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À l'ombre des maris

Georges Brassens
Lingua: Francese

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[1972]
Paroles et musique de Georges Brassens
Testo e musica di Georges Brassens

CANZONE CONTRO LA GUERRA, CONTRO LA VIOLENZA, PER LA SAGGEZZA

Georges-Brassens-


Basta aprire un giornale, un giorno qualsiasi: il femminicidio all'ordine del giorno. Quotidiano. Che ci sia di mezzo la cosiddetta gelosia, magari unita a condizioni di vita alienanti, alla famiglia-carcere e ad altre cose, sono sempre mogli, fidanzate, figlie, sorelle, madri a farne le spese. Un autentico sterminio quotidiano: altro che "guerra". Uno di quegli stermini che, però, appaiono quasi "normali", che fanno poca notizia al di là del falso clamore del momento. Del resto, non si deve scordare che per un certo (e lungo) periodo è stato addirittura pressoché permesso e incoraggiato, con le disposizioni sul "delitto d'onore".

Georges Brassens fu, da uomo libero, al tempo stesso un innamorato fedelissimo alla sua compagna, la famosa Püppchen come lui la chiamava, e il più spietato e divertente teorico dell'assenza programmatica di "legami fissi". O, per meglio dire: di legami canonici, codificati, contrattuali. Le "spose infedeli" di Brassens, da quelle di questa canzone a quella de L'Orage o alla Pénélope che non aspetta certo il ritorno del suo "Ulisse di periferia", sono indimenticabili; così come è indimenticabile il messaggio di tolleranza e di rovesciamento dei "valori borghesi" che espresse.

Canzoni come questa, dove viene seriamente sbeffeggiato e messo alla berlina tutto il castello della "fedeltà coniugale" in nome del non prendersela mai, dell'amicizia, del rifiuto di abbandonarsi alla violenza per questioni di poco conto come i "tradimenti" o roba del genere, rappresentano ancora oggi un antidoto che andrebbe somministrato in dosi massicce a chiunque stia per commettere un delitto gratuito su una donna, e su qualsiasi altro essere umano, in nome del possesso. Non esiste e non può esistere alcun possesso di un essere umano. E se queste considerazioni vi sembreranno speciose, provate solo un attimo a chiudere gli occhi ed a pensare a quante donne, a quante persone sono state uccise nel nome di quel possesso. Il maschio che non accetta di essere "cornuto", con tutta una serie di conseguenze fissate da una "tradizione" che -come buona parte delle tradizioni- riesce a produrre solo morte e infelicità.

Per questo dico che A l'ombre des maris è una canzone "contro la guerra, contro la violenza, per la saggezza". Saggi sono i due protagonisti che si comportano da esseri umani veri, non da domestici e quotidiani assassini. Il possesso non è "amore". Quando si legge di "assassinio per amore" è solo un tragico controsenso. E allora fatevi, facciamoci tutti quanti una vaccinazione efficace. Ad esempio con questa canzone. Ed esercitiamo tutti il vero amore, che dovrebbe essere l'espressione massima della libertà e che invece morali, dogmi, leggi, contratti e quant'altro hanno trasformato in una galera e in un cimitero. [RV]

Les dragons de vertu n'en prennent pas ombrage
Si j'avais eu l'honneur de commander à bord
A bord du Titanic quand il a fait naufrage
J'aurais crié : "Les femmes adultères d'abord !"

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

Car, pour combler les vœux, calmer la fièvre ardente
Du pauvre solitaire et qui n'est pas de bois
Nulle n'est comparable à l'épouse inconstante.
Femmes de chefs de gare, c'est vous la fleur des bois.

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

Quant à vous, messeigneurs, aimez à votre guise
En ce qui me concerne, ayant un jour compris
Qu'une femme adultère est plus qu'une autre exquise
Je cherche mon bonheur à l'ombre des maris.

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

A l'ombre des maris mais, cela va sans dire
Pas n'importe lesquels, je les trie, les choisis.
Si madame Dupont, d'aventure, m'attire
Il faut que, par surcroît, Dupont me plaise aussi !

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

Il convient que le bougre ait une bonne poire
Sinon, me ravisant, je détale à grands pas
Car je suis difficile et me refuse à boire
Dans le verre d'un monsieur qui ne me revient pas.

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

Ils sont loin mes débuts où, manquant de pratique
Sur des femmes de flics je mis mon dévolu.
Je n'étais pas encore ouvert à l'esthétique.
Cette faute de goût, je ne la commets plus.

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

Oui, je suis tatillon, pointilleux, mais j'estime
Que le mari doit être un gentleman complet
Car on finit tous deux par devenir intimes
A force, à force de se passer le relais

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

Mais si l'on tombe, hélas, sur des maris infâmes
Certains sont si courtois, si bons, si chaleureux
Que même après avoir cessé d'aimer leur femme
On fait encore semblant uniquement pour eux.

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

C'est mon cas ces temps-ci, je suis triste, malade
Quand je dois faire honneur à certaine pécore.
Mais, son mari et moi, c'est Oreste et Pylade
Et, pour garder l'ami, je la cajole encore.

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

Non contente de me déplaire, elle me trompe
Et les jours où, furieux, voulant tout mettre à bas
Je crie : "La coupe est pleine, il est temps que je rompe !"
Le mari me supplie : "Non ne me quittez pas !"

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

Et je reste, et, tous deux, ensemble on se flagorne.
Moi, je lui dis : "C'est vous mon cocu préféré."
Il me réplique alors : "Entre toutes mes cornes
Celles que je vous dois, mon cher, me sont sacrées."

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère
Je suis derrière...

Et je reste et, parfois, lorsque cette pimbèche
S'attarde en compagnie de son nouvel amant
Que la nurse est sortie, le mari à la pêche
C'est moi, pauvre de moi, qui garde les enfants.

Ne jetez pas la pierre à la femme adultère.

inviata da Riccardo Venturi - 13/11/2009 - 23:13


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Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
18 novembre 2009

brassensvelo

ALL'OMBRA DEI MARITI

I paladini della virtù non se ne adombrino:
Se avessi avuto l'onore di comandare a bordo,
A bordo del Titanic, quando ha fatto naufragio,
Avrei gridato: "Prima le mogli adultere!"

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

Ché, per appagare e calmar la febbre ardente
Del povero solitario, che certo non è di legno,
Niente è comparabile alla sposa infedele,
Mogli di capistazione (*), siete voi le migliori!

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

Quanto a voi, signor miei, amate a vostra guisa;
Ma quanto a me, dato ch'ebbi a comprendere un dì
Che le mogli adultere son una più squisita dell'altra
Cerco la felicità all'ombra dei mariti.

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

All'ombra dei mariti; però, e va da sé,
Non del primo che viene, faccio una selezione:
Se la signora Rossi, putacaso, mi garba,
Bisogna in più che mi garbi anche il signor Rossi.

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

Occore che quel signore abbia una bella faccia,
Sennò poi ci ripenso, e telo di corsa;
Non son di gusti facili, mi rifiuto di bere
Nel bicchiere di un signore che non mi piace.

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

Lontani sono i miei esordi, quando, inesperto,
Puntavo gli occhi addosso alle mogli di sbirri:
Ancora, certo, non ero propenso all'estetica,
Ma un tal cattivo gusto ora non l'ho più!

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

Eh sì, sono pignolo, puntiglioso, ma credo
Che il marito debba essere un gentleman completo,
Dato che si finisce per diventare intimi
A forza, a forza di darsi sempre il cambio...

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

Eh se s'incoccia, sì, in dei mariti infami!
Però cert'altri son così gentili, buoni, calorosi
Che, anche quando non s'ama più sua moglie,
Si continua a far finta soltanto per loro.

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

È questo il caso, ora: mi sento triste, affranto
Quando ho da "far del bene" a una che se la tira;
Però io e suo marito siam come Oreste e Pilade,
E, per non perder l'amico, la coccolo ancora.

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

Spiacermi non le basta, lei mi tradisce pure
E quando ho voglia, infuriato, di spaccare ogni cosa
E urlo: "La misura è colma! Ora ci diamo un taglio!",
Suo marito mi supplica: "No! Non mi lasciare!"

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

E allora io rimango; e insieme ci si adula,
Gli dico: "Sa, lei è il cornuto che amo di più!"
E quello mi risponde: "Tra tutte le mie corna,
Quelle che devo a lei, signore, per me sono sacre."

Non lapidate l'adultera,
Dietro ci son io...

E io rimango, e talvolta, quando quella stronzetta
Si attarda in compagnia dell'amante di turno,
Quando la babysitter è uscita e il marito è a pesca
Sono io, povero me, che bado ai bambini.

Non lapidate l'adultera!

18/11/2009 - 16:45


NOTA

(*) Come in altre sue canzoni, qui Brassens fa riferimento ai "capistazione" e alle loro mogli. In Francia, il capostazione è un po' il "cornuto" per eccellenza: la cosa sembra risalire ad una canzone popolare, Il est cocu le chef de gare, che le truppe francesi cantavano a quelle inglesi durante la I guerra mondiale.

Riccardo Venturi - 18/11/2009 - 17:17


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Lingua: Italiano

Traduzione-rielaborazione italiana di Pardo Fornaciari dal sito Il pornografo - Omaggio a Georges Brassens

ALL'OMBRA DEI MARITI IN FIOR

Moralisti pelosi, non ve n’abbiate a male
se io disprezzo le coniugali virtù
se in caso di naufragio griderei di salvare
bambini e donne, solo adultere però…
Non lapidate lei
se tradisce il suo lui
dietro ci sono io…

Per calmare la febbre del desiderio ardente
d’un solitario cuore ch’errante se n’ va
non c’è niente di meglio d’una sposa incostante
mogli di marinai, chi vi consola è qua!
Non lapidate lei, ecc.

All’ombra dei mariti in fior con spose disponibili
io cerco un po’ d’affetto, io mi vo a consolar
non c’è niente di meglio d’un ménage borghese
con il marito contento dei corni che ha
Non lapidate lei, ecc.

Ma dato che al coniugio altrui mi presto a dar supporto
certi gusti tutelo, in fondo è mio dover
se alla signora Rossi per caso faccio gola
ci vuole un signor Rossi che piaccia anche a me
Non lapidate lei, ecc.

Quando insomma ho deciso che il toro per le corna
lo prendo e non lo mollo mi tengo per me
la mucca anche se non è più di grazie e vezzi adorna
il suo cornuto io l’amo, fa parte di me…
Non lapidate lei, ecc.

Però talvolta accade che la nostra Messalina
dopo il marito, l’amante la stufa di già
sen va felice eterea, di fior in fior volteggia
io resto al pezzo impavido, è mio dover!
Non lapidate lei, ecc.

E quando me ne voglio andar, ché la misura è colma
il marito m’implora “No,no, non mi lasciar
perché fra tutti i corni di cui ho la fronte adorna
a quelli che ci hai messo non so rinunciar”
Non lapidate lei, ecc.

Perciò se Messalina va a intesser nuove tresche
se a pesca va il marito, e la nonna non c’è
se qualcuno telefona chi è che gli risponde?
la casa, i bimbi, il cane stan tutti con me
Non lapidate lei, ecc.

e non pigliate a sassate
le donne sposate
se fanno le porcate!

inviata da Alessandro - 5/1/2010 - 11:41


Alberto Patrucco: All'ombra dei mariti
(traduzione di Alberto Patrucco e Sergio Secondiano Sacchi)

2/4/2011 - 17:56


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Lingua: Italiano

Versione italiana di Salvo Lo Galbo

ALL'OMBRA DEI MARITI

I paladini della virtù restino calmi,
ma se tornassi a bordo di quel "grosso yacht",
prima che coli a picco, io griderei "Si salvi
per prima chi è fedifraga e dopo chi può!"

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

Per far passar la febbre, per spegnere l'arsura
del celibe che certo di legno non è,
non c'è niente di meglio di una sposa spergiura.
Moglie di marinaio, son tutto per te!

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

Voialtri amate pure quelle che preferite,
ma io che ho avuto modo d'apprendere un dì
come le adulterine siano le più squisite
all'ombra dei mariti sto bene così.

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

All'ombra dei mariti, però ...ho un certo naso:
non m'accontento mica del primo che c'è!
Se alla signora Rossi io piaccio, putacaso,
ci vuole un signor Rossi che piaccia anche a me.

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

Occorre che i mariti abbiano belle cere,
sennò poi ci ripenso e di corsa mi do!
Ho gusti raffinati; non bevo nel bicchiere
di chi non mi sconfìnfera nemmeno un po'.

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

Lontani sono i tempi, i tempi del debutto
quando puntavo a mogli di Autorità,
quando vantavo ancora un gusto così brutto
che adesso, grazie al cielo, non mi si confà.

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

Sarò pignolo, avrò la puzza sotto il naso,
ma esigo dei mariti di gran qualità,
dato che, a darci il cambio, finiamo in ogni caso
per farci pure scambio dell'intimità.

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

Eh, se s'incoccia, sì, in dei mariti infami!
Però cert'altri son di una tale bontà
che pure al punto che la moglie non la ami,
continui a fare finta, per l'uomo che ha.

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

Adesso, per esempio, mi sento un po' indeciso:
vorrei tagliar con una che non me la dà...
Ma siamo, io e il marito, di più che Eurìalo e Niso
e per tenermi lui, resto con quella là!

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

E quando mi vien voglia di fare un catafascio
- ché tanto è brutta quante più corna mi fa -
le dico "Me ne vado! E' troppo: io ...ti lascio!"
è lui che poi m'implora "Ne me quitte pas!"

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

Ed io rimango lì ...e insieme ci si adorna:
gli dico: "Tu sei il becco che amo di più!"
e quello mi risponde "Fra tutte le mie corna,
io tengo solo a quelle che m'hai messo tu!"

Non lapidate la donna infedele, v'impetro:
io le sto dietro!

Ed io rimango lì ...e quando quella stronza
si apparta con il primo biondino che c'è,
quando il marito è a pesca e la tata si abbronza,
son io - povero me!- che bado ai bebè!

...Non lapidate la donna infedele, v'impetro!

inviata da Salvo - 6/2/2015 - 04:11


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Lingua: Polacco

Versione polacca di Tomasz Misiewicz
Testo trovato qui qui

MĘŻÓW CIEŃ


Niech słowa takie nie przerażą tu nikogo,
Gdyby Titanic mój zmierzał przypadkiem na dno,
Jako kapitan bym rozkazał: "Hej załogo,
Żony niewierne ratujmy!" – kto powie: "Fi donc"?

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

Aby ukoić mój zmysł, słomianego wdowca,
Co nie jest z kamienia, jak wiecie, mimo swych lat
Któż lepiej uczyni mi? Małżonka zawiadowcy
Na stacji wśród kwiatów - ona prawdziwy to kwiat.

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

Moi panowie wy kochajcie tak jak chcecie,
Pojąłem to nagle, gdy nadszedł refleksji dzień.
Kobieta niewierna jest nierówna innej kobiecie,
Wielbię te na które padł kiedyś małżonka cień.

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

One schowane w cień, my wiemy to lecz przecież,
Wybieram, patrzę, po prostu przyglądam się im.
Madame Dupont posiada co, potrzebne jest kobiecie,
Monsieur Dupont tym bardziej ma być w guście mym.

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

Facet poczciwy ma jedną zaletę wielką,
A jeśli brak mu dystansu to wnet zwijam się,
Jako wybredny gość nie siądę nad butelką
Z kimś kto postawą swą niską odraża mnie.

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

Minęły czasy gdy, nie mając dość praktyki,
Gliniarzy żonom dawałem w naturę swą wgląd,
Gdzieś miałem wtedy smak wykwintnej estetyki,
Wreszcie uznałem, że pora naprawić ten błąd.

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

Partnerem mąż ma być, by schlebić swej kobiecie,
Gdy zespołowa na bieżni zaczyna się gra.
Jesteśmy drużyną wszak, pałeczkę w tej sztafecie
Należy przekazać więc sobie szybko raz, dwa.

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

Lecz czasem bywa, iż mężowie choć zdradzeni
Serdeczni i mili, zgrzyt właśnie bierze się stąd,
Że choć ich żon masz dość, udajesz uwielbienie,
Robisz to po znajomości i na mężów wzgląd.

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

Oto mój podły los, bom chociaż smutny jakiś,
Tej ze wsi Heterze przyjemność wieczorem dam,
Bowiem mąż jej i ja – jesteśmy jak bliźniaki,
O żonę dbam jego, by nigdy nie poczuł się sam.

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

Raz in flagranti ją zastałem, problem żaden,
Pretekstu lepszego nie trzeba mi było już, nie:
"Odchodzę! Zdrowa bądź! Nie biegnij moim śladem!"
Mąż klęka przede mną i błaga: "Nie rzucaj mnie!"

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

Zostałem w końcu z nim, teraz schlebiamy sobie:
"Rogaczem najmilszym jesteś, choć trochę cię żal".
"Ze wszystkich" – mówi on – "co sterczą mi na głowie,
Twe rogi bezcenne są dla mnie jak Święty Graal".

Kiedy potępisz żonę niewierną
To masz na pieńku ze mną!

Trwam z nimi, ale gdy Hetera nam umyka,
Kochanka nowego kaprys ma spotkać gdzieś tam,
Małżonek zajęty jest łowieniem ryb w strumyku,
Pilnować ich dzieci więc, muszę niestety sam.

Kiedy potępisz żonę niewierną
Fi donc!

inviata da Krzysiek Wrona - 6/2/2015 - 07:56

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