Lingua   

Yo canto a la diferencia

Violeta Parra


Lingua: Spagnolo


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Questa canzone fu scritta nel 1960 per commemorare il 150° anniversario dell'Independenza del Cile ed è la dichiarazione pubblica del impegno assunto da Violeta Parra nel cantare canzoni "scomode" utilizzando la sua voce e la sua chitarra come un vero strumento di lavoro per denunciare le injustizie del suo paese, concetto poi ripreso da Víctor Jara in Manifiesto.

Violeta Parra dipinta da Patricia Alcayaga
Violeta Parra dipinta da Patricia Alcayaga


Cantare alla "chillaneja" significa cantare nel dialetto di Chillán, paesino del quale è oriunda Violeta.
"El 18 más galante" si riferisce al 18 settembre, giorno della Festa Nazionale in Cile.
Chuqui è una delle principali miniere di rame cilene e si trova al nord del paese.
Concepción è una città che si trova a sud dove sorge uno dei complessi industriali più importanti del Cile.
"Copihue", è il nome di un fiore cileno diventato l'emblema nazionale del Cile.
"Cueca" è una danza popolare poi dichiarata "danza nazionale" per decreto del governo di Pinochet.
Yo canto a la chillaneja
si tengo que decir algo.
Y no tomo la guitarra
por conseguir un aplauso.
Yo canto la diferencia
que hay de lo cierto a lo falso,
De lo contrario, no canto.

Les voy a hablar en seguida
de un caso muy alarmante:
Atención al auditorio
que va a tragarse el purgante,
ahora que celebramos
el dieciocho más galante
la bandera es un calmante.

Yo paso el mes de septiembre
con el corazón crecido
de pena y de sufrimiento
del ver mi pueblo afligido.
El pueblo amando a la Patria
y tan mal correspondido.
El emblema por testigo.

En comandos importantes,
juramento a la bandera.
Sus palabras me repican
de tricolor las cadenas,
con alguaciles armados
en plazas y en alamedas
y al frente de las iglesias.

Los ángeles de la guarda
vinieron de otro planeta.
¿Por qué su mirada turbia,
su sangre de mala fiesta?
Profanos suenan tambores,
clarines y bayonetas.
Dolorosa la retreta.

Afirmo, señor Ministro,
que se murió la verdad.
Hoy día se jura en falso
por puro gusto, no más.
Engañan al inocente
sin ni una necesidad.
Y arriba la libertad.

Ahí pasa el señor Vicario
con su palabra bendita.
¿Podría, su Santidad,
oírme una palabrita?
Los niños andan con hambre,
les dan una medallita,
o bien una banderita.

Por eso, su Señoría,
dice el sabio Salomón,
hay descontento en el cielo,
en Chuqui y en Concepción.
Ya no florece el copihue
y no canta el picaflor.
Centenario de dolor.

Un caballero pudiente
agudo como un puñal,
me mira con la mirada
de un poderoso volcán
y con relámpagos de oro
desliza su Cadillac.
¡Y viva la libertad!

De arriba alumbra la luna
con tan amarga verdad
la vivienda de la Luisa
que espera maternidad.
Sus gritos llegan al cielo.
Nadie la habrá de escuchar
en la Fiesta Nacional.

La Luisa no tiene casa,
ni una vela, ni un pañal.
El niño nació en las manos
de la que cantando está.
Por un reguero de sangre
mañana irá el Cadillac.
¡Y viva la libertad!

La fecha más resaltante,
la bandera va a flamear.
La Luisa no tiene casa,
La parada militar.
Y si va al parque la Luisa
¿Adónde va a regresar?
Cueca amarga militar.

Yo soy a la chillaneja,
señores, para cantar.
Si yo levanto mi grito
no es tan sólo por gritar.
Perdóneme el auditorio
si ofende mi claridad.
Cueca larga militar.

inviata da Marcia Rosati - 6/11/2007 - 16:48



Lingua: Italiano

Versione italiana di Piera Marchioni
IO CANTO LA DIFFERENZA

Io canto alla cilena
se devo dire qualcosa.
Io non prendo la chitarra
per conseguire un applauso
io canto la differenza
che c'è tra il vero e il falso
Altrimenti, non canto.

Vi racconto subito
di un caso molto allarmante
attenzione a chi mi ascolta
che si va ad ingoiare il purgante
ora che celebriamo
il diciotto più galante
la bandiera è un calmante.

Io passo il mese di settembre
con il cuore pieno
di pena e sofferenza
nel vedere il mio popolo afflitto.
Il popolo che ama la patria
ed è così mal corrisposto.
L'emblema per testimone.

In posti importanti
giuramento alla bandiera
le sue parole risuonano
di tricolore le catene
con sceriffi armati
in piazze e in viali
a di fronte alle chiese.

Gli angeli della guardia
vengono da un altro pianeta.
perchè il loro sguardo annebbia
il loro cattivo sangue
Profani suonano tamburi
clarini e fucili.
Dolorosa la ritirata.

Affermo, signor ministro
che è morta la verità.
Oggi si giura il falso
per puro piacere, nient'altro.
Ingannano l'innocente
senza nessun bisogno.
E fino alla libertà.

Lì passa il signor Vicario
con la sua parola benedetta.
Potrebbe, sua santità
ascolare una parolina?
I bambini hanno fame
gli danno una mediaglietta
o una bandierina.

per questo, sua Signoria
dice il saggio Salomone
C'è scontento nel cielo
in Chuqui e a Conception.
Non fiorisce più il copihue
e non canta il colibrì
Centenario di dolore.

Un cavaliere benestante
acuto come un pugnale
mi guarda con lo sguardo
di un potente vulcano
e con lampi di oro
corre la sua Cadillac.
E viva la libertà.

In alto splende la luna
con tanta amara verità
l'abitazione della Luisa
che aspetta un figlio,
Le sue grida arrivano al cielo
nessuno la potrà ascoltare
alla Festa Nazionale.

La Luisa non ha casa
né una candela, né un pannolino.
Il bambino è nato nelle mani
di chi sta cantando
Per una scia di sangue
domani andrà la Cadillac
E viva la libertà.

La data più importante
la bandiera sventola
La Luisa non ha una casa
La parata militare
E se va al parco la Luisa
Dove può ritornare?
Amara cueca militare.

Io sono alla cilena,
signori, per cantare.
Se io alzo il mio grido
non è solo per gridare.
Mi perdoni chi mi ascolta
se offende la mia chiarezza.
Lunga cueca militare

inviata da Piera Marchioni - 23/3/2012 - 00:06



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