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La preghiera dei banditi

Atarassia Gröp
Language: Italian

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(Atarassia Gröp)


2006
Album: Non si può fermare il vento.

vnt


"Una supplica che i partigiani, spregevolmente definiti "banditi" dagli assassini nazifascisti, rivolgono al Cielo. Forse il modo migliore per chiudere questo disco fatto sì di rabbia, ma soprattutto di speranza".
Nati noi non fummo per esistere, ma dati al mondo per resistere con nuovi nomi al volto.
Si cambiò l'orgoglio in desiderio, le sconfitte in determinazione, il pianto in lacrime di piombo.
Così, nei dintorni dell'otto settembre, fummo pronti a fare a pugni con la vita…
Così, senza mai piegarci alla fatica, affrontammo una salita che non finiva mai.

Quando ribellarsi non assomigliava affatto al vanto di una sera ci scegliemmo la bandiera.
Signore dei banditi, oltre alla pelle non abbiamo altro da dare se non questa preghiera:

Fa' che i figli del nostro sacrificio portino nel cuore sangue e libertà…
Fa' che ancora tra cent'anni ci sarà chi curerà questa ferita che non guarisce mai.

Fa' che non sia mai una bugia
il nostro sangue sulla neve,
che non si chiami nostalgia
l'urlo delle camice nere.
E se cadremo fa' che un fiore, o una poesia,
nasca per farci compagnia.

PER SEMPRE BANDITI!
PER SEMPRE BANDITI!
PER SEMPRE BANDITI!
BANDITI!

Contributed by adriana - 2007/1/25 - 18:07



Language: English

Versione inglese ripresa dal sito ufficiale del gruppo
THE PRAYER OF BANDITS

We were not born to exist, but given to the world to resist with new names on our faces.
Our pride became will, the defeats became determination, the cry became tears of bullet…
And so, on about the 8th of September, we were ready to fight with our lives…
And so, without dropping with fatigue, we were ready to a slope that never used to end.

When rebellion wasn't the boast of just one night, we chose our flag.
God of bandits, we only have our skin to give, and this pray.
Please, make the sons of our death bringing in their heart blood and freedom…
Please, make someone in the next 100 years treat this wound which is never getting better.

Please, never let our blood on the snow become a lie.
Please, never let people call the fascist shout longing.
And if we'll fall down, give us a flower, or a poem
to keep us company.

Contributed by adriana - 2007/1/25 - 18:09


La canzone accompagna questo video che documenta la realizzazione a Montanaro, Torino, del murale ideato da Michele Rech, in arte Zerocalcare, dedicato a Giuseppe Prono, partigiano garibaldino originario proprio di Montanaro, che il 15 marzo del 1944 fu catturato e trucidato insieme a due suoi compagni (Celestino Busso, di anni 22, e Luigi Merlo, di 20, entrambi di Caselle Torinese) dai fascisti repubblichini. Aveva 19 anni.

Murale a Giuseppe Prono


Il murale aveva suscitato molte polemiche per via della stella rossa che campeggia dietro al volto di Giuseppe Prono, simbolo dei garibaldini, comunisti, a cui il giovane apparteneva...
Venerdì sera qualche teppistello ignorante del cazzo, magari fascistello, ha pensato bene di imbrattare l'opera d'arte e di memoria con un lancio di vernice bianca...

Murale imbrattato


Sul gesto indagano i carabinieri (a posto siamo!)


Bernart Bartleby - 2015/8/16 - 20:13




"Giuseppe Prono fu il primo montanarese a salire in montagna dopo l’8 settembre 1943. Era il figlio di Antonio Prono, uno dei locali dirigenti del PCI. Non essendo ancora costituito nessun gruppo nell’alto Canavese, Prono si unì alle bande della Valle di Lanzo. Durante un rastrellamento tedesco presso il ponte di ferro della ferrovia Ciriè-Lanzo alla periferia di Ceres, venne ferito e catturato dai tedeschi. Trascinato da questi per un centinaio di metri fino in fondo alla scarpata venne fucilato senza processo. Giuseppe Prono fu il primo partigiano montanarese a cadere durante i 20 mesi di guerra. Aveva soltanto 19 anni."
(tratto da “I giorni della libertà: Montanaro nella resistenza attraverso i giorni dell'insurrezione", testimonianze e ricordi dei Montanaresi raccolte dagli iscritti all'Anpi e coordinati da Luigi Massa, 1981)

"15 marzo 1944.
Altri combattimentí infuriano ai monti di Mezzenile, fra Bogliano e Pugnetto, e nell'alta Valle d'Ala, in Val Grande e di Viù.
Dal versante di Mecca i fascisti vengono più volte respinti. Il Gruppo «Etna» al comando del Ten. Rallo (Conti), formato da una trentina di uomini, appostato sulla cima sopra Chiaves, viene mitragliato dagli aerei tedeschi che sorvolano a bassa quota ed è costretto a ritirarsi verso il monte Garnè e successivamente verso il Ciucrin al Sasso del Gallo.
I nemici seguono le piste sulla neve e iniziano a sparare con le mitraglie verso il Sasso del Gallo ferendo molti partigiani. Il Gruppo cerca rifugio nelle baite disabitate, ma il freddo e la fame si fanno presto sentire. Una squadra scende a Viù, frazione di Cantoira, per cercare un po' di cibo e apprende che tutta la valle è invasa. Anche Ceres è in pieno rastrellamento. Pattuglie percorrono strade e sentieri spingendosi fino ai più lontani « ciaplè », bruciando casolari e prelevando ostaggi. Catturano quattro garibaldini del XI Brigata; quando stanno per fucilarli, uno tenta la fuga gettandosi nel fiume. Lo inseguono rafficandolo, sguinzagliando i cani sulle tracce. Battendo l'argine e ogni sentiero gli passano a pochi metri di distanza, fortunatamente senza riuscire a scoprirlo. Mentre continua spietata la caccia, i suoi compagni Prono Giuseppe, di anni 19, da Montanaro; Busso Celestino, di anni 22 e Merlo Luigi, di anni 20, entrambi da Caselle, vengono fucilati vicino al viadotto.
Le forze partigiane dopo più giorni di duri combattimenti sono costrette a svallare."
(dal sito di Piero Berta)

Bernart Bartleby - 2015/8/16 - 20:28


Ha una sua bellezza, anche se sbraitata -è lo stile-. Tuttavia mi piacerebbe comprendere quale politica editoriale spinga i gestori del sito ad inserire canzoni effettivamente legate a contesti bellici come questa ed altre. Guerra alla guerra? Non è che si vada molto lontano...
Molto interessante il sito, vi seguo da qualche anno.

Livio - 2017/1/19 - 12:36


Caro Livio, come abbiamo spiegato tante volte questo sito raccoglie insieme alle canzoni completamente CONTRO la guerra anche quelle DENTRO e sulla guerra. In particolare questa rientra nel percorso sulla Resistenza italiana ed è una bella canzone di ribellione e libertà che ha tutto il diritto secondo me di stare qui dentro.

Lorenzo - 2017/1/19 - 23:25



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