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Vociferando

Tanguito


Langue: espagnol


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[1967]
Parole e musica di José Alberto Iglesias (1945-1972), in arte Tanguito, o Ramsés VII, i suoi due pseudonimi più usati.
Nel CD “Yo soy Ramsés”, raccolta di canzoni incise nell’ottobre del 1967 presso gli Estudios TNT a Buenos Aires e pubblicata nel 2009 dalla Kelito Records / La Vida Lenta Discos.
Testo trovato su CMTV.com.ar

Yo soy Ramsés (fronte)

Tanguito morì (o lo ammazzarono, poco si sa delle circostanze della sua morte…) giovanissimo, nel 1972. Ma, leggendo il testo di questa e di altre sue canzoni, credo che difficilmente sarebbe sopravvissuto ai macellai che solo qualche anno più tardi si impadronirono dell’Argentina, con la benedizione dei vertici della Chiesa cattolica…

Yo soy Ramsés (retro)

Tanguito è stato uno dei precursori del rock argentino, uno degli artisti cresciuti ad “asado” ed Elvis Presley che già nei primi anni 60 si esibivano a La Cueva, il mitico locale dei bassifondi portuali di Buenos Aires. A partire dal 1966 la polizia del dittatore di turno, il generale Onganía, dichiarò guerra alla “gioventù inconforme” ed hippies e rockettari erano le vittime preferite. La Cueva fu attaccata diverse volte finchè nel 1967 fu costretta a chiudere definitivamente. Ma Tanguito e compagni non si diedero per vinti: se la polizia chiudeva i loro spazi, loro sarebbero andati a cantare e a ballare nelle piazze. Fu proprio grazie ad una sua esibizione improvvisata in Plaza San Martín, in mezzo a centinaia di giovani, che Tanguito ebbe il suo momento di popolarità e pure un contratto televisivo ed uno discografico. Ma mentre gli si aprivano le porte di un ipotetico successo, Tanguito cominciò ad imbottirsi di droghe e di alcool e a vivere per strada, isolandosi o essendo allontanato dai vecchi compagni de La Cueva. Persone come Tanguito erano allora i soggetti ideali su cui i poliziotti potevano liberamente sfogare il proprio sadismo… Presero a perseguitarlo in ogni momento, e lui non fece che incoraggiarli, sempre sverso e molesto. Lo chiudevano in gattabuia un giorno sì e l’altro pure, lasciandolo senza assistenza durante le terribili crisi di astinenza. Poi lo assegnarono ad una nuova unità neuropsichiatrica dove fu sottoposto ad elettroshock e all’ancora più terribile shock insulinico che allora veniva ancora usato nella cura dei disturbi mentali. Dopo questo trattamento il cervello ed il corpo di Tanguito andarono definitivamente in pappa.
Nel 1972 fu internato nella sezione destinata ai criminali psicopatici.
Ma la mattina del 19 maggio 1972 Tanguito (o quel che ne restava) trovò la forza di fuggire…
Poco dopo il suo corpo fu trovato maciullato sotto le ruote di un treno alla stazione Palermo…
Della sua morte nemmeno una riga sui giornali…
Si disse che si suicidò, o che fu un incidente, ma alcuni testimoni riferirono che Tanguito era salito su di un treno e che un poliziotto l’aveva poi trascinato giù…
Naturalmente non ci fu nessuna inchiesta per la morte di un giovane rockettaro, matto, drogato e alcolista…
En la era del Siglo XX
que hoy nos toca vivir,
parecía resurgir de la época de piedra,
como un presente que engendra
guerra, dolor y sufrir.

El clero convulsionado
llega a una ignorancia tal
que un sacerdote papal,
sin dar crédito a su fe,
le da su bendición a las armas para matar,
a las armas para matar.

Luchan y matan cual fiera,
con proceder inhumano,
como si un padre admitiera,
se mataran entre hermanos,
se mataran entre hermanos.

Llenas altares de alhajas
de incalculable riqueza,
estatuas de gran belleza,
de inmensurable valor.

Mientras que el mundo con dolor
rinde culto a la pobreza,
en la era del Siglo XX
que hoy nos toca vivir.

envoyé par Bernart Bartleby - 29/3/2016 - 13:55



Langue: italien

Tentativo di traduzione italiana di Bernart Bartleby.
PARLANDO AD ALTA VOCE

Nell’era del XX secolo
che ci tocca vivere oggi
parrebbe che dall'età della pietra scaturisca
un presente che genera
guerra, dolore e sofferenza.

Il clero in totale confusione
giunge ad una tale ignoranza
che un prete cattolico
tradendo la propria fede
benedice le armi per uccidere
le armi per uccidere.

Lottano ed uccidono chiunque
con una condotta disumana
come se un padre consentisse
ai fratelli di ammazzarsi tra di loro
ai fratelli di ammazzarsi tra di loro.

Altari pieni di ornamenti preziosi
di incalcolabile ricchezza
statue di grande bellezza
di incommensurabile valore.

Mentre il mondo con dolore
venera la povertà
nell'era del XX secolo
che ci tocca vivere oggi.

envoyé par Bernart Bartleby - 29/3/2016 - 22:26


Senza voler qui riaprire la polemica, rimbalzata un po’ anche su queste pagine, accesasi quando Papa Francesco salì al soglio pontificio, vorrei però condividere un paio di considerazioni:

- Furono parecchi i religiosi, anche in posizioni di rilievo, che finirono assassinati o desaparecidos per opera dei cani di Videla, Massera e soci, per il solo fatto di aver preso posizione in favore dei più poveri, per appartenere al movimento terzomondista o per aver condannato assassinii e sparizioni: penso a Carlos Mugica (ucciso nel 1974), al francescano Carlos de Dios Murias e al diocesano francese Gabriel Longueville (uccisi nel 1976), al vescovo di La Rioja Enrique Angelelli (anche lui nel 1976)… L’elenco, tra assassinati e desaparecidos, è piuttosto lungo…

- Mentre in Argentina sparivano 30.000 persone, e tra loro molti religiosi o militanti di organizzazioni cattoliche, Jorge Mario Bergoglio era (dal 1973) preposto provinciale della Compagnia di Gesù, cioè il capo dei gesuiti in Argentina, non proprio uno che contasse poco…

- L’incarico prestigioso coincise con una profonda riforma, attuata da Bergoglio su mandato della Compagnia, volta a laicizzare la conduzione dell’Universidad del Salvador, l’università privata di proprietà dei gesuiti a Buenos Aires. I laici scelti da Bergoglio per guidare il nuovo corso furono i quadri migliori dell’organizzazione denominata “Guardia de Hierro”. Dire che fosse un movimento peronista di destra, ultra cattolico, non vuol dire quasi nulla, che fino a quanto Perón fu in vita tutti gli argentini, dall’estrema sinistra all’estrema destra, erano peronisti… Diciamo – semplificando - che quelli della “Guardia di Ferro” erano un po’ come i nostri di “Comunione e Liberazione”, “appena” più radicali e marziali, come soleva all’epoca…

- Nel 1973 ci fu pure un altro personaggio che in Argentina raggiunse una posizione ragguardevole: Emilio Massera, cattolicissimo e fedelissimo di Perón, fu da quest’ultimo nominato comandante in capo della Marina militare argentina… Tra i tanti riconoscimenti ricevuti nella sua fulgida carriera, Massera fu anche professore onorario dell’Università gesuita di Buenos Aires e parecchi dirigenti o ex dirigenti della “Guardia de Hierro” ebbero vincoli politici e d’affari con lui
Massera fu poi nella triade della Junta militare e nelle basi della Marina (come la famigerata ESMA) poste sotto il suo diretto comando furono detenute, assassinate e fatte sparire migliaia di persone… Massera non fu condannato all’ergastolo come Videla solo perché, in seguito ad aneurisma cerebrale che lo colpì nel 2002, venne dichiarato demente e non processabile. E’ morto nel 2010.

No, per carità, solo per dire… “Todo está cargado en La memoria, arma de la vida y de la historia...”

Bernart Bartleby - 29/3/2016 - 15:47


Non mi stupirei poi tanto se quei due ubriaconi e tossici di Tanguito e Vysotsky fossero stati davvero fatti fuori dagli sgherri del Potere contro cui lottarono, e disperatamente... Non voglio assolutamente paragonarli per importanza ed influenza, che il secondo fu un gigante rispetto al primo, ma il destino potrebbe essere stato comune...

B.B. - 29/3/2016 - 21:43



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