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La luna di Ferrara

Modena City Ramblers
Language: Italian

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Serantini
Not only Carlo. Victims of police repression in Italy and throughout the world

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2013
Niente di nuovo sul fronte occidentale
MCR-niente di nuovo

Niente di nuovo sul fronte occidentale è un doppio album studio dei Modena City Ramblers, il tredicesimo della loro carriera. Sono diciotto le canzoni contenute nell'album: scritte, arrangiate e prodotte dai Modena City Ramblers.

Lato A: Niente di nuovo: Niente di nuovo sul fronte occidentale - Occupy World Street - È primavera - C'era Una Volta - La Guèra D'L Baròt - Pasta nera - Fiori d'Arancio e Baci di Caffè - La luna di Ferrara- Beppe e Tore
Lato B: Sul fronte occidentale: Il Violino di Luigi - Due magliette rosse - Tarantella Tarantò - La Strage delle fonderie - Afro - Kingstown Regatta - Il giorno che il cielo cadde su Bologna - Nostra Signora dei Depistati - Briciole e spine




Federico Aldrovandi.
Federico Aldrovandi.

La luna che veglia su Aldro
I Modena City Rambles dedicano una canzone a Federico
I Modena City Rambles dedicano una canzone a Federico Aldrovandi. In “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, ultimo album dei menestrelli di Modena uscito ieri, tra i 18 nuovi brani si trova “La luna di Ferrara” e racconta in musica il dramma del 18enne morto nel 2005.

Nella canzone è Federico a parlare in prima persona. E si rivolge alla madre, ripercorrendo quanto successe quel 25 settembre. L’incontro con i poliziotti e poi l’arrivo del medico legale. Il ragazzo si premura alla fine di consolare il dolore materno, avvertendo che forse anche la giustizia non servirà a lenirlo. E in ogni caso la giustizia “non riporterà indietro/ i miei diciott’anni e il correre inquieto, i miei diciott’anni e il loro segreto, i miei diciott’anni fatti a pezzi per strada”.

estense.com
(DonQuijote82)

Mamma non ti pentire di avermi insegnato
ad avere fiducia in questo mondo malato,
è stato soltanto un incidente
è capitato a me ma non significa niente.

Mamma anche il dottore c’ha pensato due volte
prima di firmare il mio certificato di morte;
qualche piccolo dubbio sul torace schiacciato,
per quei segni sul collo e il manganello spezzato.
Ma poi si è convinto sul movente arbitrato
del resto il rapporto lo aveva spiegato.

Lailalaillà vola e va,
la luna di Ferrara veglia la città,
Lailalaillà la notte qua è un pugno o una carezza
chissà chi lo deciderà!?

Mamma non crederai vero a chi sputa sentenze
e sulle divise vomita maldicenze?
Tutti tipi drogati da centro sociale
se l’Italia è una fogna ci son loro a sguazzare.

Mamma ho sempre pensato che non debbo temere
se per strada ti ferma un poliziotto o un carabiniere,
se mi trovavo a passare per il posto sbagliato
se c’era un che di storto in come ho guardato;
la colpa era mia che non mi son presentato,
la colpa era mia che sono inciampato

Lailalaillà vola e va,
la luna di Ferrara veglia la città,
Lailalaillà la notte qua è un pugno o una carezza
chissà chi lo deciderà!?

Mamma non ci pensare è destino beffardo
che non manda mai pace e con me è stato bastardo
il sentiero dei lupi assetati di sangue
a volte ti canta la strada elegante.
Ti prego non ti dolere per come mi hanno trattato
un lupo non piange mai sul sangue versato.
E comunque giustizia non riporterà indietro
i miei diciott’anni e il correre inquieto,
i miei diciott’anni e il loro segreto,
i miei diciott’anni fatti a pezzi per strada
una notte di settembre da belve in divisa.

Contributed by DoNQuijote82 - 2013/2/9 - 10:41

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