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Construção

Chico Buarque de Hollanda
Lingua: Portoghese

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[1971]
Letra e música de Chico Buarque de Hollanda
Album: Construção
Parole e musica di Chico Buarque de Hollanda
Album: Construção
Lyrics and music by Chico Buarque de Hollanda
Album: Construção


Charles C. Ebbets, Lunch a-top a skyscraper, 1932. Celeberrima foto presa durante la costruzione del GE Building del Rockefeller Center, New York.
Charles C. Ebbets, Lunch a-top a skyscraper, 1932. Celeberrima foto presa durante la costruzione del GE Building del Rockefeller Center, New York.


construcaoIl video di questa canzone era già stato segnalato (da Susana) nella pagina dedicata a Pablo di Francesco De Gregori (dalla quale è stato rimosso). Celebre per le sue "dimenticanze", questo sito ne stava compiendo una pur avendo la canzone già segnalata; rimediamo oggi inserendone il testo originale e la bella versione italiana di Guido Rita.

Una canzone importantissima, anche per l'anno oramai lontano in cui è stata composta. Importantissima e bellissima nella sua semplice ma estrema drammaticità. Nulla è cambiato: si muore sul lavoro quanto e più di ieri, si lavora non per vivere ma per morire. Una canzone che parla della fine di un operaio edile, come giornalmente avviene a due o tre per volta in Italia, come giornalmente avviene a decine o centinaia in tutto il mondo. Lavorare e morire in barba a tutta la "sicurezza" tanto strombazzata dai padroni; sicurezza inesistente, perché costosa. Perché rallenta la produzione e il profitto. E allora si muore. Nell'indifferenza più totale, nonostante i titoloni, nonostante le lacrime di coccodrillo istituzionali. Si muore, come dice Chico Buarque, "disturbando il traffico", come un pacco ubriaco, agonizzando sul marciapiede. Un funerale, due fiori, il discorso dell'immancabile prete o vescovo (ma bisognerebbe vedere quanti operai sono morti anche nei cantieri ecclesiastici, in tutte le epoche), gli strepiti dei politici, i roboanti "mai più"; e mentre quel "mai più" vuoto viene pronunciato, un altro operaio vola di sotto. Partono i "basta", e un altro operaio ancora inciampa e si schianta al suolo. E così via. Ci vengono a parlare di "cifre da guerra", ma una guerra, e lo diciamo coscientemente in questo sito, va combattuta. E questa va combattuta sovvertendo l'ordine del lavoro-schiavitù. Altro sistema non c'è. Tutto il resto è solo fuffa montezèmola, solo lacrime napolitane. [RV]

Amou daquela vez como se fosse a última
Beijou sua mulher como se fosse a última
E cada filho seu como se fosse o único
E atravessou a rua com seu passo tímido

Subiu a construção como se fosse máquina
Ergueu no patamar quatro paredes sólidas
Tijolo com tijolo num desenho mágico
Seus olhos embotados de cimento e lágrima

Sentou pra descansar como se fosse sábado
Comeu feijão com arroz como se fosse um príncipe
Bebeu e soluçou como se fosse um náufrago
Dançou e gargalhou como se ouvisse música
E tropeçou no céu como se fosse um bêbado

E flutuou no ar como se fosse um pássaro
E se acabou no chão feito um pacote flácido
Agonizou no meio do passeio público
Morreu na contramão atrapalhando o tráfego

Amou daquela vez como se fosse o último
Beijou sua mulher como se fosse a única
E cada filho como se fosse o pródigo
E atravessou a rua com seu passo bêbado

Subiu a construção como se fosse sólido
Ergueu no patamar quatro paredes mágicas
Tijolo com tijolo num desenho lógico
Seus olhos embotados de cimento e tráfego

Sentou pra descansar como se fosse um príncipe
Comeu feijão com arroz como se fosse o máximo
Bebeu e soluçou como se fosse máquina
Dançou e gargalhou como se fosse o próximo
E tropeçou no céu como se ouvisse música

E flutuou no ar como se fosse sábado
E se acabou no chão feito um pacote tímido
Agonizou no meio do passeio náufrago
Morreu na contramão atrapalhando o público

Amou daquela vez como se fosse máquina
Beijou sua mulher como se fosse lógico
Ergueu no patamar quatro paredes flácidas
Sentou pra descansar como se fosse um pássaro
E flutuou no ar como se fosse um príncipe
E se acabou no chão feito um pacote bêbado
Morreu na contra-mão atrapalhando o sábado

inviata da Riccardo Venturi - 13/5/2008 - 17:23


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Lingua: Spagnolo

Versione castigliana di Daniel Viglietti.
Versión castellana de Daniel Viglietti.

CONSTRUCCIÓN

Amó aquella vez como si fuese última,
besó a su mujer como si fuese última,
y a cada hijo suyo cual si fuese el único,
y atravesó la calle con su paso tímido.

Subió a la construcción como si fuese máquina,
alzó en el balcón cuatro paredes sólidas,
ladrillo con ladrillo en un diseño mágico,
sus ojos embotados de cemento y lágrima.

Sentóse a descansar como si fuese sábado,
comió su pobre arroz como si fuese un príncipe,
bebió y sollozó como si fuese un náufrago,
danzó y se rió como si oyese música
y tropezó en el cielo con su paso alcohólico.

Y flotó por el aire cual si fuese un pájaro,
y terminó en el suelo como un bulto fláccido,
y agonizó en el medio del paseo público.
Murió a contramano entorpeciendo el tránsito.

Amó aquella vez como si fuese el último,
besó a su mujer como si fuese única,
y a cada hijo suyo cual si fuese el pródigo,
y atravesó la calle con su paso alcohólico.

Subió a la construcción como si fuese sólida,
alzó en el balcón cuatro paredes mágicas,
ladrillo con ladrillo en un diseño lógico,
sus ojos embotados de cemento y tránsito.

Sentóse a descansar como si fuese un príncipe,
comió su pobre arroz como si fuese el máximo,
bebió y sollozó como si fuese máquina,
danzó y se rió como si fuese el próximo
y tropezó en el cielo cual si oyese música.

Y flotó por el aire cual si fuese sábado,
y terminó en el suelo como un bulto tímido,
agonizó en el medio del paseo náufrago.
Murió a contramano entorpeciendo el público.

Amó aquella vez como si fuese máquina,
besó a su mujer como si fuese lógico,
alzó en el balcón cuatro paredes fláccidas,
Sentóse a descansar como si fuese un pájaro,
Y flotó en el aire cual si fuese un príncipe,
Y terminó en el suelo como un bulto alcohólico.
Murió a contramano entorpeciendo el sábado.

inviata da Marcia - 25/10/2008 - 02:52


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Lingua: Italiano

Versione italiana di Guido Rita
Da un pdf ripreso dalla Homepage di Guido Rita

COSTRUZIONE

Quella volta amò come se fosse l’ultima
Baciò sua moglie come se fosse l’ultima
Ed ogni figlio suo come se fosse l’unico
E attraversò la via col suo passo timido

Salì nella costruzione come fosse una macchina
Eresse nella piattaforma quattro pareti solide
Mattone su mattone in un disegno magico
I suoi occhi abbottati di cemento e lacrime

Si sedette per riposare come se fosse sabato
Mangiò fagioli e riso come se fosse un principe
Bevve e singhiozzò come se fosse un naufrago
Ballò e canticchiò come se ascoltasse musica
Ed inciampò nel cielo se fosse ubriaco

E fluttuò in aria come se fosse un passero
E finì a terra come un sacco flaccido
Agonizzò in mezzo al marciapiede pubblico
Morì in contromano disturbando il traffico

Quella volta amò come se fosse l’ultimo
Baciò sua moglie come se fosse l’unica
E ogni figlio suo come se fosse il prodigo
E attraversò la via col suo passo ubriaco

Salì nella costruzione come se fosse solido
Eresse nella piattaforma quattro pareti magiche
Mattone su mattone in un disegno logico
I suoi occhi abbottati di cemento e traffico

Sedette per riposare come se fosse un principe
Mangiò fagioli e riso come se fosse il massimo
Bevve e singhiozzò come se fosse una macchina
Ballò e canticchiò come se fosse il prossimo

Ed inciampò nel cielo come se ascoltasse musica
E fluttuò in aria come se fosse sabato
E finì a terra come un pacco timido
Agonizzò in mezzo al marciapiede naufrago
Morì in contromano disturbando il pubblico

Quella volta amò come fosse una macchina
Baciò sua moglie come fosse logico
Eresse nella piattaforma quattro pareti flaccide
Si sedette riposando come un passero
E fluttuò in aria come un principe
E finì a terra come un pacco ubriaco
Morì in contromano disturbando il sabato.

inviata da Riccardo Venturi - 13/5/2008 - 17:28


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Lingua: Italiano

Versione italiana di Sergio Bardotti, interpretata da Enzo Jannacci, Ornella Vanoni e Têtes De Bois

COSTRUZIONE

E quella volta amò come se fosse l'ultima
E poi baciò sua moglie come se fosse l'ultima
Ed ogni figlio suo come se fosse l'unico
E attraversò la strada col suo passo timido

Salì la costruzione quattro muri solidi
Mattone su mattone in un disegno logico
Ma gli occhi già impastati di cemento e lacrime
Seduto a riposare come fosse sabato

Mangiata pasta scotta come fosse un principe
Bevuto e singhiozzato come fosse un naufrago
Ballato e riso come se si sentisse musica
Ed inciampò nel cielo come ubriaco fradicio

E fluttuò nell'aria come fosse un passero
E cadde giù per terra come un pacco flaccido
Agonizzando in mezzo del passaggio pubblico
E' morto contromano disturbando il traffico

E quella volta amò come se fosse l'ultima
E poi baciò sua moglie come se fosse l'unica
Ed ogni figlio suo come se fosse prodigo
E attraversò la strada come ubriaco fradicio

Salì la costruzione come fosse solida
Salì l'impalcatura quattro muri magici
Mattone su mattone in un disegno logico
Con gli occhi già impastati di cemento e traffico

Seduto a riposare come fosse un principe
Mangiata pasta scotta come fosse il massimo
Bevuto e singhiozzato come fosse macchina
Ballato e riso come fosse il prossimo
Ed inciampò nel cielo come se si sentisse musica

E fluttuò nell'aria come fosse sabato
E cadde giù per terra come un pacco timido
Agonizzando in mezzo nel passaggio naufrago
E' morto contromano disturbando il pubblico

E quella volta amò come se fosse macchina
E poi baciò sua moglie come fosse logico
Salì l'impalcatura quattro muri flacidi
Seduto a riposare come fosse un passero
E fluttuò nell'aria come fosse un principe
E cadde giù per terra come ubriaco fradicio
E' morto contromano disturbando il sabato.

inviata da DoNQuijote82 - 31/10/2012 - 11:58


Chico, è tra i poeti più illuminati e illuminanti dell'ultimo secolo.

Dan - 18/7/2008 - 18:19


e ogni volta che sento e leggo questo testo mi sciolgo in melanconia .... che bello viver di nulla.

giuseppe - 7/7/2009 - 22:36


il miserabile è principe, il principe è miserabile...questo è vangelo e capitale,insieme a braccetto come dovrebbe essere...grazie sublime chico, grazie di esistere

stefano - 14/1/2010 - 12:59


Un'opera d'arte ed ogni volta che gli si attribuisce un significato si finisce per costringerla in un vestitino troppo piccolo.Direi che ci si dovrebbe spingere ad interpetrarla oltre l'evento,comunione impossibile tra mondo umano,dei sentimenti,delle passioni,delle speranze e modernità tecnologica.
C'è però una cosa incomprensibile nel vostro commento,dite:lacrime napulitane ....... come sono le lacrime napulitane?
Vorrei ricordarvi che più di cento anni fa c'era un napoletano,Raffele Viviani,che scriveva poesie sullo stesso tema.A Napoli il problema era già chiaro,ma il malcostume italiano ha cancellato ogni identità e sensibilità della nostra gente per lasciar spazio ai luoghi comuni delle lacrime napulitane.
A voi una versione abbastanza recente:


(Lucio)

Caro Lucio, con "lacrime napulitane" ci si voleva riferire alle lacrime abbondantemente versate dal presidente Napolitano per i morti sul lavoro, lacrime seguite da ben pochi fatti. [CCG/AWS Staff]

30/8/2010 - 22:54


Anna Identici!
Versione risalente al 1970, adattamento italiano di Sergio Bardotti, nel disco collettivo intitolato "Canzone amore mio (Il lavoro)"

Bernart Bartleby - 31/12/2013 - 22:48

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