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Beatles: A Day In The Life

GLI EXTRA DELLE CCG / AWS EXTRAS
Language: English

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Related Songs

A Fine Line
(Paul McCartney)
Roll on John
(Bob Dylan)
All You Need Is Love
(Beatles)


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(Lennon/McCartney) Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
da "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" (1967)

A venticinque anni dall'assassinio di John Lennon, le Canzoni contro la guerra vogliono ricordare questo grande artista con una delle più famose e celebrate composizioni dei Beatles, "A Day In The Life". La canzone è il brano conclusivo del famoso disco "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", sicuramente il più influente album dei Beatles, anche se forse non il migliore (personalmente preferisco di gran lunga "Revolver").

La canzone viene inserita negli extra, ma in realtà non è del tutto estranea alle tematiche toccate nel nostro sito.

John Lennon scrisse per i Beatles le poche canzoni del gruppo che prendevano posizione su questioni politiche e sociali. Il riferimento è a Revolution, naturalmente, ma anche all'inno pacifista All You Need Is Love, un primo esempio dell'attitudine allo slogan che caratterizzerà la carriera solista di Lennon.
John Lennon e Michael Crawford in
John Lennon e Michael Crawford in "How I Won the War"
Altre volte, come nel caso di Happiness is a Warm Gun (un'altra canzone dei Beatles inclusa in questa raccolta) i riferimenti pacifisti sono tutt'altro che evidenti, spesso infatti i testi dei Beatles procedevano per frammenti e per associazione d'idee, rendendo difficile e controversa ogni interpretazione. È il caso anche di "A Day In The Life", sul cui testo è stato detto veramente di tutto, basti pensare alla famosa leggenda sulla morte di Paul McCartney, nota come Paul is Dead, che vede nei primi versi della canzone una descrizione dell'incidente di cui il bassista dei Beatles sarebbe stato vittima.

"I saw a film today oh boy / The English Army had just won the war" recitano due versi di "A Day In The Life"... a che film si riferisce Lennon? Chiaramente a How I Won the War, un'esilarante commedia antimilitarista di Richard Lester (regista anche di due film dei Beatles, "A hard day's night" e "Help!"). Nel film Lennon è un soldato inglese agli ordini del tenente Goodboy (Michael Crawford). Ai soldati è stata affidata una missione singolare: costruire un campo di cricket penetrando nelle linee nemiche.

(Lorenzo Masetti, 8 dicembre 2005)

Molti riferimenti sono ripresi dall'ottimo Musica e Memoria di Alberto Truffi. e da wikipedia (inglese).

La canzone è una delle poche in cui la classica firma Lennon/McCartney è autentica. La parte iniziale della canzone è opera di Lennon, ma McCartney scrisse l'inciso "Woke up/ fell out of bed..." e il ritornello "I'd love to turn you on..." (che si potrebbe tradurre "Vorrei eccitarti" ma anche "sarei felice di farvi sballare"). Proprio il ritornello fu fonte di mille polemiche, per presunti riferimenti alle droghe (insieme a "found my way upstairs and had a smoke"). In alcuni paesi la canzone fu bandita per questo verso (in Italia fu trasmessa pochissimo), la BBC inglese decise di non trasmetterla.

L'avvio della prima parte, scritta e cantata da Lennon, è ispirata alla morte in un incidente stradale del giovane Tara Browne, amico dei Beatles, ereditiere della famiglia Guinness, la famosa marca di birra. Aristocratico in quanto il padre Lord Oranmore and Browne sedeva alla Camera dei Lord, ma attivissimo nella swinging London' di metà anni '60 e anfitrione di feste con la presenza di cantanti e musicisti.
Il 18 dicembre del 1966 perse la vita in un incidente stradale nel quartiere londinese di Kensington, schiantandosi con la sua Lotus Elan spider contro un furgone parcheggiato.

Il rapporto del medico legale, riportato dai giornali, diceva "morte a seguito di lacerazioni del cervello conseguenti alla frattura del cranio", Lennon quindi associa questo referto alla espressione gergale, solitamente usata per i suicidi ottenendo "He blew his mind out in a car".

L'inciso di Paul è invece una serie di frammenti sui tempi della scuola, un altro "giorno nella vita".

La seconda strofa sulla stessa melodia della prima si riferisce invece un'altra notizia meno tragica: il progetto di riempire ben 4000 buche sulle strade di Blackburn... Lennon giustamente si chiede se le abbiano davvero contate tutte... tanto da sapere quante ne servono per riempire la Albert Hall...

Dopo "I'd love to turn you on" (e quindi anche sul finale della canzone) venne inserita una parte orchestrale in crescendo di 24 battute (suonata da un'orchestra di 40 elementi). Per realizzare questa parte a tutti i componenti dell'orchestra fu chiesto di eseguire tutte le note del loro strumento, partendo dalla più grave e finendo sulla più acuta sulla ventiquattresima battuta, ottenendo infine "circa" un accordo di Mi maggiore.

Il finale (della canzone e dell'intero album) è uno dei più famosi della musica moderna: un interminabile accordo di Mi maggiore, suonato dai quattro Beatles e dal tecnico del suono Mal Evans su tre diversi pianoforti. L'accordo fu poi manipolato per farlo durare a più lungo possibile, alzando progressivamente e artificialmente il volume, tanto che sul finale si possono udire delle voci nello studio che sussurrano "Shhh".

I read the news today oh boy
About a lucky man who made the grade
And though the news was rather sad
Well I just had to laugh
I saw the photograph.

He blew his mind out in a car
He didn't notice that the lights had changed
A crowd of people stood and stared
They'd seen his face before
Nobody was really sure
If he was from the House of Lords.

I saw a film today oh boy
The English Army had just won the war
A crowd of people turned away
but I just had to look
Having read the book.

I'd love to turn you on

Woke up, fell out of bed,
Dragged a comb across my head
Found my way downstairs and drank a cup,
And looking up I noticed I was late.
Found my coat and grabbed my hat
Made the bus in seconds flat
Found my way upstairs and had a smoke,
Somebody spoke and I went into a dream

I read the news today oh boy
Four thousand holes in Blackburn, Lancashire
And though the holes were rather small
They had to count them all
Now they know how many holes it takes to fill the Albert Hall.

I'd love to turn you on.

Contributed by Lorenzo Masetti - 2005/12/8 - 23:12


compare to original

Language: Italian

Versione italiana di Lorenzo Masetti, in parte basata sulla traduzione di Alberto Truffi per "Musica e Memoria"

UN GIORNO NELLA VITA

Ho letto la notizia oggi
di un uomo fortunato, che ha fatto strada
e sebbene la notizia fosse piuttosto triste
beh mi è proprio venuto da ridere
ho visto la fotografia

Si è fatto saltare le cervella in una macchina
non si era accorto che il semaforo era diventato rosso
e una folla di gente stava lì e guardava
Avevano già visto la sua faccia
Nessuno era veramente sicuro
Se fosse della House of Lords

Ho visto un film oggi
L'esercito inglese aveva appena vinto la guerra
Una folla di gente è andata via
Ma io ho dovuto proprio guardare
Perché avevo letto il libro

Mi piacerebbe eccitarti...

Mi sono svegliato, buttato giù dal letto
Ho arato la testa con un pettine
sono sceso di sotto e ho bevuto una tazza,
e guardando su mi sono accorto di essere in ritardo
Ho trovato il cappotto e afferrato il cappello
Preso l'autobus al volo
Sono andato sopra e mi sono fatto una fumata
qualcuno ha parlato e sono entrato in un sogno

Ho letto la notizia oggi
Quattromila buche a Blackburn, Lancashire
e sebbene le buche fossero abbastanza piccole
le hanno dovute contare tutte
Ora sanno quante buche servono per riempire la Albert Hall

Mi piacerebbe eccitarti...

2005/12/8 - 23:46


stupenda

lalla - 2008/4/11 - 22:32


dei geni.
grandissime persone, grandissimi artisti.
chi non ama i beatles o non li conosce, o a qualcosa che non va.

zof - 2008/8/31 - 19:11


ho scoperto questa canzone a 26 anni...forse capisco solo ora la grandezza dei Beatles..meglio tardi che mai!!

Adelaide - 2009/1/23 - 00:17


Sgt pepper è senza dubbio uno dei dischi più belli della storia!

Alj - 2009/5/26 - 13:33


Semplicemente la più grande canzone di tutti i tempi.
L'oscillazione tra la vita, la morte e il sogno hanno qualcosa di inafferrabile e di infinito.

Andrea - 2010/3/16 - 22:22


Ho 16 anni e non so cosa ci trovate di tanto eccitante in questa canzone.La prima volta che l'ho ascoltata è stato in un'ora d'inglese direi che è orecchiabile ma non capisco tutta questa ammirazione.....

Zheus - 2010/5/26 - 14:44


Zheus.
Purtroppo non capisci ciò che è questa meravigliosa canzone.
Canzone fantastica dall'inizio alla fine; l'idea dell'orchestra, il pezzo centrale cantato da Paul, il testo scritto da John fantastico; mi fa pensare sempre all'incoscienza, all'impossibilità di vivere il proprio contesto storico perchè limitati da altri. Coglie in pieno l'essenza della Summer Of Love, non limitandosi solo alle droghe e al sesso ma scavando più a fondo. Tutto parte da due semplici notizie prese da un giornale: la prima è triste, parla di un incidente di un amico dei Beatles, la seconda è diversa, come un climax (figura retorica) riferisce il fatto della "conta" delle buche. Credo che i temi trattati siano splendidamente attuali.
La canzone, purtroppo, è conosciuta solamente dai veri fan, non da quelli che ascoltano ogni tanto i Beatles.
E' un vero patrimonio artistico, quando l'ascolti ti sembra quasi che il compositore sia Mozart o Beethoven, è veramente straordinaria. Nessun altro ha mai scritto un tale capolavoro.
Spero un giorno ti renderai conto di ciò che sono questi quattro geni.

P.S.: Ho 16 anni anch'io. L'età non conta assolutamente niente. Dipende tutto da ciò che hai nel cervello.

JennyWren - 2010/12/19 - 14:32


Paul fornì il verso "I'd love to turn you on" e l'idea del crescendo orchestrale, che contribuiscono, insieme al titolo (uno dei pochissimi dei Beatles a non essere mai citato nel testo del brano stesso) a fare di A Day In The Life quasi un diario di una giornata a base di LSD: le normali pratiche quotidiane si intramezzano, quasi a fatica, in un lungo viaggio in cui tutte le attività umane, dalle più insignificanti (la conta dei buchi) alle più devastanti (la guerra e la morte) appaiono comunque distorte dalla società, non dall'individuo o dall'acido, in uno sterile tentativo di classificazione. La curiosità dei presenti all'incidente non è meno stigmatizzabile dell'inutile attribuzione dei buchi, e la stupidità umana trova la sua massima espressione nella guerra, che costringe a voltarsi dall'altra parte, a dimenticare prima possibile, anche quando si vince.

da Pepperland

2012/8/30 - 22:47


Non si è "fatto saltare le cervella"(con una pistola)...Era solo "sotto effetto" e non ha visto il semaforo!!

Michael - 2014/8/16 - 13:38

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