Ver klapt do azoy shpet bay nakht?
Berele Bulantshik
Efn, efn, Brontshele,
Ikh bin dokh dayn kokhantshik.
Vi ken ikh dir efenen?
Kh'ob moyre far dem tatn!
Efn, efn, Brontshele,
S'vet dir gor nisht shatn.
Vi ken ikh dir efenen?
Kh'ob moyre far der mamen!
Efn, efn, Brontshele,
Un lomir zayn tsuzamen.
Ver klapt do azoy shpet bay nakht?
Es klapt di geto hunger
Efn, efn, a provisatsyele
S'vet mir vern gringer.
Vi ken ikh dir efenen?
Kh'ob moyre far dem altn,
Efn, efn a provisatsyele
Ikh vel es gut bahaltn.
Ver klapt do azoy shpet bay nakht?
Es klapt di geto laydn.
Dray yor in geto,
Yestst muz men zikh tsesheydn.
Contributed by Bartleby - 2011/2/25 - 08:38
WHO'S KNOCKING?
Who's knocking so late at night?
Berele, my boyfriend.
Open up, Brontshele,
I'm your lover.
How can I open up?
I'm afraid of my father.
Open up, Brontshele,
No harm will come to you.
How can I open up?
I'm afraid of my mother.
Open up, Brontshele,
Let's be together.
Who's knocking so late at night?
It's hunger striking the ghetto,
Open up a food storehouse,
I'll feel easier.
How can I open up?
I'm afraid of the old man.
Open a storehouse,
I'll hide it well.
Who's knocking so late at night?
It's suffering striking the ghetto,
Three years in the ghetto,
Now we must part.
Contributed by Bartleby - 2011/2/25 - 08:38
QUI FRAPPE ?
Qui frappe si tard ce soir ?
Berele, mon ami
Ouvre, ouvre, Brontshele
C'est moi, ton ami.
Comment puis-je t'ouvrir ?
J'ai peur pour mon père !
Ouvre, ouvre, Brontshele
Il ne t'arrivera rien.
Comment puis-je t'ouvrir ?
J'ai peur pour ma mère !
Ouvre, ouvre, Brontshele,
Et restons ensemble.
Qui frappe si tard ce soir ?
C'est la faim du ghetto
Ouvre, ouvre, le cellier
J'y serai mieux.
Comment puis-je t'ouvrir ?
J'ai peur pour le vieux !
Ouvre, ouvre, le cellier
J'y serai bien caché.
Qui frappe si tard ce soir ?
C'est la douleur du ghetto
Trois ans dans le ghetto
Maintenant on doit se séparer.
Contributed by Marco Valdo M.I. - 2011/3/28 - 22:21
Note for non-Italian users: Sorry, though the interface of this website is translated into English, most commentaries and biographies are in Italian and/or in other languages like French, German, Spanish, Russian etc.
Trovato sul programma 2006 delle celebrazioni per il Yom HaShoah presso la Duke University di Durham, North Carolina.
Il “vecchio” indicato nella penultima strofa, quello di cui tutti hanno paura come del genitore dell’amata corteggiata di nascosto, è Chaim Rumkowski, il controverso capo del Judenrat nel ghetto di Łódź. “Re Chaim” – così era chiamato per via dell’autorità assoluta che esercitava – organizzò il ghetto come un’efficientissima macchina produttiva in favore dei nazisti, forse sperando in questo modo di riuscire a barattare l’altissima produttività con la salvezza del maggior numero di ebrei… Fu un grave errore di valutazione, quando non un completo abbaglio: la linea di Rumkowski impedì l’organizzazione della resistenza all’interno del ghetto mentre non impedì affatto la morte per fame e malattia di decine di migliaia di suoi correligionari, né la deportazione nel 1942 di tutti i bambini sotto i dieci anni e dei vecchi sopra i 65 (tutti sterminati al loro arrivo nel campo di Chelmno), né la liquidazione completa del ghetto nel 1944. Degli ebrei di Łódź intrappolati nel ghetto quasi nessuno sopravvisse alla guerra… Lo stesso “Re Chaim” fu ucciso ad Auschwitz con tutta la sua famiglia.
Drammaticamente celebre resta il discorso – passato alla storia con il titolo “Datemi i vostri figli!” - che Rumkowski pronunciò il 4 settembre del 1942, quando obbligò la consegna dei bambini e degli anziani per la deportazione, convinto che così almeno i più forti sarebbero sopravvissuti:
“Un atroce colpo si è abbattuto sul ghetto. Ci viene chiesto di consegnare quello che di più prezioso possediamo - gli anziani ed i bambini. Sono stato giudicato indegno di avere un figlio mio e per questo ho dedicato i migliori anni della mia vita ai bambini [prima della guerra Rumkowski fu direttore di un orfanotrofio, ndr]. Ho vissuto e respirato con i bambini e mai avrei immaginato che sarei stato obbligato a compiere questo sacrificio portandoli all'altare con le mie stesse mani. Nella mia vecchiaia, stendo le mie mani ed imploro: Fratelli e sorelle! Passatemeli! Padri e madri! Datemi i vostri figli!”
Assolutamente terribile. L’ho letto cento volte questo discorso agghiacciante e ancora non riesco a capacitarmi – ne mai ci riuscirò – del male che l’uomo può fare all’uomo e di ciò che un uomo può arrivare a fare quando è intrappolato, senza possibilità di salvezza…