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La vie s'écoule, la vie s'enfuit

Raoul Vaneigem


Language: French

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[1974]
[1961: Date situationniste]

Paroles: Raoul Vaneigem
Musique: Francis Lemonnier
En album: Pour en finir avec le travail, 1974 (interpretée par Jacques Marchais)
Interpretée par Gilles Servat dans l'album A-raok mont kuit, 1996

[1974]
[1961: Data situazionista]
Testo di Raoul Vaneigem
Musica di Francis Lemonnier
In album: Pour en finir avec le travail, 1974 (interpretata da Jacques Marchais)
Interpretata da Gilles Servat nell'album A-raok mont kuit, 1996

Στίχοι του Ραούλ Φανάιγκεμ
Μουσική του Φρανσίς Λεμοννιέ
Στο άλμπουμ Pour en finir avec le travail, 1974 (ερμήνεια του Τζακ Μαρσέ, 1974)
'Αλλη ερμήνεια: Δζιλ Σερβά, στο άλμπουμ A-raok mont kuit, 1996

Raoul Vaneigem.
Raoul Vaneigem.


La vie s'écoule, la vie s'enfuit è la canzone che, col numero 600, concludeva il V e ultimo volume delle primitive CCG. Così la introducevo:

No, questa non è una canzone contro la guerra.
Ma non me ne frega nulla.
Con essa voglio chiudere la raccolta.
Dedicata a Franco, a Paolo "Vacaloca", a Paolo Sollier, a Daniela, a Enrica, a Fil, a Mauro, a Alex, a Roberto, a Ada, a Joëlle, a Silvia, a Giorgio, a Marco e Silvia, a tutti quelli che non hanno mollato.
E una dedica speciale a Ivan della Mea, la cui "Rosso un fiore" sto ascoltando in questo momento.


Era il 14 aprile 2003.
Avrei poi inserito altre tre canzoni non numerate e il Postribolo, che sono anch'esse riportate in questi "Extra"; ma la raccolta si concluse di fatto con questa canzone mentre già questo sito era attivo da neanche un mese. Così come la guerra in Iraq di cui oggi ricorre il secondo, pessimo anniversario.

Ripensandoci dopo due anni, l'unico motivo valido per il suo inserimento resta solo e ancora quello: la dedica a tutti coloro che non hanno mai mollato e non intendono farlo mai. Ma si tratta di un'amarissima e dura canzone di lotta e di rivolta. Forse, al pari di tante canzoni anonime inserite in questa raccolta, una "canzone dentro la guerra"; ma un tipo diverso di guerra, quella per un radicale cambiamento della società che avrebbe portato all'esplosione del maggio francese e del '68. [RV, 19 marzo 2005]

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È l'unica canzone scritta dal celeberrimo filosofo anarchico belga Raoul Vaneigem, nato nel 1934 e fondatore, assieme a Guy Debord, del situazionismo. Raoul Vaneigem, filosofo di riferimento (assieme a Herbert Marcuse) di tutto il '68, è l'autore, tra le altre cose, del Trattato di saper vivere ad uso delle giovani generazioni, e di Ai viventi; Una sua opera, del 2003, è un apologo della più assoluta libertà di espressione: si intitola Niente è sacro, tutto si può dire. Nato il 21 marzo 1934 a Lessines, vi vive ancora, appartato.

Tutte le sue opere sono per scelta dell'autore libere da copyright e possono essere liberamente scaricate in rete in varie lingue.

La canzone fu scritta nel 1974; la leggenda della sua composizione nel 1961 e della sua prima interpretazione da parte di alcuni operai belgi in sciopero, è, con tutta probabilità, un' "invenzione situazionista" dello stesso Vaneigem. Fu inserita nello storico album collettivo Pour en finir avec le travail, prodotto da Jacques Le Glou; fu interpretata da Jacques Marchais, ma è da nominare anche la stupenda esecuzione che ne ha dato Gilles Servat nel 1996, nell'album A-raok mont kuit ("Prima di partire", in lingua bretone). Nella raccolta primitiva delle "CCG" era stata inserita a suo nome, dato che da Gilles Servat la avevo conosciuta. [RV, 20 dicembre 2010]
La vie s'écoule, la vie s'enfuit
Les jours défilent au pas de l'ennui.
Parti des rouges, parti des gris
Nos révolutions sont trahies.

Le travail tue, le travail paie,
Le temps s'achète au supermarché.
Le temps payé ne revient plus
La jeunesse meurt de temps perdu.

Les yeux faits pour l'amour d'aimer
Sont le reflet d'un monde d'objet.
Sans le rêve et sans realité
Aux images nous sommes condamnés.

Les fusillés, les affamés
Viennent vers nous du fond du passé.
Rien n'a changé mais tout commence
Et va mûrir dans la violence.

Brûlez* repères de curés
Nids de marchands, de policiers,
Au vent qui sème la tempête
Se récoltent les jours de fête.

Les fusils vers nous dirigés
Contre les chefs vont se retourner.
Plus de dirigeants, plus d'état
Pour profiter de nos combats.

[La vie s'écoule, la vie s'enfuit
Les jours défilent au pas de l'ennui.
Parti des rouges, parti des gris
Nos révolutions sont trahies.]**
* "Tremblez" dans la version de Gilles Servat.
** Le premier couplet n'est répété à la fin que dans la version de Gilles Servat.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/19 - 02:54




Language: Italian

Versione italiana di Riccardo Venturi
(2002)

ingranaggi
LA VITA SCORRE E FUGGE VIA

La vita scorre e fugge via,
I giorni sfilano a passo di noia.
Partito dei rossi, partito dei grigi,
Le nostre rivoluzioni sono tradite.

Il lavoro ammazza, il lavoro paga,
Il tempo si compra al supermercato.
Il tempo pagato non torna più,
La giovinezza muore di tempo perso.

Gli occhi fatti per l'amore d'amare
Riflettono solo un mondo di cose.
Senza sogni e senza realtà
Alle immagini siamo condannati.

I fucilati, gli affamati
Vengono a noi dal fondo del passato.
Niente è cambiato, ma tutto comincia
E maturerà nella violenza.

Bruciate*, tane di preti,
Nidi di mercanti e di sbirri,
Al vento che semina tempesta
Si raccolgono i giorni di festa.

I fucili verso di noi puntati
Verso i capi saranno rivolti.
Niente piu' dirigenti, niente più stato
A profittare delle nostre lotte.

[La vita scorre e fugge via,
I giorni sfilano a passo di noia.
Partito dei Rossi, partito dei Grigi,
Le nostre rivoluzioni sono tradite.]**
* "Tremate" nella versione di Gilles Servat.
** La prima strofa è ripetuta alla fine solo nella versione di Gilles Servat.

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/3/19 - 02:57




Language: Italian

Ciao Riccardo, mi chiamo Francesco Pelosi e con il mio gruppo il Canzoniere delle Stagioni propongo brani della tradizione popolare in una formazione a tre: chitarra, voce e fisarmonica. La nostra canzone di punta è appunto La vie s'écoule di cui ho fatto una traduzione adattando lievemente il testo della prima strofa dove non sono più le rivoluzioni ad esser state tradite ma loro (o chi/cosa per loro) ad aver tradito. Ti invio la mia traduzione se vuoi inserirla nel sito o anche solo per sapere cosa ne pensi. Ciao
Francesco
LA VITA FUGGE

La vita fugge, la vita vola
i giorni vanno a passo di noia
ribelli, schiavi e partigiani
ci hanno tradito le rivoluzioni

Il lavoro ti ammazza, il lavoro ti paga
il tempo lo comperi all'angolo in strada
il tempo pagato non torna più
e muore di tempo perso la gioventù

Gli occhi che abbiamo per l'amore
specchiano un mondo di oggetti e di cose
senza più sogni e senza realtà
alle immagini offriamo la libertà

Chi morì di fame, chi fucilato
ritorna a noi dal tempo passato
niente è cambiato e tutto comincia
e crescerà nella violenza

Tremate, tremate tane di preti
covi di mercanti e polizia
dal vento che semina la tempesta
raccoglieremo i giorni di festa

E quei fucili che abbiamo puntati
li ribalteremo sui vostri capi
niente più stati nè dirigenti
a guidar le rivolte dei combattenti

La vita fugge, la vita vola
i giorni vanno a passo di noia
ribelli, schiavi e partigiani
ci hanno tradito le rivoluzioni

Contributed by Francesco Pelosi - 2010/4/24 - 12:08




Language: Italian

La versione italiana degli Anarchici Pistoiesi
[LA VITA SCORRE, IL TEMPO LA INGOIA]

squartLa vita scorre, il tempo la ingoia
Sfilano i giorni al passo di noia
Rosso partito, grigio partito
Rivoluzione sempre tradita.

Lavoro uccide il lavoro è onorato
Si compra il tempo al supermercato
Non più ritorna il tempo pagato
La gioventù crepa di tempo perduto.

Pupille fatte per l’amor d’amare
Sono il riflesso d’un mondo d’oggetti.
Senza sogni e senza realtà
Alle immagini siam condannati.

I fucilati, gli affamati
Verso noi vengon dal passato
Tutto comincia nulla è cambiato.
Nella violenza è maturato.

Bruciate, covi di curati,
Nidi di sbirri e privilegiati
Al vento che semina tempesta
Si raccolgono i giorni di festa.

I fucili su noi schierati
Su tutti i capi saran rivoltati
Mai più dirigenti e mai più Stato
Per trar vantaggio dalle nostre lotte.

Contributed by Riccardo Venturi - 2013/12/20 - 11:16




Language: English

Translated from the French by NOT BORED! October ‎‎2006.‎
LIFE GOES BY, LIFE ESCAPES

Life goes by, life escapes
The days march by to the step of boredom
Party of the Reds, Party of the Grays
Our revolutions are betrayed

Work kills, work pays
Time buys itself in the supermarket
Paid time does not return
Youth dies from lost time

The eyes, made for love to love,
Are the reflections of a world of objects
Without dreams and without reality
We are condemned to images

Those who were shot, the famished
Come towards us from the depths of the past
Nothing has changed but everything begins
And ripens in violence

Burn, dens of priests
Nests of merchants, police officers
On the wind that disseminates the tempest
The days of festival harvest themselves

The guns are directed at us
Against the bosses they will be turned
No more leaders, no more State
They profit from our battles

Contributed by Dead End - 2012/11/8 - 13:12




Language: German

Deutsche Übersetzung von Riccardo Venturi
25. März 2013
DAS LEBEN GEHT, DAS LEBEN FLIEHT

Das Leben geht, das Leben flieht,
die Tage gehen im Schritt der Langweile.
Partei der Roten, Partei der Grauen,
unsere Revolutionen sind verraten.

Die Arbeit tötet, die Arbeit bezahlt,
die Zeit kauft man im Supermarkt.
Die bezahlte Zeit kommt nicht zurück,
die Jugend stirbt von Zeitverlust.

In die Augen, für Liebeslust gemacht,
spiegelt sich nur eine Sachenwelt.
Ohne Träume, ohne Wirklichkeit
zu den Bilden sind wir verdammt.

Die Erschossenen, die Hungernden
kommen zu uns aus der Tiefe der Vergangenheit.
Nichts hat sich verändert, alles aber beginnt
und wird in der Gewalt reif.

Brennt ihr, Höhlen von Pfaffen,
Nester von Händlern und Schergen,
im Wind, der Sturm sät,
werden Feiertage gemäht.

Die Gewehre, mit uns gezielt,
werden an die Leiter angewandt.
Nie wieder Leiter, nie wieder Staat
die unsere Kämpfe ausnutzen.

2013/3/25 - 14:41




Language: German

Deutsche Übertragung von Michael Halfbrodt
Versione tedesca di Michael Halfbrodt

phototheque1


Dal blog Espace Contre Ciment (1° agosto 2011). Si tratta qui di una versione pienamente cantabile (la mia è invece una versione letterale del testo francese). Nel blog viene così introdotta:

"Das Lied «La vie s’écoule, la vie s’enfuit» hat seinen Anlass in den großen Streiks 1961 in Belgien. Die Lyrics stammen von Raoul Vaneigem, die Melodie von Francis Lemonnier. 1974 erschien das Lied auf dem Album «Pour en finir avec le travail» (Schluss mit der Lohnarbeit). Damals wie heute erinnert uns das Lied daran, dass der Zwang zur Lohnarbeit – zur Verschwendung unserer Lebenszeit im Dienste von Ausbeutung und Entfremdung – die Grundlage des kapitalistischen Systems ist. Ein System, in dem unsere kreativen und produktiven Fähigkeiten gegen uns selbst und unsere Umwelt gewendet und in Mittel der sozialen und ökologischen Zerstörung verwandelt werden. Ein System, in dem es stets irgendwelche Parteien, Führer und Bürokratien gibt, die selbst aus unserem Aufbegehren noch Kapital schlagen wollen. Der Kapitalismus ist aber kein unausweichliches Verhängnis, sondern ein von uns Menschen gemachtes Verhältnis. Deshalb sind wir gemeinsam jederzeit in der Lage, ihn durch eine Gesellschaft ersetzen, in der jede nach ihren Fähigkeiten und jeder nach seinen Bedürfnissen leben kann. In dieser so anderen Gesellschaft, dem Libertären Kommunismus, werden wir keine Arbeiterinnen mehr sein müssen, weil wir gemeinsam Lohnarbeit, Ausbeutung und Entfremdung auf dem Müllhaufen der Geschichte beerdigt haben werden."
DAS LEBEN RASCHT ANS UNS V0RBEI

Das Leben rauscht an uns vorbei,
Es flieht im trüben Einerlei.
Jede Partei und jeder Staat
Macht Revolution zum Verrat.

Arbeit bringt Lohn, Arbeit bringt Tod.
Zeit gibts im Sonderangebot.
Verlorn die Zeit, die man erwirbt,
Sie ists, an der die Jugend stirbt.

Das Aug, um wahres Glück geprellt,
Spiegelt den Schein der Warenwelt,
Wo Traum und Wirklichkeit vergehn
Sind es nur Bilder, die wir sehn.

Die Toten der Vergangenheit
Geben uns Lebenden Geleit.
Im Alten bricht das Neue an
Und tritt gewaltsam auf den Plan.

Weg mit der Macht der Religion,
des Kapitals und der Nation,
Die Stürme, die der Wind entlässt,
entladen sich als Freudenfest.

Womit man uns an Waffen droht,
Es bringt den Bossen selbst den Tod.
Niemand soll uns je mehr regiern,
von unsern Kämpfen profitiern.

Contributed by Riccardo Venturi - 2013/3/25 - 15:04




Language: Spanish

Traducción al castellano desde los subtítulos de este vídeo YouTube:

LA VIDA SE VA, LA VIDA HUYE

La vida se va, la vida huye,
los días pasan llenos de hastío,
partido de rojos, partido de grises
nuestra revolución han traicionado.

El trabajo mata, el trabajo paga
el tiempo se compra en el supermercado
el tiempo pagado no vuelve más
le juventud se muere en tempo perdido.

En los ojos, hechos para amar el amor
solo se reflejan un mundo de objetos,
sin sueños y sin realidad
estamos condenados a las imágenes.

Los fusilados, los hambrientos
vienen a nosotros desde las profundidades del pasado.
Nada ha cambiado, pero comienza todo
y termina en la violencia.

Que ardan las madrigueras de curas,
de mercaderes, de policía,
en el viento que siembra la tormenta
se cosechan los días de alegría.

Los fusiles que nos apuntan
contra nuestros jefes se van a volver,
también contra los dirigentes, el Estado
que se aprovechan de nuestros combates.

Contributed by Riccardo Venturi - 2013/3/25 - 12:14




Language: Spanish

Otra traducción al castellano desde los subtítulos de otro vídeo YouTube



"Esta canción fue entonada por primera vez por algunos trabajadores en Bélgica durante las grandes huelgas de 1961." La traduzione è più fedele al testo originale di quella precedente [RV]
LA VIDA PASA

La vida pasa, la vida se escapa,
los días desfilan al paso del aburrimiento.
El partido de los rojos, el partido de los grises
nuestras revoluciones van traicionando.

El trabajo mata, el trabajo paga
el tiempo se compra en el supermercado.
El tiempo pagado no se recupera nunca más,
la juventud va muriendo de tiempo perdido.

Los ojos hechos para el gusto de amar
son el reflejo de un mundo de objetos,
sin sueños y sin realidad
a las imágenes somos condenados.

Los fusilados, los hambrientos
vuelven a nosostros desde el fondo del pasado,
Nada ha cambiado, todo vuelve a empezar
para madurar en la violencia.

Que ardan los antros de los curas,
las guaridas de mercaderes, de policía
en el viento que siembra la tormenta
cosecharemos días de fiesta.

Las armas que hoy nos apuntan
contra los jefes se volverán.
Contra los dirigentes, contra el Estado
que roban los frutos de nuestros combates.

Contributed by Riccardo Venturi - 2013/3/25 - 12:52




Language: Portuguese

Tradução portuguesa de Riccardo Venturi
25 de março de 2013
A VIDA PASSA, A VIDA FOGE

A vida passa, a vida foge,
os dias desfilam ao passo do tédio.
O partido dos vermelhos, o partido dos cinzentos,
vão atraiçoando as nossas revoluções.

O trabalho mata, o trabalho paga,
o tempo compra-se no supermercado.
O tempo pagado já não volta,
a juventude vai morrendo de tempo perdido.

Nos olhos feitos para o gusto de amar
só se reflecte um mundo de objectos,
sem sonhos e sem realidade
às imagens estamos condenados.

Os fuzilados, os esfomeados
voltam a nós desde o fondo do passado,
nada mudou, mas tudo volta a começar
e vai amadurecer na violência.

Queimem os covis da padraria,
os ninhos de mercadores e polícias
no vento que semeia a tormenta
vamos colher os dias de festa.

As armas que hoje apontam para nós
contra os chefes vão ser voltadas.
Nunca mais dirigentes, nunca mais o Estado
que se aproveitem das nossas lutas.

2013/3/25 - 13:18




Language: Greek (Modern)

Μετέφρασε στα ελληνικά ο Ρικάρδος Βεντούρης το 20. Δεκέμβριου 2010.
Versione greca di Riccardo Venturi, 20 dicembre 2010.

Αφιερώνω αυτή τη μετάφραση στη θύμηση του Νικόλα Άσιμου.

Dedico questa versione al ricordo di Nikolas Asimos.

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Είναι το μοναδικό τραγούδι που γράφηκε από τον διάσημο Βέλγο φιλόσοφο και αναρχιστή Ραούλ Φανάιγκεμ, γεννημένο το 1934 και δημιουργό του Σιτουασιονισμού, μαζί με τον Γκυ Ντεμπόρτ. Εκτελέστηκε ενδεχομένως τη πρώτη φορά το 1961 από μίαν ομάδα Βέλγων εργατών σε πάλη ενάντια στην απόλυση.

Ο Ραούλ Φανάιγκεμ, μαζί με τον 'Ερμπερτ Μαρκούζε, ήταν ο προσανατολιστικός φιλόσοφος για τους αγώνες του 1968 με το Traité de savoir vivre à l'usage des jeunes générations. 'Ολα τα έργα του μπορούν να εκφορτωθούν στο Δίχτυ σε διαφορετικές γλώσσες.

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Το τραγούδι εγγράφηκε τη πρώτη φορά το 1974 στο ιστορικό άλμπουμ Pour en finir avec le travail (“Για να τελειώνουμε με την εργασία”) με την ερμήνεια του Τζακ Μαρσέ, αλλά πολύ γνωστή είναι επίσης η εκπληκτική ερμήνεια του Tζιλ Σερβά στο άλμπουμ A-raok mont kuit (“Πριν φύγουμε” στη βρετονική γλώσσα) το 1996.
ΚΥΛΑ Η ΖΩΗ, ΦΕΥΓΕΙ ΓΟΡΓΑ

Κυλά η ζωή, φεύγει γοργά,
περνάν οι μέρες με το βήμα της πλήξης.
Κόμμα των κόκκινων, κόμμα των γκρίζων,
προδίδονται οι επαναστάσεις μας.

Η εργασία σκοτώνει, η εργασία πληρώνει,
ο χρόνος εξαγοράζεται στο σουπερμάρκετ.
Ο πληρωμένος χρόνος δεν επιστρέφει,
πεθαίνει η νεότητα από χαμένο χρόνο.

Τα μάτια που φτιάχτηκαν για την αγάπη
αντανακλάν έναν κόσμο αντικειμένων,
χωρίς όνειρα, χωρίς πραγματικότητα
σε εικόνες είμαστε καταδικασμένοι.

Οι τουφεκισμένοι, οι πεινασμένοι
έρχονται προς ημάς από τα βάθη του παρελθόντος.
Τίποτα δεν άλλαξε, αλλ'αρχίζουν τα πάντα
και θα ωριμάσουν στη βία.

Καείτε*, κρησφύγετα παπάδων,
φωλιές εμπόρων κι αστυνομικών,
με τον άνεμο που σπέρνει τη θύελλα
δρέποντ' οι μέρες της γιορτής.

Τα όπλα που στρέφονται ενάντια σε μας
θα στραφούν ενάντια στα αφεντικά.
Όχι πια ηγέτες, όχι πια κράτος
για να κερδίζουν από τους αγώνες μας.

[Κυλά η ζωή, φεύγει γοργά,
περνάν οι μέρες με το βήμα της πλήξης.
Κόμμα των κόκκινων, κόμμα των γκρίζων,
προδίδονται οι επαναστάσεις μας.]**
* "Φοβηθείτε" στην απόδοση του Δζιλ Σερβά.
** Η πρώτη στροφή επαναλαμβάνεται στο τέλος μόνο στην απόδοση του Tζιλ Σερβά.

2010/12/20 - 19:05




Language: Polish

Traduzione polacca
da Inteligent Pracujacy
ŻYCIE UCIEKA, ŻYCIE MKNIE

Życie ucieka, życie mknie
Dni defilada nudzi cię
Partie, wybory – pusty gest
Rewolucja zdradzona jest

Praca zabija, daje hajs
W supermarkecie kupisz czas
Kupiona chwila jest na raz
Młodzież umiera – zabija czas

Choć do miłości jest twój wzrok
Odbija martwych rzeczy krąg
Bez realności i bez snów
Skazani na świat obrazów

Padli od pracy, głodu, kul
Dołączcie do nas teraz tu
W drogi początku trwamy wciąż
I dojrzewamy by wziąć broń

Zapłońcie nory klechów, glin,
Geszefty kupców, biznes-świń
Siejący burzę wzbiera wiatr
I nam do tańca niesie takt

Broń która mierzy w naszą pierś
Przeciwko szefom zwróci się
Dość kierowników, koniec państw
Co ciągną zyski z naszych walk

Contributed by kris - 2016/10/24 - 10:41




Language: Esperanto

Versione in esperanto di Platano, eseguita assieme ai René Binamé.
Viva esperanto-versio de "La vie s'écoule.." kantita de Alekĉjo, Platano kaj Kvenĉjo.
Laŭ traduko/adapto de Platano kaj revizio de Rikardo.


Eseguita in concerto durante la Festo 2013 a Kelmis. Riportata anche da eo.wikipedia:Raoul Vaneigem.
FLUAS LA VIVO, FUĜAS LA VIVO

Fluas la vivo, fuĝas la vivo
Enuaj tagoj pasas sen motivo
Ruĝa partio, griza parti'
Revolucioj nur iluzi'

Murdas labor', pagas laboro
Aĉetu tempon en superbazaro
Temp' pagita ne venos plu
Juneco mortas pro enu'

Okul' farita por amado
Respegulas aĵo-mondon
Sen realeco kaj sen revo
La bildoj nia nura ricevo

La malsatantoj, la pafitoj
Venas al ni el funda pasint'
Neni' ŝanĝiĝis, sed komenciĝas
Kaj per violento maturiĝos

Ekbrulu, domoj de preĝist'
Nest' de vendist', de policist'
Ĉe vent' kiu semas la tempeston
Ni rikoltos tagojn de festo

Armiloj al ni direktitaj
Jen kontraŭ estroj turnigotaj
Ne plu la ŝtato, nek la estroj
Por elprofiti el niaj protestoj.

Contributed by L'Anonimo Toscano del XXI secolo - 2016/10/25 - 02:27


Da oggi 7/12/2007 questa canzone è stata tolta dagli "Extra delle CCG" e riportata autonomamente al suo autore per essere inserita nel percorso modificato sulla guerra del lavoro. Crediamo che il suo contenuto lo giustifichi appieno, e non soltanto per quanto riguarda l'opposizione al lavoro. [RV]

CCG/AWS Staff - 2007/12/8 - 02:31


Da oggi 6/5/2012 la canzone è stata invece inserita nel nuovo percorso Mort au travail-Morte al lavoro.

CCG/AWS Staff - 2012/5/6 - 16:47


Voici donc Raoul qui arrive dans le parcours "Mort au travail", c'est évidemment une excellente place.

Pour compléter la chanson, voici une entrevue de Raoul qui date de la fin de l'année dernière :
http://www.sinemensuel.com/grandes-interviews/raoul-vaneigem-la-gratuite-est-l-arme-absolue/

Personne ne verra d'inconvénient à la connivence avec Raoul Vaneigem qui pourrait transparaître des canzones de Marco valdo M.I. et de ses conversations avec Lucien Lane. En somme, ils vivent dans la même région...

Noi, non siamo cristiani, siamo somari

Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane

Marco Valdo M.I. - 2012/6/2 - 12:48


Francis Lemonnier.
Francis Lemonnier.
Da oggi la canzone, per la quale si stanno preparando nuove traduzioni in varie lingue, è stata riportata da un lato alla sua "data reale" di composizione (il 1974) e, dall'altro, alla sua "data situazionista" (il 1961). Tale ultima data, in definitiva, assieme alla storia degli "operai belgi" che la avrebbero cantata per la prima volta durante l'ondata di scioperi del 1961, sembrano essere un'invenzione di Raoul Vaneigem. Un'invenzione? Ho preferito lasciare il 1961 come "data situazionista", dato che si tratta di un procedimento squisitamente situazionista che mina alla base, peraltro, la cosiddetta "verità rivoluzionaria" proprio in una canzone che di verità rivoluzionarie ne contiene dalla prima parola all'ultima.

Due parole su Francis Lemonnier, colui che ha musicato questa canzone. Francis Lemonnier è un sassofonista che ha fatto parte del gruppo "Komintern", nato dalla scissione del gruppo "Red Noise" formato da Patrick Vian (il figlio di Boris Vian). Il gruppo si sciolse nel 1975. Lemonnier ha musicato non soltanto questa canzone nel disco Pour en finir avec le travail di Jacques Le Glou, ma anche La java des Bons Enfants su testo di Guy Debord.

Riccardo Venturi - 2013/3/25 - 13:35


Quando Debord scriveva canzoni
Dal blog XXmila Leghe, 9 ottobre 2012.

Il rapporto tra l’Internazionale Situazionista e la musica è stato praticamente uguale a zero. Non c’è stato mai, negli anni di vita dell’organizzazione un grande interesse nei confronti di quell’arte; la quasi totalità dei componenti dell’I.S erano pittori, scultori, urbanisti ed architetti, con scarso entusiasmo per ritmo e melodia. Questo non impedì che nel 1974 uscisse un vinile Pour en finir avec le travail concepito sulla base della pratica situazionista del détournement e che a scrivere 3 canzoni contenute nell’album furono Debord e Vaneigem. A produrlo fu Jacques Le Glou, un personaggio legato al milieu situazionista e amico di Debord, assolutamente entusiasta di quella tattica sovversiva capace di cambiare il significato delle cose. Pour en finir avec le travail è una raccolta di celebri canzoni più o meno vecchie, interpretate da Michel Devy, Jacques Marchais et Vanessa Hachloum (pseudonimo di Jacqueline Danno) a cui lo stesso Le Glou, e i suoi sodali e complici Guy Debord, Alice Becker-Ho, Raoul Vaneigem, Étienne Roda-Gil hanno cambiato di senso. L’unica canzone che non subirà nessun cambiamento è L’bon dieu dans la merde, l’inno cantato da Ravachol mentre saliva sul patibolo, ma le altre saranno completamente trasformate. Così, una canzone in voga nel ’68, la Bicyclette, si trasformerà in la Mitraillette; le parole di La java des bons enfants attribuite a Raymond Callemin (detto Raymond la Science, uno dei membri più attivi della banda Bonnot) sono in realtà di Debord, e Vaneigem scriverà La vie s’écoule, la vie s’enfuit attribuendola a un anonimo belga. L’album si esaurì in 4 mesi e venne rieditato solo nel 1998.

CCG/AWS Staff - 2013/3/25 - 15:12


La versione di Gilles Servat (1996)
Dall'album "A-raok mont kuit" (Prima di Partire)
La version de Gilles Servat (1996)
D'après l'album "A-raok mont kuit" (Avant de partir)

Riccardo Venturi - 2015/6/19 - 02:59


Quasi una serata storica su questa pagina, che è storica per questo sito. Si tratta dell'inserimento della versione di Gilles Servat, che lo stesso Gilles Servat ha reso pubblicamente disponibile sul Tubo (assieme all'intero album "A-raok mont kuit") il 7 novembre 2014 sul suo canale. (Ed è una cosa che deve essere sottolineata: un autore che mette le proprie canzoni a disposizione di tutti).

Questa pagina è storica per più di un motivo. La canzone scritta da Raoul Vaneigem fu da ne personalmente scelta per terminare la primitiva raccolta delle "Canzoni Contro la Guerra" nell'aprile del 2003, e a quel tempo vivevo nel nord della Francia, a due passi dal Belgio. Più che altro, avevo l'album "A-raok mont kuit" in casa: la prima volta, "La vie s'écoule, la vie s'enfuit" l'ho sentita proprio da Gilles Servat (dall'album originale, "Pour en finir avec le travail", l'ho sentita tempo dopo). Da quando sono venuto via dalla Francia (poco dopo, nel maggio dello stesso 2003) non mi era mai più capitato di risentirla fino a stanotte. Oltre al piacere di riascoltarla, c'è anche un mare di ricordi nel mezzo,

Devo un grazie a Flavio Poltronuieri, che con l'inserimento dell'aggiornamento 2013 de "Les prolétaires" dello stesso Gilles Servat mi ha fatto tornare in mente anche "La vie s'écoule, la vie s'enfuit". Credo fosse la canzone da me più ricercata in rete durante tutti questi dodici anni. Ci avevo praticamente rinunciato. E invece, da stanotte è a disposizione sul sito.

La copertina di "A-raok mont kuit" è quella per cui qualcuno mi chiamava "Gilles Venturi" o "Venturat": a parte gli occhi chiari (io li ho scurissimi), Gilles Servat sembra praticamente identico a me.

Riccardo Venturi - 2015/6/19 - 03:22


Interpretazione di Daniel(e) Bellucci

Daniel(e) Bellucci -Nizza - 27082016 (m'han squarciato ieri) - 2016/8/27 - 21:15


squarciato?... :O

daniela -k.d.- - 2016/8/28 - 13:19


Grazie krzys.

L'Anonimo Toscano del XXI secolo - 2016/10/24 - 20:04


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