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La marsigliese del lavoro (Inno dei pezzenti)

Carlo Monticelli
Language: Italian

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(Makardìa)
Vi ricordate quel venti di luglio
(Pardo Fornaciari)
Inno dei pezzenti
(Angelo Tonello)


In realtà questo canto non è anonimo, ma deriva da una poesia di Carlo Monticelli, pubblicata per la prima volta nel 1881, e musicata intorno al 1895 da Guglielmo Vecchi, maestro della Banda di Gualtieri, Reggio Emilia; così ho trovato scritto da qualche parte. Lascio a voi decidere se e come pubblicarla: a me piace molto il verso "non sia pace fra i mortali finché un uom sovr'altro imperi".

La prima edizione de La Marsigliese del lavoro.
La prima edizione de La Marsigliese del lavoro.
Noi siamo i poveri, siamo i pezzenti,
la sporca plebe di questa età,
la schiera innumere dei sofferenti
per cui la vita gioie non ha.
Nel crudo inverno la nostra prole
per lunga inedia languir vediam;
solo pei ricchi risplende il sole,
mentre essi esultan noi fame abbiam.

Pur natura a tutti uguali
die’ diritti sulla terra.
Noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.
Non sia pace fra i mortali
finché un uom sovr’altro imperi;
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator.

Triste spettacolo le nostre donne,
per noi primizie non han d’amor;
ancora impuberi, sciolte le gonne,
si danno in braccio di lor signor.
Son nostre figlie le prostitute
che muoion tisiche negli ospedal;
le disgraziate si son vendute
per una cena, per un grembial.

Pur natura a tutti uguali
die’ diritti sulla terra.
Noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.
Non sia pace fra i mortali
finché un uom sovr’altro imperi;
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator.

Di patria al nome talor sospinti
contro altri popoli noi si pugnò,
ma vincitori fossimo o vinti
la nostra sorte mai non cangiò.
Tedesco od italo, se v’ha padrone
il sangue nostro deve succhiar;
la patria libera è un’irrisione,
se ancora il basto ci fa portar.

Pur natura a tutti uguali
die’ diritti sulla terra.
Noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.
Non sia pace fra i mortali
finché un uom sovr’altro imperi;
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator.

Nelle officine, sui monti e piani,
giù nelle mine sudiam sudiam,
ma delle nostre fatiche immani
il frutto intiero non raccogliam.
Poi fatti vecchi veniam rinchiusi
dentro ai ricoveri di carità
e sul berretto di noi reclusi
bollano i ricchi la lor pietà.

Pur natura a tutti uguali
die’ diritti sulla terra.
Noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.
Non sia pace fra i mortali
finché un uom sovr’altro imperi;
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator.

Ah se sperare non è follia
nella giustizia dell’avvenir,
del privilegio di tirannia
il turpe regno dovrà finir!
Le nostre lagrime, gli stenti, l’onte,
le gravi ambasce finir dovrai;
noi già leviamo balda la fronte,
per salutar l’astro lontan.

Pur natura a tutti uguali
die’ diritti sulla terra.
Noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.
Non sia pace fra i mortali
finché un uom sovr’altro imperi;
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator.

Contributed by Renato Stecca - 2007/5/26 - 16:44


“Noi siamo rimasti la turba / la turba dei pezzenti, / quelli che strappano ai padroni / le maschere coi denti.”

Poesia di Rocco Scotellaro, scritta all’indomani del trionfo democristiano alle elezioni politiche del 1948. Nella raccolta intitolata “È fatto giorno. 1940-1953” pubblicata nel 1954, l’anno successivo alla morte del poeta.

POZZANGHERA NERA IL 18 APRILE

Carte abbaglianti e pozzanghere nere
hanno pittato la luna
sui nostri muri scalcinati!
I padroni hanno dato da mangiare
quel giorno si era tutti fratelli,
come nelle feste dei santi
abbiamo avuto il fuoco e la banda.
Ma è finita, è finita è finita
quest’altra torrida festa
siamo qui soli a gridarci la vita
siamo noi soli nella tempesta.

E se ci affoga la morte
nessuno sarà con noi,
e col morbo e la cattiva sorte
nessuno sarà con noi.
I portoni ce li hanno sbarrati
si sono spalancati i burroni.
Oggi ancora e duemila anni
porteremo gli stessi panni.
Noi siamo rimasti la turba
la turba dei pezzenti,
quelli che strappano ai padroni
le maschere coi denti.

Bernart Bartleby - 2015/10/12 - 13:55



Language: Italian

Strofa aggiuntiva dei Makardìa

Son nostri figli tutti i bambini
che guerre e crisi fanno morir
e tutti i profughi di terra e mare
che coraggiosi voglion scappar

Contributed by Dq82 - 2019/4/3 - 10:57



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