[19 settembre 2026]
Ieri 19 settembre era il giorno in cui, a Napoli, si scioglie (o non si scioglie) il
sangue di San Gennaro. A dire il vero, gli scioglimenti sono tre ogni anno: il sabato antecedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre. Quello del 19 settembre, però, può essere considerato il principale: il beato Ianuarius (Gennaro), nato a Benevento attorno al 272, morì a Pozzuoli il 19 settembre dell’anno 305.
A tale evento ha dedicato un articolo della newsletter “Tufo” il quotidiano online
Fanpage, intitolato:
Noi a Napoli campiamo solo di miracoli. Questa pagina, infatti, parte dalla lettura, del tutto casuale e mattiniera assai, di questo articolo. Poiché
Fanpage, pur essendo un quotidiano di ambito nazionale, è edito a Napoli, è logico che a Napoli venga riservato un occhio di riguardo da parte della redazione. Tra le altre cose, tale articolo segna il primo anniversario della newsletter “Tufo” (Napoli, come si sa, è tufacea assai).
Durante lo svolgimento dell’articolo, che ovviamente raccomando di leggere, si parla, come ho già accennato, del miracolo dello scioglimento del sangue di San Gennaro. Non entro nel merito di questo miracolo, perché a mio parere ci è già entrato, e benissimo, l’articolista di Fanpage. Diciamo pure che questo sito, e chi scrive in massimo grado, non si è mai distinto per un’ardente fede religiosa, nonostante vi siano ospitate centinaia di canzoni e di brani musicali procedenti da visioni, interpretazioni e scritture afferenti, in senso lato, alle eterne tendenze dell’uomo a fabbricarsi esseri soprannaturali di ogni tipo e natura, per spiegare fenomeni ritenuti misteriosi e, soprattutto, per esorcizzare la morte. In sintesi: non abbiamo mai censurato nessuno, e continueremo imperterriti a non farlo.
Chi scrive non si dichiara soltanto “ateo”, che è una parola che, volendo, non significa nulla ed è usata molto spesso a sproposito, soprattutto dagli atei. Io mi dichiaro
antireligioso, che è tutt’altra e specifica cosa; più o meno passa tra “ateo” e “antireligioso” la stessa differenza che c’è tra “pacifista” e “antimilitarista”. Terminata questa digressione, non ho naturalmente intenzione di “dire la mia” su San Gennaro, sui santi e sui miracoli. Il fatto che io non ci creda, ed anzi li consideri delle baggianate, è indifferente. Così come non so nulla del cardinale di Santa Romana Chiesa Cattolica e Apostolica, S.E.
Domenico Battaglia, detto “Mimmo”, arcivescovo metropolita di Napoli.
Non se so niente, e fino a un quarto d’ora fa non sapevo neppure che esistesse. Mi avessero chiesto: “chi è l’arcivescovo di Napoli?” avrei forse risposto: “Diego Maradona”. Non v’è niente di offensivo in questo: non conosco neppure il nome dell’arcivescovo di Firenze, né mi interessa saperlo. Debbo la sua conoscenza, o meglio la conoscenza di una cosa che ha pronunciato, esclusivamente al “Tufo” di Fanpage del 19 settembre 2026 (che, peraltro, era anche il compleanno di mio nipote Leonardo, che ieri compiva 46 anni ed al quale rivolgo i miei auguri ritardati da questa pagina). Non so se S.E. Domenico Battaglia sia un prelato "progressista", se sia "tradizionalista" o in quale posizione si riconosca all'interno della Chiesa Cattolica, e non me ne importa nulla. Premessa necessaria.
Fatto è che il cardinal Battaglia, durante l’omelia pronunciata per il miracolo di San Gennaro di quest’anno, pare abbia pronunciato le parole che formano l’oggetto di questa pagina, e che ritengo
giusto e degno che siano inserite in un sito come questo, al di là di ogni cosa. Al di là delle mie credenze e convinzioni. Al di là del fatto che potrebbe anche trattarsi di una delle solite “invocazioni alla pace” in cui papi, cardinali, vescovi e prelati più o meno alti eccellono, standosene però generalmente nelle loro sontuose residenze, e persino con l’aumento dello stipendo decretato da S.S. Leone XIV, detto “Papaleone alle Crociate”. Al di là di questa e di quell’altra cosa, né dubitando della, né credendo ferreamente alla sincerità dell’Arcivescovo partenopeo. Semplicemente le riporto, e così sia, notando peraltro la simpatica ironia dovuta al fatto che tali parole contro la guerra siano state pronunciate da uno che fa "Battaglia" di cognome. Amen. Non so quanto possa essere ritenuto probabile che, per una volta, mi unisca ad un cardinale che invoca la grazia a San Gennaro. Ma facesse la grazia per davvero, un cero a Napoli glielo andrei a accendere senza esitazione. Dubito fortemente, però, che lo farà.
Presento l'estratto dell'omelia del card. Battaglia così come presentato da
Fanpage. Come fosse una normale canzone e indicandone l'autore. Il titolo è però arbitrario: glielo ho dato io, in un napoletano che presumo maccheronico (il card. Battaglia, però, è calabrese di nascita). Non vi è nulla di sarcastico o denigratorio in questo: semplicemente, non sono napoletano e il napoletano non lo so. Se qualche napoletano volesse correggerlo, è il benvenuto. [Riccardo Venturi 20-9-2026]

S.E. Card. Domenico "Mimmo" Battaglia
Ieri 19 settembre era il giorno in cui, a Napoli, si scioglie (o non si scioglie) il sangue di San Gennaro. A dire il vero, gli scioglimenti sono tre ogni anno: il sabato antecedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre. Quello del 19 settembre, però, può essere considerato il principale: il beato Ianuarius (Gennaro), nato a Benevento attorno al 272, morì a Pozzuoli il 19 settembre dell’anno 305.
A tale evento ha dedicato un articolo della newsletter “Tufo” il quotidiano online Fanpage, intitolato: Noi a Napoli campiamo solo di miracoli. Questa pagina, infatti, parte dalla lettura, del tutto casuale e mattiniera assai, di questo articolo. Poiché Fanpage, pur essendo un quotidiano di ambito nazionale, è edito a Napoli, è logico che a Napoli venga riservato un occhio di riguardo da parte della redazione. Tra le altre cose, tale articolo segna il primo anniversario della newsletter “Tufo” (Napoli, come si sa, è tufacea assai).
Durante lo svolgimento dell’articolo, che ovviamente raccomando di leggere, si parla, come ho già accennato, del miracolo dello scioglimento del sangue di San Gennaro. Non entro nel merito di questo miracolo, perché a mio parere ci è già entrato, e benissimo, l’articolista di Fanpage. Diciamo pure che questo sito, e chi scrive in massimo grado, non si è mai distinto per un’ardente fede religiosa, nonostante vi siano ospitate centinaia di canzoni e di brani musicali procedenti da visioni, interpretazioni e scritture afferenti, in senso lato, alle eterne tendenze dell’uomo a fabbricarsi esseri soprannaturali di ogni tipo e natura, per spiegare fenomeni ritenuti misteriosi e, soprattutto, per esorcizzare la morte. In sintesi: non abbiamo mai censurato nessuno, e continueremo imperterriti a non farlo.
Chi scrive non si dichiara soltanto “ateo”, che è una parola che, volendo, non significa nulla ed è usata molto spesso a sproposito, soprattutto dagli atei. Io mi dichiaro antireligioso, che è tutt’altra e specifica cosa; più o meno passa tra “ateo” e “antireligioso” la stessa differenza che c’è tra “pacifista” e “antimilitarista”. Terminata questa digressione, non ho naturalmente intenzione di “dire la mia” su San Gennaro, sui santi e sui miracoli. Il fatto che io non ci creda, ed anzi li consideri delle baggianate, è indifferente. Così come non so nulla del cardinale di Santa Romana Chiesa Cattolica e Apostolica, S.E. Domenico Battaglia, detto “Mimmo”, arcivescovo metropolita di Napoli.
Non se so niente, e fino a un quarto d’ora fa non sapevo neppure che esistesse. Mi avessero chiesto: “chi è l’arcivescovo di Napoli?” avrei forse risposto: “Diego Maradona”. Non v’è niente di offensivo in questo: non conosco neppure il nome dell’arcivescovo di Firenze, né mi interessa saperlo. Debbo la sua conoscenza, o meglio la conoscenza di una cosa che ha pronunciato, esclusivamente al “Tufo” di Fanpage del 19 settembre 2026 (che, peraltro, era anche il compleanno di mio nipote Leonardo, che ieri compiva 46 anni ed al quale rivolgo i miei auguri ritardati da questa pagina). Non so se S.E. Domenico Battaglia sia un prelato "progressista", se sia "tradizionalista" o in quale posizione si riconosca all'interno della Chiesa Cattolica, e non me ne importa nulla. Premessa necessaria.
Fatto è che il cardinal Battaglia, durante l’omelia pronunciata per il miracolo di San Gennaro di quest’anno, pare abbia pronunciato le parole che formano l’oggetto di questa pagina, e che ritengo giusto e degno che siano inserite in un sito come questo, al di là di ogni cosa. Al di là delle mie credenze e convinzioni. Al di là del fatto che potrebbe anche trattarsi di una delle solite “invocazioni alla pace” in cui papi, cardinali, vescovi e prelati più o meno alti eccellono, standosene però generalmente nelle loro sontuose residenze, e persino con l’aumento dello stipendo decretato da S.S. Leone XIV, detto “Papaleone alle Crociate”. Al di là di questa e di quell’altra cosa, né dubitando della, né credendo ferreamente alla sincerità dell’Arcivescovo partenopeo. Semplicemente le riporto, e così sia, notando peraltro la simpatica ironia dovuta al fatto che tali parole contro la guerra siano state pronunciate da uno che fa "Battaglia" di cognome. Amen. Non so quanto possa essere ritenuto probabile che, per una volta, mi unisca ad un cardinale che invoca la grazia a San Gennaro. Ma facesse la grazia per davvero, un cero a Napoli glielo andrei a accendere senza esitazione. Dubito fortemente, però, che lo farà.
Presento l'estratto dell'omelia del card. Battaglia così come presentato da Fanpage. Come fosse una normale canzone e indicandone l'autore. Il titolo è però arbitrario: glielo ho dato io, in un napoletano che presumo maccheronico (il card. Battaglia, però, è calabrese di nascita). Non vi è nulla di sarcastico o denigratorio in questo: semplicemente, non sono napoletano e il napoletano non lo so. Se qualche napoletano volesse correggerlo, è il benvenuto. [Riccardo Venturi 20-9-2026]