[1969]
Letra y música / Parole e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel: Víctor Jara
Víctor Jara (voz solista) y coro (Quilapayún: Eduardo Carrasco, Carlos Quezada, Guillermo Oddó,
Patricio Castillo, Hernán Gomez, Rodolfo Parada)
Album / Albumi: "Pongo en tus manos abiertas" (1969)
La canzone è una celebrazione della guerriglia combattuta in Bolivia negli anni 1966-1967 tra L'
ELN (Ejército de Liberación Nacional de Bolivia), organizzato e comandato da Ernesto 'Che' Guevara, e il governo del dittatore
René Barrientos.
Cochabamba è un simbolo di speranza, di libertà e di resistenza rivoluzionaria: è la città dove erano nati i
fratelli Peredo, e dove 'canteranno gli usignoli'.
La terza strofa è un omaggio ai fratelli Peredo, 'Inti' e 'Coco', due rivoluzionari boliviani che combatterono al fianco di Che Guevara: a Víctor Jara che canta 'Inti pa' allá, Inti pa' acá' ecc. il coro dei Quilapayún risponde con il nome di Coco. Coco morì in combattimento nel 1967, pochi giorni prima del Che, mentre Inti sopravvisse e tentò di riorganizzare l'ELN proprio nella zona di Cochabamba, prima di essere ucciso a sua volta nel settembre del 1969. Un terzo fratello, 'Chato', anche lui guerrigliero, sopravvisse e diventò un seguito un uomo politico.
Vi poi è una denuncia del ruolo della CIA ('cuidado con la CIA') e dei controrivoluzionari (i 'gusanos').
C'è il riferimento al filosofo
Régis Debray ('no maten a Régis'), che era stato arrestato per i suoi legami con la guerriglia e che rischiava la pena di morte. La canzone rivendica anche il fatto che, anche dopo la morte del Che, il movimento rivoluzionario non si era fermato ('Era mentira que se acabaron las guerillas').
"Pongo en tus manos abiertas" è il quarto LP di Victor Jara, registrato nel 1969 e pubblicato nello stesso anno dall'etichetta Jota Jota, la casa discografica del Partito Comunista che in seguito sarebbe stata chiamata Discoteca del Cantar Popular, o
DICAP (la principale casa discografica della Nueva Canción Chilena).
La DICAP era stata fondata l'anno precedente grazie a un'iniziativa congiunta del gruppo Quilapayún e del Partito Comunista, che produssero l'album "X Vietnam". Successivamente, nel 1969, la neonata etichetta pubblicò una seconda registrazione, la compilation "Por la C.U.T.". L'album fu presentato per la prima volta in occasione della chiusura de VI Congresso della Gioventù Comunista del Cile, il 19 giugno 1969, presso il Teatro Municipale di Santiago e allo Stadio Nataniel.
Il titolo dell'album, " Pongo en tus manos abiertas" (Metto nelle tue mani aperte), è il verso iniziale della canzone "
A Luis Emilio Recabarren", dedicata al fondatore del Partito Comunista Cileno. La copertina dell'album (la fotografia di due mani nodose e callose), è una fotografia di Mario Guillard, a sua volta ispirata a una foto di Antonio Quintana che nel 1950 faceva parte della mostra Il volto del Cile. L'accompagnamento a Victor Jara è stato curato dal gruppo cileno
Quilapayún.
Nella versione italiana, del 1973, il titolo dell'album è stato cambiato in "Te recuerdo Amanda – Cile canta e lotta 3". [Marcello Tagliabue]
¡Nos vamos pa' Cochabamba hermano!
A Cochabamba [1] me voy
A Cochabamba señores
Cantarán los ruiseñores
A Cochabamba me voy
¡Inti! [2]
A Cochabamba me voy
A Cochabamba señores
Cantarán los ruiseñores
A Cochabamba me voy
¡Inti!
Inti pa' allá
Inti pal norte
Inti pal west
Cuidado con la CIA
Que vienen los gusanos [3]
No maten a Régis [4]
Y vámonos hermanos
Ratatatatá, se les perdieron
Ratatatatá, aparecieron
Ratatatatá, era mentira
Que se acabaron las guerrillas
Ratatatatá, se les perdieron
Ratatatatá, aparecieron
Ratatatatá, era mentira
Que se acabaron las guerrillas
¡Salpica tu sangre negro!
A Cochabamba me voy
A Cochabamba señores
Cantarán los ruiseñores
A Cochabamba me voy
¡Inti!
A Cochabamba me voy
A Cochabamba señores
Cantarán los ruiseñores
A Cochabamba me voy
¡Inti!
Letra y música / Parole e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel: Víctor Jara
Víctor Jara (voz solista) y coro (Quilapayún: Eduardo Carrasco, Carlos Quezada, Guillermo Oddó,
Patricio Castillo, Hernán Gomez, Rodolfo Parada)
Album / Albumi: "Pongo en tus manos abiertas" (1969)
La canzone è una celebrazione della guerriglia combattuta in Bolivia negli anni 1966-1967 tra L'ELN (Ejército de Liberación Nacional de Bolivia), organizzato e comandato da Ernesto 'Che' Guevara, e il governo del dittatore René Barrientos. Cochabamba è un simbolo di speranza, di libertà e di resistenza rivoluzionaria: è la città dove erano nati i fratelli Peredo, e dove 'canteranno gli usignoli'.
La terza strofa è un omaggio ai fratelli Peredo, 'Inti' e 'Coco', due rivoluzionari boliviani che combatterono al fianco di Che Guevara: a Víctor Jara che canta 'Inti pa' allá, Inti pa' acá' ecc. il coro dei Quilapayún risponde con il nome di Coco. Coco morì in combattimento nel 1967, pochi giorni prima del Che, mentre Inti sopravvisse e tentò di riorganizzare l'ELN proprio nella zona di Cochabamba, prima di essere ucciso a sua volta nel settembre del 1969. Un terzo fratello, 'Chato', anche lui guerrigliero, sopravvisse e diventò un seguito un uomo politico.
Vi poi è una denuncia del ruolo della CIA ('cuidado con la CIA') e dei controrivoluzionari (i 'gusanos').
C'è il riferimento al filosofo Régis Debray ('no maten a Régis'), che era stato arrestato per i suoi legami con la guerriglia e che rischiava la pena di morte. La canzone rivendica anche il fatto che, anche dopo la morte del Che, il movimento rivoluzionario non si era fermato ('Era mentira que se acabaron las guerillas').
La DICAP era stata fondata l'anno precedente grazie a un'iniziativa congiunta del gruppo Quilapayún e del Partito Comunista, che produssero l'album "X Vietnam". Successivamente, nel 1969, la neonata etichetta pubblicò una seconda registrazione, la compilation "Por la C.U.T.". L'album fu presentato per la prima volta in occasione della chiusura de VI Congresso della Gioventù Comunista del Cile, il 19 giugno 1969, presso il Teatro Municipale di Santiago e allo Stadio Nataniel.
Il titolo dell'album, " Pongo en tus manos abiertas" (Metto nelle tue mani aperte), è il verso iniziale della canzone "A Luis Emilio Recabarren", dedicata al fondatore del Partito Comunista Cileno. La copertina dell'album (la fotografia di due mani nodose e callose), è una fotografia di Mario Guillard, a sua volta ispirata a una foto di Antonio Quintana che nel 1950 faceva parte della mostra Il volto del Cile. L'accompagnamento a Victor Jara è stato curato dal gruppo cileno Quilapayún.
Nella versione italiana, del 1973, il titolo dell'album è stato cambiato in "Te recuerdo Amanda – Cile canta e lotta 3". [Marcello Tagliabue]