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Golgota

Konstanty Ćwierk


Language: Polish


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[1943?]
Versi di Konstanty Ćwierk (1895-1944), scrittore e poeta.
Musica di Gracjan Guziński (1907-1993), compositore, musicista e docente di musica.
Testo trovato sul volumetto intitolato “Ocalone We Wspomnieniach – Wspomnienia byłych więźniów politycznych hitlerowskich więzień i obozów koncentracyjnych” edito nel 2011 dalla Biblioteca comunale di Koszalin, Polonia
Nella raccolta intitolata “Pieśni Obozowe. Mauthausen/Gusen”, pubblicata dalla polacca Veriton in data imprecisata, dove tutti i brani sono eseguiti dal Chór Meski Teatru Wielkiege W Warszawie, direttore Józef Bok.

Pieśni Obozowe

Konstanty Ćwierk è stato autore di centinaia di poesie, racconti, romanzi, radiodrammi e sceneggiature. Arrestato dalla Gestapo nel maggio del 1940, fu internato prima a Dachau e poi a Mauthausen-Gusen, dove divenne il principale organizzatore della vita culturale nel campo. Ammalatosi gravemente a causa delle condizioni di prigionia, Konstanty Ćwierk morì a Mauthausen il 20 agosto 1944. Il compositore Lubomir Szopiński con alcuni cantori si recò al capezzale dello scrittore e poeta moribondo e lì intonarono alcune canzoni per confortarlo. Quando un kapo intimò al gruppo di smettere, Szopiński e i suoi amici non obbedirono e così furono brutalmente picchiati e cacciati dall’area dell’ospedale.



Gracjan Guziński, compositore, anche lui fu arrestato nel 1940 e rinchiuso a Dachau prima e poi a Mauthausen-Gusen, dove compose le musiche di molte canzoni assai popolari nel campo. Guziński sopravvisse alla prigionia fino alla liberazione, avvenuta il 5 maggio 1945 ad opera delle truppe americane.



Quello dei prigionieri a Mauthausen e nei sottocampi di Gusen era davvero un calvario: sopra erano costretti a costruire una potente fortezza in blocchi di granito che venivano tagliati a mano nella sottostante cava, raccordata al campo da una enorme e ripida scala, sempre in granito, la cosiddetta “Scala della morte” che ogni giorno inghiottiva vite umane… A Gusen I, II e III i prigionieri lavoravano invece nelle viscere della terra all’allestimento di grandi tunnel per ospitare alcuni impianti bellici dei nazisti.



Il campo – o, meglio, i campi – di Mauthausen-Gusen furono gestiti dal 1939 al 1945 da Franz Ziereis e da una guarnigione di SS-Totenkopfverbände, un manipolo di sadici, killer seriali e criminali di guerra il cui unico scopo era quello di ammazzare – di fatica, di fame, di vessazioni, di torture, di pallottole – quanta più gente gli riuscisse: fecero circa 130.000 morti. Nel 1945 Franz Ziereis fu catturato dagli americani mentre cercava di fuggire, rimase ferito in uno scontro a fuoco e morì in un ospedale militare qualche giorno dopo… Il suo corpo fu lasciato nelle mani degli ex-prigionieri: denudato ed oltraggiato fu lasciato appeso ai reticolati del campo.
Golgoto moja, granitowa skało!
Pierś twoją co dzień rwie tysiące rąk.
Wschodzące słońce cię ogrzało.
owionął zapach z ukwieconych łąk

Dokoła góry jak u Wisły źródła
i tak jak w Polsce ziemię orze pług.
Ku górom wznosi się ma dłoń wychudła.
Kiedyż do swoich wrócić będę mógł?

Znad szarego, obcego Dunaju
ku wschodowi piosenka popłynie.
Jak mi tęskno za tobą, mój kraju,
mój Poznaniu, Warszawo, Lublinie!...
Ojczyzno moja!...

Gdy za górą gaśnie zachód krwawy
i baśń tęczową opowiada wiatr,
widzę Mazowsze, śnią mi się Kujawy
i zza mgieł wynurza się szczyt śnieżnych Tatr.

Gdym ja z tej ziemi najdroższej wyzuty,
bo drogę zamknął mi kamienny próg,
mój śpiew się wzbija nad kolczaste druty,
aby pozdrowić Wisłę, Wartę, Bug.

Znad szarego, obcego Dunaju
ku wschodowi ma piosenka popłynie.
Jak mi tęskno za tobą mój kraju,
mój Poznaniu, Warszawo, Lublinie!...
Ojczyzno ma!...

Contributed by Bernart Bartleby - 2015/5/11 - 14:21


Nel disco "Pieśni Obozowe" citato il titolo della canzone è "Golgoto Moja"... Non so quale sia quello corretto in polacco...

Bernart Bartleby - 2015/5/11 - 15:54



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