Language   

Neretva

Ginevra Di Marco


Language: Italian


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Canto di accoglienza
(Ginevra Di Marco)
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(Daleka Obala)


(1999)
Il ponte di Mostar distrutto dai generali croati
Il ponte di Mostar distrutto dai generali croati

Testo di Ginevra Di Marco e Jacopo Di Marco
Musica di Francesco Magnelli
Cantata in duetto con Max Gazzé

«I miei testi nascono dal mio modo di essere, mi racconto attraverso sensazioni, emozioni, dolori. In Neretva c'è il viaggio con i CSI a Mostar, un'esperienza sconvolgente!»
(Ginevra Di Marco)

La Neretva, infatti, è il fiume di Mostar. Il ponte sul fiume venne distrutto a cannonate il 9 novembre 1993 su ordine di un generale croato, che pronunciò poi una frase agghiacciante: "Era antico? Beh, lo rifaranno più antico di prima".

«Era il simbolo, e non il manufatto che si voleva colpire. La pietra non interessava ai generali croati. Il ponte, difatti, non aveva alcun valore strategico. Non serviva a portare uomini e armi in prima linea.

Esisteva, semplicemente. Era il luogo della nostalgia, il segno dell'appartenenza e dell'alleanza tra due mondi che si volevano a tutti costi separare.

Ripensando a quel crollo con il senno di poi, vedi che il conflitto di civiltà nacque allora, e non fu uno scontro tra cristianesimo e Islam. Non fu nemmeno una resa dei conti fra democrazia dell'Ovest e assolutismo dell'Est, moscovita o ottomano che fosse. Fu l'aggressione della modernità contro un mondo che si ostinava a credere nell'invisibile, la rabbia di una civiltà senza più miti e senza più fede contro un Oriente che condensava troppi simboli.
Per chi crede nei numeri c'è anche un'inversione di date. La storia non cominciò l'11/9 ma il 9/11. Una data, la seconda, che ha suonato due volte nel cielo d'Europa.
Prima che a Mostar nel '93 a Berlino nell'89, con la caduta del Muro.
L'evento che sembrò liberare i popoli e poi liberò il demone della guerra.»
(Paolo Rumiz, da La Repubblica del 2/11/2003)


Si veda anche Mostar di Lalli.
Dove si corre impreparati ad avere paura
Dove assediano cose che si ignorano ancora
Dove scorre il tempo irreale e scorre l'acqua
È tutto qua, è tutto quello che c'è da vedere

Mia specie degenerata in un clima alterato
Mio pensiero confuso tra limiti imprecisati
Mia ombra evanescente offerta all'assurdo
Mio luminario privato sul mondo smarrito
Tutto qua, è tutto quello che c'è da vedere

Itinerario né migliore né peggiore
Pieno contro vuoto. Segno premonitore!
Itinerario né migliore né peggiore
Acqua contro Terra. Segno premonitore!

A mano a mano un sorriso di rassegnazione
A mano a mano un rituale di vita normale
A mano a mano nell'acqua
Il prima, il dopo, il perché delle parole

Itinerario né migliore né peggiore
Pieno contro vuoto. Segno premonitore!
Itinerario né migliore né peggiore
Acqua contro Terra. Segno premonitore!

(Ginevra)
Tremante svanisce
Tremante riappare
Forma transitoria
Che viene a mancare

(Max)
Itinerario migliore svanisce
Itinerario peggiore riappare

Contributed by Lorenzo Masetti - 2004/11/16 - 16:04



Language: Croatian

Versione croata di Monia Verardi
NERETVA

Gdje trče oni koji su nespremni se bojati
Gdje opsjedaju stvari koje ignoriraju još uvijek
Gdje teče realno vrijeme i teče voda
Sve je ovdje, to je sve što se može vidjeti

Moji izrođeni rod u jednoj uzrujanoj atmosferi
Moja zbunjena misao među nejasnim granicama
Moja iščezavajuća sjena, nuđana besmislenosti
Moja privatna svjetlost u izgubljenom svijetu
Sve je tu, sve što se može vidjeti

Ni bolji ni gori put
Punoća protiv praznine
Ni bolji ni gori put
Voda protiv zemlje. Predviđeni znak

Polako smijeh mirenja
Polako ritual normalnog života
Polako u vodi
Prošlost, budućnost, razlog riječi

Ni bolji ni gori put
Punoća protiv praznine. Previđeni znak!
Ni bolji ni gori put
Voda protiv zemlje. Previđeni znak!

(Ginevra)
drhtav ishlapi
drhtav se pojavi
prolazan oblik
koji nestane

(Max)
bolji put nestane
gori se put pojavi

Contributed by Monia - 2005/4/6 - 15:08


9.11.1993 la mezza luna di pietra crolla nella Neretva sotto i terribili colpi dell’artiglieria croata.
La voce del giornalista Dario Terzić, racconta: " Verso le 10 circa, un collega ansimando è entrato in redazione dicendo “Non c'è più il Ponte, da torre a torre. L'hanno buttato giù”

2018/11/9 - 17:29



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