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Il feroce monarchico Bava

anonimo
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CCG PRIMITIVA: parte del nucleo originale del 2003


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Canzone popolare
(1898)

Milano, maggio 1898. Barricate verso via Volta e porta Garibaldi.
Milano, maggio 1898. Barricate verso via Volta e porta Garibaldi.


"La sanguinosa repressione dei tumulti milanesi del 1898 valse al generale Bava Beccaris la croce di Grand'ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia. Lo stile aulico del testo lascia intendere come l'anonimo autore fosse di buona cultura borghese e padroneggiasse il linguaggio letterario dell'epoca. Sulla stessa linea melodica fu scritta la Ballata del Pinelli, dopo la misteriosa morte dell'anarchico precipitato da una finestra della Questura di Milano nel corso delle indagini per l'attentato di Piazza Fontana del dicembre 1969"
(dalle note alla canzone nell'album "Il fischio del vapore" di Francesco De Gregori e Giovanna Marini)

Il canto, scritto in seguito ai fatti di Milano e noto col titolo "Il feroce monarchico Bava", viene solitamente classificato fra gli inni socialisti. Esiste però una copia manoscritta, sequestrata all'anarchico Luigi Fabbri durante il domicilio coatto, da cui si ricava non solo il titolo originario - Inno del Sangue - ma anche il ritornello e tre strofe mancanti. L'autore non è conosciuto mentre l'ispirazione politica può indifferentemente essere socialista, anarchica o repubblicana. In epoca più recente si ha una citazione dei fatti di Milano anche in "Le parole incrociate", di Dalla-Roversi: "Chi era Bava il Beccaio/ bombardava Milano/ correva il novant'otto/ era un anno lontano".

PER RINFRESCARE LA MEMORIA
(da Nel vento)

Nel 1898 scoppia la guerra tra Spagna e Stati Uniti che provoca subito un forte rincaro del pane: questo significa un aggravio per le popolazioni in Italia le quali già patiscono la fame. Il governo non provvede e in tutta la penisola si moltiplicano le manifestazioni di protesta contro il caro vita che sfociano in tumulti e scontri con la forza pubblica. Gli scioperi e le agitazioni saranno repressi soprattutto a Milano dove il generale Bava Beccaris, per ordine del "re buono" Umberto I, soffocherà nel sangue i tumulti. L'ordine di sparare sulla folla inerme provocherà ufficialmente 80 morti e per questo gesto, per aver riportato "l'ordine", Bava Beccaris sarà decorato dal re.
Sulla carneficina perpetrata durante le quattro giornate di Milano (dal 6 al 9 maggio 1898) la storiografia riprende l'informazione governativa che indica in numero di 80 i morti nelle strade del capoluogo lombardo e 450 i feriti; altre fonti non riportano alcun numero limitandosi a scrivere di numerose morti, altre notizie parlano di centinaia di morti [trecento], per altri giornali dell'epoca il numero è di 500 e nel canto "furon mille i caduti innocenti, sotto il fuoco degli armati caini", che può anche essere solo una "licenza poetica".

Lo stato d'assedio venne mantenuto anche quando i milanesi erano stati ormai ridotti in condizioni di non nuocere. Per questo episodio a Bava Beccaris venne conferita la croce di Grande Ufficiale dell'ordine militare di Savoia, cosa che inasprì ancor più gli animi. Il capo del governo Di Rudinì gli telegrafò: «Ella ha reso un grande servigio al Re e alla patria». E meno di un mese dopo, il 6 giugno 1898 il Re in persona mandava al Bava Beccaris il seguente telegramma: «Ho preso in esame le proposte delle ricompense presentatemi dal ministro della guerra a favore delle truppe da lei dipendenti e col darvi la mia approvazione fui lieto e orgoglioso di onorare la virtù di disciplina, abnegazione e valore di cui esse offersero mirabile esempio. A lei poi personalmente volli offrire di motu proprio la Croce di Grand'Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia, per rimeritare il grande servizio che Ella rese alle istituzioni ed alla civiltà e perché Le attesti col mio affetto la riconoscenza mia e della patria. Umberto».
(da wikipedia)

Alle grida strazianti e dolenti
di una folla che pan domandava,
il feroce monarchico Bava
gli affamati col piombo sfamò.

Furon mille i caduti innocenti
sotto il fuoco degli armati caini
e al furor dei soldati assassini
"Morte ai vili", la plebe gridò.

Deh, non rider, sabauda marmaglia:
se il fucile ha domato i ribelli,
se i fratelli hanno ucciso i fratelli,
sul tuo capo quel sangue cadrà.
[variante: sul tuo sangue quel sangue cadrà ]

La panciuta caterva dei ladri,
[variante: L'infinita catena dei ladri]
dopo avervi ogni bene usurpato,
la lor sete ha di sangue saziato
in quel giorno nefasto e feral.
[variante:
la sua sete di sangue ha saldato
in quel giorno nefasto e crudel]


Su, piangete mestissime madri,
quando oscura discende la sera,
per i figli gettati in galera,
per gli uccisi dal piombo fatal.

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Lingua: Inglese

Versione inglese
English version

In 1898 there was a revolt in Milan of people asking for bread, followed by the bloody repression of general Bava Beccaris, For this reason he was given by the king the corss of Great Officer. The style of the lyrics let us understand that it was a man of good culture who wrote this song.
On the same melody, 70 years later, was written La Ballata del Pinelli (The ballad of Pinelli)

THE CRUEL MONARCHIST BAVA

For the racking and painful shouting
of a crowd asking for bread
the cruel monarchist Bava
fed the starving people with lead

There were a thousand innocent victims
shot by the fire of the armed Cains
and to the fury of murderous soldiers
Death to the viles!, the mob shouted

Don't you laugh, rabble of Savoy
if the rifles did put down the rebels
if the brothers killed their own brothers
On your blood, that blood is going to fall

The neverending chain of the thieves
after having stolen everything
quenched its blood thirst
in that inauspicious and fatal day

Cry, sad mothers, cry
when evening falls dark
for the sons put into jails
for the ones killed by the fatal lead


BAVA BECCARIS. PICCOLO RITRATTO DI UN MACELLAIO.

Fiorenzo Bava Beccaris, generale.
Fiorenzo Bava Beccaris, generale.


Generale dell'Esercito e uomo politico.
Comandante del III Corpo d'Armata, durante i moti di Milano del maggio 1898 venne nominato commissario straordinario con pieni poteri per riportare l'ordine nella provincia.
Fu lui a decretare lo stato d'assedio, ed è a lui, come massima autorità militare in quella circostanza, che si deve addossare la responsabilità dell'uso di armi da fuoco contro i dimostranti e la popolazione civile.
Il 6 giugno 1898 venne decorato da Re Umberto I con la croce di grande ufficiale dell'ordine militare di Savoia per "il grande servizio alle istituzioni e alla civiltà" e successivamente venne nominato senatore del regno.
Esattamente l'opposto di un genio militare, Bava Beccaris rappresentò il classico stereotipo dell'ufficiale piemontese di fine secolo reazionario e paranoico, capace di gestire un problema sociale con l'unico mezzo che fosse in grado di concepire: le fucilate.

( Riccardo Venturi)

inserita il 2/6/2006 - 15:32


MILANO, MAGGIO 1898. IMMAGINI DI UNA REPRESSIONE MILITARE.


Tutte le foto sono riprese da Nel Vento.


Militari in assetto di guerra passati in rassegna da Bava Beccaris.
Militari in assetto di guerra passati in rassegna da Bava Beccaris.


Barricate in Corso Venezia.
Barricate in Corso Venezia.


Barricate a Porta Garibaldi.
Barricate a Porta Garibaldi.


Il decreto firmato da Bava Beccaris il 10 maggio 1898.
Il decreto firmato da Bava Beccaris il 10 maggio 1898.

( Riccardo Venturi)

inserita il 2/6/2006 - 15:41


La figura e il gesto dell'anarchico regicida Gaetano Bresci sembra trovare qualche apprezzamento anche nell'area dell'estrema destra antimonarchica (o forse sarebbe meglio specificare: antisabauda). Se ne ha un esempio nel sito di Alessandra Colla, esponente della destra radicale (secondo le sue stesse parole), dove viene proposto un articolo, esteso e interessante, sulle vicende che portarono al gesto di Bresci. A cosa ricondurre questo apprezzamento? I motivi possono ovviamente essere molteplici, non ultimo (ma probabilmente non nel caso della Colla, figura assai complessa e interessante) un certo e persisente "repubblichinismo" che manifesta odio per la casa Savoia a causa del tradimento del 25 luglio e per l'estromissione del cavalier Benito Mussolini. Senza voler fare nessuna confusione e cercando di...sistemare un po' meglio la cosa, riportiamo qui di seguito anche il testo di una canzone, fattoci (ovviamente) pervenire da Willy, di un gruppo di estrema destra, i "DDT" (qui l'mp3) . La canzone era stata proposta ad approvazione come testo autonomo, ma abbiamo deciso di non accogliere più nel database principale canzoni provenienti comunque da un'area che non appartiene e non può appartenere all'ispirazione che guida il nostro sito; ciononostante, si tratta di un documento di notevole interesse che non è possibile far finta di non vedere. Lo inseriamo quindi nella pagina dedicata idealmente a Gaetano Bresci, con la specificazione che i suoi ideali e le motivazioni che lo spinsero a uccidere Umberto I di Savoia sono naturalmente lontanissime da (e non assimilabili con) quelle che gli hanno guadagnato qualche ammirazione presso certe aree (marginali) dell'estrema destra.
Per completezza riportiamo anche il commento di Willy:

Egr. sig. Venturi, apprezzo la canzone "A morte la casa savoia". Io spero che lei apprezzi questa in cui si elogia Gaetano Bresci. Senza dimenticare le vittime di quel massacro del 1898 e quel crimnale di Bava Beccaris.[Willy]

COMMISSARIO CON PIENI POTERI - Ecco allora che entra in scena il generale piemontese Fiorenzo Bava Beccaris, a detta degli amici buono e affettuoso, semplicemente temibile secondo i suoi oppositori. A sessantasette anni compiuti, questo ferreo tutore dell'ordine viene nominato «Regio commissario straordinario con pieni poteri» e in men che non si dica mette a punto un piano per riportare la calma e la tranquillità nel capoluogo lombardo. I suoi uomini avrebbero dovuto occupare, prima i bastioni e le Porte della città, poi i sobborghi e le stazioni, e, infine, le fabbriche e gli opifici, garantendo il reinserimento pacifico delle maestranze. Dopo aver fatto arrestare il direttore del quotidiano «Il Secolo» e aver vietato l'uscita del giornale, Bava Beccaris si dedica a smantellare le barricate di Porta Garibaldi e Porta Ticinese a colpi di cannone, ricevendo le congratulazioni da Roma. Non risparmia nemmeno un convento di Cappuccini in corso Monforte, reo di essersi schierato contro i soldati. I frati vengono rastrellati e il convento occupato dai militari.

Sempre per dovere di cronaca storica, ricordiamo che Bava Beccaris, morto nel 1924, negli ultimi anni della sua vita fu sostenitore del fascismo nascente e propugnatore presso la monarchia sabauda di "affidare incarichi di governo a Benito Mussolini". [RV]

( Riccardo Venturi)

inserita il 4/9/2006 - 00:19


Video dell'interpratazione di Alessio Lega

( adriana)

inserita il 23/5/2009 - 17:05


...e forniscono anche agili e veloci mezzi per scappare!

brescikymco

( CCG/AWS Staff)

inserita il 18/6/2009 - 02:11

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