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Il semenzaio

Marisa Zoni
Language: Italian


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[1970]
Versi di Marisa Zoni (1935-2011), poetessa.
Non so in quale raccolta questa poesia sia stata originariamente inclusa, probabilmente “Per una terra isolata” del 1974. Si trova comunque in un’antologia pubblicata nel 2012.



Messa in musica da Rodolfo Maltese, chitarrista e compositore, e interpretata dal compianto Francesco Di Giacomo, voce dei Banco del Mutuo Soccorso per lo spettacolo teatrale intitolato “Il pane loro - Storie da una Repubblica fondata sul lavoro”, scritto e diretto nel 2000 da Stefano Mencherini, giornalista e autore televisivo che di Marisa Zoni è figlio.

Il pane loro

“Il pane loro” voleva raccontare le storie di chi sopravvive, magari su una sedia a rotelle, dopo un incidente del lavoro; voleva mostrare la solitudine e la rabbia di chi rimane senza il proprio familiare; voleva far conoscere quali ricatti e quali sopraffazioni si vivono spesso nel mondo del lavoro; voleva denunciare il silenzio che sulle vittime e sui perchè sono diventate tali...
Forse proprio per questo “Il pane loro” è rimasto un testo teatrale piuttosto sconosciuto, e sconosciute sono rimaste le canzoni che ne fanno parte, benchè siano di autori assai noti, come Roberto Roversi, o Ada Merini, o i poeti Franco Loi, Marisa Zoni, Attilio Lolini e Gianni D’Elia.
Questi uomini che commerciano
questi altri che diverbiano
quelli che condividono
tutti coloro che commentano
sono loro che ci danno dieci minuti per digerire
sono loro che alzano la mannaia
che possiedono fabbriche cantieri negozi
che fanno i sindaci da vent'anni
con le biblioteche chiuse
con la cultura asfittica del chierico
con la bigamia facile
la pudicizia irrisa
l'ignoranza spalmata sugli scudi crociati
che vanno a letto alzati e si alzano addormentati
Oh Italia
semenzaio di razze amare
di borghesi poliglotti
di medici inquattrinati
di insegnanti mummificati
di donne avare, di ragazze amene
di costiere nere alte come cannoni
basse come bastioni
città rettangolari, quadrate
a barchetta a cespuglio a nave sulle colline
città rosse di fuori nere di dentro
grossi bachi ripieni di fiele tessono le vie
di ipocrisie di tensioni di pudori tremendi
di lettere intestate dei tuoi vescovadi
dei tuoi ministeri
dei tuoi concorsi arresi
le chiese sono vuote
il popolo prega in piedi
tu battezzi i tuoi figli morti
metà Italia svela il suo cuore
metà Italia lo copre con la pallottola in canna.

Contributed by Bernart Bartleby - 2014/8/16 - 20:34


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