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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

Hans Leip
Language: German

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Testo di Hans Leip [1915]
Musica di Norbert Schultze [1937]
Incisione originale di Lale Andersen:
Electrola EG 6993, 2 agosto 1939
Lili Marleen (Lied eines jungen Wachtpostens)
Altre incisioni: Marlene Dietrich, Willy Fritsch, Heyn Quartett; in inglese, da Anne Shelton, Vera Lynn e (in America) da Bing Crosby e Perry Como. L'originale tedesco è stato interpretato anche dal coro della VI. Panzergrenadierdivision (VI. Divisione Corazzata).
La "Versione per gli U-Boot"

Lyrics by Hans Leip [1915]
Music by Norbert Schultze [1937]
First recording by Lale Andersen:
Electrola EG 6993, August 2, 1939
Lili Marleen (Lied eines jungen Wachtpostens)
Other recordings: Marlene Dietrich, Willy Fritsch, Heyn Quartett; in English, by Ann Shelton, Vera Lynn and, in the US, Bing Crosby and Perry Como. The German original has been also interpreted by the choir of the VI Panzergrenadierdivision.
The "U-Boot Version"

Worte von Hans Leip [1915]
Musik von Norbert Schultze [1937]
Originalauffassung von Lale Andersen:
Electrola EG 6993, 2. August 1939
Lili Marleen (Lied eines jungen Wachtpostens)
Andere Auffassungen: Marlene Dietrich, Willy Fritsch, Heyn Quartetto; auf Englisch, von Anne Shelton, Vera Lynn und (in den Vereinigten Staaten) von Bing Crosby und Perry Como. Die deutsche Originalauffassung wurde auch vom Chorus der VI. Panzergrenadierdivision aufgefasst.
Die "U-Bootversion"

Hans Leip, dalla copertina di una sua biografia. Hans Leip, from the cover of a biographic book.
Hans Leip, dalla copertina di una sua biografia. Hans Leip, from the cover of a biographic book.


INDICE RAPIDO DELLE VERSIONI DISPONIBILI [26 lingue finora]
QUICK INDEX OF VERSIONS AVAILABLE [26 languages up to now]

Versione degli U-Boot (Tedesco) - Italiano 1Italiano 2 (Nino Rastelli-Lina Termini)Italiano 3 - Italiano 4 - Italiano 5 - Italiano 6 - Italian 7 - Inglese 1 (J.J.Phillips/T.Connor-Anne Shelton/Vera Lynn)Inglese 2 (Marlene Dietrich)Inglese 3Inglese 4 (Perry Como) - Inglese 5 (Lale Andersen) - Inglese 6 (The Ballad Of The D-Day Dodgers, Parodia) - Bretone (Jakez Konan) - Bulgaro 1 (Iva Vanja) - Bulgaro 2 - Ceco - Cinese - Croato 1 - Croato 2 - DaneseEsperantoEstone 1Estone 2 - FinlandeseGiapponese - Greco - Francese - Islandese - Latino 1Latino 2 - Lettone - NeerlandesePolaccoPortogheseRusso 1 (Josif Brodskij)Russo 2 - Russian 3 - Serbo (Kirilica) - Serbo (Latinica) - SlovenoSpagnolo 1Spagnolo 2Spagnolo 3 - SvedeseTedesco (Parodia)Triestino (Parodia) - Ungherese

U-Boot Version (German) - Italian 1Italian 2 (Nino Rastelli-Lina Termini)Italian 3Italian 4 - Italian 5 - Italian 6 - Italian 7 - English 1 (J.J.Phillips/T.Connor-Anne Shelton/Vera Lynn)English 2 (Marlene Dietrich)English 3English 4 (Perry Como) - English 5 (Lale Andersen) - English 6 (The Ballad Of The D-Day Dodgers, a parody) - Bulgarian 1 (Iva Vanya) - Breton (Jakez Konan) - Bulgarian 2 - Chinese - Croatian 1 - Croatian 2 - Czech - DanishDutchEsperantoEstonian 1Estonian 2 - FinnishFrenchGerman (Parody)Greek - Icelandic - Japanese - Latin 1Latin 2 - Latvian -PolishPortugueseRussian 1 (Josif Brodskij)Russian 2 - Russian 3 - Serbian (Kirilica) - Serbian (Latinica) - SlovenianSpanish 1Spanish 2Spanish 3 - SwedishTrieste dialect (Parody) - Hungarian.



Il disco Electrola con l'incisione originale di Lili Marleen da parte di Lale Andersen (2 agosto 1939). The Electrola plate containing the original recording of the song by Lale Andersen (August 2, 1939)
Il disco Electrola con l'incisione originale di Lili Marleen da parte di Lale Andersen (2 agosto 1939). The Electrola plate containing the original recording of the song by Lale Andersen (August 2, 1939)


LILI MARLEEN: STORIA DI UNA CANZONE UNIVERSALE

Notenheft Lili Marleen, 1940 Haus der Geschichte, Bonn
Notenheft Lili Marleen, 1940 Haus der Geschichte, Bonn


A volte capita di accorgersi di non aver inserito nella nostra raccolta di Canzoni contro la guerra una canzone fondamentale come questa. Rimediamo con colpevolissimo ritardo, inserendola tra le "Canzoni Fondamentali".


"Lili Marleen" è stata la canzone preferita dai soldati di fanteria tutto il mondo durante la II guerra mondiale: praticamente ne fu l'inno non ufficiale. Una canzone tedesca scritta da un giovane soldato amburghese con velleità poetiche e musicata da un musicista compromesso con il nazismo, che però travalicò presto i confini della Germania e fu adottata da tutti i ragazzi che andavano a morire a decine di migliaia, pensando magari alla loro "Lili" lasciata chissà dove. Strane storie hanno a volte, le canzoni. Strane e imprevedibili.

Il testo originale proviene, come detto da un poemetto scritto da un soldato tedesco, Hans Leip, intitolato "La canzone di una giovane sentinella", poco prima di recarsi al fronte nei Carpazi nel 1915. Il nome "Lili Marleen" proviene da quello della sua ragazza (figlia di un ortolano) combinato con quello di una giovane infermiera, Marleen, che sembra invece essere stata la ragazza di un commilitone.(*)

Il poema di Hans Leip, sebbene di carattere decisamente antibellico, fu pubblicato in una collana di poesie patriottiche nel 1937; ben presto la parte su Lili Marleen (anch'essa, in sé, blandamente antibellica) attirò l'attenzione del musicista Norbert Schultze (nato nel 1911 a Braunschweig e morto il 17 ottobre 2002), che lo musicò immediatamente dopo. Schultze era già ricco e famoso prima del successo enorme della canzone della "ragazza sotto il fanale" che attendeva il fidanzato vicino alla garitta. Le sue opere, marce e melodie di stampo militaresco e propagandistico, hanno titoli inequivocabili che sarebbe forse meglio tralasciare in una raccolta di canzoni contro la guerra, del tipo "Bomben auf England". Nel 1945 gli alleati gli ordinarono di smettere di comporre, ma nel 1948 Schultze era già di nuovo in attività.
Lale Andersen
Lale Andersen

Questa canzone ha comunque una storia assai accidentata. Il potentissimo ministro della propaganda e dell'informazione del III Reich, il tristemente noto dottor Goebbels, non la amava affatto. Voleva una marcia militare. La cantante Lale Andersen (pseudonimo di Eulalia Lieselotte Bunnenberg, nata nel 1905 a Bremerhaven e morta nel 1972 a Vienna) non intendeva cantarla; ma poco prima dello scoppio della guerra si convinse.

La canzone vendette all'inizio pochissimo, solo 700 copie, finché una radio militare tedesca non iniziò a trasmetterla, nel 1941, alle forze impegnate in Africa (l' "Afrika Korps" del maresciallo Rommel).

I comandi tedeschi si accorsero ben presto di cosa stava scoppiando loro tra le mani, con quella canzone che ricordava ai soldati un amore lasciato a casa invece dell'ardore guerriero. Una canzone "disfattista", insomma; i soldati la cantavano con le lacrime agli occhi mentre andavano a crepare per la grandezza del Reich. "Lili Marleen" fu quindi ovviamente proibita, il che contribuì non poco ad accrescerne la sua popolarità, che stava già diventando enorme.

Dopo l'occupazione tedesca della Jugoslavia, nel 1941, a Belgrado fu impiantata una stazione radiofonica per trasmettere notizie alle forze di aviazione e all'Afrika Korps. La stazione si chiamava "Soldatensender Belgrad" Il tenente Karl-Heinz Reintgen, direttore della SSB, aveva un amico nell'Afrika Korps cui la canzone, nonostante il suo divieto ufficiale, era piaciuta parecchio, e che chiese all'emittente di trasmetterla; e Reintgen, eludendo a suo rischio e pericolo il divieto (il che non era cosa da poco!), accettò e la fece trasmettere per la prima volta il 18 agosto 1941. Qui accadde il secondo miracolo, perché la canzone piacque nientemeno che al maresciallo Erwin Rommel in persona, che chiese a Reintgen di inserirla nel programma musicale fisso della stazione radiofonica, contro il parere di Goebbels e anche di Hitler stesso. La canzone divenne ben presto addirittura la sigla di chiusura delle trasmissioni dell'emittente, che terminavano alle 9 e 55 della sera.

Da allora niente poté più arrestare il cammino della canzone. Fu captata ed ascoltata dalle forze Alleate, e Lili Marleen divenne la canzone più nota e preferita dei soldati di entrambi gli schieramenti, che la cantavano in tedesco o nella propria lingua. Una canzone, insomma, che riuscì a unire migliaia di persone che stavano combattendosi accanitamente. Una canzone universale di fratellanza di soldati che condividevano lo stesso terribile destino.

La popolarità immensa della versione tedesca provocò un'affrettata traduzione in inglese, probabilmente quando un editore britannico di canzoni, John Jordan Phillips, rimproverò a un gruppo di soldati inglesi di cantarla nella lingua del "nemico". Un soldato, assai arrabbiato, gli replicò a muso duro: "E perché non ci scrive le parole in inglese?" Fu quindi preparata una migliore versione assieme a un paroliere inglese, Tommie Connor, nel 1944, interpretata dalla cantante Anne Sheldon e che polverizzò ogni record di vendite. La canzone, trasmessa giornalmente anche dalla BBC (nella versione di Vera Lynn), fu adottata prima dell'Ottava Armata britannica, e poi anche dalle forze Americane in Europa.

Era cantata negli ospedali militari e trasmessa da enormi altoparlanti, assieme a notizie di propaganda; era cantata per le strade. Era cantata al fronte, da entrambe le linee.

Fu presto tradotta e interpretata nella lingua originale e in inglese anche dall'esule tedesca Marlene Dietrich, che la portò in tutto il mondo al seguito delle truppe Alleate (in Nordafrica, in Sicilia, in Alaska, in Groenlandia, in Islanda e in Inghilterra). La versione americana di Marlene Dietrich, interpretata anche da un coro anonimo, nel 1944, scalò i record di vendita in pochi mesi, ripetendo l'exploit decine di anni dopo (non a caso nel 1968, quando divenne anche una "protest song"). Nel 1981 riuscì a restare a lungo nella hit parade tedesca, e nel 1986 addirittura in quella giapponese.
Ovvero in tutti i paesi più colpiti dalla tragedia della II guerra mondiale.

La canzone è stata tradotta in 48 lingue.
Tra queste il francese, il russo, l'italiano e l'ebraico. La versione croata sembra essere stata una delle canzoni preferite dal maresciallo Tito.

"Lili Marleen" è probabilmente la più celebre canzone nella guerra, ed intrinsecamente contro la guerra, di tutti i tempi. Il tema del soldato che pensa al suo amore è universale. Lale Andersen spiegò il suo successo planetario con queste significative parole: "Il vento può forse spiegare perché diventa una tempesta?"

(Il testo dell'introduzione in italiano è una rielaborazione e integrazione di Riccardo Venturi dei testi inglesi e tedeschi ripresi dalla "Pagina ufficiale di Lili Marleen")

25 marzo 2005
Il monumento a Lili Marleen sull'isola tedesca di Langeoog. La
Il monumento a Lili Marleen sull'isola tedesca di Langeoog. La "ragazza sotto il fanale" ha il volto di Lale Andersen.
LILI MARLENE: STORY OF A UNIVERSAL SONG

Surely the favourite song of soldiers during World War II, Lili Marleen became the unofficial anthem of the foot soldiers of both forces in the war.

Original German lyrics from a poem The Song of a Young Sentry by World War I German soldier, Hans Leip *22.9.1893 in Hamburg, †6.6.1983 in Fruthwilen, near Frauenfeld (Thurgau), Switzerland who wrote these verses before going to the Russian front in 1915, combining the name of his girlfriend, Lili (the daughter of a grocer), with that of a friend's girlfriend or by a wave given to Leip, while he was on sentry duty, by a young nurse named "Marleen" as she disappeared into the evening fog.

His poem was later published in a collection of his poetry in 1937.

The poems caught the attention of Norbert Schultze (born 1911 in Braunschweig, died 17.10.2002), who set this poem to music in 1938.

Schulze was already rich and famous before the success of The Girl under the Lantern, who awaited her lover by the barrack gate. His operas, film scores, marches and tunes for politically inspired lyrics were successful. In 1945 the Allies told Schultze to forget about composing but he got back to it in 1948.

The tune had a rocky road. The propaganda secretary of the Nationalist-Socialist party, Joseph Goebbels didn't like the song, he wanted a march. Lale Andersen didn't want to sing it and the DJ who was supposed to get it on the charts also gave it two thumbs down.

Recorded just before the war by Lale Andersen (Eulalia Bunnenberg), the song sold just 700 copies, until German Forces Radio began broadcasting it to the Afrika Korps in 1941.

The songs was immediately banned in Germany, for its portentous character, which did nothing to slow its spread in popularity.

After the German occupation of Yugoslavia, a radio station was established in Belgrade and beamed news, and all the propaganda fit to air, to the Africa Corps. Lieutenant Karl-Heinz Reintgen, the director of Radio Belgrade had a friend in the Africa Corps who had liked the tune. He aired Lale Anderson's version for the first time on 18. August 1941. General Feldmarschall Rommel liked the song and asked Radio Belgrade to incorporate the song into their broadcasts, which they did. The song soon became the signature of the broadcast and was played at 9:55 pm, just before sign-off.

After the song was broadcast there was no holding it back. The Allies listened to it and Lili Marleen became the favourite tune of soldiers on both sides, regardless of language.

The immense popularity of the German version spawned a hurried English version, supposedly when a British song publisher named J.J. Phillips reprimanded a group of British soldiers for singing the verses - in German. One irate soldier shouted back : "why don't you write us some English words?". Phillips and a British songwriter Tommie Connor soon had an English version in 1944. Anne Sheldon's English hit record started the songs popularity with the Allied countries. Vera Lynn sang it over the BBC to the Allied troops. The British Eighth Army adopted the song.

It was sung in military hospitals and blasted over huge speakers, along with propaganda nuggets, across the frontlines, in both directions.

Marlene Dietrich featured The Girl under the Lantern in public appearances, on radio and "three long years in North-Africa, Sicily, Italy, in Alaska, Greenland, Iceland, in England," as she later recalled.

An RCA US recording, by an anonymous chorus in June, made it to No. 13 in 1944. It hit the US charts again in 1968, the German charts again in 1981 and the Japanese charts in 1986.

The song is said to have been translated into more than 48 languages, including French, Russian and Italian and Hebrew. Tito in Yuogoslavia greatly enjoyed the song.

Lili Marlene is easily the most popular war song ever. Its theme of dreaming for one's lover is universal. Why is the song so popular? The last word goes to Lale Anderson : "Can the wind explain why it became a storm?"
LILI MARLEEN: GESCHICHTE EINES UNIVERSELLEN LIEDES

Es war bestimmt das Lieblingslied aller Soldaten des Zweiten Weltkriegs. Lili Marleen wurde die inoffizielle Hymne der Soldaten an sämtlichen Fronten.

Der Urtext dieses Liedes, "das Lied eines jungen Soldaten auf der Wacht" stammt von Hans Leip, einem deutschen Soldaten des ersten Weltkriegs. Hans Leip ist am 22. 09. 1893 in Hamburg geboren und starb am 6. 06. 1983 in Fruthwilen, bei Frauenfeld (Thurgau), Schweiz. Er schrieb diese Strophen 1915 vor seiner Abfahrt an die russische Front. Dabei kombinierte er den Namen seiner Freundin Lili (Tochter seines Lebensmittelhändlers), mit jenem der Freundin eines seiner Freunde. Es besteht auch die Möglichkeit, daß er sich von Marleen, einer jungen Krankenschwester, die, als er Wache schob, an ihm vorbeiging und langsam im Abendnebel verschwand, inspirieren ließ.

Dieses Gedicht wurde später in seiner Poesiesammlung 1937 veröffentlicht.

Norbert Schultze (1911 in Braunschweig geboren, starb 17.10.2002) wurde auf dieses Gedicht aufmerksam und er vertonte es 1938.

Schultze war bereits vor seiner Vertonung des "Mädchens unter der Laterne, die ihren Geliebten vor dem Kasernentor erwartet" ein bekannter Komponist. Seine Opern, Filmsätze und Melodien für politisch inspirierte Liedtexte waren erfolgreich. 1945 untersagten ihm die Alliierten weitere Arbeiten. 1948 fing er jedoch wieder zu texten und komponieren an.

Der Weg zum Weltruhm, für Lili Marleen, war aber steinig. Joseph Goebbels wollte einen Marsch daraus machen, Lale Andersen wollte es zuerst gar nicht singen und der Unterhaltungssender, für welchen Schultze das Lied vertonte, wollte es nicht spielen.

Kurz vor dem Krieg machte Lale Andersen (Eulalia Bunnenberg, geb. 23.03. 1905 in Lehe/Bremerhaven, gest. 29. 08. 1972 in Wien) eine Aufnahme dieses Liedes, verkaufte aber nur 700 Kopien. 1941 strahlte jedoch das deutsche Heer die "Lili Marleen" bis zum Afrika-Korps aus und bewirkte damit den Durchbruch.

Im Großdeutschen Reich wurde das Lied alsbald wegen seines "unheilvollen Charakters" verboten - jedoch hinderte das nicht seine Verbreitung.

Nach der deutschen Besetzung von Jugoslawien wurde in Belgrad ein Nachrichtensender erstellt, der natürlich auch Propaganda bis zum Afrika-Korps senden sollte. Leutnant Karl-Heinz Reintgen, der Direktor von Radio Belgrad, hatte einen Freund im Afrika-Korps, dem diese Melodie sehr gefiel. Am 18. August 1941 übertrug er die Lale-Andersen-Version zum ersten Mal. Auch Feldmarschall Rommel gefiel dieses Lied, und er bat Radio Belgrad, es in die Sendungen zu integrieren. Was dann auch geschah. Es wurde bald zur Erkennungsmelodie dieses Senders und um 21:55, kurz vor Sendeschluß, ausgestrahlt

Dieses Lied ward nicht mehr zu bremsen sobald es irgendwo bekannt wurde. Auch die Alliierten hörten mit, und die Lili Marleen wurde somit die Lieblingsmelodie aller Soldaten gleich welcher Nationalität und Sprache.

Die große Popularität dieser deutschen Version hatte eine schnelle englische Version zur Folge, weil angeblich ein britischer Liederverleger, namens J.J. Phillips eine Gruppe britischer Soldaten dafür tadelte, daß sie dieses Lied in deutscher Sprache sangen. Ein zorniger Soldat schrie zurück: "Und warum schreiben sie uns keinen englischen Text dazu?"

1944 brachten dann Phillips und der britische Texter Tommie Connor die englische Version dieses berühmten Liedes. In allen alliierten Ländern wurde das Lied, durch Anne Sheldons englische Aufnahme (London), sehr berühmt. Vera Lynn sang es über die BBC zu den alliierten Truppen. Auch die britische 8. Armee adoptierte dieses Lied.

Es wurde sowohl in den Lazaretten gesungen, wie auch anhand von Riesenlautsprechern, zusammen mit Propagandamaterial, über die Fronten in alle Richtungen geballert.

Marlene Dietrich brachte "Das Mädchen unter der Laterne" per Radio an die Öffentlichkeit und "für drei lange Jahre in Nordafrika, Sizilien, Italien, Alaska, Grönland, Island und England" wie sie später erläuterte.

Eine RCA- Aufnahme im Juni in den USA, von einem anonymen Chor gesungen, brachte die Lili Marleen auf Rang 13 der Schlagerparade der USA von 1944. Danach erschien es wieder 1968 in der US Schlagerparade, 1981 in der deutschen Schlagerparade und 1986 in der japanischen Schagerparade.

Es wird behauptet, daß dieses Lied in mehr als 48 Sprachen übersetzt worden ist: u. A. ins Französische, ins Russische, ins Italienische und Hebräische. In Jugoslawien genoß auch Tito dieses Lied sehr.

Lili Marleen ist ganz gewiß das populärste Kriegslied aller Zeiten. Das Thema von der Sehnsucht nach dem Liebhaber ist weltumspannend. Weshalb ist dieses Lied so populär?

Das letzte Wort hierzu überlassen wir Lale Andersen selbst: "Kann denn der Wind erklären, warum er zum Sturm wurde?"


Vor der Kaserne
Vor dem großen Tor
Stand eine Laterne
Und steht sie noch davor
So woll'n wir uns da wieder seh'n
Bei der Laterne wollen wir steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.

Unsere beide Schatten
Sah'n wie einer aus
Daß wir so lieb uns hatten
Das sah man gleich daraus
Und alle Leute soll'n es seh'n
Wenn wir bei der Laterne steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.

Schon rief der Posten,
Sie blasen Zapfenstreich
Das kann drei Tage kosten
Kam'rad, ich komm sogleich
Da sagten wir auf Wiedersehen
Wie gerne wollt ich mit dir geh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.

Deine Schritte kennt sie,
Deinen zieren Gang
Alle Abend brennt sie,
Doch mich vergaß sie lang
Und sollte mir ein Leids gescheh'n
Wer wird bei der Laterne stehen
Mit dir Lili Marleen,
Mit dir Lili Marleen?

Aus dem stillen Raume,
Aus der Erde Grund
Hebt mich wie im Traume
Dein verliebter Mund
Wenn sich die späten Nebel drehn
Werd' ich bei der Laterne steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:11


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Language: German

LA "VERSIONE DEGLI U-BOOT" / THE "U-BOOT VERSION"

La versione appositamente composta per la flotta di sottomarini (i famosi U-Boot) durante la Seconda Guerra Mondiale
The "German U-Boot Version" specially composed for the submarine fleet during WW2.
Versión alemana compuesta para la flota de submarinos durante la Segunda Guerra Mundial.

Da / From uboat.net

LILI MARLEEN
U-BOOT FASSUNG

Auf dem Atlantik, auf dem weiten Meer,
schwimmet unser U-Boot so langsam hin und her,
und wenn wir denn auf Tiefe gehn,
so hab´n wir meistens 'was gesehn,
wie bei dir, Lili Marleen
wie bei dir, Lili Marleen

Plötzlich ruft der Posten:
"Rauchfahne voraus!"
Das kann drei Aale kosten und macht uns gar nichts aus,
denn sollten sie daneben gehn,
kann uns daraus kein Leid entstehn,
wie bei dir, Lili Marleen
wie bei dir, Lili Marleen

Wenn die Spanten krachen, und das Licht geht aus
und wir sacken tiefer, das macht uns gar nichts aus,
und wenn wir denn auf Tiefe gehn,
bei tausend Meter bleib´n wir stehn,
wie bei dir, Lili Marleen
wie bei dir, Lili Marleen

Wir sind ja Artisten, wir machen uns nichts draus,
und aus jeder Tiefe steig´n wir gemütlich aus,
bei tausend Metern wird´s erst schön
wenn wir zu Fuss nach Hause gehn,
wie bei dir, Lili Marleen
wie bei dir, Lili Marleen

Contributed by Cristián Ramírez Muñoz (Santiago, Chile) - 2006/10/5 - 01:42


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Language: English

Traduzione inglese della versione cantata sui sottomarini tedeschi
English translation of the previous version sung on the German U-boats

LILI MARLEEN (U-BOAT VERSION)

On the Atlantic, on the wide sea,
Swims our U-boat so slowly to and fro,
And if we go to depth,
it's because we have usually seen something
As with you, Lili Marleen
As with you, Lili Marleen.

Suddenly shouts the guard:
"Smoke ahead!"
That can cost us three eels and still not quite do it,
Because should they slip past
For us no misfortune can arise from that
As with you, Lili Marleen
As with you, Lili Marleen.

When the bulkheads crack, and the lights go out,
And we sink deeper, that still does not finish us,
And if we then go deep,
We will stand in one thousand meters,
As with you, Lili Marleen
As with you, Lili Marleen.

Yes, we are artists, we make nothing out of it,
And from every depth we climb comfortably out.
At a thousand meters it will be lovely,
If we have to walk home
As with you, Lili Marleen
As with you, Lili Marleen.

2006/10/5 - 10:21


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Language: Italian

ITALIANO / ITALIAN [1] - Monia Verardi

Versione italiana letterale di Monia Verardi del testo tedesco
A word-for-word translation of the German lyrics, by Monia Verardi

Il giovane Hans Leip con la divisa dell'esercito tedesco, nel 1915. Si tratta dello stesso anno in cui scrisse il testo di Lili Marleen.
Il giovane Hans Leip con la divisa dell'esercito tedesco, nel 1915. Si tratta dello stesso anno in cui scrisse il testo di Lili Marleen.


Come per tutte le "grandi pagine" di questo sito, iniziamo con una versione letterale in italiano del testo originale. L'autrice, Monia Verardi, ha effettuato per CCG/AWS diverse traduzioni specialmente dal/in croato. [CCG/AWS Staff]

LILI MARLEEN
CANZONE DI UNA GIOVANE SENTINELLA

Davanti alla caserma
davanti al portone
si trovava un lampione
che è rimasto lì tutt'oggi
se ci volessimo rivedere
potremmo ritrovarci vicino al lampione
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen

Le nostre ombre si fondevano
sembravano essere una sola
avevamo così tanto amore dentro di noi
che si vedeva subito anche da fuori
e tutti lo potevano vedere
quando stavamo vicino al lampione
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen

Ma ecco che chiamò la guardia
"suonano la ritirata
questo ti può costare tre giorni"
"Camerata, vengo subito"
così ci dicemmo arrivederci
ma come avrei voluto invece venire con te!
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen

Lei conosceva bene i tuoi passi
e la tua andatura delicata
tutte le sere si ardeva d'amore
ma nonostante ciò si stava dimenticando di me
procurandomi un gran dolore
chi ci sarà ora vicino al lampione
con te Lili Marleen? chi ci sarà?

Da luoghi silenziosi
dal profondo della terra
si alza come in un sogno la tua bocca
quando le tarde nebbie svaniranno
io sarò di nuovo vicino al lampione
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen

Contributed by Monia Verardi - 2005/4/4 - 09:18


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Language: Italian

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ITALIANO / ITALIAN [2] - Nino Rastelli - Lina Termini

Versione italiana di Nino Rastelli [1941]
Standard Italian version by Nino Rastelli [1941]
Eseguita da Lina Termini
Performed by Lina Termini

Lo spartito originale della versione italiana (1941)
Lo spartito originale della versione italiana (1941)


Questa versione, come tutte le altre che seguono nelle altre lingue (dove non specificato diversamente), è ripresa dalla "Pagina Ufficiale di Lili Marleen".
This version, like all the following versions in other languages (if not stated differently), is available at "Lili Marleen's Official Webpage"

(La specificazione non verrà più ripetuta.)
(This notice will not repeated any more.)


Lina Termini
Lina Termini
Si tratta del testo con il quale la canzone è ancora oggi conosciuta e cantata in Italia. Tra gli altri, è stata interpretata da Milly; ma la sua prima interprete fu, nel 1943, la cantante Lina Termini (versione scaricabile in .MP3 da istrianet.org). L'autore del testo italiano fu il paroliere Nino Rastelli, nato a Milano il 1° gennaio 1913 e morto a Roma il 4 ottobre 1962. Nino Rastelli è noto anche per aver scritto, assieme a Mario Panzeri e a Vittorio Mascheroni, la canzone Papaveri e papere; è autore anche del testo di Pippo non lo sa. Si noti come, nella versione italiana di Rastelli, il nome sia scritto con una sola "e": Marlen (non Marleen).

Altre interpreti italiane furono Meme Bianchi (1942-43) e Vivi Gioi (1942-43).

Nino Rastelli.
Nino Rastelli.
This is the standard Italian version of the song, which is still known and sung in Italy. It has been sung, among others, by Milly, but its first interpreter has been the singer Lina Termini (this version is available in .MP3 format at istrianet.org). The author of the Italian lyrics is the songwriter Nino Rastelli, born in Milan on January 1st, 1913, and deceased in Rome on October 4, 1962. Nino Rastelli is widely known for being the author (together with Mario Panzeri and Vittorio Mascheroni) of the song Papaveri e papere (“Poppies and Ducks”) and also of Pippo non lo sa (“Pippo doesn't know”). It should be remarked that the name Marleen is written with only one “e” in the Italian lyrics: Marlen.

Other Italian interpreters have been Meme Bianchi (1942-43) and Vivi Gioi (1942-43).



LILI MARLEN

Tutte le sere
sotto quel fanal
presso la caserma
ti stavo ad aspettar.
Anche stasera aspetterò,
e tutto il mondo scorderò
con te Lili Marlen,
con te Lili Marlen.

O trombettier
stasera non suonar,
una volta ancora
la voglio salutar.
Addio piccina, dolce amor,
ti porterò per sempre in cor
con te Lili Marlen,
con te Lili Marlen.

Dammi una rosa
da tener sul cuor
legala col filo
dei tuoi capelli d'or.
Forse domani piangerai,
ma dopo tu sorriderai.
A chi Lili Marlen?,
A chi Lili Marlen?

Quando nel fango
debbo camminar
sotto il mio bottino
mi sento vacillar.
Che cosa mai sarà di me?
Ma poi sorrido e penso a te
con te Lili Marlen,
con te Lili Marlen.

Se chiudo gli occhi
il viso tuo m'appar
come quella sera
nel cerchio del fanal.
Tutte le notti sogno allor
di ritornar, di riposar,
con te Lili Marlen,
con te Lili Marlen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:15


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Language: Italian

ITALIANO / ITALIAN [3] - Tony Fortuna/Massimo Rosso

As in the case of German soldiers before them, the song also became very popular with Italian soldiers who heard lyrics that were slightly changed from the original German text. Tony Fortuna, an Italian soldier during the war who was captured by the British army in Tobruk (North Africa) passed along to his nephew, Massimo Rosso, an unofficial variation in one stanza of the lyrics (the one starting with "Quando nel fango debbo camminar...")- Istrianet

Come era già successo per i soldati tedeschi, la canzone divenne molto popolare tra i soldati italiani. con parole leggermente diverse dal testo tedesco originale.
Tony Fortuna, un soldato italiano che durante la guerra fu catturato dall'esercito britannico a Tobruk (Nord Africa) trasmise al nipote, Massimo Rosso, una variazione non ufficiale di una strofa (al posto di "Quando nel fango debbo camminar...")

Quando son di ronda
sotto il nevicar
sotto il mio fardello
mi sento vacillar.

2005/7/14 - 13:01


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Language: Italian

ITALIANO / ITALIAN [4] - Piergiorgio

Versione italiana di Piergiorgio

Le innumerevoli traduzioni italiane che il sito propone potrebbero far apparire pletorica un'ulteriore versione. Il potente fascino, tuttavia, della canzone, che attraversa le generazioni, i popoli ed i contesti culturali più diversi, ed al quale io stesso ho soggiaciuto fin dalla prima volta (ero un bimbetto di sette od otto anni, se non ricordo male) che l'ho udita, mi ha portato, dopo tanti anni di ascolto e di intimità con testo e melodia, a volerne fare una versione "personale", condotta sulla versione standard tedesca. Ho tentato, secondo le mie modeste capacità ed ove mi è stato possibile, una traduzione quanto più vicina al testo originale.
Infine una breve riflessione: perché piace così tanto, questa canzone? un motivo, direi, è che essa non è storicamente contingente, ma universale nei contenuti, antica e sempre nuova, valida per tutti gli uomini d'ogni tempo. Poi, ad un livello più peculiare, essa suggerisce il disagio dell'uomo, che la contemporaneità (in particolare dal Novecento in poi) ha disumanizzato, massificato, reso "cosa". Nella guerra moderna il fenomeno è stato / è macroscopico, ma siamo "cose" anche quando produciamo, consumiamo, viviamo ecc. La canzone, i due personaggi che la animano, i loro sentimenti - ancorché dolorosi e quasi disperati - mi pare si mostrino incorrotti, di fronte a questa sorta di "Neue Ordnung" contemporanea.

Piergiorgio

LILI MARLEEN

Davanti alla caserma,
davanti alla gran porta
c’è un lampione
e sta ancora lì.
Ecco, lì vogliamo rivederci,
al lampione, vogliamo stare,
come una volta Lili Marleen,
come una volta Lili Marleen.

Entrambe le nostre ombre
come fossero una,
quanto ci amavamo,
si vedeva subito;
e tutti lo potevano vedere,
quando stavamo al lampione,
come una volta Lili Marleen,
come una volta Lili Marleen.

Già grida la sentinella:
«Suonano la ritirata:
questo può costarti tre giorni!».
«Camerata, vengo subito…».
Lì ci dicemmo arrivederci.
Come preferirei andare con te!
Come una volta Lili Marleen,
come una volta Lili Marleen.

Lei conosce i tuoi passi,
La tua delicata andatura.
Tutte le sere lei arde,
però mi dimenticava
e mi prendeva un gran dolore:
chi starà al lampione,
con te Lili Marleen?
Con te Lili Marleen?

Dallo spazio fermo,
dalla terra bassa
sale a me, come in sogno,
la tua bocca innamorata.
Quando, tarda, la nebbia si dissolve,
io starò al lampione,
come una volta Lili Marleen,
come una volta Lili Marleen.

Contributed by Piergiorgio - 2008/7/8 - 16:52


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Language: Italian

ITALIANO / ITALIAN [5] - Antonio Pelizzari

Navigando in INTERNET ho inciampato nella vecchia canzone “Lilì Marleen”, cantata da Marlene Dietrich: un tuffo nella mia lontanissima infanzia, tanti ricordi suscitati, la guerra ormai lontana. Ho cercato il testo tedesco, che non conoscevo, e ho scoperto che la versione italiana (probabilmente per il solo rispetto della metrica) racconta una storia un po' diversa, anche se è coerente con il tema del soldato che ha nostalgia della sua ragazza. Le due traduzioni che ho trovato, vogliono essere soltanto letterali e per tale motivo hanno un passaggio ingarbugliato e allora, con due piccolissime varianti [in tedesco “sie” può riferirsi tanto al lampione (die Laterne), quanto a lei (Lilì Marleen)] ho buttato giù la mia versione, che racconta due vicende tristi e parallele.
Le parole tra parentesi non si trovano nel testo, le ho messe per rendere più scorrevole la frase.

A. Pelizzari (28.01.2010)

LILI' MARLEEN

Davanti alla caserma, a fianco del portone
c'è sempre quel lampione, e lei sta ancora lì (sotto).
Se un giorno ci rincontreremo
dovrà essere proprio sotto quel lampione,
come una volta, Lilì Marleen,
come una volta, Lilì Marleen.

(Allora) le nostre due ombre si confondevano in una sola
per quanto ci amavamo, e lo si vedeva subito.
E tutti dovranno constatarlo ancora,
quando saremo di nuovo sotto il lampione
come una volta, Lilì Marleen,
come una volta, Lilì Marleen.

(Quell'ultima sera) la sentinella chiamò perché suonavano la ritirata.
Un ritardo costerebbe tre giorni (di libera uscita).
A malincuore risposi: “(vengo) subito, camerata!”,
allora ci dicemmo arrivederci; ma avrei preferito andarmene con te
con te, Lilì Marleen,
con te , Lilì Marleen.

Tutte le sere (quel lampione) si accende,
riconosce i tuoi passi, il tuo grazioso andare,
di me (invece) si è dimenticato: da lungo tempo non mi vede più
perché a me è capitata la peggior disgrazia.
Chi c'è adesso sotto quel lampione
assieme a te, Lilì Marleen,
assieme a te, Lilì Marleen?

Nel silenzio della tomba, sotto un metro di terra,
sogno il bacio della tua bocca amata,
e quando la nebbia della (mia) notte svanirà
andrò sotto il lampione ad aspettarti,
proprio come una volta. Lilì Marleen,
proprio come una volta, Lilì Marleen.

Contributed by atonio pelizzari - 2010/2/3 - 08:23


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Language: Italian

ITALIANO / ITALIAN [6] - Alfesibeo

Ho letto le traduzioni italiane precedenti: è incredibile come si possano fare errori così grossi nella traduzione di cinque strofette! Capisco ignorare il tedesco, ma allora perché cimentarsi?? Il testo della canzone, essendo nato come poesia autonoma, ha una certa voluta ambiguità temporale; non è chiarissima la successione cronologica del contenuto delle singole strofe, se esse siano pronunciate da un morto o da un vivo o se alcune delle situazioni descritte siano già accadute o solo temute o vagheggiate da un narratore che si collochi nel mezzo del racconto. Pur in questa indefinitezza di fondo, il senso letterale è chiaro.

Alfesibeo 02-2011

LILI MARLEEN

Davanti alla Caserma,
davanti al gran portone,
Si ergeva ("stehen" vuol dire "stare in piedi", dunque saldo) un lampione
ed ancora si erge lì davanti.
Oh potessimo (lett. "volessimo" con valore ottativo) rivederci là,
potessimo stare (sempre "stehen", stare in piedi cioè saldi, vivi) accanto al lampione,
come una volta, Lili Marleen!!

Le nostre due ombre sembravano una sola,
che noi ci amassimo tanto,
da ciò lo si vedeva esattamente,
E tutti quanti dovranno vederlo,
quando saremo accanto al lampione (qui nel testo i due tempi sono al presente indicativo, ma in Italiano suona un po' troppo colloquiale),
come una volta Lili Marleen.

E la sentinella chiamò.
"Suonano la ritirata!
Può costare tre giorni (di consegna)"
"Camerata, arrivo subito".
Lì ci siamo detti arrivederci,
come sarei venuto volentieri via con te,
con te Lili Marleen.

I tuoi passi conosce (il soggetto è il lampione, "Die Laterne", ovviamente)
il tuo delicato incedere,
tutte le sere arde,
ma da tempo ha dimenticato me
E dovesse mai capitarmi una disgrazia,
chi starà in piedi accanto al lampione
con te Lili Marleen?

Fuori dallo spazio immoto,
fuori dal suolo della Terra,
mi solleva come in sogno la tua amata bocca;
Quando le ultime nebbie si dissolveranno
ci starò io in piedi accanto al lampione,
come una volta Lili Marleen.

Contributed by Alfesibeo - 2011/2/14 - 23:22


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Language: Italian

ITALIANO / ITALIAN [7] - Strofe alternative / Alternative Verses

Strofe alternative italiane, segnalate da Gerald Bennett
Italian alternative verses, contributed by Gerald Bennett

Quando nel fango debbo camminar
Sotto il mio fardello mi sento vacillar
Che cosa mai sara di me
E poi sorrido e penso a te
A te Lili Marlene
A te Lili Marlen

Se chiudo gli occhi il viso tuo m'appar
Come quella sera nel cerchio del fanal
E tutta la notte sogno allor
Di ritornar,di riposar
Con te, Lili Marlene
Con te, Lili Marlen

Contributed by Gerald Bennett - 2010/10/26 - 00:01


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Language: English

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INGLESE / ENGLISH [1] - John Jordan Phillips / Tommie Connor - Anne Shelton / Vera Lynn

Tommie Connor (1904-1993)
Tommie Connor (1904-1993)

Versione inglese di John Jordan Phillips e Tommie Connor [1944]
Si tratta della versione della canzone in lingua inglese cantata da Anne Shelton e Vera Lynn, nota anche come Lilly of the Lamplight.

Standard English version by John Jordan Phillips and Tommie Connor [1944]
The standard English version as sung by Anne Shelton and Vera Lynn, also known as
Lilly of the Lamplight.

Anne Shelton.
Anne Shelton.
Vera Lynn.
Vera Lynn.






LILLY MARLENE
LILLY OF THE LAMPLIGHT

Underneath the lantern,
By the barrack gate
Darling I remember
The way you used to wait
T'was there that you whispered tenderly,
That you loved me,
You'd always be,
My Lilly of the Lamplight,
My own Lilly Marlene

Time would come for roll call,
Time for us to part,
Darling I'd caress you
And press you to my heart,
And there 'neath that far-off lantern light,
I'd hold you tight ,
We'd kiss good night,
My Lilly of the Lamplight,
My own Lilly Marlene

Orders came for sailing,
Somewhere over there
All confined to barracks
was more than I could bear
I knew you were waiting in the street
I heard your feet,
But could not meet,
My Lilly of the Lamplight,
my own Lilly Marlene

Resting in our billets,
Just behind the lines
Even tho' we're parted,
Your lips are close to mine
You wait where that lantern softly gleams,
Your sweet face seems
To haunt my dreams
My Lilly of the Lamplight,
My own Lilly Marlene.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:17


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Language: English

INGLESE / ENGLISH [2] - Marlene Dietrich



Versione inglese eseguita e cantata da Marlene Dietrich [1943].

Si tratta della versione di solito cantata in America e dai soldati americani. Cantata da un'altra Marlene, antinazista, esule: semplicemente la Storia.

The English version as sung by Marlene Dietrich. It is also the version usually sung in America by US soldiers [1943]. Performed by another Marlene, anti-Nazist, exiled: simply History.


Marlene Dietrich canta per i soldati nel 1944 / Marlene Dietrich singing for the soldiers in 1944 - wikipedia
Marlene Dietrich canta per i soldati nel 1944 / Marlene Dietrich singing for the soldiers in 1944 - wikipedia

LILI MARLEEN

Outside the barracks by the corner light
I'll always stand and wait for you at night
We will create a world for two
I'll wait for you the whole night through
For you, Lili Marleen
For you, Lili Marleen

Bugler tonight, don't play the Call To Arms
I want another evening with her charms
Then we will say goodbye and part
I'll always keep you in my heart
With me, Lili Marleen
With me, Lili Marleen

Give me a rose to show how much you care
Tied to the stem, a lock of golden hair
Surely tomorrow you'll feel blue
But then will come a love that's new
For you, Lili Marleen
For you, Lili Marleen

When we are marching in the mud and cold
And when my pack seems more than I can hold
My love for you renews my might
I'm warm again, my pack is light
It's you, Lili Marleen
It's you, Lili Marleen

My love for you renews my might
I'm warm again, my pack is light
It's you, Lili Marleen
It's you, Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/26 - 01:37


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Language: English

INGLESE / ENGLISH [3] - Frank

Una versione letterale in inglese del testo tedesco, eseguita nel 1998 da Frank e spedita alla pagina ufficiale della canzone:
A word-for-word translation of the German lyrics made by Frank (1998) and sent to the song's official website:

LILI MARLEEN

At the barracks compound,
By the entry way
There a lantern I found
And if it stands today
Then we'll see each other again
Near that old lantern we'll remain
As once Lili Marleen.

Both our shadows meeting,
Melding into one
Our love was not fleeting
And plain to everyone,
Then all the people shall behold
When we stand by that lantern old
As once Lili Marleen.

Then the guard to me says:
"There's tap call, let's go.
This could cost you three days."
"Be there in half a mo'."
So that was when we said farewell,
Tho' with you I would rather dwell,
With you, Lili Marleen.

Well she knows your foot steps,
Your own determined gait.
Ev'ry evening waiting,
Me? A mem'ry of late.
Should something e'er happen to me,
Who will under the lantern be,
With you Lili Marleen?

From my quiet existence,
And from this earthly pale,
Like a dream you free me,
With your lips so hale.
When the night mists swirl and churn,
Then to that lantern I'll return,
As once Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:18


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Language: English

INGLESE / ENGLISH [4] - Perry Como

perrycomo


La versione interpretata dal cantante italo-americano Perry Como (1944) si serve sostanzialmente della traduzione di Tommy Connor, ma inframezzata con parti recitate. Il testo è riprodotto da questa pagina.

The version performerd by the Italo-American singer Perry Como (1944) is essentially the same as Tommy Connor's standard version, with recited parts. Lyrics are reproduced from this page.


THE TRUE STORY OF LILI MARLENE

( This is the story of Lili Marlene,
doo, doo, doo doo, doo! )


Would you like to hear the story,
of a girl that many soldiers know?
It's a tale of love in all it's glory,
they tell when the lights are soft an' low!

Underneath the lamp post by the brigades
standing all alone every night you'll see her wait,
she waits for a boy who marched away
and though he's gone, she hears him say:

"Oh promise you'll be true,
fare thee well Lili Marlene,
'till I return to you,
fare thee well Lili Marlene! "

( This is the story of Lili Marlene! )

With a kiss she gave her promise,
to be constant as the stars above,
every soldier knows she's kept her promise,
and she has been faithful to her love!

( Underneath the lamp post by the brigade
standing all alone every night you'll see her wait,
for this is the place a vow was made
and breezes sing her serenade . . . )


"Oh promise you'll be true,
fare thee well Lili Marlene,
'till I return to you,
fare thee well Lili Marlene, "

( This is the story of Lili Marlene!
Though wee stems have an ending,
no one knows just what the end will be
but tonight when twilight is descending,
if you'll come along, here's what you'll see . . . )


Underneath the lamp post by the brigade
standing all alone every night you'll see her wait,
and as they go marching to the fray
the soldiers all salute and say:

We'll tell him you've been true,
fare thee well Lili Marlene,
'till he returns to you,
fare thee well . . .
Lili Marlene!

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/9/6 - 00:41


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Language: English

INGLESE / ENGLISH [5] - Lale Andersen

"Lili Marleen" (Lale Andersen, 1942 [English Version])


"Lili Marleen" was the 20th Century's most popular Soldier's Song.
Lale Andersen is the song's finest interpreter: here's her English language version.
This performance was broadcast from German Radio to Australian and New Zealand troops in North Africa in the Spring of 1942.

LILI MARLEEN

Listen to the bugle, hear its silv'ry call,
Carried by the night air telling one and all,
"Now is the time to meet your girl,
to meet your girl,
to meet your girl",
as once I met Marleen...
my sweet Lili Marleen.

Underneath the lantern by the barracks gate,
there I met Marleen every night at eight...
That was the time in early Spring
when birds all sing
then Love was king,
of my heart and Marleen's,
of my heart and Marleen's.

Waiting for the drum beat signaling retreat,
walking in the shadows where all lovers meet.
Yes, those were days of long ago
I loved her so,
I couldn't know
that time would part Marleen,
that time would part Marleen.

Then I heard the bugle calling me away,
by the gate I kissed her, kissed her tears away.
And, by the flick'ring lantern's light
I held her tight,
t'was our last night,
my last night with Marleen
my last night with Marleen.

Still I hear the bugle, hear its silv'ry call,
carried by the night air telling one and all,
"Now is the time to meet your girl,
to meet your girl,
to meet your girl",
as once I met Marleen
my sweet Lili Marleen.

2009/10/25 - 17:53


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Language: Breton

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BRETONE / BRETON - Jakez Konan

La versione bretone di Jakez Konan. Testo e introduzione sono ripresi da br.wikipedia.
The Breton version by Jakez Konan. Lyrics and introduction reproduced from br.wikipedia

Lili Marleen zo ur ganaouenn alamanek brudet e-pad an Eil brezel-bed. Kanet eo bet e meur a yezh all, e galleg ha saozneg ivez dreist-holl.
Savet eo ar ganaouenn diwar ur varzhoneg gant Hans Leip e 1915. Kentañ ma voe kanet a voe gant ar ganerez Lale Andersen en 1938.
Un doare brezhonek a voe savet gant Jakez Konan.

Hans Leip en doa skrivet Lied eines jungen Wachpostens (« Kan ur gedour yaouank ») e Berlin e-pad ar Brezel-bed kentañ, a-raok mont d'an talbenn rus e miz Ebrel 1915.

Sot-pitilh e oa Leip gant div blac'h yaouank. Lili, nizez e berc'hennez, ha Marleen, klañvdiourez, ha gant an div en deus graet unan. Er c'hazarn ma ranke chom, abalamour n'oa ket bet sentus, edo o valañ soñjoù du en ur vonedonea evel ur gedour. War e wele-kamp neuze en doa skrivet ar gwerzennoù kentañ.

Met un doare all zo d'an istor. Hervez doare e oa Hans Leip e karantez gant Lilly Freud (1888-1970), merc'h da Marie Freud, c'hoar da Sigmund Freud. Anzavet en deus Hans Leip en doa anavezet Lilly Freud a oa dimezet e 1917 d'an aktor ha leurenner Arnold Marlé.

Jakez Konan (1910-2003)
Jakez Konan (1910-2003)


Jakez Konan (1910-2003) è stato uno dei più prolifici scrittori in lingua bretone.
Jakez Konan (1910-2003) has been one of the most prolific writers in the Breton language.

LILI MARLEEN

'Tal ar c'hazarn bemnoz
'Kichen an nor vras
'Vezan ouzh da c'hortoz
Dindan al letern glas
Eno fenoz evel gwechall
Ouzh da c'hedal e vin gant mall
'Vel kent, Lili Marleen
'Vel kent, Lili Marleen.

Diouzh hon daou skeud stardet
Un'n ne weled ken
Nag em eus da garet
Henn goût a rae pep den
Ret eo d'an holl gwelout fenoz
E vimp dindan al letern kozh
'Vel kent, Lili Marleen
'Vel kent, Lili Marleen.

Son a rae ar c'hleron
Sentiñ a oa ret
Pe e tapjen prizon
Chom pelloc'h n'hallen ket
Neuze diouzhit e tec'han kuit
Pa'm bije bet c'hoant mont ganit
Ganit, Lili Marleen
Ganit, Lili Marleen.

'Tal al letern karet
Gant va Lili gaezh
Pell em eus ankouaet
E sked bep abardaez
Met va c'halonig 'yafe fall
Mar kavfen eno unan all
Ganit, Lili Marleen,
Ganit, Lili Marleen.

Rak e don va spered
Ha dalc'hmat em c'hreiz
Eo da zremm venniget
A welan noz ha deiz
Emberr, ya, selaou 'ta ouzhin,
Dindan al letern kozh e vin,
'Vel kent, Lili Marleen
'Vel kent, Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2014/4/8 - 04:26


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Language: Bulgarian

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BULGARO / BULGARIAN [1] - Iva Vanja / Ива Ваня

La versione bulgara storica cantata da Iva Vanja [1942]. Il testo e l'introduzione sono ripresi da bg.wikipedia. È seguita da una trascrizione.
The historic Bulgarian version sung by Iva Vanya [1942]. The lyrics and introduction are reproduced from bg.wikipedia. Includes transcription.

Iva Vanja (Ivanka Ivanovna).
Iva Vanja (Ivanka Ivanovna).


Текстът на песента е написан през 1915 г., появява са като стихотворение по време на Първата световна война. Негов автор е учителят Ханс Лайп (на немски: Hans Leip, 1893-1983), син на пристанищен работник от Хамбург, по-късно той става известен поет и художник. Стихотворението пише в началото на април 1915 г., когато е на пост в Берлин преди частта му да бъде изпратена на Източния фронт. Лили Марлен е съчетание на имената на две реални момичета, с които той се срещна като млад войник: красивата дъщеря на един бакалин - Лили и очарователната медицинска сестра - Марлене.

Стихотворението е публикувано за първи път в сборник с поезия през 1937 г., първоначално озаглавено "Песен на един млад войник, на пост." Първата мелодия за стихотворението е написана от Рудолф Цинк през 1938 г., а първият изпълнител на песента е Вили Фрич, който продава около 700 плочи.

В 1937 г. песента привлича вниманието на композитора Норберт Шулце (на немски: Norbert Schultze) съпруг на "сладоледената фея" и мис Берлин 1930 г. Ива Ваня - българската актриса, звезда на немското кино в годините преди Втората световна война Иванка Янакиева от граничното трънско село Джинчовци [1] [2]. В Берлин през 1938 г.̀ той написва новата музика на песента, с която тя остава в историята. Песента първоначално е наречена "Момичето под фенера", но става известна като "Лили Марлен" по името на героинята си. Първите й изпълнения са на Лале Андерсен от 1938 г. в престижното берлинско заведение "Kabarett der Komike". Шулце прави ритъма ѝ по-маршов очевидно за да е в крак с времето и песента "тръгва" - продадени над един милион копия (рекордът принадлежи на плочата на Лале Андерсен, издадена през 1939 г.).

От 18 август 1941 г. радиостанцията на окупационните немски войски "Soldatensender Belgrad" ("Войнишко радио Белград") започва да я излъчва и по-специално за африканския корпус на генерал-лейтенант Ервин Ромел. Използва се обикновена плоча купена на старо от магазин във Виена от един лейтенант, служещ в радиото. Песента скоро е спряна по искане на министър Гьобелс, защото кабаретната певица Лале Андерсен я пее с "недостатъчна бодрост" и песента става "депресираща", а изпълнителката за "упадъчно, не-немско поведение" е заплашена от концентрационен лагер, но съобщението за това от Би Би Си я спасява и обръща положението. Певицата е обявена за национално съкровище в Германия и канена многократно от Хитлер, докато не си припомнат отдавнашната й близост̀ с Ролф Либерман и други немски и швейцарски музиканти от еврейски произход и песента е забранена отново. Тогава до радиото започват да пристигат купища писма от войници от всички фронтове, с искане да се възобнови излъчването на песента. Загрижен за повдигане духа на войниците, към исканията от писмата се присъединява и самият генерал Ервин Ромел, който настоява песента да се излъчва редовно. Това е направено, и "Soldatensender Belgrad" започва всекидневно да пуска песента в 21:55 ч., с което завършва емисията си за деня цели 3 години и два месеца - чак до 20 октомври 1944 г., когато Белград е превзет от Червената армия, български и югославски войски. Песента става изключително популярна в германската армия. Всеки род войски, всеки фронт, дори всяка дивизия придобива своята версия на "Lili Marleen", отразяващи спецификата на мястото и т.н.

Най-известните записи на песента са на "титулярната" й изпълнителка Лале Андерсен и на ангажираната от американците в 1944 г. да я запише на немски и на английски Марлене Дитрих.


ЛИЛИ МАРЛИН

В нашата казарма до входната врата,
един фенер висеше и свети ощ в нощта,
ний двама ще се срещнем пак,
там под фенера в нощний мрак,
със теб Лили Марлин
със теб Лили Марлин

Двете наши сенки се сливаха в една,
силната ни обич личеше тъй сама,
и всички нек ни видят пак,
там под фенера в нощний мрак,
със теб Лили Марлин
със теб Лили Марлин

Там прозвуча тръбата, зарята почва веч,
другарю ето идвам, аз знам три дни арест.
О колко исках да съм с теб,
дано се видим в близък ден,
със теб Лили Марлин
със теб Лили Марлин

Твойте стъпки знай той и ходът ти напет,
но мен не ме забрави фенерът наш със теб,
и щом съдбата ме срази,
кой ще със тебе там стои,
със теб Лили Марлин
със теб Лили Марлин

В синия безкрай из тихата земя,
твоите целувки събуждат ме в съня,
и щом мъгли се спуснат пак,
ще се възправя в нощний мрак,
до теб Лили Марлин
до теб Лили Марлин

До теб Лили Марлин!
до теб Лили Марлин!

LILI MARLIN

V našata kazarma do vxodnata vrata,
edin fener viseše i sveti ošt v noštta,
nij dvama šte se sreštnem pak,
tam pod fenera v noštnij mrak,
săs teb Lili Marlin
săs teb Lili Marlin

Dvete naši senki se slivaxa v edna,
silnata ni obič ličeše tăj sama,
i vsički nek ni vidjat pak,
tam pod fenera v noštnij mrak,
săs teb Lili Marlin
săs teb Lili Marlin

Tam prozvuča trăbata, zarjata počva več,
drugarju eto idvam, az znam tri dni arest.
O kolko iskax da săm s teb,
dano se vidim v blizăk den,
săs teb Lili Marlin
săs teb Lili Marlin

Tvojte stăpki znaj toj i xodăt ti napet,
no men ne me zabravi fenerăt naš săs teb,
i štom sădbata me srazi,
koj šte săs tebe tam stoi,
săs teb Lili Marlin
săs teb Lili Marlin

V sinija bezkraj iz tixata zemja,
tvoite celuvki săbuždat me v sănja,
i štom măgli se spusnat pak,
šte se văzpravja v noštnij mrak,
do teb Lili Marlin
do teb Lili Marlin

Do teb Lili Marlin!
Do teb Lili Marlin!

Contributed by Riccardo Venturi - 2014/4/8 - 03:39


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Language: Bulgarian

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BULGARO / BULGARIAN [2] - Boina Slava

Una versione bulgara (letterale) proveniente dal forum Boina Slava. È seguita da una traslitterazione.
A (word-for-word) Bulgarian translation as reproduced from the forum Boina Slava. Includes transcription.

Лили Марлен
(Димитри Иванов)

Чуя ли за медиен закон*, сещам се за Лили Марлен. Онзи ден умря на 91-години Норберт Шулце, който написа тази мелодия. От последната си снимка той ни се усмихва и ни сочи челото си:
Помислете...Написах толкова по-хубави неща от "Лили Марлен". Не, нямам предвид "Bomben auf England", нито "Vorwaerts nach Osten". Но имам балетни сюити, музика за много филми. Най-много се гордея с операта "Черният Петър". Даваха я в 100 немски театри едновременно и тя разсмиваше децата, които войната лиши от детство. И всичко потъна в забрава. Оцеля само "Лили Марлен" поради едно недоразумение в България.
"Лили Марлен" е по стихотворение на 19-годишния Ханс Лайп. Преди да го убият в Първата световна война той харесвал две момичета - Лили и Марлене. Едната била сдържана, другата общителна; всяка по своему привлекателна и Ханс си фантазирал, че има момиче, което се казва Лили-Марлен; то прилича и на Лили и на Марлене и го чака под фенера край старата казарма.
Норберт Шулце открил стихотворението на Ханс Лип, написал за него една простичка мелодия и направил запис с кабаретната певица Лале Андерсен.
Шефът на пропагандата д-р Гьобелс забранил "Лили Марлен" като разложителна за бойния дух на Вермахта и Гестапо тръгнало да арестува Лале Андерсен, само че любовникът й я предупредил и тя избягала през Норвегия. На Шулце му се разминало: Гьобелс пишел сценарий за филм и разчитал на неговата музика. Ценял го като композитор, но само да пише мелодиите, а други да му пишат текста.

Моят малшанс и...

Спряха "Лили Марлен" по радио Берлин и радио Донау, ама кой да каже на радио София - Бекерле в немската легация зад "Попа" (паметника на патриарх Евтимий), която после стана нотариат, сигурно е имал други грижи, пък и при война работите винаги се объркват и те се объркаха още повече, когато започнаха въздушните бомбардировки над София. Средновълновият ни предавател излъчваше час по желание за немските войници в България и за окупационния корпус в Югославия и Гръция и беше относително мощен за времето си, но не вярвам на приказките, че "Лили Марлен" стигала чак до войниците на Ромел и на Мотгомъри в Либия. Във всеки случай "Лили Марлен" беше в ефира много често и в полунощ радиопрограмата ни - единствената разрешена за слушане - свършваше пак с нея.
Американците ни бомбардираха денем с фугасни бомби, англичаните - нощем със запалителни, не зная защо така. Спираха електричеството и след отбой отново го пускаха - и пак "Лили Марлен", както тогава, когато видях трамвайната линия пред "Попа" осеяна със сребърните лъжички от бабиния сервиз за чай. Разправят, че където падне бомба или артилерийски снаряд на същото място не удря втори път, но през нощта падна втора бомба и ми изгоря пианото Foerster (не Stainway като на Иво Хаджимишев, за каквото мечтаех), а сборникът с екзерсиси Straubock - чудна работа! - не изгоря. Целеха легацията срещу нас, но така и не я улучиха; тогава нямаше "умни бомби". А там, където свършва Борисовата градина и сега са жилищните блокове на улица "Незабравка" имаше немски казарми - дървени бараки, но спретнати, с бели перденца и цъфнал шибой на прозорците, но и тях все не улучваха и ако се разходите из гората зад телевизионната кула, ще видите бомбените кратери; вече полузапълнени от годините и по-плитки, отколкото бяха, но пак си личат.

...малшансът на "Касабланка"

Шлагерът на ХХ век щеше да е "As Time Goes By" от филма "Касабланка", но "As Time Goes By" остана на второ място след "Лили Марлен" и това е хубаво, понеже "As Time Goes By" беше за едните, докато "Лили Марлен" беше и за едните, и за другите и стана хит на немски, английски, френски и на още 46 езика, включително на иврит.
Френската версия беше шлагер номер едно в окупирания от немците Париж, а Марлене Дитрих изпълняваше английска версия на концертите за американските войници. След войната направиха няколко филма по тази история; един от филмите е на Шулце и в главната роля е Лале Андерсен. За най-добър минава филмът "Лили Марлен" на Райнер Вернер Фасбиндер от 1981.
Когато войната свърши, съветските и съюзническите войски се различававаха по три неща. Едните носеха чорапи, другите - партенки. Едните мечтаеха да се върнат у дома, другите - да останат в Европа. Третата разлика беше "Лили Марлен". Американците и другите, които бяха воювали в прибоите на Нормандия и джунглите на Гуадалканал, в пясъците на северна Африка и снеговете на Вогезите се завръщаха у дома подсвирквайки си "Лили Марлен". А в нашия "лагер" тя стана забранен "фашистки шлагер". И забранате беше по-продължителна и по-ефикасна, отколкото при Гьобелс.

* САЩ нямат такъв закон и не страдат. Нашите законотворци са закономани. Да млък... Да преминат от алегро фуриозо на пианисимо!

Sega - Internet Magazine

ЛИЛИ МАРЛЕН

До стената на казармения двор,
Осветен от уличната лампа
Падат бавно есените листа
Колко ли време стоя
И чакам...
Теб, Лили Марлен
Теб, Лили Марлен

Двете ни сенки изглеждат като една
И всички ли в нас гледат,
Та и часовият вече ме вика
"Идвам, другарю!"
Казвам за да съм още миг...
С теб, Лили Марлен
С теб, Лили Марлен

Ако не умра от страх в окопа,
Ако снайпер не ме надупчи
Или пък ако сам не се предам в плен
Ще бъдем заедно, знам
Изпълнени с любов тук...
С теб, Лили Марлен
С теб, Лили Марлен

Фенерът на улицата познава твоите стъпки
Но, уви, май мен вече е забравил.
И ако всичко с мен е приключило, питам се
кой ще стои под светлината му...
С теб, Лили Марлен
С теб, Лили Марлен

Но и където и да съм
Споменът, всичко твое ще ме вдигне
И изпълнен с надежди
Аз пак ще дойда под нашия фенер
За да бъда...
До теб, Лили Марлен
До теб, Лили Марлен

LILI MARLEN

Do stenata na kazarmenija dvor,
Osveten ot ulicata lampa
Padat bavno esenite lista
Kolko li vreme stoja
Teb, Lili Marlen
Teb, Lili Marlen

Dvete ni senki izgleždat kato edna
I vsički li v nas gledat,
Ta i časovijat veče me vika
„Idvam, drugarju!“
Kazvam za da săm ošte mig...
S teb, Lili Marlen,
S teb, Lili Marlen.

Ako ne umra ot strax v okola,
Ako snajper ne me nadupči
Ili păk ako sam ne se predam v plen
Šte bădem zaedno, zna,
Izpălneni s ljubov tuk...
S teb, Lili Marlen,
S teb, Lili Marlen

Fenerăt na ulicata poznava tvoite stăpki
No, uvi, maj men veče e zabravil.
I ako vsičko s men e priključilo, pitam se
Koj šte stoi pod svetlicata mu...
S teb, Lili Marlen,
S teb, Lili Marlen

No i kădet i da săm
Spomenăt, vsičko tvoe šte me vdigne
I izpălnen s nadeždi
Ak pak šte dojda pod našija fener
Za da băda...
Do teb, Lili Marlen,
Do teb, Lili Marlen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/9/8 - 11:21


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Language: Czech

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CECO / CZECH - ladystrass.unas.cz

La versione ceca proveniente da questo sito
Czech version from this site.

Nepochybně nejoblíbenější píseň vojáků během II. světové války. Lili Marleen se stala neoficiální hymnou pěšáků obou válčících stran.
Původní německý text pochází z básně Píseň mladé hlídky z I. světové války od německého vojáka Hanse Leipa (narozen 22. 9. 1893 v Hamburku, zemřel 6. 6. 1983 ve Švýcarsku). Napsal tyto verše předtím, než odešel na ruskou frontu v roce 1915. Spojil v ní jméno své dívky Lili (dcera kupce), se jménem ošetřovatelky nazývané "Marleen", dívkou svého přítele, která se jednou, když byl na stráži, procházela v noční mlze.
Báseň byla vydaná v roce 1937 v jeho sbírce poezie. Tehdy upoutala pozornost Norberta Schultze (narozen 1911 v Braunschweigu, zemřel 17. 10. 2002), který ji v roce 1938 zhudebnil.

Schulze byl již bohatý a slavný, když napsal "Děvče pod lucernou", kterou očekával její milenec na kasárenské bráně. Jeho opery, filmové skladby, pochody a melodie na politické texty byly velmi úspěšné. V roce 1945 spojencům Schultze řekl, že již nechce skládat, ale opět po roce 1948 začal.
Píseň měla ale trnitou cestu. Ministr propagandy, Joseph Goebbels, ji neměl rád. Přál by si raději nějaký pochod. Zpěvačka Lale Andersenová jí nechtěla zpívat a v rozhlase jí nechtěli vysílat.
Předválečné nahrávky od Lale Andersenové se prodalo, do roku 1941, kdy jí rozhlas německých vojsk začal vysílat oddílům v Africe, pouze 700 kopií. Píseň byla tehdy v Německu zakázána pro její chmurnou náladu.
Poté co Němci začali okupovat Jugoslávii, byla zřízena rozhlasová stanice v Bělehradě, která odtud vysílala zprávy a propagandu africkým armádním sborům. Poručík Karl-Heinz Reintgen, ředitel rádia Bělehrad, měl přítele v afrických sborech, který měl tuto píseň rád. Vysílal verzi s Lale Andersenovou poprvé 18. srpna 1941. Generálu Rommelovi se píseň zalíbila a požádal rozhlas Bělehrad, aby ji začlenil do svých pravidelných vysílání. Píseň se brzy stala znělkou vysílání a byla hrána ve 21:55, když vysílání končilo. Jakmile byla vysílána rozhlasem, nemohl ji již nikdo zadržet. Spojenci také poslouchali německé rádio a Lili Marleen se stala brzy oblíbenou melodií vojáků na obou stranách, bez ohledu na jazyk.
Nesmírná popularita německé verze nutila spěchat s anglickou verzí, zvláště když britský hudební vydavatel J. J. Phillips jednou pokáral skupinu britských vojáků za zpěv v němčině. Jeden rozzlobený voják vykřikl: "Proč nenapíšete nějaký anglický text?". Phillips a britský textař Tommie Connor brzy měli anglickou verzi. Anna Sheldonová ji nahrála a tím začala její popularita ve spojeneckých zemích. Vera Lynn ji zpívala na BBC pro spojenecká vojska a britská 9. armáda ji přijala jako svou píseň.
Byla zpívána ve válečných lazaretech a vyřvávána přes frontu v obou směrech obrovskými tlampači spolu s propagandou.
Marlene Dietrichová, jak později vzpomínala, s mimořádným úspěchem vystupovala veřejně s Děvčetem pod lucernou v rozhlase a "tři dlouhé roky v severní Africe, na Sicílii, v Itálii, na Aljašce, Grónsku, Islandu a v Anglii".
Americká nahrávka, od anonymního sboru v roce 1944 udeřila na žebříčky popularity a potom opět v roce 1968. Na německé žebříčky v roce 1981 a na japonské v roce 1986.
Píseň prý byla přeložena do více než 48 jazyků, včetně francouzštiny, ruštiny, italštiny a hebrejštiny. Velice si ji oblíbil Tito v Jugoslávii.
Lili Marleene je zcela jistě nejpopulárnější válečnou písní. Její téma snění o milované osobě je univerzální. Proč je píseň tak populární? Poslední slovo má Lale Andersenová: "Může vítr vysvětlit proč se stal bouřkou?"

LILI MARLEEN

U vstupní brány
našich kasáren
lucerna právě
začala už plát
a pokud také dnes svítí
já opět Tě zas uvidím
zde svou Lili Marleen

Dva stíny prolnou
v jeden splývají
dny lásky naší
nepomíjejí
všichni pak spatří pod lampou
tu stálou lásku neměnnou
s krásnou Lili Marleen

Strážný povídá
potichu klepej
jinak tě vítá
katr ztemnělej,
s půlnocí musíš tady být
tak loučím se, já musím jít
sbohem Lili Marleen

Zná chůzi tvojí
kroky rozhodné
když nepřicházíš
večer uvadne.
Až jednou nepřijdu tam víc
kdo pod lampou ti zlíbá líc
krásná Lili Marleen

Od zemských strastí
až odpočinu
svobodně já snít
o tobě budu
S noční mlhou se vrátím zpět
tam pod lampu, kde byl náš svět
tenkrát s Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2007/9/2 - 03:23


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Language: Chinese

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CINESE / CHINESE

La versione cinese ripresa, dopo lunga ricerca, da questa pagina dedicata a Marlene Dietrich. Per la conferma dell'identità del testo ci siamo serviti della voce 莉莉瑪蓮 su zh.wikipedia. La presente versione è in caratteri semplificati.

The Chinese version reproduced, after long search, from this page dedicated to Marlene Dietrich. Lyrics identity has been confirmed by comparation with the article 莉莉瑪蓮 on zh.wikipedia. The present version is in simplified characters. [CCG/AWS Staff]

《莉莉瑪蓮》(Lili Marleen)是一首在二次大戰兩方陣營中廣為流傳的德語歌曲。

歌詞由Hans Leip(1893-1983)寫於一次大戰中的1915年,他當時是一名被徵召到德軍俄國前線的漢堡教師。Leip組合了他女朋友與另一名女性朋友的名稱,即莉莉與瑪蓮,詩意地組合了莉莉瑪蓮這一個人名。這首詩後來以"Das Lied eines jungen Soldaten auf der Wacht"(《一個年輕的士兵值班之歌》)的名字出版。在作者Hans Leip與Rudolf zinc為這首詩加上音樂前,诺伯特·舒尔策(Norbert Schultze)早已於1938年為它譜曲。而Tommy Connor之後寫了英文歌詞。

這首歌原本題為"Das Mädchen unter der Laterne"(德語:《提燈下的女孩》),但後來以莉莉瑪蓮而著名。

蕾兒·安德森於1939年和玛莲娜·迪特里茜的唱片有助於提升歌的形象。儘管受到納粹政權,尤其是納粹的宣傳部長約瑟夫·戈培爾 的反對,它仍能夠大眾化[1]。然而,在1941年佔領貝爾格萊德後,貝爾格萊德電台成為德軍無線電台並能收發信號遍及整個歐洲與地中海。它每晚9時55分都會播放安德森的唱片。在地中海附近,不論德軍還是盟軍都能定期地調整頻率聽到這首歌,更快速地增加它的知名度[1]。它的知名度就如同Waltzing Matilda一樣。Waltzing Matilda對一次大戰亦有描寫。

意大利的盟軍士兵後來用了莉莉瑪蓮的旋律改編歌詞成為了D-Day Dodgers。

1944年英國拍攝了一齣題為《The True Story Of Lili Marlene》(略譯:莉莉瑪蓮的真實故事)的電影。

1981年寧那·華納·法斯賓德以同一名稱拍攝了一齣虛構電影。

莉莉玛莲

兵营的门前有一盏路灯,
就在路灯下初次遇上(我的)意中人,
(现在)我多么希望能再与她相见,
亲密偎依在路灯下。
我爱莉莉玛莲,
我爱莉莉玛莲。

我俩的人影重叠在一起,
人人看得出我们相爱有多深,
你看多少人羡慕我们,
亲密偎依在路灯下。
我爱莉莉玛莲,
我爱莉莉玛莲。

开拔的号声催得紧,
我要赶回去归队了,
又要(和你)分开,
在临别的时候难分难舍,
多么希望永远能在一起。
和你莉莉玛莲,
和你莉莉玛莲。

路灯也熟悉你的脚步声,
叫我怎能忘记你的笑容和倩影。
假如有一天我遭到不幸,
那么会有谁在路灯下,
等待(我的)莉莉玛莲,
等待(我的)莉莉玛莲?

深沉的黑夜四处多么寂静,
夜雾在弥漫,飘悠悠如梦境,
我从梦境里来到这里,
就想在往常一样(在路灯底下),
等待你莉莉玛莲,
等待你莉莉玛莲!

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/9/7 - 00:56


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Language: Croatian

CROATO / CROATIAN [1] - Vlado Kreslin

Vlado Kreslin.
Vlado Kreslin.


Versione croata dal concerto di Vlado Kreslin a Lubiana - Gallusova dvorana, Čankarjev dom

Croatian version from Vlado Kreslin's concert in Ljubljana - Gallusova dvorana, Čankarjev dom

LILI MARLEN

Tamo pred kasarnom, pored glavnih vrata,
gdje stoji lanterna, još od starih dana:
pod njenim svjetlom žutim,
opet ću uzet' te za ruku,
kao nekad, Lili Marlen,
kao nekad, Lili Marlen,

Tamo je mali svijet, samo za nas dvoje
gdje se tvoja sjenka s mojom zaigra.
Sad neka svi vide da to je rastanak,
s tobom, Lili Marlen,
s tobom, Lili Marlen.

Tvoj korak samotno odzvanja u tami,
a mog već odavno nema pod svjetlom,
i dok svitanje tamu tjera,
ko će se pod lanternom sresti
s tobom, Lili Marlen,
s tobom, Lili Marlen.

U vjetru nad grobljem što dahta na sve nas
Kao kroz san, čuje se tvoj glas,
i kada će svitanje maglu rastjerati,
ja ću opet pod lanternu stati,
s tobom, Lili Marlen,
s tobom, Lili Marlen.

Contributed by Monia Verardi - 2005/8/4 - 00:31


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Language: Croatian

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CROATO / CROATIAN [2]

Queste due versioni di "Lili Marleen" circolavano in Croazia negli anni '90, durante le guerre jugoslave.
Il commento è ripreso da un articolo di Svanibor Pettan (per i riferimenti si veda il brano in inglese riportato nel seguito), che vuole mettere in risalto l'esistenza di due tipologie distinte nelle canzoni cantate in quel periodo in Croazia: le canzoni "ufficiali", dai toni più blandi e caratterizzate da una certa professionalità nell'arrangiamento, venivano trasmesse dalla televisione e dalle radio di stato, mentre le canzoni "alternative", che utilizzavano mezzi di diffusione non ufficiali (spesso cassette pirata) e presentavano una limitata capacità musicale, erano per lo più delle vere e proprie canzoni a favore della guerra, intrise di odio per il nemico (serbo, chiamato spesso dispregiativamente "čedo", cetnico).
D'altra parte anche le canzoni ufficialmente pacifiste (si veda ad esempio Stop the war in Croatia) erano comunque utilizzate per far passare l'idea che la Croazia fosse esclusivamente la vittima dell'offensiva serba e stesse lottando per la propria libertà.

La versione ufficiale di Lili Marleen di Norbert Schultz (in croato "Čekam te", Ti aspetto) divenne conosciuta in Croazia in seguito al suo adattamento e interpretazione di sette attrici di Zagabria (ZG glumice / Le Cinema featuring Anja Šovagović). Partendo come una dolce e intima canzone sull'addio tra un uomo che deve andare al fronte e una donna che promette di aspettare il suo ritorno, la canzone gradualmente, dalla prima all'ottava strofa, diviene meno intima e alla fine lancia una speranza di un futuro migliore per la Croazia una volta che abbia conquistato la libertà.

Qui di seguito si riporta la trascrizione completa della prima versione, spesso trasmessa in radio e televisione (1) e due strofe della seconda, opera di uno sconosciuto con capacità musicali molto limitate, caratterizzata da arrangiamenti, produzione e suono molto poveri (2).

Se la prima versione non può essere certo definita una canzone contro la guerra (la Lili Marlene croata che dice "insieme a te voglio difendere il nostro popolo" tradisce tutto lo spirito della canzone originale), la seconda "versione maschile" è ancora più guerrafondaia. La seconda versione è probabilmente una risposta alla prima "versione femminile", una specie di sua (tristissima) parodia intrisa di nazionalismo e di odio per il nemico (serbo).

Riportiamo queste due versioni, ovviamente, solo come documento storico.

Seguono la traduzione italiana e inglese delle due versioni.

Trascrizione all'ascolto delle strofe centrali della prima versione di Monia Verardi.

The following two Croatian versions of Lili Marleen were popular during the Yugoslav wars in the 90s. As the following extract states, there were two different types of songs in Croatia during those years. The "official" ones were widely broadcasted by the state television and radio while the "alternative" ones were published in pirate tapes, and were often full of hate towards the enemy.

I will concentrate on Norbert Schultze's Lili Marlen (in Croatian "Čekam te", I am waiting for you). The "official" version became known in an adaptation and interpretation of seven Zagreb actresses [ZG glumice / Le Cinema featuring Anja Šovagović]. Starting as a gentle and intimate farewell between the man who has to go to the front and the woman who promises to wait for his return, the song gradually, from the first to the eigth verse, becomes less and less intimate and more general and, towards a better future for Croatia once it achieves freedom. In addition to this refined, well arranged and produced version, often broadcasted on radio and television, its "alternative" counterpart, [is] performed by an anonymous male with limited musical skills, and characterized by poor arrangement, production and sound quality. The latter "male version" is probably a response to the former "female version" a kind of parody of it.
(Svanibor Pettan, Music, politics, and war in Croatia in the 1990s: an introduction, in "Music, politics and war: views from Croatia")


Obviously these versions cannot be considered "antiwar songs". In the first one the Croatian Lili Marlen "wants to defend" her country together with her beloved soldier, while the second is a very sad parody which is actually a pro-war song. We report them only as historical document.


The two versions are followed by English and Italian translations.

1. ČEKAM TE

Dan polako sviće,
blijedi ova noć
iz zagrljaja moga
na front ti moraš poć'
ali ma gdje bio s s tobom je
i mjesec naš i zvijezde sve
i znaj da čekam te
i znaj da čekam te

ti otvaraš vrata
ti otkucaj sad
ne gledaj me tako
do tek je kiše kap
idi sada dušo jutro je
idi sad ne gledaj me
al' znaj da čekam te
al' znaj da čekam te

jedna nova jutra
zauvijek će proć'
i veteran (?) ti ćes meni doć'
ali sad ću poslat andjele
da kazu ti da ljubim te,
da znaš da čekam te
da znaš da čekam te

kad se noću budi
tebe nema tu
ja osjećam tvoj dodir,
čežnju tvoju svud
vratit ćes dragi k meni ti
i naše san oživjeti
i znaš da ja to znam
i znas da tvoja sam

sanjam tvoje oči
tvoje ošljive
sanjam tvoje lice
tvoje cijelove
tebe noćas svud je zvijezdice
i mjesec naš i krijesnice
i noći daleke
i noći daleke

neka moja pjesma
tebi snage da
i znaj da samo tvoja
tvoja ja sam sva
nikome te ne dam voljeni
i sretni bit ćemo opet mi
i ja cu čekati za tebe živjeti

ne dam svoju zemlju,
sela, gradove
ne dam naše šume,
pola, domove
ne dam našu lijepu Hrvatsku
i s tobom sad ja branim ljud'
i znaj da čekam te
i znaj da čekam te

i srušene će kuce opet stajati
i svako će se dijete opet smijati
i nasu pjesmu čut ce svi
jer Hrvatska to svi smo mi
nek' ljubav pobjedi

2. PARODIA GUERRAFONDAIA / PRO-WAR PARODY

Dan se završava,
počinje već noć,
prek' Bošuta Čedo
pokusat će proć
ali neka zna da
čekam ga ja
i moja strojnica
i hrpa metaka

Dan polako svice,
blijedi ova noć,
prek' Bošuta Čedo
nije mog'o proć
zauvijek ce mrtav ostat' tu,
u tome hladnom Bošutu,
a ja ću živjeti
i Hrvatsku braniti

Contributed by Monia - 2005/8/4 - 00:56


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Languages: Italian, English

CROATO / CROATIAN [2] - Traduzioni / Translations

Versione italiana di Monia Verardi di "Čekam te"
English version of "Čekam te": first and last verse from the article by Svanibor Pettan; central verses translated by Lorenzo Masetti (from the italian version)

Versione italiana della parodia guerrafondaia di Lorenzo Masetti (dalla versione inglese)
English version of the pro-war parody from the aricle by Svanibor Pettan

1. TI ASPETTO

Il giorno se ne sta andando, la notte impallidisce
ti devi staccare dal mio abbraccio per andare al fronte ma dovunque tu sia
la nostra luna e tutte le stelle saranno con te
e sappi che ti aspetterò

tu apri la porta e ora la chiudi dietro di te
non guardarmi mentre sto piangendo
vai caro, è mattino
vai e non guardarmi
ma sappi che ti aspetterò

ogni nuovo giorno comunque passerà
e tu veterano tornerai da me
ma ora manderò degli angeli
per dirti che ti amo, così che tu sappia che ti aspetterò, che tu sappia che ti aspetterò

quando arriva la notte e tu non sei qui
io sento il tuo tocco, il tuo desiderio
tu caro tornerai da me
per rivivere i nostri sogni
e sappi che io lo so
e sappi che io sono tua

sogno i tuoi occhi le tue carezze (?)
sogno la tua faccia e tutto il tuo corpo
in questo momento starai vedendo le stelle, la nostra luna e le stelle cadenti
e le notti ormai lontane

che la mia canzone ti dia forza
e che tu sappia che io sono solo tua
non ti dare a nessuna
e saremo di nuovo felici
e io aspetterò per vivere per te

non cedo la nostra nazione, villaggi, città
non cedo le nostre foreste, campagne, case
non cedo la nostra bella Croazia
e ora insieme a te voglio difendere il nostro popolo
e sappi che ti aspetterò

e così le case saranno rimesse in piedi,
e ogni bambino riderà di nuovo
e la nostra canzone la sentiranno tutti
perché la Croazia siamo tutti noi
che l'amore vinca

1. I'M WAITING FOR YOU

The day slowly replaces the night,
you have to leave me and go to the front line
wherever you are, our moon and stars will be with you
and remember that
I am waiting for you

you open the door and close it behind you
don't look at me while I'm crying
go, my dear, it's morning
go, and don't look at me
but remember that
I am waiting for you

Each new day will go by anyway
and you, veteran, will come back to me
but now I'll send you some angels
to say that I love you,
so that you know
that I'm waiting for you,
I'm waiting for you

when the night comes
and you're not here
I feel your touch, your desire
you'll come back to me, my dear
to live our dreams once again
and remember I know
and remember I'm yours

I dream your eyes, and your caresses
I dream your face, and all your body
in this moment maybe you're seeing the stars,
our moon and the shooting stars
and far-off nights by now

let my song give you strenght
and remember I'm only yours
don't give yourself to any woman
and we'll be happy again
and I'll wait for living for you

I don't give away our nation, our villages and towns
I don't give away our forests, countryside and houses
I don't give our beautiful Croatia away
and now with you I want to defend our people
and remember
I am waiting for you

and the destroyed houses
will be built again,
and every child will laugh again
and our song will be heard everywhere,
because Croatia - that is all of us,
let love be winner.


2. PARODIA GUERRAFONDAIA

Il giorno finisce,
comincia la notte
Čedo (il Cetnico) proverà
a passare il fiume Bošut
ma dovrebbe sapere
che lo sto aspettando,
insieme alla mia mitragliatrice
e alle pallottole

Il giorno se ne sta andando,
la notte impallidisce
Čedo non è riuscito a passare il Bošut
starà nel freedo Bošut per l'eternità,
mentre io vivrò
e difenderò la mia Croazia.

2) PRO-WAR PARODY

The day ends up,
the night begins,
Čedo (Chetnik) will try
to pass the Bošut river
but he should know
that I am waiting for him,
together with my machine-gun and bullets

the day slowly replaces the night,
Čedo was unable to pass Bošut
he will stay in the cold Bošut forever,
while I will live
and defend my Croatia.

2005/9/5 - 15:14


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Language: Danish

DANESE / DANISH - anonimo/unknown

Versione danese anonima.
Danish version by unknown author.

"Lili Marleen" er en kendt tysk sang som blev meget populær på begge sider under Anden Verdenskrig.

Teksten til “Lili Marleen” blev skrevet af Hans Leip i 1915. Hans Leip (1893-1983), var en skolelærer fra Hamburg der var blevet indkaldt til den Kejserlige Tyske Hær. Navnet “Lili Marleen” er angiveligt sammensat af navnene på hans kæreste og en anden kvindelig ven. Sangen blev senere udgivet som "Das Lied eines jungen Soldaten auf der Wacht" ("Sangen om en ung soldat på vagt"). Norbert Schultze satte musik til i 1938.

Sangen var oprindeligt kaldt "Das Mädchen unter der Laterne" (tysk for "Pigen under gadelygten"), men den blev kendt som "Lili Marleen".

Kort før Anden Verdenskrig i 1939 indspillede Lale Andersen den og senere hjalp Marlene Dietrich med at gøre sangen populær. En popularitet den opnåede på trods af modstand fra Naziregimet og i særdeles modstand fra propagandaministeren Joseph Goebbels som endda på et tidspunkt prøvede at forbyde den. Efter tyskerne havde indtaget Beograd i 1941 blev Radio Beograd omdannet til de tyske styrkers radiostation og kunne høres over hele Europa og langs Middelhavet. Efter opfordring af Erwin Rommel begyndte radiostationen at spille Andersens Lili Marleen optagelse hver aften 21:55 og både tyske og allierede soldater omkring Middelhavet lyttede regelmæssigt med. - dk.wikipedia

LILI MARLEEN

På den stolte skude
fjernt fra hjemmets strand
står den tavse sømand
og længes hjem i land.
Tænker, mens skibet står mod nord,
på den, som i hans hjerte bor,
på sin Lili Marleen,
kun om Lili Marleen.

Det var på en knejpe
i Marseilles havn,
at han pluds'lig hørte
det nu så søde navn;
mændene talte kun om een
med ravnsort hår og slanke ben,
kun om Lili Marleen,
kun om Lili Marleen.

Det var kærlighed ved
første øjekast,
men i dag så står han
med hende last og brast;
for da han fried', fik han ja,
og han blev gift den næste da'
med sin Lili Marleen,
med sin Lili Marleen.

Og når fra det fjerne
Peter vender hjem,
er en grøn lanterne
det tegn, der viser frem.
Han ved, når rejsen, den er endt,
så står hun dér og venter spændt,
hans eg'n Lili Marleen,
hans eg'n Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:28


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Language: Esperanto

ESPERANTO - Kantfesto

Versione in esperanto
Esperanto version

Lili' Marlene
Vor der Kaserne

Germane verkis Hans Leip, 1915
Esperanta teksto laŭ Kantfesto I, 1982
Melodion komponis Norbert Schultze, 1938
Tiu ĉi germana poemo el la Unua Mondmilito fariĝis la plej furora kanto de la Dua Mondmilito ĉe la simplaj soldatoj ĉe ambaŭ flankoj de la okcidenteŭropa/afrika milita teatro (mi ne scias, kiomagrade ĝi populariĝis ĉe la Ruĝa Armeo aŭ en la azia/pacifika teatro. Kondamnite de la nazioj, kaj samtempe rigardate de aliancaj estroj kiel germana propagandaĵo, tiu ĉi sentimentale sopira amkanto tamen fidele spegulis la sentojn kaj sintenojn de la ordinaruloj en la armeoj, kaj montris la esencan transfrontan homfratecon de la malamikoj.

LILI' MARLENE

Brilis lampo hele ĉe kazerna pord',
Lumis ĝi fidele en ĉiutaga ord'.
Sur trotuara ŝton-eben',
Renkontis vin mi dum promen'
Kun ĝoj', Lili' Marlene,
Kun ĝoj', Lili' Marlen'.

Ni premiĝis kune, manon tenis man',
Ŝtelis mi sublune kiseton el Nirvan'.
Kaj siblis vent' kun akra pen',
Sed brilis lamp' por nia ben',
Ni du, Lili' Marlene,
Ni du, Lili' Marlen'.

Vokas la gardisto: "Venu!" Jen signal',
Helpas ne rezisto, ĝi gvidas al fatal'.
Kun pez' mi paŝas al kusen',
Sub lamp' mi restus en katen'
De vi, Lili' Marlene,
De vi, Lili' Marlen'.

Mi en koro ardas pro sopir' al vi.
Reven vin rigardas kaj ĉarme ridas vi,
Tra la kuraĝa larm-reten'
Dum ĝis-revid' en lamp-seren'
Do ĝis, Lili' Marlene,
Do ĝis, Lili' Marlen'.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/6/15 - 03:54


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Language: Estonian

ESTONE / ESTONIAN [1] - anonimo / unknown

Versione estone anonima.
Estonian version. The author is unknown.

Nota/Note. La presente versione è stata interpretata anche dai Vennaskond con alcune lievi differenze testuali.

This version has been also performed by Vennaskond with some slight differences in the lyrics.

LILY-MARLEEN

Kasarmu ees väraval,
öisel kõnniteel
latern tookord säras,
ta särab nüüdki veel.
Ja ootab, et me tema all
taas kohtuksime tänaval,
kui kord, Lily-Marleen,
kui kord, Lily-Marleen.

Latern oma kaitsel
õnned ühendas,
kaunil tunnil vaiksel
me varjud ühendas.
Mis sest, et rahvas möödus meist,
me nägime vaid teineteist,
mu neid, Lily-Marleen,
mu neid, Lily-Marleen.

Juba lahku viiski
signaal meid õnneteelt,
kolm päeva kartsa siiski
ei julgustanud meelt.
Ehk küll su juurde ihkasin
ja lahkumist ma vihkasin,
mu arm, Lily-Marleen,
mu arm, Lily-Marleen.

Latern sinu sammu
tunneb ikka veel,
kuigi mina ammu
viibin kaugel teel.
Ja ootab et me tema all
taas kohtuksime tänaval,
mu neid, Lily-Marleen,
mu neid, Lily-Marleen.

Kui mul uni laugel
öisel puhkusel,
tõotan sulle kaugelt
kaitsekraavist veel.
Kui igav hakkab laternal,
sind ootan jälle tema all,
kui siis, Lily-Marleen,
kui siis, Lily-Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:37


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Language: Estonian

ESTONE / ESTONIAN [2] - Vennaskond


Vennaskond, Lily Marlene


La versione, leggermente diversa nel testo, interpretata dai Vennaskond. Riprodotta da Sasslantis 2000.

The version as performed by Vennaskond, showing slight differences in the lyrics. We reproduce it from Sasslantis 2000.

LILY MARLENE

Kasarmu ees tänaval,
öisel kõnniteel
latern tookord säras,
ta särab nüüdki veel
Ja ootab et me tema all
taas kohtuksime tänaval,
kui kord Lily Marlene,
kui kord Lily Marlene.

Latern oma kaitsel
me õnne pühendas
kauni tunni maitsel
me varjud ühendas
Mis sest, et rahvas möödus meist
me nägime vaid teineteist
mu neid Lily Marlene,
mu neid Lily Marlene.

Juba lahku viiski
signaal me õnneteelt
kolm päeva kartsa siiski
ei julgustand mu meelt
ehk küll su juurde ihkasin
ja lahkumist ma vihkasin
mu tüdruk Lily Marlene,
mu tüdruk Lily Marlene.

Latern sinu sammu
tunneb ikka veel
kuigi mina ammu
viibin kaugel teel
Ja ootab et me tema all
taas kohtuksime tänaval
mu neid Lily Marlene,
mu neid Lily Marlene.

Kui mul uni laugel
öisel puhkusel
tõotan sulle kaugelt
kaitsekraavist veel
Kui igav hakkab laternal
sind ootan jälle tema all
kui siis Lily Marlene,
kui siis Lily Marlene.

Contributed by CCG/AWS Staff - 2009/5/8 - 04:53


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Language: Finnish

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FINLANDESE / FINNISH - Kerttu Mustonen / Georg Malmstén

Versione finlandese di Kerttu Mustonen.
L'unica dove Lili Marleen cambia del tutto nome: si chiama infatti "Liisa". E' stata interpretata per la prima volta nel 1943 dal cantante Georg Malmstén (probabilmente l'unico uomo che l'ha mai cantata, perché usualmente la canzone è affidata a una voce femminile).

Finnish version by Kerttu Mustonen.
It is the only version in which the girl has a totally different name: "Liisa". It was first interpreted 1943 by the Singer Georg Malmstén (probably the only man who has ever sung it: traditionally, the song is interpreted by a woman).


Georg Malmstén.
Georg Malmstén.


Kerttu Mustonen (1891-1959) è stata un'apprezzata cantante finlandese; cosi pure Georg Malmstén (1902-1981). Quest'ultimo cantava sia in finlandese che in svedese. Vogliamo qui ringraziare il sig. Markku Leporanta, che ci ha scritto segnalandoci alcune notizie su Kerttu Mustonen e, soprattutto, ci ha fornito il testo esatto di questa versione finlandese che era inesatto in alcuni punti. [CCG/AWS Staff]

Kerttu Mustonen (1891-1959) was a much appreciated Finnish singer, as well as Georg Malmstén (1902-1981). The latter was able to sing both in Finnish and Swedish. We seize to occasion to thank Mr Markku Leporanta, who has made available to us a number of details on Kerttu Mustonen and, above all, has contributed the correct Finnish lyrics of this version, that was incorrect in some points. [AWS/CCG Staff]

LIISA

Kasarmimme eessä
suuri portti on,
mi illan pimetessä
jää lyhdyn valohon.
Sen eessä jälleen
kohdataan,
ja lyhdyn alla
haastellaan,
kuin ennen Liisa pien´,
kuin ennen Liisa pien´.

Huomas kaikki heti,
meitä katsoessaan,
et´ lempi yhteen veti,
kun yks´ jäi varjo vaan.
Sen nähdä kaikki kyllä saa,
ken lyhdyn alla armastaa,
sun kanssas´ Liisa pien´,
Sun kanssas' Liisa pien'.

Iltahuudon hetki
liian pian sai.
Vois tulla kallis retki,
siks´ nyt jo lähden vain.
Sulle nyt
kuiskaan näkemiin,
vaik´ tahtoisin
mä kaupunkiin,
sun kanssas´ Liisa pien´,
Sun kanssas' Liisa pien'.

Askeleesi siellä,
kauniin käyntis myös,
ne tuntee lyhty siellä,
mi´ jälleen loistaa yös´.
Jos en mä enää
palaa lain,
ken lyhdyn al-
la seisoo ain,
sun kanssas´ Liisa pien´,
sun kanssas' Liisa pien'.

Kaikki sumuun häipyy,
maa ja taivaskin,
Huulillani säihkyy
tuo nimi rakkahin.
Luokses mä unel-
missain saan,
taas lyhdyn al-
la kohdataan,
kuin ennen Liisa pien´,
kuin ennen Liisa pien'.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:34


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Language: French

FRANCESE / FRENCH - Henri Lemarchand / Suzy Solidor

Suzy Solidor in un ritratto di Tamara de Lempicka (1932)
Suzy Solidor in un ritratto di Tamara de Lempicka (1932)


Versione francese di Henri Lemarchand
[1940]

Probabilmente la prima di tutte le versioni della canzone in una lingua straniera. Fu interpretata per prima da Suzy Solidor.

Standard French version by Henri Lemarchand
[1940]

Probably the first version ever composed in a foreign language. It was first interpreted by Suzy Solidor.

LILY MARLÈNE

Devant la caserne
Quand le jour s'enfuit,
La vieille lanterne
Soudain s'allume et luit.
C'est dans ce coin là que le soir
On s'attendait remplis d'espoir
Tous deux, Lily Marlène,
Tous deux, Lily Marlène.

Et dans la nuit sombre
Nos corps enlacés
Ne faisaient qu'une ombre
Lorsque je t'embrassais.
Nous échangions ingénûment
Joue contre joue bien des serments
Tous deux, Lily Marlène,
Tous deux, Lily Marlène.

Le temps passe vite
Lorsque l'on est deux!
Hélas on se quitte
Voici le couvre-feu...
Te souviens-tu de nos regrets
Lorsqu'il fallait nous séparer?
Dis-moi, Lily Marlène?
Dis-moi, Lily Marlène?

La vieille lanterne
S'allume toujours
Devant la caserne
Lorsque finit le jour
Mais tout me paraît étrange
Aurais-je donc beaucoup changé?
Tous deux, Lily Marlène,
Tous deux, Lily Marlène.

Cette tendre histoire
De nos chers vingt ans
Chante en ma mémoire
Malgré les jours, les ans.
Il me semble entendre ton pas
Et je te serre entre mes bras
Tous deux, Lily Marlène,
Tous deux, Lily Marlène.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:21


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Language: Japanese

GIAPPONESE / JAPANESE

La versione giapponese.
The Japanese version.

E' ripresa da questa pagina. Non sappiamo se si tratta della versione standard (la canzone era comunque nota alle truppe giapponesi impegnate nella II guerra mondiale) o di una versione posteriore.

Lyrics are reproduced from this page. We don't know if it is the standard version (in any case, the song was known to the Japanese troops fighting in WW II) or a later version. [CCG/AWS Staff]

リリー・マルレーン

加藤登紀子 作詞
Norbert Schultze 作曲
(曲はポピュラーコーナーと同じ)


ガラス窓に灯がともり 今日も町に夜がくる
いつもの酒場で 陽気に騒いでる
リリー リリー マルレーン
リリー リリー マルレーン

男達にかこまれて 熱い胸を躍らせる
気ままな娘よ みんなのあこがれ
リリー リリー マルレーン
リリー リリー マルレーン

お前の赤い唇に 男達は夢を見た
夜明けがくるまで すべてを忘れさせる
リリー リリー マルレーン
リリー リリー マルレーン

ガラス窓に日が昇り 男達は戦にでる
酒場の片隅 ひとりで眠っている
リリー リリー マルレー
リリー リリー マルレーン

月日は過ぎ人は去り お前を愛した男達は
戦場の片隅 静かに眠ってる
リリー リリー マルレーン
リリー リリー マルレーン

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/9/5 - 20:32


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Language: Greek (Modern)

GRECO / GREEK

Tante le traduzioni: ma ancora mancava quella in greco. Cerco di rimediare, come posso io. Ho pensato che la cosa migliore fosse tradurre la traduzione dal tedesco offerta da Alfesibeo, il quale ne garantisce l'aderenza letterale. (gpt)

ΛΙΛΙ ΜΑΡΛΕΕΝ

Μπροστά στην στρατώνα
μπροστά στην μεγάλη πύλη
στεκόταν ένα φανάρι
κι ακόμα στέκεται εκεί μπροστά.
Μακάρι εκεί να συναντηθούμε
μακάρι να σταθούμε
όπως παλιά, Λιλί Μαρλέεν !!

Οι δυό σκιές μας φαινότανε μιά μονάχα
και πόσο πολύ αγαπιόμαστε εμεις
απ'αυτό δειχνότανε ακριβώς.
Κι ο κόσμος όλος πρέπει να το δει,
πότε θα σταθούμε δίπλα στο φανάρι
όπως παλιά, Λιλί Μαρλέεν.

Και φώναξε ο σκοπός: «Η αποχώρηση σημαίνει
πρόσεξε τρεις μέρες να μην τις φας»
«Καμαράντ, εδώ πια είμαι».
Εκεί αποχαιρετηθήκαμε,
με τι χαρά θα είχα φύγει μαζί σου
μαζί σου, Λιλί Μαρλέεν.

Τα βήματά σου καλά τα ξέρει, ξέρει και το βάδισμά σου τ'ελαφρό
κάθε βραδιά ανάβει αυτό
μα εμμένα δεν θυμάται από πολύ.
Κι αν συμφορά τυχόν μου γίνει
ποιός θα σταθεί δίπλα στο φανάρι
μαζί σου, Λιλί Μαρλέεν;

'Εξω απ'το διάστημα τ'ακίνητο
έξω από το έδαφος της Γης
με σηκώνει σαν σ'όνειρο το στόμα σου π'αγάπησα.
'Οταν οι τελευταίες ομίχλες θα λειώσουν
εγώ θα σταθώ εκεί δίπλα στο φανάρι όρθιος,
όπως παλιά, Λιλί Μαρλέεν.

Contributed by Gian Piero Testa - 2012/4/10 - 22:19


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Language: Icelandic

ISLANDESE / ICELANDIC

L'Islanda sarebbe forse l'ultimo paese al mondo dove ci si aspetterebbe di trovare una versione di "Lili Marleen", poiché nella sua storia non ha fatto mai una guerra che fosse una. E per il semplicissimo e nobilissimo motivo che non ha mai avuto un esercito. Eppure una "Lili Marleen" è riuscita ad arrivare anche lassù, anche se decisamente...snaturata. Da un canzoniere popolare abbiamo reperito questa breve versione (si tratta solo della prima strofa) dove "Lily Marlene" diventa, con un adattamento molto "islandese", la ragazza di un pastore il quale "torna a casa prima che la primavera splenda nella valle". A casa, "dietro le montagne azzurre", lo "aspetta il suo amore". Una volta a casa, la "abbraccerà e la bacerà" terminando con un "sto arrivando e tu mi ami". Viene fornita una traduzione inglese letterale. [CCG/AWS Staff]

LILY MARLENE

Að baki hinna bláu fjalla
bíður ástin mín,
ég mun koma aftur heim,
er vor í dalnum skín.
Einmana ég þrái og hugsa um þig,
þá hvíslast á mín kveðja og þrá,
ég kem, þú elskar mig,
ég kem, þú elskar mig.

Behind the blue mountains
my sweetheart is waiting,
I'll be back home
before the spring shines in the valley.
And finally I'll kiss and hug you,
my sorrows and my pains are over,
I'm coming, you love me,
I'm coming, you love me.

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/10/22 - 02:26


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Language: Latin

LATINO / LATIN [1]- Meredith Minter Dixon

Versione latina di Meredith Minter Dixon
Latin version by Meredith Minter Dixon
In Latinum sermonen vertit Mereditha Minter Dixon

Extra hiberna
In decumana,
Trita'rat laterna;
Manebit vetusta,
Conveniemus hoc rursus;
Infra laternam stabimus,
Olim Lili Marleen.
Olim Lili Marleen.

Duae umbrae nobis
Una facta sunt.
Amavimus inter nos
Et omnes viderunt.
Omnes videbunt hac rursus;
Infra laternam stabimus,
Olim Lili Marleen.
Olim Lili Marleen.

Tum vigil dixit
Ut strepuisse vi.
Igitur ad castra
Reveniendum mi.
Ergo te iussi valere.
Malui tecum comitare,
Tecum Lili Marleen.
Tecum Lili Marleen.

Cognoverat vestrum
Incessum passumque.
Vesper' exspectabat
Diu oblita mei.
Occiso me, quis stabit tum,
Infra laternam sic tecum,
Tecum Lili Marleen?
Tecum Lili Marleen?

In hebeti die,
Vita quieta,
Memoria teneo
Quam dulci' oscula.
Nebula noctis venio.
Infra laternam solus sto.
Olim Lili Marleen.
Olim Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:38


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Language: Latin

LATINO / LATIN [2] - Franciscus Kopmeier

Su Ephemeris, web magazine in lingua latina, sono stati casualmente reperiti i primi versi (la prima strofa) di una versione latina di Franciscus (Franz?) Kopmeier, in una biografia di Marlene Dietrich: Haud multi hodie cantilenam illam reminiscuntur, c. t. erat "Lili Marleen", quae altero bello mundano furente aures mulcebat militum praesertim Germanorum variis in Europae regionibus pugnantium atque eorum animos Patriae revisendae desiderio tenebat flebilissimo. En versus quidam illius cantiunculae, quos Latine vertit Franciscus Kopmeier [...] Riportiamo qui il testo della strofa: [CCG/AWS Staff]

[LILI MARLEEN]

Ad castra urbana
ad portam maximam
erat tunc lanterna.
Si est nunc etiam,
conveniamus eodem,
apud lanternam eandem,
ut tunc, Lili Marleen
[ut tunc, Lili Marleen]

[...]

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/9/16 - 20:47


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Language: Latvian

LETTONE / LATVIAN - dziesmas.lv

Versione lettone ripresa da Dziesmas.lv

Latvian version from Dziesmas.lv

LILI MARLĒN

Daudzas latvju meičas vāciski tik prot,
Negrib latvju zēniem skūpstus vairāk dot.
Par to mēs varam tikai smiet,
Ka latvietes ar fričiem iet un dzied-
"Lili Marlēn" un dzied-"Lili Marlēn".

Nepaies ne gadiņš, ražojums kad nāks,
Daudzas latvju meičas, bērna ratus vāks.
Ratiņos guļ fricis mazs un vēder` kas`,
Pēc pupiņ` pras`,un dzied-
"Lili Marlēn" un dzied-"Lili Marlēn".

Fricis latvju meiču drātē jūrmalā,
Uznāk viņas māte- abus pārsteidza.
Mīļā meitiņ, ne... , uz tripera var uzrauties,
Kā reiz Lili Marlēn,
Kā reiz Lili Marlēn.

Contributed by Riccardo Venturi - 2006/3/19 - 01:51


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Language: Dutch

NEERLANDESE (OLANDESE-FIAMMING) / DUTCH (FLEMISH) - Herre de Vos / Lou Bandy Orkester

onder


Versione neerlandese (olandese e fiamminga) di Herre de Vos
[1940]
Poco posteriore a quella francese. Fu interpretata dalla Lou Bandy Orkester.

Standard Dutch version by Herre de Vos
[1940]
It was composed shortly after the French version and interpreted by Lou Bandy Orkester.

ONDER DE LANTAREN
[LILI MARLEEN]

Onder de lantaren,
bij de groote poort,
vrijen vele paren
bij avond ongestoord.
Als ik van boord kom,
ga 'k meteen
terstond naar
die lantaren heen,
met jou Lili Marleen,
met jou Lili Marleen!

Onder de lantaren,
heel dicht bij elkaar...
dat verliefd wij waren,
zag wel een ieder daar!
En elk die glimlacht
- naar ik meen -
gaat hij langs die
lantaren heen:
om ons Lili Marleen,
om ons Lili Marleen!

Onder de lantaren,
werd een sein gehoord,
dat kwam van de baren
en riep mij weer aan boord!
Ik zei vaarwel
en ging toen heen,
bij de lantaren
stond alleen,
mijn schat Lili Marleen,
mijn schat Lili Marleen!

Onder de lantaren,
loop jij nu mijn kind...
Ik ben weer gaan varen
en zwalk door weer en wind.
Soms is mijn hart
zoo zwaar als steen
en dan gaan mijn
gedachten heen
naar jou Lili Marleen,
naar jou Lili Marleen!

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:27


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Language: Polish

POLACCO / POLISH - Wojciech Młynarski

Wojciech Młynarski e Krystyna Janda nel 2001. Wojciech Młynarski and Krystyna Janda in 2001.
Wojciech Młynarski e Krystyna Janda nel 2001. Wojciech Młynarski and Krystyna Janda in 2001.


Versione polacca di Wojciech Młynarski
Polish version by Wojciech Młynarski

LILI MARLEEN

Światło mrok rozgarnia,
bo u koszar bram
Pali się latarnia,
którą dobrze znam.
Zobaczyć ciebie w wieczór ten
W jej blasku chcę
Lili Marleen,
Tak chcę, Lili Marleen.

Zbliżasz się i oto
wśród latarni lśnień,
Cienie dwa się splotą
w jeden wspólny cień.
Niech wszyscy ujrzą obraz ten,
Mój cień i twój,
Lili Marleen,
I twój, Lili Marleen.

Słyszę twoje kroki,
a złociste skry
Twarz twą rzeźbią w mroku,
ból sprawiają mi
Kto będzie z tobą w wieczór ten
I noc po świt,
Lili Marleen,
Po świt, Lili Marleen.

Lecz gdy w otchłań runę,
mocno wierzę że
Jeden pocałunek
twój ocali mnie,
Znów będziesz ze mną w wieczór ten
I noc po świt,
Lili Marleene,
Po świt, Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 19:12


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Language: Portuguese

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PORTOGHESE / PORTUGUESE - Alexandre Monteiro

Libera versione portoghese tratta dal / A rather free Portuguese translation from blog di Alexandre Monteiro/Alexandre Monteiro's webblog.

Em 1915, Hans Leip era um soldado alemão prestes a partir para a Frente Russa. Em plena Grande Guerra, a vida era algo de muito precário e o amor uma coisa efémera. Assolado pela saudade, Leip escreveu alguns versos e dedicou-os à namorada, uma tal Lili, filha do merceeiro da terra. Regressado são e salvo, Leip haveria de publicar esses versos em 1937, em edição de autor. Um dos exemplares haveria de ir parar às mãos do compositor Norbert Schultz, então em ascensão meteórica junto do Partido Nazi.

Impressionado pela imagem da amante que se despede do namorado de sentinela, Schultz compõe no ano seguinte uma canção que tem a sua primeira interpretação feita por uma cantora de Bremerhaven, Lale Andersen. A gravação dá origem a 700 exemplares que passam mais ou menos despercebidos.

É apenas com a ocupação da Jugoslávia pela Wermacht e com a consequente criação da Rádio Belgrado que a canção ganha asas: o director da Rádio, o tenente Karl-Heinz Reintgen, difunde-a pela primeira vez a 18 de Agosto de 1941, a pedido de um amigo seu, combatente do Afrika Korps na Líbia. Por mero acaso, a Lili Marleen é ouvida por Rommel. O general alemão, comandante das forças alemãs no Norte de África, gosta tanto da canção que pede à Rádio Belgrado que a emita regularmente. E assim acontece: todos os dias, às 21.55, a emissão da Rádio Belgrado termina a sua emissão com a Lili Marleen, para embevecimento dos militares alemães.

Contudo, o teor nostálgico da canção não agrada a Berlim: o Ministério da Propaganda proibe a sua difusão com o argumento de que a Lili Marleen faz baixar o moral das tropas. Sob uma chuva de protestos, Goebbels tem de retractar-se e a canção passa vezes sem conta nas rádios alemãs, um verdadeiro hit discográfico avant la lettre difundido para uma Europa a ferro e fogo.

A canção torna-se um ícone, não só para os alemães como igualmente para os ingleses. Quando o Exército britânico dá por isso, milhares e milhares dos seus Desert Rats cantam em surdina a Lili Marleen - e, para cúmulo, em alemão!

Preocupados com o efeito subversivo que a canção poderia ter, os britânicos fazem gravar apressadamente uma versão sua, interpretada pela diva da altura, Vera Lynn (a tal que é citada no álbum The Wall, dos Pink Floyd, a fazer uma perninha com o seu We’ll meet again) numa versão de J. J. Phillips e Tommy Connor.

De todas as versões aquela de que mais gosto é, contudo, a interpretada pela Marlene Dietrich. E é esta versão, também ela gravada para as tropas americanas, a que se ouve hoje e se pode ler, aqui, em tradução livre. - Alexandre Monteiro.

LILI MARLEEN

Ali, junto ao quartel
ao pé da grande porta
havia um candeeiro alto
que ainda hoje se mantém de pé.
era aí que nos queriamos reencontrar
onde ficaríamos os dois, junto ao candeeiro
como antigamente, Lili Marleen
como antigamente, Lili Marleen

As nossas sombras encontravam-se
juntas fundiam-se como se fossem uma só
estávamos tão apaixonados
todos o podiam imediatamente ver
todos podiam contemplar-nos
quando estávamos junto ao candeeiro
como antigamente, Lili Marleen
como antigamente, Lili Marleen

E foi então que a sentinela gritou:
já tocou a reunir,
podes perder três dias de licença"
"camarada, já estou a caminho"
e foi assim que tivemos que dizer adeus
o que eu preferia ter ido contigo
contigo, Lili Marleen
contigo, Lili Marleen

O candeeiro sabe de cor as tuas passadas
o modo gracioso do teu andar
e, embora se acenda todas as noites
esqueceu-me já há muito.
se algo me acontecer
quem ficará debaixo do candeeiro
contigo, Lili Marleen?
contigo, Lili Marleen?

Dos céus acima de nós
das profundezas da terra
os teus lábios, como se eu sonhasse
elevam-se à procura dos meus
e eu, perdido no nevoeiro do entardecer
espero-te junto ao candeeiro, mais uma vez
contigo, Lili Marleen
contigo, Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/26 - 01:52


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Language: Russian

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RUSSO / RUSSIAN [1] - Josif Brodskij [Йоcиф Бродский]

Versione russa di Josif Brodskij, da lui stesso cantata.
Russian Version by Josif Brodskij, performed by the same.

Josif Brodskij.
Josif Brodskij.


Текст этой песни написал немецкий солдат Hans Leip перед своей отправкой на русский фронт в 1915 г. Известный композитор Norbert Schultze обратил внимание на это стихотворение и в 1938 г. написал к нему музыку. В 1939 г. Lale Andersen записала эту песню на пластинку. 18-го августа 1941 Soldatensender Belgrad в первый раз в исполнении Лале Андерсен передал в эфир песню, которая вскоре стала позывными этой радиостанции. Песню подхватывали все, кто ее слышал, и она стала неофициальным гимном солдат всех фронтов Второй Мировой войны.

Песня была очень популярна в немецкоговорящих странах в конце 30-х и 40-х годах, благодаря исполнению этой песни Marlene Dietrich, также и на английском языке, во время концертов в разных странах позволило завоевать сердца миллионов людей по всему земному шару. - ostfront.ru


Josif Brodskij è stato uno dei maggiori poeti contemporanei di lingua russa. Ne riportiamo qui, per la sua importanza, una breve biografia:

Russian Version by Josif Brodskij.
Josif Brodskij is one leading Russian poet of the past century. Here's a short biography in Italian and English:



In America sul comodino degli alberghi, si trova una copia della Bibbia. Da qualche anno, in quelli più importanti, anche un libro di Josif Brodskji, un uomo convinto che la poesia come le automobili, può portare lontano, perché è uno straordinario acceleratore mentale, e il poeta è l’animale più sano, l’unico che riesca a fondere il mondo razionale con il mondo intuitivo.

Josif Brodskji nasce a S. Pietroburgo il 24 maggio del 1940. Il padre Alexandr era ufficiale della Marina sovietica con la passione per la fotografia. Una passione che diventò un mestiere-ripiego, quando, a causa dell’origine ebraica, sopraggiunse il prepensionamento, perché l’antisemitismo stava diventando dottrina di stato. La madre Maria Volpert, durante la guerra lavorò come traduttrice nei campi di lavoro per prigionieri tedeschi, e finì per fare la contabile.

S. Pietroburgo e quel quotidiano fatto di diversità consapevole, coltivata dalla sua famiglia, in un Paese in cui la regola era essere uguali, daranno il ritmo al suo destino. Una città sospesa, lontana, affollata d’odori, ricordi, densa di personaggi letterari, e mai dimenticata, ritrovata in Venezia, in una sorta di trasposizione fisica e letteraria, di cui ci lascerà la descrizione in Fondamenta degli incurabili, attraverso un inimitabile gioco di specchi.

È quella città, insieme con una capacità di raccogliere tutto quello che si sospendeva sulla retina, ad averlo reso grande. Sia la fotografia sia la poesia colgono frammenti di vissuto, ma se la prima coglie l’attimo, la superficie, la seconda guarda all’eterno. Incoraggiato dalla madre, aveva abbandonato la scuola a quindici anni, incominciò a studiare da autodidatta e a comporre le prime poesie.

L’apprezzamento dell’Achmatova e l’eco delle sue letture — in molti accorrevano per ascoltare la sua indimenticabile voce nasale, capace di sollevare le parole e farle danzare — lo rendono inviso al Potere Sovietico. Accusato di fannullaggine sociale, processato, nel 1972 fu costretto a emigrare negli Stati Uniti, dove diventò cittadino americano nel 1977. Lì insegnò in diverse università, svolgendo contemporaneamente una vasta attività di pubblicista e poeta. Nel 1991-1992 fu nominato Poet Laureate degli Stati Uniti. La prima persona che volle incontrare, una volta arrivato in Occidente, fu Auden, l’unico che a suo parere, potesse sedersi sull’Enciclopedia Britannica. Della sua condizione d’esule moderno, sospeso nel tempo, nello spazio, ci resta il discorso d’accettazione al premio Nobel per la Letteratura, ricevuto nel 1987, pubblicato in Dall’esilio.

Il problema su cui ruota l’impianto della sua vasta e coerente opera è riuscire a far accettare, non solo percepire, la cultura, e nello specifico la poesia come vettore per la comprensione della realtà.

Ma soprattutto chiarire, in modo definitivo, che l’estetica è la madre dell’etica. Che uno sguardo incapace di riconoscere la simmetria delle cose è anche incapace di essere giusto. L’amore per Austen, Frost, Achmatova, Cvetaeva (l’unica con cui avesse deciso di non competere per il suo tono tragico inarrivabile), la capacità di rimettersi in discussione attraverso le parole e la loro plasticità rendono la sua attività un’opera d’arte pienamente compiuta. La possibilità di scrivere in russo, poesie, e in inglese, saggi, anche se scrisse in inglese un’elegia dal titolo Lowell per rendere omaggio alla memoria del poeta, e di mantenere intatta anche nella traduzione italiana il sottile estetismo della sua mente, lo rendono ineguagliabile. Una parola modulare la sua, come se le due lingue che usava non facessero altro che intersecarsi e comprendersi, quasi a lenire quella lontananza che l’esilio aveva tracciato in maniera definitiva.

Un uomo che riconosceva come unica divinità la lingua. Tutto il resto, corpo compreso, una trappola, capace di una fissità innaturale, una corazza per la parola, parola che in lui risuonava come un’onda.

Morto il 28 gennaio del 1996 a Brooklyn ha trovato finalmente riposo a Venezia.

Raccolte tradotte in italiano:
Fermata nel deserto, a cura di G. Buttafava, Milano, Mondadori, 1979
Poesie 1972- 1985, a cura di G. Buttafava, Milano, Adelphi, 1986,
Fuga da Bisanzio, trad. G. Forti, Milano, Adelphi, 1987
Il canto del pendolo, trad. G. Forti, Milano, Adelphi, 1987
Dall’esilio, Milano, Adelphi, 1988
Fondamenta degli incurabili, trad. G. Forti, Consorzio Venezia Nuova, 1989, e Adelphi, 1991
Marmi, trad. Fausto Malcovati, Milano, Adelphi, 1995
Poesie italiane, a cura di S. Vitale, Milano, Adelphi, 1996
Dolore e ragione, trad. G. Forti, Milano, Adelphi, 1998
Discovery, una poesia per bambini, con illustrazioni di V. Radunskij, testo italiano di A. Molesini, Milano, Mondadori, 1988

Nobel Prize winner and fifth U.S. poet laureate, Russian-born Joseph Brodsky (born Iosif Alexandrovich Brodsky; 1940-1996) was imprisoned for his poetry in the former Soviet Union but was greatly honored in the West.

Joseph (Iosif Alexandrovich) Brodsky was born on May 24, 1940, in Leningrad (now St. Petersburg), where he attended school until about 1956. His father was an officer in the old Soviet Navy. The family fell into poverty when the government stripped the older Brodsky, a Jew, of his rank.

When he left school, Joseph began an intensive program of self education, reading widely and studying English and Polish. He worked in photography and as an aid to a coroner and a geologist. He translated into Russian the work of John Donne, the 17th-century English poet, and Czeslaw Milosz, a modern Polish poet. He also wrote his own poetry, which impressed Anna Akhmatova, one of the country's leading literary figures.

ЛИЛИ МАРЛЕН

Возле казармы, в свете фонаря
кружатся попарно листья сентября,
Ах как давно у этих стен
я сам стоял,
стоял и ждал
тебя, Лили Марлен,
тебя, Лили Марлен.

Если в окопах от страха не умру,
если мне снайпер не сделает дыру,
если я сам не сдамся в плен,
то будем вновь
крутить любовь
с тобой, Лили Марлен,
с тобой, Лили Марлен.

Лупят ураганным, Боже помоги,
я отдам Иванам шлем и сапоги,
лишь бы разрешили мне взамен
под фонарем
стоять вдвоем
с тобой, Лили Марлен,
с тобой, Лили Марлен.

Есть ли что банальней смерти на войне
и сентиментальней встречи при луне,
есть ли что круглей твоих колен,
колен твоих,
Ich liebe dich,
моя Лили Марлен,
моя Лили Марлен.

Кончатся снаряды, кончится война,
возле ограды, в сумерках одна,
будешь ты стоять у этих стен
во мгле стоять,
стоять и ждать
меня, Лили Марлен,
меня, Лили Марлен.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 19:14


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RUSSO / RUSSIAN

Trascrizione del testo russo in caratteri latini
Romanized Russian version

LILI MARLEN

Vozle kazarmy, v svete fonarja
kružatsja poparno lisťja sentjabrja,
Ax kak davno u ətix sten
ja sam stojal,
stojal i ždal
tebja, Lili Marlen,
tebja, Lili Marlen.

Esli v okopax ot straxa ne umru,
esli mne snajper ne sdelaet dyru,
esli ja sam ne sdamsja v plen,
to budem vnov’
krutiť ljubov’
s toboj, Lili Marlen,
s toboj, Lili Marlen.

Lupjat uragannym, Bože pomogi,
ja otdam Ivanam šlem i sapogi,
liš’ by razrešili mne vzamen
pod fonarem
stojať vdvoem
s toboj, Lili Marlen,
s toboj, Lili Marlen.

Esť li čto banaľnej smerti na vojne
i sentimentaľnej vstreči pri lune,
esť li čto kruglej tvoix kolen,
kolen tvoix,
Ich liebe dich,
moja Lili Marlen,
moja Lili Marlen.

Končatsja snarjady, končitsja vojna,
vozle ogrady, v sumerkax odna,
budeš’ ty stojať u ətix sten
vo mgle i ždať
menja, Lili Marlen,
menja, Lili Marlen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/9/17 - 13:13


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Language: Russian

Cantata da Josiph Brodskij stesso nella sua traduzione in russo.

A voler essere precisi, Brodskij tradusse non l'originale "Lily Marleen" scritta da Hans Leip nel 1915, ma una versione della canzonetta, sentita per caso, fatta da Lev Kopelevyj nel 1942. Nondimeno, personalmente non ho dubbi sul fatto che in russo "Lily Marlen" debba suonare proprio come l'ha tradotta Brodskij. Quando e dove fu fatta questa registrazione non si sa. Probabilmente a Leningrado alla fine degli anni '60.

(testo tradotto dal russo e tratto dal sito http://imwerden.de)

Traduzione letterale della versione di Brodskij in italiano:

Nella canzone c'è anche un'altra strofa, non presente sul nastro.

Ci fosse qualcosa di più banale della morte in guerra
e più sentimentale di un incontro sotto la luna
ci fosse qualcosa di più rotondo delle tue ginocchia
delle tue ginocchia
Ich liebe dich
mia Lily Marlen
mia Lily Marlen.


(traduzione: Francesca Lazzarin)
Lili Marleen cantata da Josif Brodskij/sung by Joseph Brodsky

Fuori dalla caserma, alla luce di un lampione,
le foglie di settembre turbinano a due a due
Ah, quanto a lungo accanto a questi muri
sono rimasto in piedi
in piedi ad aspettare
te, Lily Marlen.

Se non morirò di terrore giù nelle trincee
se una granata non mi scaverà una fossa
se io stesso non sarò fatto prigioniero
allora faremo di nuovo
turbinare l'amore
io e te, Lili Marlen.

Picchieranno con la forza di un uragano, che Dio ci aiuti,
restituirò a Ivan l'elmetto e gli stivali,
magari mi lasciassero, in cambio,
stare sotto il fanale in due,
con te, Lili Marlen.

Finiranno i proiettili, finirà la guerra
fuori dal cancello, da sola al tramonto,
tu starai in piedi accanto a questi muri,
starai all'ombra,
in piedi ad aspettare
me, Lili Marlen.

2007/5/28 - 12:31


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Language: Russian

RUSSO / RUSSIAN [2]

Una versione letterale russa del testo originale tedesco, da ostfront.ru
A word-for-word Russian translation of the German lyrics, from ostfront.ru

Перед казармой, перед большими воротами
Стоял фонарь, да и сейчас ещё перед ними стоит.
Давай, свидимся там опять,
Будем стоять у фонаря,
Как когда-то Лили Марлен.
Как когда-то Лили Марлен.

Наши две тени выглядели как одна.
То, что мы друг друга любили,
Было сразу из этого видно.
И пусть все это видят,
Когда мы стоим под фонарём,
Как когда-то Лили Марлен.
Как когда-то Лили Марлен.

Уже часовой прокричал:
"Сыграли вечернюю зарю,
Тебя посадят на три дня на губу!"
- "Приятель, Сейчас иду".
И мы сказали (друг другу): "До свидания".
Ах, как я охотно пошел бы с тобой,
С тобой, Лили Марлен.
С тобой, Лили Марлен.

Фонарь узнает твои шаги, твою красивую походку,
Он горит все дни, но уже давно меня забыл.
И если со мной приключится горе,
Кто будет стоять у фонаря
С тобой, Лили Марлен.
С тобой, Лили Марлен.

Из тихого помещения,
со дна земли меня,
Словно во сне, поднимает твой влюбленный рот.
Даже когда будут крутиться вечерние туманы,
Я буду стоять у фонаря,
Как когда-то Лили Марлен.
Как когда-то Лили Марлен.

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/9/6 - 15:51


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Language: Russian

RUSSO / RUSSIAN [3] - Alla und Aleksandr [Алла Унд Александр]

La versione russa [2005] interpretata dal duo Alla und Aleksandr, ripresa da stihi.ru.

The Russian version [2005] by the Russian duo Alla und Aleksandr, reproduced from stihi.ru

ЛИЛИ МАРЛЕН
(Hans Leip, 1915)

Там, где у казармы
К кирхе поворот,
Столб стоит фонарный
У больших ворот.
Ты приходи ко мне туда -
Мы постоим у фонаря
|: С тобой, Лили Марлен. :|

Обе наши тени
Будут как одна
И в любви сольются
В свете фонаря...
Пусть же нас видят все вокруг!
Не уходи, мой милый друг,
|: Моя, Лили Марлен! :|

Что ж, пора на вахту,
И труба зовет! -
Иль три дня гауптвахты -
Наказанье ждет.
Милая, до свидания...
Как бы хотел остаться я
|: С тобой, Лили Марлен! :|

И фонарь тот помнит
Милые черты...
Он горит, как звезды,
С ночи до зари!
Завтра нас ждет война и фронт -
Кто ж к фонарю теперь придет
|: К тебе, Лили Марлен? :|

Отсвистели мины,
Вечер настает...
Как во сне, любимый
Голос твой зовет -
И сквозь туман мы полетим
Туда, где тот фонарь стоит,
|: С тобой, Лили Марлен... :|

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/9/7 - 11:23


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Language: Serbian

SERBO / SERBIAN [KIRILICA]

E' la traduzione serba (in alfabeto cirillico) ripresa dalla edizione serba di WikiSource.

The Serbian translation (in Cyrillic characters) is reproduced from the Serbian edition of WikiSource.

ЛИЛИ МАРЛЕН

Пред касарном
Пред главним улазом,
Стајао је један фењер
И стоји још пред њом
Ако се поново будемо видели
Код тог фењера ћемо стати
Као некад, Лили Марлен.

Наше две сенке
Изгледале су као једна
По томе је свако видео
Колико се волимо
И сви људи нека виде
Под светлом како стојимо
Као некад, Лили Марлен.

А у то повиче стражар
И трубач засвира повечерје
То може коштати три дана
„Друже, одмах долазим“
Кажемо једно другом „довиђења“
А тако сам желео да одем са тобом
Са тобом, Лили Марлен.

Фењер зна твој корак
И твој лепи ход
Сваку ноћ он гори
А мене је већ заборавио
И ако ми се догоди најгоре
Ко ће код фењера стајати
Са тобом, Лили Марлен?

Изнад овог тихог места
Дубоко под земљом
Узносе ме као у сну
Твоје љупке усне
И кад се заталаса магла
у овим касним сатима
Стајаћу код тог фењера
Као некад, Лили Марлен.

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/9/5 - 20:52


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Language: Serbian

SERBO / SERBIAN [LATINICA]

La medesima versione serba nell'alfabeto serbo-latino (latinica). Trascrizione di Riccardo Venturi.
The same Serbian version in the Serbo-Latin alphabet (latinica). Transcription by Riccardo Venturi.

LILI MARLEN

Pred kasarnon
Pred glavnim ulazom
Stajao jedan fenjer
I stoji još pred njom
Ako se ponovo budemo videli
Kod tog fenjera ćemo stati
Kao nekad, Lili Marlen.

Naše dve senke
Izgledale su kao jedna
Po tome je svako video
Koliko se volimo
I svi ljudi neka vide
Pod svetlom kako stojimo
Kako nekad, Lili Marlen.

A u to poviče stražar
I trubač zasvira povečerje
To može koštati tri dana
“Druže, odmah dolazim”
Kažemo jedno drugom “doviđenja”
A tako sam želeo da odem sa tobom
Sa tobom, Lili Marlen.

Fenjer zna tvoj korak
I tvoj noć on gori
A mene je već zaboravio
I ako mi se dogodi najgore
Ko će kod fenjera stajati
Sa tobom, Lili Marlen?

Iznad ovog tihog mesta
Duboko pod zemljom
Uznose ljupke usne
I kad se zatalasa magla
U ovim kasnim satima
Stajaću kod tog fenjera
Kao nekad, Lili Marlen.

2008/9/6 - 15:43


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Language: Slovenian

SLOVENO / SLOVENIAN - Vlado Kreslin

Versione slovena di Vlado Kreslin
(Album: "Spomincice")
Slovenian version by Vlado Kreslin
(from the LP "Spomincice)

Per circa vent'anni Vlado Kreslin, è stato al centro della scena della musica popolare Slovena. Iniziò come cantante in un gruppo rock - Martin Krpan - fino ad affrancarsi come solista grazie alla composizione di indimenticabili canzoni. Considerato una sorta di Fabrizio De André sloveno Vlado Kreslin ha alle spalle trent'anni di musica rock'n'roll. La sua carriera come autore è iniziata invece circa dieci anni fa.

Since about twenty years Vlado Kreslin has been playing a leading role in the field of Slovenian folk music. After his debut with the rock band "Martin Krpan", he started his solo career by composing a number of unforgettable songs. According to many, he's kind of Slovenian Fabrizio de André. Vlado Kreslin has a thirty years long career as a rock musician; his career as an author started about ten years ago.

Altre informazioni su Vlado Kreslin / Further information on Vlado Kreslin

LILI MARLEN

Tamkaj pred kasarno poleg glavnih vrat,
stala je lanterna, ki je tam se od takrat.
Pod njeno zolto tam lucjo,
prijel te bom, spet za roko
kot ze, Lili Marlen, kot ze, Lili Marlen

Tam je majhen svet samo za naju dva,
kjer se tvoja senca z mojo poigra.
In vsi ljudje naj vidijo,
da to je najino slovo,
s teboj, Lili Marlen

Tvoj korako samotno odmeva v temo
mojega ze dolgo ni vec pod lucjo.
In ko bo svet temo pregnal,
le kdo bo pod laterno stal,
s teboj, Lili Marlen
s teboj, Lili Marlen

V vetru nad grobovi, ki hlipa za vse nas,
slisi se kot v sanjah tvoj ljubeci glas.
In ko bo sver meglo pregnal,
bom spet tam pod lanterno stal,
s teboj, Lili Marlen
s teboj, Lili Marlen

2005/3/26 - 13:51


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Language: Spanish

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SPAGNOLO / SPANISH [1] - anonimo / unknown

Versione spagnola anonima
[ca. 1943]
Spanish version. The author is unknown.
[about 1943]



Durante toda su vida siguieron llegándole honorarios a la cuenta del compositor berlinés Norbert Schultze por su "Lili Marleen".

Bing Crosby, Jean-Claude Pascal, Freddy Quinn, Greta Garbo, Marlene Dietrich, Manuela y Marta Sánchez han grabado su voz con la música de Norbert Schultze y el texto de Hans Leip. Ninguno de ellos, sin embargo, ha logrado el éxito de su verdadera "creadora": Lale Andersen.

En principio Lale Andersen no se interesó por la melodía, dedicada como estaba a las canciones marineras de su Bremerhaven. Cuando en 1940 el compositor Norbert Schultze le ofreció incluir la melodía en su repertorio, no aceptó: cantaba ya una versión similar sobre "un soldado de guardia", de Hans Leip, sin que pudiera decirse que tuviera un gran eco. Únicamente cuando se dio cuenta de que la canción de Schultze gustaba, sobre todo al público de la radio, aceptó grabarla en disco. Pero la Alemania en guerra necesitaba otras canciones más excitantes y Lili Marleen no tardó mucho en desaparecer de la actualidad.

A mediados de 1941 Radio Belgrado -que transmitía programas para el Norte de África- pidió a Radio Viena nuevos discos. Un suboficial de Radio Belgrado seleccionó con el encargado del archivo una serie de grabaciones, entre ellas unas cuantas que llevaban la advertencia "pasados de moda". Por falta de otros mejores, Radio Belgrado emitió varias veces los que tenía a su disposición a partir del 18 de agosto de 1941. Hasta que intervino desde Berlín el ministro de Propaganda. Goebbels, que había ya roto por su cuenta una de las dos matrices originales, consideraba los versos "macabros" y la melodía excesivamente sentimental. Radio Belgrado no tuvo más remedio que retirar a Lale con su Lili.

Poco después empezaron a llegar peticiones de los soldados alemanes en África pidiendo que se repitiera la canción. La emisora reanudó la programación del disco utilizándolo como sintonía de cierre de su emisión de las 21,55 preguntando a Berlín si estaba de acuerdo.

Goebbels se indignó, pero no tuvo más remedio que aceptar "Lili Marleen" como refuerzo de la moral de la tropa, si bien cambiando la versión de Lale Andersen por una de marcha militar.

Una vez más protestaron los soldados exigiendo la versión antigua. Goebbels se rindió. Las otras emisoras alemanas imitaron a la de Belgrado. Diariamente se podía escuchar hasta treinta veces la voz de Lale Andersen cantando: "Vor der Kaserne, vor dem grossen Tor". La artista se hizo famosa de la noche a la mañana. Los soldados mandaban cartas a "Lili Marleen, Radio Belgrado" o a "Lale Andersen, Berlin, Alemania". Hasta ese momento había estado cantando en los casinos de oficiales sin atraer demasiado la atención: De repente la solicitaban de todas partes.

Vigilada por la GESTAPO "Ganaba mucho dinero -contó Lale (Elisabeth Carlotta Bunterberg era su verdadero nombre)- pero debido a la guerra mi estilo de vida no cambió en absoluto.

Goebbels dio orden a la Gestapo para que vigilara a la destinataria de millones de cartas de soldados. Durante un viaje a Italia -donde debía cantar ante heridos de guerra- se dirigió por escrito al compositor suizo Rolf Liebermann pidiéndole que la ayudara a huir a Suiza.

La Gestapo descubrió la carta y detuvo a la cantante Lale Andersen: "Me dijeron que aquello seria el final de mi carrera, que seria internada en un campo de concentración. Esa noche hubo tres alarmas aéreas; pensé que lo mejor era terminar cuanto antes y tomé todos los somníferos que tenía: volví a recobrar el sentido tres semanas más tarde..." Mientras tanto, la BBC de Londres dio la noticia de que Lale Andersen había sido internada en un campo de concentración, y que había muerto allí. A Goebbels se le presentaba la gran ocasión de demostrar cómo mentía la emisora inglesa. Lale Andersen tuvo que seguir actuando en público, prohibiéndosele revelar la obligación que tenía de presentarse dos veces por semana a la Gestapo, en Berlín. "Lili Marleen" desapareció de las ondas controladas por los alemanes a raíz de la derrota de Stalingrado, sin duda al no poder seguir considerándola como un tónico de la moral de combate.

Sin embargo, para entonces "Lili Marleen" había triunfado en todos los frentes como Lilli Marlene y Lily Marléne.

Cuando, tras semanas enteras de cerco, las tropas del "zorro del desierto", Erwin Rommel, conquistaron el fuerte norteafricano de Tobruk y entraron en la ciudad, los altavoces públicos difundían las voces de un trío femenino británico que entonaba el "Lady of the Lamplight-Lilli Marlene". Con la sorpresa del ataque, la emisora había olvidado desconectar los altavoces con el programa de la estación militar de El Cairo, dedicado a los soldados británicos. "Lilli Marlene" se había convertido en la melodía preferida de los soldados del 8º Ejército británico. Hans Leip, autor de la letra, afirmó al respecto: "Durante la primera contienda, el gran éxito fue "Its A Long Way to Tipperary", y revela lo suficiente sobre la falta de sentido de las guerras el que durante la segunda se reservara este honor a una melodía del enemigo".

En 1944 los británicos rodaron una película documental con el titulo: "The True Story of Lilli Marlene". En ella contaba el escritor Tommie Connor cómo a principios de 1942 la BBC le había encargado de poner letra a la popular melodía, de manera que los soldados vieran en "Lilli Marlene" a la hija, la madre, la hermana o la novia.

Cuenta Connor: "Francamente, al principio me quedé desconcertado. Después musité una oración y en 25 minutos estaba hecho el texto. De la primera versión con Anne Shelton se vendieron en pocas semanas un millón de discos".

Cuando a principios de marzo de 1942 las tropas germano-italianas ocuparon Cirenaica, el "Daily Herald" comentaba amargamente el desarrollo de la batalla, ascendiendo a general a la modesta Lili/Lilli, que se había revelado tan débil en su calidad de inspiradora de las tropas británicas, como demostraba el éxito de "su colega Rommel". Por todas partes donde ondeó hasta 1945 la bandera de la Union Jack se siguió cantando:

"... was there that you whispered tenderly, that you loved me, you'd always be... my own Lilli Marlene".

Cuando el 12 de julio de 1948 salieron de Inglaterra en dirección a la patria los últimos 546 prisioneros alemanes, embarcaron cantando el "Lili/Lilli". Cuatro años después de terminadas las hostilidades, una noche primaveral en la Riviera, donde descansaba, el ex premier británico Winston Churchill pidió a la orquesta que interpretara "Lilli Marlene". Al aparecer a la noche siguiente en el local, la orquesta le saludó con las notas de la canción solicitada por él 24 horas antes; Churchill -75 años- se opuso: "Esa canción que con tanta emoción había escuchado la noche anterior traía a la memoria el recuerdo de mucha sangre y muchas lágrimas" (Hans Leip).

"Lili Marleen" ha recorrido el mundo interpretada en 27 idiomas y con 40 letras distintas; siempre con la misma música, siempre con el mismo nombre. Cada traducción, cada adaptación ha dado al texto un nuevo giro sin cambiar el sentido inicial de Hans Leip.

"Dame una rosa y estréchala sobre mi corazón", cantan los italianos. Los franceses recuerdan: "Delante del cuartel, cuando el día se va". Y los japoneses, más heroicos: "Por ti quiero luchar, morir y resucitar". Ya durante la guerra un periódico suizo explicó el inesperado éxito de "Lili": "El secreto de la popularidad de esta melodía se debe sin discusión alguna a su limpieza de espíritu, para la que el soldado en peligro posee una grande y secreta sensibilidad que comparte y le solidariza con sus compañeros de infortunio. La canción se ha convertido, por encima del odio y el fragor de los combates, en un lazo de unión entre los pueblos, sin parangón en la historia".

El éxito de "Lili" sirvió, sobre todo, a su compositor Norbert Schultze. El presidente de la Cámara Musical del Reich, director de orquesta profesor Peter Raabe, inscribió al querido colega en la lista de "artistas creadores" que debían estar exentos del servicio militar. Norbert Schultze supo cumplir puntualmente con el ruego de ponderar el nuevo orden y la revolución nacional.

Accediendo a esto compuso la música de la película propagandística "Feuertaufe", sobre la invasión de Polonia. La música para la película "Bomben auf Engeland", sobre la batalla de lnglaterra. A petición de Rommel, subrayada con un envió de café y licores hecho por el mariscal, la marcha "Panzer rollen in Afrika". Con motivo de la proclamación por Goebbels de la guerra total, "¡Führer befiehl!" En total Schultze entregó a sus mecenas nacionalsocialistas 25 canciones "patrióticas". No sintió el menor remordimiento. En 1967 declaró al periodista Derek Jewell, del "New York Times", que trabajaba en la historia de "Lilli Marlene":

"No puedo arrepentirme de haber escrito todas esas melodías. Eran una exigencia de la época, no mía. Otros disparaban. Yo componía canciones.

¿No hicieron otros compositores lo mismo por su patria?... Pero comprendo la manera de pensar de la gente hoy. Se acuerdan de los tiempos en que escuchaban mi marcha por la radio y exclaman: "¡Dios mío, ése es el hombre que compuso esa maldita música!"

De manera muy diferente de lo que piensan muchos sobre Norbert Schultze, pensaba el general Dwight D. Eisenhower (después presidente de los EE UU) sobre el autor de la letra, Hans Leip. Eisenhower, cuyas tropas habían entrado en París al compás de las notas de "Lilli Marlene" en 1944, supo durante una inspección a la División Regenbogen -en 1945, en Tirol- que se encontraba allí Hans Leip, y quiso conocerlo.

-Tráigame a ese hombre -dijo a su ayudante.

El ayudante informó al general:

-Son las 10, la hora en que suele irse a la cama.

El soldado no podía saber que Leip, desde hacia tiempo, acostumbraba a acostarse antes de las 21,55 con objeto de no caer en la tentación de escuchar "Lili Marleen" por Radio Belgrado.

Eisenhower replicó: "No le molestemos entonces, es el único alemán que durante la guerra alegró al mundo entero".

http://www.editorialbitacora.com/armagedon/mar/mar.htm

LILI MARLEN

Al salir de España
Sola se quedó,
llorando mi marcha
La niña de mi amor.
Cuando partía el tren de allí
Le dijo así mi corazón:
Me voy pensando en ti,
Adiós, Lili Marlen.

Aunque la distancia
Vive entre los dos,
Yo siempre estoy cerca
De tu claro sol,
Pues cuando tu carta llega a mí,
Se alegra así mi corazón,
Que sólo pienso en ti,
Soñando con tu amor.

Cuando vuelva a España
Con mi División
Llenará de flores
Mi niña su balcón.
Yo seré entonces tan feliz
Que no sabré mas que decir:
Mi amor, Lili Marlen,
Mi amor es para ti.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:23


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Language: Spanish

SPAGNOLO / SPANISH [2] (Chile)

Altra versione spagnola (cilena), probabilmente degli anni attorno al 1945:
Another Spanish version (from Chile), probably dating from 1945 or so:

LILI MARLEEN

Bajo la linterna,
frente a mi cuartel
Se que tu me esperas,
mi dulce amada bien.
Y tu corazón al susurrar,
bajo el farol,
latiendo está.
Lili, mi dulce bien
eres tu Lili Marleen.

Cuando llega un parte
y debo marchar
sin saber querida
si voy a regresar
se que me esperas
siempre fiel,
bajo el farol,
frente al cuartel
Lili mi luz de fe
eres tu Lili Marleen

Si en el frente me hallo,
lejos, ay! de ti
oigo que tus pasos
se acercan junto a mi.
Y se que allá
me esperas tu,
junto al farol,
plena de luz
Lili mi dulce bien
eres tu Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:25


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Language: Spanish

SPAGNOLO / SPANISH [3] - Olé Olé

La versione fatta uscire nel 1986 dal gruppo pop spagnolo "Olé Olé" nel loro album "Los caballeros las prefieren rubias".

These are the lyrics of a version of the song released in 1986 by the Spanish pop group "Olé Olé", in their LP "Los caballeros las prefieren rubias".

LILI MARLEN

Esa mina en ruinas sabe que pasó
Mira mi uniforme, mama me lo cosió
Fui un mal soldado, me vendí
Pero al final he vuelto a ti
Por ti, Lili Marlen
Por ti, Lili Marlen

Yo busque la muerte, casi la encontré
Nunca me escribiste, nunca te escribí
Pero maté pensando en ti
Jamás lloré, jamás te vi
Por ti, Lili Marlen
Por ti, Lili Marlen

Nunca me dijeron que es lo que hay que hacer
Salvece quien pueda, locos al poder
Y una explosión me habló de ti
Lili esta mal, Lili esta bien
Por ti, Lili Marlen
Por ti, Lili Marlen

No te envenes, deja de llorar
Quise ser un héroe, otra vez será
No fui un valiente, ya lo sé
Me siento mal, me siento bien
Por ti, Lili Marlen
Por ti, Lili Marlen

Contributed by César Álvarez - 2007/8/13 - 19:06


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Language: Spanish

SPAGNOLO [CILE] / SPANISH - Ejército de Chile

Versión cantada por el ejército chileno durante el siglo XX. Existe una versión que es interpretada por los marinos chilenos que difiere en su texto con la versión que envío

Versione cantata dall'esercito cileno nel secolo XX. Esiste una versione interpetrata dai marinai, con un testo diverso.

LILI MARLEEN

Bajo la linterna, frente a mi cuartel
Se que tu me esperas, mi dulce amada bien.
Y tu corazón al susurrar,
bajo el farol, latuendo está.
Lili, mi dulce bien
eres tu Lili Marleen.

Cuando llega un parte y debo marchar
sin saber querida si voy a regresar
se que me esperas siempre fiel,
bajo el farol, frente al cuartel
Lili mi luz de fe
eres tu Lili Marleen

Si en el frente me hallo, lejos, ay! de ti
oigo que tus pasos se acercan junto a mi.
Y se que allá me esperas tu,
junto al farol, plena de luz
Lili mi dulce bien
eres tu Lili Marleen

Contributed by Cristián Ramiírez Muñoz - 2006/10/4 - 23:53


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Language: Swedish

SVEDESE / SWEDISH - Gunilla

Versione svedese di Gunilla
Swedish version by Gunilla

Ripresa da un / Available at a forum musicale svedese / Swedish music forum, dove la postatrice avverte / in which the poster states the following:

"Den där danska var visst inte en översättning - inte ens i närheten av originalet. Däremot hittade jag en svensk version - inte exakt översättning, men ganska nära i innehåll."

"Il danese non era certamente una traduzione, assolutamente lontana dall'originale. Invece ho trovato una versione svedese, non è una traduzione esatta ma abbastanza vicina quanto a contenuto".

"The Danish version was no translation, it was very different from the original. However, I've found out a Swedish version, it is no exact translation but it's close enough to the original lyrics as for its contents".
[RV]

LILI MARLEEN

Klar liksom en stjärna
vid kasernens dörr
lyste en lanterna,
den finns där nu som förr.
På trottoarens nötta sten
jag möter dej i lyktans sken
som förr, Lili Marleen,
som förr, Lili Marleen.

Tätt intill varandra
stod vi hand i hand.
Ingen kunde klandra
jag stal en kyss ibland.
Vad gjorde det, om vinden ven -
vi stod i lyktans trygga sken.
vi två, Lili Marleen,
vi två, Lili Marleen.

Nu ropar vakten:
Kom in, ty tapto går.
Du hörde nog på takten,
jag inte dröja får.
Men det är svårt att ej bli sen,
när i min famn vid lyktans sken
du är, Lili Marleen,
du är, Lili Marleen.

För mitt öga står du,
dina läppar ler,
all min längtan får du,
i drömmen jag dig ser,
så som du stod i lyktans sken
en avskedsstund, då vinden ven.
Farväl, Lili Marleen
farväl, Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 20:02


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Language: Hungarian

UNGHERESE / HUNGARIAN - anonimo/unknown - Nagykovácsi Ilona

Ilona Nagykovácsi [énekel
Ilona Nagykovácsi [énekel "canta/sings"]


Versione ungherese anonima.
E' stata interpretata per prima nel 1942 dalla cantante Ilona Nagykovácsi. La versione si distingue per l'abbandono totale del nome Lili Marleen per il locale Márika

Hungarian version. The author is unknown.
It was first interpreted 1942 by the singer Ilona Nagykovácsi. This version is remarkable for the purely Hungarian name
Márika instead of Lili Marleen.

Nota. Ricordiamo che secondo l'uso ufficiale ungherese il cognome precede sempre il nome, così come presentato nell'intestazione.

Note.According to the official use in Hungary, the family name always comes first, as shown in the header.

MÁRIKÁM

Csöndes az éjjel,
sehol semmi fény
Õrszem áll a vártán,
derék magyar legény
Nagy Muszkaföldrõl
gondol rám
A sóhajtása
száll hozzám
Szeretlek Márikám,
szeretlek Márikám

Üzenetem néki
míg csak leírom
Könnyeimtõl ázik
a levélpapírom
Elküldöm mégis
gyorspostán
Mert érzem, épp
most gondol rám
Felsóhajt Márikám,
felsóhajt Márikám

Kinn a Muszkaföldön
tombol már a tél
Jancsikám szívébe
a síró szél zenél
S õ egyre
ott áll a vártán
Szerelmes szívvel
csak vár rám
S azt súgja: Márikám,
szeretlek Márikám

Amióta elment
róla álmodom
Érte szenvedek
és csak néki szól dalom
Elbúcsúzott
ottan némán
Csak annyit mondott
várj énrám
Én szívem, Márikám,
én szívem, Márikám

Istenem teremtõm
adj szívembe erõt
Ne kelljen már várnom,
hozd vissza nékem õt
Add hogy ne
sírjak én árván
Ki tárt karral
és úgy vár rám
Úgy súgja: Márikám,
szerelmem, Márikám.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 18:30


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Language: German

PARODIA TEDESCA / GERMAN PARODY

"Lili Marleen", come molte canzoni universalmente note, si è prestata anche a diverse parodie. Una delle più importanti è la seguente, interpretata negli anni '40 da Lucy Mannheim e trasmessa a più riprese dalla BBC, per il suo carattere decisamente anti-hitleriano. Può essere anch'essa scaricata in .MP3 da:

Just as many world known songs, "Lili Marleen" has also inspired a number of parodies. The following is one most important parody: it was interpreted in the 40's by Lucy Mannheim and broadcast repeatedly by BBC for its definitely anti-Hitlerian nature. It is available in .mp3 format at:

http://ingeb.org/Lieder/ichmussh.html

DEINE LILI MARLEEN

Ich muß heut' an Dich schreiben,
Mir ist das Herz so schwer.
Ich muß zu Hause bleiben
Und lieb Dich doch so sehr.
Du sagst, Du tust nur Deine Pflicht,
Doch trösten kann mich das ja nicht.
Ich wart an der Laterne —
Deine Lili Marleen —

Was ich still hier leide,
Weiß nur der Mond und ich.
Einst schien er auf uns beide,
Nun scheint er nur auf mich.
Mein Herz tut mir so bitter weh,
Wenn ich an der Laterne steh'
Mit meinem eignen Schatten —
Deine Lili Marleen —

Vielleicht fällst Du in Rußland,
Vielleicht in Afrika,
Doch irgendwo da fällst Du,
So will's Dein Führer ja.
Und wenn wir doch uns wiederseh'n,
Oh möge die Laterne steh'n
In einem ander'n Deutschland!
Deine Lili Marleen —

Der Führer ist ein Schinder,
Das seh'n wir hier genau.
Zu Waisen macht er Kinder,
Zur Witwe jede Frau.
Und wer an allem schuld ist, den
Will ich an der Laterne seh'n!
Hängt ihn an die Laterne!
Deine Lili Marleen.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/25 - 19:43


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Language: Italian

Versione italiana della parodia, di Riccardo Venturi (25 marzo 2005):
Italian version of the foregoing parody, by Riccardo Venturi
(March 25, 2005)

LA TUA LILI MARLEEN

Oggi ti devo scrivere,
ho il cuore tanto gonfio.
Devo restare a casa
però ti amo tanto.
Dici di fare solo il tuo dovere,
ma questo proprio non mi consola.
E aspetto sotto il lampione,
- la tua Lili Marleen.

Quello che soffro qui
lo san solo la luna ed io.
Una volta splendeva per tutti e due
ma ora splende solo per me.
Ho il cuore gonfio d'amarezza
quando me ne sto sotto il lampione
in compagnia della mia ombra,
- la tua Lili Marleen.

Forse sei caduto in Russia,
forse in Africa,
ma dovunque tu cada
questo lo vuole il tuo Führer.
Quando però ci rivedremo
possa il lampione stare
in una Germania diversa!
- la tua Lili Marleen.

Il Führer è un farabutto,
e lo vediamo bene.
Rende orfani i bambini
e vedova ogni donna.
E colui che ha la colpa di tutto questo
lo voglio vedere al lampione!
Impiccatelo al lampione!
- la tua Lili Marleen.

2005/3/25 - 19:52


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Language: English

Go to the lyrics
INGLESE / ENGLISH 6 - The Ballad of the D-Day Dodgers (Parody)

LA PARODIA CANTATA DAI SOLDATI INGLESI IN ITALIA
A PARODY SUNG BY ENGLISH TROOPS IN ITALY

Questa canzone, sulla musica di Lili Marleen, era cantata dalle truppe inglesi in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, accusate da Lady Astor (durante un discorso al Parlamento Britannico, anche se poi l'interessata smentì di aver pronunciato quelle parole) di essere dei D-Day Dodgers, cioè di aver evitato lo sbarco in Normandia per un servizio "più leggero" nella assolata Italia... La canzone è la risposta dei soldati.

La stessa Nancy Astor si dice che sia stata la protagonista di un celebre scambio di battute con Winston Churchill: "Signor Churchill, lei è completamente ubriaco!!" - "Sì, signora, e lei è bruttissima. Però a me domani passa...".

This satire is about one of the great gaffes of World War II. England's Lady Astor, while making a speech in Parliament after the Invasion of Normandy, referred to the British 8th Army (and indirectly to their American and Canadian allies) as "D-Day dodgers", insinuating that they had skipped the high profile invasion for light duty in Italy. The fact is that troops in the Italian campaign saw some of the bloodiest fighting of the war and they took exception to her ill-considered comment with the words of this song which they set to the tune of the then popular "Lily Marlene". The sharp tongued Astor met her match in several encounters with Winston Churchill. On one occasion she proclaimed, "Why, Sir Churchill, you are drunk!" Churchill replied, "Yes, and you, Madam, are ugly. But tomorrow, I shall be sober."

Jeanne (the post war baby boomer who's fascinated by this history ;o)

Lyrics from Military History Network


THE BALLAD OF THE D-DAY DODGERS

We're the D-day Dodgers out in Italy,
Always on the vino and always on the spree,
8th Army scroungers and their tanks,
We live in Rome among the Yanks,
We are the D-Day Dodgers, in sunny Italy.

We landed at Salerno, holidays with pay,
Jerry brought his band out to cheer us on our way,
Showed us sights and made us tea,
We all sang songs and beer was free,
To welcome D-Day Dodgers to sunny Italy

Naples and Cassino were taken in our stride,
We didn't come to fight there. We just came for the ride.
Anzio and Sangro were just names,
We only came to look for dames,
The randy D-Day Dodgers in sunny Italy.

On the way to Florence we had a lovely time,
We ran a bus to Rimini right through the Gothic Line,
Soon to Bologna we will go,
And after that we'll cross the Po.
We'll still be the D-Day Dodgers in sunny Italy.

Once we heared a rumour we were going home,
Back to dear old Blighty, never more to roam,
Then someone said, "In France you'll fight",
We said "No fear, we'll just sit tight,
The windy D-Day Dodgers in sunny Italy."

Dear Lady Astor, you think you know a lot,
Standing on your platform talking tommy rot,
You - England's sweetheart bride -
We think your mouth's too bleeding wide,
That's from the D-Day Dodgers in sunny Italy.

Look across the mountains in the mud and rain,
See the rows of crosses some without no name,
Heartbreak and toil and suffering gone:
The Boys Beneath Just Slumber On,
They were the D-Day Dodgers who stayed in Italy.

2006/1/24 - 00:22


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Language: Italian (Triestino)

Parodia triestina
A parody of the song in the Trieste dialect.

*

dal forum del sito Trieste mia, dove si trova questo commento (ovviamente in dialetto) di "Kasteliz":
«Come che te vedi la xe una canzon dei ani dela fame, ‘sai poco romantica.»

Inserita tra le CCG a suo tempo come canzone autonoma, preferiamo non cancellarla da lì.

LILI MARLEEN (alla triestina)

Quando che i tedeschi
Xe rivai a Rojan,
de le nostre tesere
ne ga cavado ‘l pan,
e no se trova più fasoi,
poveri noi,
cosa farem?
De fame morirem…
Con te… Lilì Marleen !

Soto la Defonta
Se stava tanto ben,
se magnava ovi
e luganighe col kren;
‘deso che i gnochi xe rivai
se magna poco
e squasi mai.
Lerai, semo fregai!
Con te… Lilì Marleen!

Prima dela guera
Stavimo ‘sai ben,
magnavimo capuzi
e luganighe col kren,
inveze adeso a lavorar
ne toca andar
senza magnar,
cusì ne morirem
con te… Lilì Marleen!

Fora de la caserma
Stemo ad aspetar,
co’la pignata
un poco de magnar.
Gnanca ai soldai
No i ghe la dà più
E li fa star
Sempre a digiun,
cusì ne morirem
con te… Lilì Marleen!

Quando a mesogiorno,
stanco del lavor
mi torno a casa,
i me canta el "Trovator",
per zena monto in tranvai
e vadu su
de i sfratai
con te… Lilì Marleen!
Con te… Lilì Marleen!

Se sero i oci
Me par de magnar
Come una volta polenta e bacalà,
ma co li verso vedo che
no ghe xe più
gnanca ‘l cafè,
la guera vinzerem!?!
Con te… Lilì Marleen!?!

Contributed by Lorenzo Masetti - 2005/3/26 - 14:27


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Language: Dutch

Parodia locale fatta nella città di Eindhoven dopo la visita del commissario del Reich, Seyss-Inquart, e del capo del partito Nazista Olandese, Anton Mussert, alle fabbriche della Philips. Segue la traduzione del testo in italiano.

Vogliamo ringraziare M. van der Velden per averci inviato questo prezioso e raro documento. Abbiamo soltanto un po' corretto l'italiano dell'introduzione e della traduzione. Hartelijk dank voor deze document!

Voor de poort van Philips
lag een hoopje kak
Ze namen het mee naar binnen
't ging in de Philiprak
En alle mensen aten mee
Seys Inquart liep al naar de plee
en Mussert riep houzee.

Davanti al portone della Philips
c'è una cacata di cane.
L'hanno presa e portata dentro
ed aggiunta alla "Philiprak" (*).
Tutti quanti l'hanno mangiata.
Seyss Inquart è corso al cesso
e Mussert gridava "Houzee". (**)


(*) La colazione degli operai della Philips.
(**) Parola nazista che significa "salute".

Contributed by M. van der Velden - 2006/5/29 - 23:35


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Language: German

Un'altra parodia (inviataci in modo del tutto anonimo):

Ich muß heut' an Dich schreiben,
Mir ist das Herz so schwer.
Ich muß zu Hause bleiben
Und lieb Dich doch so sehr.
Du sagst, Du tust nur Deine Pflicht,
Doch trösten kann mich das ja nicht.
Ich wart an der Laterne —
Deine Lili Marleen —

Was ich still hier leide,
Weiß nur der Mond und ich.
Einst schien er auf uns beide,
Nun scheint er nur auf mich.
Mein Herz tut mir so bitter weh,
Wenn ich an der Laterne steh'
Mit meinem eignen Schatten —
Deine Lili Marleen —

Vielleicht fällst Du in Rußland,
Vielleicht in Afrika,
Doch irgendwo da fällst Du,
So will's Dein Führer ja.
Und wenn wir doch uns wiederseh'n,
Oh möge die Laterne steh'n
In einem ander'n Deutschland!
Deine Lili Marleen —

Der Führer ist ein Schinder,
Das seh'n wir hier genau.
Zu Waisen macht er Kinder,
Zur Witwe jede Frau.
Und wer an allem schuld ist, den
Will ich an der Laterne seh'n!
Hängt ihn an die Laterne!
Deine Lili Marleen.

2007/1/19 - 01:14


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Language: French

Sulla melodia originaria, con testo scritto da Pierre Dac.
To the original tune, with new lyrics by Pierre Dac.

Trovata pierredac.isuisse.com, sito dedicato alle canzoni che Pierre Dac propose durante le sue trasmissioni da Radio Londra tra il 1943 e il 1944.

… A DIT LILY MARLÈNE

A force d’entendre chanter cette chanson
J’ai au le désir, dicté par la raison
D'aller tout simplement un soir
Afin de voir
Et de savoir

… que dit Lily Marlène
… que dit Lily Marlène

Hè! dis moi la belle, pourquoi cet air songeur
Pourqoui dans tes yeux cette trouble lueur ?
“Il n’est plus, pour moi de bonheur
Et le malheur
Est dans mon coeur”

… a dit Lily Marlène
… a dit Lily Marlène

Voyons n’as tu plus confiance en ton Fuhrer
N’est-il pas pour toi plus grand que le Seigneur ?
"Le triomph’ qu’il nous a promis
Je l’attends depuis
Trois ans et d’mi”

… a dit Lily Marlène
… a dit Lily Marlène

N’es-tu pas encora heureus’ d’appartenir
A la grande Allemagne et fièr de son av’nir ?
“Je sais que le Reich tout entier
Est bombardé
Par les Alliés”

… a dit Lily Marlène
… a dit Lily Marlène

Ignores-tu donc l’invincible rempart
Que votre Wermacht dresse de toutes parts
“Je sais que le sol de Russie
Est tout rougi
Du sang nazi”

… a dit Lily Marlène
… a dit Lily Marlène

Enfin la victoire couronnant vos drapeaux
Sur 1a croix gammée resplendira bientôt.
“Je sais qu’en mon âme éperdue
L’espoir n’est plus
Nous sommes perdus”

… a dit Lily Marlène
… a dit Lily Marlène

Contributed by Alessandro - 2009/12/22 - 15:11


Un semplice ricordo personale. Nel 1944 mi trovavo sulla linea gotica ed ero sfollato in una casa vicino a un cannone tedesco. I tedeschi cantavano frequentemente "Lili Marleen". Con grande nostro stupore, con l'avanzare dell'Ottava Armata sentimmo i soldati inglesi che la cantavano anche loro, con la stessa frequenza.

Ferruccio Alessandri - 2005/6/5 - 11:09


se esistesse un premio nobel per la canzone piu' bella di tutti i tempi sino a oggi io penso che LILI MARLEENE le sarebbe assegnato come la canzone piu'bella di tutti i tempi,perche ogni essere che soffre per amore,questa canzone ne e'la sana cura,chi di noi non la mai cantata?
penso che potrebbe essere un INNO alla NON GUERRA.

GIANNI il marinaio - 2005/8/5 - 13:17


mio padre da piccola x farmi addormentare mi cantava lili marleen e lo ha fatto anche mio figlio... in giro non si trova piu' come posso scaricarla sul mio cellulare? grazie preferisco la versione piu' militaresca di lale andersen

Onestamente, Rossella, non saprei dirti come reperire la versione da scaricare sul cellulare; ma so che in rete si trovano letteralmente migliaia di siti per scaricare sonerie, secondo me con una piccola ricerca dovresti cavartela...Saluti e tante grazie per il tuo intervento! [RV]

rossella58@hotmail.com - 2006/5/9 - 20:01


VI PREGO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
AIUTATEMI A TROVARE LE NOTE DI QUESTA CANZONE!!!!!!!!!
MI SERVONO URGETEMENTE PER L'ESAME!!!!
QUALCUNO MI DIA UN POSTO DOVE CERCARE!!!!
GRAZIE VI VOGLIO BENE,

Ciao Mary, come è già segnalato in cima alla pagina qui c'è lo spartito della canzone (Lorenzo)

MARY - 2006/6/7 - 13:33


Lili marleen viene anche citata apertamente(a dimostrazione del fascino simbolico senza tempo della canzone) nel testo di una canzone di francesco de gregori (alice guarda i gatti) ed è anche il titolo di un celebre singolo dei litfiba.

da "ALICE GUARDA I GATTI (F.DE GREGORI):

...e Lili marleen bella più che mai!
sorride non ti dice la sua età...
e tutto questo alice non lo sa...

Però il singolo dei Litfiba si chiamava Lulu e Marlene. E la canzone di De Gregori si chiama semplicemente "Alice"

2007/9/11 - 15:32


WUNDERBAR!!! Sehr schön!!!

Albert - 2007/9/27 - 23:29


Volevo segnalare che una versione di questa canzone è stata anche interpretata da Amanda Lear, in un tono più moderno.

Giovanni - 2007/10/24 - 08:12


Salve a tutti, quando mai una canzone ha unito il mondo intero, sembra una cosa impossibile, ma grazie ad Hans Leip e Norberth Schulz; ecco che l'impossibile diventa realtà.
Ho 37 anni, non ho vissuto quei tragici momenti di quando è stata scritta (1° guerra mondiale) e musicata (poco prima della 2° guerra mondiale), ma anche nel mio piccolo nelle marce che feci come soldato svizzero, assieme ai miei commilitoni; ci capitava spesso di cantarla. Pur non avendo la fidanzata o la moglie oppure una semplice amica, mi ha sempre emozionato. Ora sono sposato e non faccio più il soldato, ma ho scaricato con emule la versione di Lale Andersen (per me la migliore) e spesso la riascolto con enorme piacere; ascolto anche la versione italiana di Lina Termini, sempre scaricata con emule.
GRAZIE A LEIP E SCHULZ PER QUESTA IMMORTALE E SPLENDIDA CANZONE D'AMORE, DA PREMIARE COME "CANZONE DEL SECOLO" E SECOLI AVVENIRE. Infatti non credo proprio che si possa scrivere un altra canzone mondiale che faccia riunire tutti i popoli del mondo.

Ringo

Ringo - 2007/11/30 - 18:15


Ho solo 63 anni.Fortunatamente non ho vissuto quegli anni così tristi.Ma la mia gioventù è stata spesso accompagnata da questa canzone.Allora non capivo.Oggi la capisco, e tutte le volte che la ascolto,il mio cuore si si gonfia di tristezza e si ribella.Quanta bella gioventù e morta per la follia di pochi.

2008/2/11 - 22:39


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Language: English

My father and three of his brothers were veterans of the Korean War. And I grew up hearing them play their guitars and singing a song they learned in Korea. The melody is that of Lili Marleen but the lyrics spoke of the irritation of some soldiers at being in Korea after having just fought WWII. I'll recount a verse the best I can remember it. Though there's one word I can't recall exactly. I want to say "Rome" but that doesn't really make sense to me. Is anyone else familiar with this version? I found one brief reference to it a few years ago written by someone on usenet.

Hello, Mr. Truman, why can't we go home?
We have conquered Germany and we have conquered Rome
Why can't we leave this place?
We have beat the master race
Let the boys in [rhymes with Rome] go home
Let the boys in [repeat rhyme] go home.

Contributed by Sean Smith - 2008/7/9 - 09:07


Hermosa, electrizante, heroica y que envuelve todo tu ser, asi es Lili Marleen, la melodia que hizo felizes a millones de soldados de todo el mundo en tiempos de guerra. la convirtieron en su himno, el recuerdo de que el Amor a una mujer es el sentimiento que que hace que el mundo gire.

José Alfredo Cedillo Martínez - 2008/8/11 - 18:27


complimenti complimenti davvero - un sito che si ricorda così come indimenticabile è la canzone

carlo vezzoni - edital@tin.it - 2008/8/27 - 17:46


L'edizione tedesca di Wikipedia riporta una seconda, ed assai curiosa, versione sull'origine della canzone da parte di Hans Leip. Secondo tale versione, Hans Leip sarebbe stato innamorato nientemeno che di Lilly Freud (1888-1970), la nipote di Sigmund Freud (era figlia di sua sorella Marie). Lo stesso Hans Leip confermò in seguito di averla conosciuta. La giovane, che era un'attrice, però lo lasciò per sposare, nel 1917, l'attore e regista Arnold Marlé. Leip scrisse quindi scrisse la canzone intitolandola "Lilly Marlé", divenuta poi "Lili Marleen". La stessa Lilly Freud-Marlé dichiarò che nella sua famiglia era stato sempre raccontato che la Lili Marleen della canzone era lei. Se tale storia fosse vera, sarebbe altamente ironica: i soldati della Wehrmacht cantavano una canzone dedicata a una ragazza ebrea.

Eine andere Version der Entstehungsgeschichte des Liedes ist folgende: Hans Leip war verliebt in Lilly Freud (1888–1970), Tochter von Sigmund Freuds Schwester Marie. Hans Leip selbst gab später zu, Lilly Freud gekannt zu haben. Die Schauspielerin verließ ihn jedoch und heiratete 1917 den Schauspieler und Theaterleiter Arnold Marlé. Leip schrieb daraufhin das Lied, aus „Lilly Marlé“ wurde „Lili Marleen“. Lilly Freud-Marlé selbst erklärte stets, die „Lili Marleen“ aus dem Lied zu sein, in der Familie wird die Geschichte immer noch erzählt. Stimmt die Geschichte, wäre sie voller Ironie: Die deutschen Wehrmachtssoldaten sangen ein Lied über ein jüdisches Mädchen.

Riccardo Venturi - 2008/9/5 - 20:41


Significative le parole che di Hans Leip ebbe a dire il cancelliere tedesco Konrad Adenauer: "Hans Leip è stato l'unico tedesco che, durante la II guerra mondiale, ha regalato un sorriso a tutto il mondo".

Riccardo Venturi - 2008/9/6 - 16:02


Volevo solo precisare che la canzone di De gregori citata in un precedente post si intitola "Alice" e non "Alice guarda i gatti" (che è l'inizio della prima strofa).

Peppe

Peppe - 2009/1/16 - 14:32


Pierre DAC mena, dans les années 40 du siècle dernier, depuis Londres un vigoureux combat contre Adolf, Benito et les autres. Par la radio : "Un Français parle aux Français". Il proposa cette Lily Marlène, revue et corrigée dans un esprit de résistance... Ora e sempre : Resistenza ! On pourrait peut-être en mettre une trace parmi les autres Marlènes...

Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane

Marco Valdo M.I. - 2009/12/22 - 13:05


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Language: French

Versione francese di Anne Vanderlove dall'album "Femme de légende" del 2003.

À TOI LILI MARLÈNE

Dans cette gare d'une ville inconnue
Où j'attendais un train qui n'est jamais venu,
Je n'suis ni blonde, ni de Berlin,
Pourtant il m'a pris les deux mains.
Chante-moi Lili Marlène...
Chante-moi Lili Marlène...

Je n'avais pas le cœur à faire des manières.
J'ai bu un verre de vin, il a bu de la bière,
M'a parlé de guerres oubliées :
De son grand-père qui aimait
Lili, Lili Marlène...
Lili, Lili Marlène...

Et de ce réverbère à l'angle de la rue
Qui frangeait de lumière leurs ombres éperdues,
De la mitraille et des obus
Dont il n'est jamais revenu,
Adieu Lili Marlène...
Adieu Lili Marlène...

Dans cette gare oubliée dans la nuit,
Il a pleuré, j'ai pleuré avec lui.
Où s'en vont les ombres légères
De ceux qu'on aime de ceux qu'on perd ?
Et toi Lili Marlène...
Et toi Lili Marlène...

On avait dans les yeux comme une pluie d'hiver,
Comme une solitude de vieux réverbères.
On a chanté pour son grand-père
Pour que son âme retrouve celle
De sa Lili Marlène...
De sa Lili Marlène...

La la la...
Et on a bu un autre verre
À l'absurdité de la guerre,
Et à Lili Marlène,
À toi Lili Marlène,
Adieu Lili Marlène...

Contributed by Bartleby - 2011/3/15 - 11:15


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Language: Dutch

Dutch (parody) - Nederlands (parodie)

Achter deze zomer
ga je wat gaan zien :
de Tommy's die gaan komen
met al hun vliegmachien,
met chocola en koekenbrood.
De Duits moet dood,
die dommekloot,
met al zijn paardenbrood,
met al zijn paardenbrood.

2011/12/18 - 11:39


ho letta la traduzione di alfesibeo. io non sono di madrelingua tedesca. forse lui lo è. tuttavia preferisco ancora oggi riferire quel primo "sie" a Lilì Marlene piuttosto che la lampione (die Laterne). mi sembra, nel complesso, che la mia versione (forse grossolanamente errata!) abbia tuttavia un senso, perché no?, anche poetico.

antonio pelizzari - 2012/1/29 - 19:16


grazie a voi ragazzi,sono tornato per un po'bambino..quando la mia povera mamma me la cantava sottovoce come ninna nanna...be'l'ho anche sentita trasmettere-non ci crederete-ma con tanta malinconia dalla rai(eiar)anche dopo la guerra..penso anch'io che sia la piu' bella canzone del mondo,e dovrebbe essere un inno alla pace............

bruno - 2012/2/7 - 00:16


Also recorded in Danish by Aage Juhl Thomsen Orchestra vocal: Elsa Sigfuss, 1941.
- http://www.archive.org/details/AageJuhlThomsenOrch-01-08

See also: - Lili Marleen on archive.org

Holger Terp - 2012/2/11 - 16:14


Non so se questa notizia è già stata postata, in tal caso mi scuso. Girando per Internèt, ho letto la storia del Capitano Jack Tueller:
lui aveva partecipato allo sbarco in Normandia, e giorni dopo il D-Day, decise di mettersi a suonare la tromba nella notte, anche se il suo comandante lo aveva avvisato: nelle vicinanze si nascondeva un ultimo cecchino tedesco.
Allora, pensando che anche il cecchino doveva essere solo e spaventato quanto lui, Tueller decise di suonare una canzone tedesca.
Lili Marleen.
Il cecchino non sparò.
Il mattino dopo, la polizia militare andò da lui e gli disse che avevano catturato un soldato tedesco che continuava a chiedere chi avesse suonato la tromba la notte precedente.
Tueller andò a trovare quel prigioniero, e questi scoppiò in lacrime: "Mi sono ricordato della mia ragazza e di mia madre. Non ho potuto sparare."
"Mi porse la mano e io strinsi la mano del nemico", dice Tueller, "Ma non era un nemico. Era spaventato e solo come me. Il potere della musica."

Ora, io penso che questo sia semplicemente il motivo per cui adoro questo sito e il lavoro enorme che state facendo. La prova che scrivere canzoni contro la guerra non è affatto inutile. E secondo me non è un caso che sia proprio Lili Marleen la canzone che ha scatenato la reazione del cecchino. Una canzone così forte da fermare, anche se per un solo uomo, la guerra.

Federica - 2012/4/10 - 00:49


La canzone più bella di sempre, soprattutto perchè con poche note e poche strofe ha unito tutto il mondo durante un periodo terribile. E' emozionante sapere che i soldati tedeschi e quelli alleati, così diversi e in guerra tra loro, erano uniti da una semplice canzone.
Complimenti per il sito e grazie per aver svolto questo lavoro.
Un saluto da un ragazzo di 22 anni.

2012/6/7 - 10:39


Nessun contributo da dare. Sono qui solo per dire GRAZIE.

Silvano - 2012/6/14 - 02:37


Vi manca la versione in ebraico (o in Yiddish), cantata dai soldati della Brigata Ebraica in Italia! Per il resto, bravissimi!
Samuele

Samuele Rocca - 2012/9/4 - 23:47


se hai il testo mandacelo!

CCG Staff - 2012/9/4 - 23:55


♫Samuele SA-SA maledetto ♪
♪ perché non mandi, mandi il testo ♫

♪ Samuele SA-SA maledetto ♫
perché non mandi, mandi il testo ♪

Samuele maledetto (ha il testo, sshhh
(ma non lo vuole mandare)

Piero - 2012/9/5 - 21:47


La simpatia dei nostri visitatori è notevole

CCG/AWS Staff - 2012/9/5 - 22:10


Aspettando che Samuele Rocca si decida a mandarci il testo in yiddish...
Daniel Kahn - Lili Marleen

Dead End - 2012/9/6 - 10:30


Per Federica:

Jack Leroy Tueller plays again Lili Marleen

Dead End - 2012/9/6 - 10:39


Dice Samuele Rocca
il testo è mio e non si tocca.

alle 17:17

Piero - 2012/9/6 - 17:28


Anch'io, come Antonio Pellizzari, ho letta la traduzione di alfesibeo ed ho qualche perplessità al riguardo: mi sto consultando con un mio amico germanista di madrelingua tedesca e prossimamente vorrei pubblicare alcune osservazioni sulla traduzione o addirittura una nuova e (secondo me) più precisa versione. Ma intanto desidero fare una riflessione, che partendo dalla breve premessa di alfesibeo al testo tradotto, sia in qualche modo uno spunto ed un invito per tutti noi. Ben vengano nuove e migliori traduzioni, ottimo è anche segnalare gli errori e le imprecisioni, però non credo che sia utile e tantomeno gentile manifestare alterigia, se non disprezzo, verso altri utenti di CCG: ciascuno può cadere in errore. E ricordiamo anche che i migliori ed i più grandi in ogni campo o disciplina, non amano battere la grancassa del loro valore, né insuperbiscono ritenendosi migliori di altri.

Piergiorgio - 2012/9/7 - 00:16


Piero, ma tu sei un vero poeta!
Scommetto che questa l'hai scritta proprio tu...
(PS Guardatevi il video fino alla fine...)

Dead End - 2012/9/7 - 08:25


eccellente tutto il commento e traduzioni di vari autori

2012/10/10 - 20:11


E' una canzone semplicemente splendida....ogni volta che la sento in tv o alla radio ...mi vengono i brividi....(questa sera l'ho sentita in tv...ed ho voluto cercarla in internet... e mi sono imbattuta nel vostro blog. Stupendo!! Mi associo a Silvano per dirvi GRAZIE :-)...)
conosco il tedesco... ma credo che chiunque ascolti questa canzone... non ha bisogno di traduzioni .... perchè si avvertono chiaramente i sentimenti, le emozioni e gli stati d'animo dei protagonisti... e pensando al tempo in cui venne cantata dai soldati di questa o quella nazione... beh..davvero ognuno di noi potrebbe essere quel soldato o quella Lili Marlene...
Ricordo da bambina quando mio padre metteva il disco della versione cantata da Marlene Dietrich e insime la ascoltavamo in silenzio. Intensa e commovente!!!
Mi piacerebbe trovare un disco da ascoltare con il grammofono che ho in casa... sarebbe ancor più malinconica!!!
PS. Credo che per rendere giustizia al testo originale sia giusto attenersi alla traduzione letterale e non a traduzioni che rendano il brano orecchiabile in italiano o altra versione!!!)

BUSAN 74 - 2012/10/19 - 01:13


Suono spesso Lili Marleene alla chitarra, non con l'accompagnamento militaresco con cui è stata sempre incisa, ma con un mio riarrangiamento (alla Morricone di Nuovo Cinema Paradiso) che ne accentua tantissimo la nota malinconica... e la suono piangendo. Pensa un pò che effetto riesce ancora a fare questa semplice canzone!!

Antonio - 2013/5/10 - 13:11


Old boys, un attimo di pazienza! Cerco di rimmediarvi versione ebraica ed Yiddish. Ma lo avete pescate quella ebraica da You Tube!

Un saluto
Samuele

Samuele Rocca - 2013/8/13 - 21:37


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Language: Italian

Versione italiana antifascista da deposito.org

Il canto è di un anonimo cantastorie della seconda metà degli anni '40.Sulla melodia di Lilì Marlene

Or che Mussolini
non ci frutta più
L'hanno messo in alto
con la testa in giù
Tutta Milano l'ammirò
ma di sputacchi l'onorò
Questa è la giusta fin
del boia Mussolin.

Venticinque anni
solo lui parlò
E la folla schiava
per forza l'ascoltò
Sempre voleva aveva ragion
il delinquente di quel buffon
Or già non parla più
e sta col bel [...]

Col manganello
con l'olio di ricinin
Conquistò il potere
il boia del Mussolin
Ma chi sorgevan suo rival
li eliminava col pugnal
L'infame traditor,
di belva aveva il cuor

Quando Mussolino
all'inferno andò
Appena che lo vide
il diavolo scappò
Subito un fascio rifondò
e duce ancora si proclamò
Stringendo con ardor
la sua Petacci al cuor

E la gerarchia
l'han raggiunto già
Che la maggior parte
son ancor di qua
Volevan viver di leon
ed ora fanno i pecoron
Ma andate per piacer
del vostro conto fier

Contributed by donquijote82 - 2013/10/26 - 16:02


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Language: Italian

Oh Mussolini infame e traditor 0'47"
Reg. F. Marranci, Le Sieci, novembre 2007.
Sull’aria della famosa canzone tedesca Lili Marleen - scritta durante la I° Guerra Mondiale dal poeta Hans Leip, musicata nel 1937 da Norbert Schultze e resa nota dalle cantanti Lale Andersen e Marlene Dietrich - Pasqualina ricorda questa strofa di una probabile parodia antifascista, che solitamente intonava una donna di S. Brigida detta la Mora. I pigionali si arrangiavano prestando opra presso i mezzadri in cambio di legna, cereali e quant’altro occorreva per la sopravvivenza. La precarietà della loro condizione li esponeva però alla possibilità di soffrire la fame, come durante la II° Guerra Mondiale. È il caso de la Mora che aiutava Pasqualina e Sergio nella raccolta di legna, nella mietitura del grano a mano, nella battitura dei marroni o in altri lavori pesanti, mentre il marito lavorava come bracciante a giornat a per la manutenzione di fossi, muri e tetti presso le fat torie della zona.
http://laleggerahost.altervista.org/pdf/benvenuto.pdf

E e la Mora l’ha patìo la fame ’nsomma la patìa la fame, i’ su’ marito gli era comunista spaccato… anche lei eh, anche lei l’era, e lei e l’ ’nsomma noi si cantava Lili Marle’ come Lili Marle’ e lei quande l’arrivàa a che noi dopo ’un si sapèa più e lei la dicèa queste cose ’nsomma questo canto chi:

Oh Mussolini infame e traditor
t’hai levato i’ pane alle povere perso’
anche per te la finirà
quella borsa nera la ti si leverà

Contributed by donquijote82 - 2013/10/26 - 16:13


Su questa pagina "basic" è in corso una ristrutturazione capillare (con inserimento di numerose nuove traduzioni, video, introduzioni ecc.), in stile "Internazionale" (cioè modificando l'intera architettura della pagina). Già nella prima parte della pagina è possibile rendersene conto, a partire dal titolo: seguendo l'incisione originale del 2 agosto 1939, si è visto che aveva mantenuto il titolo collaterale (derivato dalla poesia originale di Hans Leip) di Lied eines jungen Wachtpostens, che è stato aggiunto.

Riccardo Venturi - 2014/4/8 - 04:36


Riccardo ti segnalo traduzione in turco
le altre lingue le abbiamo tutte, ma vedi un po' tu

basco

donquijote82 - 2014/4/8 - 09:00


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Language: Polish

Versione polacca di swalczak da questo forum

Przed koszarami, koło wielkiej bramy
Stoi latarnia, pod nią stają damy.
Tam chciałbym Ciebie spotkać znów,
Dziewczyno z koszarowych snów.
Ciebie, Lili Marlen. Jak dawniej, Lili Marlen.

Oba nasze cienie, jeden tworzą cień,
Niech się nic nie zmienia,
Niech wiecznie trwa ten dzień.
Niech wszyscy ludzie widzą nas,
Pod tą latarnią cały czas.
Ja i Ty, Lili Marlen.
Ty i ja, Lili Marlen.

Już capstrzyk wzywa, już głośno trąbka dmie.
Ta trąbka natarczywa do koszar woła mnie.
Kolego daj mi jeszcze czas,
Bym mógł popatrzeć jeszcze raz
Na mą Lili Marlen.
Na Ciebie, Lili Marlen.

Ona zna Twe kroki, ona wszystko wie.
Świeci od zmroku, lecz już nie pamięta mnie.
I wielki ból mi sprawia myśl,
Że pod latarnią stoisz dziś,
Z innym, Lili Marlen.
Nie ze mną, Lili Marlen.

W moich wspomnieniach wciąż wielką rolę grasz,
W moich marzeniach nadal widzę Twoją twarz.
Gdybyś Boże chciał mi szczęście dać,
To pod latarnią chciałbym stać
Z moją Lili Marlen.
Jak dawniej, Lili Marlen.

Contributed by Krzysiek Wrona - 2014/4/8 - 15:30


Voi continuate pure a cercare e inserire; il fine sarebbe quello, quantomento, di avvicinarci alle famose 48 lingue in cui è stata tradotta e cantata Lili Marleen (oltre naturalmente a rimettere a puntino questa pagina, che è importantissima ma che è diventata un bell'arruffìo). Mi sa che mi sono trovato il "balocchino" per diversi giorni... :-PP

Riccardo Venturi - 2014/4/8 - 17:41


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Language: Czech

CECO / CZECH [1] - Lilly Hodáčová - Aladin Zpivaji

Lilly Hodáčová (1910-1998)
Lilly Hodáčová (1910-1998)

LILI MARLEEN

Tam blízko kasáren
kousek za branou
spatříš v koutě starém
lucernu schovanou.
Tu svítilnu vždy vídávám,
když v dáli sám
vzpomínám jen
na svou Lili Marleen,
na svou Lili Marleen.

Tam jsme často stáli
při svitu bledém
a stíny naše se zdály
splývati v jeden.
Ten stín mohl nejlíp důkaz dát,
jak měl jsem rád
a plát chtěl jen
pro svou, Lili Marleen
pro svou, Lili Marleen.

[...]

Contributed by Riccardo Venturi - 2014/4/8 - 18:27


Lili Marleens historie Af Holger Terp, 2014
Danish, English and German Lili Marleen texts versions; translated into Danish'
Danish and English documented comments and discography.
You are welcome to publish my translations.
Holger Terp

Holger Terp - 2014/4/12 - 10:11

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