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Terrorist?

Lowkey
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[2010]
Lyrics & Music by Lowkey
Album: Soundtrack To The Struggle

lowkey

So, we must ask ourselves, what is the dictionary definition of Terrorism
The systematic use of terror especially as a means of coercion.
But what is terror? According to the dictionary I hold in my hand,
Terror is violent or destructive acts, such as bombings
committed by groups in order to intimidate a population or government
into granting their demand! – So what's a terrorist?

They're calling me a terrorist
Like they don't know who the terror is
When they put it on me, I told them this
I'm all about peace and love..
But They calling me a terrorist
Like they don't know who the terror is
Insulting my intelligence
Oh how these people judge..


It seems like the Rag-heads and Paki's are worrying your Dad
But your dad's favorite food is curry and kebab
It's funny but it's sad how they make your mummy hurry with her bags
Rather read The Sun than study all the facts
Tell me, what's the bigger threat to human society
BAE Systems or home made IED's
Remote controlled drones killing off human lives
Or man with home made bomb committing suicide
I know you were terrified when you saw the towers fall
It's all terror but some forms are more powerful
It seems nuts how could there be such agony
When more Israeli's die from peanut allergies
It's like the definition didn't ever exist
I guess it's all just depending who your nemesis is
Irrelevant how eloquent the rhetoric peddler is
They're telling fibs, now tell us who the real terrorist is.

They're calling me a terrorist
Like they don't know who the terror is
When they put it on me, I told them this
I'm all about peace and love...
But they calling me a terrorist
Like they don't know who the terror is
Insulting my intelligence
Oh how these people judge..


Lumumba was democracy - Mossadegh was democracy
Allende was democracy - Hypocrisy it bothers me
Call you terrorists if you don't wanna be a colony
We used to bow down to a policy of robbery
Is terrorism my lyrics? Is it?
When more Vietnam vets kill themselves after the war than die in it?
This is very basic..
One nation in the world has over a thousand military bases
They say it's religion, when clearly it isn't
It's not just Muslims that oppose your imperialism
Is Hugo Chavez a Muslim? Nah.. I didn't think so
Is Castro a Muslim? Nah.. I didn't think so
It's like the definition didn't ever exist
I guess it's all just depending who your nemesis is
Irrelevant how eloquent the rhetoric peddler is
They're telling fibs, now tell us who the terrorist is..

They're calling me a terrorist
Like they don't know who the terror is
When they put it on me, I told them this
I'M ALL ABOUT PEACE AND LOVE..
But They calling me a terrorist
Like they don't know who the terror is
Insulting my intelligence
Oh how these people judge..

You think that I don't know, but I know, I know, I know
You think we don't know, but we know!...
[x5]

inviata da giorgio - 28/12/2010 - 15:05


La forza di uno scudo di carta
di Michele Smargiassi

scudo-di-carta



“Dormo bene la notte”, assicurò nel 1975 Paul Tibbets, il pilota del B29 che sganciò l’atomica su Hiroshima, deludendo gli intervistatori che, trent’anni dopo, speravano di fare un bel titolo sul bombardiere pentito.

I droni, gli aerei senza pilota, dormono ancora meglio. Danno l’impressione di essere spietati, cinici e meccanicamente indifferenti, più dei velivoli da guerra pilotati da esseri umani. Ma è solo, credo, un relitto di mitologia dei robot.

Un drone è una macchina costruita e (tele)guidata da esseri umani come il brigadiere generale Tibbets. Non credo che ci sia una qualche differenza etica tra un massacro eseguito volando sul posto e un massacro eseguito stando seduti davanti a uno schermo.

In entrambi i casi, il guerriero aeromontato manovra apparati tecnici e vede il suo bersaglio solo attraverso il filtro di apparati tecnici. Impartisce una morte che per lui non è immediata, ma solo l’esito di una procedura. Per quanto sappia che il prodotto di questa procedura è la morte di esseri umani, quello schermo tecnologico lo protegge. Il cosiddetto senso del dovere, il patriottismo e altre ideologie fanno il resto.

La domanda vera non è dunque se i droni siano più spietati dei bombardieri abitati, ma questa: un pilota che imvece di guardare manometri e schermi vedesse in faccia, uno per uno, gli esseri umani che sta per uccidere premendo un pulsante, lo premerebbe?

C’è un gruppo di attivisti e artisti che scommette sul no. E utilizza la fotografia per fare la prova. Hanno preso il nome collettivo di NotABugSplat (“non è come schiacciare un insetto”), li aiuta un artista che ha fatto una poetica personale di questo modo di invadere i paesaggi con le immagini, il francese JR.

Hanno trovato il ritratto di una bambina che, affermano, è rimasta orfana dopo un bombardamento di droni nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, al nord-ovest del Pakistan, lungo il confine afghano, dove l’esercito Usa va a caccia di basi guerrigliere con i suoi aeroplanini radiocomandati.

Ne hanno ricavato un ingrandimento di enormi proporzioni, alcune decine di metri di lato. Lo hanno steso in un campo di fianco ad un villaggio a rischio, con la collaborazione dei suoi abitanti.

Senza scritte, senza altro. Il monito dovrebbe essere chiaro: ehi tu che guardi da lontano, attraverso l’occhio di una videocamera: ecco cosa, ecco chi stai per bombardare. Non è un puntino grigio sul tuo computer.

Non so se funzionerà, non credo sia molto di più di un grido di protesta, di un gesto, di una testimonianza. Di fatto, si tratta di un’installazione artistica. Ma istintivamente sto dalla loro parte. Non dobbiamo mai stancarci di cercare, di inventare forme di lotta, anche simbolica, contro la violenza e la ferocia, che non siano altra violenza e altra ferocia.

Questo detto, l’esperimento ci dice anche qualcosa sul potere della fotografia? Un potere specifico della fotografia deve essere in gioco, è ovvio che stendere su un campo un’enorme scritta tipo “don’t kill the children” sarebbe un’altra cosa: un monito morale.

La fotografia viene invece qui mobilitata per la sua (abusiva, ma efficace) virtù di veridizione. Ti mostro il vero volto del bambino che potresti uccidere. Si salta il passaggio razionale attraverso la coscienza, il super-io morale, e si punta all’istinto primario di protezione di specie. Guarda, è un bambino, e non si uccidono i bambini: è iscritto nel nostro codice umano.

E questo anche se la fotografia è in bianco e nero, ovvero afferma nel modo più inequivocabile “io sono una fotografia”, sono solo un’immagine. Ma una foto a colori non sarebbe stata più realistica, quindi più efficace?

Credo di no. La fotografia, per la nostra cultura, implica una presenza. Una fotografia che si mostri proprio come fotografia, afferma che quel che sta mostrando esiste nel mondo reale. Proprio perché è una fotografia, dunque, questo messaggio può sperare di arrivare al cuore e all’istinto di chi la guarda.

Può sperare, naturalmente, solo sperare. Perché non funziona per tutti, l’interdetto di non nuocere ai cuccioli. Come è noto, per molti esseri umani, più di quanti siamo disposti ad ammettere e a tollerare, è stato possibile uccidere un bambino guardandolo in faccia.

E la fotografia non fa miracoli, anzi la fotografia può essere complice: nel Ghetto di Varsavia i solerti fotografi del criminale nazista Stroop seppero fotografare senza far tremare l’obiettivo un bambino che verosimilmente era destinato, anche grazie al loro lavoro, al macello dei lager.

“Scudi umani” si diceva, ricordate?, dello stratagemma di chi, come arma di difesa contro la potenza schiacciante di un avversario, si riparava dietro altri esseri umani: prigionieri, ostaggi, ma anche, a volte, i propri stessi figli. E in questo caso lo si diceva con un certo disprezzo: guardate che vigliacchi, non si lasciano bombardare. Mettono in mezzo i figli.

Che scudo è una fotografia? Debole, di carta. Ma anche la nonviolenza lo è, eppure non sempre è sconfitta. L’unico punto di forza dell’azione nonviolenta, che è anche il suo punto debole, è che funziona solo se il destinatario ha ancora qualcosa di umano dentro di sé.

Ma non si può forse dire la stessa cosa, proprio la stessa cosa, di una buona fotografia?

9/4/2014 - 13:18


NotABugSplat, l'installazione vista dal basso.

NotABugSplat, l'installazione vista dal basso.

Bernart Bartleby - 10/4/2014 - 10:38

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