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Cantigas do Maio

José "Zeca" Afonso


Language: Portuguese


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(José "Zeca" Afonso)


afjose
Brano tradizionale portoghese
Tradicional português
Album: Cantigas do Maio (1971)

canmaio

Josè "Zeca" Afonso è stata la voce della libertà in Portogallo. La trasmissione alla radio della sua Grândola vila morena (fino ad allora proibita) alla mezzanotte del 25 aprile 1974 fu il segnale d'inizio della Revolução dos cravos, la Rivoluzione dei garofani, così chiamata dai fiori che una venditrice ambulante si mise a offrire ai militari la mattina della sollevazione. Fu la fine della dittatura portoghese che durava da quasi cinquant'anni.

Jose "Zeca" Afonso was the voice of freedom in Portugal. The radio broadcast of his Grândola vila morena (hitherto forbidden) at midnight on April 25, 1974 was the signal for the beginning of the Revolução dos cravos, the Carnation Revolution, named after the flowers that a street vendor began to offer to the military on the morning of the revolt. It was the end of the Portuguese dictatorship that had lasted for nearly fifty years.

incisa da Stefano Saletti & Piccola Banda Ikona in Folkpolitik 2012 [dq82]
Eu fui ver a minha amada
Lá p'rós baixos dum jardim
Eu fui ver a minha amada
Lá p'rós baixos dum jardim


Dei-lhe uma rosa encarnada
Para se lembrar de mim
Dei-lhe uma rosa encarnada
Para se lembrar de mim


Eu fui ver o meu benzinho
Lá p'rós lados dum passal
Eu fui ver o meu benzinho
Lá p'rós lados dum passal


Dei-lhe o meu lenço de linho
Que é do mais fino bragal
Dei-lhe o meu lenço de linho
Que é do mais fino bragal

Minha mãe quando eu morrer
Minha mãe quando eu morrer
Ai chore por quem muito amargou
Ai chore por quem muito amargou
Para então dizer ao mundo
Para então dizer ao mundo
Ai Deus mo deu Ai Deus mo levou
Ai Deus mo deu Ai Deus mo levou
Ai Deus mo deu Ai Deus mo levou.

Eu fui ver uma donzela
Numa barquinha a dormir
Eu fui ver uma donzela
Numa barquinha a dormir


Dei-lhe uma colcha de seda
Para nela se cobrir
Dei-lhe uma colcha de seda
Para nela se cobrir


Eu fui ver uma solteira
Numa salinha a fiar
Eu fui ver uma solteira
Numa salinha a fiar


Dei-lhe uma rosa vermelha
Para de mim se encantar
Dei-lhe uma rosa vermelha
Para de mim se encantar


Minha mãe quando eu morrer
Minha mãe quando eu morrer
Ai chore por quem muito amargou
Ai chore por quem muito amargou
Para então dizer ao mundo
Para então dizer ao mundo
Ai Deus mo deu Ai Deus mo levou
Ai Deus mo deu Ai Deus mo levou
Ai Deus mo deu Ai Deus mo levou.

Eu fui ver a minha amada
Lá nos campos eu fui ver
Eu fui ver a minha amada
Lá nos campos eu fui ver


Dei-lhe uma rosa encarnada
Para de mim se prender
Dei-lhe uma rosa encarnada
Para de mim se prender


Verdes prados, verdes campos
Onde está minha paixão
Verdes prados, verdes campos
Onde está minha paixão


As andorinhas não param
Umas voltam outras não
As andorinhas não param
Umas voltam outras não


Minha mãe quando eu morrer
Minha mãe quando eu morrer
Ai chore por quem muito amargou
Ai chore por quem muito amargou
Para então dizer ao mundo
Para então dizer ao mundo
Ai Deus mo deu Ai Deus mo levou
Ai Deus mo deu Ai Deus mo levou
Ai Deus mo deu Ai Deus mo levou.

Contributed by DonQuijote82 - 2012/9/24 - 11:10



Language: Italian

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
24 settembre 2012

Si vedano le Note alla traduzione. Le cántigas sono un componimento tradizionale portoghese del quale questo è un esempio classico: quartine con ripetizione dei primi due versi (struttura: AABB) di argomento amoroso con un ritornello generalmente di andamento tragico, ma slegato dal corpo della canzone. [RV]
CANTICHE DEL MAGGIO

Ho incontrato la mia amata
nei recessi di un giardino
Ho incontrato la mia amata
nei recessi di un giardino


Le ho dato una rosa color carne
perché si ricordasse di me
Le ho dato una rosa color carne
perché si ricordasse di me


Ho incontrato il mio amore *1
là accanto a un passal *2
Ho incontrato il mio amore
là accanto a un
passal

Le ho dato il mio lenzuolo di lino
che è del più fine bragal *3
Le ho dato il mio lenzuolo di lino
che è del più fine
bragal
Madre mia quando morrò
Madre mia quando morrò
Ah, piangi per chi tanto soffrì,
Ah, piangi per chi tanto soffrì
Per poi dire alla gente
Per poi dire alla gente
Ah, Dio me lo ha dato, Ah Dio me lo ha tolto,
Ah, Dio me lo ha dato, Ah Dio me lo ha tolto
Ah, Dio me lo ha dato, Ah Dio me lo ha tolto.

Ho incontrato una fanciulla
che dormiva in una barchetta
Ho incontrato una fanciulla
che dormiva in una barchetta


Le ho dato una coltre di seta
perché vi si coprisse
Le ho dato una coltre di seta
perché vi si coprisse


Ho incontrato una zitella
che filava in una saletta
Ho incontrato una zitella
che filava in una saletta


Le ho dato una rosa rossa
perché s'innamorasse di me
Le ho dato una rosa rossa
perché s'innamorasse di me


Madre mia quando morrò
Madre mia quando morrò
Ah, piangi per chi tanto soffrì,
Ah, piangi per chi tanto soffrì
Per poi dire alla gente
Per poi dire alla gente
Ah, Dio me lo ha dato, Ah Dio me lo ha tolto,
Ah, Dio me lo ha dato, Ah Dio me lo ha tolto
Ah, Dio me lo ha dato, Ah Dio me lo ha tolto.

Ho incontrato la mia amata,
lè nei campi l'ho incontrata
Ho incontrato la mia amata,
là nei campi l'ho incontrata


Le ho dato una rosa color carne
perché si accendesse di me
Le ho dato una rosa color carne
perché si accendesse di me


Verdi prati, verdi campi
dove sta la mia passione
Verdi prati, verdi campi
dove sta la mia passione


Le rondini non si fermano,
le une tornano, altre no
Le rondini non si fermano,
le une tornano, altre no.


Madre mia quando morrò
Madre mia quando morrò
Ah, piangi per chi tanto soffrì,
Ah, piangi per chi tanto soffrì
Per poi dire alla gente
Per poi dire alla gente
Ah, Dio me lo ha dato, Ah Dio me lo ha tolto,
Ah, Dio me lo ha dato, Ah Dio me lo ha tolto
Ah, Dio me lo ha dato, Ah Dio me lo ha tolto.
NOTE alla traduzione

[*1] Il portoghese è lingua fatta di diminutivi, che hanno i più svariati valori e sfumature spesso non facilmente rendibili in una lingua come l'italiano (che pure è ricca di diminutivi). In particolare, benzinho è il diminutivo di bem "bene". Sarebbe "il mio piccolo bene", alla lettera (cioè l'"amato bene"), "il mio amorino" o qualcosa del genere.

[*2] Il passal (scritto talora, erroneamente, paçal) è propriamente il terreno coltivato annesso alla residenza di un prelato o del parroco; sarebbe il "campo parrocchiale". Il termine deriva chiaramente da passar in quanto la sua proprietà "passava" automaticamente da parroco a parroco, oppure perché la chiesa "passava" al sacerdote il suo usufrutto.

[*3] Il bragal era in realtà una stoffa grossolana con cui si facevano, come dice il nome, le brache; è una tipica incongruenza delle canzoni popolari dire che un "lenzuolo di lino" è della "più fine tela per brache". Però il bragal era anche il valore di una data quantità di tale panno, che veniva usata come unità di misura in alcune compravendite.

2012/9/24 - 12:48


In realtà questo brano appartiene alla tradizione popolare portoghese (è noto anche come "Eu fui ver a minha amada"); non è una canzone che, propriamente, ha a che fare con la resistenza portoghese alla dittatura o con altre cose del genere. Il brano fu riarrangiato da José Afonso in una sua indimenticabile interpretazione.

L'album "Cantigas do Maio" (1971), di cui questo brano è la seconda traccia, è considerato centrale nella produzione di José Afonso; questo brano ne è la seconda traccia, ed evidentemente occupa una posizione molto importante. Non soltanto dà il titolo all'intero album, ma addirittura, il suo testo scritto dalla stessa mano di José Afonso è riprodotto sulla copertina. Non è un caso: l'album, a cui collaborò decisivamente un artista del calibro di José Mário Branco (che fu anche il produttore del disco), si inserisce in un preciso momento storico, quello della presa di coscienza che portò tre anni più tardi alla Rivoluzione dei Garofani, ed è coscientemente una riproposizione, un allargamento e una estensione della musica popolare portoghese.

Tutto ciò deve essere letto in un'ottica ben precisa: fino ad allora, infatti, la musica popolare portoghese che il regime salazarista considerava e diffondeva come "autentica" e rappresentativa era esclusivamente il "fado", affidato per lo più a Amália Rodrigues, interprete senz'altro molto dotata, ma pesantemente compromessa con il regime (anche se poi si "convertirà" arrivando ad interpretare, lei stessa, le canzoni di José Afonso). La vasta tradizione popolare "diversa" era tenuta in disparte, e fu proprio José Afonso a riproporla in una chiave che è facile intuire. In tale contesto deve essere letta anche questa canzone.

"Cantigas do Maio" (l'album) è noto soprattutto, ovviamente, per contenere la canzone-simbolo della Rivoluzione del 25 aprile 1974: Grândola vila morena. A tale riguardo sarà opportuno fare qualche precisazione. E' vero senz'altro che la canzone era stata proibita dall'Estado Novo, e che non poteva essere trasmessa pubblicamente per nessun motivo (per questo fu scelta come senha dell'insurrezione). La vendita dell'album era però del tutto libera, ed infatti, il 24 aprile 1974, ne fu acquistata una copia in un negozio di dischi che poi fu portata alla sede dell'emittente cattolica Rádio Renascença per la trasmissione musicale "Limite", quella che diffuse il segnale alla mezzanotte che diede l'avvio alle operazioni insurrezionali del MFA. La sua trasmissione da una radio significava chiaramente che l'operazione poteva proseguire in tutta sicurezza.

Ovviamente ho riportato nella sezione video di questa pagina anche l'interpretazione originale di José Afonso; con tutto il rispetto per Stefano Saletti, è un'occasione per (ri)ascoltare un brano di bellezza assoluta direttamente dalla voce dello "Zeca". Cantigas do Maio è originario dell'Alentejo, la regione più povera e problematica del Portogallo le cui tradizioni venivano accuratamente messe da parte dal regime. In questo risiede anche la valenza rivoluzionaria del brano.

Riccardo Venturi - 2012/9/24 - 12:09


È interessante anche notare che l'LP (almeno la copia che possiedo, trovata fortuitamente in un mercatino dell'usato a Nyon sul lago di Ginevra) era stampato in Mozambico, allora colonia portoghese.

Su Amalia Rodrigues cantante di regime ho letto diverse versioni, compreso alcuni che sostengono che in segreto fosse una sostenitrice (e finanziatrice) del Partito Comunista Portoghese clandestino. Chi lo sa.

Lorenzo - 2012/9/24 - 12:14


Secondo me non è da stupirsi che l'album fosse stampato in Mozambico: José Afonso vi aveva insegnato a lungo, e se ci si pensa fu proprio la situazione esplosiva delle guerre coloniali che diede l'innesco alla rivoluzione delle forze armate democratiche. Quanto a Amália Rodrigues, è un fatto che durante il regime non fu mai toccata nemmeno con un dito; dopo il 25 aprile 1974, però, ce la ritroviamo a cantare persino "Grândola vila morena":



Naturalmente si fa presto a parlare, anche perché nessuno di noi ha mai fatto il cantante sotto una dittatura. Però, secondo me, resta un personaggio parecchio ambiguo (senza nulla togliere, lo ripeto, alle sue doti artistiche che sono fuori discussione).

Riccardo Venturi - 2012/9/24 - 12:35


Caro Lorenzo, la copia che possiedo io è invece la stampa francese della benemerita "Le Chant Du Monde" per la collana "Le Nouveau Chansonnier International: Portugal" e contiene all'interno i testi portoghesi e le rispettive traduzioni in francese. La copertina è una variante dell'immagine che avete messo sotto il titolo.

Flavio Poltronieri - 2017/10/16 - 17:46



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