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Var'ka

Apuamater Indiesfolk


Lingua: Italiano

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APUAMATER - Varka/Machno Da "Delirio e castigo" (Corasong 2006) due canzoni contro il centralismo burocratico.
(adriana)

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[2005/2006]
Da "Delirio e castigo" (album autoprodotto)
Scritta da Davide Giromini
Davide Giromini: Voce, clavicembalo
Luca Rapisarda: chitarra, mandolino
Michele Menconi: violino
Matteo Procuranti: clarinetto, cori
Gabriele Dascoli: basso, xilofono
Micaela Guerra: cori

apm

"La follia del potere centralizzato che dimentica volutamente di assorbire storico-culturalmente le periferie" (Dal libretto dell'album). Davide mi aveva mandato il testo di questa canzone molto tempo prima che l'album del suo gruppo, gli Apuamater Indiesfolk, uscisse. Continuandolo a ringraziare di cuore, la sposto a nome del suo gruppo come più opportuno. [RV]
La ballata di Yury Strogoff...

Sotto un cielo bianco bianco
Io cullavo la tua casa tutto il giorno
Sotto un'isba color fango
Il mio sonno mi chiamava: Var'ka!

Ti cantavo un ritornello partigiano...
Ti cantavo un ritornello partigiano...

Non guardarmi gli occhi
mentre affondo il dito in questa gravidanza
Ma da Stalingrado arriva lenta
la tua carovana di speranza

Ti cantavo un ritornello partigiano...

Da lontano
La grande rivoluzione
Portava il suo nome
E gonfiava le arterie del Don.*

Dentro un sogno
privo di conclusione
Una nuova canzone,
La ballata di Yury Strogoff

Sotto un cielo di metallo
Io chiedevo al sonno di aiutarmi
Ma il padrone lo picchiava
E non restava altro che alienarmi

Dentro un sogno
Ebbro di confusione
Con mio padre che muore
E mia madre che batte la via

Da lontano
La grande rivoluzione,
Portava il suo nome
Ma nel vento nemmeno la scia

Dei soldati
In fuga da Stalingrado
Mentre io mi drogavo
E il tuo collo col dito schiacciavo...

*Variante originaria del testo: Ma i fucili restavano là.

inviata da Riccardo Venturi - 10/11/2005 - 21:10




Lingua: Russo

(Il tentativo di) Versione russa di Riccardo Venturi.

Con questa versione torno ad occuparmi attivamente del sito dopo oltre due mesi di stop dovuto a varie vicissitudini che non sto a spiegare, anche di natura tecnica. E torno con una versione in una lingua che, certamente, non è tra quelle che posso dire di conoscere, sebbene sia in grado di leggere il russo abbastanza speditamente. Ma, a volte, esistono dei veri e propri misteri. Per questa canzone degli Apuamater Indiesfolk e dell'amico Davide Giromini, ad esempio; proprio nel periodo di stop che termina oggi mi è capitato, specialmente in macchina, di provare a cantarmela non so quante volte in una specie di "pseudo-russo" che poi non ha retto all'effettivo tentativo di traduzione che qui propongo; ma russo, e non altro che russo, doveva essere. Va da sé che la correttezza formale di quanto segue non è garantita, e per mettere le mani avanti dico subito che ogni correzione da parte di chi il russo lo conosce davvero sarà sempre ben accetta e immediatamente accolta. Segue una trascrizione in caratteri latini. [RV]
ВАРЬКА

…баллада Юрия Cтрогова

Под белым-белым небом
Я баюкал твой дом весь день
Под избой грязного цвета
Moй coн звал меня: Bapька!

Я пел тебе партизанскую песенку…
Я пел тебе партизанскую песенку…

Hе смотри мне глаза
пока вбиваю пальцами в эту беpeменность
Ho из Cталингpaда идёт
твой караван надежды

Я пел тебе партизанскую песенку…

Издалека
Beликая peволюция
Cвое имя переносила
И надувала артерии Дона

Bнутpи cона
Без заключения,
Oдна новая пеcня,
Баллада Юрия Cтрогова.

Под металлическим небом
Я просил coну o помощи
Ho хозяин eго удаpял
Hичего не oсталоcь, как чуждатся

Bнутpи cона
Пьяного путаницой
C моим отцом умирающим
И моей матерью продавающойcь

Издалека
Beликая peволюция
Cвое имя переносила
Ho в ветре также не кильватepa

Coлдат
B бегствo из Cталингpaда
Пока я усыплялcя
И душил тебе шею пальцами.

8/4/2008 - 19:16




Lingua: Russo (Romanized)

La trascrizione (grafematica) in caratteri latini della versione russa.
VAR'KA

…ballada Jurija Strogova

Pod belym-belym nebom
Ja bajukal tvoj dom ves' den'
Pod izboj grjaznogo cveta
Moj son zval menja: Var'ka!

Ja pel tebe partizanskuju pesenku…
Ja pel tebe partizanskuju pesenku…

Ne smotri mne glaza
Poka vbivaju pal'cami v ətu beremennost'
No iz Stalingrada idët
tvoj karavan nadeždy

Ja pel tebe partizanskuju pesenku…

Izdaleka
Velikaja revoljucija
Svoe imja perenosila
I naduvala arterii Dona

Vnutri sona
Bez zaključenija,
Odna novaja pesnja,
Ballada Jurija Strogova.

Pod metalličeskim nebom
Ja prosil sonu o pomošći
No xozjain ego udarjal
Ničego ne ostalos', kak čuždatsja

Vnutri sona
P'janogo putanicoj
S moim otcom umirajušćim
I moej mater'ju prodavajušćojs'

Izdaleka
Velikaja revoljucija
Svoe imja perenosila
No v vetre takže ne kil'vatera

Soldat
V begstvo iz Stalingrada
Poka ja usypljalsja
I dušil tebe šeju pal'cami.

inviata da Riccardo Venturi - 8/4/2008 - 19:30




Lingua: Francese

Version française de Riccardo Venturi
2 avril 2009

J'aime tellement cette chanson, que c'est la seule que j'ai essayé de traduire en russe, une langue que je ne connais pas trop bien (et je reste dans l'attente que quelqu'un en fasse une meilleure, parce que cette chanson gogolienne-stalingradienne la mérite). Je me débrouille vachement mieux avec le français, ma langue sœur.
VAR'KA

La ballade de Yury Strogoff...

Sous un ciel tout blanc, tout blanc
je berçais ta maison tout le jour
Sous une isba couleur boue
mon sommeil m'appelait: Var'ka!

Je te chantais un refrain partisan,
je te chantais un refrain partisan

Ne me regarde pas dans le yeux
quand je perce mon doigt dans cette grossesse,
mais, lentement, de Stalingrad
arrive ta caravane d'espérance

Je te chantais un refrain partisan...

Bien de loin
la grande Révolution
apportait son nom
et gonflait les artères du Don.

Dans un rêve,
un rêve infini
une nouvelle chanson:
la ballade de Yury Strogoff.

Sous un ciel métallique
j'implorais le sommeil qu'il m'aide,
mais son patron le battait,
il ne me restait autre chose que m'aliéner.

Dans un rêve
ivre de confusion,
avec mon père qui meurt
et ma mère qui arpente le trottoir.

Bien de loin,
la grande Révolution
apportait son nom,
mais pas la moindre trace de vent

des soldats
en fuite de Stalingrad
tandis que je me droguais
et j'écrasais ton cou de mes doigts...

2/4/2009 - 18:30


Dopo quasi dieci anni che questa canzone è sul sito (vi è stata inserita circa un anno prima che l'album "Delirio e castigo" uscisse), si può adesso dire che essa è tratta (assai girominianamente, o darmescamente) da un racconto di Anton Čechov, La voglia di dormire (in russo: Спать хочется), del 1888. Così Wikipedia riassume la sua trama:

"Var'ka è una ragazzina di tredici anni che deve svolgere tutte le faccende del negozio dei suoi padroni. La storia inizia con Var'ka che fa da baby sitter al figlio dei padroni, il quale si ostina a non voler dormire, mentre Var'ka non desidererebbe altro. Dopo avergli cantato più volte una ninna nanna, si addormenta, e ricorda in sogno la morte del proprio padre. Viene risvegliata dalla padrona venuta ad allattare il bambino, dopodiché si riaddormenta e riprende il sogno fino all'alba, quando le viene comunicato il suo primo ordine del giorno. Il giorno seguente fu invariato rispetto al precedente, e Var'ka, a questo punto, vorrebbe cadere definitivamente nel sonno per entrare nel suo sogno,però percepisce che c'è un ostacolo che non le permette di fare ciò che desidera; alla fine scopre che ciò che la bloccava era proprio il bambino, e allora decide di soffocare definitivamente il bambino in modo da poter dormire tranquillamente e ricominciare a sognare."



Davide Giromini vi ha sovrapposto, nel sogno, Stalingrado, la Rivoluzione, condizioni sociali terribili; da notare anche che, se nella versione in studio un verso suona chiaramente mentre affondo il dito in questa gravidanza, ultimamente Davide canta regolarmente in questa grave danza.

Riccardo Venturi - 28/8/2014 - 01:56



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