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[La casa compagni si prende]

anonimo
Lingua: Italiano


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[1974]
Fatta pervenire da Daniele Sepe

San Basilio, Roma, settembre 1974.
San Basilio, Roma, settembre 1974.


Daniele Sepe
Daniele Sepe

Credevamo che alle lotte per la casa a San Basilio e all'assassinio di Fabrizio Ceruso, nel settembre 1974, fosse stata dedicata soltanto una canzone, o perlomeno una sola canzone ancora reperibile. Ad essa naturalmente si rimanda per l'introduzione (ripresa da Reti Invisibili) contenente il resoconto delle giornate tra il 5 e l'8 settembre a San Basilio, la “domenica di sangue” in cui fu ucciso il diciannovenne proletario di Tivoli Fabrizio Ceruso e l'assalto della polizia fu respinto dai proletari del quartiere. Il seguente testo, di autore imprecisato e per ora senza un titolo proprio, ci proviene ancora da quelle giornate di lotta e ci è stato fatto avere da Daniele Sepe, che sembra lo abbia ritrovato casualmente in casa sua e ce lo ha affidato; lo pubblichiamo immediatamente, ringraziando Daniele che, oramai da anni, fa come parte dello “Staff” di questo sito, a pieno titolo. Si tratta di un testo chiaramente proveniente, anche per ammissione diretta, dall'area dell'Autonomia Operaia; Avete scelto la guerra / ebbene, che guerra sia. Sono parole che, naturalmente, faranno storcere il naso a parecchi pacifisti, sinceri o meno. E, lo diciamo forte e chiaro, non intendiamo minimamente addurre pretesti del tipo “è la testimonianza di un periodo storico” o roba del genere. E' una canzone di lotta violenta, e di lotta che fu tragicamente efficace. E' una canzone che parla della rivolta di un quartiere proletario romano contro la repressione del padronato e dei suoi armati, una rivolta cui fu pagato un tributo di sangue. E' una canzone di una rivolta che fu vittoriosa; una canzone che incita alla lotta armata del proletariato. Una canzone nella guerra di classe, che non ci parla certamente soltanto del passato. A San Basilio, dove sono peraltro stato non più di due mesi fa, la gente parla ancora di quelle giornate. Nessuno le ha scordate, e i ragazzi che oggi hanno l'età di Fabrizio Ceruso le conoscono. E la brace ha la caratteristica di covare sotto la cenere, anche molto a lungo. [RV]

La casa compagni si prende
l'abbiam gridato tante volte
e dopo la si difende
da padroni e polizia

Come quei giorni giù a S. Basilio
dove noi eravamo a difendere
le nostre case, sí, le nostre,
perché noi le avevamo occupate

Ma questo fatto rodeva al governo
voleva fermarci col sangue
e tu, Berlinguer, vergogna
gridare alla guerra tra poveri

Ma nelle fabbriche, nei quartieri
gli operai erano ormai organizzati
e decisi a riprendersi tutto quello
che gli avevano rubato

Noi non abbiamo paura,
noi non abbiamo paura
ci mandano la polizia,
compagni, spazziamola via
è tutto il quartiere che lotta
è tutto il proletariato
si combatte contro i celerini
si combatte contro lo Stato
uno Stato che adesso ha paura
non riesce più a controllare
le lotte degli operai
che adesso fanno da soli.
Se ci danno la cassa integrazione
facciamo l'autoriduzione
facciamo le 25 ore
nei reparti sabotiamo il padrone
e dietro le barricate
ci sono donne e bambini
che lanciano sassi e gridano:
celerini assassini

Ad un tratto in una barricata
si sentono degli spari
un compagno è caduto a terra
un compagno con un casco rosso

Ha una pozza di sangue sul petto
hanno detto si chiama Fabrizio
un compagno dei nostri di Tivoli
e dei comitati operai

Fabrizio Ceruso
Fabrizio Ceruso


Non era un eroe né un santo
era solo un bravo comunista
che lottava da anni ed è morto
per il Comunismo

Non dobbiamo piangere compagni
non dobbiamo soltanto vendicare
alla violenza dello Stato
rispondiamo PROLETARIATO ARMATO

Noi non abbiamo paura
noi abbiamo soltanto bandiere
ed oggi vi abbiamo risposto,
questa volta a scappare siete voi
e tutti i compagni hanno visto
quel capitano P*****
cadere a terra mani in faccia,
gridare: “Oddio, sparano anche loro!”
E dalle radio pantere
si sentono voci concitate
un agente ferito al ventre
un altro con un buco nel torace
Forza compagni, lottiamo
forza, compagni, attacchiamo
la nostra rivolta di classe
qui a S. Basilio iniziamo
un compagno ci hanno ammazzato
gli hanno sparato nel cuore
ma c'è nuovo proletariato,
colpirà al cuore dello Stato
e a chi ci vuol disarmare
rispondiamo con la lotta armata
Autonomia Operaia organizzata
per la rivoluzione
Avete scelto la guerra,
ebbene che guerra sia
Partito e Soviet compagni
e noi la vinceremo...

sanbacer

inviata da Daniele Sepe & CCG/AWS Staff - 21/5/2012 - 14:19

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