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Elle est facho

Renaud


Lingua: Francese

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d'après Rouge Sang, l'album de Renaud, paru le 2 octobre 2006
da Rouge Sang , l'album di Renaud uscito il 2 ottobre 2006

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Nicolas Sarkozy e Jean-Marie Le Pen, Les Rappers de la Haine. Courtesy of paris.indymedia.org.
Nicolas Sarkozy e Jean-Marie Le Pen, Les Rappers de la Haine. Courtesy of paris.indymedia.org.
Per cause varie sono rimasto...latitante dalle CCG per oltre due mesi: un trasferimento (o un ritorno a casa) con tutti gli sbalestramenti che ne conseguono, delle maledette ADSL ordinate e finora mai attivate (da Wind, è bene che si sappia vista la pubblicità che si fanno questi grandissimi pezzi di merda), una specie di lavoro fisso che i capricci del destino (Anecdotes of Destiny, avrebbe detto la grande Karen Blixen) mi hanno consigliato di accettare...e così via. Ma di momentaneo rientro a Friburgo, con tutti gli elementi giusti al posto giusto, come non ributtarsi a corpo morto nel sito? E non certo a caso lo faccio con una canzone di quel ragazzaccio del Renaud Séchan, che d'essere redivivo se ne intende. Specialmente con quest'ultimo album uscito da pochissimo, Rouge Sang; un titolo che è davvero tutto un programma e che segna sia la riaffermazione di un'identità, sia il tentativo di un ritorno pieno da parte di Renaud alla rabbia carognesca dei suoi primi album. Tentativo quanto mai, quanto mai, quanto mai, quanto mai, quanto mai gradito. Scegliamo da questo album, in primis, questo ritrattino di una fascistònza di periferia (o di banlieue, meglio sarebbe dire visto che le disperate banlieues francesi sono diventate un serbatoio quasi inesauribile per il Front National di Le Pen), ritrattino che, cambiati un po' di nomi, riteniamo perfettamente adattabile a figurine di casa nostra (ma non viene a mente, tanto per prenderne una a caso, la Santanché?... )

Una canzone che, va da sé, fin dal suo primo apparire ha scatenato un putiferio in Francia -e scatenare putiferi depone certamente molto a favore della riuscita del tentativo di Renaud; anche, làste bat not lìste , per un certo personaggino nominato nell'ultimo verso, sapete, colui che sarà certamente il candidato della destra francese alle prossime elezioni presidenziali, quello tutto polizia e ordine, tutto leggi anti-immigrati (lui, figlio di un immigrato ungherese...), onore e patria, bandiera e passi dell'oca. Contro questo grandissimo stronzo, che dalle (e dai) fachos francesi "pescherà" senz'altro molto, Renaud si è schierato; e, nel nostro straminuscolo piccolo, anche noi lo vogliamo sostenere ospitando forse per la prima volta in tutta la Rete il testo di questa canzone appositamente ricopiato dal libretto dell'album, violando quindi un mezzo quintale di "copiràit" (c'importa una sega, del resto). [RV]

Elle revient d'la Fête de l'Huma
L'est contente elle a vu Johnny
Elle a rôdé de çi de là
Dans tous les stands du Parti
Les posters du Che Guevara
L'en a seu sa dose aujourd'hui

Faut dire qu'elle serait plutôt
De l'autre côté du drapeau
Plus CIA que KGB
Et plus Pinochet qu'Allende
Faut dire qu'elle est con comme un veau
Elle est facho...

Eh ouais, les fêtes populaires
Après tout c'est pour tout le monde
C'est pas écrit sur son imper
Qu'elle adore la bêbette immonde
Vaut mieux car dans cet univers
Elle pourrait bien se faire tondre

Ce s'rait dommage car sa crinière
De cheveux blonds elle en est fière
Aryenne jusqu'au fonds des yeux
Ça détonne dans sa banlieue

Elle aime aussi sa blanche peau
Elle est facho...

Elle voit partout des Bolcheviques
Elle imagine des complots
Contre l'ordre, contre les flics
Contre l'église et le drapeau
Elle voue une haine chronique
à la télé et aux journaux

Elle conchie les politiques
Les jeunes qui vont à vau-l'eau
Et les mœurs pas très catholiques
El les pédés et les bicots

Elle rêve d'un ordre nouveau
Elle est facho...

Elle a surtout la nostalgie
Et du sabre et du goupillon
De la Nation de la Patrie
Débarrassée d'l'immigration
'Dit qu' l'ancien temps était béni
Comme disent la plupart des cons

Regrette le temps des colonies
D'la peine de mort légalisée
De l'avortement interdit
Et maudit les jeunes filles voilées

Et elle lit National Hebdo
Elle est facho...

J'lui souhaite qu'un jour si elle a un môme
Il s'retrouve à dix-huit balais
Pleins d'éducations et d'diplômes
D'idées rebelles, d'humanité
Et qu'il lui dise tes vieux discours
Manquent singulièr'ment d'amour

Qu'il rajoute à la triste dame
Reste donc le nez dans ta merde
J'suis amoureux d'une musulmane
J'vote écolo et j'fume de l'herbe

Espérons qu'ça lui f'ra la peau
à la facho

Espérons qu'ça lui f'ra la peau
à la facho
qui vote Sarko.

inviata da Riccardo Venturi - 20/11/2006 - 16:05



Lingua: Italiano (Toscano Livornese)

Sentitissima versione livornese di Riccardo Venturi
(adattata alla realtà itagliana)
20 novembre 2006

Si vedano le Note alla traduzione.


L'on. Daniela Santanché.
L'on. Daniela Santanché.


‘STA TEGAMONA DI FASCISTA
nonché zòtta, bodda marina, rottanculo, budellona, ‘ni venisse l’emorròidi ar pàncreas settentrionale e ‘ni s’arrovesciasse ir bùo

Torna dalla Festa dell’Unità
tutta ‘ontenta d’avé’ visto Gigidalessio
e d’avé’ girato di ‘vì e di là
pe’ tutti gli stènde de’ Dièssio (1)
Di manifesti di Dalema e Fàssio (2)
n’ha visti di nìdio, ‘un ne pòle più

Dé però bisognerebbe dì’
che lei stà da quell’àrtra parte,
‘ni garba più ir duce ‘é Lenino,
un stà pe’ Agliènde ma pe’ Pinoscé…
Dé, capisce metà d’una ‘é ‘un capisce ‘na sega,
‘sta tegamona di fascista…

Embé, è una festa der pòpolo
e allora ci pòleno andà’ tutti…
Dé, mìa ce l’à scritto ‘n fronte
‘é ‘ni garba l’alleati nazzionali,
ma der resto anco ir compagno Bertinotti
ormai ci va a parlà alle su’ feste… (3)

Sembra pròprio un uscio ritinto
con quer trucchino e ‘’apelli biondi
la bruttaòpia della Santanché
penzà che viene da Sciangài (4)

Dé, fa l’ariana, ‘sta budellona,
‘sta fascista tegamona…

Pe’ lei so’ tutti ‘omunisti
come ‘ni dice ir zu’ nanaccio stronzo
‘ni garba l’ordine e la pulizzìa (5)
ir papa e i ‘aduti di Nassirìa
(e siccome ci sta bene la rima,
anco la troia della su’ zia)

E’ tutta occidente, fallàci e bùsce
è tutta anti-relativista,
‘un ‘ni garba i pàcse e la feòndazzione assistita,
(dé, potevano ‘unn’avé feòndato su mà’…)

Vorèbbe sì l’ordine nòvo,
‘sta tegamona di fascista (di merda)…

E poi cià sempre la nostargìa
di ‘vando c’era lui ‘aro lèi (sa una sega ‘sta sùdicia, ciavrà trentasett’anni)
e la nazzione e la pà-tri-a
e l’immigrati e le donne ‘or burca…
A ‘sti razzisti, àrtro ‘é burca,
bisognerebbe imburcànni ir culo

Se c’è ir gazzèbo della penadimòrte
piglia la penna e va a firmà’
naturarmente è contro l’abborto,
cioè, in pràtia, è contro se stessa

la vedi sur Due tirà fòri « Libero »
‘sta popo’ di tegamona di fascista budella…

Dé cià un figliolo di diecianni,
spero ‘é quando n’avrà diciotto
ciavrà du’ làure e sei dipromi
e sarà un ribelle, un nogròbal, uno der Gozzìlla (6), ir capo delle BAL, un frequentatore di via dell’Asili (7),
l’amante briào di Bobo Rondelli ecc. [ad libitum]
e che ‘ni dìa a su’ mà, dé mamma
ma và ‘n po’ a fàttelo troncà’ ‘n culo

E che ni dìa, de màmma, saòsa,
mi so’ fidanzato ‘ò’ na mussurmana,
so’ anarconsurrezzionalista e fumo thè Lipton
e ora spero ti pigli un infàrto secco

Dé speràmo ‘ni faccia tirà ir carzino
a quer popo’ di vecchia tegamona di fascista

Dé speràmo ‘ni faccia tirà ir carzino
a tutti ‘vé popo’ di tegamoni
‘é votano pe’ Berlusconi.
NOTE alla traduzione

(1) Licenza poetica, più o meno come i Diesse sono attualmente una licenza al buon gusto.

(2) Altra licenza poetica. Molto poetica.

(3) Il testo originale francese dice una cosa diversa. In pratica, secondo il buon Renaud una fascista che, in Francia, va alla festa dell’Humanité correrebbe il rischio di farsi fare un culo come una capanna. Tale rischio è oramai del tutto assente in Italia, dove persino il compagno presidente della camera può andare alle festicciuole fasciste senza alcun rischio. La cosa viene quindi opportunamente fatta notare nella traduzione-adattamento.

(4) Shanghay è un quartiere ultrapopolare di Livorno.

(5) In livornese, „pulizzìa“ può voler dire sia „polizia“ che „pulizia“.

(6) Noto centro sociale livornese.

(7) Sede della Federazione Anarchica Livornese.

inviata da Riccardo Venturi - 20/11/2006 - 17:53


Ma grandi grandi grandissimi!!!!

adele - 21/12/2006 - 18:57


La profezia di Renaud si è avverata e i fascisti hanno votato in massa per Sarkozy facendo toccare a Le Pen in questo primo turno delle elezioni presidenziali francesi il minimo storico. Il ridimensionamento del Fronte Nazionale è causato, secondo quanto scrive Le Monde, dal fatto che Sarkozy ha ripreso esattamente gli stessi temi e le stesse parole d'ordine di Le Pen.
Per concludere mi sembra molto appropriato il commento di un elettore francese, lasciato su un muro di Grenoble. La foto l'ho scattata proprio ieri.

A mort ces porcs

Lorenzo Masetti - 23/4/2007 - 17:09


Come ben si sa, Sarkozy (che più propriamente dovrebbe scriversi Sárközy e pronunciarsi sciàrkeusi) è figlio di un profugo ungherese scappato dalla rivolta del 1956. Proviamo per un attimo ad immaginare che, nella Francia del 1956, ci fosse stato un Sarkozy al potere con tutte le sue belle leggi e leggine anti-immigrazione; proviamo ad immaginare che al profugo ungherese con tutta la sua famiglia fosse stato negato di soggiornare in Francia; e via discorrendo. Certo, la storia non si fa con il what if, al massimo può essere un (peraltro utile) gioco. C'è da dire anche che, anche nel 1956, c'era una certa differenza tra un immigrato cencioso dall'Algeria nella quale infuriava la guerra coloniale, ed un cristianissimo magiaro che fuggiva dal barbaro comunismo. Ciononostante non perdo la speranza che, prima o poi, la Francia abbia come presidente Zinedine Zidane e che riservi a tutta 'sta merda lo stesso trattamento riservato a Materazzi.

zizou

Riccardo Venturi - 24/4/2007 - 08:35


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