Language   

Joe Hill

Phil Ochs


Language: English



filippo.
[1968]
Lyrics and Music by Phil Ochs
Testo e musica di Phil Ochs
Album: "Tape From California"

hillsverige

Naturalmente l'ascolto di questa canzone non può essere slegato da tutto il fitto intreccio esistente tra Phil Ochs e Joe Hill: un intreccio che coinvolge anche la celeberrima canzone di Alfred Hayes, I Dreamed I Saw Joe Hill Last Night, e che Billy Bragg ha trasformato in I Dreamed I Saw Phil Ochs Last Night...Tutta la storia dell'emigrante svedese Joel Emmanuel Hägglund, poi Joseph Hillström e, infine, Joe Hill; e anche una delle più famose canzoni di Phil Ochs. Una canzone che ha la vera forma (e tutti gli stilemi, anche lessicali) della Broasdide ballad tradizionale, la "ballata da foglio volante" da cantarsi su motivi conosciuti da tutti, e che rappresentava per le masse popolari anche un prezioso modo per far circolare le notizie e le idee; esattamente quel che faceva Joe Hill. Ed esattamente, a modo suo e pur senza ricorrere al supporto del volantino (e componendo melodie originali), quel che faceva Phil Ochs. Non per nulla collaborava al Broadside Magazine, per il quale scrisse un discreto numero di canzoni. Una ballata cronachistica e di idee per il topical singer quale lo stesso Ochs si definiva. [CCG/AWS Staff]
Joe Hill come over from Sweden shores
Looking for some work to do
And the Statue of Liberty waved him by
As Joe come a sailing through, Joe Hill
As Joe come a sailing through.

Oh his clothes were coarse and his hopes were high
As he headed for the promised land
And it took a few weeks on the out-of-work streets
Before he began to understand
Before he began to understand

And Joe got hired by a Bowery bar
sweeping up the saloon
As his rag would sail over the baroom rail
Sounded like he whistled on a tune
You could almost hear him whistling on a tune

And Joe rolled on from job to job
From the docks to the railroad line
And no matter how hungry the hand that wrote
In his letters he was always doing fine
In his letters he was always doing fine

Oh, the years went by like the sun goin' down
slowly turn the page
And when Joe looked back at the sweat upon his tracks
He had nothing to show but his age
He had nothing to show but his age

So he headed out for the California shore
There things were just as bad
So he joined the Industrial Workers of the World
'Cause, The union was the only friend he had
'Cause, The union was the only friend he had

Now the strikes were bloody and the strikes were black
as hard as they were long
In the dark of night Joe would stay awake and write
In the morning he would raise them with a song
In the morning he would raise them with a song

And he wrote his words to the tunes of the day
To be passed along the union vine
And the strikes were led and the songs were spread
And Joe Hill was always on the line
Yes Joe Hill was always on the line

Now in Salt Lake City a murder was made
There was hardly a clue to find
Oh, the proof was poor, but the sheriff was sure
Joe was the killer of the crime
That Joe was the killer of the crime

Joe raised his hands but they shot him down
he had nothing but guilt to give
It's a doctor I need and they left him to bleed
He made it 'cause he had the will to live
Yes, He made it 'cause he had the will to live

Then the trial was held in a building of wood
And there the killer would be named
And the days weighed more than the cold copper ore
Cause he feared that he was being framed
Cause he found out that he was being framed

Oh, strange are the ways of western law
Strange are the ways of fate
For the government crawled to the mine owner's call
That the judge was appointed by the state
Yes, The judge was appointed by the state

Oh, Utah justice can be had
But not for a union man
And Joe was warned by summer early morn
That there'd be one less singer in the land
There'd be one less singer in the land

Now William Spry was Governor Spry
And a life was his to hold
On the last appeal, fell a governor's tear
May the lord have mercy on your soul
May the lord have mercy on your soul

Even President Wilson held up the day
But even he would fail
For nobody heard the soul searching words
Of the soul in the Salt Lake City jail
Of the soul in the Salt Lake City jail

For 36 years he lived out his days
And he more than played his part
For his songs that he made, he was carefully paid
With a rifle bullet buried in his heart
With a rifle bullet buried in his heart

Yes, they lined Joe Hill up against the wall
Blindfold over his eyes
It's the life of a rebel that he chose to live
It's the death of a rebel that he died
It's the death of a rebel that he died

Now some say Joe was guilty as charged
And some say he wasn't even there
And I guess nobody will ever know
'Cause the court records all disappeared
'Cause the court records all disappeared

Say wherever you go in this fair land
In every union hall
In the dusty dark these words are marked
In between all the cracks upon the wall
In between all the cracks upon the wall

It's the very last line that Joe Will wrote
When he knew that his days were through
"Boys, this is my last and final will
Good luck to all of you
Good luck to all of you"

Contributed by Alessandro - 2008/10/13 - 08:53




Language: Italian

Versione italiana di Riccardo Venturi
14 ottobre 2008
(Si vedano le Note alla traduzione)
JOE HILL

Joe Hill arrivò dalla Svezia [1]
Per cercare da lavorare
E la Statua della Libertà lo salutava
Mentre Joe arrivava per mare, Joe Hill,
Mentre Joe arrivava per mare.

Oh, aveva vestiti rozzi, ma sperava grandi cose
Mentre andava verso la terra promessa.
In due settimane per le strade dei senza lavoro
Cominciò a capire come andava
Cominciò a capire come andava

Joe fu assunto in un bar della Bowery [2]
Per spazzare la sala,
Lo straccio che passava sulla barra del bancone
Sembrava quasi fischiettare un motivo,
Sembrava quasi fischiettare un motivo [3]

E Joe passò via di lavoro in lavoro,
Fece lo scaricatore e l'operaio di ferrovia
Non importava quanta fame avesse la mano che scriveva, [4]
Nelle sue lettere gli andava sempre bene
Nelle sue lettere gli andava sempre bene

Passarono gli anni come il sole che tramonta,
Gira la pagina lentamente.
E quando Joe si guardava il sudore colare ai suoi passi
Non aveva altro da mostrare che i suoi anni
Non aveva altro da mostrare che i suoi anni

E allora se ne andò in California [1],
E là le cose andavano pure male.
Entrò così negli Industrial Workers of the World [5]
Perché il Sindacato era l'unico amico che aveva,
Perché il Sindacato era l'unico amico che aveva.

Allora gli scioperi erano tremendi e illegali [6]
E tanto duri quant'erano lunghi.
Nel buio della notte Joe stava sveglio e scriveva,
E la mattina li faceva alzare con una canzone
E la mattina li faceva alzare con una canzone. [7]

Scriveva le parole sui motivetti del giorno
Per innestarle sulla vite del Sindacato
E si facevan gli scioperi, e le canzoni si diffondevano,
E Joe Hill era sempre in prima linea,
E Joe Hill era sempre in prima linea.

Ora, a Salt Lake City [8] fu commesso un omicidio,
E proprio non si trovava un indizio.
Le prove erano poche, ma lo sceriffo era sicuro
Che fosse Joe l'assassino in quel delitto,
Che fosse Joe l'assassino in quel delitto.

Joe si arrese, ma loro gli spararono,
Non aveva altro da dare che una colpevolezza.
“Ho bisogno di un dottore”, e lo lasciarono sanguinante,
Lo faceva perché aveva voglia di vivere,
Lo faceva perché aveva voglia di vivere.

Il processo si tenne in una costruzione in legno
Dove l'assassino avrebbe avuto un nome.
E i giorni pesavano più del freddo minerale di rame
Perché aveva paura che lo stessero incastrando,
Perché aveva paura che lo stessero incastrando.

Oh, strane sono le vie della legge là nell'Ovest,
E strane sono le vie del destino,
Perché il governo strisciò al volere del proprietario della miniera
Che il giudice fosse nominato dallo Stato,
Che il giudice fosse nominato dallo Stato

Oh, nell'Utah si può avere giustizia,
Ma non per un sindacalista
E Joe fu avvisato una mattina presto d'estate
Che ci sarebbe stato un cantante in meno nel Paese,
Che ci sarebbe stato un cantante in meno nel Paese.

Il governatore era William Spry
E lui poteva decidere su una vita.
All'ultimo appello versò una lacrima governatorale,
“Che il Signore abbia pietà della tua anima,
Che il Signore abbia pietà della tua anima.”

Persino il presidente Wilson cercò di fermare l'esecuzione [9]
Ma neanche lui ce la fece
Perché nessuno udiva le parole strazianti
Di quell'anima in prigione a Salt Lake City,
Di quell'anima in prigione a Salt Lake City.

Visse i suoi giorni per trentasei anni,
E fece ben più che fare la sua parte.
Per le sue canzoni fu ben ricompensato
Con una pallottola piantata nel cuore,
Con una pallottola piantata nel cuore.

Sì, Joe Hill lo misero al muro
Dopo avergli bendato gli occhi.
Vita da ribelle lui scelse di vivere,
Morte da ribelle fu quella che morì,
Morte da ribelle fu quella che morì.

Qualcuno dice che Joe era colpevole,
Qualcun altro che nemmeno era là.
Scommetto che nessuno lo saprà mai,
Perché gli atti processuali sono tutti spariti,
Perché gli atti processuali sono tutti spariti

E dovunque andiate in questo bel Paese,
In ogni camera sindacale, si può dire
Che queste parole son segnate nel buio polveroso
Tra tutte le crepe del muro,
Tra tutte le crepe del muro

Sono l'ultimo verso scritto da Joe Hill
Quando seppe che i suoi giorni erano finiti:
“Ragazzi, queste sono le mie ultime volontà,
Buona fortuna a tutti voi,
Buona fortuna a tutti voi.” [10]
NOTE alla traduzione

[1] Come è noto, Joe Hill era svedese di nascita. Era nato il 17 ottobre 1879 a Gävle, una cittadina non lontana da Stoccolma; alla nascita, il suo nome era Joel Emanuel Hägglund. Emigrato nel 1902 negli Stati Uniti, cambiò il suo nome in Joseph Hillström (o Hillstrom) per motivi ignoti (forse per sfuggire ad una ricerca giudiziaria). Da qui “Joe Hill”. La ballata inizia con un pieno stilema da broadside, che ha origini ancora più antiche, nella vera balladry tradizionale anglosassone: l'uso del termine shore(s) (propriamente: “costa, riva del mare, lido”) per indicare la provenienza da (o la direzione verso) un paese bagnato dal mare. Nelle ballate è necessario spesso “allungare” il verso per rispettare lo schema metrico, e l'uso di tale parole riempitive è comunissimo. Abbiamo qui scelto di tradurre semplicemente: “dalla Svezia” (qualcosa come “dai lidi svedesi” suonerebbe abbastanza ridicolo).

[2] “La Bowery Street, più comunemente detta “the Bowery”, è una celebre via della “circoscrizione” (borough) di Manhattan, a New York. Approssimativamente delimita i quartieri di Chinatown e Little Italy su un lato, mentre dall’altro il Lower East Side.
La via divenne il simbolo della depressione economica e la zona s'impoverì negli anni Venti e Trenta. Negli anni Quaranta il quartiere guadagnò la reputazione d’essere mal frequentato, specialmente da ubriachi e senzatetto. Tra il 1960 e il 1980 lungo la Bowery e dintorni vi era il tasso di criminalità più alto di tutta la parte meridionale di Manhattan, insieme agli affitti più bassi.Negli anni Settanta vi sorse il CBGB, un locale di riferimento per la musica punk e New Wave, da allora fino ad oggi. Nei locali di Bowery Street emersero importanti icone del punk come Patti Smith, i Blondie, i Ramones e i Talking Heads ed altri. La musica punk fu suonata ed ascoltata per le prime volte in quel locale. Negli anni Novanta la via ed il Lower East Side sono stati riqualificati ed una popolazione più agiata ha iniziato ad investire nel quartiere cosicché il prezzo degli affitti risulta tuttora elevato.” - it.wikipedia

[3] Propriamente la baroom rail sarebbe la ringhiera metallica che corre, nei bar tradizionali, per tutta la lunghezza del bancone ed alla quale si appoggiano gli avventori. L'uso stesso del termine bar (“sbarra”) deriva da quest'uso. Pulendo tale ringhiera per tirarla a lucido con straccio e detergente, si ottiene effettivamente come una sorta di fischio armonico.

[4] Si noti qui la potenza dell'immagine: la fame viene trasferita alla mano che scrive.

[5] Per gli Industrial Workers of the World (IWW), l'organizzazione sindacale anarchica fondata nel 1905, si rimanda alla completa pagina di Wikipedia italiana. L'organizzazione esiste ancora: si veda qui il suo sito con testo in italiano.

[6] Il termine black significa spesso “illegale” in molte lingue (si pensi all'italiano “mercato nero, borsa nera”). In inglese, blackmail (“lettera nera”) è il termine comune per “ricatto”.

[7] Gli operai in sciopero.

[8] Non sono mai state chiare le cause perché Joe Hill fosse andato a lavorare proprio nell'Utah, nelle miniere di rame. E' stato ipotizzato, forse a ragione, che vi fosse andato perché lo stato dell'Utah, storicamente in mano ai Mormoni e di tendenze ultraconservatrici, era assai ostile alle organizzazioni sindacali. Joe Hill vi si sarebbe quindi recato per organizzare i lavoratori delle miniere in un ambiente molto sfavorevole e dominato da una chiesa tra le più oscurantiste che si possano immaginare.

[9] Il particolare è assolutamente esatto: lo stesso presidente Woodrow Wilson era convinto dell'innocenza di Joe Hill e cercò realmente di sospendere l'esecuzione, senza riuscirvi.

[10] Sulle ultime parole di Joe Hill esiste tutta una casistica. Alcuni sostengono che siano state il celeberrimo slogan: Don't mourn for me...organize!; altri sostengono che siano state quest'augurio di buona fortuna. Un augurio, si noti bene, che è tipico di moltissime ballate popolari, dove il cantore augura fortuna all'uditorio. Joe Hill avrebbe quindi scelto di chiudere...come nelle canzoni; e così fa Phil Ochs.

2008/10/14 - 08:32




Language: Italian

La versione italiana di Alessio Lega e i Malfattori
Italian Version by Alessio Lega and i Malfattori
Italiensk version av Alessio Lega och i Malfattori



Dal CD allegato al volume: Never Forget Joe Hill / Glöm aldrig Joe Hill
di Rino de Michele e altri autori
Traduzioni di Paola Brolati, Sante Carbone, Marco De Michele, Riccardo Venturi, Jan Hammarlund
aParte Editore, Venezia Mestre, 2015


Alessio Lega (voce e chitarra acustica)
Guido Baldoni (organo, fisarmonica e glockenspiel)
con I Malfattori: Luca Guidi (percussioni), Nicola Zamagna (basso), Roberto Zamagna (chitarra elettrica).

Registrato e mixato presso Little Boxes studio a Sant'Arcangelo di Romagna

Joe Hill è un brano di Phil Ochs del 1968 costruito su una melodia tradizionale. La versione italiana è stata appositamente adattata da me e registrata nel 2014 col gruppo dei «Malfattori» di Sant'Arcangelo di Romagna per questa pubblicazione.

Joe Hill chi ha comprato questa pubblicazione forse sa già chi fu e, in ogni caso, la canzone di Phil Ochs racconta bene e nei dettagli la sua storia -per quanto mai possa essere dettagliata un'opera di poesia. Forse allora è il caso di spendere due parole per il suo sfortunato autore. Phil Ochs fu il più coerente, il più caloroso e infine disperato sostenitore di quel movimento libertario che, nella prima metà degli anni '60, dilagò negli Stati Uniti e che da lì si propagò in Europa, generando la grande ondata della contestazione sessantottina. Questa generazione ebbe la musica folk non solo per colonna sonora, ma per alfabeto politico ed educazione sentimentale. Se Bob Dylan fu il genio e il Dio intoccabile di quel movimento, Phil ne era l'infaticabile poeta-militante, sempre pronto a imbracciare la chitarra e presenziare a ogni meeting, manifestazione, presidio. Con una lama sgranata di sale per voce, con un dolore e una luce nel canto e le melodie cristalline e la poesia, a volte naturalistica, a volte ardua e immaginifica. Stravolto e depresso, negli anni '70 si dedicò all'attività di reporter. L'ultimo grande impegno fu per il Cile assassinato dal colpo di stato di Pinochet. Poi, vittima dell'ingratitudine, della solitudine e dell'alcolismo s'impiccò. Aveva la stessa età di Joe Hill, 36 anni. Sognavo da tempo di cantare qualche sua canzone in italiano e sono felice di averne avuto l'occasione. Mi sono avvalso di quella miniera di informazioni che è il sito Canzoni Contro la Guerra / Antiwar Songs.

Questa registrazione è dedicata ai disegnatori e compagni Cabu e Wolinski, caduti con la matita in mano a Parigi il 7 gennaio del 2015 mentre lottavano contro l'ignoranza della fede e del capitale.

Alessio Lega, 12 gennaio 2015, Lecce.
JOE HILL

Il giorno che Joe Hill sbarcò
dalla Svezia natia
la libertà lo salutò
ma era una statua sulla via (Joe Hill),
solo statua per la via.

Vestito di catrame e di stracci
in cerca della gloria
sulla via dei poveracci
incominciò a capir la storia
fu già chiara la sua storia.

Lo straccio passava su
ogni bancone di saloon
il lavoro che era il suo
lo sospingeva un po' più in giù
lo rigettava ancor più in giù.

E di bancone in bancone
al porto o in ferrovia
sempre la stessa condizione
tutto va bene e così sia
qui tutto bene andiamo via.

Volava il sole oltre la notte
un'ombra sopra i sassi
e questa strada è tanto stretta
passano gli anni sopra i passi
corrono gli anni sopra i passi.

La California e i suoi frutteti
le botte ed il salario
in compagnia degli sfruttati
nel sindacato libertario
nel sindacato libertario.

Gli scioperi, gli stagionali
le veglie ed i picchetti
picchiati come gli animali
e Joe in trincea tra quei negletti
primo fra gli ultimi negletti.

Per ogni giorno scioperato
fra il torto e la prigione
per riscattare ogni sfruttato
lui dava in cambio una canzone
lui scrisse una nuova canzone.

Un giorno un tizio fu ammazzato
a Salt Lake City, Utah
decisi contro il sindacato
volsero i passi della muta
la legge e i cani della muta.

E Joe fu preso senza prove
ferito e imprigionato
tu fammi vivere dottore
per riscattare il sindacato
per riscattare il sindacato.

Improvvisarono un processo
per farne un criminale
per un delitto non commesso
che la condanna sia esemplare
che la condanna sia esemplare.

Nelle regioni minerarie
la legge sta al volere
delle ragioni proprietarie
e dei padroni di miniere
e dei padroni di miniere.

Così giustizia si farà
lo Utah stia sereno
in questo Stato canterà
certo un sindacalista in meno
proprio un sindacalista in meno.

Ed il governatore Spry
sbadiglia per la noia
«Signore tu lo perdonerai
ma quanto a me lo affido al boia
ma in quanto a me ti affido al boia.»

Benché il presidente stesso
fosse un innocentista
disse «Io spero, ma non posso
togliere Joe da quella lista
togliere Joe da quella lista.»

I trentasei anni di Joe
finirono al plotone
per chi sapeva dir di no
e non piegò la sua ragione
e mai piegò la sua ragione.

Bendato come la giustizia
con gli atti del processo
perché per colmo di furbizia
sono spariti il giorno appresso
li hanno bruciati il giorno appresso.

Per un governatore imbelle
in un processo farsa
dopo i suoi anni da ribelle
come un bandito a fine corsa
era un bandito a fine corsa.

Dovunque andiate per la vita
dovunque stia il futuro
portate quella sua ferita
come una crepa sopra il muro
come una crepa sopra il muro.

L'ultimo verso di Joe Hill
col sangue fu tracciato
«Buona fortuna a tutti voi
e lunga vita al sindacato.»

Contributed by CCG/AWS Staff - 2016/2/20 - 16:52


"A guard reported that at about 10 p.m., Hill handed him a poem through the bars of his cell. It was his last will, which has become a prized piece of poetry in the heritage of the American labor movement...."
[Gibbs M. Smith, Labor Martyr Joe Hill, New York, NY, 1969, p. 174.]

"Joe Hill's Last Will"

(Written in his cell, November 18, 1915, on the eve of his execution)

My will is easy to decide,
For there is nothing to divide.
My kind don't need to fuss and moan --
"Moss does not cling to a rolling stone."

My body? Ah, If I could choose,
I would to ashes it reduce,
And let the merry breezes blow
My dust to where some flowers grow.

Perhaps some fading flower then
Would come to life and bloom again.
This is my last and final will.
Good luck to all of you.

Joe Hill

(Canzone trovata qui)

Alessandro - 2008/10/31 - 08:21



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