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Τραγούδι Σωτήρη Πέτρουλα [Canzone per Sotiris Petrulas]

Mikis Theodorakis / Mίκης Θεοδωράκης



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theodypografi
Tragoúdi Sotíri Pétroula
[1965]
Testo di Mikis Theodorakis e Iakovos Kambanellis
Lyrics by Mikis Theodorakis and Iakovos Kambanellis

Musica di Mikis Theodorakis
Music by Mikis Theodorakis

Prima registrazione: Vasilis Papakonstandinou, luglio 1965
First recording: Vasilis Papakonstandinou, July 1965

"Sotiris Petrulas. NO ai poteri occulti. NO al potere della destra."



La canzone di Theodorakis parla dell'uccisione da parte della polizia agli ordini della destra fascista greca e del re golpista Costantino II, del giovane Sotiris Petrulas (Σωτήρης Πέτρουλας), avvenuta a Atene durante una manifestazione in piazza Ioulianon il 20 luglio 1965 (si noti la terribile coincidenza di date con l'assassinio di Carlo Giuliani in una piazza il cui nome, in greco, significa Dei Giuliani). La manifestazione per la democrazia, organizzata dai Lambrakides, raggruppamento politico creato proprio da Mikis Theodorakis e del quale lo stesso poeta e musicista era leader, prevedeva un discorso di Theodorakis; fu proprio Sotiris Petrulas che lo condusse al palco fendendo la folla.
Due anni dopo vi sarebbe stato il golpe dei Colonnelli che avrebbe tenuto la Grecia sotto una dura dittatura militare fino al 1974. Il Lambrakis da cui l'organizzazione di Theodorakis prese nome e che è nominato nella canzone è Grigorios Lambrakis, deputato della sinistra greca impegnato nel movimento pacifista ucciso da killer fascisti al soldo dei militari a Salonicco, il 22 maggio 1963. Alla sua vicenda è dedicato il famoso film di Costa-Gavras Z-L'orgia del potere (1969), tratto da un romanzo-inchiesta di Vassilis Vassilikos e interpretato da Yves Montand.

IMPORTANTE: Un breve estratto dell'originale greco di Mikis Theodorakis interpretato da Maria Farandouri può essere ascoltato a questa pagina di Global Sound dello Smithsonian Institute.

Lo stesso anche da "Atene in Piazza, 1940/1965", I Dischi del Sole (DS 51 SP), anno 1968. Dal Sito ufficiale della grande interprete greca (il testo è reperibile allo stesso indirizzo anche nella traduzione in inglese). [Alessandro]

Il reperimento del testo originale ha comportato varie peripezie. In un primo momento era stato collazionato da citazioni in vari siti, mediante comparazione con la versione italiana. Ne sono state poi trovate versioni in altri siti. Infine il reperimento dal sito della Farandouri, che però ha una strofa in più e una in meno rispetto alle altre; è stato quindi restituito nella sua interezza mediante integrazione. Nella versione italiana di Anton Virgilio Savona è però presente un'ulteriore strofa finora mai reperita nei testi greci a disposizione. Un'ulteriore correzione è stata eseguita all'ascolto dell'estratto fonico della canzone.



NOTA SUL TESTO DELLA CANZONE

La seguente nota è redatta sulle notizie provenienti da Eλένη Koσμά [Eleni Kosma] della mailing list "Fabrizio". Ringraziamo Eleni per le preziose notizie. Lasciamo la sua nota così com'è (a parte l'eliminazione del "Greeklish"), con la specificazione necessaria che vorremmo saper scrivere il greco come lei scrive l'italiano...[RV]

Allora, il testo e scritto da Kampanellis e Theodorakis insieme. C' e una storia sul questo fatto: Theodorakis ha scritto 2 strofi (la prima e l' ultima) e cosi era questa canzone nel cd "της Eξορίας". Dopo, Kampanellis ha scritto sulle parole di Theodorakhs 2 strofi di piu: questo e il testo datto nel cd "O εχθρός λαός", dove Kampanellis scrive le parole e Theodorakhs scrive la musica. Adesso, e vero che siano alcune versione, perche alla prima Theodorakhs aveva scritto piu delle 2 strofi che sono nel cd "της Eξορίας", pero non le usava mai. Queste 4 strofi di "O εχθρός λαός" sono la versione "legale".
Σωτήρη Πέτρουλα, Σωτήρη Πέτρουλα

Σὲ πῆρε ὁ Λαμπράκης,
σὲ πῆρε ἡ λευτεριά
Σὲ πῆρε ὁ Λαμπράκης,
σὲ πῆρε ἡ λευτεριά

Μάρτυρες, ἥρωες ὁδηγοῦνε,
τὰ γαλάζια μάτια σου μᾶς καλοῦνε
Μάρτυρες, ἥρωες ὁδηγοῦνε,
τὰ γαλάζια μάτια σου μᾶς καλοῦνε.

Σωτήρη Πέτρουλα, Σωτήρη Πέτρουλα

Ἀηδόνι καὶ λιοντάρι,
βουνὸ καὶ ξαστεριά
Ἀηδόνι καὶ λιοντάρι,
βουνὸ καὶ ξαστεριά.

Μάρτυρες, ἥρωες ὁδηγοῦνε,
τὰ γαλάζια μάτια σου μᾶς καλοῦνε
Μάρτυρες, ἥρωες ὁδηγοῦνε,
τὰ γαλάζια μάτια σου μᾶς καλοῦνε.

Σωτήρη Πέτρουλα, Σωτήρη Πέτρουλα

Κοπέλες, παλληκάρια
σὲ κλείνουν στὴν καρδιά
Κοπέλες, παλληκάρια
σὲ κλείνουν στὴν καρδιά.

Μάρτυρες, ἥρωες ὁδηγοῦνε,
τὰ γαλάζια μάτια σου μᾶς καλοῦνε
Μάρτυρες, ἥρωες ὁδηγοῦνε,
τὰ γαλάζια μάτια σου μᾶς καλοῦνε.

Σωτήρη Πέτρουλα, Σωτήρη Πέτρουλα

Ὁδήγα τὸ λαό σου,
ὁδήγα μᾶς μπροστά
Ὁδήγα τὸ λαό σου,
ὁδήγα μᾶς μπροστά.

Μάρτυρες, ἥρωες ὁδηγοῦνε,
τὰ γαλάζια μάτια σου μᾶς καλοῦνε
Μάρτυρες, ἥρωες ὁδηγοῦνε,
τὰ γαλάζια μάτια σου μᾶς καλοῦνε.

inviata da Riccardo Venturi - 29/4/2006 - 17:39





Trascrizione di massima del testo greco in caratteri latini
Roughly Romanized Greek lyrics
TRAGOUDHI SOTIRI PETROULA

Sotíri Pétroula, Sotíri Pétroula
se píre o Lambrákis, se píre i lefteriá.

Mártyres, íroes odhigoúne
ta galázia mátia sou mas kaloúne.

Sotíri Pétroula, Sotíri Pétroula
aidhóni ke liondári, vounó ke xasteriá.

Mártyres, íroes odhigoúne
ta galázia mátia sou mas kaloúne.

Sotíri Pétroula, Sotíri Pétroula
kopéles, pallikária se klínoun stin kardiá.

Mártyres, íroes odhigoúne
ta galázia mátia sou mas kaloúne.

Sotíri Pétroula, Sotíri Pétroula
odhíga to Laó sou, odhíga mas brostá.

Mártyres, íroes odhigoúne
ta galázia mátia sou mas kaloúne.

inviata da Riccardo Venturi - 29/4/2006 - 17:46




Lingua: Italiano

La versione italiana di Anton Virgilio Savona.
Italian version by Anton Virgilio Savona.


Dall'album "Pianeta Pericoloso", canzoni di Anton Virgilio Savona interpretate da Corrado Pani e Odis Lévy [1970]. Nella versione italiana compare una strofa in più rispetto all'originale sinora reperito (qui indicata in corsivo: un verso comunemente non cantato oppure un'aggiunta di Savona?
Il testo è ripreso da La musica dell'altra Italia.
CANZONE PER SOTIRIS PETRULAS

Sotiri Petrula, Sotiri Petrula,
ti ha preso Lambrakis, ti ha preso la libertà.

Martiri, eroi ci conducono,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano.

Sotiri Petrula, Sotiri Petrula,
usignolo e leone, montagne e cielo stellato.

Martiri, eroi ci conducono,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano.

Sotiri Petrula, Sotiri Petrula,
sospirano le madri, sospirano i monti!

Martiri, eroi ci conducono,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano.


Sotiri Petrula, Sotiri Petrula,
le fanciulle e i giovani ti portano nel cuore!

Martiri, eroi ci conducono,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano.

Sotiri Petrula, Sotiri Petrula
conduci il tuo popolo, portaci avanti!

Martiri, eroi ci conducono,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano.

inviata da Riccardo Venturi - 3/5/2006 - 01:44




Lingua: Italiano

Il testo di questa versione italiana (dal doppio Lp "Cosa io posso dirti" di Adriana Martino), è di Duilio Del Prete.

"Sotiris Petroulas vivrà per sempre nei nostri cuori"


In questa come nelle altre versioni italiane esiste la consueta confusione sul nome di Sotiris Petroulas, che nel titolo del testo greco è riportato al caso accusativo (για Σωτήρη Πέτρουλα) e nel corpo del testo al caso vocativo (invocazione), che ha forma identica all'accusativo. Da qui i "Sotiri Petrula" (o, come in questo caso, l' "ibrido" "Sotiris Petrula"). [RV]
SOTIRIS PETRULA

Sotiris Petrula
Sotiris Petrula, morto come Lambrakis
sognando la libertà

Martiri ed eroi che ci guidano
vivono negli occhi tuoi
che sorridono.

Sotiris Petrula
siamo i tuoi compagni
lottando si vincerà.

Martiri ed eroi che ci guidano
vivono negli occhi tuoi
che sorridono.

inviata da mauro - 25/12/2008 - 22:25




Lingua: Italiano

Questa è la versione dall'album "Canzoni in Esilio" di Edmonda Aldini. La traduzione è di Sandro Tuminelli

SOTIRI PETRULA

Sotiri Petrula Sotiri Petrula

Sei morto come Lambrakis
sognando la libertà
Sei morto come Lambrakis
sognando la libertà.

Martiri ed eroi che ci guidano,
vivono negli occhi tuoi che sorridono
Martiri ed eroi che ci guidano
vivono negli occhi tuoi che sorridono.

Sotiri Petrula Sotiri Petrula

Noi siamo i tuoi compagni,
lottando si vincerà
Noi siamo i tuoi compagni,
lottando si vincerà.

Martiri ed eroi che ci guidano,
vivono negli occhi tuoi che sorridono
Martiri ed eroi che ci guidano
vivono negli occhi tuoi che sorridono.

Sotiri Petrula Sotiri Petrula

Nel cielo della Grecia
un volo di libertà
Nel cielo della Grecia
un volo di libertà.

Martiri ed eroi che ci guidano,
vivono negli occhi tuoi che sorridono
Martiri ed eroi che ci guidano
vivono negli occhi tuoi che sorridono.

Sotiri Petrula Sotiri Petrula

inviata da Andrea - 10/9/2011 - 13:32




Lingua: Italiano

Nuova traduzione italiana di Riccardo Venturi
1° luglio 2015

Due parole del traduttore Tra pochi giorni, il 20 luglio, saranno cinquant'anni che Sotiris Petroulas è stato ucciso dalla polizia greca. Lungi da voler “commemorare” un evento di questo genere, e con il pensiero fisso alla situazione della Grecia di oggi che ha -non bisognerebbe mai scordarlo- le sue radici ben precise anche in quegli eventi lontani, si è pensato non soltanto di ristrutturare questa pagina, ma anche e soprattutto di “portarla” letteralmente in piazza Carlo Giuliani a Genova il prossimo 20 luglio, che è la data in cui due ragazzi, Sotiris Petroulas e Carlo Giuliani, hanno trovato la morte per mano di polizie e di stati assassini. Ricordando che la “Canzone di Sotiris Petroulas” è stata già eseguita da Alessio Lega e Marco Rovelli nell'originale greco in piazza Carlo Giuliani, nel 2012, e che il nome della piazza ateniese dove Sotiris fu ucciso è,in traduzione, “Piazza dei Giuliani”, ci sembra il modo migliore per legare insieme questi due ragazzi che, a distanza di anni, hanno fatto la medesima morte che tuttora grida orrore in mezzi ai coretti della “brava gente” corrispondente ai fascisti di ieri e di oggi. Anche per questo è stata fatta questa nuova traduzione integrale del testo greco; traduzioni italiane già esistono (compresa quella parziale di Nicola Crocetti, qui non riportata, nel Diario del carcere di Mikis Theodorakis, Editori Riuniti, 1972), ma nessuna si distingue per fedeltà.
CANZONE PER SOTIRIS PETROULAS

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas

Τi ha accolto Lambrakis,
ti ha accolto la libertà
Ti ha accolto Lambrakis,
ti ha accolto la libertà.

Martiri ed eroi ci guidano,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano
Martiri ed eroi ci guidano,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano.

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas

Usignolo e leone,
montagna e cielo stellato
Usignolo e leone,
montagna e cielo stellato.

Martiri ed eroi ci guidano,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano
Martiri ed eroi ci guidano,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano.

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas

Le fanciulle e i giovani arditi
ti racchiudono nel cuore
Le fanciulle e i giovani arditi
ti racchiudono nel cuore.

Martiri ed eroi ci guidano,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano
Martiri ed eroi ci guidano,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano.

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas

Guida il tuo popolo,
guidaci avanti
Guida il tuo popolo,
guidaci avanti.

Martiri ed eroi ci guidano,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano
Martiri ed eroi ci guidano,
i tuoi occhi azzurri ci chiamano.

1/7/2015 - 11:22




Lingua: Inglese

Versione inglese dal sito ufficiale di Maria Farandouri.

frd


Il testo è stato corretto in alcuni punti, adattato alla formattazione qui usata, ed è stata aggiunta [tra parentesi quadre] la traduzione di una strofa mancante.


English version from Maria Farandouri's Official Website.


The translation has been emended in some points and formated accordingly to website praxis. The translation of a [missing stanza] has been added into square brackets.
SOTIRIS PETROULAS

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas,
Lambrakis took you, freedom took you.

Martyrs, heroes, lead the way,
Your blue eyes call us.

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas,
Nightingale and lion, mountain and clear sky.

Martyrs, heroes lead the way,
Your blue eyes call us.

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas,
Girls, brave lads hold you in their hearts.

Martyrs, heroes, lead the way,
Your blue eyes call us.

[Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas,
Lead your people, lead us forwards!

Martyrs, heroes, lead the way,
Your blue eyes call us.]

3/5/2006 - 00:12




Lingua: Inglese

Versione inglese da “Mikis Theodorakis - Peoples' Music: The Struggles of the Greek People”, Folkways Record, 1970

FW05411


”This is a sung about a youth who participated in the student peace movement in Greece during the early 1960’s. He was attacked and killed during a peace march shortly after Lambrakis had been assassinated.”
SOTIRIS PETROULAS

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas
Our Lambrakis lit the word in you; it said to be free
Lambrakis drew tho word from you; we must now be free!
Martyrs and heroes are the flames we must follow
His sky-blue eyes still beckon us forward
It's martyrs and heroes who are leading us now:
Eyes of never-dying blue light our way onward

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas
The nightingale, lion, and mountain, the clear liquid sky
Nightingale, lion, mountain and sky so liquid blue
Martyrs and heroes leading, leading now
Those free blue eyes are glowing before us
It's martyrs and heroes doing the leading now
It's his sky-blue eyes still summoning forward

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas
Rise before your own, your people--lead us there!
Call upon, arouse your people--lead us on!
It’s martyrs, it’s heroes always showing us how
His burning blue eyes sparking all fires before us

It's martyrs, it's heroes ever leading us now
His blue eyes in us the purest of all fires for us
Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas

inviata da Alessandro - 25/2/2010 - 14:27




Lingua: Francese

Versione francese di Riccardo Venturi
French Version by Riccardo Venturi
Version française de Riccardo Venturi
3 maggio / May 3 / 3 mai 2006
CHANSON POUR SOTIRIS PETROULAS

Sotiris Pétroulas, Sotiris Pétroulas
Lambrakis t’a pris, la liberté t’a pris

Les martyrs et les héros nous guident
Tes yeux bleus nous appellent.

Sotiris Pétroulas, Sotiris Pétroulas
Rossignol et lion, montagnes, ciel étoilé.

Les martyrs et les héros nous guident
Tes yeux bleus nous appellent.

Sotiris Pétroulas, Sotiris Pétroulas,
Les mères soupirent, les montagnes soupirent!

Les martyrs et les héros nous guident
Tes yeux bleus nous appellent.

Sotiris Pétroulas, Sotiris Pétroulas,
Les filles, les jeunes hommes te portent dans leur cœur!

Les martyrs et les héros nous guident
Tes yeux bleus nous appellent.

Sotiris Pétroulas, Sotiris Pétroulas,
Sous ta guide le peuple avancera!

Les martyrs et les héros nous guident
Tes yeux bleus nous appellent.

3/5/2006 - 02:21




Lingua: Tedesco

Versione tedesca di Riccardo Venturi
German version by Riccardo Venturi
Deutsche Fassung von Riccardo Venturi
3 maggio / May 3 / 3. Mai 2006
SOTIRIS PETROULAS

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas
Lambrakis und die Freiheit haben dich genommen.

Märtyrer und Helden führen uns
Deine blaue Augen rufen uns auf.

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas,
Nachtigall und Löwe, Berge, Sternenhimmel.

Märtyrer und Helden führen uns
Deine blaue Augen rufen uns auf.

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas,
Die Mütter jammern, die Berge jammern!

Märtyrer und Helden führen uns
Deine blaue Augen rufen uns auf.

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas,
Du bist im Herzen aller Mädchen und Jungen!

Märtyrer und Helden führen uns
Deine blaue Augen rufen uns auf.

Sotiris Petroulas, Sotiris Petroulas,
Führe dein Volk, führe uns vorwärts!

Märtyrer und Helden führen uns
Deine blaue Augen rufen uns auf.

3/5/2006 - 02:30




Lingua: Spagnolo

Versione spagnola di Alfonso Sastre
Spanish version by Alfonso Sastre
Versión castellana por Alfonso Sastre
CANCIÓN A SOTIRIS PÉTRULAS

Sotiris Pétrulas, Sotiris Pétrulas
Lambrakis te ha tomado, la libertad te ha tomado.

Mártires y héroes nos guian
Tus ojos azules nos llaman.

Sotiris Pétrulas, Sotiris Pétrulas,
Ruiseñor y león, montañas, cielo estrellado.

Mártires y héroes nos guian
Tus ojos azules nos llaman.

Sotiris Pétrulas, Sotiris Pétrulas,
Las madres suspiran, las montañas suspiran.

Mártires y héroes nos guian
Tus ojos azules nos llaman.

Sotiris Pétrulas, Sotiris Pétrulas,
Las muchachas y los jóvenes te llevan en el corazón.

Mártires y héroes nos guian
Tus ojos azules nos llaman.

Sotiris Pétrulas, Sotiris Pétrulas,
Guia a tu pueblo, guíanos adelante!

Mártires y héroes nos guian
Tus ojos azules nos llaman.

inviata da Riccardo Venturi - 4/5/2006 - 02:44




Lingua: Latino

Versione latina di Riccardo Venturi
4 maggio 2006

Latin version by Riccardo Venturi
May 4, 2006
SŌTĒROS PETRULAS CARMEN
Michael Theodōracēs composuit atque harmonizavit a.D. MCMLXV
In Latinum vertit Richardus Venturius a.D. MMVI


Sōtēr Petrula. Sōtēr Petrula.
Cepit te Lampracēs, libertas te cepit.

Martyres atque heroes ducunt nos.
Oculi tui caerulei clamant nos.

Sōtēr Petrula. Sōtēr Petrula.
Luscinia et leo, montes, caelum stellatum.

Martyres atque heroes ducunt nos.
Oculi tui caerulei clamant nos.

Sōtēr Petrula. Sōtēr Petrula.
Suspirant matres. Suspirant montes.

Martyres atque heroes ducunt nos.
Oculi tui caerulei clamant nos.

Sōtēr Petrula. Sōtēr Petrula.
Puellae atque pueri te ex animo diligunt.

Martyres atque heroes ducunt nos.
Oculi tui caerulei clamant nos.

Sōtēr Petrula. Sōtēr Petrula.
Populum tuum duc, effice ut progrediamur!

Martyres atque heroes ducunt nos.
Oculi tui caerulei clamant nos.

4/5/2006 - 03:11




Lingua: Finlandese

Versione finlandese di Antti Kauppinen
Finnish version by Antti Kauppinen
SOTIRIS PETRULAS

Sotiris Petrulas, Sotiris Petrulas.
otti sinut Lambrakis, otti sinut vapaus

Marttyyrit ja sankarit johtavat meidät,
siniset silmäsi huutavat meidät.

Sotiris Petrulas, Sotiris Petrulas.
Satakieli ja leijona, vuoret ja tähtitaivas.

Marttyyrit ja sankarit johtavat meidät,
siniset silmäsi huutavat meidät.

Sotiris Petrulas, Sotiris Petrulas.
Äidit huokailevat. Vuoret huokailevat.

Marttyyrit ja sankarit johtavat meidät,
siniset silmäsi huutavat meidät.

Sotiris Petrulas, Sotiris Petrulas.
Sinä olet tyttöjen ja poikien sydämessä.

Marttyyrit ja sankarit johtavat meidät,
siniset silmäsi huutavat meidät.

Sotiris Petrulas, Sotiris Petrulas.
Johta kansasi, johda meidät eteen!

Marttyyrit ja sankarit johtavat meidät,
siniset silmäsi huutavat meidät.

inviata da Riccardo Venturi - 5/5/2006 - 21:50




Lingua: Esperanto

Esperantigis Nicola Ruggiero, la 9an de Majo 2006.
Dediĉe al Peppino Impastato.


Versione in esperanto di Nicola Ruggiero, fatta il 9 maggio 2006.
Dedicata a Peppino Impastato.

Esperanto version by Nicola Ruggiero, written on May 9, 2006.
This version is for Peppino Impastato.

Version en espéranto de Nicola Ruggiero, faite le 9. mai 2006.
Cette version est pour Peppino Impastato.
KANZONO POR SOTIRIS PETRULAS

Sotiris Petrulas, Sotiris Petrulas,
vin prenis Lambrakis, vin prenis la liberecon.

Martiroj, herooj nin kondukas,
viaj lazuraj okuloj nin vokas.

Sotiris Petrulas, Sotiris Petrulas,
najtingalo kaj leono, montoj kaj stela ĉielo.

Martiroj, herooj nin kondukas,
viaj lazuraj okuloj nin vokas.

Sotiris Petrulas, Sotiris Petrulas,
sopiras la patrinoj, sopiras la montoj!

Martiroj, herooj nin kondukas,
viaj lazuraj okuloj nin vokas.

Sotiris Petrulas, Sotiris Petrulas,
la knabinoj kaj la junuloj vin portas en la koro!

Martiroj, herooj nin kondukas,
viaj lazuraj okuloj nin vokas.

Sotiris Petrulas, Sotiris Petrulas,
konduku vian popolon, konduku nin antaŭen!

Martiroj, herooj nin kondukas,
viaj lazuraj okuloj nin vokas.

inviata da Nicola Ruggiero - 9/5/2006 - 00:14


SOTIRIS PETRULAS, RAGAZZO. CANZONE DIMENTICATA.

di Riccardo Venturi, dalla mailing list "Brigata Lolli". Articolo scritto dopo l'inserimento di questa canzone nelle CCG, il 29 aprile 2005. Il testo è stato modificato con le ultime notizie reperite in rete, che hanno costretto a modificarne diversi punti per aderire meglio alla realtà storica.

Ho visto che, recentemente, anche Bielle e Giorgio Maimone si sono occupati di Sexus et politica, dimenticato album di Giorgio Gaber del 1972 contenente canzoni scritte da Anton Virgilio Savona e ispirate a testi di autori latini. Anton Virgilio Savona. Può essere che questo nome dica oramai pochino a molti. E’ un musicista coi controfiocchi. Assieme alla moglie Lucia Mannucci e agli amici Tata Giacobetti e Felice Chiusano componeva il Quartetto Cetra, gruppo per il quale continuo a nutrire un’ammirazione mai venuta meno a base di intelligenza e di garbo. Quando non era nel Quartetto Cetra, Savona scriveva (e cantava o faceva cantare) canzoni che lui chiamava “delicate”, ma che spesso erano al fosforo. Canzoni delicate, scomodissime, colte e intelligenti. Immaginatevi prendere Quinto Orazio Flacco, Giovenale e Tacito e farne delle canzoni. Due anni prima, invece, aveva scritto un disco ancora più dimenticato e difficile, intitolato Pianeta pericoloso; le canzoni le aveva fatte cantare e recitare, pensate un po’, a Corrado Pani e a Odis Lévy. Canzoni antimilitariste, contro la guerra nucleare (sulla copertina dell’album c’è il fungo atomico, tout court), ironiche, terribili. Una di queste è dedicata a Sotiris Petrulas. E qui andiamo a raccontare questa storia dimenticata con una canzone dimenticata; la quale è la traduzione, dal greco, di un testo di Mikis Theodorakis. Nientemeno.

Theodorakis scrisse questa canzone, della quale siamo riusciti a reperire in rete ben 8 (otto) versi completi, citati di sfuggita in ben 3 (tre) siti, per la morte di un ragazzo. Si chiamava, appunto, Sotiris Petrulas. In italiano sarebbe come “Salvatore Petrucci”. Fu ammazzato dalla polizia greca durante una manifestazione in Piazza Ioulianon, a Atene, nel 1965. Il 20 luglio 1965. Vorrei sottolineare la data. “Vi ricordate quel venti di luglio”, canta Pardo Fornaciari per la morte di Carlo Giuliani; e vorrei sottolineare anche il nome della piazza, Ioulianon, ovvero “Piazza dei Giuliani” in lingua greca. Coincidenze. E comunque, di quest’altro 20 luglio non si ricorda davvero più nessuno. Nessuno ne sa nulla. Eppure mi ricordo che quel nome girava, anche in Italia, verso il ’72, il ’73; lo si vedeva scritto sui muri, a volte in caratteri greci (che non sapevo leggere), a volte in caratteri latini fantasiosi (Petroulas, Petrulas, Petrula…), sui muri di Firenze, specialmente vicino a certe facoltà universitarie. Erano i tempi della dittatura dei colonnelli, di Georgios Papadopoulos, di Dimitrios Ioannidis, di Phaidon Gizikis. I tempi di Yannis Ritsos in galera, di Yorgos Seferis, di Vassilis Vassilikos, di Nikiforos Vrettakos, di Mikis Theodorakis, di Melina Mercouri in esilio. I tempi della strage del Politecnico di Atene del 17 novembre 1973.

Sotiris Petrulas, studente di economia e commercio, figlio di contadini di Manis, nell’Attica, aveva 22 anni nel 1965. Era nato nel 1943. Un ragazzo alto, nelle foto che ho visto, magro, coi capelli corti scurissimi portati ordinati. La canzone ci dice che aveva gli occhi azzurri. Faceva parte del cosiddetto Κίνημα 1 1 4 για τη Δημοκρατία και τη Ελευθερία ("Movimento 1 1 4 per la Democrazia e la Libertà”, Kinima 1 1 4 yia ti Dimokratia ke ti Elefteria), che a sua volta era parte dei Λαμπράκηδες, i "Lambracidi", il raggruppamento che lottava per la democrazia e la libertà in Grecia dalla dominazione delle destre e degli USA, alla cui testa c'è proprio Mikis Theodorakis (in quel momento a capo del maggior movimento politico della sinistra greca). Il 20 luglio 1965, in piazza Ioulianon a Atene (detta “Ta Iouliana”), si svolge una manifestazione dei Lambrakides; Theodorakis deve parlare e, per raggiungere il palco, viene aiutato a fendere la folla enorme proprio da Sotiris Petrulas, che è suo amico.

E’ un periodo terribile per la Grecia, che sfocerà proprio nel golpe del 21 aprile 1967; il 22 maggio 1963 il deputato di sinistra e pacifista Grigorios Lambrakis viene assassinato a Salonicco da killer fascisti dopo una manifestazione per la pace; è l’argomento del romanzo-inchiesta “Z-L’orgia del potere” di Vassilis Vassilikos, da cui nel 1969, in piena dittatura, un altro esule, il regista Costa-Gavras, trarrà un famoso film interpretato da Yves Montand (il nome della lettera “Z” in greco, “zita”, suona simile a “zi”, che vuol dire “vive”; era scritto su tutti i muri dopo l’assassinio di Lambrakis. Nel 1967, come si legge nei titoli di coda del film di Costa-Gavras, tra i primi provvedimenti del regime ci fu quello di proibire severamente la scritta “Z” sui muri. Costa-Gavras sarà l’inventore anche della “K” con il suo film “L’Amerikano”, una “K” che trasmigrò fino a Kossiga).

Il 15 luglio 1965 si ha in Grecia una gravissima crisi istituzionale. Dopo le elezioni vinte dal centro di Andreas Papandreou, costui tenta di prendere il controllo dell'esercito; ma è destituito dal re Costantino. Un vero "golpe bianco" che prepara il golpe vero e proprio del 21 aprile 1967. Ne segue la manifestazione, enorme, organizzata dai Lambrakides e da tutta la sinistra greca che si oppone agli eventi.

Al termine della manifestazione, verso le 10 la sera, Sotiris Petrulas viene colpito da distanza di pochi metri da una granata lacrimogena e rimane a terra; viene quindi “prelevato” dalla polizia all’angolo di due strade, la via Edward Law e la via dello Stadio, dopo che si sono verificati scontri per tutta la giornata. Alle 3 di notte del 21 luglio viene portato anonimamente al pronto soccorso di un’ospedale ateniese già in fin di vita. In tasca ha un foglio scritto a mano, contenente alcuni slogan, trapassato da tre pallottole. E’ stato sottoposto a pestaggi continui e poi preso a revolverate, forse già morto. Ufficialmente muore al pronto soccorso. Con la complicità di due medici del pronto soccorso, non viene effettuata l’autopsia; il corpo sparisce.

Prima dell’alba cadavere viene portato via di nascosto; ma all'alba, alcuni amici e compagni Lambrakides che lo stanno cercando scoprono alcuni agenti, al cimitero di Kokkinia, che stanno seppellendo Sotiris Petrulas in fretta e furia senza neppure avere informato i genitori; Theodorakis viene avvertito e scoppia il finimondo. Aiutato dalla popolazione del quartiere di Kokkinia, che immobilizza gli agenti, Theodorakis riesce a farsi consegnare il corpo di Petrulas e lo restituisce alla famiglia. All'indomani, centinaia di migliaia di persone invadono il centro di Atene per il funerale; nel frattempo, Theodorakis ha composto una canzone, che vola letteralmente di bocca in bocca e viene cantata dalla folla.

Visto che stiamo facendo analogie, vorrei nominare anche la morte di Franco Serantini. Naturalmente, nessun colpevole. Sotto la pressione popolare il cadavere è infine riesumato e viene ordinata un’accuratissima autopsia secondo la quale la morte sarebbe intervenuta, testualmente, per “asfissia da gas lacrimogeno” (asphyxia yia dakrygonou in greco). Sotiris Petrulas. Carlo Giuliani. Ragazzi. Polizia assassina. Stato assassino. Fra quarant’anni anche Carlo Giuliani e tutte le sue canzoni saranno dimenticate. Ci vorrà qualcuno che casualmente venga a disseppellire la sua storia.

La canzone. Nel primo verso si nomina proprio (e naturalmente) Grigorios Lambrakis. Anton Virgilio Savona, nel tradurla, lascia il nominativo “Sotiris Petrulas” nel titolo (“Canzone per Sotiris Petrulas”), ma nel testo non si accorge che il suo nome è al vocativo e scrive “Sotiri Petrula”. Brutto affare, i casi. Quelli della declinazione e quelli del destino. Specie quando il destino viene declinato da sbirri assassini in armi.
La canzone viene quasi immediatamente proibita prima dal re Costantino, poi dai militari golpisti. Circola clandestinamente fino al 1974.

[Segue il testo della canzone in italiano].

Ecco, dunque, la storia finisce qui. Non so aggiungere altro.

29/4/2006 - 19:41





Resoconto della manifestazione organizzata ad Atene il 23 luglio 2005 per ricordare i quarant'anni dalla morte di Sotiris Petrulas.
Σωτήρης Πέτρουλας, "αηδόνι και λιοντάρι, βουνό και ξαστεριά"

Η πλατεία, έξω από την Παλιά Βουλή, ήταν και πάλι γεμάτη, την Πέμπτη το βράδυ. Γεμάτη από κόσμο, όλων των γενιών της αριστεράς, που είχε έρθει, σαράντα χρόνια μετά, στον ίδιο τόπο, για να τιμήσει τη μνήμη του Σωτήρη Πέτρουλα. Αλλά και γεμάτη από συγκίνηση, με τις μνήμες της βραδιάς εκείνης να πλημμυρίζουν την ατμόσφαιρα. Στο βάθος της πλατείας, σε ένα φωτεινό πανώ, η μορφή του αγωνιστή. Και λίγοι στίχοι, ακούγονταν, ξανά και ξανά, από τα μεγάφωνα, στοιχειώνοντας τις μνήμες: |"Σωτήρη Πέτρουλα, Σωτήρη Πέτρουλα, σε πήρε ο Λαμπράκης, σε πήρε η Λευτεριά. Αηδόνι και λιοντάρι, βουνό και ξαστεριά..."|. Με το τραγούδι του Μίκη Θεοδωράκη, άσμα ηρωικό και πένθιμο και ταυτόχρονα προσκλητήριο αγωνιστικό, ξεκίνησε η εκδήλωση μνήμης. Και οι στίχοι αυτοί, με την αυστηρότητα, τον λυρισμό και τη δύναμη τους εξέφρασαν όλο το κλίμα της βραδιάς. Με το ίδιο τραγούδι έκλεισε η εκδήλωση, καθώς οι φίλοι και οι συναγωνιστές του Σωτήρη Πέτρουλα, κάνοντας έναν κύκλο, τραγούδησαν το τραγούδι του, ύστατο χαιρετισμό στο γελαστό παιδί των εικοσιτριών χρονών.
Ο Μάκης Παπούλιας και ο Θανάσης Καλαφάτης, εκ μέρους των οργανωτών, της Εταιρείας Μελέτης της Ιστορίας της Αριστερής Νεολαίας (ΕΜΙΑΝ) και των Φίλων του Σωτήρη Πέτρουλα, απηύθηναν χαιρετισμούς. Ο πρώτος εξηγώντας πώς ο Πέτρουλας, "στα αριστερά της αριστεράς" αποτελεί σήμερα παράδειγμα ήθους για όλο τον ελληνικό λαό, ενώ ο δεύτερος υπογραμμίζοντας ότι στο πρόσωπό του τιμώνται οι αγώνες της εποχής. Ο Μίκης Θεοδωράκης, στο μήνυμά του που διαβάστηκε, καθώς ο ίδιος έπρεπε να είναι στο Ηρώδειο, εξέφρασε την ικανοποίησή του επειδή τώρα ο Πέτρουλας "παίρνει και επίσημα τη θέση του, πλάι στους ήρωες του Γένους, για να να θυμίζει στις νεότερες γενιές, τον δρόμο τον μοναδικό, τον δρόμο του χρέους". Κι αφού η Τασία Κατιρτζόγλου διάβασε το βιογραφικό του Πέτρουλα, ο Μπάμπης Λυκούδης θυμήθηκε τον γαλήνιο χαρακτήρα του φίλου του, τους οραματισμούς του, οραματισμούς που σφράγισαν την εποχή. Η φόρα ήταν μεγάλη, κι ας ήταν το πήδημα μικρό, είπε, κι αυτοί οι οραματισμοί μας κρατάνε ακόμα όρθιους. Ο Γιάννης Μπανιάς, αναφερόμενος στις απόψεις του Πέτρουλα που δικαιώθηκαν, μίλησε για τις ομοιότητες των αγώνων της εποχής με τους σημερινούς αγώνες. Στο ερώτημα τι θα κάνουμε τη βαριά κληρονομιά του, η απάντηση είναι μία, υπογράμμισε: Θα την κάνουμε πηγή πολιτική έμπνευσης και φρονηματισμού.
Στη συμβολή των οδών Εδουάρδου Λω και Σταδίου, με τα αποκαλυπτήρια της προτομής, η συγκίνηση κορυφώθηκε. Ο πρόεδρος της ΕΜΙΑΝ και προδικτατορικός πρόεδρος της ΕΦΕΕ, Γιάννης Γιαννουλόπουλος, απευθυνόμενος στον Σωτήρη Πέτρουλα είπε πως οι αγώνες της εποχής δεν πήγαν χαμένοι, καθώς σχετίζονται άμεσα με το υψηλό ηθικό κύρος της αριστεράς στην κοινωνία μας. Ο Γιώργος Γιανουλάτος απήγγειλε λίγους στίχους που εμπνεύστηκε βλέποντας το άγαλμα, και μνημόνευσε τον άλλο νεκρό της νεολαίας, τον Στέφανο Βελδεμίρη. Ο Άρης Αλεξόπουλος, μιλώντας για όλους αυτούς που τα μαλλιά τους άσπρισαν αλλά οι ψυχές τους έμειναν αδούλωτες θυμήθηκε τα γεγονότα, που κορυφώθηκαν στην πάνδημη κηδεία. Και ο γλύπτης Γιώργος Χουλιαράς, που φιλοτέχνησε την προτομή, περιορίστηκε να πει σεμνά πως όσα είχε να πει τα εξέφρασε με το έργο του.
Ήταν μια ξεχωριστή βραδιά. Με τη μνήμη και τη συγκίνηση να κυριαρχούν. Με έντονη τη θλίψη για τη χαμένη άνοιξη, του ηρωικού παλικαριού και μιας ολόκληρης γενιάς, αλλά και τη θέληση για τη συνέχιση του αγώνα του καλού, για τη Δημοκρατία, την Ελευθερία και την Κοινωνική Δικαιοσύνη.

inviata da Riccardo Venturi - 2/5/2006 - 22:39


GALLERIA FOTOGRAFICA
PHOTOGALLERY

Sotiris Petrulas, 1943-1965
Sotiris Petrulas, 1943-1965


La carta d'identità di Sotiris Petrulas, ritrovatagli sul cadavere.
La carta d'identità di Sotiris Petrulas, ritrovatagli sul cadavere.


Il foglio ritrovato nella giacca di Petrulas con i fori delle pallottole.
Il foglio ritrovato nella giacca di Petrulas con i fori delle pallottole.


La manifestazione durante la quale trovò la morte Sotiris Petrulas. Atene, 20 luglio 1965.
La manifestazione durante la quale trovò la morte Sotiris Petrulas. Atene, 20 luglio 1965.


Altra immagine della manifestazione.
Altra immagine della manifestazione.


Altra immagine della manifestazione.
Altra immagine della manifestazione.


Altra immagine della manifestazione.
Altra immagine della manifestazione.


I funerali di Sotiris Petrulas. Foto dal quotidiano Το Βήμα, 22 luglio 1965.
I funerali di Sotiris Petrulas. Foto dal quotidiano Το Βήμα, 22 luglio 1965.


Grigorios Lambrakis.
Grigorios Lambrakis.


La locandina del film Z-L'orgia del potere di Costa-Gavras.
La locandina del film Z-L'orgia del potere di Costa-Gavras.

Riccardo Venturi - 29/4/2006 - 18:25


Il nome di Sotiris Petrulas, così come quello di Grigorios Lambrakis, compare nel testo di un'altra CCG, "MCMXCIV perché i vivi non ricordano" di Daniele Sepe, in quella specie di litanìa laica che chiude l'ultima strofa:

Sole, vento che rincorri i continenti
tu che accarezzi il viso delle genti
raccogline tutta la memoria
e fanne un solco nella terra
perché con il grano e con il pane
cresca anche il ricordo degli occhi
e del cuore di Franco Serantini,
Claudio Miccoli, Sotiris Petrulas,
Giorgiana Masi, Giuseppe Palumbo,
Grigoris Lambrakis, Turiddu Carnevali,
Gaetano Bresci, Ernesto "CHE" Guevara, Stephen Biko, Patrice Lumumba, Rina Feruglio, Giovanni Passanante, Emilliano Zapata, Pancho Villa Salvador Allende, Garcia Lorca, Sacco e Vanzetti, Trotski, M. Luther King..."


ed era uno di quei nomi che non conoscevo. Grazie a Riccardo che, come al solito, è andato a scavare nelle pieghe della nostra -labile- memoria collettiva.

Grazie a te Maria Cristina per questa segnalazione davvero bella e preziosa. Vedere quei nomi tutti assieme fa sobbalzare sulla sedia. E anche qualcos'altro, che non dico; ma ho cercato di dirlo un po' ristrutturando il testo della canzone di Daniele Sepe nel modo che si può vedere alla relativa pagina. L'unica altra cosa che posso dirti è questa: continueremo a scavare, scavare, scavare. Finché avremo una spira di fiato. Ho messo il verbo al plurale nella ristrutturazione della pagina, dato che anche questa è diventata...un'opera di squadra tra Lorenzo, Alessandro e il sottoscritto. Saluti e abbracci. [RV]

Maria Cristina Costantini - 2/5/2006 - 13:16


Con l'auspicio che ciò serva per nuove ricerche e futuri nuovi inserimenti, voglio solo segnalare questo sito giapponese dove sono reperibili molti estratti di brani cantati dalla Farantouri nella sua più che quarantennale carriera.

Vedo dall'indirizzo che si tratta di un sito dedicato a Zülfü Livaneli, uno dei massimi poeti in musica turchi che, proprio nel pieno delle ripetute crisi politiche (e belliche) tra Grecia e Turchia fu grande amico di Theodorakis e che assieme a lui tenne, nel 1991, anche un memorabile concerto dal quale fu tratto un'altrettanto memorabile disco intitolato Together

Mikis Theodorakis e Zülfü Livaneli abbracciati assieme sulla copertina del disco.
Mikis Theodorakis e Zülfü Livaneli abbracciati assieme sulla copertina del disco.


Alessandro - 4/5/2006 - 10:06


Ciao sono Daniele Sepe. Se vi interessa io dovrei avere la versione per intera del pezzo di Theodorakis cantato dalla Farantouri. Scavando nei vecchi lp lo scovo e vi mando un mp3 se mi mandate una mail a cui spedirlo.

Daniele - 5/5/2006 - 01:19


Ciao Daniele, e ben ritrovato!
L'mp3 della Canzone per Sotiris Petrulas puoi mandarlo a uno (o più) dei nostri indirizzi mail coi links in fondo alla pagina principale. Ti riporto comunque per comodità quello di Lorenzo Masetti e il mio:

a) lorenzo.masetti@libero.it
b) venturik@katamail.com

Naturalmente, un ringraziamento enorme da parte mia e di tutti gli altri. Quello che possiamo garantirti è che la canzone per Sotiris Petrulas, con abbondante introduzione, farà parte della scaletta della prossima trasmissione che Controradio/Radio Popolare ci vorrà far fare (di solito ci chiamano attorno alle feste comandate; Pasqua è già passata, quindi sarà probabilmente per il prossimo Natale...)

Saluti carissimi e a risentirci...con qualche altra scanzone scavata fuori dalla memoria.

Riccardo.

RV - 5/5/2006 - 07:53


C'è un problemino. Qui il testo viene attribuito a Ιακωβος Καμπανελλης, che i visitatori di AWS ben conoscono come l'autore delle quattro canzoni di Mauthausen musicate da Theodorakis. Ma nel volume "ΜΕΛΟΠΟΙΗΜΕΝΗ ΠΟΙΗΣΙΣ", (Poesia in musica) che raccoglie i testi delle canzoni di Theodorakis dal 1960 al 1996, e che è firmato dal musicista stesso, testo e musica sono attribuiti a Mikis. La nota dice: "Composizione 1965, Atene. Fu cantata dalla folla il giorno dei funerali, nel Luglio 1965. Fu registrata dopo la caduta della Dittatura, è compresa nel disco "ΤΗΣ ΕΞΟΡΙΑΣ" (Canzoni dell'esilio) (1976, Vassilis Papakostandinou, Minos).
Anche la data dell' edizione discografica andrebbe dunque verificata, anche se anch'io sono (quasi) certo di averla sentita prima del 76, con la voce della Farandouri, mi sembra tra le canzoni della resistenza europea che l'Espresso regalò un anno agli abbonati: tre LP che avevo ma che ora non ho più. Sarà stata la fine degli anni Sessanta.
Indagheremo.

Gian Piero Testa - 1/3/2010 - 10:28


Non sto ancora indagando, ma solo sforzandomi di dissipare le caligini di Alzheimer. No, "Sotiris Petroulas" non stava negli LP resistenziali dell' Espresso - dove, di greco, c'erano alcune classiche canzoni "andartika" cantate da Theodorakis. Di Sotiris mi viene ora in mente un 45 giri: ed erano gli anni Sessanta, prima del Sessantotto. Edizioni tipo Dischi del Sole o Canzoniere italiano, o forse del gruppo genovese di Lazagna: ma non vorrei aggiungere confusione a confusione.
Con l'occasione, segnalo che nel testo in italiano di Riccardo, quello tratto dalla Brigata Lolli, c'è un qui pro quo riguardo a Papandreu che, come Primo Ministro nel 1965, era ovviamente Yorgos, di centro destra, e non il figlio socialista Andreas, il quale a guidare il governo sarebbe andato solo dopo la caduta della Giunta.

Gian Piero Testa - 1/3/2010 - 14:28


Piazza Carlo Giuliani 20 luglio 2012


Alessio Lega e Marco Rovelli - Per non dimentiCarlo 2012

CCG/AWS Staff - 25/7/2012 - 11:27


Il "Disco del Sole" originale: Atene in Piazza 1940/1965

Ieri sera, in occasione della Vetrina dell'Editoria Anarchica che si sta svolgendo a Firenze, il presidente dell'Istituto Ernesto De Martino, Stefano Arrighetti, mi ha voluto fare un dono di compleanno che, idealmente, è esteso a tutto il sito "Canzoni Contro la Guerra".

Mi ha infatti regalato il "Disco Del Sole" originale (Micro 33 giri DS 51) "Atene in piazza 1940/1965" contenente, tra l'altro, la canzone di questa pagina: la "Canzone per Sotiris Petrulas" interpretata da Mikis Theodorakis. Il disco, edito dalle Edizioni del Gallo (Milano, via Sansovino 13), è stato stampato dalla Grafica Cremonese nel luglio 1968.

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Il disco, di piccolo formato seppure a 33 giri, contiene un'introduzione intitolata "Nuova e vecchia resistenza in Grecia" (che verrà riportata integralmente in seguito), e le canzoni: 1) Κάτω στου βάλτου (Kato stu valtu / Laggiù nei villaggi); 2) Bάζει o Nτούτσε τη στολή του (Vasi o duce ti stoli tu / Indossa il duce la sua divisa); 3) Στον πόλεμο βγαίνει ο Ιταλός (Ston pólemo vjeni o Italós / L'Italiano scende in guerra); 4) Σαράντα πέντε πετεινοί (Saranda pende petini / Quarantacinque galletti), unica canzone della Sezione Greca della quale mai siamo riusciti a reperire il testo originale greco; 5) Il Τραγούδι Σωτήρη Πέτρουλα di Theodorakis di questa pagina; 6) La registazione delle voci della grande di manifestazione di protesta del 4 agosto 1965 a Atene in piazza Syntágmatos ("Atene, piazza Sintagma, 4 agosto 1965").

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Al di là della sua rarità e dello stesso fatto che Stefano Arrighetti abbia voluto regalarmene una copia presente nell'archivio del De Martino, l'importanza di questo disco (pubblicato in Italia dopo il colpo di stato fascista del 21 aprile 1967) risiede nell'autentico "ponte storico" tra le lotte della Grecia di ieri e di quella di oggi. Questo lo rende un documento di eccezionale rilevanza, testimonianza di un periodo in cui in Italia le lotte della Grecia e di tutti i popoli erano sentite autenticamente nella realtà quotidiana (si pensi alle centinuaia, se non migliaia di studenti greci antifascisti presenti nelle università italiane e a Firenze in primis).

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Come si può vedere, alla "Canzone per Sotiris Petrulas" è dedicato l'intero lato B del disco.

In questo sito, chiaramente, ci occuperemo nei prossimi tempi di risistemare a dovere tutte le canzoni che vi sono contenute riprendendo anche le notizie, preziose, che sono vi sono riportate e che non sono state finora accessibili.

Ricordo infine che Alessio Lega (presente alla Vetrina Anarchica) e Marco Rovelli hanno ripreso, dedicandola a Carlo Giuliani ucciso dalla polizia un 20 luglio come Sotiris Petroulas, questa canzone proprio da questo sito riproponendola al pubblico dopo quasi cinquant'anni; e vorrei anche ricordare la mia personale emozione nel vederla intonare, a Fosdinovo, da Cesare Bermani.

Un ringraziamento a Stefano Arrighetti e a tutto l'Istituto Ernesto De Martino per questo dono veramente inestimabile.

Riccardo Venturi - 6/10/2013 - 12:27


Se volete capire meglio chi fu Petroulas e la storia della sua famiglia esiste un libro autobiografico scritto da una sua zia. Δήμητρα Σωτήρη Πέτρουλα "που'ναι η μάνα σου μωρή;" non so se fu tradotto in qualche altra lingua. E la storia del intera famiglia, Sotiris Petroulas fu l'ultima vittima della destra.

RGB - 1/11/2013 - 07:26


Nota testuale 1.7.2015

Da oggi, 1°luglio 2015, il testo della canzone è stato modificato con assecuzione effettiva al canto e con il ripristino del sistema politonico di accentazione in assoluto vigore all'epoca, e con il quale è senz'altro stata scritta.

Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 1/7/2015 - 11:14


LA STORIA DI SOTIRIS PETROULAS [e della sua canzone] RACCONTATA DA MIKIS THEODORAKIS

Il brano che segue, narrato in prima persona da Mikis Theodorakis, proviene dall'edizione italiana del “Diario dal carcere”, pubblicato dagli Editori Riuniti nel 1972. Scritto da Theodorakis durante l'esilio parigino, fu redatto in francese e tradotto in italiano da Ottavio Cecchi. Le traduzioni delle canzoni e delle poesie furono però effettuate a partire dall'originale greco da uno dei massimi neogrecisti italiani, Nicola Crocetti; nel brano è presente in parte quella che, probabilmente, è la prima traduzione della “Canzone di Sotiris Petroulas”. Il brano, nella sua forzata concitazione, potrà apparire ad occhi contemporanei forse un po' retorico; ma non bisogna scordare, oltre alla tragedia autentica che racconta, né la particolare disposizione d'animo storica dei greci di fronte alla morte del παλληκάρι (il “giovane eroe” o “giovane ardito”), né il fatto che Theodorakis visse davvero in primissima persona quegli eventi (aveva parlato con Sotiris Petroulas, dirigente della “Gioventù Lambrakis” o Λαμπράκηδες, “Lambracidi” come si direbbe classicamente anche se il plurale moderno significa piuttosto “i Lambrakis”, pochissimo prima della sua uccisione per mano poliziotta). Si tratta di una testimonianza diretta, soprattutto del tentativo criminale di sottrarre persino la salma di Sotiris Petrulas all'estremo saluto mediante una sepoltura clandestina; e se la morte di Petrulas, con le sue sconcertanti coincidenze, ricorda parecchio quella di Carlo Giuliani, la vicenda del tentativo di seppellirlo alla chetichella ne ricorda moltissimo un'altra accaduta dalle nostre parti, quella dell'anarchico Franco Serantini. Il brano, trascritto integralmente (pp. 163-169 del volume), è corredato di note da me redatte. [RV]

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“In una calda notte di luglio del 1965 il fascismo colpì di nuovo il cuore di Atene. Avevo appena parlato con Sotiris. Ero fiero di lui. Era in compagnia di migliaia di altri giovani Lambrakis che risalivano cantando la via Panepistimiu. 1 Era un bel ragazzo, slanciato, robusto, vivace. Come immaginare che un giorno non avrebbe più potuto cantare, ridere, respirare?
Hanno ferito gravemente Sotiris...
Corro all'ospedale Evanghelismos. I corridoi rigurgitano di feriti. Le sale operatorie lavorano a pieno ritmo. Una folla di familiari, di amici, di poliziotti. Salgo nella corsia dove hanno portato i feriti più gravi:
- Sotiris è stato messo all'obitorio. E' laggiù.
Accorro. Apro la porta. In quella penombra di morte, distinguo appena un tavolo nudo.
- Lo hanno portato via, - mi dicono.
- Dove?
Esco dall'ospedale e corro al giornale dell'EDA, l'Avghi. 2
Ci sono più di duecento manifestanti gravemente feriti. Pare che abbiano fatto sparire Sotiris Petrulas.
Ho capito. Andiamo alla sede della Gioventù del centro. Faremo un tentativo.
E' impossibile camminare. Le strade sono ancora piene del fumo dei candelotti.
Formiamo un comitato ristretto e usciamo tenendo un fazzoletto umido davanti alla bocca. Il gas ci brucia gli occhi e le labbra.
Arriviamo alla sede della Gioventù del centro. Appena i militanti centristi ci vedono, corrono ad avvertire i dirigenti.
- Abbiate pazienza un istante, per favore.
Pazientiamo più di mezz'ora. Finalmente un dirigente si decide a venire da noi.
- Hanno ucciso uno dei nostri, Sotiris Petrulas, e ne hanno fatto sparire il corpo...
- Aspettate, prego.
Nuova attesa di mezz'ora. Poi ci alziamo e ce ne andiamo. La lotta di Papandreu “su due fronti”, contro la destra e contro la sinistra, non ha tregua neppure di fronte alla morte.
Passo tutta la notte correndo da una casa all'altra, da un sobborgo all'altro. E' come se Sotiris fosse vivo in me. Come se avesse voglia di danzare. Sento un impeto animale, primitivo, selvaggio. All'alba torno a casa. Non ho la forza né di spogliarmi né di sdraiarmi. Mi lascio andare in una poltrona. Le grida mi ossessionano. Sono le grida che da settanta giorni e settanta notti si levano dalle strade di Atene. Tutte le sere, ventimila, centomila manifestanti. Qualche volta, un milione. E' un peana che non finisce mai. Alla sede della Gioventù Lambrakis organizziamo l'afflusso dei nostri militanti dai vari sobborghi. Abbiamo diviso la regione Atene-Pireo in dieci grandi settori. Su dieci, nove contribuiscono ad alimentare le manifestazioni nel cuore di Atene, il decimo a turno non si muove e ne approfitta per riposare. Quando la polizia arriva, lo scontro è sempre molto violento. Ogni sera gli ospedali devono ricoverare un numero altissimo di feriti gravi. Ieri sera hanno ucciso Sotiris.

Suona il telefono:
- Vieni al cimitero, non c'è tempo da perdere. Cercano di sotterrarlo di nascosto.
Atene dorme ancora. Incontro qualche operaio che torna a casa rasentando i muri. Non sospetta ancora niente, ignora il sacrilegio che è stato appena commesso, il dolore di una madre che ha perduto suo figlio, la collera dei compagni.
Un oceano di collera mi sommerge. Ho il cuore in tumulto. Proprio sotto i platani di questo cimitero riposa Beloyannis, l'uomo dal garofano rosso, assassinato in piena guerra fredda. Là, a sinistra, giacciono migliaia di militanti della Resistenza passati per le armi ai tempi dell'occupazione e della guerra civile. Là è stata appena scavata la fossa di Sotiris. I martiri del nostro popolo si contano a migliaia, a centinaia di migliaia. Ma questo popolo non si doma. A momenti pare che si inginocchi, ma lo fa per un istante, per riprendere fiato e per riprendere il cammino. Tutta la Grecia è in fermento. Re Costantino, circondato di astuti consiglieri, ha provocato deliberatamente il popolo. Ha convocato a Palazzo, per il 15 luglio 1965, il primo ministro Giorgio Papandreu 3 e lo ha cacciato su due piedi. Gli ha teso una trappola, e quell'uomo, accorto e fiero, ci è cascato.
- Così voi date le vostre dimissioni? - gli ha detto il re.
- Certo, - ha risposto Papandreu.
La risposta avrebbe dovuto essere “no!”, e la sorte della Grecia oggi sarebbe molto diversa.
Il re e i suoi consiglieri si fregano le mani, beati. Un nuovo primo ministro in tight aspetta già nel corridoio, è l'accademico-poeta Athanassiadis Novas 4.
In quello stesso momento, io sono alla Camera dei deputati in compagnia di altri parlamentari dell'EDA. Uno dei nostri dirigenti, Leonidas Kyrkos 5, mi dà la notizia delle dimissioni e dice:
- Bisogna sostenere con forza i centristi e il Vecchio 6. Soprattutto non bisogna lasciare a loro l'iniziativa, perché rischiano di lasciarsi travolgere. Bisogna fare appello al popolo. Ecco che cosa deve fare la gioventù in questo momento.
- Tu sai che i giovani Lambrakis non hanno alcuna simpatia per Papandreu.
- Infatti! Bisogna dare istruzioni perché tutti i militanti scendano nelle strade di Atene. Bisogna tenersi al corrente di tutti gli spostamenti di Papandreu, non perdere una sola occasione per acclamarlo e sostenerlo.
- D'accordo.
Corro alla sede della Gioventù Lambrakis, convoco la segreteria. Adottiamo la linea convenuta, che viene approvata da tutti i membri. A una sola condizione: che sui cinque slogan che saranno scanditi durante la manifestazione uno solo sia: ”Pa-pan-dre-u!”. Gli altri quattro saranno: ”Uno – uno – quattro! (in riferimento all'articolo 114 della Costituzione che pone la Costituzione stessa sotto la protezione del patriottismo dei Greci), ”Democrazia!” 7, ”Fuori Novas! e ”Governo legale!”. Poi l'immaginazione popolare creerà centinaia di nuovi slogan. Il più bello sarà quello indirizzato al re, che sarà apostrofato in questi termini: ”Costantino, prendi tua madre e vattene!” 8
Le prime manifestazioni sono seguite con simpatia dalla popolazione. Via via che i giorni passano la foga dei giovani finisce per conquistare le masse, come per contagio, finché tutto il popolo ripete gli slogan. A decine, a centinaia di migliaia, vanno a manifestare davanti alla Camera, dove si sta giocando una partita decisiva della storia greca contemporanea.
Ma la manovra del re non approda a nulla. Raccoglie solo i voti della minoranza di destra e riesce a corrompere soltanto qualche deputato centrista (la gente li chiama “gli apostati”). La maggioranza rimane fedele al governo legale di Papandreu. Di fronte a questo scacco imprevisto, gli americani, che manovrano questo sordido gioco, decidono di ricorrere alle medicine forti. Comprano uno dopo l'altro i deputati centristi, mentre fuori il popolo grida il suo disgusto:
- Quanto ti hanno dato?
Questa lotta durerà settanta giorni e settanta notti. Alla fine, con la corruzione si riuscirà a carpire soltanto i voti indispensabili. Il terzo governo di “apostati” formato dal re con Stephanopoulos 9 come primo ministro, riesce ad ottenere soltanto un voto di maggioranza alla Camera. Il popolo è stato crudelmente deluso. Questa violazione della Costituzione da parte del re e i mezzi spudorati che sono stati adoperati intaccheranno gravemente il prestigio delle istituzioni parlamentari e la fiducia che il popolo ha riposto nei suoi dirigenti. E' pronto il terreno per il colpo di mano dei colonnelli. E' per questo che, dopo l'insediamento della dittatura militare nel 1967, nonostante che esso odii i suoi nuovi padroni, il popolo greco accorderà una fiducia molto limitata ai suoi vecchi capi. Una crisi profonda, che mina le relazioni tra le masse e i gruppi dirigenti politici, si è aperta in quelle giornate decisive dell'estate 1965, e ancora dura.

Fermo la macchina davanti al cimitero. La polizia proibisce l'ingresso. Quando mi avvicino, la macchina viene circondata. Sono solo in mezzo a quello spiegamento di forze. Ma conto sull'immunità parlamentare.
- Theodorakis, deputato, - dico a uno degli ufficiali di polizia.
- Che cosa volete?
- Tocca a me farvi questa domanda!
- L'ingresso al cimitero è proibito.
- Ve la prendete anche coi morti?
Do un colpo di acceleratore. I poliziotti si fanno precipitosamente da parte. Entro nel cortile del cimitero. Un centinaio di polizotti mi sbarra il passo. Scendo e vado fra loro. Non osano toccarmi.
- Chi comanda qui?
Sulla destra, in una grande stanza, sono riuniti i genitori e i parenti intimi di Sotiris Petrulas. Mi vedono, vogliono venirmi incontro, ma la polizia sbarra loro il passo.
Voglio parlare con il vostro comandante.
Mi accompagnano in un fabbricato accanto.
- Procuratore Tal dei Tali.
- Commissario Tal dei Tali.
- Colonnello Tal dei Tali.
- Tanto piacere.
- A che cosa dobbiamo la vostra visita, onorevole?
- Ho sentito che state per sotterrare clandestinamente lo studente Sotiris Petrulas e che anche il clero si è opposto.
Silenzio.
- Avete consentito alla madre di vedere suo figlio?
- Abbiamo ricevuto ordini categorici di impedire a chicchessia di avvicinarsi al morto.
- E voi permettete che sia sotterrato così, senza che i suoi possano rivederlo, vestirlo, piangerlo?
- Sono gli ordini!
- Gli ordini di chi?
- Del ministro dell'interno, l'ammiraglio Tumbas. 10
- Eseguirete simili ordini?
- Che cosa dovremmo fare?
- E le altre leggi?
- Quali?
- Le leggi dei morti, le leggi divine, direbbe Antigone. Avete mai sentito parlare di Antigone, signor procuratore?
- Sono gli ordini.
- Allora date le dimissioni! Quest'ordine non è soltanto illegale: è sacrilego e inumano. Non pensiate di poter fare seppellire Petrulas in questa maniera. Questo morto è nostro...
Chiedo: -. Posso dare un colpo di telefono?
Telefono a un grande numero di membri della Gioventù Lambrakis.
A tutti ripeto a alta voce, perché coloro che mi sono vicini sentano bene, che devono venire in massa al cimitero.
Dopo di me, anche gli ufficiali telefonano per chiedere rinforzi.
I pianti delle lamentatrici fanno fremere i cipressi. 11 Rimaniamo seduti, in silenzio.
Cominciano ad arrivare i rinforzi di polizia. In poco tempo, il cortile si riempie di centinaia di giovani Lambrakis, di militanti dell'EDA e di poliziotti pronti allo scontro. Esco dal cimitero per andare incontro ai giovani Lambrakis che stanno arrivando:
- Che vuoi fare? - chiedono.
- Dove hanno messo Sotiris?
- Laggiù in quella cappella. Sembra si preparino a sotterrarlo perché poco fa hanno fatto schierare un cordone di poliziotti tutto attorno.
- Quanti sono?
- Circa duecento.
- Noi siamo di più. Altri giovani stanno per arrivare. Prendete dei sassi e tenetevi pronti. Se sarà necessario, ci batteremo.
Un paio di poliziotti mi scortano quando entro nella cappella. Mi sembra che Sotiris sia ancora vivo. E' soltanto addormentato, lì, sul tavolo di marmo, avvolto nudo in un lenzuolo macchiato di sangue.
I giovani Lambrakis continuano ad arrivare. Avverto gli ufficiali che siamo decisi a batterci. Fuori dal cimitero la folla che intanto si è radunata scandisce i suoi slogan.
A mezzogiorno arriva il contrordine: il morto deve essere trasferito all'obitorio dove sarà consegnato ai familiari per la sepoltura.
La folla si mette in cammino verso la casa di Petrulas, in un sobborgo molto lontano dalla capitale. Migliaia di studenti, di operai, di madri in lacrime, vanno a portargli mazzi di fiori. Levano il pugno. Vogliono che sia fatta vendetta.
Le grida di dolore della madre dureranno tutta la notte.
Noi, alla sede della Gioventù Lambrakis sediamo in permanenza. Domani ci sono i funerali. Dobbiamo affrontare e risolvere molti problemi. Mentre i compagni discutono, la mano mi corre a un pezzo di carta bianca. Qualche linea, qualche segno astratto e poi all'improvviso:

Sotiris Petrulas
Lambrakis ti ha accolto e con lui la libertà
Sotiris Petrulas
Usignolo e leone, montagna e cielo stellato
Sotiris Petrulas
Guida il tuo popolo, aprici il cammino!


Dietro di lui viene l'esercito innumerevole degli eroi. Elettra, Napoleone Sukatzidis 11 in compagnia dei duecento ostaggi passati per le armi a Kaisariani, Vassilis Zannos 12, Pavlos Papamercuriu 13. Più di cinquantamila eroi fucilati. Nikos Beloyannis, Nikiforidis e tanti altri studenti. E poi Lambrakis. E ora l'ultimo, Sotiris Petrulas. Ecco l'interminabile schiera dei martiri che ci indica il cammino.

Gli eroi e i martiri sono le nostre guide,
i tuoi occhi azzurri
ci chiamano.


- La parola è al presidente, - dice volgendosi a me il compagno Benas.
- La parola è alla canzone. Ascoltatemi che cosa ho scritto e ditemi che cosa ne pensate.
Il giorno dei funerali la folla nereggia a perdita d'occhio, nelle vie principali di Atene, al passaggio della bara di Petrulas portata a spalla dai compagni. La gente mormora, freme, leva i pugni, giura vendetta. Sono migliaia i giovani che seguono il loro fratello martire. Cantano:

Sotiris Petrulas
Usignolo e leone, montagna e cielo stellato...


Il giorno successivo sono andato a casa di Sotiris. Ho visto sua madre.
- Siediti, figliolo, - mi dice. - Proprio in questo momento parlavo con Sotiris.
- Con Sotiris?
- Sì, non lo vedi? E' là, sulla sua sedia. Gli dico di stare attento. Quando l'ho perduto, l'altra sera, mi hanno portata alla polizia. “Dov'è il mio bambino?”, ho gridato. E quelli mi hanno portata in una pasticceria! Capisci? Una pasticceria! Alle due del mattino. “Non ho voglia di mangiare pasticcini, ho detto, voglio mio figlio...” Vero, Sotiris?
La madre di Petrulas è ancora giovane. Ha un bel volto. Ha visto massacrare diciassette suoi familiari. Questo è il diciottesimo: è suo figlio. Non ne può più. La pazzia la minaccia. Era alto un metro e ottanta, aveva capelli biondi e occhi azzurri come il cielo di Mystra."

Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 1/7/2015 - 14:55


NOTE

[1] “Via dell'Università” (Οδός Πανεπιστημίου).

[2] “Alba” (Αυγή). La trascrizione utilizzata nel brano è rudimentale.

[3] Georgios Papandreou (1888-1968) è stato il capostipite della dinastia politica dei Papandreou; è il padre dell'ex primo ministro greco e leader del PASOK Andreas Papandreou, e nonno dell'altro ex primo ministro George Papandreou. Detto “Il Vecchio”, fu a capo del governo greco in esilio durante l'occupazione nazifascista. Morì il 1° novembre 1968 a ottant'anni prigioniero in casa propria e guardato a vista dai militari golpisti.

[4] Georgios Athanasiadis Novas (1893-1987). Avvocato, letterato e uomo politico, fu la figura-fantoccio individuata dal re Costantino per sostituire Papandreou come primo ministro nell'estate del 1965. Nominato il 15 luglio, non ottenne la fiducia e si dimise poco più di un mese dopo, il 2o agosto. Morì nel 1987.

[5] Leonidas Kyrkos (1924-2011) è stato un importante esponente della sinistra greca. Imprigionato nel 1967, rimase in carcere cinque anni. Era direttore dell'Avghi (v. nota 2). E' rimasto segretario del Partito Comunista Greco (KKE) fino al 1987.

[6] Georgios Papandreou (v. nota 3)

[7] Da notare che il termine greco, Δημοκρατία, significa sia “democrazia” che “repubblica”. Come slogan aveva quindi doppio valore in opposizione al re golpista Costantino.

[8] La madre di Costantino, Federica di Hannover, era tedesca e filonazista. Anche e soprattutto per questo figura odiatissima dai greci, che pure avevano storicamente avuto al trono sempre dinastie tedesche. Gli “incroci storici” tra la Germania e la Grecia sono da sempre decisamente problematici, senza contare la pretesa tutta tedesca di considerarsi erede culturale dello “spirito ellenico”. Ad ogni modo, era vox populi generale che Costantino fosse decisamente succube della madre teutonica.

[9] Konstandinos Stephanopoulos, nato nel 1926 e ancora vivo e vegeto, di professione avvocato, è riuscito benissimo a riciclarsi: dopo l'esperienza come primo ministro “apostata” e passata indenne la dittatura della “hounta”, è stato presidente della Repubblica Ellenica dal 1995 al 2005. E' stato lui, tra le altre cose, a inaugurare i funesti Giochi Olimpici del 2004.

[10] L'ammiraglio Ioannis Toumbas (1901-1995) ebbe una breve carriera politica come governante “apostata” negli anni 1965-1967. Messo tacitamente da parte durante la dittatura, che passò indenne e totalmente inattivo, nel dopo-Giunta fu esponente di Nuova Democrazia. E' stato considerato una persona onesta, ma non particolarmente intelligente e profondamente conservatore. Non essendo particolarmente intelligente, terminò la sua vicenda terrena come membro dell'Accademia Ateniese. E' morto nel 1995.

[11] La Grecia. Il giovane eroe Sotiris Petroulas, membro della “Gioventù Lambrakis”, democratico antifascista e ragazzo degli anni '60, viene accompagnato alla tomba nello stesso modo in cui un suo coetaneo sarebbe stato onorato e pianto tremila anni prima: coi lamenti delle prefiche.

[12] Napoleon Soukatzidis, nato nel 1909, fu esponente comunista, sindacalista e partigiano. Morì fucilato a Kesariani il 1° maggio 1944.

[13] Vasilis Zannos fu dirigente e organizzatore militare dell'ELAS durante la guerra civile, dopo essere stato partigiano resistente. Processato, fu condannato a morte e fucilato nel 1948.

[14] Pavlos Georgios Papamerkouriou fu dirigente dell'EPON, l'organizzazione giovanile dell'ELAS. Detto “L'Aquila d'Oro Ateniese”, fu fucilato nel 1949.

Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 1/7/2015 - 15:51


Grazie Riccardo di aver tradotto questa bellissima testimonianza.

Bernart Bartleby - 1/7/2015 - 15:11


Prego, Bart, specificando però che non l'ho tradotto, ma solo trascritto (la traduzione è di Ottavio Cecchi). Merita forse raccontare brevemente come sono entrato in possesso del "Diario dal carcere" di Theodorakis, mai più ristampato dal 1972 e che è una miniera senza fondo anche di canzoni e traduzioni (che sono tutte di Nicola Crocetti: come dire, qualcosa di poco meno di Giampiero Testa). Per la prima volta ho trovato il volume alla biblioteca dell'Isolotto, il mio quartiere, in uno speciale scaffale gestito da detenuti di Sollicciano, "Informacarcere". Tutti libri che parlano di galera e detenzione: di che far meditare, e parecchio. Avendolo dovuto restituire dopo ripetute ammonizioni, devo ringraziare -per l'ennesima volta- la Daniela che me ne ha scovata una rara copia su eBay e me l'ha regalata (ci ho trovato dentro un fogliettino con trascritte a penna le prime strofe dei "Morti di Reggio Emilia" e una figurina con Pippo e Topolino). E ci ho trovato dentro, soprattutto, l'80% della Grecia di oggi. E speriamo non quella di domani, anche se i prodromi ci sono tutti.

Riccardo Venturi - 1/7/2015 - 16:06


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