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Sul ponte di Perati bandiera nera

anonimo


Lingua: Italiano


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Bosnia
(Disciplinatha)
Στον πόλεμο βγαίν' ου Ιταλός
(Yorgos Thisvios / Γιώργος Θίσβιος)
Sul ponte di Bassano
(anonimo)


Canto Alpino della divisione "Julia".

Il ponte di Perati. 1940.
Il ponte di Perati. 1940.


Il seguente, dolentissimo canto degli Alpini della divisione "Julia", mandati al macello nei Balcani ("Perati" è il villaggio di Perat, in Albania) fu ben presto severamente censurato e infine del tutto proibito dal regime fascista come "disfattista" e "sovversivo". In una versione anteriore, risalente alla prima guerra mondiale invece del "ponte di Perati" c'è il "ponte di Bassano".
La struttura e la melodia della canzone furono utilizzate da Nuto Revelli per Pietà l'è morta.

Toni Pusceddu ci ha inviato delle foto che mostrano cosa rimane oggi del ponte di Perati
Sul ponte di Perati, bandiera nera:
L'è il lutto degli alpini che va a la guera.
L'è il lutto degli alpini che va a la guera,
La meglio zoventù va soto tera.

Sull'ultimo vagone c'è l'amor mio
Col fazzoletto in mano mi dà l'addio.
Col fazzoletto in mano mi salutava
E con la bocca i baci lui mi mandava.

Con la bocca i baci lui mi mandava
E il treno pian pianino s'allontanava.
Quelli che son partiti, non son tornati:
Sui monti della Grecia sono restati.

Sui monti della Grecia c'è la Vojussa
Col sangue degli alpini s'è fatta rossa.
Un coro di fantasmi vien giù dai monti
È il coro degli alpini che sono morti.

Alpini della Julia in alto il cuore
Sui monti della Grecia c'è il tricolore.
Gli alpini fan la storia, ma quella vera
Scritta col sangue lor, e la penna nera.



Lingua: Inglese

Versione inglese di Riccardo Venturi
ON THE PERAT BRIDGE THERE'S A BLACK FLAG

On the Perat bridge there's a black flag
It's the flag of mourning Alpines going to war.
It's the flag of mourning Alpines going to war,
The best youth it's all going to death.

On the rear carriage my sweetheart's standing,
He waves a kerchief and bids farewell to me.
He waved a kerchief and bade me farewell,
And with his mouth he sent kisses to me.


And with his mouth he sent kisses to me,
And slowly did the train leave the station.
And those who left have never come back,
They remained on the mountains of Greece.

On the mountains of Greece flows the Aoos,
With the blood of Alpines did it turn red.
A choir of ghosts is marching down the mountains,
It is the choir of all the dead Alpines.

Alpine Troops of Julia, lift up your hearts!
On the mountains of Greece our flag is waving.
The Alpines make history, and they write it
With their own blood and the Black Feather.




Gian Piero Testa.
Gian Piero Testa.

La (bellissima) versione greca di Gian Piero Testa
H (θαυμάσια) Ελληνική απόδοση από τον Δζαν Πιέρο Τέστα

Una versione in rima, pienamente cantabile e che, inoltre, nel suo linguaggio tiene pienamente conto dell'epoca. Anche per questo, nel trascriverla, abbiamo voluto usare la grafia del periodo, con gli spiriti e il sistema politonico integrale. [RV]

aoos


Il fiume detto in greco Αώος (Aóos), in albanese Vjosë e in italiano Vojussa segna il confine tra Albania e Grecia.
Το ποτάμι που το λένε τον Αώο στα Ελληνικά, το Vjosë στα Αλβανικά και τη Vojussa στα Ιταλικά σημειώνει το όριο μεταξύ της Αλβανίας και της Ελλάδας.


Αυτό το πονεμένο τραγούδι των Αλπίνων από την Ιταλική μεραρχία Γιούλια, που την έστειλαν στο σφαγείο στην Ελλάδα (το χωριό του Περάτ, στην Αλβανία, σημείώσε το όριο μεταξύ της Αλβανίας και της Ελλάδας με τη γέφυρα πάνω από το Σαραντάπορο), λογοκρίθηκε γρήγορα, κι έπειτα απαγορεύθηκε απολύτως από το φασιστικό καθεστώς ως ντεφετιστικό και ανατρεπτικό. Σε μια προηγούμενη απόδοση που ανάγεται στην εποχή του Α' παγκόσμιου πολέμου, η γέφυρα είναι του Μπασσάνο. Τη δομή και τη μελωδία του τραγουδιού τις χρησιμοποίησε ο Νούτο Ρεβέλλι για το ανταρτικό τραγούδι Pietà l'è morta (Πέθανε το έλεος) [CCG/AWS Staff]
ΣΤΟΥ ΠΕΡΑΤ ΤΟ ΓΙΟΦΥΡΙ ΜΑΥΡΗ ΣΗΜΑΙΑ

Στοῦ Περάτ τὸ γιοφύρι μαύρη σημαῖα
Τὸ πένθος τῶν Ἀλπῖνων μ'ὅπλα παρέα
Το πένθος τῶν Ἀλπῖνων μ'ὅπλα παρέα
Κάτω στὸ χῶμα ἡ λεβεντιὰ πιὸ ὡραῖα

Ἀπ'τὸ στερνὸ βαγόνι πικρὰ τὸ ταίρι
Τινάζοντας μαντίλι ἀντίο σημαίνει
Τινάζοντας μαντίλι τί μαύρη μέρα
Καὶ ἀπ'τὰ χειλάκια του φιλιὰ σ'αγέρα

Ἀπ'τὰ χειλάκια του φιλιὰ λαβαίνω
Καὶ σιγαπομακρύνεται ἀργὰ τὸ τραῖνο
Τόσοι π'ἔχουν φύγει πιὰ δὲν γυρίσαν'
Στὰ ὄρη τῆς Ἑλλάδος ζωὲς ἀφήσαν'

Στὰ ὄρη τῆς Ἑλλάδος τ'Ἀώου τὸ ρεῦμα
Βαθιὰ πορφύρα γίνηκε ἀπό τὸ αἷμα
Πάνω σ'ἐκεῖνα ὄρη φωνὲς ἀκοῦμε
Στοιχιῶν 'ν' ἡ χορωδία νὰ μὴν ξεχνοῦμε

Ἀλπίνοι τῆς Γιούλιας μὴν στενόχωροι
Βαστᾶν τὰ λάβαρά μας σ'ἐκεῖνα ὄρη
Χαράξατε ἱστορία κι οὖτ'ἕνα ψέμα
Γραφτὴ ἀπὸ μαύρη πένα καὶ μὲ τὸ αἷμα

inviata da CCG/AWS Staff - 9/6/2009 - 21:06




Lingua: Italiano

Palesemente ricalcato sul "Ponte di Perati" è questo canto composto collettivamente dai componenti della formazione partigiana "Maiella", che operò anche nell'Appennino romagnolo, e che divenne in qualche modo l'inno ufficiale di quel gruppo di partigiani abruzzesi. Bisogna tuttavia notare che su questa formula sono nati molti altri canti di cui il più noto è il celeberrimo "Pietà l'è morta" (q.v.).
SUL PONTE FIUME SANGRO

Sul ponte fiume Sangro
bandiera nera
è il lutto della Maiella
che va alla guerra.

La meglio gioventù
che va sotto terra.

Quelli che son partiti
non son tornati
sui monti dell'Abbruzzo
sono restati.

Sui monti della Romagna
sono caduti.

inviata da Riccardo Venturi




Lingua: Italiano

Versione di Massimo Bubola in "Il testamento del Capitano"

2014
Il testamento del capitano
Il testamento del capitano

Si noti come in un album dedicato alla prima guerra mondiale venga inserito questo, che seppure con un precedente nella prima guerra mondiale, si riferisce alla seconda guerra mondiale; un errore o un messaggio voluto universale contro la guerra?
Sul ponte di Perati, bandiera nera:
L'è il lutto degli alpini che va a la guera.
L'è il lutto della Julia che va a la guera,
La meglio zoventù va soto tera.

Sull'ultimo vagone c'è l'amor mio
Col fazzoletto in mano mi dà l'addio.
Col fazzoletto in mano mi salutava
Con la sua bocca i basi la mi mandava.

Quelli che son partiti, non son tornati:
Sui monti della Grecia sono restati.
Sui monti della Grecia c'è la Vojussa
Col sangue degli alpini s'è fatta rossa.

Un coro di fantasmi vien giù dai monti
È il coro degli alpini che sono morti.
È il coro degli alpini che sono morti.

inviata da DonQuijote82 - 21/6/2014 - 15:00


Perati era stata erroneamente identificata con Berat. Riportiamo la precisazione di Raoul Pontalti.

"Imparate la geografia, somari: Perati è il nome italiano del villaggio di Perat (con la P!) nei pressi del confine con la Grecia, per la difesa del cui ponte la Julia si dissanguò nell'autunno del 1940, mentre Berat (italiano Berati) è una bellissima città posta a Nord di Argirocastro e, a diferenza di questa, non fu toccata dagli eventi bellici del 1940/41."

Non so se il commento di Raoul Pontalti sia scherzoso o meno. Se lo è, d'accordo. Se non lo è, viene accettato per la preziosa precisazione, ma non certamente per il tono.

Riccardo Venturi




Lingua: Italiano

Dall'album La catena (2006) del gruppo "Gitanes" Da questa pagina

Canto partigiano scritto sull'aria del "Ponte di Perati" dai partigiani Poli, Giorgio, Guzzi, Pinin della seconda divisione Langhe il giorno di pasqua del '44 al santuario del Todocco
PONTE DI COSSANO

Tra i colli delle Langhe il Belbo passa
E l’acqua che vi scorre si è fatta rossa
Sul ponte di Cossano, bandiera nera
È il lutto dei ribelli che fan la guerra
Molti che son venuti, non son tornati
Tra i colli delle Langhe sono restati
Ma il dì della riscossa non è lontano,
ci rivedrete ancora con le armi in mano
Fascisti traditori, questo è il momento
Che sconterete l’onta del tradimento
Ribelli delle Langhe, in alto il cuore
Sul ponte di Cossano c’è il tricolore

inviata da adriana - 12/8/2006 - 18:07


canto alpino che fa riflettere sull'inutilità della guerra che racconta la disperazione di chi è andato e mai più tornato.
purtroppo tragicamente attuale.
Quando canta il solista tutte le volte mi emoziono.

mariarosa - 5/10/2006 - 21:06


il ponte dei perati, o meglio ciò che rimane del ponte (invierei volentieri delle foto ma non so come fare, non trovo l'email..), si trova sul fiume sarandaporos, che per un tratto segna il confine tra Grecia e Albania... poco distante c'è un altro ponte che unisce le due dogane, il ponte di Mertziani, a circa una 15ina di km dalla cittadina greca Konitsa...


(toni pusceddu)

Grazie! Se vuoi inviarci delle foto, che pubblicheremo sicuramente, puoi farlo spedendole all'indirizzo lorenzo.masetti@libero.it

14/3/2007 - 16:50


Invio le foto di ciò che rimane del ponte di Perati, dove l'anno scorso è stata collocata un piccola targa commemorativa dall'associazione nazionale alpini.
Sono visibili anche le colonnine che segnano il confine degli stati greco e albanese, e le luci che si intravedono nella prima foto sono quelle del ponte Mertziani sul corso del Sarandaporos, che attualmente collega le due dogane.
(Toni Pusceddu)

Quel che resta del Ponte di Perati

Dalla parte albanese

Dalla parte greca

La targa commemorativa posta l'anno scorso

Antonio Pusceddu - 18/4/2007 - 11:29


Vorrei personalmente ringraziare Toni Pusceddu per le foto che ci ha inviato, una testimonianza commovente e importantissima. Grazie, veramente, di tutto cuore. [RV]

Riccardo Venturi - 18/4/2007 - 17:40


Buon giorno, volevo sappere se questa canzone, sul monte di perati, bandiera nera, è una canzone fascista o no.
Perché nello film di pasolini, Saló, i fascisti che hanno i giuvanni in quel castello, nella tavola inizioano a cantare questa canzone.
Grazie
il mio indirizio di e-mail: widerstandsgeister@web.de
elisa


(elisa , widerstandsgeister@web.de)

Carissima Elisa, "Sul ponte di Perati bandiera nera" non è in sé una "canzone fascista". E' una canzone di guerra, o meglio: di soldati in guerra. Oltre al fatto che fu proibita dal regime fascista come "disfattista", c'è anche da dire che fu praticamente ripresa in blocco per uno dei più famosi canti partigiani, Pietà l'è morta. Che poi sia stata cantata dei repubblichini di Salò (probabilmente per la "bandiera nera") e che sia stata inserita nel film di Pasolini, ha secondo me scarsa importanza. Da sempre i fascisti sono noti per cercare di appropriarsi di cose che non appartengono loro. Saluti! [RV]

Liebe Elisa, "Sul ponte di Perati bandiera nera" ist kein "faschistisches Lied" an sich. Es ist ein Kriegslied, oder eher: ein Soldatenlied. Abgesehen davon, dass es vom faschistischen Regime als "defätistisch" verboten wurde, muss man auch sagen, dass es so gut wie völlig übernommen wurde für ein der bekanntesten italienischen Partisanenlieder, Pietà l'è morta. Dass es auch von den Salò-Republikfaschisten (wahrscheinlich wegen der "schwarzen Fahne") gesungen, und deswegen von Pasolini für seinen Film verwendet wurde, ist meines Erachtens nach keineswegs wichtig. Seit jeher sind die Faschisten dafür bekannt, dass sie immer versuchen, sich was ihnen nicht gehört anzueignen. Tschuss! [RV]

20/4/2007 - 09:15


Indistintamente che siano fascisti o no, i soldati della repubblica sociale erano comunque soldati che morivano per una causa che secondo loro era "giusta".
E questa è comunque una canzone di guerra che canta le difficili situazioni che vive in qualsiasi schieramento un fante sia rosso che nero, quindi avevano tutti i diritti di cantarla.

(lorenzo)

Vedi, penso che ciascuno abbia il diritto di cantare quello che vuole. Mi sembra però che queste parole così dolenti sulla propria sorte siano contraddittorie in bocca a chi stava difendendo quello stesso regime che aveva spedito gli alpini a morire in Albania. Probabilmente i repubblichini avevano adottato il canto per via della "bandiera nera", non capendo o non volendo capire che si trattava di una bandiera di lutto, e non certo di una bandiera fascista!
(Lorenzo)

11/3/2008 - 19:03


CHIUDETE GLI OCCHI MENTRE ASCOLTATE QUESTA CANZONE, CAPIRETE CHE ITALIANI TEDESCHI GRECI E MOLTA GENTE DI UNA NAZIONALITA' DIVERSA DALLA NOSTRA, HA UBBIDITO SOLO A DEGLI ORDINI.

CIAO A TUTTI

UGO

16/7/2008 - 21:47


Questa la versione maggiormente nota cantata durante la prima guerra mondiale. Il ponte è quello di Bassano, sul Brenta.
Da questo canto deriva la versione della seconda guerra mondiale. Il ponte è quello di Perat, sulla Vojussa, al confine greco-albanese.
Durante la resistenza sulla stessa melodia ci fu una versione del canto scritta da Nuto Revelli nel '44 quando era al comando di un raggruppamento partigiano nel cuneese: Pietà l'è morta.
Notevole la struggente intensa linea melodica.

Grazie del commento, ma entrambe le canzoni che citi erano già presenti nel nostro archivio

Lorenzo

Luigi Uslenghi - 13/8/2008 - 00:26


La canzone "Sul ponte di Perati" non c'entra nulla col fascismo!!

È una triste canzone di guerra degli Alpini della Divisione Julia mandati allo sbaraglio, male armati, male equipaggiati, male comandati e soprattutto male governati a combattere una guerra d'aggressione male ideata, male preparata, male condotta, iniziata alla fine d'ottobre del 1940 in data corrispondente all'inizio di un inusitato lungo periodo di precipitazioni piovose e nevose abbondanti, allorquando Mussolini volle in competizione con Hitler (che era contrario) condurre una "guerra parallela" in modo da avere "qualche migliaio di morti" da porre sul tavolo della pace.

Invito alla lettura del libro "La guerra di Grecia" di Mario Cervi in cui viene spiegata la storia di questa tragica avventura in cui invece di "spezzare le reni alla Grecia" ci siano ritrovati a piangere 15.000 caduti ed a lamentare più di 10.000 militari vittime di congelamento.

La "Bandiera nera" è un simbolo di lutto e non già simbolo di un regime politico e questo è detto già nella canzone.
La Repubblica Sociale o di Salò all'epoca dei fatti non era nemmeno immaginabile essendo posteriore di 3 anni relativamente alla guerra di Grecia e gli Alpini ed i soldati caduti sulle mostrine avevano le stellette (simbolo del militare italiano) non già i gladi (simbolo dei militari della Repubblica sociale).

Affermare cose diverse rispetto a questa doverosa correzione, significa (in senso latino del termine) ignorare la storia.

Luigi Curti.
Vice-presidente della sezione di Modena dell'Associazione Nazionale Alpini

9/12/2008 - 09:39


Buongiorno sono Bashkim. Da diversi anni accompagno alpini in territorio Albanese per vedere le zone del conflito italo-greco. Per ogni informazione mi potete contattare.
Un caro saluto
Bashkim Hyka.
www.bashkim-travel.com vedi foto 2007 gli alpini sul ponte di Perati

bashkim hyka - 26/12/2008 - 10:29


essendo per meta italiano e per meta greco,e in piu nipote di un alpino che al ponte di perati ci ha combattuto (diceva per scherzo che lui a dovuto mandare la figlia in grecia come risarcimento di guerra...), colgo l'occasione dell commento di elisa per scrivere due parole.
inanzitutto la canzone con il fascismo non c'entra per niente, anzi:io mi ricordo dell nonno che cantava piangendo,una strofa in piu, censurata all'epoca dai fascisti: "quelli che la volevan non ci son stati, quelli che ci son stati non son tornati".

e ricordo mio nonno, salito ormai nella cima piu alta, dire per i fascisti moderni, che "io quelli non li votero mai, perche hanno fatto tanto tanto male al mio paese". E raccontarmi, che la serata prima della dichiarazione di guerra, dopo essersi salutati per l'ultima volta con gli ufficiali greci, con i quali fino all giorno prima si incontravano sui posti di frontiera per dividere il (misero) pasto, pensava "poveri loro, poveri noi, che cosa andiamo a fare??" (biats lors, biats noiatris, ce che anin a far?)
peraltro, pasolini di sicuro fascista non era.
io, il ponte di perati lo canto comme ninnananna a mia figlia.

giorgio - 9/2/2010 - 18:47


Mio padre e Greco che ha combattuto in Albania contro la Tridentina .Per lui la cosa piu importante era di andare a Koritsa per accedere in chiesa ortoddosa una candella per quelli che sono rimasti in quelle montagne.Lo zio che combatteva di fronte a Tepeleni con i resti delle Julia diceva che erano dei validi soldati con tutto rispetto.Laltro fratello invece era a Pogradec contro la Venezia ed e stato ferito. Ritornato ad Atene mi parlava sempre per i feriti i mutilati...pensate voi ..e i morti nei soccorsi militari a Malic e a Koritsa.
Saluti
Denis

denis - 16/4/2010 - 11:44


Φίλε μου, questo, δόξα στο Θεό (scusami se non metto gli accenti che mi complicano la vita*), è il sito in cui tutti noi, figli e nipoti di chi in altri tempi fu mandato o , come voi Greci, sentì il dovere di andare, a scannare e a farsi scannare, possono fraternamente abbracciarsi. Greci e Italiani, Greci e Turchi, Ebrei e Palestinesi, Irlandesi e Inglesi eccetera eccetera eccetera: ci basta riconoscere le colpe di chi riuscì ( e riesce) a fanatizzare i popoli e ad armarli contro altri popoli, e respingere la guerra come soluzione dei tanti problemi che, pure, la Storia (cioè quelli che hanno diretto il suo corso) ha disseminato nel mondo. Io, quando ero semplice soldato tra gli Alpini portavo i colori della Tridentina: ma certo non mi sono mai sognato di pensare che Russi o Greci fossero miei nemici, e quando, faticosamente e probabilmente male, ho tradotto nella tua lingua il Ponte di Perati, volevo che anche i Greci sapessero (ma lo sanno) che i nostri Alpini pensavano alla casa e alle loro "gomenes"e, tranne pochi neri fanatizzati dal fascismo, non erano per nulla felici di andare a uccidere e a farsi uccidere. Non è un caso che il Ponte di Perati si sia presto trasformato in una canzone della resistenza, E bada bene, la bandiera "nera" NON è QUELLA DEI FASCISTI: è la bandiera del lutto, che in Greco si dice πένθος, ma che esprime con parola differente quello che noi e voi sentiamo: il dolore per tante giovani vite buttate via da un lato e dall'altro di quella maledetta frontiera. Να σαι καλά, φίλε. Ζήτω η Ελλάδα.

*Ma li metto io (RV)

Gian Piero Testa - 16/4/2010 - 21:12


E' possibile avere lo spartito?

testa.albano@alice.it - 16/5/2010 - 10:09


Quest anno sono andato a quota 731 . Per gli albanesi vorrei proporre di mettere in condizioni migliori la strada che porta in queste colline magari l ultimo tratto. Poi sarebbe interessante se a Clisoura qualquno facesse un servizio migliore di trasporto per quelli che non sono in gruppo.La gente e accogliente e non ci sono problemi di nessun tipo.
Poi la visita a Spi Camerate ti porta 70 anni indietro nel tempo ed e emmozionante.Le case sono rimaste identiche di allora .
Vale la pena visitare il luogo.
Penso che anche questi ragazzi avrebbero fatto le vacanze sia in Grecia che in Italia se fossero vivi sia gli uni che gli altri.

denis - 6/7/2010 - 16:12


L'inserimento della canzone nel film di Pasolini "Salò" non deve essere visto in maniera letterale ma allegorica, come del resto è tutto il film. E' chiaro che la canzone non era fascista, ma i protagonisti del film sono dei vecchi gerarchi che sanno già che la guerrà sarà persa di lì a poco, sanno che verranno uccisi, o al massimo potranno sopravvivere ma non avranno più alcun potere di vita e di morte su qualcun altro, così decidono di chiudersi in un castello assieme ad un gruppo di schiavi, in modo da poter abusare di loro liberamente vivendo almeno appieno il sentimento di potenza e di importanza che derivava dall'essere ai vertici della società.
Quei fascisti sono quindi patetici e decadenti, già sconfitti e decisi a rinunciare a qualunque umanità, non è dunque insensato che cantino una canzone per loro disfattista, una canzone che parla di gente morta che non tornerà più, perchè loro sono già morti e si sentono tali, e cantando quella canzone celebrano se stessi, mentre gli alpini celebravano i loro compagni caduti.

Max - 12/8/2010 - 13:12


Buonasera.
Sono un componente del coro "Fanis" di Venezia e, oltre a cantare male come secondo tenore, mi occupo di ricerca storica, che spesso viene utilizzata per la preparazione di fascicoletti esplicativi durante i concerti.
Dunque: "Sul ponte di Perati" è per me un testo assai scabroso. Concordo su quasi tutte le osservazioni presenti sul vostro sito riferite all'assurdità di quella guerra parallela, in cui il governo d'allora tentava di dare un colpo d'ala per uscire dall'imbastardita situazione bellica, in cui s'era andato sconsideratamente a cacciare.
Credo ci sia da fare un'unica osservazione aggiuntiva: gli ufficiali della "Julia" sembra siano stati tra i pochissimi ad esercitare un'azione di comando degna di tal nome, più pratica e attenta. Il vero problema è che le divisioni italiane, quelle alpine incluse, erano legate a una logistica assolutamente inadeguata, tanto da dover subire in linea il contrattacco greco, vivace e determinato. In quella situazione è già tanto se gli organi di comando locale siano riusciti ad evitare il totale tracollo del fronte e, sotto questo aspetto, siano stati all'altezza del compito, date le assurde aspettative strategiche loro assegnate. Su tutto il resto, bandiera nera appunto.
Per aiutarmi qualcuno ha sottomano dati sull'organico operativo della "Julia" nei Balcani, mappe delle posizioni tenute, dati statistici sulle perdite? Vi ringrazierei di cuore per un tale interessamento.

Massimo Giacomazzo - 19/1/2011 - 19:57


salve a tutti, per ricostruire la storia di famiglia - mio nonno Julia, VIII. 76. compagnia - sto cercando mappe originali dell'epoca dell'area del Mali Topojanit. ringrazio di cuore chi può aiutarmi
andrea
a.cic@libero.it

16/7/2011 - 16:30


I Disciplinatha tornano sul palco dopo 15 anni e presentano l'inedito "Bandiera Nera" assieme al Coro Alpino di Monte Calisio (Trento) composto da 30 elementi. Al Moonlight festival in Zona Roveri a Bologna.
09-11-2012

Federico - 13/11/2012 - 11:00


Buongiorno. Molti commenti sul sito sono dettati più da considerazioni personali che non da fatti storici oggettivi. Purtroppo è una carenza non degli scriventi ma della storia che è stata, ovviamente, scritta e divulgata dai vincitori. Esistono comunque numerosi testi ("Julia: Storia della divisione miracolo". A.Rasero, Mursia - "Storia delle truppe alpine" gen Faldella ANA - "Tempesta sulle alpi albanesi" Zanette, Mursia - "Ponte Perati-La Julia in Grecia" M.Cecovini citandone alcuni...) che possono fornire un chiaro panorama sugli eventi. Di certo, Ponte Perati NON era una canzone inneggiante al fascismo...

Roberto Calligaris. Già capogruppo ANA "Cividale Centro" - 11/2/2015 - 15:34


Ha ragione Raul Pontalti che il ponte cui si riferisce la canzone era a Perat e non a Berat (dove peraltro, contrariamente a quanto lui afferma, la Julia fu successivamente impegnata in combattimenti)
Il ponte, i cui resti sono quelli di cui ha postato le belle foto Toni Pusceddu, in realtà non si trovava sulla Vjosa (Vojussa) ma sul suo affluente Sarandaporos, poco prima che vi confluisca.
E' tutto ben documentato sul sito dell'associazione nazionale alpini

In realtà all'epoca il ponte non si trovava (come ora) sul confine fra Grecia e Albania, che correva molto più a sud: durante e subito dopo la guerra i Greci occuparono infatti gran parte della Chameria albanese (il cui capoluogo era Ioannina), scacciandone gli abitanti (e uccidendone molti). Il fatto che in Albania si fosse istallato l'orrido regime di Hoxha non aiutò i poveretti. La strage dei Chami, condotta da gruppi paramilitari fascisti greci di Zervas, costituisce uno dei capitoli più tristi e meno conosciuti della seconda guerra mondiale.

Quanto alla canzone, non fu certamente una canzone fascista, anzi il regime la censurò (uno dei versi originali era "Quelli che l'han voluta non son partiti, quelli che son partiti non son tornati”). Era piuttosto una delle tante canzoni degli alpini contro gli orrori della guerra, come testimonia anche il coro della Marmolada.

Per una testimonianza sulla situazione che vivevano gli alpini in Albania e di come imprecassero "contro il governo ladro" che li aveva mandati a morire di freddo e senz'armi adeguate, è utile il racconto di un giovane partito entusiasta: Alfonso Felici.

Piersante Sestini - 9/11/2015 - 21:23


sono da poco rientrato dall'Albania - effettivamente Berat non è Perati - e sono anche passato nelle zone dove combatterono gli alpini e dove morì anche mio nonno,ufficiale della Julia, a cui fu riconosciuta la medaglia d'oro per un atto di eroismo con cui mise in salvo i suoi soldati, lasciandoci la vita. Mi sono commosso nel vedere la Vojusa,diventata rossa col sangue degli alpini, e nel ricordare le strofe di questa canzone. Gli Albanesi anziani con cui ho parlato, almeno quelli che ho incontrato io, hanno ancora un buon ricordo degli italiani. Ricordavo anche altre strofe della struggente canzone, 'da mille e mille tombe s'alza un lamento sul sangue della Julia è tradimento'. Credo si riferisse al tradimento da parte di chi aveva mandato gli alpini a morire in una campagna militare totalmente disorganizzata e spacciata come una passeggiata di salute. Fu proprio allora che si ruppe del tutto il rapporto di fiducia tra molti italiani e il regime, dopo gli anni del consenso. Il popolo italiano si ridestô da una immensa illusione rendenosi conto dell'abisso tra la propaganda e la realtà tragica di una guerra disastrosa. Non so se a Salò si cantasse. Non credo ufficialmente dato che resta un atto di accusa ad una delle più disastrose campagne del regime.Del resto quello di Pasolini è solo un film. Tuttavia vi furono alpini che aderirino alla Rsi - rs. Divisione Monterosa - e tra loro sicuramente reduci dalla Grecia. Ovvio che sapessero che la'bandiera nera' si riferiva al lutto. Come molti che vi aderirono, anche gli alpini della Rsi, si illusero fino alla fine sperando di dare un senso a quella guerra inutile. Di fronte al lutto di tutti è però inutile continuare a dividersi tra fazioni. Quella bandiera nera sul ponte si Perati ancora sventola metaforicamente per tutti gli alpini caduti sul fronte greco albanese e nel cuore di quanti ancora oggi li ricordano

xavier - 7/9/2018 - 03:31


Volevo segnalare questa bellissima interpretazione della canzone

Max - 4/11/2018 - 20:34



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