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Gracias a la vida

Violeta Parra
Lingua: Spagnolo

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CCG PRIMITIVA: parte del nucleo originale del 2003


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violpar
[1965]
Parole e musica di Violeta Parra
Lyrics and music by Violeta Parra
Letra y música de Violeta Parra

Violeta Parra, tessitrice. Violeta Parra, Handweaver. Violeta Parra, Tejidora.
Violeta Parra, tessitrice. Violeta Parra, Handweaver. Violeta Parra, Tejidora.

Forse il più bell'inno alla vita in forma di canzone che sia mai stato scritto al mondo, quindi per natura una canzone contro la guerra. Può essere che sia una delle dieci canzoni più famose di tutti i tempi, e del tutto giustamente; non ha bisogno né di ulteriori presentazioni, né di spiegazioni. È, del resto, una canzone che dice già tutto da sé, e una canzone che va diritta dentro ad ognuno di noi.

Fu scritto da Violeta Parra non molto prima di togliersi la vita. Questo aggiunge forse ancora maggior valore a questa canzone celeberrima, cantata in ogni lingua da artisti di valore (ricordiamo Joan Baez, Mercedes Sosa e la finlandese Arja Saijonmaa, che la ha cantata però in svedese)[RV].

Maybe the most beautiful hymn to life ever written in the world, and so, by its very nature, also an antiwar song. It may be one of the ten best known songs of all times, and with full right; no need of further introductions or explanations. It is, in any case, a song already telling everything in itself, and a song going directly inside the core of everyone of us.

It was written by Violeta Parra shortly before she committed suicide This adds maybe even more importance to this world renowned song that has been performed in all languages by excellents artists (as Joan Baez, Mercedes Sosa and Finland's Arja Saijonmaa, who sings it however in Swedish) [RV]

Talvez el himno a la vida más bello del mundo, y por eso y por su natura, también una canción contra la guerra. Puede ser una de las diez canciones más famosas de todos los tiempos, y con razón; no necesita más presentaciones o explicaciones. Es una canción directa que ya lo dice todo e sí misma, una canción que va adentro de cadauno de nosotros.

Violeta Parra la escribió no mucho tiempo antes de su suicidio, y eso añade aún más importancia a esta canción muy celebre que ha sido cantada en todos los idiomas por artistas valientes (se menciona aqui a Joan Baez, a Mercedes Sosa y a Arja Saijonmaa, que la interpreta en sueco) [RV]


INDICE RAPIDO DELLE VERSIONI DISPONIBILI[12 lingue sinora]
QUICK INDEX OF VERSIONS AVAILABLE [12 languages up to now]

Italiano 1 - Italiano 2 - Italiano 3 - Italiano 4 - Francese 1 - Inglese - Francese 2 - Portoghese 1 - Portoghese 2 - Tedesco - Svedese - Finlandese - Esperanto - Cinese - Greco - Islandese 1 - Islandese 2

Italian 1 - Italian 2 - Italian 3 - Italian 4 - French 1 - English - French 2 - Portuguese 1 - Portuguese 2 - German - Swedish - Finnish - Esperanto - Cinese - Greek - Icelandic 1 - Icelandic 2

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió dos luceros, que cuando los abro
Perfecto distingo, lo negro del blanco
Y en el alto cielo, su fondo estrellado
Y en las multitudes, el hombre que yo amo

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el oído, que en todo su ancho
Graba noche y día, grillos y canarios
Martillos, turbinas, ladridos, chubascos
Y la voz tan tierna, de mi bien amado

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el sonido, y el abecedario
Con el las palabras, que pienso y declaro
Madre, amigo, hermano y luz alumbrando
La ruta del alma del que estoy amando

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la marcha, de mis pies cansados
Con ellos anduve, ciudades y charcos
Playas y desiertos, montañas y llanos
Y la casa tuya, tu calle y tu patio

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió el corazón, que agita su marco
Cuando miro el fruto del cerebro humano
Cuando miro el bueno tan lejos del malo
Cuando miro el fondo de tus ojos claros

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la risa y me ha dado el llanto
Así yo distingo dicha de quebranto
Los dos materiales que forman mi canto
Y el canto de ustedes, que es el mismo canto
Y el canto de todos, que es mi propio canto
Y el canto de ustedes, que es mi propio canto.

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Lingua: Italiano

Versione italiana, dal sito: Mediatori Culturali, dal quale è possibile scaricare anche (in formato .wav) la canzone cantata da Mercedes Sosa (v. introduzione)

GRAZIE ALLA VITA

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato due stelle che quando le apro
perfetti distinguo il nero dal bianco,
e nell'alto cielo il suo sfondo stellato,
e tra le moltitudini l'uomo che amo.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato l'ascolto che in tutta la sua apertura
cattura notte e giorno grilli e canarini,
martelli turbine latrati burrasche
e la voce tanto tenera di chi sto amando.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il suono e l'abbecedario
con lui le parole che penso e dico,
madre, amico, fratello luce illuminante,
la strada dell'anima di chi sto amando.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato la marcia dei miei piedi stanchi,
con loro andai per città e pozzanghere,
spiagge e deserti, montagne e piani
e la casa tua, la tua strada, il cortile.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il cuore che agita il suo confine
quando guardo il frutto del cervello umano,
quando guardo il bene così lontano dal male,
quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto,
così distinguo gioia e dolore
i due materiali che formano il mio canto
e il canto degli altri che è lo stesso canto
e il canto di tutti che è il mio proprio canto.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 27/11/2004 - 23:26


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Lingua: Italiano

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La versione italiana cantata da Gabriella Ferri
Trascrizione all'ascolto di Lorenzo Masetti

N.B. Precedentemente veniva riportata come versione cantata da Gabriella Ferri questa versione italiana, ma così non è.

Vuole essere un'omaggio alla grande Gabriella, anche lei morta suicida come Violeta Parra.

gferriGabriella Ferri ce l'ha fatta. Si è tolta di mezzo, c'è riuscita. Sabato era a Corchiano, in provincia di Viterbo. Ha scavalcato una balaustra, è stata portata morente all'ospedale di Civita Castellana, poi al San Camillo di Roma, nella sua Roma, dove però è giunta ormai priva di vita. Era una che aveva paura di vivere. Da molti anni incontrare gente era per lei una sofferenza. Figuriamoci cantare su un palco, con il pubblico davanti. Si è spenta una delle voci più rappresentative di Roma ma amata dal pubblico di tutta Italia, un’artista di vaglia, una donna che non è riuscita a trovare il bandolo della matassa della vita e ha preferito andarsene. Aveva riportato al successo canzoni come Dove sta Zazà, un brano napoletano del dopoguerra, che le aveva dato grande fama, e aveva fatto conoscere agli italiani "Grazie alla vita", un delicato canto della cilena Violeta Parra che oggi suona beffardo (ma del resto, dopo averlo scritto, anche Violeta si tolse la vita).

Cos'è che distruggeva Gabriella? Francamente è difficile a dirsi, perché la ragazza di Testaccio che conoscevo era inafferrabile, aveva un fuoco dentro, una irrequietezza feroce che era impossibile da afferrare. Anche chi gli era stato molto amico non riusciva più ad avere un rapporto con lei, a parlarle. Ti passava sopra con gli occhi e andava oltre. Diversamente da quando, negli anni Sessanta e Settanta, condivideva con i colleghi le canzoni popolari, e si divertiva a fare le seconde voci ed era capace di stare una intera nottata a cantarle, e guai se te ne volevi andare a dormire. Era una personalità forte e spigolosa che non si era certo piegata alle leggi dello spettacolo neanche dopo essere andata a Sanremo nel 1969 a cantare, in coppia con Stevie Wonder, Se tu ragazzo mio, un pezzo beat al quale teneva molto.

Era nata nel 1942 a Testaccio, quartiere che lei rivendicava con foga, la sua formazione musicale era popolaresca e ne era orgogliosa. Aveva una voce solare e negli ambienti intellettuali romani aveva destato simpatia e ammirazione per quel suo modo beffardo di lanciare la voce e per quel volto col caschetto biondo che esprimeva grande ironia. Le sue prime canzoni erano state quelle da osteria, come La società dei magnaccioni, interpretate accanto ad una ragazza timida, Luisa De Sanctis, figlia del regista Giuseppe, quello di Riso amaro. Due ragazze che cantano canzoni sfrontate, che intonano Alla renella ed altri stornelli romaneschi con il piacere di cantare, che ti perforano con gli occhi, non potevano passare inosservate. Ed eccole a Milano, ospiti di Camilla Cederna, che le presenta al maestro Intra, che le fa cantare nei localini di Brera. Giungono così (è il 1963) alla Fiera dei sogni di Mike Bongiorno. Ma il sodalizio con Luisa dura poco e Gabriella, che non si accontenta del folklore romanesco, si mette in proprio. Una delle tappe della sua carriera è una avventurosa tournée in Canada, assieme ad altri esponenti del folk, come Caterina Bueno, Otello Profazio, Carla Cassola, Lino Toffolo in uno spettacolo teatrale che ha la regia di Aldo Trionfo. Ma lo spettacolo è rivolto agli emigrati italiani i quali restano di sasso nel vedere che nessuno degli artisti (salvo uno, un siciliano, suonatore di friscaleddu) ha il costume regionale e le donne addirittura le minigonne! Storie che divertivano Gabriella, che nel frattempo si era sposata con un dirigente della Rca (il precedente matrimonio era con un funzionario del ministero degli esteri e Gabriella aveva vissuto un lungo periodo in Africa). Ma già allora, Gabriella era un mistero e le notti di New York (dove i folksinger si erano intrattenuti di ritorno dal Canada) si trasformavano nell'ossessione di non dormire e tirar mattina ad ogni costo. È come se quell'esperienza sia stata il giro di boa delle sue scelte musicali: diventa l'artista di punta del Bagaglino, allora in una stradina al lato di Corso Vittorio a Roma e aiutata da Piero Pintucci, musicista e arrangiatore, asseconda la sua vena beffarda.

Il suo fisico, da sottile, si è andato via via irrobustendo e questo nuovo aspetto fa parlare di lei come di una mamma Roma che tiene testa (in Tv in una trasmissione che è divenuta culto) a Claudio Villa: stornellando, i due si dicono le cose peggiori e Gabriella ne esce come l'erede di un genere romanesco che non è solo voce, ma aspetto. È così che si appropria delle canzoni, vecchie o nuove non importa, che le diano la possibilità di costruire dei veri e propri numeri, quasi delle «macchiette», nelle quali però non c'è imitazione dei vecchi artisti napoletani ma il filtro di una personalità esuberante e irrefrenabile. Così Dove sta Zazà, che nel dopoguerra era stata il simbolo dell'Italia dissolta («Dove sta Zazà/ uh Madonna mia») tornava ad essere nella sua interpretazione un brano intriso di perfidia e di amarezza. E così era per Ciccio Formaggio, vecchio numero di Nino Taranto.

Dal Bagaglino alla tv il passo era stato breve ma dopo i trionfi di Mazzabubù ed altri incentrati su di lei, il rapporto con la canzone si era fatto difficile. Anzi, più che con la canzone, con il complesso mondo dello spettacolo, dal quale lei cominciava a rifuggire. Per una celebrazione di Villa era stato difficile portarla sul palco del Palazzo delle esposizioni ma più difficile ancora farla cantare. Si sapeva che non voleva più cantare ma qualche anno fa un impresario era riuscito a farle incidere un nuovo disco e contava di organizzarle una tournée. Tutti lo guardavano con incredulità, infatti la tournée non ci fu. L'impresario combinò allora una settimana al Teatro Vittoria ma anche quello spettacolo non andò in porto. Appariva raramente in show televisivi, come testimone di un'epoca e non so francamente come riuscissero a vincere le sue resistenze. Sabato ha scavalcato una balaustra.

Leoncarlo Settimelli – L'UNITA' – 03/04/04

GRAZIE ALLA VITA

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato due occhi che quando li apro
chiaramente vedo il nero e il bianco
chiaramente vedo il cielo alto brillare al fondo
nella moltitudine l'uomo che amo

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato l'udito così certo e chiaro
sento notti e giorni, grilli e canarini
turbini, martelli ed i lunghi pianti di cani
e la voce tenera del mio amato

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il passo dei miei piedi stanchi
con loro ho attraversato città e pozze di fango
lunghe spiagge vuote, valli e poi alte montagne
e la tua casa e la tua strada e il tuo cortile

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
del mio cuore in petto il battito chiaro
quando guardo il frutto della mente umana
quando vedo la distanza tra il bene e il male
quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il sorriso e mi ha dato il pianto
così io distinguo la buona o brutta sorte
così le sensazioni che fanno il mio canto
grazie alla vita che mi ha dato tanto

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 27/11/2004 - 23:33


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Lingua: Italiano

Versione italiana di Herbert Pagani

Herbert Pagani.
Herbert Pagani.


Herbert incise questo pezzo in lingua francese ed anche in italiano, esiste una copia unica su disco che però non è mai stata stampata per il mercato.

Tutte le informazioni e il testo con le correzioni autografe su questa pagina

TI RINGRAZIO VITA

Ti ringrazio vita
che m'hai dato tanto
che m'hai dato gli occhi
per vedere il mondo
nero quando è nero
bianco quando è bianco
per vedere il cielo, il mare e l'altopiano
e fra mille donne quella che io amo!

Ti ringrazio vita
Che m'hai dato tanto
Un amore vero
Per il quale canto
E domani un figlio
Tenero e sereno
Che m'hai dato l'arco dell'arcobaleno
Sotto il quale passa quella che io amo!

Ti ringrazio vita
Che m'hai dato tanto
Tutte le parole
Del vocabolario
Con le quali dico
Ciò che ho nella mente
Con le quali apro il cuore della gente
Ed il cuore grande di colei che amo!

Ti ringrazio vita
Che m'hai dato tanto
Che m'hai dato un cuore
Che mi segna il tempo
Che non perde un colpo
Che non batte invano
Quando vedo il frutto del pensiero umano
Quando vedo gli occhi di colei che amo!

Ti ringrazio vita
Che m'hai dato tanto
Musica di rime, di risate e pianto
Canto dell'amore
Canto del dolore
Canto della vita che per tutti canto!
Canto di voi tutti che è il mio stesso canto

Ti ringrazio vita che m'hai dato tanto.

inserita il 17/5/2005 - 21:45


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Lingua: Italiano

Versione italiana da questa pagina (precedentemente riportata come la versione cantata da Gabriella Ferri).

GRAZIE ALLA VITA

Grazie alla vita che tanto mi ha dato,
mi ha dato due astri che quando li apro
distinguo perfettamente il nero dal bianco,
e nell'alto cielo il suo sfondo stellato,
e nelle moltitudini l'uomo che amo.

Grazie alla vita che tanto mi ha dato,
mi ha dato l'udito che nella sua ampiezza
registra notte e giorno grilli e canarini,
martelli, turbine, latrati, acquazzoni,
e la così tenera voce del mio beneamato.

Grazie alla vita che tanto mi ha dato,
mi ha dato il suono e l'abbecedario
con esso le parole che penso e declamo,
madre, amico, fratello e luce illuminante,
la strada dell'anima di colui che sto amando.

Grazie alla vita che tanto mi ha dato,
mi ha dato il passo dei miei piedi stanchi,
con loro camminai per città e pozzanghere,
spiagge e deserti, montagne e pianure
e a casa tua, la tua strada e il tuo cortile.

Grazie alla vita che tanto mi ha dato,
mi ha dato il cuore che agita la sua cornice
quando guardo il frutto del cervello umano,
quando guardo il buono così lontano dal cattivo,
quando guardo in fondo ai tuoi occhi chiari.

Grazie alla vita che tanto mi ha dato,
mi ha dato il sorriso e mi ha dato il pianto,
così distinguo la gioia dal dispiacere
i due materiali che costruiscono il mio canto
e il vostro che è il mio stesso
e il canto di tutti che è il mio proprio canto.

inserita il 17/5/2005 - 22:18


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Lingua: Francese

Versione francese di Herbert Pagani
Cantata con l'accompagnamento dei Quilapayún
da questa pagina
Poème reproduit par Herbert Pagani d'après l'œuvre originale de Violeta Parra

pag


Accompagnement musical du groupe Quilapayún, ambassadeur culturel du Chili de Mr Salvador Allende.
(traduction assez libre pour notre plus grand plaisir)

GRACIAS A LA VIDA (MERCI A LA VIE)

Gracias a la vida,
Merci l'existence,
Pour ces yeux que j'ouvre
Quand le jour commence,
Ils m'ont fait connaître,
L'océan, les plaines,
Le soleil des routes
Et l'ombre des fontaines
Et parmi les femmes
La seule femme que j'aime

Gracias a la vida,
Pour les bruit du monde,
Du vol des abeilles
Au volcans qui gronde,
Pour le son des cloches,
Le cri des sirènes,
Pour les chants d'oiseaux
Après la pluie soudaine,
Pour la voix si tendre
de la femme que j'aime

Gracias a la vida,
Pour mon cœur fidèle,
C'est mon métronome,
Et ma sentinelle,
Je l'entends qui vibre,
Dans sa cage d'homme,
Quand je goutte aux fruits
De la pensée humaine,
Quand je fais l'amour
Avec la femme que j'aime.

Gracias a la vida,
Merci l'existence,
Pour ces mots qui dansent
Dans mes dictionnaires
Et qui m'aident à dire,
Tout ce que je pense,
Qui m'ouvre les coeurs
Et brisent les frontières
Et qui font qu'un inconnu
Devient mon frère

Gracias a la vida,
Merci l'existence,
Pour chaque musique,
Pour chaque poème,
Pour le chant des peuples
Qui brisent leurs chaînes,
Pour le chant d'un seul
Qui brise le silence
Et devient pour tous
Un chant de délivrance.

Gracias a la vida
Merci l'existence...

inserita il 17/5/2005 - 21:49


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Lingua: Inglese

Versione inglese di David Anderson, da questa pagina.
English Version by David Anderson, from this page.

THANKS TO LIFE

Thanks to Life, which has given me so much
It gave me two eyes which, when I open them,
clearly tell black from white
And in the sky, the background of stars
And in the multitudes, the one that I love.

Thanks to Life, which has given me so much
It has given me hearing with all its range
Which records, night and day, crickets and canaries
Hammers, fans, barking, downpours
And the tender voice of my loved one.

Thanks to Life, which has given me so much
It has given me voice and alphabet
And the words that I think and speak:
Mother, friend, brother, and shining light
The road to the heart of the one I'm loving.

Thanks to Life, which has given me so much
It has given me the steps of my tired feet
With which I walked through cities and puddles
Beaches and deserts, mountains and plains
And your house, your street, and your patio.

Thanks to Life, which has given me so much
It gave me the heart that shakes its own frame
When I see the fruit of the human mind
When I see the good, so far from the bad
When I see the depths of your clear eyes.

Thanks to Life, which has given me so much
It has given me laughter and it has given me tears
Thus I distinguish happiness from sorrow
The two materials that form my song
And your song, which is the same song
And the song of everyone, which is my own song.

Thanks to Life, which has given me so much.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 27/11/2004 - 19:32


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Lingua: Francese

Versione francese, da questa pagina
Autre version française, d'après cette page

MERCI A LA VIE

Merci à la vie qui m'a tant donné.
Elle m'a donné deux yeux et quand je les ouvre
Je distingue parfaitement le noir du blanc
Et là-haut dans le ciel, un fond étoilé
Et parmi les multitudes, l'homme que j'aime.

Merci à la vie qui m'a tant donné.
Elle m'a donné d'entendre, oreilles grandes ouvertes
Enregistrer nuit et jour grillons et canaris,
Marteaux, turbines, aboiements, orages,
Et la voix si tendre de mon bien-aimé.

Merci à la vie qui m'a tant donné.
Elle m'a donné la voix et des lettres
Avec lesquelles je pense les mots, et je dis
Mère, ami, frère, lumière qui éclaire
Le chemin de l'âme que j'aime.

Merci à la vie qui m'a tant donné.
Elle m'a donné de marcher de mes pieds fatigués
Et j'ai ainsi parcouru villes et marécages,
Plages et déserts, montagnes et plaines
Jusqu'à ta maison, ta rue, ta cour.

Merci à la vie qui m'a tant donné.
Elle m'a donné un coeur qui devient débordant
Quand je vois le fruit du cerveau humain ;
Quand je vois la distance qu'il y a entre le bien et le mal
Quand je vois le fond de tes yeux clairs.

Merci à la vie qui m'a tant donné.
Elle m'a donné le rire, elle m'a donné les pleurs.
Ainsi, je distingue le bonheur du désespoir
Ces deux éléments qui forment mon chant,
Et votre chant qui est le même chant,
Et le chant de tous, qui est encore mon chant.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 27/11/2004 - 23:42


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Lingua: Portoghese

Versione portoghese, da questa pagina
Versão portuguesa, de esta página.

OBRIGADA À VIDA

Obrigada à vida
que me deu tanto
Deu-me dois olhos
que quando os abro
perfeito distingo
o preto do branco
no alto céu seu fundo estrelado
e nas multidões o homem que eu amo.

Obrigada à vida
que me deu tanto
Deu-me o ouvido
que em toda sua extensão
grava noite e dia
grilos e canários
martelos, turbinas, latidos, chuvaradas
e a voz tão terna do meu bem amado

Obrigada à vida
que me deu tanto Deu-me o som
e o abecedário
com ele as palavras
que penso e declaro
"mãe, amigo, irmão"
e a luz, iluminando
o rumo da alma do que estou amando

Obrigada à vida
que me deu tanto
Deu-me a marcha
dos meus pés cansados
com eles andei
cidades e charcos
praias e desertos, montanhas e planos
tua casa, tua rua e teu pátio.

Obrigada à vida
que me deu tanto
Deu-me o coração
que agita seu marco
quando olho o fruto
do cérebro humano
quando olho o bom tão longe do mal
quando olho o fundo de teus olhos claros

Obrigada à vida
que me deu tanto
Deu-me a risada
e deu-me o pranto
assim distingo
felicidade de fraqueza
os dois materiais que formam meu canto
o canto de todos que é mesmo canto
o canto de todos que é meu próprio canto.

Obrigada à vida
que me deu tanto.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 27/11/2004 - 23:46


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Lingua: Portoghese

Un'altra versione portoghese, da questa pagina
Outra versão portuguesa de esta página

GRAÇAS À VIDA

Graças à Vida que me tem dado tanto
me deu dois olhos que quando os abro
perfeito distingo o negro do claro
e no alto céu seu fundo estrelado
e nas multidões o homem que eu amo.

Graças à Vida que me tem dado tanto
me deu o som do abedecedário
com ele as palavras que penso e declaro
mãe amigo irmão e luz alumiando,
a rota da alma do que estou amando.

Graças à Vida que me tem dado tanto
me deu a marcha de meus pés cansados
com eles andei cidades e charcos,
praias e desertos montanhas e planos
e a casa tua, tua rua e teu pátio.

Graças à Vida que me tem dado tanto
me deu o coração que agita seu marco
quando olho o fruto do cérebro humano,
quando olho o bom tão longe do mau,
quando olho o fundo de teus olhos claros.

Graças à Vida que me tem dado tanto
me deu o riso e me deu o pranto,
assim eu distingo dita de quebranto
os dois materiais que formam meu canto
e o canto de vocês que é o mesmo canto
e o canto de todos que é meu próprio canto.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 27/11/2004 - 23:49


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Lingua: Tedesco

Versione tedesca di Erich Aurich, da questa pagina
Deutsche Fassung von Erich Aurich, aus folgender Seite.

DANKE DEM LEBEN
(GRACIAS A LA VIDA)

Ich danke dem Leben, das mir so viel gegeben:
Es gab mir zwei Augen, um deutlich zu trennen
das Weiße vom Schwarzen; die Welt zu erkennen,
den sternklaren Grund überm endlosen Himmel
und den, den ich liebe im Menschengewimmel.

Ich danke dem Leben, das mir so viel gegeben:
Es gab mir zwei Ohren, die Welt zu erlauschen,
Gesang von Zikaden, des Regenguß’ Rauschen,
Geräusch von Turbinen, vom Hämmern an Bauten,
die zärtliche Stimme des lange Vertrauten.

Ich danke dem Leben, das mir so viel gegeben:
Es gab mir die Stimme, es gab mir die Laute,
so konnte ich rufen, den, dem ich vertraute:
die Mutter, den Freund und den Bruder zu finden,
den Weg zu der Seele des Liebsten ergründen.

Ich danke dem Leben, das mir so viel gegeben:
Es gab mir zwei Füße, um sie zu benützen,
so laufe ich müde durch Städte und Pfützen,
auf Berge, durch Wüsten, so heiß ohnegleichen,
dein Haus, deine Strasse, um dich zu erreichen.

Ich danke dem Leben, das mir so viel gegeben:
Es gab mir mein Herz, und das klopft zum Zerspringen,
will ich die Früchte des Geistes besingen,
seh ich wie weit ist das Gute vom Bösen,
seh ich deine Augen und kann mich nicht lösen.

Ich danke dem Leben, das mir so viel gegeben:
Es gab mir mein Lachen, es gab mir mein Weinen,
und läßt mich das Glück von dem Leid unterscheiden,
mein Lied ist aus diesen zwei Quellen entsprungen,
mein Lied für mich selber und für euch gesungen,
mein Lied für mich selber und für alle gesungen.
Gracias a la vida, gracias a la vida. Gracias a la vida.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 27/11/2004 - 23:54


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Lingua: Svedese

Vai al testo
La versione svedese cantata da Arja Saijonmaa assieme agli Inti Illimani.
Swedish version performed by Arja Saijonmaa with Inti Illimani
Svensk version sjungen av Arja Saijonmaa tillsammans med Inti Illimani


Arja Saijonmaa.
Arja Saijonmaa.


palme Questa versione ha una storia particolare.
Era, sembra, la canzone preferita dal primo ministro svedese Olof Palme. Socialdemocratico di sinistra, terzomondista e amico della causa palestinese, aveva anche preso una decisa posizione contro la guerra nel Vietnam, definendo gli USA come "autori di uno dei peggiori crimini contro l'umanità". Era sostenitore del disarmo unilaterale, pacifista convinto e sostenitore della più rigorosa neutralità della Svezia in campo internazionale, e di una politica di welfare socialmente avanzatissima nei confronti delle classi più disagiate (che gli aveva ovviamente fatto guadagnare enormi simpatie nelle classi popolari, e altrettanto enormi antipatie nel padronato).

Olof Palme fu "misteriosamente" assassinato la sera del 28 febbraio 1986 a Stoccolma, mentre in compagnia della moglie stava tornando dal cinema a piedi e senza nessunissima scorta (com'era nel costume dei paesi scandinavi fino a quella data); un uomo gli sparò due colpi a bruciapelo e da non più di un metro, uccidendolo sul colpo. Da allora nessuno è stato mai incolpato ufficialmente di quell'assassinio, anche se numerose inchieste giornalistiche, e anche di cittadini comuni che avevano assistito ad un ripetuto pedinamento del primo ministro la sera del suo assassino, riconoscendo vari esponenti della polizia svedese notoriamente collusi con l'estrema destra nazista, hanno probabilmente chiarito che Palme fu ucciso proprio da un complotto ordito da una squadra speciale della polizia al cui iniziatore e capo, Hans Holmer, fu affidata l'indagine. Indagine che si preoccupò sapientemente prima di sviare le indagini (con inesistenti "piste curde", ad esempio, che portarono all'arresto di numerosi curdi poi risultati del tutto estranei all'accaduto), e poi di insabbiarle definitivamente. A tutt'oggi, per l'assassinio di Olof Palme non esiste nessun colpevole.

A Olof Palme sono intitolate in tutto il mondo fondazioni ed associazioni internazionali che sotengono la pace e il disarmo nucleare. Una delle principali ha sede a Barcellona.

Ai funerali di Olof Palme, Arja Saijonmaa cantò questa canzone davanti al feretro, nella versione in lingua svedese che qui presentiamo.[RV]

JAG VILL TACKA LIVET

Jag vill tacka livet som gett mig så mycket
det gav mig två ögon och när jag dem öppnar
kan jag klart urskilja det svarta från det vita
och högt där uppe himlens mantel strödd med stjärnor,
i mängden mänskor mannen som jag älskar.

Jag vill tacka livet som gett mig så mycket,
det gav mig hörseln som i all sin vidhet
fångar natten och dagen syrsor och små fåglar,
turbiner, hammare, ett hundskall och ett ösregn
och röstens ömhet hos den som jag älskar.

Jag vill tacka livet som gett mig så mycket,
det har gett mig ljudet och hela alfabetet
så att jag får orden för tankarna jag tänker,
moder, vän och broder, ljuset som upplyser
den karga väg min älsklings själ ska vandra.

Jag vill tacka livet som gett mig så mycket,
det gav mig lång vandring för så trötta fötter,
jag gick genom städer, genom öknar och i slättland,
hem till ditt hus, din väg och dina gröna ängar.

Jag vill tack livet som gett mig så mycket,
det gav mig ett hjärta som i grunden darrar
när jag ser på frukten av det hjärnan skapar,
och det goda så avlägset från det onda
när jag ser djupt i dina klara ögon.

Jag vill tacka livet som gett mig så mycket,
det har gett mig skrattet, det har gett mig smärtan
så att jag kan urskilja lyckan ifrån sorgen,
de två ting som skapar alla mina sånger,
och era sånger som är mina sånger,
och allas sånger som är mina sånger.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 27/11/2004 - 23:57


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Lingua: Finlandese

La versione finlandese di Pentti Saaritsa, sempre interpretata da Arja Saijonmaa assieme agli Inti-Illimani
Finnish version by Pentti Saaritsa, also performed by Arja Saijonmaa together with Inti-Illimani

MITEN VOIN KYLLIN KIITTÄÄ

Miten voin kyllin kiittää elämää rikkaudestaan;
sain kaksi silmää ja kun ne vain avaan
erotan tarkkaan valosta varjon,
yön, avaruuden ja tähtisen taivaan.
Ja ihmispaljoudesta hahmon rakkaan.

Miten voin kyllin kiittää elämää rikkaudestaan,
kun herkin korvin öin, päivin kuulen
sirinät kaskaan ja kanarialinnun.
Vasaran kalkkeen, sadekuuron, koiran haukun
ja oman rakkaimpani äänen hellän.

Miten voin kyllin kiittää elämää rikkaudestaan,
kun sain oman äänen ja sain kielen aarteen.
Kun sain selvän järjen ja sanojen voiman,
äidin, ystävän, veljen, sain valon hohteen
sen joka rakkaimpani teitä ohjaa.

Miten voin kyllin kiittää elämää rikkaudestaan,
kun uupunein jaloin sain taivalta taittaa.
Rapakot tarvoin ja kaupungit kiersin,
rannikot, vuoret, karun autiomaan helteet
ja sinun pihallesi viimein päädyin.

Miten voin kyllin kiittää elämää rikkaudestaan,
sydämen sainhan, pakahtuvan, täyden.
Kun aivojen voiman näen hedelmää luovan
ja kun pahuus haihtuu, kun hyvyys sen voittaa.
Kun näen silmiesi loiston kirkkaan.

Miten voin kyllin kiittää elämää rikkaudestaan,
sain siltä itkun ja sain siltä naurun.
Onnen ja tuskan eron niin huomaan
ja niistä pystyn oman lauluni luomaan,
sen jota kaikki luovat kaikkialla.
Laulun, jota luodaan kaikkialla.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 11/7/2010 - 00:57


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Lingua: Esperanto

La versione in esperanto di Franko Luin, da questa pagina

DANKON AL LA VIVO

Dankon al la vivo, la riĉaĵdonanto,
pro la du okuloj, kies vidkapablo
helpas min distingi nigron de la blanko
kaj la stelojn brilajn en la ĉielalto
kaj l'amaton mian en la homamaso.

Dankon al la vivo, la riĉaĵdonanto,
pro la du oreloj, kies aŭdovasto
kaptas tagon, nokton, grilojn kaj birdkantojn,
batojn kaj turbinojn, bojojn kaj pluvfalojn
kaj la voĉon mildan de la koramato.

Dankon al la vivo, la riĉaĵdonanto,
pro la voĉdonaco kaj la literaro,
kiuj donis vortojn al la pensimago,
panjo, amiko, frato kaj la luma pado,
kiun laŭiras lante la amata paŝo.

Dankon al la vivo, la riĉaĵdonanto,
pro la longaj vojoj kaj la piedlaco.
Ili min kondukis al urboj kaj vilaĝoj,
bordoj kaj dezertoj, valoj kaj montaroj
kaj al via domo, korto kaj loĝstrato.

Dankon al vi vivo, la riĉaĵdonanto,
pro la kor' sentema al la homaj agoj.
Tremas ĝi vidante homajn cerbumaĵojn,
tremas ĝi vidante la malbonovaston,
tremas ĝi vidante vian okulklaron.

Dankon al la vivo, la riĉaĵdonanto,
pro la rid' kaj ploro, kiuj pro la kvanto
distingigas ĝojon de malĝojoplanto,
tiujn du enhavojn de ĉiu mia kanto
kaj de via kanto, tutegala kanto,
kaj de ĉies kanto, tiu sama kanto.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 5/5/2005 - 10:42


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Lingua: Cinese

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Versione cinese, da questo blog

这是饱经磨难的Violeta Parra去世前做的歌。GOOGLE搜索找到一个介绍和一篇翻译(好象少了一段,而且感觉不很准确。当然,我的翻译也必定有不准确之处,语法都快忘光了)[...] 作者禁止转载。

历经磨难,行将就木,却对生命说,Gracias.我不知道自己以后能否做到。我也不知道Violeta Parra是否真的在心里如此认为。

大约两年前,在QQ上碰到一个女孩,个人资料是“起床后,我急急地拉开窗帘,对着窗外的一片生机盎然说一声:早上好啊,重庆;早上好啊,我自己。” 我问,这样的说明太积极了,是不是她其实很消沉,所以需要这么积极的东西来振作自己。她说,是的。这个女孩后来结婚,然后再也没有在QQ上碰到过。祝愿她幸福。

我只是害怕,Gracias a la Vida是否也只是Violeta Parra一个借以振作自己的东西。

感谢生命

感谢生命 曾给我这许多
给我两只眼睛 每次张开
完美地分明黑白
在高天上寻出星星
在人群中寻出我爱的人

感谢生命 曾给我这许多
给我声音与文字
给我文字中的语词 我得以思考与诉说
给我母亲,朋友,兄弟,和照耀之光
给我道路通向我爱之人的灵魂

感谢生命 曾给我这许多
给我听力 在他的领域
日夜感知蝈蝈和金丝雀
锤击?涡轮声?吠叫与嚎啕
和爱人温柔的声音

感谢生命 曾给我这许多
给了我疲惫的步伐
我走过城市走过水洼
走过海岸与沙漠,山脉与平原
和你的家,你的街道与庭院

感谢生命 曾给我这许多
给了我心灵 她颤栗了
每当我看到人类智慧的果实
每当我看见离邪恶如此遥远的美好
每当我看着你清澈眼眸的深处

感谢生命 曾给我这许多
给我哭 给我笑
如是分明悲伤与欢乐
那悲伤与欢乐成就了我的歌
和你们的歌(那都是同样的歌)
和所有人的歌(也是我自己的歌).

(inviata da Adriana e Riccardo)

inserita il 30/8/2006 - 12:33


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Lingua: Greco moderno

Libera versione greca da Athens Indymedia

ΕΥΧΑΡΙΣΤΏ ΤΗ ΖΩΉ

Ευχαριστώ τη ζωή που μου έδωσε τόσα πολλά
Μου έδωσε δύο φώτα που, όταν τ' ανοίγω,
διακρίνω τέλεια το μαύρο από το άσπρο
και το γεμάτο από άστρα βάθος του πανάρχαιου ουρανού
καιcανάμεσα στους πολλούς τον άνθρωπο που αγαπώ.
Ευχαριστώ τη ζωή που μου έδωσε τόσα πολλά

μου έδωσε την ακοή που, σ΄όλο το εύρος της,
σμιλεύει τη μέρα και τη νύχτα, τους γρύλλους και τα καναρίνια
σφυριά και τουρμπίνες, φωνές, νεροποντές
και την τόσο απαλή φωνή, το πιο αγαπητό σε μένα.
Ευχαριστώ τη ζωή που μου έδωσε τόσα πολλά

Μου έδωσε τον ήχο και το αλφάβητο
και μ΄αυτά τις λέξεις με τις οποίες σκέπτομαι και εκφράζομαι
τη μάνα, τον φίλο, τον αδερφό
την κατεύθυνση της ψυχής για να αγαπηθώ
Ευχαριστώ τη ζωή που μου έδωσε τόσα πολλά

Μου έδωσε το βήμα των ποδιών μου που κουράζονται
μ΄αυτά έφθασα σε πολιτείες και σε βάλτους
σε παραλίες και σε ερήμους,σε βουνά και σε πεδιάδες
και στο σπίτι σου, στο δρόμο και στην αυλή σου
Ευχαριστώ τη ζωή που μου έδωσε τόσα πολλά

μου έδωσε την καρδιά που σείει το περίβλημά της
όταν αντικρύζει τον καρπό του ανθρώπινου εγκέφαλου
όταν αντικρύζει το καλό τόσο μακριά από το κακό
όταν αντικρύζει το βάθος των καθαρών σου ματιών
Ευχαριστώ τη ζωή που μου έδωσε τόσα πολλά

Μου έδωσε το γέλιο και μου έδωσε το κλάμα
έτσι διαχωρίζω τη χαρά από τη λύπη
τα δύο υλικά που δίνουν μορφή στο τραγούδι μου
και το δικό σας τραγούδι που είναι το ιδιο τραγούδι
και το τραγούδι όλων που είναι το δικό μου τραγούδι
Ευχαριστώ τη ζωή που μου έδωσε τόσα πολλά.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 17/4/2007 - 15:28


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Lingua: Islandese

Versione islandese di Þórarin Eldjárn
þýðing Þórarins Eldjárns
da/úr questa pagina/þessari síðu

La versione è stata incisa dalla cantante Kristína Ólafsdóttir nell'album Á morgun ("al mattino"), pubblicato nel 1985.
Tekið af plötu Kristínar Ólafsdóttur, Á morgun , útg. 1985. Birt með leyfi Þórarins Eldjárns.

ÞÖKK SÉ ÞESSU LÍFI

Þökk sé þessu lífi
hve það var mér örlátt
af því hlaut ég augun
opna ég þau bæði
sé og sundurgreini
svart frá hinu hvíta
og efst í hæðum
sé ég himin þakinn stjörnum
í mannhafinu
manninn sem ég elska.

Þökk sé þessu lífi
hve það var mér örlátt
heyrnina af því hlaut ég
heyri daga og nætur
engisprettur óma
eða fugla syngja
dyn í vélum, hundgá,
hamarshögg og regnið
og mjúka róminn
mannsins sem ég elska.

Þökk sé þessu lífi
hve það var mér örlátt
hlaut ég af því hljóðin
hlaut ég einnig stafróf
eignaðist ég orðin
um allt það sem ég hugsa
móðir, vinur, bróðir
- eru ljós sem lýsir
þá grýttu braut
er gengur sál þín eftir.

Þökk sé þessu lífi
hve það var mér örlátt.
Vegferð hlaut ég harða
handa þreyttum fótum
yfir óvæð síki
arkaði um borgir
vítt um strendur, fjöll,
um óbyggðir og engi
til þín heim
í hús við völlinn græna.

Þökk sé þessu lífi
hve það var mér örlátt
af því hlaut ég hjarta
hrærist það að rótum
er ég sé hvern ávöxt
elur hugsun mannsins
og allt sem gott er
svo víðsfjarri því vonda
er lít ég í þín
augun undurskæru.

Þökk sé þessu lífi
hve það var mér örlátt
hlaut ég af því hlátur
hlaut ég einnig tregann
til að greint ég gæti
gleðina frá harmi
þetta tvennt sem elur
alla mína söngva
og söngvar mínir eru ykkar söngvar
og söngvar allra eru sömu söngvar
-og söngvar mínir eru ykkar söngvar
-og söngvar allra eru sömu söngvar.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 18/8/2007 - 23:47


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Lingua: Islandese

Ulteriore versione islandese di Aðalsteinn Ásberg
þýðing Aðalsteins Ásbergs
da/úr questa pagina/þessari síðu

Interpretata da Anna Pálína e Aðalsteinn Ásberg nell'album Á einu máli ("in una volta"), pubblicato nel 1992.
Tekið af diski Önnu Pálínu og Aðalsteins Ásbergs, Á einu máli, útg. 1992. Birt með leyfi Aðalsteins Ásbergs.

LÍFINU ÉG ÞAKKA

Lífinu ég þakka
það sem mér er gefið;
þessi opnu augu,
undur margt þau greina;
svart frá hinu hvíta,
sem og ljós í myrkri
og hundruð stjarna,
sem í himinhvolfi tindra;
í manngrúanum
manninn sem ég elska.

Lífinu ég þakka
það sem mér er gefið;
heyrnina, sem hljóðin
nemur nótt og dag;
suð í engisprettu,
söngfuglanna tóna,
hundgá, hamar, vél
og nið í næturregni
og milda röddu
mannsins sem ég elska.

Lífinu ég þakka
það sem mér er gefið;
þessi hljóð og stafróf,
orðin sem ég á mér
um það sem ég hugsa
og ég vil þér segja;
móðir, vinur, bróðir,
orð, sem endurvarpa
ljósi því er lýsir
veginn sálar þinnar.

Lífinu ég þakka
það sem mér er gefið;
þessa lúnu fætur,
er farið hafa víða
um stórborgir og stendur,
mýrarkeldur, móa,
um eyðisanda, heiðar,
fjöll og djúpa dali,
um götuna þína,
garðinn þinn og húsið.

Lífinu ég þakka
það sem mér er gefið;
hjarta mitt sem hrífst af
hugarflugi mannsins,
þegar ég sé gæðin
greind svo vel frá illsku
og ávöxt uppskerunnar
efla mannsins drauma;
og björtu augun þín
sem blika djúp og fögur

Lífinu ég þakka
það sem mér er gefið;
hláturinn og grátinn,
svo að greint ég fái
gleðina og harminn,
þetta tvennt sem myndar
mína söngva' og ykkar,
sem og eru mínir söngvar
og allra söngva,
sem og eru mínir söngvar,
og allra söngva,
sem og eru sömu söngvar.

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 18/8/2007 - 23:52


Adoro questa canzone, ma nella versione originale! L'ho ascoltata piu' di dieci anni fa una sola volta, e l'altra settimana ancora ne ricordavo il motivo! Ho scovato questo sito e grazie a voi me la sono scaricata.
Bel sito davvero, non sapevo che l'autrice fosse morta suicida.
Ciao a tutti.
(valentina)

Ciao a te, Valentina, e grazie. Le tue sono parole che danno veramente il senso più importante di quel che facciamo. Non possiamo che raccomandarti di andare a vedere, e scaricare, anche le altre canzoni della grande Violeta Parra. Saluti carissimi! [RV]

inserita il 4/4/2007 - 20:24


Maldigo del alto cielo
L'altra faccia di "Gracias a la Vida"

Ho trovato sul blog Nuevas Luces questa canzone della Parra, "Maldigo del alto cielo"... Anche questa non è propriamente una canzone contro la guerra, sebbene alcune strofe siano abbastanza esplicite in questo senso ("Maldigo... también la paz y la guerra", "Maldigo la solitaria figura de la bandera, maldigo cualquier emblema"...)

Come sottolinea, mi pare giustamente, il curatore del blog, sembra quasi trattarsi de "la otra cara de Gracias a la Vida"... Posto qui il testo, vedete voi se includerlo o meno fra le CCG, se conservarlo come commento o se non c'entra proprio nulla...



Maldigo del alto cielo
la estrella con su reflejo
maldigo los azulejos
destellos del arroyuelo
maldigo del bajo suelo
la piedra con su contorno
maldigo el fuego del horno
porque mi alma está de luto
Maldigo los estatutos
del tiempo con sus bochornos
cuánto será mi dolor.

Maldigo la cordillera
de los Andes y de la Costa
maldigo señor la angosta
y larga faja de tierra
también la paz y la guerra
lo franco y lo veleidoso
maldigo lo perfumoso
porque mi anhelo está muerto
maldigo todo lo cierto
y lo falso con lo dudoso
cuánto será mi dolor.

Maldigo la primavera
con sus jardines en flor
y del otoño el color
yo lo maldigo de veras
a la nube pasajera
la maldigo tanto y tanto
porque me asiste un quebranto
maldigo el invierno entero
con el verano embustero
maldigo profano y santo
cuánto será mi dolor.

Maldigo la solitaria
figura de la bandera
maldigo cualquier emblema
la venus y la araucaria
el trino de la canaria
el cosmos y sus planetas
la tierra y todas sus grietas
porque me aqueja un pesar
maldigo del ancho mar
sus puertos y sus caletas
cuánto será mi dolor.

Maldigo luna y paisaje
los valles y los desiertos
maldigo muerto por muerto
y al vivo de rey a paje
al ave con su plumaje
yo la maldigo a porfía
las aulas, las sacristías
porque me aflije un dolor
maldigo el vocablo amor
con toda su porquería
cuánto será mi dolor.

Maldigo por fin lo blanco
lo negro con lo amarillo
obispos y monaguillos
ministros y predicantes
yo los maldigo llorando
lo libre y lo prisionero
lo dulce y lo pendenciero
lo pongo en mi maldición
en griego y en español
por culpa de un traicionero
cuánto será mi dolor.

( Alessandro)

inserita il 8/10/2007 - 15:18


È una delle canzoni/poesia più belle in assoluto.Splendida nella versione originale,altrettanto splendida nella traduzione di Herbert Pagani.

( rosella.maestra@tiscali.it)

inserita il 12/6/2007 - 23:22


vorrei ringraziare tutti per il testo e per le traduzioni italiane di gracias a la vida. Sottoporrò questo materiale ai miei alunni di spagnolo sperando che Violeta Parra per questi ragazzi diventi una passione. Marzia

( marzia carocci)

inserita il 13/7/2007 - 16:56


E' per me la canzone più bella del mondo.
Cantata da Violeta è fortemente commovente per la sua tensione musicale ed emotiva.

( Francesco G. Biondo)

inserita il 1/9/2007 - 16:13


la più bella canzone che abbia mai sentito e che voglio cantare per i miei 65 anni!

( MARCELLA)

inserita il 2/9/2007 - 23:01


in italiano e in spagnolo che forse è ancora meglio, ma lo spagnolo lo mastico male.

( marcella)

inserita il 2/9/2007 - 23:02


Conosco "Gracias a la vida" fin da bambino.
Ho una raccolta di ben 40 artisti, stupendamente interpretate..... ciao a tutti gli ammiratori di Violeta Parra!!!!!!!

( K@los60)

inserita il 9/9/2007 - 10:52


che emozione questa canzone..in questi ultimi giorni sto cercando poesie d'amore da dedicare ad una mia amica che si sposa e d'improvviso è raffiorata nella mia mente questa canzone, nascosta nel cuore da lunghi anni..come a dirmi: "eccomi sono io la poesia, io racconto l'amore..". echeggia soave e prepotente insieme la versione cantata dalla Beaz.convivo con questa struggente colonna sonora.

il vostro sito è proprio un bel regalo. grazie di cuore
Andreina

( Andreina)

inserita il 10/9/2007 - 12:06


Più che una canzone contro la guerra, una canzone contro, punto.
E' una canzone contro tutto e contro tutti, uomini, animali, cose, elementi, contro il mondo e l'universo intero, maledetti dal furore di una donna tradita. Bellissima, una delle mie preferite; come dice giustamente Alessandro, è l'altra faccia di Gracias a la vida... Grande Violeta!

( Maria Cristina)

inserita il 9/10/2007 - 10:45


Nel 1981, Joan Baez volò a Santiago de Chile e, nonostante il divieto dei militari, riuscì ad improvvisare un concerto nel salone della Parrocchia di Santa Gemita in via Simon Bolivar. Alcune centinaia di persone si assieparono nella sala e all'esterno della chiesa, dove era stato sistemato un altoparlante. Un breve concerto di soli 45'... poi la Baez se ne tornò a casa... ma intanto i fascisti erano stati beffati!
Il concerto si aprì proprio con l'esecuzione di "Gracias a la Vida" della Parra...

Questa la scaletta del concerto, che si può scaricare al link qui sotto:

01. Gracias a la vida 4:33
02. Con tres heridas viene 4:19
03. Los hijos de los 80 5:12
04. Aire israelí 0:59
05. Canción del folclore tunecino 1:10
06. Soplando en el viento 2:46
07. No llores por mi Argentina 3:37
08. The boxer 3:45
09. Te recuerdo Amanda 2:47
10. Imagina 3:17
11. Balada de Sacco y Vanzetti 2:35


Gracias a la vida (Joan Baez en Chile, 1981)

( Alessandro)

inserita il 7/8/2008 - 15:36


"La violeta y la parra" (cueca)
(Texto y música de Jaime Atria)

En mi patria una Violeta
nació bajo de una parra;
quiso ser la más hermosa,
Dios le dio voz y guitarra.

Cantó a los corazones
de los chilenos,
cantándole al mundo entero,
corazón de los chilenos.
De los chilenos, sí,
que están llorando,
porque ella no está cantando.

Alma, voz y guitarra,
Violeta Parra.

Para descargar: mp3

inserita il 1/10/2008 - 08:18


che emozione...conoscevo la canzone ma non la sentivo da tempo....mi riporta indietro alla mia giovinezza....ho consigliato a mia figlia di ascoltarla...grazie

inserita il 17/11/2009 - 19:57

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