Language   

Table d'hôte

Glenmor


Language: French


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Tour de Babel
(Glenmor)
Ils se meurent nos oiseaux
(Glenmor)


[1969]
Paroles et musique: Milig ar Skañv [Glenmor]
Testo e musica: Milig ar Skañv [Glenmor]
Nell'album intitolato “Cet amour-là...”
Testo trovato su Glenmor an distro

Cet amour-là...

Una canzone che ha quasi mezzo secolo e che pure parla di questi giorni di masse umane disperate in fuga e di altre moltitudini di uomini immobili, impauriti, ciechi, sordi, mal condotti dai loro governanti, bande di ipocriti, predatori e assassini, che hanno distribuito nel mondo guerre, misera e fame e che ora si voltano dall'altra parte o addirittura dichiarano guerra a tutti quei disperati che gridano e muoiono alle nostre porte.
Étranger amarre ici ta galère
les vivants pardonnent les morts sont amis
d'outre monde s'évident sur la terre
haines et rancoeurs les temps ont fui

Étranger demain si la bonté se fait nôtre
au terme les blés seront engrangés
le pain sera blanc à la table d'hôte
passant demeure ici pour le partager

Étranger les jeux sont faits sur la terre
les peines et les pleurs font diadème au veau d'or
d'outre ciel s'en viennent nos misères
au gris du noir chacun son sort

Étranger demain si le mal se fait nôtre
le pourpre et la gloire seront endeuillés
douleur siègera à la table d'hôte
passant demeure ici pour la partager

Étranger les croquemorts ont creusé la terre
pour arracher les dents des morts fortunés
d'outre mer se frôle à nos chaumières
l'âme des marins des naufragés

Étranger cette nuit si la peur est des nôtres
ton rire saura bien nous la faire oublier
la joie reviendra à la table d'hôte
passant demeure ici pour la réveiller

Étranger les jeux sont faits sur la terre
Étranger amarre ici ta galère
passant demeure ici par simple amitié

Contributed by Bernart Bartleby - 2017/7/14 - 12:00



Language: Italian

Versione italiana di Flavio Poltronieri

(dal volume "Koroll Ar C'hleze" - "Danza della Spada" Raccolta di testi bretoni contemporanei - Flavio Poltronieri 1985)

Caro Bernart, mi fa piacere vedere che trovi i collegamenti tra le parole di fine anni sessanta di GLENMOR e la vergognosa attualità. GLEN-MOR si era fatto Bardo di Bretagna, unendo Terra e Mare, ma attenzione perchè sottilmente la lingua bretone conferisce al vocabolo GLEN una sfumatura spirituale, vuol significare la terra come paese di transito, una terra vicina al firmamento. Per designare la terra dura e che tutti ci nutre, lassù au bout du monde utilizzano un'altra parola: Douar (quella che omaggia Stivell nel suo cd del 1998 e che curiosamente contiene proprio una canzone dedicata a Glenmor). GLENMOR BARDE dunque. I bardi hanno sempre avuto un ruolo di primo piano in tutti i tempi e niente a che vedere con i rimatori sentimentali delle provincie francesi e poi quest'uomo è lui da solo una "jacquerie", una sommossa, una sedizione: basta vederlo! Quando mi sono recato tanto tempo fa da Vouilhenn, nel comune di Maël-Carhaix, nel cuore del centro ovest della Bretagna, antica città dell'ardesia, ho provato ad immaginarmelo bambino, chierichetto di campagna.....veniva giù un sacco di pioggia quel giorno (ma è così TUTTI i giorni in Bretagna) e poi Vouilhenn vuol dire pozzanghera....
TAVOLA DELL'OSPITE

Straniero, ormeggia qui la tua galea
i vivi perdonano, i morti sono amici
dall'altro mondo si svuotano sulla terra
odi e rancori, i tempi sono fuggiti

Straniero domani se la bontà si fa nostra
al termine il grano sarà immagazzinato
il pane sarà bianco alla tavola dell'ospite
passante, resta qui per la spartizione

Straniero, i giochi sono fatti sulla terra
le pene e i pianti fanno diadema al vitello d'oro
dall'altro cielo vengono le nostre miserie
al grigio dal nero, ciascuno la sua sorte

Straniero, domani se il male si fa nostro
la porpora e la gloria saranno gettate nel lutto
dolore siederà alla tavola dell'ospite
passante, resta qui per la spartizione

Straniero, i beccamorti hanno scavato la terra
per strappare i denti dei morti fortunati
da oltre il mare sfiora le nostre capanne
l'anima dei marinai, dei naufraghi

Straniero, questa notte se la paura è dei nostri
il tuo riso saprà ben farcela dimenticare
la gioia tornerà alla tavola dell'ospite
passante, resta qui per svegliarla

Straniero, i giochi sono fatti sulla terra
Straniero, ormeggia qui la tua galea
Passante, resta qui per semplice amicizia

Contributed by Flavio Poltronieri - 2017/7/14 - 18:33


"AIUTIAMOLI A CASA LORO!", dicono ormai anche da "sinistra"...

Già, ma come fare?

Come fare se i soldi della cooperazione se li mangiano in gran parte i cooperanti?

Come fare se qualche decina di multinazionali depreda le materie prime dei paesi dei migranti, da dove loro sono costretti a scappare e dove i regimi che li governano ingrassano nella corruzione e nell'ingiustizia che le stesse multinazionali fomentano?

Come fare se la produttività agricola dell'Occidente, grazie alla meccanizzazione e ai forti incentivi, determina dumping, non competitività sui mercati dei paesi in via di sviluppo e quindi miseria, fame ed emigrazione, in un vortice vizioso inarrestabile?

SI PUO' FARE!

Il nostro Renzi ha trovato la soluzione e ci indica la strada!

Mai come sotto Renzi e i suoi amici l'Italia ha venduto tante armi nel mondo!
Nel 2016 più di 9 miliardi di Euro in armi a paesi fuori dell'Europa e della NATO, molti dei quali direttamente coinvolti in guerre e conflitti!

Ed è proprio questa la soluzione: inondiamo l'Africa e il Medio Oriente di armi come non mai, regaliamogliele le armi, e che si ammazzino tutti tra di loro!

“AIUTIAMOLI AD AMMAZZARSI A CASA LORO!”

Bernart Bartleby - 2017/7/14 - 13:36


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