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Il cielo è di tutti

Bobo Rondelli
Lingua: Italiano

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Filastrocca delle parole
(Gianni Rodari)
Gigiballa
(Bobo Rondelli)
Echelon
(Radici nel Cemento)


Parole di Gianni Rodari
Musica di Bobo Rondelli.‎

C’è una certa faciloneria in Rete nell’usare le opere di Gianni Rodari, quasi che le sue filastrocche ‎non siano degne di venir riportate citando l’opera e l’anno in cui furono pubblicate… Così non sono ‎riuscito a capire in quale delle tante opere, pubblicate nell’arco di più di trent’anni, compaiano ‎questa strofe.‎

bobo rondelli

Però Bobo Rondelli ne ha fatto una canzone inclusa nel suo disco del 2009 intitolato “Per amor del ‎cielo”…‎

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:‎
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.‎

E' mio, quando lo guardo.‎
E' del vecchio, del bambino,‎
del re, dell'ortolano,‎
del poeta, dello spazzino.‎

Non c'è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.‎
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.‎

Il cielo è di tutti gli occhi,‎
ed ogni occhio, se vuole,‎
si prende la luna intera,‎
le stelle comete, il sole.‎

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:‎
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.‎

Spiegatemi voi dunque,‎
in prosa od in versetti,‎
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.‎

inviata da Bartleby - 23/5/2012 - 13:24


Sempre più in compagnia (Ciao, Margherita)
di Riccardo Venturi

con micia


Andrà a finire che la cosa più bella su Margherita Hack, subito dopo che è tornata alla terra, l'ha detta l'astronauta siciliano che sta orbitando lassù, da qualche parte giro giro. "Le stelle che hai amato ti rispettano", ha detto; e su questo non mi sembra che possa esistere alcun dubbio. Non sarà nemmeno una gran frase, per carità; ma credo che immaginare le stelle che, per un millesimo dei loro secondi (che corrisponderà senz'altro a qualche nostro millennio), si inchinano al pensiero di questa donna, può servire.

E così, da poche ore, siamo sempre più in compagnia. Quando muore qualcuno, si è soliti dire di essere sempre più soli; in questo caso, va detto, senza Margherita Hack siamo sempre di più in compagnia. Ma non di lei.

Siamo sempre più in compagnia di cialtroni di ogni sorta, a base di dèi, miracoli, "soprannaturali" e quant'altro; siamo sempre più in compagnia dei loro mortiferi bruciori. Sempre più in compagnia di padripìi, papibuoni, papiemeriti, barboni con le vergini in paradiso e le cinture al tritolo (di altri), apparizioni di madonne, Brosio a Medjugorje, buddismi e buddanate, misteri misteriosi, fantasmi, morali e moralismi, teocrazie e tutto il resto.

Sono di più, negarlo sarebbe inutile e stupido. Così, quando se ne va qualcuno che certe cose non ha avuto mai paura a dirlo, e ha contrapposto a tutto ciò una scienza che non si era mai isolata in nessun empireo irraggiungibile, bisogna prenderne atto e basta. Come bisogna prendere, in ogni momento, atto della morte, ed accettarla come semplice fine di quel gioco incredibile che si chiama vita.

Che dire d'altro? Più niente, e forse riuscire ad emettere, su qualche radiofrequenza cosmica, anche qualche sorriso. Mancherai, ma ci sarai. Ciao, Margherita.

daniela -k.d.- - 29/6/2013 - 14:19


segnalo:
http://altracitta.org/2013/07/28/bobo-rondelli-in-tour-una-chitarra-per-le-piagge/

Silva - 28/7/2013 - 16:41

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