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Language: Yiddish


Related Songs

Yankele nel ghetto
(KlezRoym)
רומקאָװסקי חײם
(Yankele Hershkovits [Yankele Hershkowitz] / יאַנקעלע הערשקאָװיץ)
װײַל איך בין אָ ייִדעלע
(Yankele Hershkovits [Yankele Hershkowitz] / יאַנקעלע הערשקאָװיץ)


Papirosn
1932

Innanzitutto il titolo, "Papirosn" è la forma in yiddish standard. In yiddish il plurale si forma in parecchi modi, ma "-n" è la forma normale. Alcuni altri nomi lo formano normalmente in "-en", però in pratica le due forme sono interscambiabili perché la "e" di "-en" è comunque semimuta (come in tedesco, del resto). "Papirossen" è invece la forma tedesca standard (Papirosse, pl. Papirossen).

Hermann Yablokoff (cognome russo che significa qualcosa come "della mela" -jabloko in russo), sotto il titolo in yiddish in caratteri ebraici c'è una bella....trascrizione "tedeschizzante": Schweig mein Hartz ("taci, cuore mio"; tedesco Schweig, mein Herz, trascrizione YIVO Shveyg mayn harts).
Hermann Yablokoff (cognome russo che significa qualcosa come "della mela" -jabloko in russo), sotto il titolo in yiddish in caratteri ebraici c'è una bella....trascrizione "tedeschizzante": Schweig mein Hartz ("taci, cuore mio"; tedesco Schweig, mein Herz, trascrizione YIVO Shveyg mayn harts).


La canzone Papirosn è tratta dall'omonima commedia che Yablokoff scrisse nel 1932 negli Stati Uniti.
Hermann Yablokoff (1903-1981), originario di Hrodna, oggi in Bielorussia, era emigrato negli USA nel 1924. Personaggio molto noto nel teatro yiddish americano, alla fine della guerra Yablokoff fece molte tournée in Germania, Austria ed Italia per portare conforto ai rifugiati sopravvissuti alla Shoah.
Testo trovato su Yidlid - Chansons yiddish.

La canzone parla di un bambino che vende sigarette per strada, ma nessuno gliene compra ed è quindi destinato a morire di fame.

bambini


La canzone è ambientata in una città dell'Est Europa non meglio specificata negli anni '20 e descrive quindi la miseria del primo dopoguerra ("mio padre ha perso le mani in guerra") e fu ispirata a Yablokoff dopo aver visto i bambini vendere sigarette per strada durante i pogrom di Grodno nel 1922.

Yablokoff si attribuisce anche la melodia, ma probabilmente essa deriva da una canzone popolare bulgara.

Papirosn


La canzone divenne talmente famosa anche nell'Europa dell'Est e nei ghetti e la sua melodia è talmente orecchiabile che in molti ghetti venne fatta una versione adattata alla situazione contingente:
ישׂראליק/Ysrolik canzone a se stante proveniente dal ghetto di Varsavia, ma che richiama nel tema e nel "mood" Papirosn
עס איז געװענ אַ זומער־טאָג/Es iz geven a zumer-tog adattata da Rikle Glazer che narra dello sterminio degli ebrei del ghetto di Vilna
'Di broyt farkoyferin' che narra dei bambini che muoiono di fame nel ghetto di Varsavia
'Amol a heym' dal ghetto di Sosnowiec (i cui deportati ad Auschwitz furono tra i primi ad essere uccisi con lo zyclon B)
przyzdiał נישטאָ קײן/Nishtu kayn przydziel adattata da Yankele Hershkowicz che parla delle condizioni di fame nel ghetto di Łódź.

Papirosn è divenuto anche il titolo di un film (2001) di Gaston Solnicki, la saga familiare dell'autore, un ebreo argentino.

Papirosn il film

La canzone era già presente sul sito dal 17/2/2014 in appendice a ישׂראליק/Ysrolik. Ne vengono spostate le relative traduzioni
אַ קאַלטע נאַכט אַ נעפּלדיקע פֿינצטער אומעטום
שטײט אַ ייִנגעלע פֿאַרטרױערט און קוקט זיך אַרום
פֿון רעגן שיצט אים נאָר אַ וואַנט
אַ קאָשיקל האַלט ער אין האַנט
און זײַנע אױגן בעטן יעדן שטום
איך האָב שױן ניט קײן כּוח מער אַרומצוגײן אין גאַס
הונגעריק און אָפּגעריסן פֿון דעם רעגן נאַס
איך שלעפּ אַרום זיך פֿון באַגינען
קײנער גיט נישט צו פֿאַרדינען
אַלע לאַכן מאַכן פֿון מיר שפּאַס

קופּיטיע קױפֿט זשע קױפֿט זשע פּאַפּיראָסן
טרוקענע פֿון רעגן נישט פֿאַרגאָסן
‫קױפֿט זשע ביליק בנאמנות‬
קױפֿט און האָט אױף מיר רחמנות
ראַטעוועט פֿון הונגער מיך אַצינד
קופּיטיע קױפֿט זשע שוועבעלאַך אַנטיקן
דערמיט ווערט איר אַ ‫יתומל דערקוויקן
אומזיסט מײַן שרײַען און מײַן לױפֿן
קײנער וויל בײַ מיר ניט קױפֿן
אױסגײן וועל איך מוזן ווי אַ הונט

מײַן טאַטע אין מלחמה האָט פֿאַרלױרן זײַנע הענט
מײַן מאַמע האָט די צרות מער אױסהאַלטן נישט געקענט
יונג אין קבֿר זי געטריבן
בין איך אױף דער וועלט פֿאַרבליבן
אומגליקלעך און עלנט ווי אַ שטײן
ברעקלעך קלײַב איך אױף צום עסן אױף דעם אַלטן מאַרק
אַ האַרטע באַנק איז מײַן געלעגער אין דעם קאַלטן פּאַרק
אין דערצו די פּאָליציאַנטן
שלאָגן מיך מיט שווערן קאַנטן
ס העלפֿט ניט מײַן בעטן מײַן געווײן

קופּיטיע קױפֿט זשע קױפֿט זשע פּאַפּיראָסן
טרוקענע פֿון רעגן נישט פֿאַרגאָסן
‫קױפֿט זשע ביליק בנאמנות‬
קױפֿט און האָט אױף מיר רחמנות
ראַטעוועט פֿון הונגער מיך אַצינד
קופּיטיע קױפֿט זשע שוועבעלאַך אַנטיקן
דערמיט ווערט איר אַ ‫יתומל דערקוויקן
אומזיסט מײַן שרײַען און מײַן לױפֿן
קײנער וויל בײַ מיר ניט קױפֿן
אױסגײן וועל איך מוזן ווי אַ הונט

איך האָב געהאַט אַ שוועסטערל אַ קינד פֿון דער נאַטור
מיט מיר צוזאַמען זיך געשלעפּט האָט זי אַ גאַנצן יאָר
מיט איר געווען איז מיר פֿיל גרינגער
לײַכטער ווערן פֿלעגט דער הונגער
ווען איך פֿלעג אַ קוק טאָן נאָר אױף איר
מיטאַמאָל געוואָרן איז זי שוואַך און זײער קראַנק
אױף מײַנע הענט איז זי געשטאָרבן אױף אַ גאַסן באַנק
און אַז איך האָב זי פֿאַרלױרן
האָב איך אַלץ אָנגעווױרן
זאָל דער טױט שױן קומען אױך צו מיר

קופּיטיע קױפֿט זשע קױפֿט זשע פּאַפּיראָסן
טרוקענע פֿון רעגן נישט פֿאַרגאָסן
‫קױפֿט זשע ביליק בנאמנות‬
קױפֿט און האָט אױף מיר רחמנות
ראַטעוועט פֿון הונגער מיך אַצינד
קופּיטיע קױפֿט זשע שוועבעלאַך אַנטיקן
דערמיט ווערט איר אַ ‫יתומל דערקוויקן
אומזיסט מײַן שרײַען און מײַן לױפֿן
קײנער וויל בײַ מיר ניט קױפֿן
אױסגײן וועל איך מוזן ווי אַ הונט

Contributed by Dq82 + Bernart Bartleby - 2016/8/17 - 09:47




Language: Yiddish

In Yiddish traslitterato, da Yidlid - Chansons yiddish.
Romanized Yiddish lyrics

Nota. E' stata mantenuta questa trascrizione, che è esatta e pienamente rispondente ai criteri YIVO. Il ritornello è però sempre stato riportato interamente.
PAPIROSN

A kalte nakht a nepldike fintster umetum,
shteyt a yingele fartroyert un kukt zikh arum.
Fun regn shitst im nor a vant,
a koshikl halt er in hant,
un zayne oygn betn yedn shtum.
Ikh hob shoyn nit keyn koyekh mer arumtsugeyn in gas,
hungerik un opgerisn fun dem regn nas.
Ikh shlep arum zikh fun baginen,
keyner git nisht tsu fardinen,
ale lakhn, makhn fun mir shpas.

Kupitye koyft zhe, koyft zhe papirosn,
trukene fun regn nisht fargosn
Koyft zhe, bilik benemones
koyft un hot oyf mir rakhmones,
ratevet fun hunger mikh atsind.
Kupitye koyft zhe shvebelakh antikn,
dermit vert ir a yosiml derkvikn.
Umzist mayn shrayen un mayn loyfn,
keyner vil bay mir nit koyfn,
oysgeyn vel ikh muzn vi a hunt.

Mayn tate in milkhome hot farloyrn zayne hent,
mayn mame hot di tsores mer oyshaltn nisht gekent.
Yung in keyver zi getribn,
bin ikh oyf der velt farblibn,
umgliklekh un elnt vi a shteyn.
Breklekh klayb ikh oyf tsum esn oyf dem altn mark,
a harte bank iz mayn geleger in dem kaltn park.
In dertsu di politsiantn,
shlogn mikh mit shvern kantn,
s'helft nit mayn betn, mayn geveyn.

Kupitye koyft zhe, koyft zhe papirosn,
trukene fun regn nisht fargosn
Koyft zhe, bilik benemones
koyft un hot oyf mir rakhmones,
ratevet fun hunger mikh atsind.
Kupitye koyft zhe shvebelakh antikn,
dermit vert ir a yosiml derkvikn.
Umzist mayn shrayen un mayn loyfn,
keyner vil bay mir nit koyfn,
oysgeyn vel ikh muzn vi a hunt.

Ikh hob gehat a shvesterl, a kind fun der natur,
mit mir tsuzamen zikh geshlept hot zi a gantsn yor.
Mit ir geven iz mir fil gringer,
laykhter vern flegt der hunger,
ven ikh fleg a kuk ton nor oyf ir.
Mitamol gevorn iz zi shvakh un zeyer krank,
oyf mayne hent iz zi geshtorbn oyf a gasn bank.
Un az ikh hob zi farloyrn,
hob ikh alts ongevoyrn,
zol der toyt shoyn kumen oykh tsu mir.

Kupitye koyft zhe, koyft zhe papirosn,
trukene fun regn nisht fargosn
Koyft zhe, bilik benemones
koyft un hot oyf mir rakhmones,
ratevet fun hunger mikh atsind.
Kupitye koyft zhe shvebelakh antikn,
dermit vert ir a yosiml derkvikn.
Umzist mayn shrayen un mayn loyfn,
keyner vil bay mir nit koyfn,
oysgeyn vel ikh muzn vi a hunt.

Contributed by Bernart Bartleby (originariamente 17/2/2014) - 2016/8/18 - 16:38




Language: Italian

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
19 agosto 2016 11:22

I papirosy Belomorkanal, ovvero "Canale del Mar Bianco"
I papirosy Belomorkanal, ovvero "Canale del Mar Bianco"
SIGARETTE[1]

Una fredda notte, nebbiosa, buio dappertutto,
Un ragazzo in piedi, triste, si guarda attorno.
Dalla pioggia lo protegge solo una parete,
Tiene un paniere in mano,
Ed i suoi occhi chiedono, muti, a ognuno:
Non ho più la forza di camminare per la strada,
Affamato e cencioso, fradicio di pioggia.
Vago qua e là dove capita [2] fin dall'alba [3],
Nessuno mi dà nulla da guadagnare,
Ma ridono e si prendono gioco di me.

Kupitye, [4] comprate le mie sigarette,
Asciutte dalla pioggia, non inzuppate,
Compratele dunque, sono davvero [5] poco care,
Compratele e abbiate pietà di me,
Salvatemi dalla fame ora.
Kupitye, comprate i fiammiferi, sono i migliori,
Con questo risolleverete un orfano.
Ma invano grido, invano vado su e giù, [6]
Nessuno vuole comprarmi nulla,
E io dovrò crepare come un cane.

Mio papà ha perso le mani in guerra,
La mamma non ha potuto più reggere le sventure
E giovane se n'è andata nella tomba,
Io sono rimasto solo al mondo
Infelice e solo come un sasso.
Raccolgo briciole per mangiarmele al Mercato Vecchio,
Una panchina dura è il mio giaciglio al freddo nel parco. [7]
E come non bastasse, i poliziotti
Mi pestano coi duri bordi delle loro armi,
Implorare e piangere non serve a niente.

Kupitye, comprate le mie sigarette,
Asciutte dalla pioggia, non inzuppate,
Compratele dunque, sono davvero poco care,
Compratele e abbiate pietà di me,
Salvatemi dalla fame ora.
Kupitye, comprate i fiammiferi, sono i migliori,
Con questo risolleverete un orfano.
Ma invano grido, invano vado su e giù,
Nessuno vuole comprarmi nulla,
E io dovrò crepare come un cane.

Avevo una sorellina, figlia di nessuno [8],
Insieme a me vagava per tutto il giorno.
Con lei mi andava tanto meglio,
La fame era più leggera
Quando soltanto la guardavo.
Ma di colpo si è tanto indebolita e ammalata,
È morta tra le mie braccia su una panchina per strada.
E quando l'ho perduta,
Ho perduto tutto quanto,
E che la morte arrivi anche per me.

Kupitye, comprate le mie sigarette,
Asciutte dalla pioggia, non inzuppate,
Compratele dunque, sono davvero poco care,
Compratele e abbiate pietà di me,
Salvatemi dalla fame ora.
Kupitye, comprate i fiammiferi, sono i migliori,
Con questo risolleverete un orfano.
Ma invano grido, invano vado su e giù,
Nessuno vuole comprarmi nulla,
E io dovrò crepare come un cane.
[1] papirosn: propriamente si tratterebbe delle famose sigarette "alla russa" col bocchino di carta (papirosy, in polacco credo si dica "papierosy"). Si tratta senz'altro di questo tipo di sigarette, che venivano sempre vendute sfuse e per le strade. In yiddish esiste peraltro anche sigaret, pl. sigaretn, ma si usa di più per le sigarette americane o roba del genere. Per farsi la sigaretta arrotolata, invece, ci si fa una "bibele" (o "bibule"), il "drummino" di adesso.

[2] Lett. solo “io vago attorno”, “vagabondo”.

[3] L' “alba” è in yiddish un sostantivo “plurale tantum”, “gli inizi” (baginen). Dal comune verbo germanico per “iniziare, cominciare”, in yiddish baginen che è però un arcaismo uscito dall'uso (al suo posto si usa onfangn, ted. anfangen).

[4] In modo realistico, il “comprate” del povero orfanello non è in yiddish, ma in russo (kupitye, купите), ripetuto poi in yiddish (koyft). Da notare che il verbo per “comprare” è di antichissima origine latina (cauponor “faccio compravendita”), passato poi nel germanico comune ai tempi dei primi commerci sul limes, e poi dal germanico nelle lingue slave.

[5] Espressione ebraica: “in fede, in buona fede”.

[6] Lett. “Vano il mio gridare e il mio andare qua e là” (in yiddish, come in tedesco comune, loyfn [laufen] non significa soltanto “correre” ma, genericamente, “camminare, andare”.)

[7] Lett. “giaciglio nel freddo parco”.

[8] L'espressione kind fun der natur non significa “dono della natura” (v. la traduzione francese), ma “figlio/a di nessuno”: un'orfanella come lo sventurato protagonista di questa riedizione della “Piccola Fiammiferaia”.

2016/8/19 - 11:14




Language: English

Traduzione inglese da ingeb.org
CIGARETTES

A cold night, foggy, and darkness everywhere
A boy stands sadly and looks around.
Only a wall protects him from the rain
He holds a basket in his hand
and his eyes beg everyone silently:
I don't have any strength left to walk the streets
Hungry and ragged, wet from the rain,
I shlep around from dawn.
Nobody gives me any earnings,
everyone laughs and makes fun of me

Buy my cigarettes!
Dry ones, not wet from the rain
Buy real cheap,
Buy and have pity on me.
Save me from hunger now
Buy my matches, wonderful ones, the best,
and with that you will uplift an orphan.
My screaming and my running will be for naught.
Nobody wants to buy from me-
I will have to perish like a dog.

My father lost his hands in the war
My mother couldn't bear her troubles anymore
And was driven to her grave at a young age
I was left on this earth
Unhappy and alone like a stone
I gather crumbs to eat in the old market
A hard bench in the cold park is my bed
and on top of that, the police
beat me with the edges of their swords and sticks
my pleas and my cries are of no use.

Buy my cigarettes!
Dry ones, not wet from the rain
Buy real cheap,
Buy and have pity on me.
Save me from hunger now
Buy my matches, wonderful ones, the best,
and with that you will uplift an orphan.
My screaming and my running will be for naught.
Nobody wants to buy from me-
I will have to perish like a dog.

I had a little sister, a child of nature
Together we shlepped around for an entire year.
When with her, it was much easier for me.
My hunger would become lighter
When I glanced at her
Suddenly she became weak and sick
died in my arms on a street bench
And when I lost her
I lost everything
Let death come already for me, too.

Buy my cigarettes!
Dry ones, not wet from the rain
Buy real cheap,
Buy and have pity on me.
Save me from hunger now
Buy my matches, wonderful ones, the best,
and with that you will uplift an orphan.
My screaming and my running will be for naught.
Nobody wants to buy from me-
I will have to perish like a dog.

Contributed by Dq82 - 2016/8/17 - 10:11




Language: French

Traduzione francese da Yidlid - Chansons yiddish.
CIGARETTES

Par une nuit froide, embrumée, toute sombre,
Un jeune homme triste regarde autour de lui;
Seul un mur le protège de la pluie
Il tient un petit panier dans la main
Et ses yeux implorent tout le monde en silence.
Je n’ai plus la force de marcher dans la rue,
Affamé, en haillons et trempé par la pluie.
Je me traine dès l’aube
Nul ne me donne de quoi vivre
Ils rient tous et se moquent de moi.

Achetez, achetez donc mes cigarettes
Elles sont sèches, pas mouillées par la pluie.
Achetez donc, vraiment pas cher,
Achetez et ayez pitié de moi
Sauvez moi de la faim.
Achetez, achetez donc mes précieuses allumettes
Cela fera du bien à un orphelin
Je crie et je cours en vain
Personne ne veut rien m’acheter
Je vais mourir comme un chien.

Mon père a perdu ses mains à la guerre
Et ma mère n'a pas pu supporter ses tourments
Jeune au tombeau elle se retrouva
Je suis resté dans le monde
Malheureux et seul comme une pierre.
Je ramasse des miettes pour manger, au vieux marché
Un banc dur me sert de couche dans le parc froid.
Et de plus les policiers,
Me battent avec le plat de leurs épées
Malgré mes suppliques et mes plaintes.

Achetez, achetez donc mes cigarettes
Elles sont sèches, pas mouillées par la pluie.
Achetez donc, vraiment pas cher,
Achetez et ayez pitié de moi
Sauvez moi de la faim.
Achetez, achetez donc mes précieuses allumettes
Cela fera du bien à un orphelin
Je crie et je cours en vain
Personne ne veut rien m’acheter
Je vais mourir comme un chien.

J’avais une petite sœur, un don de la nature
Ensemble nous avons traîné toute une année
Avec elle tout était plus facile pour moi,
La faim paraissait plus légère
De simplement lui jeter un regard.
Soudain, elle est devenue faible et très malade
Elle est morte dans mes bras, sur un banc, dans la rue.
Et quand je l'ai perdue,
J'ai tout perdu.
Que la mort m’emporte maintenant moi aussi.

Achetez, achetez donc mes cigarettes
Elles sont sèches, pas mouillées par la pluie.
Achetez donc, vraiment pas cher,
Achetez et ayez pitié de moi
Sauvez moi de la faim.
Achetez, achetez donc mes précieuses allumettes
Cela fera du bien à un orphelin
Je crie et je cours en vain
Personne ne veut rien m’acheter
Je vais mourir comme un chien.

Contributed by Bernart Bartleby (originariamente 17/2/2014) - 2016/8/18 - 16:42




Language: Swedish

Traduzione svedese di Lennart Kerbel (1999)
Svensk version av Lennart Kerbel (1999)

otazoj

Traduzione letterale a corredo dell'interpretazione in lingua originale di Renata Biteman e Estera Katz nell'album antologico di canzoni yiddish Ot azój! - Sånger på jiddisch, del 1998. Tutte le trascrizioni e le traduzioni svedesi nell'album sono di Lennart Kerbel.
CIGARETTER

En kall och dimmig natt, mörker överallt.
En sorgsen liten gosse ser sig om.
Hans enda skydd mot regnet är en mur.
I handen håller han en liten korg
och hans ögon ber en stilla bön:
Jag orkar inte längre gå runt gatorna,
gå runt på gatorna,
hungrig och trasig, våt av regnet.
Jag har slitit från första början,
ingen unnar mig mitt uppehälle,
och de flinar och gör narr av mig.

Köp, snälla, köp cigaretter!
Torra, inte våta av regnet.
Köp, snälla, de är så billiga.
Var barmhärtig och köp,
Så räddar ni mig från hunger.
Köp, snälla, köp prima tändstickor,
så räddar ni en föräldralös.
Förgäves springer jag runt och ropar,
men ingen vill köpa av mig.
Som en hund kommer jag att dö.

Han hade en syster, ett underbart barn.
Tillsammans med honom släpade hon sig runt ett helt år.
Med henne var livet mycket lättare,
hungern var lättare att stå ut med
när han såg henne.
Men plötsligt blev hon svag och mycket sjuk
Hon dog i mina armar på en bänk på gatan.
När jag förlorade henne,
förlorade jag allt.
Låt döden också komma till mig.

Köp, snälla, köp cigaretter!
Torra, inte våta av regnet.
Köp, snälla, de är så billiga.
Var barmhärtig och köp,
Så räddar ni mig från hunger.
Köp, snälla, köp prima tändstickor,
så räddar ni en föräldralös.
Förgäves springer jag runt och ropar,
men ingen vill köpa av mig.
Som en hund kommer jag att dö.

Contributed by Riccardo Venturi - 2017/3/12 - 05:56




Language: Yiddish

Adattamento di Rikle Glezer alle vicende del ghetto di Vilna, e all'eliminazione dei suoi abitanti nel bosco di Ponary
La canzone era già presente si reinserisce anche qui per completezza

Ebrei allineati a Ponary (Ponar, Paneriai) prima dell'esecuzione.
Ebrei allineati a Ponary (Ponar, Paneriai) prima dell'esecuzione.
עס איז געװענ אַ זומער־טאָג

עס איז געװענ אַ זומער־טאָג
װי שטענדיק זוניק־שײן,
און די נאַטור האָט דאַן געהאַט
אין זיך אזױ פֿיל חן,
עס האָבן פֿײגעלעך געזונגען,
פֿרײלעך זיך אַרומגעשפּרונגען,
אין געטאָ האָט מען אונדז געהײסן גײן.

אָך שטעלט זיך פֿאַר װאָס ס'איז פֿון אונדז געװאָרן!
פֿאַרשטאַנגן האָבן מיר: ס'איז אַלץ פֿאַרלױרן.
נישט געהאָלפֿן אונדזער בעטן,
אַז ס'זאׇל עמעצער אונדז רעטן -
פֿאַרלאָזן האָבן מיר דאָך אונדזער הײם.

געװעזן זײַנען מיר צופֿיל
באַפֿױלן האָט דער האַר
צו ברענגען ייׅדן פֿון אַרום
און שיסן אױף פּאָנאַר.

פּוסט זײַנען געװאָרן שטיבער,
אָבער פֿול דערפֿאַר די גריבער.
דער שׂונא האָט דערגרײכט וײַן גרױסן ציל.

אױף פּאָנאַר איצט זעט מען אױף די װעגן
זאַכן, היטלען דורכגענעצט פֿון רעגן,
דאָס זײַנבן זאַכן פֿון קרבנות,
פֿון די הײליקע נשמות,
די ערד האָט זײ אױף אײביק צוגעדרעקט.

און איצט איז װידער זוניק־שײן,
שמעקט פּראַכטפֿול אַלץ אַרום,
און מיר זײַנען פֿאַרפּײַניקטע
און לײַדן אַלע שטום.
אָפּגעשניטן פֿון דער װעלט,
מיט הױכע מױערן פֿאַרשטעלט.
אַ שטראַל פֿון האָפֿנונג דערװעכט זיך קױם.

Contributed by Dq82 - 2016/8/23 - 10:00




Language: Yiddish

Traslitterazione della versione di Rikle Glezer
ES IZ GEVEN A ZUMER-TOG

Es iz geven a zumer-tog
Vi shtendik zunik-sheyn,
Un di natur hot dan gehat
In zikh azoy fil kheyn,
Es hobn feygelekh gezungen,
Freylekh zikh arumgeshprungen,
In geto hot men undz geheysn geyn.

Okh shtelt zikh far vos s’iz fun undz gevorn!
Farshtanen hobn mir: s’iz alts farloyrn.
Nisht geholfn undzer betn,
Az s’zol emetser undz retn-
Farlozn hobn mir dokh undzer heym.

Gevezn zaynen mir tsufil –
Bafoyln hot der har
Tsu brengen yidn fun arum
Un shisn af Ponar.
Pust zaynen gevorn shtiber,
Ober ful derfar di griber.
Der soyne hot dergreykht zayn groysn tsil.

Af Ponar itst zet men af di vegn
Zakhn, hitlen durkhgenetst fun regn,
Dos zaynen zakhn fun karbones,
Fun di heylike neshomes,
Di erd hot zey af eybik tsugedrekt.

Un itst iz vider zunik-sheyn,
Shmekt prakhtful alts arum,
Un mir zaynen farpaynikte
Un laydn ale shtum.
Opgeshnitn fun der velt,
Mit hoykhe moyern farshtelt,
A shtral fun hofnung dervekt zikh koym.

Contributed by Dq82 - 2016/8/23 - 10:03




Language: Italian

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
3 giugno 2013
ERA UN GIORNO D'ESTATE

Era un giorno d'estate,
assolato e splendente, come sempre,
e la natura aveva in sé
una tale bellezza affascinante...
Gli uccelletti cantavano
saltando allegri di qua e di là,
e ci hanno ordinato di andare nel ghetto.

Oh, figuratevi che cosa ne è stato di noi!
Abbiamo capito: tutto era perduto.
Non servì il nostro implorare
che qualcuno ci aiutasse,
abbiamo abbandonato le nostre case.

Eravamo troppi.
Il padrone ha ordinato
di prendere gli ebrei del vicinato
e di fucilarli a Ponary.
Le case furono svuotate
e si riempirono le fosse.
Il nemico aveva raggiunto il suo grande scopo.

A Ponary ora si vedono sulle strade
cose, cappelli inzuppati dalla pioggia.
Sono gli oggetti delle vittime,
delle anime sacre
che la terra ha ricoperto per sempre.

Ora di nuovo splende il sole,
tutt'intorno c'è un magnifico profumo,
e noi siamo in preda al dolore
e soffriamo in silenzio.
Tagliati fuori dal mondo,
nascosti da alti muri,
un barlume di speranza riluce appena.

Contributed by Dq82 - 2016/8/23 - 10:04




Language: English

"Di Broyt Farkoyferin" is the story of an orphan trying to sell the black bread available in the ghetto. Sh. Sheinkinder wrote it to mirror the original. da An imaginary music program.doc
Buy from me a fresh loaf!
You don't know me, I am the pretty Itke
Buy from me a different bread,
I am Itke from Targowe,
I've been through it all.
See, my life is almost over—
Let me earn a few groshn
I've been standing here forever,
I will starve from hunger and exhaustion.

Contributed by dq82 - 2016/9/25 - 16:07




Language: Yiddish

Adattamento di Yankele Hershkowitz alla vita del ghetto di Łódź.

Nota testuale. Anche per questo testo non era reperibile in rete la versione in caratteri ebraici, che è stata quindi ricostruita dalla trascrizione “tradizionale” presente in Rete. Il testo presenta delle espressioni in polacco che, nella trascrizione suddetta, vengono rese rispettivamente con przydziel e widzial-karta: non immaginando come potessero essere rese nell'alfabeto ebraico (secondo la pronuncia [ˈpʃɨʥ̑aw]? Secondo la presupposta grafia?), si è scelto di lasciarle non trascritte nel testo in caratteri ebraici, ma inserendole nella reale forma polacca (przydział, wydział-karta). Si tratta, naturalmente, di un procedimento del tutto arbitrario che potrebbe essere però essere smentito soltanto da un testo originale reale. [RV]

Questa versione racconta della Szajnówna (qui menzionata nella grafia yiddish, Shaynuvna), che lavorava al magazzino del cibo e truffava le autorità accumulando per se le tessere del cibo dei morti (invece di trasmettere i certificati di morte alle autorità). Secondo Yaakov Flam (uno degli informatori di Gila Flam per il suo libro) l'episodio risale al 1942, quando fu scoperta e relegata ad altro incarico.
Come osservato da Krzysiek compaiono nel testo alcune parole polacche tra virgolette, facenti parte del linguaggio "burocratese" del Terzo Reich: Łódź era una città polacca sotto l'occupazione diretta tedesca. Non faceva cioè parte del Governatorato Generale del Terzo Reich, ma era annessa direttamente al Reich tedesco nel Gau del Wartheland (v. la nota di Krzysztof Wrona).



Klezroym
Yankele nel ghetto (2009)


Yankele nel ghetto


Yankele nel Ghetto è l'elaborazione originale in forma di suite delle Canzoni del Ghetto di Łódź raccolte nel libro di Gila Flam: "Singing for survival, Songs of the Łódź Ghetto,1940-45", University of Illinois Press.

L’album dei KlezRoym raccoglie e rielabora le canzoni che Gila Flam, direttrice del Dipartimento di Musica e della Fonoteca di Stato dell’Università di Gerusalemme, ha ricostruito insieme ai superstiti, intervistandoli, accogliendo i loro ricordi, riannodando liriche e note preservate nella memoria di chi le ha cantate per sopravvivere. Molte di queste canzoni erano inedite, altre erano già state eseguite in pubblico.

I KlezRoym hanno così lavorato sulle liriche e le melodie di Yankele Hershkowitz, cantore di strada, di Miriam Harel, membro di un’organizzazione giovanile, e di David Beygelman, direttore musicale del teatro della Casa della Cultura. La popolazione del ghetto di Łòdź, tra i primi a essere istituiti, e l'ultimo a essere smantellato, tenuta a lavorare per l’esercito tedesco, privata di qualsiasi rapporto con il mondo esterno, di cibo e libertà, nelle strade, presso le riunioni dei movimenti giovanili, sul lavoro, nella Casa della Cultura, ha trovato nella musica un modo per esprimersi, per eludere le censure, per mantenersi libera creando un mondo e un tempo che trascendesse e al contempo parlasse della realtà. Le canzoni, molte delle quali composte da Hershkowitz (lo Yankele cui fa riferimento il titolo dell'album), erano frutto di creazioni originali o rielaborazioni di fonti prebelliche, attingevano alla tradizione klezmer, alla cultura ebraica dell’Europa dell’Est, accogliendo le influenze della musica zigana… erano proprio per questo famigliari, con i loro testi spesso in yiddish mantenevano un legame con le tradizioni, con le abitudini che riportavano ai giorni precedenti la guerra, anche se le liriche non rinunciavano a raccontare il presente.
losthighways.it

Intro (from "װײַל איך בין אָ ייִדעלע/Vayl ikh bin a yidale")
עס איז אַ קלאָג/Es iz a klug
Yankele nel ghetto
רומקאָװסקי חײם/Rumkovski khaym
Yankele nel ghetto #2
איך פֿור אין קעלצער קאַנט/Ikh fur in keltser kant
קאַלט: אַ לידל פֿון לאָדזשער געטאָ 1945/Kalt: a lid fin lodzger getto, 1945
Sakharin finf a marek
ציגײַנערליד/Tsigayner lid
Vayl ikh bin a yidale
פּאַפּיראָסן/Papirosn/nishtu kain przydziel
Kalt #2
?װער קלאַפּט עס/Ver klapt dos azoy shpet bay nakht?
ניט קײן ראָזשינקעס, ניט קײן מאַנדלען/Nit kayn rozhinkes, nit kayn mandlen
Finale (from "Vayl ikh bin a yidale,")





La versione dei KlezRoym

נישטאָ קײן PRZYDZIAŁ

נישטאָ קײן “przydział” אױף קײן טױטנס קאַרטן
אױף רומקאָװסקי קען מען דאָך נישט װאַרטן,
ביז ער װעט אונדז עפּעס געבן
איז נישט מעגלעך דו צו לעבן,
דער “wydział-karta” האָט עס גוט געמאַכט.

די שײַנוּװנאַ איז געװעסן שװאַרץ' אַ סעקרעטאַרן
אַ דיקע דאַמע און אַ פֿעטע, הײַנט װעט זי שױן דאַרן.
געהאַט האָט זי נאָר קאַרטן פֿיר
געגעסן האָט חי אָן אַ שיעור
הײַנט האָט זי קײן קאַרטן שױן נישט מער.

נישטאָ קײן “przydział” אױף קײן טױטנס קאַרטן
אױף רומקאָװסקי קען מען דאָך נישט װאַרטן,
ביז ער װעט אונדז עפּעס געבן
איז נישט מעגלעך דו צו לעבן,
דער “wydział-karta” האָט עס גוט געמאַכט.

Contributed by Dq82 + RV - 2016/8/17 - 11:36




Language: Yiddish

1. La trascrizione in caratteri latini "tradizionale"
Romanized Yiddish lyrics
2. La trascrizione in caratteri latini del testo in Yiddish standard, secondo i criteri YIVO
Romanized Standard Yiddish lyrics according to YIVO principles

Nota. Per quanto riguarda le espressioni polacche, si veda sia la nota testuale al testo in caratteri ebraici, sia la discussione nei commenti. Da ribadire che l'unico testo realmente presente in rete è quello qui dato in trascrizione come “versione tradizionale” (n. 1): quest'ultima segue la pronuncia locale effettiva, mentre il testo in caratteri ebraici è stato ricostruito in Yiddish standard (e trascritto di conseguenza: la “versione 2” di questa sezione).
1. NISHTU KAYN PRZYDZIEL

Nishtu kayn ‘przydziel’ oyf kayn toytn’s kartn
Oyf Rumkowski ken men dokh nisht vartn,
Biz er vet indz epes geybn’
Iz nisht meglekh du tsi leybn,
Der‘widzial-karta’ hot es git gemakht.

Di Shaynuvna iz gevesn Shvarts’ a sekretarn
A dike dame und a fete, haynt vet zi shoyn darn.
Gehat hot zi nor kartn fir
Gegesn hot zi on a shir
Haynt hot zi kayn kartn shoyn nisht mer.

Nishtu kayn ‘przydziel’ oyf kayn toytn’s kartn
Oyf Rumkowski ken men dokh nisht vartn,
Biz er vet indz epes geybn’
Iz nisht meglekh du tsi leybn,
Der ‘widzial-karta’ hot es git gemakht.

2.NISHTO KAYN PRZYDZIAŁ

Nishto kayn ‘przydział’ oyf kayn toytns kartn
Oyf Rumkovski ken men dokh nisht vartn,
Biz er vet undz epes gebn
Iz nisht meglekh du tsu lebn,
Der‘wydział-karta’ hot es gut gemakht.

Di Shaynuvna iz gevesn Shvarts’ a sekretarn
A dike dame und a fete, haynt vet zi shoyn darn.
Gehat hot zi nor kartn fir
Gegesn hot zi on a shier
Haynt hot zi kayn kartn shoyn nisht mer.

Nishto kayn ‘przydział’ oyf kayn toytns kartn
Oyf Rumkovski ken men dokh nisht vartn,
Biz er vet undz epes gebn
Iz nisht meglekh du tsu lebn,
Der‘wydział-karta’ hot es gut gemakht.

Contributed by Riccardo Venturi - 2016/8/20 - 12:38




Language: Italian

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
22 agosto 2016

Secondo Singing for Survival di Gila Flam, il volume che raccoglie le canzoni nate nel ghetto di Łódź fino alla sua liquidazione nel 1944, l'episodio raccontato con la consueta amara ironia da Yankele Hershkowitz avvenne nel 1942 (v. anche l'introduzione). “La situazione descritta”, scrive la Flam, “riguardava l'assegnazione delle razioni alimentari per i lavoratori certificati (denominate in polacco przydział “quota, razione”) mediante la tessera rilasciata dall'Ufficio Razionamento del Ghetto (in polacco, wydział-karta, lett. “carta (tessera) del reparto/settore/ufficio”), presieduto evidentemente dallo Schwarz nominato nel testo (certamente un uomo dello Judenrat di Chaim Rumkowski). Tali tessere erano ovviamente assai richieste, tanto più quando un lavoratore moriva e i suoi colleghi facevano a gara per averle. [...] Ci sono pervenute parecchie storie di famiglie che nascondevano le salme dei loro cari per garantirsi la continuità delle razioni della persona morta. Yaakov Flam ricorda che l'episodio narrato nella canzone avvenne nel 1942. Secondo Flam, la protagonista, la Shaynuvna (vale a dire la Szajnówna, in grafia polacca), lavorava all'Ufficio Razionamento, dove aveva escogitato un sistema tutto suo per restare ben nutrita. Invece di consegnare alle autorità le tessere delle persone decedute, se le teneva per sé arrivando a cumularne quattro (in una versione della canzone) prima di essere scoperta. La punizione per il suo crimine “impiegatizio” fu quella di essere assegnata alla disprezzata funzione di fecalista (addetta alle fogne).
NON CI SONO RAZIONI

Non ci sono razioni sulle tessere di un morto,
Però non si può certo aspettare
Che Rumkowski ci dia qualche cosa.
Non è possibile vivere, qua,
La tessera dell'Ufficio Razionamento ha funzionato bene.

La Szajnówna è diventata la segretaria di Schwarz,
Una grassona, però oggi sta dimagrendo.
Lei si è presa quattro tessere
E ha pappato senza limiti,
Però, oggi, di tessere non ne ha più.

Non ci sono razioni sulle carte annonarie di un morto,
Però non si può certo aspettare
Che Rumkowski ci dia qualche cosa.
Non è possibile vivere, qua,
La tessera dell'Ufficio Razionamento ha funzionato bene.

2016/8/22 - 12:14




Language: English

Traduzione inglese da music and Holocaust
THERE ARE NO FOOD COUPONS

There are no food coupons for a dead person’s cards.
For Rumkowski one cannot wait,
By the time he gives us anything
We won’t stay alive.
The Main Office is very well organized.

Shaynuvna[1] was Schwartz’s secretary,
A fat and heavy lady, only now she gets skinny.
She accumulated four cards
And she ate without a limit.
Now she has no more cards.

There are no food coupons for a dead person’s cards.
For Rumkowski one cannot wait,
By the time he gives us anything
We won’t stay alive.
The Main Office is very well organized.
[1] worked in the Food Distribution Office, where she devised a self serving method of staying well-fed. Rather than hand over workers’ death certificates to the proper authorities, she kept them for herself, accumulating the rights to four other people's rations before being caught. The punishment for her 'white-collar' crime was assignment to the despised occupation of ‘fecalist’ (gutter sweeper).

Contributed by Dq82 - 2016/8/17 - 11:47


X RV questa pagina, se possibile sembra essere pure più corposa delle altre. Ci sono da caricare e cercare i testi delle versioni di 4 ghetti diversi:
http://holocaustmusic.ort.org

Tra l'altro una era già presente, è anzi una delle prime canzoni Yiddish ad essere inserite, che valga però la pena (pur lasciando la pagina originale) di inserirla anche qui?

fredman catalogue traccia di Di broyt farkoyferin

Dq82 - 2016/8/17 - 10:18


La canzone era in qualche modo già presente sulle CCG.
Si vedano i commenti ad ישׂראליק di Leyb Rozental.
Mi ricordavo del brano ma la ricerca interna non mi dava purtroppo risultati per "Papirosn" o "Papirosen" o "Papirossen".
Poi ho fatto una ricerca nei miei segnalibri, ho ritrovato questa pagina dedicata all'Yiddish Tango e da lì sono risalito alle CCG attraverso la traslitterazione in caratteri latini.

Mi sa che a Riccardo toccherà il lavoro aggiuntivo di uniformare i contributi.

Saluti

Bernart Bartleby - 2016/8/17 - 20:37


Intanto vi saluto da un paesino di 28 abitanti che si chiama S. Martino in Tremoleto, comune di Poppi (AR). Per collegarmi al sito ci ho messo un numero di minuti pari a quello degli abitanti del paesino. Però mi sono portato dietro il librone di yiddish.

Solo per la questione del titolo, per il momento: da come è stato inserito qua, sarebbe "Papirosn", ed è la forma in yiddish standard. In yiddish il plurale si forma in parecchi modi, ma "-n" è la forma normale. Alcuni altri nomi lo formano normalmente in "-en", però in pratica le due forme sono interscambiabili perché la "e" di "-en" è comunque semimuta (come in tedesco, del resto). Ad ogni modo, "Papirosn" è la forma corretta.

Saluti ancora dal paesino casentinese e a presto! Ora vo a camminà' pe' boschi.

Riccardo Venturi - 2016/8/18 - 09:46


Ciao Riccardo, quelli sono i posti della mi' mamma!
Buona camminata. Non fumare troppe papirosn.
Saluzzi

B.B. - 2016/8/18 - 13:10


Intanto lascio tutti i messaggi, probabilmente a pagina finita non avranno molto senso:
X RV ho inserito la tua spiegazione sulla doppia trascrizione (ma nel frattempo è comparsa pure la terza "Papirossen")
X BB ho accorpato le 2 introduzioni, e trasportato i testi qui mancanti.

Dq82 - 2016/8/18 - 16:36


Veramente il testo della versione dei KlezRoym contiene anche delle parole in polacco, una delle quali - "przydział" - con il significato di assegnazione dei viveri, buoni pasto- già nel titolo.
Salud

Krzysiek - 2016/8/18 - 18:07


Sono abbastanza ignorante in materia, come sai il nostro linguista è Riccardo, ma credo che sia abbastanza normale che vi siano termini polacchi.
Dalla Treccani: Lingua di fusione (shmeltssprakh), lo y. nel corso della sua evoluzione ha assimilato e trasformato in modo originale elementi germanici, ebraico-aramaici, slavi, romanzi.

Dq82 - 2016/8/18 - 19:45


Visto che anche nel testo riportato qui sopra detti termini sono messi fra le parentesi, non credo che si tratti di parole provvienienti dallo yiddish. È il "burocratese" del Terzo Reich, credo, stiamo a Łódź, una città polacca sotto l'occupazione tedesca.
Saluti

Krzysiek - 2016/8/18 - 21:08


O più precisamente Governatorato Generale del Terzo Reich

1280px-Reichsadler der Deutsches Reich 281933E28093194529.svg



Inventato da un austriaco ispirato da un italiano. Tutto qua.
Pace

krzyś - 2016/8/19 - 04:34


Prima di tutto, vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questa pagina, stavolta risparmiandomi un bel po' di lavoro. Così è veramente un bel...lavoro di squadra (shosholoza, shosholoza :-P)!

Come forse qualcuno avrà notato, nell'immagine allegata all'introduzione (quella con l'immagine di Herman Yablokoff, per inciso cognome russo che significa qualcosa come "della mela" -jabloko in russo), sotto il titolo in yiddish in caratteri ebraici c'è una bella....trascrizione "tedeschizzante", come la chiamo sempre: Schweig mein Hartz ("taci, cuore mio"; tedesco Schweig, mein Herz, trascrizione YIVO Shveyg mayn harts). Logico quindi che la canzone sia stata trascritta come "Papirossen": è la forma tedesca standard (Papirosse, pl. Papirossen).

Sull'altra questione, ovvero quella delle parole polacche, ha pienamente ragione Krzyisiek: si tratta del linguaggio burocratico polacco del Governatorato Generale che veniva, per forza di cose, riprodotto in yiddish.

Ancora sui papirosn: propriamente si tratterebbe delle famose sigarette "alla russa" col bocchino di carta (papirosy, in polacco credo si dica "papierosy"). Si tratta senz'altro di questo tipo di sigarette, che venivano sempre vendute sfuse e per le strade. In yiddish esiste peraltro anche sigaret, pl. sigaretn, ma si usa di più per le sigarette americane o roba del genere. Per farsi la sigaretta arrotolata, invece, ci si fa una "bibele" (o "bibule"), il "drummino" di adesso.

Riccardo Venturi - 2016/8/19 - 10:06


Per BB: La tu' mamma è di origine casentinese? Ma senti te! Comunque, sono passato decisamente ai "drummini", e sembra che vada tutto bene se sono riuscito a salire pure in cima alla torre del castello di Poppi. Saludos!

Riccardo Venturi - 2016/8/19 - 12:03


Ci siamo riusciti a raccattare un bel po' di inesattezze costruendo insieme questa pagina. Un bel lavoro di squadra :)
Ma la più grossa sparai proprio io, credo : P
At donque, allor:

- Łódź, in tedesco odierno Lodz, nel primo periodo dell' occupazione tedesca, cioè 1939–1940 veniva denominata Lodsch, per diventare negli anni 1940–1945 la città di Litzmannstadt. Dopo il 1945 è tornata ad essere chiamata di nuovo con suo nome polacco.
Nei tempi del secondo conflitto mondiale 1939-1945 faceva sì la parte del Terzo Reich di Hitler, ritrovandosi più precisamente nella nuova regione dello stato tedesco d'allora, chiamata Reichsgau Wartheland - dal fiume Warta, in tedesco Warthe, avendo peraltro una certa autonomia come città, MA NON stava MAI nei confini del Governatorato Generale.
Chiedo venia, perché lo dovrei controlare prima di scrivere i commenti a casaccio. Comunque, chi governava allora queste terre erano i tedeschi e questo in primis volevo ricordare.

- c'è un errore nella numerazione delle note nella traduzione riccardiana del canto originario (la 3 saltata).

- si notino le incongruenze nell'ortografia dei cognomi ebraici. Da polacco opterei per Rumkowski (invece di Rumkovski), anzi, scriverei piuttosto Szajnówna che Shaynuvna visto che, essiste tuttora il cognome Szajna in Polonia ed era d'uso mettere alle figlie non sposate, nubili, la forma del cognome contenete suffisso "ówna". Se si trattasse della moglie di Szajna, allora il cognome della donna suonerebbe Szajnowa (con apposito suffisso "owa"). Ma fu guerra, questa era gente semplice in fondo, chissà come si firmavano. Non parlando poi quante volte dovevano cambiare cognome tra gli anni 30 e 70 del secolo scorso. Un esempio più banale: il cognome Apfelbaum spesso diventava Jabłoński nel giro di pochi giorni :)

- nel secondo testo ho segnalato la scittura essatta della parola "przydział", ma l'espressione "widzial-karta" la spiegerei piuttosto come "wydział-karta", dal sostantivo "wydział", cioè "reparto", "sezione", "dipartimento" delle tessere.

- non sono riuscito trovare nella rete niente che confermasse il pogrom di Grodno (Hrodna) negli anni 1918-1922. C'è una testimonianza incerta che parla di una rissa fra un marinaio polacco e un ebreo di luogo per una ragazza, durante la quale l'uomo del mare avrebbe rimesso la pella. Di seguito sono scoppiati i tafferugli tra la comunità ebraica (non poca, circa 37 per cento degli abitanti) e quella polacca. Sono invece documentati meglio i pogrom avenuti durante la guerra polacco-bolscevica (1918-1920), quelli di Lwów, Pińsk e Wilno. Nessuno gli neghi e in più danno l'idea della tensione generale che si creò allora nelle regioni confinanti con giovane stato polacco. Bastava una scintilla per provocare la strage.

- per concludere, lo so che il film proposto da me non c'entra praticamente nulla con le canzoni in merito, ma è un film importante che riesca a distanza di anni dare qualche l'idea come fosse la vita contadina dell'Est Europa al inizio del secolo scorso. Fa ricordare poi il destino di una minoranza degli Hutsuli o Hutzuli. Erano le terre dove per secoli le diverse etnie: polacchi, ucraini, belorussi, russi, ebrei, tedeschi e l'altri esistevano in un equilibrio pressoché accettabile.

E lo so, mi so' dilungato...
Salud

Krzysiek - 2016/8/22 - 20:46


Infatti, Krzysiek, il "lavoro di squadra" qua consiste quasi sempre nel sostituire alle inesattezze e alle imprecisioni di qualche libro (scritto perlopiù in inglese) le nostre inesattezze e imprecisioni (scritte perlopiù in italiano, ma non di rado anche in altre lingue); solo che, via via, tali inesattezze e imprecisioni hanno, fortunatamente, la possibilità di essere emendate in modo da raggiungere un livello decente di correttezza. Naturalmente, nella pagina ho accolto tutte le tue osservazioni e ho fatto le opportune modifiche; in particolare, è vero che scrivere "Rumkovski" nella traduzione era un'incongruenza "dettata" dalle oramai famigerate trascrizioni dallo yiddish. Ovviamente, penso che ogni pagina del genere non possa basarsi che su questo modo di procedere. Szalom alejchem!

Riccardo Venturi - 2016/8/23 - 04:15


Un po' di materiale trovato in giro sulla rete da integrare:

Popular song written by Herman Yablokoff (1903-1981). In his memoirs ... Yablokoff recounts the history and popularity of the song. In 1922, he witnessed the misery of lonely orphans who were struggling to survive. It reminded him of the German occupation of Grodno during World War I, when he as a child peddled cigarettes. When he came to the United States, he conducted a radio program on WEVD and, in 1932, introduced part of the song 'Papirosn' at the end of a program... Yablokoff was invited to sing the song on other radio stations and thousands of copies of the song sheet were printed. The song became very popular in Europe as well. Part of the melody was incorporated into a song 'Nemile' by Leib Neidus. "During the Holocaust, the words and music were adapted for two ghetto songs, one by Rikle Glezer, 'Es iz geven a zumertog'... The other ghetto song using this melody is 'Di broyt-farkoyferin'... Both songs were published by S. Kaczerginski in 1948. Gold Jacobson... indicates that the melody was sung to a Russian song: 'Po Kartotshnoy sisteme'... Professor Robert A. Rothstein cites a Bulgarian song with a very similar melody: 'Az
sim dosho khubevetsa'. Also Sarah Benjamin sings a Russian song 'U nas rossiya Matushki' with the same melody."
(Da Questa pagina)

Dq82 - 2016/8/23 - 10:23


Il zio Wiki polacco dice che qualche pogrom di abitanti ebrei di Grodno aveva luogo nel 1920 da parte dell'armata polacca che dopo aver preso il controllo della città nel 1919 cacciando i tedeschi doveva ritirarsi temporaneamente a causa dell'offensiva bolscevica. Dopo le 10 settimane i polacchi hanno ripreso la città che fino 1939 è rimasta nei confini della repubblica polacca di Piłsudski. Non è citato il numero dlle vittime. Ma le cose sono succese. E ripeto, sono le informazioni riportate sulla Wikipedia polacca, mica questa isrealiana.
Ciuz

Krzysiek - 2016/8/23 - 22:37


È impressionante come la storia di vita di Herman Yablokoff sia ricalcata nel romanzo di Joseph Roth "Giobbe" che, ho appena finito di leggere. Un bel romanzo comunque, ve lo raccomando, odiosi :)

Krzysiek - 2016/9/9 - 06:01


Pare che c'era una controversia per questa musica fra Herman Yablokoff & "niente popo' di meno" che Nat King Cole :)
Come tirchi 'sti artisti, tipo Paolo Conte dell'epoca :D si veda en.wikipedia

Vi ricordo soltanto questo
anche se io personalmente non sento 'sto grande peccato, ma so stonato :)
Come si sa

krzyś - 2016/9/11 - 04:36



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