata Bianca.
Come si può vedere, l'attribuzione della paternità di По долинам и по взгорьям è molto complessa e non permette di stabilirne con certezza un solo autore al quale intestarla (persino il testo è in “coabitazione”). E' quindi uno di quei tipici casi in cui si deve ricorrere agli “Autori Vari”, senza però perdere di vista che, per quanto vari, gli autori esistono e che non si tratta di un “canto popolare” nel senso stretto del termine pur essendo probabilmente la melodia di lontana origine popolare. Ma è, al tempo stesso, assolutamente naturale per canti che si sono diffusi in un'area molto vasta, in circostanze temporali e storiche diverse e in lingue diverse: l'origine si perde e tutto viene riportato a un vago “canto popolare russo”. Da sottolineare anche che le melodie di origine russa hanno ottenuto sempre larga popolarità in Europa e altrove, associate come sono a sommovimenti, rivoluzioni, controrivoluzioni, lotte, resistenza.
По долинам и по взгорьям è fin dal suo inizio un canto partigiano. Però occorre specificare che il termine “partigiano” è di lontana origine italiana (è attestato fin dal XIV secolo) e, a lungo, ha significato soltanto “persona di parte”, “chi prende partito”. Passando nelle lingue slave, e segnatamente nel russo партизан, ancora nel 1922 non aveva il significato di “guerrigliero antifascista” che adesso è consueto, ma quello, semplicemente, di “combattente per una data parte”. Qui si tratta di “partigiani” non di bande irregolari impegnate in una Resistenza, ma di formazioni militari regolari, inquadrate in un'armata e equipaggiate di conseguenza. Ci sono quindi i Partigiani comunisti e anarchici, ma ci sono anche i Partigiani anticomunisti e zaristi. Ciò detto, nel prosieguo degli avvenimenti storici e con lo sviluppo particolare del termine durante la resistenza al nazifascismo in Europa, è logico che il canto sia divenuto “partigiano” nel senso che ci è più consueto; partigiano e presente nelle lotte e nelle guerre civili di tutto il continente. Lo ritroviamo quindi, come già accennato, in diversi paesi e in diverse circostanze, ovviamente adattato linguisticamente, ma sempre mantenendo un fondo comune con l'originale (l'immagine delle “valli e colline”, ad esempio, laddove le “colline” venivano sostituite dalle “montagne” quando la lotta si svolgeva a quote ben più elevate di quelle dell'Estremo Oriente russo) e, ovviamente, la melodia. Come detto, la sua origine russa catturava l'immaginario ideologico, e non è certamente l'unico caso (si pensi solo a Katiuscia). Durante le resistenze antifasciste e antinaziste durante la II guerra mondiale, il canto fu veramente diffuso ovunque anche già “preparato” in varie versioni e lingue: è il caso della versione italiana trasmessa quotidianamente nel 1943/44 da Radio Mosca, ripresa dal fuoriscitismo antifascista e diffusa specialmente tra i partigiani del Friuli-Venezia Giulia. Nella resistenza Jugoslava era assai diffusa la versione in serbocroato, Po šumama i gorama; così in Grecia sia durante la resistenza antifascista, sia durante la susseguente guerra civile 1946-1949 (Παρτιζάνοι, προχωρείτε). Una versione in spagnolo veniva già cantata durante la Guerra Civile 1936-1939, ma è andata a finire che la versione spagnola più nota viene dall'altro capo del mondo, e più precisamente dal Cile: risale al 1969, e fu preparata dai Quilapayún per il loro album ¡Basta!. Ne esistono versioni originali diffuse tra le Brigate Internazionali in Spagna, specialmente in inglese (Song of the Partisans), francese (nota come Les Partisans) e tedesco (Partisanen von Amur, scritta da Ernst Busch e Kurt Barthel); versioni originali si hanno anche in ungherese e finlandese. Una versione originale assai particolare è quella in lingua ebraica: scritta dal poeta Avraham Shlonsky, ma basata su una poesia di Aleksandr Blok, fu usata come “canto movimentista”, prima dall'organizzazione socialista sionista Hashomer Hatsair (“Giovane Guardia”) attorno al 1948/49, e poi dalla Gioventù Comunista Palestinese (l'attuale BANKI). Per concludere, un accenno al fatto che il canto è noto in russo anche con un'antonomasia: si chiama infatti anche, semplicemente, Партизанская, ovvero “(Canto) Partigiano” (l'interpretazione qua sotto, a cura del Coro "Alexandrov" dell'Armata Rossa, reca proprio questo titolo). [RV, 12-5-2022]
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Questa pagina raccoglie le varie versioni del Canto Partigiano russo “par excellence” (“rosse” e “bianche”, nonché quelle precedenti alla guerra civile russa del 1918-1922), tutte accomunate dalla medesima e famosissima melodia, senz'altro una delle più note (e utilizzate) al mondo. La Makhnovscina, il canto delle milizie anarchiche ucraine di Nestor Makhno, è pure legata al medesimo periodo e usa la stessa melodia, ma ha e mantiene una sua propria pagina, pur strettamente collegata a questa.
La pagina include anche: a) traduzioni letterali del canto partigiano russo (tratte da varie fonti: autonome, tratte da Wikipedia, da Lyricstranslate o altre fonti in rete); b) Versioni più o meno fedeli in varie lingue del canto partigiano russo, di varie epoche (per le quali viene sempre riportato il Titolo locale in grassetto-corsivo; c) Canti autonomi in varie lingue che utilizzano la stessa melodia (spesso canti partigiani e di lotta), pure con il Titolo in grassetto-corsivo. Fanno eccezione, a parte la Makhnovscina già segnalata, i seguenti canti, che avevano già pagine autonome nel sito che sono state mantenute (tranne Po šumama i gorama, la cui ex pagina autonoma è stata integrata in questa per motivi storici):
Su fratelli e su compagni (Canto partigiano della Valnerina)
U partigianu (U cantu di i partigiani) (Chjami Aghjalesi)
O Sardigna patria nostra [O Sardigna, custa est s'ora] (Anghelu Caria)
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Italiano/Italian 1 (Riccardo Venturi) – Italiano/Italian 2 (Attraverso valli e monti, 1943-'44) – Italiano/Italian 3 (Attraverso valli e monti, 1944) – Inglese/English 1 (Song of the Partisans) – Inglese/English 2 (Through the Valleys and over Hillsides, Fred Frigo) – Inglese/English 3 – Inglese/English 4 – Francese/French 1 (Les Partisans, ca. 1920) – Francese/French 2 – Spagnolo/Spanish (Por montañas y praderas, Quilapayún 1969) – Tedesco/German 1 (Partisanen von Amur, Ernst Busch-Kurt Barthel 1925) – Tedesco/German 2 (Schluß mit Phrasen, vorwärts zu Taten, 1934) – Neerlandese/Dutch - Ucraino/Ukrainian – Bielorusso/Belarusian (Па далінах і па ўзгорках) - Serbo e Croato/Serbian and Croat 1 (Po šumama i gorama / По шумама и горама, Mirko Kovačević-Zora Kovačević 1941) – Serbo e Croato/Serbian and Croat 2 (Partizan sam tim se dičim >1943) - Sloveno/Slovene (Naglo puške smo zgrabili) – Ceco/Czech 1 (Partyzánská, J. Urban 1950) – Ceco/Czech 2 (Skal a stepí divočinou) - Slovacco/Slovak 1 (Hor sa junač v hory lesy, 1942) – Slovacco/Slovak 2 (Tichá noc je, rosa padá) – Greco/Greek (Παρτιζάνοι προχωρείτε, ca. 1943) – Svedese/Swedish (Över bergen genom dalar, Knutna Nävar 1973) – Finlandese/Finnish (Partisaanimarssi) – Ungherese/Hungarian (Amuri partizánok dala, Zsombor János, ca. 1940) – Turco/Turkish (Partizan Marşı) – Bretone/Breton (Son paotred ar C'hoad, Henri Le Bec, ca. 1940) – Arabo palestinese/Palestinian Arabic (Ya shueub al-sharq, Rim Banna) – Ebraico/Hebrew (מול גשר הנהר, Avraham Shlonsky) - Cinese 1 (Yuăndōng yóují duì zhī gē) – Cinese 2 – Giapponese/Japanese (No koe oka o koete, Akiko Seki) – Coreano/Korean (Amurŭ-pparjjisan-ŭi norae) – Hindi (Versione bilingue hindi-inglese/Hindi-English bilingual version, PARCHAM People's Song Squad) – Bengalese/Bengali (Kamarēḍa Lēnina ābrāśā, Bishnu Dey-Hemanga Biswas) - Indonesiano/Indonesian - Esperanto (Tra la montoj kaj la valoj) - Precedenti e versioni "Bianche"/Forerunners and "White" versions