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Avanti ragazzi di Budapest

anonimo


Lingua: Italiano


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Budapest, ottobre 1956. La versione ungherese del "Go home".
Budapest, ottobre 1956. La versione ungherese del "Go home".


Il testo qui riportato viene da questa pagina con alcune correzioni (pare pazzesco, tra l'altro, che la penultima strofa suoni "Compagni il plotone già avanza / già cadono il primo e il secondo / finita è la nostra vacanza..."); il sito citato propone -senza citare la fonte- la cifra di quarantaseimila morti per l'insurrezione e la repressione sovietica che seguì.
È significativo che la canzone, nonostante non presenti alcuno dei temi-fotocopia cari alla destra più o meno estrema, sia pressoché monopolio assoluto di quest'ultima; ne circolano comunque diverse varianti in cui viene accentuato il carattere anticomunista della composizione.
Avanti ragazzi di Buda,
avanti ragazzi di Pest,
studenti, braccianti, operai
il sole non sorge più ad Est!

Abbiamo vegliato le notti
le notti di cento e più mesi,
per l'alba radiosa di ottobre,
quell'alba dei giovani ungheresi.

Ricordo tu avevi un moschetto
su, portalo in piazza, ti aspetto,
nascosta tra i libri di scuola
anch’io porterò una pistola.

Sei giorni, sei notti di gloria
durò questa nostra vittoria;
al settimo sono arrivati
i russi con i carri armati.

I carri ci schiaccian le ossa,
nessuno ci viene in aiuto.
Sull’orlo della nostra fossa
il mondo è rimasto seduto.

Ragazza non dire a mia madre
che io morirò questa sera;
ma dille che vado in montagna
a che tornerò in primavera.

Compagni il plotone già avanza,
già cadono il primo e il secondo
finita è la nostra speranza,
sepolto l'onore del mondo.

Compagno riponi il fucile
torneranno a cantare le fonti
quel giorno serrate le file
e noi torneremo dai monti.

Avanti ragazzi di Buda,
avanti ragazzi di Pest
studenti, braccianti e operai,
il sole non sorge più all'Est

Avanti ragazzi di Buda,
avanti ragazzi di Pest,
studenti, braccianti, operai
il sole non sorge più ad Est!

inviata da Io non sto con Oriana - 27/3/2009 - 22:35




Lingua: Italiano

Traduzione ungherese di Riccardo Venturi
Fordította Riccardo Venturi
18.12.2012
ELŐRE BUDAPESTI FIÚK

Előre budai fiúk,
előre pesti fiúk,
tanulók, földművesek, munkások
a nap nem kel fel többé keleten!

Száz éjszakát virrasztottunk át
több, mint száz hónapon át
az októberi derűs hajnalról,
a magyar fiatalok hajnaláról.

Emlekszem, volt egy puskád
a térre hozd le, várom rád!
A tankönyveim közé rejtve
én is egy pisztolyt hozok.

Hat dicső napig, hat dicső
éjszakáig tart a győzelmünk;
a hetedik napon a ruszkik
megérkeztek a tankjaikkal.

A tankok csontjainkat összetörik,
segítséget senki nem hoz.
Az árkunk szélén
a világ maradt ülve.

Leány, ne mondd az anyámnak
hogy meghalok ma éjjel,
azt mondd, hogy a hegyekbe megyek
és visszatérek tavasszal.

Társaim, már az osztag előrenyomul,
már elesik az első, a második.
Végetért a reményünk,
el van temetve a világ becsülete.

Társam, tedd le a puskát,
majd énekelnek újra a források.
Azon a napon, zárkozzátol fel
és mi visszatérünk a hegyekből.

Előre budai fiúk,
előre pesti fiúk,
tanulók, földművesek, munkások
a nap nem kel fel többé keleten!

Előre budai fiúk,
előre pesti fiúk,
tanulók, földművesek, munkások
a nap nem kel fel többé keleten!

inviata da Riccardo Venturi - 18/12/2012 - 11:47




Lingua: Inglese

English translation by ZugNachPankow
FORWARD, PEOPLE OF BUDAPEST

Forward, people of Buda,
forward, people of Pest,
students, farmers, workers
the sun no longer rises in the East!

We woke the nights,
many and many nights,
for the glorious dawn of October,
the dawn of the young Hungarians.

I remember you had a musket
come on, bring it to the square
I, too, will bring a gun
hidden between my schoolbooks.

This victory of ours went on for
six days and six nights of glory;
on the seventh, the Russians
came with their tanks.

The tanks are cracking our bones,
nobody comes in our help,
We are being murdered,
and the world is watching.

O girl, don't tell my mother
that I'll die tonight;
tell her I'm going on the mountains,
that I will come back in the spring.

The platoon advances,
the first men are falling
our hope is finished,
the honour - buried.

Fellow, put down your gun
the sources shall sing again
on that day, we will descend from the mountains,
in serried ranks.

Forward, people of Buda,
forward, people of Pest,
students, farmers, workers
the sun no longer rises in the East

Forward, people of Buda,
forward, people of Pest,
students, farmers, workers
the sun no longer rises in the East!

inviata da ZugNachPankow - 16/4/2015 - 22:32




Lingua: Italiano

Traduzione francese di ZugNachPankow
Traduction française de ZugNachPankow

In occasione del 59° anniversario della rivolta ungherese.
ALLEZ, GENS DE BUDA
Traduite par ZugNachPankow

Allez, gens de Buda
allez, gens de Pest
étudiants, paysans, ouvriers
le soleil ne se lève plus à l'Est!

Nous veillions les nuits
les nuits de cent et plus mois,
pour l'aube glorieuse d'octobre,
pour l'aube des jeunes d'Hongrie.

Tu avais un mousquet:
vas-y, porte-le dans la rue, je vais t'attendre
Moi aussi, je vais porter un pistolet
caché parmi les livres d'école.

Notre victoire durait
six jours et six nuits de glorie
le septième, les russes venaient
avec les chars d'assaut

Les char nous cassent les os
personne ne nous aide
Le monde ne fait rien,
ils nous regardent mourir.

Ne dites pas à ma mère
que aujourd'hui, je vais mourir;
dis-lui que je vais sur les montagnes,
dis-lui que je reviendrai au printemps.

Camarades, les chars avancent
les gens commencent à mourir
Il n'y a plus d'espoir,
il n'y a plus d'honneur.

Camarade, leve ton fusil
Les sources vont chanter à nuoveau
Ce jour-là, nous descendrons des monts,
en rangs serrés.

Allez, gens de Buda
allez, gens de Pest
étudiants, paysans, ouvriers
le soleil ne se lève plus à l'Est!

Allez, gens de Buda
allez, gens de Pest
étudiants, paysans, ouvriers
le soleil ne se lève plus à l'Est!

inviata da ZugNachPankow - 25/10/2015 - 01:15


questa canzone l'avevo mandata anche io mesi fa..
è una canzone del fronte della gioventù di trieste.. quindi è monopolio assoluto di noi fascisti perchè da noi è stata scritta.. tutto qua.. comunque manca una parte.. dopo "e che tornerò a primavera" dice "compagni noi siam condannati \ sconfitta è la rivoluzione \ tra poco saremo bendati \ e messi davanti al plotone" e poi non dice "compagno riponi il fucile" ma "camerata riponi il fucile" ^_^

saluti!

Tommaso Di Michele - 12/6/2009 - 00:26


"Ragazza non dire a mia madre
che io morirò questa sera
ma dille che vado in montagna
e che tornerò a primavera"

no ai regimi di qualsiasi matrice politica

26/3/2010 - 19:53


Certo che dice Camerata, riponi il fucile. Che agli autori del sito non piaccia questa parola? Al di là dell'interpretazione che si possa dare al momento storico in questione, addirittura cambiare il testo della canzone? Boh..

Marco - 17/9/2010 - 00:17


Il testo l'abbiamo ripreso da "Musica alternativa" che non mi pare certo un sito di estrema sinistra... e già abbiamo dovuto correggere alcuni strafalcioni. Forse dovresti scrivere a loro prima di accusare noi di manipolazione...

CCG / AWS Staff - 17/9/2010 - 09:09


Cmq è camerata non compagno..

17/12/2010 - 00:54


comunque gran bella canzone un saluto a voi tutti. camerata non compagno, compagno lo usano i comunisti.

20/10/2011 - 12:36


Salve!
Sono un insegnante e vorrei riprodurre questa canzone in una dispensa (da distribuire come fotocopia senza fini di lucro e per scopi educativi). Sapete chi sono gli autori e quindi a chi bisogna chiedere i diritti di riproduzione?
Grazie mille per l´ottimo servizio che fate!
Cordialmente, Maurizio

Maurizio - 19/11/2011 - 17:51


Maurizio, cos'è una circolare della Gelmini che vi chiede di insegnare questo genere di canzoni? guarda che ora è arrivato il consigliere di amministrazione di Telecom, puoi soprassedere... Se vuoi affrontare il tema della rivolta antisovietica ungherese perché non proponi invece ai tuoi alunni Egy mondat a zsarnokságról?

19/11/2011 - 18:03


Confermo, ero a Trieste nel 1973/74 e cantavamo questa canzone con le lacrime agli occhi e la rabbia nel petto, ma mai come ora attuale. che sia quello ci aspetta?? Ma siamo pronti?? Un saluto a Trieste e tutti quelli che erano con me e che hanno lottato forse per niente...che tristezza
Claudio Barbè

Claudio Barbè - 20/11/2011 - 11:55


Per niente forse no, dato che in Ungheria al momento è al potere un partito parafascista (Fidesz) e una destra ancora più estrema (Jobbik) va fortissimo. Costituzione riscritta in senso nazionalista estremo, stampa imbavagliata o quasi, sacri destini, Santo Stefano eccetera, eccetera. Direi che i "camerati", almeno per quel che riguarda l'Ungheria, possono ritenersi soddisfatti. Saluti.

Riccardo Venturi - 20/11/2011 - 13:00


Devo per forza intervenire. Per cortesia fascistelli nostalgici, non vi appropiate pure di questa canzone, così come avete fatto con "La Leggenda del Piave", non vi permettete! Questa canzone è un inno alla libertà di qualsiasi popolo oppresso, non ha colori, punto. Altro che "camerata" e robbe varie, piantatela con il vostro delirio. Giù le mani da questo inno alla libertà, è di tutti.

Michael - 13/6/2012 - 22:42


Guarda che questa canzone è stata scritta da un gruppo legato all'ex Fdg di Trieste che cosi' si denominava.

Controcorrente - 14/6/2012 - 00:47


Visto il tono che hanno assunto alcuni commenti (non approvati) a questa canzone, i commenti verranno sottoposti a rigorosa approvazione preventiva fino a nuovo ordine. Questo sito non è un luogo per schermaglie verbali e insulti tra "comunisti" e "fascisti", ma un luogo di confronto civile (e ricordiamo che ben pochi siti chiaramente orientati come il nostro avrebbero volutamente istituito una sezione dedicata a canzoni provenienti da un'area diametralmente opposta). Invitiamo coloro cui piace stare a spippolare per scambiarsi insulti banali e puerili (e noiosissimi) a trasferirsi su "Facebook" o altre simili idiozie telematiche "in tempo reale"; qui non sono graditi, di qualsiasi "colore" essi siano. Grazie.

CCG/AWS Staff - 22/6/2012 - 16:19


ottimo e condivisibilissimo l'ultimo commento...ne' rossi ne' neri, volti coperti liberi pensieri...

jean ''il marsigliese'' - 28/6/2012 - 12:17


Scusate tutti, a me risulta che il testo sia stato scritto da Ninni Pingitore : "Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest", il canto che ancora oggi riecheggia tra le mura di CasaPound: "Studenti, soldati, operai, il sole non sorge più a est...". Sono strofe semplici scelte a suo tempo per fare da antidoto al silenzio calato sulla rivolta di Ungheria, quando sull'orlo della fossa di quei ragazzi tutto il mondo rimase seduto.

Pier Francesco "Ninni" Pingitore: quello del Bagaglino, per intenderci.Uno di destra.

MAURO1 - 27/11/2012 - 14:40


e io che pensavo che tra le mura di CasaPound echeggiasse il canto "Studenti, soldati, operai, l'affitto ce lo paga Alemanno"...

Gigi - 27/11/2012 - 15:13


Caro Riccardo Venturi, se Fidesz fosse un "partito parafascista", com'é possibile che l'abbia votato il tre quarti della popolazione ungherese? La nuova Costituzione sarebbe riscritta "in senso nazionalista estremo" solo perché vi si fa riferimento all'Inno nazionale ungherese? Se poi leggessi gli articoli dei quotidiani Népszabadság o Népszava, non diresti piú che la stampa é "imbavagliata". Saluti da Győző Szabó.

szabo_gyozo@invitel.hu - 17/12/2012 - 11:53


Carissimo Szabó Győző, usando lo stesso tuo metro potrei ricordarti che, verso il 1933, metà della popolazione tedesca votò per un partito che, se mi ricordo bene, si chiamava Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (in ungherese: Nemzetiszocialista Német Munkáspárt). Naturalmente non voglio paragonare Fidesz al Partito Nazista, né Orbán Viktor a Adolf Hitler, però l'equazione "lo ha votato la popolazione" = "non è un partito parafascista" non mi sembra funzioni troppo; e anche "a kedves Olaszországunkban" ne sappiamo, purtroppo, qualcosa. Quanto alla nuova costituzione ungherese, non mi risulta proprio che vi si faccia riferimento soltanto all'inno nazionale; saprai tra l'altro meglio di me che l' "Isten áldd meg a Magyart" non è stato mai toccato da nessuno, né dall'ammiraglio Horthy von Nagybánya né dai comunisti. Insomma, un canto nazionale che è, fondamentalmente, un inno religioso dove si invita il Padreterno a proteggere gli ungheresi, è stato mantenuto come tale da tutti. Piuttosto ti inviterei a leggere con attenzione questo articolo che analizza piuttosto bene la nuova costituzione ungherese, e ti faccio presente che non proviene certamente da stampa di sinistra. Se il vecchio Népszabadság (che se non erro era l'organo del Partito Comunista ungherese - "Libertà del popolo" ndt) e il Népszava ("Parola del Popolo", ndt) sono riusciti a mantenere un certo grado di indipendenza e di critica, tanto meglio e me ne rallegro; non mancherò di leggere senz'altro i loro articoli. Ho con l'Ungheria un rapporto molto antico, mi farà quindi piacere. Saluti da Riccardo Venturi.

Riccardo Venturi - 17/12/2012 - 18:26


Ungheria, dove la crisi fa più male torna il fascismo, da Linkiesta, analisi di Stefano Casertano e documentario “Il cuore dell’Europa” di Roberto Festa e Claudio Maggiolini.

.

Dead End - 18/12/2012 - 10:59


Forse, Dead End, il nostro amico ungherese Szabó Győző (NB: Győző = Vittorio) non è ancora abituato a questo sito, dove prima di tutto gli facciamo una traduzione nella sua lingua (che, naturalmente, potrà correggere a suo piacimento) e, poi, gli diciamo che, ad esempio, se parliamo dell'Ungheria di ieri e di oggi lo facciamo sicuramente senza preconcetti, ma anche a ragion veduta e servendoci di fonti originali, ivi compresa la nuova costituzione ungherese che abbiamo letto con attenzione. Tutto qui. Saluti!

Riccardo Venturi - 18/12/2012 - 12:00


sito molto bello,moderatori molto preparati,continuate cosi' ragazzi.........P.S. comunque era camerata

13/4/2013 - 02:39


Ringraziamo l'anonimo di prima per i complimenti...ma che comunque era un "camerata" ne abbiamo piena coscienza, altrimenti non avremmo nemmeno istituito questa sezione.

CCG/AWS Staff - 13/4/2013 - 07:29


Incrèdibol bat trù!




Era il numero due del partito neonazista e antisemita Jobbik, terza forza politica del paese...
Era uno dei fondatori del famigerato gruppo paramilitare "Magyar Garda", l'Alba Dorata ungherese...
Solo il capo, Gàbor Vona, vantava più carisma e capacità oratoria di trascinare le folle come lui, tuonando sistematicamente contro ebrei e rom...

Poi all'improvviso qualcosa è cambiato, radicalmente e per caso: Csanad Szegedi ha scoperto di essere di origini ebraiche.

E allora, alla ricerca della coerenza perduta, ha fatto pubblica ammenda ("Io sono stato una persona che procurava dolore agli altri, e peggio ancora quando parlavo di Rom o di ebrei istigavo all'odio anche contro i bimbi di quei gruppi"), ha contattato un rabbino per cercare conforto e - obviously - ha abbandonato ogni incarico dirigente ed è uscito da Jobbik...

Bernart - 22/10/2013 - 00:11


La canzone ricorda la rivolta ungherese del 1956 che nata il 23 ottobre, da una manifestazione contro la dittatura dello stalinista Mátyás Rákosi e contro la presenza sovietica in Ungheria, dopo alcuni riconoscimenti, venne repressa nel sangue dall’intervento dell’armata rossa nei primi di novembre per concludersi dopo quasi un mese con il tragico bilancio di 46.000 ungheresi uccisi negli scontri, 228 furono condannati al plotone d’esecuzione e 75.000 deportati in Russia, dei quali 8.000 non tornarono mai più. Quasi il 3% della popolazione riuscì a fuggire verso i paesi occidentali. Scritta nel 1967 fu cantata per la prima volta al Bagaglino.

Il Bagaglino erà una compagnia di varietà che fu fondata da un gruppo di giornalisti: Luciano Cirri capo redattore del Borghese, Gianfranco Finaldi e Piero Palumbo de Lo Specchio a cui si unirono Raffaello Della Bona del Secolo d’Italia e il musicista Dimitri Gribanovski che fu autore di quasi tutte le musiche dello spettacolo. I testi erano scritti da Luciano Cirri, Mario Castellacci (autore della “Canzone strafottente” durante la R.S.I.), Piero Palumbo e Pier Francesco Pingitore. In questa compagine nacque Budapest scritta da Pingitore e musicata da Gribanowsi ed interpretata dall’attore improvvisatosi cantante, Pino Caruso e (senza ombra di dubbio) il testo era il seguente:

Compagni di Buda avanti, avanti compagni di Pest.
Studenti,soldati, braccianti, il sole non sorge più all’est.
Abbiamo vegliato una notte, la notte dei cento e più mesi
sognando quest’alba di ottobre, quest’alba dei giorni ungheresi
Compagni di Buda avanti, avanti compagni di Pest.
Camerata tu avevi un moschetto e portalo in piazza ti aspetto
nascosta fra i libri di scuola anch’io porterò una pistola.
Sei giorni e sei notti di gloria durò questa nostra vittoria,
ma il settimo sono arrivati i russi con i carri armati.
Compagni di Buda avanti, avanti compagni di Pest.

I carri ci schiaccian le ossa, nessuno ci viene in aiuto
sull’orlo della nostra fossa il mondo è rimasto seduto.
Compagno noi siam condannati, sconfitta è la rivoluzione
fra poco saremo bendati e messi davanti al plotone
Compagni di Buda avanti, avanti compagni di Pest.

Compagno il plotone già avanza, già cade il primo e il secondo
finita è la nostra vacanza, sepolto l’onore del mondo
Non dirlo a mia madre, compagna, non dirle che muoio stasera
ma dille che sto su in montagna e che tornerò a primavera
Compagni di Buda avanti, avanti compagni di Pest.

Compagni di Buda, avanti compagni di Pest.
Studenti,soldati, braccianti, il sole non sorge più all’est.
Compagno nascondi il fucile, torneranno a cantare le fonti,
quel giorno serrate le file e noi scenderemo dai monti
Compagni di Buda avanti, avanti compagni di Pest.


Della prima versione non si conoscono produzioni ufficiali , potrebbe anche essere stato inciso ma non se ne repirita notizia. All’epoca il testo fu comunque riportato su alcune pubblicazioni

La canzone fu ripresa nei primi anni ’70 da Europa Civiltà che la inserì nel suo canzoniere. Successivamente continuò a diffondersi negli ambienti della destra giovanile parlamentare ed extraparlamentare, divenendo parte del patrimonio canoro. Il testo venne riadattato sostituendo il termine “compagni” con “avanti ragazzi”, eliminando il capoverso “Compagno noi siam condannati, sconfitta è la rivoluzione / fra poco saremo bendati e messi davanti al plotone“ e apportando alcune lievi modifiche.

Le prime tracce audio risalgono agli anni 70 e a parte qualche insignificante modifica ad oggi quella che risulta essere la versione originale è la seguente:

Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest
studenti braccianti operai, il sole non sorge più ad est
Abbiamo vegliato una notte, la notte dei cento e più mesi
quell’alba radiosa di ottobre, quell‘alba dei giovani ungheresi

Ricordo tu avevi un moschetto, su portalo in piazza ti aspetto
nascosta fra i libri di scuola, anch’io porterò una pistola
Sei giorni, sei notti di gloria durò questa nostra vittoria
al settimo sono arrivati i russi con i carri armati.

I carri ci spezzan le ossa, nessuno ci viene in aiuto
il mondo è rimasto a guardare sull’orlo della fossa seduto.
Ragazza non dire a mia madre che io morirò questa sera
ma dille che vado in montagna e che tornerò a primavera

Compagno il plotone già avanza, già cadono il primo e il secondo
finita è la nostra vacanza, sepolto l’onore del mondo
Camerata riponi il fucile torneranno a cantare le fonti
e allora serrate le file che noi scenderemo dai monti

Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest
studenti braccianti operai, il sole non sorge più ad est


.....e questo per mettere a tacere Szabó Győző e Venturi ai quali piace mettere in mostra le proprie conoscenze ma non riescono ad usarle per vedere oltre!!

Catia - 23/11/2013 - 04:12


Il tuo intervento l'ho approvato io stesso, cara Catia, ma non riesco proprio a capire in che cosa io dovrei "vedere oltre"; ovviamente il tuo preciso intervento chiarificatore sulla genesi e sulla storia di questa canzone è il benvenuto, ma sinceramente non mi toccano più di tanto le polemichine "ad personam". Quanto a "mettermi a tacere", ti devo dire che era già un bel po' di tempo che tacevo a proposito di questa canzone...e la cosa non mi dispiaceva affatto. Saluti!

Riccardo Venturi - 23/11/2013 - 16:14


Caro Venturi, intendevo “mettere a tacere” esattamente le polemiche ad personam che tanto non ti piacciono, niente di più!
Quando si parla di qualcosa che possa avere un richiamo di posizione politica c’è sempre un’opinione “a titolo personale” che scatena la “guerra” .. e questo può passare in siti appositi ma quando il punto è semplicemente analizzare è sempre difficile trovare una discussione senza preconcetti ed è un vero peccato…
Puntualizzavo solo questo e il mio “vedere oltre” era un invito… ma alla fine credo di devo dare ragione a qualcuno quando dice che è impossibile riempire qualcosa che è già pieno!
E tanto per puntualizzare ne questo ne il precedente intervento intendevano essere un attacco verso la tua persona ma semplici risposte.
Saluti

Catia - 23/11/2013 - 23:39


Nienawidzę żydów
Nienawidzę czarnych
Jestem komunistą
I jestem polakiem

in italiano???

Odio gli ebrei
Odio quelli neri
Sono comunista
Uomofobista
Polacco fascista

Hej! Hej!

Dana, dana

Hoght

:DDDD

krzyś - 24/11/2013 - 00:12


COMPLIMENTI VIVISSIMI! Ho sempre disprezzato i "pacifinti", che straparlano dipace, diritti umani, addirittura di rivoluzione (!!!!), ok....
ma da qui a condividere una canzone fascista ce ne vuole.....

Komnenos - 10/12/2013 - 15:52


Ci sono le canzoni e le canzoni...poi...ci sono fascisti, comunisti, antiacquacaldisti,,,è una marea di idioti...
dicit

krzyś disperato - 11/12/2013 - 00:12


Questo sito, Komnenos, è particolare. Non fa e non ha mai fatto mistero (con chiarezza e sincerità) da quale parte stia (pur con tutte le possibili sfaccettature, perché non è tenuto da una sola persona...); ma ritiene di non voltarsi mai dall'altra parte, anche di fronte all'estremamente diverso, all'opposto. Come dire: mette davanti agli occhi le cose, poi ognuno si formi un giudizio. Davanti agli occhi è il contrario esatto di "ignorare le cose", ivi comprese le "canzoni fasciste". Saluti!

Riccardo Venturi - 11/12/2013 - 02:19


che dica camerata o compagno non importa...la canzone e'tragicamente bella!!

gbturchi - 7/1/2014 - 22:47


Caro Riccardo, non so tu cosa pensi scrivendo parafascismo, ma...

In Ungheria tutti i giornali scrivono quello che pensano e vogliono, non c'é neanche un giornalista ammutolito, la gente organizza quello che vuole,..., potrei continuare.

Nel governo ungherese ci sono piú persone di origine ebrei.

Quando c'é un governo di destra che ottiene anche successi subito viene l'accusa: fascisti, parafascisti, anzí anche nazisiti,...

Se il giornalismo fosse un lavoro serio (anch'io sto generalizzando troppo:), i giornali scriverebbero anche le notizie che il governo di Orbán nella lotta cittadini-banche ha deciso a favore della gente, che a ripensato la relazione con le multinazinali, che dai fornitori del gas, dell'eletricitá,... riprende soldi dando alla gente.

Il governo fa anche cose sbagliate: quasi sempre decide con la sua maggioranza, solo poche volte chiede l'oppinione del mondo privato, prende troppo rapidamente decisioni qualche volta, vuol costruire troppi stadi,...

Secondo me con se ,,il mondo occidentale" fosse un po' piú esigente con i giornali, la gente di lá avrebbe miglior opinione sul governo di Orbán.

Zágoni Zsolt - 25/3/2014 - 08:00


Ancora le barriere di destra e sinistra!! le divisioni fanno bene al potere non a noi cittadini!!!
(Martino)

Ma guarda, Martino, che ora come ora è proprio il potere cui garba tanto la "coësione"; vedasi ad esempio Giorgio Napolitano, o sbaglio?... Saluti. [RV]

20/9/2014 - 06:34


Sgarbi direbbe che siete ignoranti come delle capre, gbturchi ha pienamente ragione, andate ad informarvi prima di commentare. È inutile , ogni volta che qualche organizzazione di destra sale al potere, dire che si tratta di nazisti, razzisti , che non c'è libertà di parola ecc. Orbán sta facendo un ottimo lavoro, punto.

27/11/2014 - 13:23


A proposito della battaglia di budapest.
Fondamentale e' quest articolo di Indro Montanelli.
Che rimarcava come,a ribellarsi ai sovietici erano...i socialisti e "compagni stessi. Indro Montanelli,per Corsera,non Gramsci per l Unita'.
Saluti
Articolo consigliato

Indro montanelli
" questa e' la battaglia di Budapest"

1956 corriere della sera.

Luigi celex - 6/4/2015 - 02:02


SESSANT'ANNI DOPO

Proprio oggi, 23 ottobre 2016, se a qualcuno fosse sfuggito sarebbe il 60° anniversario dell'inizio della rivolta ungherese del 1956, poi schiacciata nel sangue dall' “aiuto fraterno” dell'Unione Sovietica.



Oppure quello dedicato ai “drammi alla frontiera”:



Quelli che seguono, invece, sono due video relativi alla “famosa” performance della reporter ungherese Petra Laszló, nel settembre 2015, mentre prende a calci dei profughi e dei migranti alla frontiera ungherese, fa sgambetti a genitori e bambini, eccetera eccetera, in occasioni di altri drammi alla frontiera:





Sembra che la gentile sig.ra Laszló, dopo che in un primo momento era stata licenziata dalla catena televisiva N1TV (legata ad ambienti della destra ungherese) e addirittura sottoposta ad un processo, sia stata non solo riabilitata nella libera e democratica Ungheria "comunitaria" di Orbán, dei Jobbik e dei muri, ma che le sia stato addirittura decretato un importante premio per un documentario girato assieme al marito:

" Petra Laszló, la reporter incriminata per aver fatto cadere, lo scorso anno, con uno sgambetto, un migrante siriano che tentava di passare la frontiera al confine con la Serbia, con il figlio in braccio, ha appena ricevuto un premio per un suo lavoro: un documentario cinematografico di 32 minuti dal titolo Nemzetidegen («Estraneo alla Nazione»). Un film dedicato a un eroe della rivoluzione ungherese dell’ottobre-novembre 1956, repressa nel sangue dall’Unione Sovietica. Documentari scritto e diretto insieme al marito. Il migrante «sgambettato» - Osama Abdul Mohsen - ha invece nel frattempo perso il lavoro nella scuola per allenatori in cui era impiegato: licenziato «per scarsa produttività».

Laszló lavorava per un’emittente televisiva online ultranazionalista che vuole tutti i migranti fuori dal Paese. Dopo la diffusione del video che riprendeva Petra Laszlo mentre tentava di far inciampare i profughi e li prendeva a calci, N1TV ha deciso di licenziarla perché «si è comportata in modo inaccettabile». L’operatrice ungherese è stata accusata di razzismo e contro di lei si era scatenata una gogna mediatica. I partiti d’opposizione protestano ora contro il premio, che ha anche ricevuto finanziamenti pubblici.


Nota. Il migrante preso a calci assieme a sua figlia dalla reporter che gira i documentari sugli eroi della rivolta del 1956 "estranei alla nazione", Osama Abdul Mohsen, vive adesso in Spagna ed ha perso il lavoro perché ancora non è riuscito a imparare bene lo spagnolo (da cui la "scarsa produttività"). Lingua che sicuramente imparò benissimo il profugo ungherese Ferenc Puskás, di professione calciatore strapagato, che se ne andò a giocare nella liberissima Spagna di Francisco Franco (notoriamente ultratifoso del Real Madrid).

Certo che sessant'anni sono tanti, e "i tempi cambiano". Però viene da pensare, che so io, a certe cose. Ad esempio: e se l'Austria avesse eretto un bel muro alla frontiera nel 1956? E la Svizzera di Blocher, dei leghisti ticinesi e compagnia bella? E se in Olanda ci fosse stato Geert Wilders nel 1956? Domande, ovviamente, senza risposta.

Ma mica tanto, del resto. Sembra del resto che il 60° anniversario della rivolta (la quale, va ricordato, ebbe inizio con una manifestazione studentesca in appoggio al leader comunista riformatore Imre Nagy) sia celebrato in tono assai minore proprio nell'Ungheria stessa di Viktor Orbán, come si legge sempre su "Repubblica":

" Eppure il popolare premier nazionalconservatore Viktor Orbán sembra preferire commemorazioni low profile, per quella che fu una delle prime rivoluzioni democratiche di quell'Europa sottoposta allora all'Impero sovietico. Perché Orbán - attaccato dalla Ue per limitazioni pesanti alla libertà di media e corte suprema e alla divisione dei poteri, accusato dalle ong per la linea dura anti-migranti e la riabilitazione del dittatore Miklós Horthy autore delle prime leggi razziali antisemite e principale alleato di Hitler nell'Operazione Barbarossa, l'attacco all'Urss - oggi è il miglior amico del presidente russo Vladimir Putin nella Ue e nella Nato: ammira il suo modello autoritario. Ungheria, 60 anni dopo: anniversario triste, commemorato male, senza tutto il rispetto dovuto alla Memoria.


Avanti ragazzi di Budapest.E anche ragazze, come la bionda reporter calciatrice. Prenderanno anche lei a giocare nel Real Madrid...?

L'Anonimo Toscano del XXI secolo - 23/10/2016 - 11:18


Sembra che gli ungheresi stiano commemorando la ricorrenza con un bassissimo profilo, perché il governo Orbán non vuole irritare l'amico Putin...

Lorenzo - 23/10/2016 - 11:24


E infatti avevo anche io riportato la notizia. Certo che questo benedetto Putin sta mettendo proprio tutti d'accordo: veterocomunisti, giovanotti stalinisti di certi centri sociali, fascisti e parafascisti ungheresi e di altri paesi, Donald Trump, Salvini e quant'altri...senza scordare la sua celebre amicizia con Silvio Berlusconi. Ma, del resto, anche la Santa Russia è tornata ad essere, con Putin, pienamente "cristiana". Amen.

L'Anonimo Toscano del XXI secolo - 23/10/2016 - 12:11


Comunque ragazzi di Buda era cantata da Leo Valeriano.

12/9/2018 - 02:05


Ma mi sono sempre chiesto, i ragazzi di Buda e i ragazzi di Pest avevano un appuntamento sul ponte delle catene? se no perché andavano avanti separati?

Valerio - 12/9/2018 - 07:55


Fa sorridere questo battibecco sulla paternità, sul significato, sull'influenza sui risultati elettorali ungheresi di 50 anni dopo (?), ecc, della canzone, le origini sono chiaramente di destra o neofasciste (Bagaglino, FdG, Europa e Civiltà, ecc), ma questo non significa che non sia un canto di libertà, per chi dice che è una canzone dei fascisti brutti e cattivi, né che non possa essere cantata o apprezzata da persone di sinistra, per chi dice "è roba nostra e non si tocca"... Vorrei solo ricordare che al Bagaglino, noto cabaret animato da uomini di destra e da ex fascisti di Salò, fu cantata la prima canzone in memoria del Che assieme ad una per i mercenari di destra che andavano nel Katanga. Quindi smettiamola di litigare si temi da primo liceo perché non solo è stupido ma è profondamente inutile dal momento che gli artisti hanno già superato gli steccati ideologici: Guccini canta dell'Ultima Thule, un po' come aveva fatto 30 anni prima la Compagnia dell'Anello, gruppo di musica legato agli ambienti del FdG, e la chiusura della canzone regala un immagine molto simile legata alla morte e al passaggio ad una dimensione metafisica

23/10/2018 - 14:11




Lingua: Finlandese

Traduzione finlandese / Finnish translation / Traduction finnoise / Suomennos: Juha Rämö
ETEENPÄIN, BUDAPESTIN POJAT!

Eteenpäin, Budan pojat,
eteenpäin Pestin pojat,
opiskelijat, maamiehet, työläiset,
aurinko ei enää nouse idästä!

Valvoimme öitä,
monen monia öitä
odottaen elokuun uljasta aamunkoittoa,
nuorten unkarilaisten aamunkoittoa.

Muistan, että sinulla oli kivääri.
Otathan sen mukaan aukiolle,
minäkin tuon aseen,
piilotan sen koulukirjojen väliin.

Se meidän voittomme kesti
kuusi kunniakasta päivää ja yötä.
Seitsemäntenä tulivat
venäläiset tankkeineen.

Tankit murskaavat luumme,
eikä kukaan auta meitä.
Meitä murhataan
ja maailma vain katselee.

Tyttöni, ethän kerro äidilleni,
että minä kuolen tänä yönä.
Kerro, että menen vuorille
ja palaan takaisin keväällä.

Toveri, pataljoona etenee,
ensimmäiset miehet kaatuvat.
Toivo on mennyt,
kunnia haudattu.

Toveri, laske aseesi.
Lähteet puhkeavat jälleen lauluun
sinä päivänä, kun rivimme ovat tiiviit
ja laskeudumme alas vuorilta.

Eteenpäin, Budan pojat,
eteenpäin Pestin pojat,
opiskelijat, maamiehet, työläiset,
aurinko ei enää nouse idästä!

Eteenpäin, Budan pojat,
eteenpäin Pestin pojat,
opiskelijat, maamiehet, työläiset,
aurinko ei enää nouse idästä!

inviata da Juha Rämö - 24/10/2018 - 09:40



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