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L'abolition de la peine de mort

Eugène Pottier


Lingua: Francese


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Laissez faire, laissez passer!
(Eugène Pottier)
Le chômage
(Eugène Pottier)
Elle n'est pas morte!
(Eugène Pottier)


[1848]
Sull'aria di Honneur au coq gaulois
oppure di J' vais êtr' content

Place de Grève, Parigi, 28 marzo 1757. L'esecuzione di Robert François Damiens.
Place de Grève, Parigi, 28 marzo 1757. L'esecuzione di Robert François Damiens.


"Posto con beneficio d'inventario questa canzone attribuita a Pottier, perchè trovo un solo riscontro in rete..." [Alessandro/Lone Ranger/Bartleby/Dead End], 26 luglio 2010

In realtà, di riscontri in rete ora ce n'è più d'uno; ad esempio, da questo documento dell'Universidade Federal de Minas Gerais (in Brasile!) abbiamo reperito le arie della canzone, che poteva essere cantata addirittura su due canzoni popolari. Quanto all'attribuzione a Pottier, sembra che la canzone provenga da un foglio volante del 1848 firmato "Eugène Pottier", pubblicato dall'editore Delaunay e di cui si hanno notizie qui. [RV]



chantsrev Eugène Pottier fu frequentatore di circoli rivoluzionari repubblicani già dal 1832 per poi approdare a quelli socialisti e fourieristi nel 1848, anno in cui partecipò alle rivoluzioni di gennaio e giugno: fu in questo periodo, frequentando anche i locali dove venivano declamate poesie e canzoni, che inizia a comporre canti di propaganda a sfondo politico-sociale stampati e diffusi su fogli volanti.

Tra i tanti testi è degno di nota quel “Propaganda delle canzoni” che rappresentava, all’epoca, il suo manifesto politico: In tempo di pace, l’esercito è una morsa / Nelle mani di chi governa, / Per serrare la gogna al collo / Del popolo senza giberne. / ... Aderì all’Internazionale e nel 1870 organizzò una Camera del lavoro con 500 membri aderenti anch’essi all’Internazionale, fu uno strenuo antimilitarista, oltre che pacifista; partecipò attivamente alla Comune di Parigi nel marzo 1871 ed alla sua caduta venne ricercato e condannato a morte in contumacia ma riuscì ad espatriare rifugiandosi prima in Belgio e poi a Londra e negli Stati Uniti dove soggiornò poi sette anni continuando il suo impegno sociale.
Rientrò in Francia nel 1880, in seguito all’amnistia. La raccolta “Chants rèvolutionnaires" fu pubblicato per la prima volta solo nel 1887, stampato in 1.500 copie qualche mese prima della scomparsa dell’autore. “Muore il 6 novembre 1887. Seimila persone seguono, il giorno dopo, il suo funerale (tra gli oratori, per gli anarchici, Luisa Michel), la polizia interviene perchè non sopporta la bandiera rossa dietro al feretro ma dovette cedere, di fronte alla protesta di quei vecchi cospiratori ex galeotti, ex garibaldini, poeti e ribelli, che conducevano al finale riposo la salma di tanto battagliero militante”

Caserne et forêt - Défends-toi, Paris !‎ - Don Quichotte - Elle n'est pas morte! - En avant la classe ouvrière - Guillaume et Paris - J’ai faim‎ - Jean Misère - L’anthropophage - L’auge - L'abolition de la peine de mort - L'insurgé - L'Internationale - La grève - La grève des femmes - La guerre - La mort d'un globe - Le pressoir - La Terreur Blanche - Laissez faire, laissez passer! - Le chômage - Le défilé de l'Empire - Le grand Krack - Le Moblot - Les classes dirigeantes - Leur bon Dieu - Madeleine et Marie‎ - N’en faut plus‎ - Propagande des chansons - Quand viendra-t-elle ?‎ - Tu ne sais donc rien ?‎


Qu'il marronn' le bourreau !
La République
Lui ferm' boutique.
Qu'il marronn' le bourreau !
On vient d'ébrécher son couteau !

Du Christ, républicain si beau,
La parole qui m'a frappée,
C'est : Remets l'épée au fourreau
Ou tu périras par l'épée.

Pour l'erreur ou la trahison
Qu'est-il besoin de sa machine ?
On n'tue bien qu'avec la raison,
C'est le mépris qui guillotine.

D'autres lois vont tout établir,
Car la France, noble affranchie,
Veut pas toucher, peur de s' salir,
Aux outils de la monarchie.

Un criminel peut s'amender,
On peut en faire un homme honnête.
Mais j'suis toujours à m' demander
Ce qu'on peut fair' d'un homm' sans tête.

Si l'exemple du châtiment
Est efficace et nécessaire,
Qui donc forçait l' gouvernement
D' mettr' la plac' de Grève hors barrière ?

Avant d' permettre l'exécution
D'un seul membr' de la République,
Faut qu'on nous montr' la permission
Du Grand là-haut qui les fabrique !

C'est pour avoir meilleur morceau,
Que d' sang ou d'or on fait l'aumône,
Chassons les valets du bourreau
Comme les courtisans du trône !

Pour tous des travaux suffisants !
Et comme l'Europ' suivra notr' trace,
On n' verra plus d'ici que'que temps
Qu' des rois et des bourreaux sans place.

Qu'il marronn' le bourreau !
La République
Lui ferm' boutique.
Qu'il marronn' le bourreau !
On vient d'ébrécher son couteau !

inviata da The Lone Ranger - 26/7/2010 - 11:09



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
28 dicembre 2012

Il riferimento a "piazza Grève fuor di barriera" necessita forse di qualche spiegazione. Place de Grève è una piazza importantissima nella storia di Parigi e della Francia intera; è situata in riva alla Senna, e dal 1803 si chiama ufficialmente Place de l'Hôtel de Ville dato che vi sorge il Municipio Generale parigino.

Si trattava di un antico terreno sabbioso e ciottoloso, da cui il nome: in francese, una grève è una sorta di spiaggia composta da un misto di ciottoli (graviers) e sabbia. Nei pressi della piazza si formò nel medioevo il porto fluviale più importante di Parigi; al porto tenne dietro ben presto un grosso mercato, e infine un nuovo quartiere intero. L'installazione del Municipio parigino sulla piazza è antica.

Data la presenza del porto e del mercato, i lavoratori disoccupati presero l'abitudine di raggrupparvisi all'alba in cerca di un impiego. Vennero chiamati quindi grévistes, dalla quale si è sviluppato l'attuale termine francese per "scioperante" in base a un controsenso: in origine, infatti, si trattava tutt'altro che di scioperanti, ma di lavoratori disoccupati in cerca di lavoro. "Andavano in Grève" (Ils allaient en Grève), da cui l'espressione se mettre en Grève, che in francese attuale vuol dire "mettersi in sciopero".

Fino al 1803, quando cambiò ufficialmente nome, la piazza servì anche per le pubbliche esecuzioni. La prima risale addirittura al 1310, quando vi fu messa al rogo la beghina e mistica Marguerite Porete. Il nome di Place de Grève significava automaticamente "esecuzione capitale"; vi furono tra l'altro squartati terribilmente il regicida Ravaillac (il 27 maggio 1610) e il fallito regicida Damiens (il 28 marzo 1757). [RV]
L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE

Il boia è un abusivo!
La Repubblica
gli chiuderà bottega.
Il boia è un abusivo!
Gli si è appena sbrecciata la lama!

Di Gesù, gran repubblicano,
il detto che più m'ha colpito
è: “Riponi nel fodero la spada
o di spada perirai.”

Per lo sbaglio o il tradimento
a che serve il suo macchinario?
Si ammazza bene solo con la ragione,
è il disprezzo che ghigliottina.

Altre leggi sanciranno tutto
perché la Francia, nobile affrancata
non vuol toccare, per paura di sporcarsi
gli ammennicoli della monarchia.

Un delinquente può emendarsi,
se ne può fare un uomo onesto.
Ma son sempre qui a domandarmi
cosa può fare un uomo senza testa.

Se l'esempio dato dalla punizione
è efficace e necessario,
chi obbligava dunque il governo
a metter piazza Grève fuor di barriera?

Prima di permetter l'esecuzione
di un sol cittadino della Repubblica
bisogna che ci mostrino il permesso
del Signore lassù che li fabbrica!

È per avere un boccone migliore
che si elemosina sangue o oro,
cacciamo via gli aiutanti del boia
come i cortigiani dal trono!

Per tutti lavoro a sufficienza!
E poiché l'Europa ci seguirà
di qui a poco si vedran soltanto
re e boia disoccupati.

Il boia è un abusivo!
La Repubblica
gli chiuderà bottega.
Il boia è un abusivo!
Gli si è appena sbrecciata la lama!

28/12/2012 - 11:48


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