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Andrea Zanzotto: Il nome di Maria Fresu

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Poesia di Andrea Zanzotto
Da "Idioma" (1986)

angelafresu
Maria Fresu aveva 24 anni ed era di Montespertoli, nel Chianti fiorentino. Assieme alla figlia Angela, di 3 anni, la mattina del 2 agosto 1980, alle ore 10,25, si trovava alla stazione di Bologna.

Maria Fresu fu l'unica vittima della strage fascista (appellativo che voleva essere cancellato dal "presidente della repubblica" Cossiga) il cui corpo non fu mai ritrovato; inizialmente si dubitò addirittura che non fosse tra le vittime. Invece si trovava, assieme alla figlia, talmente vicino al punto dello scoppio della bomba, che il suo corpo fu totalmente disintegrato. Non ne rimase niente; soltanto il nome. Nomina nuda tenemus.

Andrea Zanzotto scrisse, anni dopo, una poesia sul nome di Maria Fresu che volle rovesciare ogni cosa. Una poesia che sembra invece dirci che il nome di Maria Fresu è dappertutto. Una poesia volutamente dura, sgradevole, persino volgare come dura, sgradevole e volgare è l'indifferenza che cresce col tempo.

In questo sito di memoria, nel giorno in cui ricorre il trentesimo anniversario di quella strage in cui l'intreccio tra stato e neofascismo sembrava aver toccato l'apice, per una volta non inseriamo una canzone (sono d'altronde rarissimi i riferimenti nelle canzoni alla strage di Bologna), ma una poesia. Una breve, strana, spaventosa poesia dedicata ad una ragazza morta assieme alla sua bambina. La disintegrazione del corpo di Maria Fresu protesse la piccola almeno dalla stessa sorte; il suo corpo fu ritrovato e potè trovare un posto dove i suoi cari potessero andare a piangerla.

Ma non siamo certi che il nome di Maria Fresu continui a scoppiare, come scritto da Zanzotto nella sua poesia. Ciò che invece si è disintegrato, smembrato, imputridito è la coscienza civile e politica di questo paese. Oggi nessun rappresentante del "governo" è andato alla manifestazione bolognese per il trentennale della strage; i poverini non "volevano essere fischiati". Nemmeno il coraggio di affrontare la folla.

Il nome di Maria Fresu ha terminato di scoppiare. Ma, forse, ricomincerà a farlo al momento giusto, assieme a quello delle altre 84 vittime della stazione di Bologna. [CCG/AWS Staff]
E il nome di Maria Fresu
continua a scoppiare
all’ora dei pranzi
in ogni casseruola
in ogni pentola
in ogni boccone
in ogni
rutto - scoppiato e disseminato -
in milioni di
dimenticanze, di comi, bburp.

inviata da CCG/AWS Staff - 2/8/2010 - 23:39


La centrale termica
dal Black (Cat) Blog Pampalea

restocar


Già.
Era molto più probabile che fosse la centrale termica.
Infatti, notoriamente, nelle stazioni le centrali termiche si trovano nelle sale d'aspetto.
Non lo vedete anche voi, oggi, nelle sale d'aspetto privatizzate delle stazioni privatizzate che chiudono alle ore 21 privatizzate per motivi di sicurezza privatizzata?
Un profluvio di centrali termiche. Un delirio di centrali termiche. Anzi, tutta la sala d'aspetto è una centrale termica.
Lo dice(va) il Resto del Carlino di Bologna nella sua "edizione straordinaria" del 2 agosto 1980. "Può essere una bomba, ma sembra più probabile l'ipotesi dello scoppio della centrale termica".
Secondo me, un giorno o l'altro andrà proprio così. La bomba non c'è stata. Sulla lapide in sala d'aspetto scriveranno: 2 Agosto 1980, vittime della centrale termica.
A proposito: il Resto del Carlino di Bologna appartiene allo stesso gruppo editoriale della Nazione di Firenze; così per specificare. Insieme fanno, ora, il Quotidiano Nazionale; ma il 2 agosto 1980 ancora non era così. Il 2 agosto 1980, però, e come ancora oggi, fanno parte della carta da culo.
Chissà dove ce le avranno, nelle loro sedi, le centrali termiche.

Gatta Pampalea - 3/8/2010 - 00:24


Cara Gatta Pampalea, dicendo così combatti la violenza (fisica) con violenza (verbale), il disprezzo (della vita) col disprezzo (dell'uomo).

Può sembrare, ma il tuo non è un passo avanti.

Martino - 8/8/2010 - 13:14


A me invece la tua, caro Martino su Marte, sembra soltanto la solita aria fritta, grattata la quale (ed è una patina assai superficiale) esce fuori il fascista. Quindi, poiché sono abituata alla cosa, non ti mando nemmeno in culo perché con gente come te non si sprecano nemmeno gli insulti. E per liberarsi dal puzzo di aria fritta, in fondo, basta aprire un po' la finestra.

Gatta Pampalea - 8/8/2010 - 14:41


Gatta Pampalea per fortuna di gente come te ce n'è poca al mondo.
(Stefania Io)

Il problema mi sembra invece che di "Stefanie Io", al mondo, ce ne siano fin troppe. Ah, peraltro ti faccio presente che la cosa di questa pagina è dedicata a una vittima di una strage fascista il cui anniversario ricorre proprio oggi, 2 agosto. E cosa ti fa la "Stefania Io"? Pensa alla Gatta Pampalea. Ma tornatene a mandare messaggini su Twitter, vai.(Gatta Pampalea)

2/8/2012 - 11:41


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