Langue   

Est-il bien vrai que je veille

anonyme
Langue: français




[1789]
Versi di anonimo rivoluzionario francese sull’aria di “Aussitôt que la lumière”, canzone del poeta seicentesco Adam Billaut.
Canzone composta in occasione della presa della Bastiglia il 14 luglio 1789.



L’imponente fortezza medievale della Bastiglia a Parigi era per i rivoluzionari il simbolo stesso dell'ancien régime e, inevitabilmente, andava conquistata e abbattuta. Peccato che la sua distruzione fosse già stata decisa anni prima dalla stessa monarchia, dato che la fortezza era ormai da tempo diventata inutile e costosa. Il paradosso è che Luigi XVI, dopo aver rinviato per anni l’ordine di demolizione, si decise qualche settimana prima dell’assalto. E il 14 luglio nella Bastiglia si trovavano solo 7 prigionieri, di cui due pazzi fatti lì rinchiudere dai loro familiari.

Prise de la Bastille, dipinto di Jean-Pierre Houël.
Prise de la Bastille, dipinto di Jean-Pierre Houël.


Ciò nonostante, nell’inutile difesa della fortezza trovarono la morte il suo governatore, il marchese Bernard-René Jordan de Launay (il quale, arresosi, fu linciato dalla folla) ed alcune decine di guardie svizzere, che avevano opposto resistenza solo per paura e perché prive di ordini precisi.
Dopo il saccheggio, cominciò la demolizione, affidata a tal Pierre-François Palloy che, da buon imprenditore, ebbe la geniale idea di rivendersi le pietre della Bastiglia come reliquie, un po’ come è successo nel 1989 con i pezzi del Muro di Berlino…

I simboli possono essere carichi di significati ma spesso sono vuoti di contenuti… E nella fine della Bastiglia e della monarchia c’era forse già un po’ la fine della Rivoluzione stessa.
Est-il bien vrai que je veille
Et que mes yeux soient ouverts?
Quelle étonnante merveille
Frappe aujourd’hui l’univers!
Launay, le ciel nous seconde!
Tes efforts sont superflus:
Un seul instant l’airain gronde
Et la Bastille n’est plus!

Que le beau feu qui m’anime
T’électrise en ce moment,
Français! peuple magnanime,
Cède à mon ravissement.
L’exécrable despotisme,
Implorant de vains secours,
Soudain aux cris du civisme,
A vu s’écrouler ces tours.

envoyé par Bernart Bartleby - 15/5/2015 - 10:11




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