A1. Scarborough Fair :
Tradizionale inglese / English Traditional Folksong (Child #2S)
T. Bruce / J. Stokoe,
Northumbrian Minstrelsy, 1882
Rielaborazione di / Reworking of
Martin Carthy (1962)
A2. Canticle:
Lyrics by / Testo di Paul Simon (1963)
(Reworking of / Rielaborazione di
The Side Of A Hill)
Musica / Music: Art Garfunkel
Album:
Parsley, Sage, Rosemary and Thyme
B. The Elfin Knight:
Tradizionale scozzese / Scottish Traditional Folksong (Child #2 etc)
William Motherwell,
Minstrelsy, Ancient and Modern, 1827
C. Ulteriori Versioni di “Scarborough Fair” / Further Versions of “Scarborough Fair”
D. Whittingham Fair:
Tradizionale inglese / English Traditional Folksong
Rielaborazione / Reworking: Nancy Kerr, 1993
Album:Eliza Carthy & Nancy Kerr
E. Rosemary Lane:
Tradizionale inglese / English Traditional Folksong
Rielaborazione / Reworking: Liz Jefferies, 1976
in: Barry & Chris Morgan,
As Me and My Love sat Courting (Anthology, 1998)
Appendice / Appendix: Riddles Wisely Expounded
Tradizionale / Traditional (Child #1A)
Bodleian Library di Oxford (Rawlinson Ms., 328, fo. 174v)
"Il brano, uno dei più famosi di Simon & Garfunkel, è tratto da una ballata inglese di epoca medievale, che il celebre duo folk ha ripreso (in parte) e arrangiato magistralmente, facendone un classico intramontabile, intervallando le parole originali con altre composte da Simon & Garfunkel (Canticle), di chiara impostazione pacifista, che si pongono a contrasto con la vecchia ballata. Quindi le due canzoni intervallate, sullo stesso bellissimo tema musicale della ballata tradizionale, mettono a confronto una immagine di guerra senza senso (sono gli anni della guerra del Vietnam) con le semplici parole della ballata tradizionale, che rimandano ad un mondo sereno ed equilibrato, anche se non mancano le pene d'amore, quasi un obiettivo, un mondo lontano e felice da riconquistare."
(da Musica e Memoria di Alberto Truffi)

La Northumbrian Minstrelsy di Bruce e Stokoe (1882), contenente la prima versione stampata di Scarborough Fair
DAL CAVALIERE ELFO AL CENTRAL PARK: STORIA DI UNA CANZONE IMMORTALE
di Riccardo Venturi, da
Child Ballads - Ballate Popolari Inglesi e Scozzesi [1996]
The Elfin Knight, la ballata alla base di
Scarborough Fair e di cui rappresenta la forma più antica, è una delle più vivaci ballate del corpus childiano, certo non troppo adatta ai bambini e alle fanciulle. Nella nostra versione, il Cavaliere Elfo propone alla ragazza una serie di compiti impossibili (ad iniziare dalla strofa 10); lei gli ribatte con un'altra serie, ugualmente impossibile, con cui smaschera il Cavaliere, potenziale fedifrago (le sequele di compiti impossibili sono uno dei τόποι più usuali delle ballate angloscozzesi. Il ritornello (
My plaid awa ecc.) rappresenta, come già Child sottolineò, un "unicum" nell'intera raccolta, dato che si tratta dell'unica ballata in cui esso è più lungo della strofa che esso accompagna. Dalle numerose versioni scozzesi che presentano il motivo della "coperta che vola via" si può dedurre che tali versi si riferiscono piò o meno velatamente alla perdità della verginità, e del resto, almeno una parte dei compiti impossibili sottintendono chiariamente delle allusioni sessuali (il "corno in grembo", il "campo da arare e da seminare" ecc.). Gli Elfi delle ballate, inutile dire, sono degli uomini adulti e pieni di "voglie", non le creaturine asessuate delle filastrocche per bambini. Sebbene conservata in un foglio volante scozzese del 1670 (in caratteri gotici), il nostro testo (da
William Motherwell, Minstrelsy, appendice) è indubbiamente una ballata popolare dal punto di vista stilistico.
Le ballate basate sui "compiti impossibili", come detto, sono assai diffuse, anche perché si tratta di un elemento che indubbiamente "fa presa" sull’immaginazione collettiva (come si vede anche dalla tradizione inglese delle
lying songs). Logico che una ballata come
The Elfin Knight abbia dato luogo a moltissime versioni in cui il contrasto viene a trasformarsi in una sorta di ripicca fra innamorati; viene eliminata ogni allusione sessuale, e la ballata diviene una deliziosa canzone d’amore. È il caso della versione raccolta alla fine del XIX secolo a Newcastle-upon-Tyne, che si giova d’una delle più belle melodie fra le canzoni popolari inglesi (testo: Child II, 495, versione 2S, da T. Bruce / J.Stokoe, Northumbrian Minstrelsy, 1882), un chiaro esempio di derivazione, erosione e trasformazione di una ballata. Il suo titolo tradizionale è
Scarborough Fair, anche perché essa non è inserita nel canone childiano e, più che altro, è notissima per la curiosa e bella interpretazione datane da due artisti pop di fama planetaria, nel cui repertorio un’antica ballata è sicuramente insolita: Paul Simon e Art Garfunkel. Durante il loro famoso concerto tenuto nel Central Park di New York il 19 settembre 1981, mezzo milione di persone ascoltarono dunque, forse ignorando del tutto la cosa, anche una versione di
The Elfin Knight.
UNA LUNGA, LUNGA STORIA
Riccardo Venturi, giugno/luglio 2017
The Elfin Knight fu cantata nel 1955 da Martha Reid, di Blairgowrie nel Perthsire, a
Maurice Fleming, che era pure di Blairgowrie. Si tratta della prima registrazione dell'antichissima ballata: come tale, fu inclusa nel 2011 nel CD Greentrax
Songs and Ballads from Perthshire (Scottish Tradition 24). Ma, nella sua versione posteriore
Scarborough Fair la canzone era stata cantata già alla fine degli anni '40 a
Ewan MacColl da Mike Anderson, un minatore pensionato del Weardale. Nel 1956, Ewan MacColl e A.L. Lloyd interpretarono
Scarborough Fair nell'antologia Riverside
The English and Scottish Popular Ballads (The Child Ballads) Volume IV.

Nel 1956, Ewan MacColl e
Peggy Seeger interpretarono una
versione di The Elfin Knight nel loro album di ballate tradizionali scozzesi
Classic Scots Ballads. Così Ewan MacColl scrisse nelle note di copertina:
“Un tema universale sia della narrativa che delle ballate popolari è quello dei compiti impossibili. In questa ballata assume la forma del corteggiamento, con uno degli innamorati che pone una serie di compiti, e l'altro che accetta la sfida ponendone una serie altrettanto difficile. Nelle forme primitive della ballata, i compiti sono posti da un cavaliere elfo al quale una fanciulla risponde, per restare libera, escogitando una serie di compiti di non minore difficoltà ai quali, però, il cavaliere deve rispondere per primo. Nella tradizione popolare più recente, entrambi i personaggi sono divenuti assai più mortali. Il Child fornì diciannove versioni di questa ballata, per la quale rintracciò ballate affini in tutte le lingue europee ed anche asiatiche. E' notissima sia in Inghilterra che in America. La presente versione proviene da
Last Leaves of Traditional Ballads and Ballad Airs di Gavin Greig”. (Aberdeen, The Buchan Club, 1925
Ewan MacColl interpretò
The Elfin Knight anche nel suo album Folkways del 1964,
The English and Scottish Popular Ballads: Vol. 3 – Child Ballads. Sia Bob e Ron Copper di Rottingdean che Thomas Moran di Mohill hanno interpretato
The Elfin Knight in medley nell'antologia
The Child Ballads (The Folk Songs of Britain Volume 4: Caedmon 1961, Topic 1970).

La storia di
Scarborough Fair come “hit popolare” moderno inizia molto prima di Simon e Garfunkel. E' il 1955 quando due artisti americani, gli attori e cantanti Gordon Heath e Lee Payant, che gestivano un
café chantant sulla Rive Gauche a Parigi,
L'Abbaye, la registrano su un album Elektra,
Encore from the Abbaye. E' da questo primo album che provengono le notizie sulla melodia originale, che è quella riportata nella raccolta
Traditional Tunes di Frank Kidson (1891). Kidson specificava che si trattava della "melodia che si sentiva per le strade di Whitby una trentina di anni fa"; risalirebbe quindi a circa il 1860. Tale melodia presenta ancora delle differenze con quella più nota attualmente, ed è comunque la stessa che A.L. Lloyd usa nel 1955 nel suo album
The English And Scottish Popular Ballads.
La melodia generalizzata così come la si conosce attualmente, vale a dire quella usata anche da Simon e Garfunkel (sia pure con lievissime varianti) fu registrata per la prima volta in un album del 1956,
English Folk Songs di Audrey Coppard. Fu poi ripresa da Ewan MacColl in
Matching Songs For The British Isles And America (1957), da Ewan MacColl e Peggy Seeger in
The Singing Island (1960) e infine sempre nel 1960, quando
Shirley Elizabeth Collins, figura centrale nel
Folk Revival britannico negli anni '60 e '70 nonché folklorista e collaboratrice del grande
Alan Lomax, interpretò a cappella una
versione della canzone nel suo secondo album,
False True Lovers (il titolo è derivato da un diffusissimo
ballad commonplace, i “falsi innamorati” o “innamorati infedeli”), Folkways Records, FG 3564. Così si legge nelle note di copertina:
“Ewan MacColl la riprese da English Folk Songs di Cecil Sharp. Si tratta di un frammento di una ballata antichissima (Child n° 2, The Elfin Knight), comune in tutte le aree britanniche e nordamericane. Nella canzone originale, una ragazza ode in lontananza il suono del corno del Cavaliere Elfo, e vorrebbe essere in camera sua in quel momento. Lui appare all'improvviso, ma lei non acconsente ad essere la sua amante se non risponde a una serie di indovinelli. Il motivo degli indovinelli risale alla più remota antichità. La sopravvivenza di questo antico brano popolare è stata garantita anche dal fatto che le strofe contengono blandi, ma chiarissimi simboli erotici.”

Ewan MacColl (1915-1989)
Nella riscoperta della canzone, Ewan MacColl sembra comunque essere la figura centrale. Egli affermò di averla raccolta “in parte” da un minatore scozzese. Secondo la rivista
Teesdale Mercury e la figlia di Martin Carthy, MacColl redasse un quaderno di canzoni popolari del Teesdale dopo aver sentito il minatore Mark Anderson (lo stesso che cantò a MacColl
The Bonny Moorhen) che le cantava alla fine degli anni '40. Il quaderno comprendeva anche una versione di una canzone semisconosciuta chiamata “Scarborough Fair”. Secondo Alan Lomax, però, la fonte di MacColl era in realtà (come correttamente scritto da Shirley Collins) il volume
One Hundred English Folk Songs di Cecil Sharp, pubblicato nel 1916. La quale raccolta non era neppure la prima che la includeva; la più antica attestazione a stampa di
Scarborough Fair si trova, infatti, nella raccolta
Northumbrian Minstrelsy, a Collection of Ballads, Melodies and Small Pipe Tunes of Northumbria di T. Bruce e J. Stokoe, pubblicata nel 1882. Il 1882 è anche l'anno in cui Francis James Child inizia la pubblicazione del suo canone, quelle che poi diverranno per sempre le
Child Ballads;
The Elfin Knight è la ballata n° 2 e comprende già, tra le sue varianti e derivate, la versione di
Scarborough Fair pubblicata da Bruce e Stokoe (n° 2S). Con tutto ciò, non può essere messo in dubbio che il minatore abbia effettivamente cantato una parte della canzone a Ewan MacColl, ma è altrettanto indubbio che MacColl già la conoscesse.
Nel 1962,
Martin Carthy "scopre" la canzone e ne fa una sua personale rielaborazione, arrangiando la melodia ed eseguendola in dei concerti; ma non la incide fino al 1965, quando la interpreta
Scarborough Fair nel suo primo album,
Martin Carthy (poi inclusa in vari altri album e compilations). Martin Carthy mostra un'autentica predilezione per questa canzone: ne canta infatti una versione leggermente differente nell'album
Wood Wilson Carthy (il cui titolo è un evidente omaggio a Woody Guthrie, che si chiamava in realtà Woodrow Wilson Guthrie), mentre assieme a Bert Jansch (che sarà dei Pentangle) ne canta un'ulteriore versione in
Acoustic Routes riprendendo però l'antico titolo di
The Elfin Knight.
Nelle note di copertina dell'album, Martin Carthy fa alcune interessantissime considerazioni sul celebre ritornello “botanico” della canzone:
“I folkloristi e gli studiosi della mitologia botanica sanno bene che a certe erbe era attribuito un significato magico, vale a dire che erano usate dai maghi per i loro incantesimi e, di converso, come antidoti da coloro che volevano romperli. Le erbe nominate nel ritornello di Scarborough Fair (prezzemolo, salvia, rosmarino e timo) sono tutte note per essere associate alla morte, e anche come antidoto contro il malocchio. I personaggi di The Elfin Knight (di cui Scarborough Fair è una versione sono un demone e una fanciulla. Il demone pone compiti impossibili e dalle risposte della fanciulla dipenderà se lei cadrà o meno nelle sue grinfie. Il Child riteneva che l'elfo fosse una sorta di “intruso” proveniente da un'altra ballata (Lady Isabel and the Elf Knight) [...], e che il protagonista della ballata fosse in realtà il Diavolo. Sir Walter Scott, nella sua prefazione alla Minstrelsy of the Scottish Border ricorda di avere ascoltato la ballata di “un demone...che rivolge le sue attenzioni a una fanciulla ma viene poi sconcertato dalle erbe sacre che costei reca in grembo”. Lucy Broadwood si spinge fino a ritenere che il ritornello possa essere una sopravvivenza di un incantesimo contro Satana.”

Comincia da questo punto l' “ascesa” di
Scarborough Fair, versione tarda (sette/ottocentesca) di una ballata soprannaturale le cui origini si perdono nella notte dei tempi, verso lo status di
evergreen a livello planetario. L'oscura canzoncina dello Yorkshire scovata da alcuni folkloristi e pubblicate in raccolte note soltanto a livello locale (con il possibile intervento di un minatore), ed interpretata in album “per addetti ai lavori” ed appassionati del folk britannico, va nelle mani di Paul Simon, che la ascolta nel 1965 a Londra proprio da Martin Carthy, il quale a sua volta aveva ripreso la melodia e il testo dal canzoniere di Ewan MacColl e Peggy Seeger. Nel frattempo, però, Paul Simon (già in coppia con Art Garfunkel) viene “preceduto” da Marianne Faithfull, che nell'aprile del 1966 registra la sua versione di
Scarborough Fair nel suo album
North Country Maid. Simon e Garfunkel fanno invece uscire il brano il 10 ottobre 1966 in un album il cui titolo riprende esattamente il “ritornello botanico” della canzone:
Parsley, Sage, Rosemary and Thyme.

Nell'album,
Scarborough Fair viene eseguita da Simon e Garfunkel in contrappunto con
Canticle, il cui testo è una rielaborazione di
The Side Of A Hill, canzone contro la guerra scritta ed eseguita da Paul Simon nel 1963; ma la melodia, adattata a quella di
Scarborough Fair per l'esecuzione in contrappunto, è del tutto nuova e composta quasi interamente da Art Garfunkel. Nell'album, la “doppia canzone” è ovviamente la traccia principale; nel 1967, la canzone entra a far parte della colonna sonora del celeberrimo film
Il Laureato (The Graduate) di Mike Nichols (interpretato da Dustin Hoffman, Anne Bancroft e Katharine Ross), interamente basata su brani e musiche di Simon e Garfunkel. Nel 1968,
Scarborough Fair/Canticle viene fatta uscire come single in un'incisione olandese della Philips. Sia nell'album che nel single, come autori compaiono esclusivamente Paul Simon e Art Garfunkel, suscitando risentimento da parte di Martin Carthy sia per la mancata menzione della fonte tradizionale, sia per il fatto che Paul Simon la aveva appresa da lui. Tale risentimento durò fino al 2000, quando Paul Simon invitò Martin Carthy a cantare la canzone assieme a lui in duetto (senza
Canticle) durante un concerto londinese.
La canzone (sempre senza
Canticle fu eseguita da Paul Simon anche in una circostanza quantomeno curiosa: nell'episodio 5/11 del
Muppet Show, prodotto tra il 19 ed il 23 maggio 1980 e andato in onda nel Regno Unito il 22 febbraio 1981 (e negli Stati Uniti il 25 aprile 1981), Paul Simon la esegue con un liuto e in ambientazione “rinascimentale” (la fiera di Scarborough) assieme a Miss Piggy, musicisti, “maypoles” (vale a dire i pali ornati di nastri e fiori intorno ai quali i giovani usavano danzare nelle feste di Calendimaggio) e pecore. Il ritornello
Parsley, sage, rosemary and thyme viene cantato più o meno graziosamente da Miss Piggy in duo con Paul Simon mentre Scooter suona il flauto e Fozzie Bear gironzola qua e là recitando la filastrocca
Simple Simon met a Pieman. Alla fine del numero, lo sceriffo Link Hogthrob arresta Paul Simon per “aver suonato il liuto senza licenza”.
Un'ulteriore e precedente “diramazione” della canzone si ha nel 1963, quando
Bob Dylan ne riprende la melodia (ed anche parecchi versi) nella sua canzone
The Girl of the North Country, la quale appare per la prima volta nel fondamentale
The Freewheelin' Bob Dylan del 1963 (e poi anche in
Nashville Skyline del 1969 eseguita insieme a Johnny Cash, in
Real Live del 1984 e in
The 30th Anniversary Concert Celebration del 1993). Deve essere sottolineato che Bob Dylan scrisse la canzone dopo il suo viaggio in Inghilterra nel dicembre del 1962 ed è ispirata alla sua ex ragazza, Echo Helstrom, che Dylan aveva conosciuto prima di trasferirsi a New York. Dylan lasciò l'Inghilterra per l'Italia, dove Suze Rotolo, con la quale era allora fidanzato e che è celebre anche per comparire assieme a Dylan nella foto di copertina di
The Freewheelin' Bob Dylan, stava continuando i suoi studi. La canzone fu terminata da Bob Dylan proprio in Italia. Mentre era a Londra, Bob Dylan aveva incontrato molti esponenti della scena folk britannica, tra cui proprio Martin Carthy:
« In Inghilterra ho incontrato alcune persone che conoscono davvero quel tipo di canzoni [tradizionali inglesi]. Martin Carthy, e anche un altro che si chiama Nigel Davenport. Martin Carthy è incredibile. Ho imparato moltissimo da Martin. Girl from the North Country è ispirata a una canzone che ho sentito cantare da lui, [...] Scarborough Fair.» [Bob Dylan]
Nel frattempo, mentre
Scarborough Fair è diventata oramai uno standard internazionale con o senza il
Canticle di Paul Simon, l'antichissimo originale,
The Elfin Knight e le sue varie versioni tarde con le “fiere” continuano a circolare negli ambienti della musica tradizionale britannica. Così, ad esempio,
Cyril Tawney (1930-2005) fa una specie di “collage” di varie versioni (con il titolo
The Tasks) nel suo album
The Outlandish Knight: Traditional Ballads from Devon and Cornwall. Così la introduce:
“Una versione composita di The Elfin Knight ripresa dai manoscritti Baring-Gould. Tranne due versi di John Hext di Postbridge, Devon (ottobre 1890), tutti gli 'ingredienti' provengono dall'area a occidente del Tamar. Una fonte sconosciuta dal distretto di Camelford ha fornito a Baring-Gould tutti gli altri versi, mentre per il ritornello ho usato quello cantato da Joseph Dyer di Mawgan-in-Pyder, assieme alla melodia cantata da quest'ultimo. Baring-Gould venne a sapere che, in Cornovaglia, la canzone veniva cantata come una specie di gioco nelle case contadine,tra un giovane che usciva dalla stanza, una ragazza che stava seduta su una sedia e un coro misto di ragazze e ragazzi. Il giovane rientrava nella stanza e rivolgeva alla ragazza la prima metà della ballata, mentre lei gli rispondeva con la seconda metà. Nel Northumberland è nota come Whittingham Fair, mentre nello Yorkshire si chiama Scarborough Fair. Una versione sdolcinata di quest'ultima è diventata assai popolare tra i moderni cantautori.”
(Si noti il modo in cui il serissimo Cyril Tawney, che aveva collaborato con Alan Lomax ed era un folklorista di vaglia, liquida sbrigativamente la versione “planetaria” della canzone facendone appena menzione).
Nel 1970, Robin e Barry Dransfield interpretano
Scarborough Fair nell'album
The Rout of the Blues.Una registrazione dal vivo di Robin Dransfield al Medway Folk Centre del novembre 1972 viene poi inserita nel suo album del 2008
A Lighter Touch. Nel settembre 1976,
Liz Jefferies canta la canzone, con l'insolito titolo di
Rosemary Lane, a Barry e Chris Morgan nella loro casa di Bristol. L'incisione che ne risulta si trova nell'antologia
As Me and My Love sat Courting (The Voice of the People Series Volume 15; Topic 1998). Con il titolo (del tutto inventato) di
Whittingham Fair è interpretata da Nancy Kerr nel 1993 assieme a Eliza Carthy, nell'album eponimo
Eliza Carthy & Nancy Kerr. Scrive così Nancy Kerr nel libretto:
“Whittingham Fair proviene da Folk Song of the North Countrie di Frank Kidson e Alfred Moat, con il titolo di Scarborough Fair. La versione “northumbrizzata” proviene da mia madre, e la melodia si trova nei Traditional Tunes di Kidson”. Aggiunge Eliza Carthy: “Il titolo di Whittingham Fair mi è venuto come in un lampo di ispirazione mentre stavo imparando la canzone in cameria mia. Titolo originale, no?”
Nel 1994, Brian Peters interpreta
Scarborough Fair nel CD
Squeezing Out Sparks; lo stesso fanno Sue Brown e Lorraine Irwing nel 1997, nell'album
Call & Cry. I Lucky Bags incidino invece
Whittingham Fair nel CD
Delight in Disorder (1998). Così commentano:
“Il testo di questa versione proviene da Songs of Northern England (Stokoe) e ha lo stesso 'pedigree' della sua ben più nota cugina, Scarborough Fair. Entrambe traggono origine dalla Child Ballad n° 2, The Elfin Knight. Porre compiti e domande impossibili sembra essere stato un popolare passatempo in parecchie aree britanniche.”
Tra le altre interpretazioni si segnalano: Tim van Eyken (2003,
The First Cut, con il titolo di
The Cambric Shirt; Chris Wood (2010,
Empire and Love, come
Scarborough Fair; John Boden (2011, nel progetto
A Folk Song a Day, come
Scarborough Fair; Emily Smith, nell'album
Traveller's Joy (2011), interpreta la ballata come
Sweet Lover of Mine. La
pagina en.wikipedia dedicata a
Scarborough Fair riporta l'
interminabile lista di altre incisioni della canzone in varie versioni, che include autentiche curiosità (o aberrazioni, a seconda dei punti di vista) come la versione “jazzeggiante” di Sergio Mendes and Brasil '66 (1968), la versione al moog di Gershon Kingsley (1969), la
versione in lingua ceca del gruppo Spirituál Kvintet (1971), le due versioni coreane del duo Toi et Moi (뚜아에무아) (1970) e di Eunhee (은희) (1971), l'ulteriore versione coreana di Park Inhee ( 박인희) (1976) ed altre. In italiano si segnala la
versione di Angelo Branduardi (in realtà della moglie Luisa Zappa), che sarebbe comunque più corretto definire una cover in quanto reca solo scarse tracce dell'originale.
Non mancano neppure recenti interpretazioni del lontanissimo originale,
The Elfin Knight; ad esempio quella di Mike e Ali Vass (
Waiting to Fly, 2011). Nel 1952, Jim Copper aveva interpretato
The Elfin Knight con il titolo di
An Acre of Land per la BBC; così viene riproposta da John Kirkpatrick nell'album
Sound and Rumour (2013). La folksinger scozzese
Kim Edgar torna letteralmente alle origini interpretando
The Elfin Knight in una versione scozzese, nell'album 2016
Yet we Sing, ma con un nuovo arrangiamento.
Seppure per capi assai sommi, giustificati dai limiti di una pagina come questa, non è possibile non fare menzione anche di un'altra ballata tradizionale britannica che ha molti punti di contatto con
The Elfin Knight / Scarborough Fair:
Riddles Wisely Expounded. Basata anch'essa su una serie di domande e compiti impossibili, essa appartiene senz'altro alla medesima e millenaria fonte della cultura popolare. Ma una trattazione seppur non eccessivamente approfondita fa parte dell'apposita
appendice. [RV, 1/7/2017]
A. SCARBOROUGH FAIR / CANTICLE
Paul Simon / Art Garfunkel, 1966

La fiera di Scarborough. Immagine del 1893.
Nota.Per completezza si danno e si traducono entrambe le parti, che nella versione originale, come detto, si intervallano nel canto. Alcune parole di "Scarborough Fair" sono riprese anche nella famosa
Girl of the North Country di Bob Dylan.
Tradizionale inglese / English Traditional Folksong (Child #2S)
T. Bruce / J. Stokoe, Northumbrian Minstrelsy, 1882
Rielaborazione di / Reworking of Martin Carthy (1962)
A2. Canticle:
Lyrics by / Testo di Paul Simon (1963)
(Reworking of / Rielaborazione di The Side Of A Hill)
Musica / Music: Art Garfunkel
Album: Parsley, Sage, Rosemary and Thyme
B. The Elfin Knight:
Tradizionale scozzese / Scottish Traditional Folksong (Child #2 etc)
William Motherwell, Minstrelsy, Ancient and Modern, 1827
C. Ulteriori Versioni di “Scarborough Fair” / Further Versions of “Scarborough Fair”
D. Whittingham Fair:
Tradizionale inglese / English Traditional Folksong
Rielaborazione / Reworking: Nancy Kerr, 1993
Album:Eliza Carthy & Nancy Kerr
E. Rosemary Lane:
Tradizionale inglese / English Traditional Folksong
Rielaborazione / Reworking: Liz Jefferies, 1976
in: Barry & Chris Morgan, As Me and My Love sat Courting (Anthology, 1998)
Appendice / Appendix: Riddles Wisely Expounded
Tradizionale / Traditional (Child #1A)
Bodleian Library di Oxford (Rawlinson Ms., 328, fo. 174v)
"Il brano, uno dei più famosi di Simon & Garfunkel, è tratto da una ballata inglese di epoca medievale, che il celebre duo folk ha ripreso (in parte) e arrangiato magistralmente, facendone un classico intramontabile, intervallando le parole originali con altre composte da Simon & Garfunkel (Canticle), di chiara impostazione pacifista, che si pongono a contrasto con la vecchia ballata. Quindi le due canzoni intervallate, sullo stesso bellissimo tema musicale della ballata tradizionale, mettono a confronto una immagine di guerra senza senso (sono gli anni della guerra del Vietnam) con le semplici parole della ballata tradizionale, che rimandano ad un mondo sereno ed equilibrato, anche se non mancano le pene d'amore, quasi un obiettivo, un mondo lontano e felice da riconquistare."
(da Musica e Memoria di Alberto Truffi)
di Riccardo Venturi, da
Child Ballads - Ballate Popolari Inglesi e Scozzesi [1996]
The Elfin Knight, la ballata alla base di Scarborough Fair e di cui rappresenta la forma più antica, è una delle più vivaci ballate del corpus childiano, certo non troppo adatta ai bambini e alle fanciulle. Nella nostra versione, il Cavaliere Elfo propone alla ragazza una serie di compiti impossibili (ad iniziare dalla strofa 10); lei gli ribatte con un'altra serie, ugualmente impossibile, con cui smaschera il Cavaliere, potenziale fedifrago (le sequele di compiti impossibili sono uno dei τόποι più usuali delle ballate angloscozzesi. Il ritornello (My plaid awa ecc.) rappresenta, come già Child sottolineò, un "unicum" nell'intera raccolta, dato che si tratta dell'unica ballata in cui esso è più lungo della strofa che esso accompagna. Dalle numerose versioni scozzesi che presentano il motivo della "coperta che vola via" si può dedurre che tali versi si riferiscono piò o meno velatamente alla perdità della verginità, e del resto, almeno una parte dei compiti impossibili sottintendono chiariamente delle allusioni sessuali (il "corno in grembo", il "campo da arare e da seminare" ecc.). Gli Elfi delle ballate, inutile dire, sono degli uomini adulti e pieni di "voglie", non le creaturine asessuate delle filastrocche per bambini. Sebbene conservata in un foglio volante scozzese del 1670 (in caratteri gotici), il nostro testo (da William Motherwell, Minstrelsy, appendice) è indubbiamente una ballata popolare dal punto di vista stilistico.
Le ballate basate sui "compiti impossibili", come detto, sono assai diffuse, anche perché si tratta di un elemento che indubbiamente "fa presa" sull’immaginazione collettiva (come si vede anche dalla tradizione inglese delle lying songs). Logico che una ballata come The Elfin Knight abbia dato luogo a moltissime versioni in cui il contrasto viene a trasformarsi in una sorta di ripicca fra innamorati; viene eliminata ogni allusione sessuale, e la ballata diviene una deliziosa canzone d’amore. È il caso della versione raccolta alla fine del XIX secolo a Newcastle-upon-Tyne, che si giova d’una delle più belle melodie fra le canzoni popolari inglesi (testo: Child II, 495, versione 2S, da T. Bruce / J.Stokoe, Northumbrian Minstrelsy, 1882), un chiaro esempio di derivazione, erosione e trasformazione di una ballata. Il suo titolo tradizionale è Scarborough Fair, anche perché essa non è inserita nel canone childiano e, più che altro, è notissima per la curiosa e bella interpretazione datane da due artisti pop di fama planetaria, nel cui repertorio un’antica ballata è sicuramente insolita: Paul Simon e Art Garfunkel. Durante il loro famoso concerto tenuto nel Central Park di New York il 19 settembre 1981, mezzo milione di persone ascoltarono dunque, forse ignorando del tutto la cosa, anche una versione di The Elfin Knight.
Riccardo Venturi, giugno/luglio 2017
The Elfin Knight fu cantata nel 1955 da Martha Reid, di Blairgowrie nel Perthsire, a Maurice Fleming, che era pure di Blairgowrie. Si tratta della prima registrazione dell'antichissima ballata: come tale, fu inclusa nel 2011 nel CD Greentrax Songs and Ballads from Perthshire (Scottish Tradition 24). Ma, nella sua versione posteriore Scarborough Fair la canzone era stata cantata già alla fine degli anni '40 a Ewan MacColl da Mike Anderson, un minatore pensionato del Weardale. Nel 1956, Ewan MacColl e A.L. Lloyd interpretarono Scarborough Fair nell'antologia Riverside The English and Scottish Popular Ballads (The Child Ballads) Volume IV.
Ewan MacColl interpretò The Elfin Knight anche nel suo album Folkways del 1964, The English and Scottish Popular Ballads: Vol. 3 – Child Ballads. Sia Bob e Ron Copper di Rottingdean che Thomas Moran di Mohill hanno interpretato The Elfin Knight in medley nell'antologia The Child Ballads (The Folk Songs of Britain Volume 4: Caedmon 1961, Topic 1970).
La melodia generalizzata così come la si conosce attualmente, vale a dire quella usata anche da Simon e Garfunkel (sia pure con lievissime varianti) fu registrata per la prima volta in un album del 1956, English Folk Songs di Audrey Coppard. Fu poi ripresa da Ewan MacColl in Matching Songs For The British Isles And America (1957), da Ewan MacColl e Peggy Seeger in The Singing Island (1960) e infine sempre nel 1960, quando Shirley Elizabeth Collins, figura centrale nel Folk Revival britannico negli anni '60 e '70 nonché folklorista e collaboratrice del grande Alan Lomax, interpretò a cappella una versione della canzone nel suo secondo album, False True Lovers (il titolo è derivato da un diffusissimo ballad commonplace, i “falsi innamorati” o “innamorati infedeli”), Folkways Records, FG 3564. Così si legge nelle note di copertina:
Nel 1962, Martin Carthy "scopre" la canzone e ne fa una sua personale rielaborazione, arrangiando la melodia ed eseguendola in dei concerti; ma non la incide fino al 1965, quando la interpreta Scarborough Fair nel suo primo album, Martin Carthy (poi inclusa in vari altri album e compilations). Martin Carthy mostra un'autentica predilezione per questa canzone: ne canta infatti una versione leggermente differente nell'album Wood Wilson Carthy (il cui titolo è un evidente omaggio a Woody Guthrie, che si chiamava in realtà Woodrow Wilson Guthrie), mentre assieme a Bert Jansch (che sarà dei Pentangle) ne canta un'ulteriore versione in Acoustic Routes riprendendo però l'antico titolo di The Elfin Knight.
Nelle note di copertina dell'album, Martin Carthy fa alcune interessantissime considerazioni sul celebre ritornello “botanico” della canzone:
La canzone (sempre senza Canticle fu eseguita da Paul Simon anche in una circostanza quantomeno curiosa: nell'episodio 5/11 del Muppet Show, prodotto tra il 19 ed il 23 maggio 1980 e andato in onda nel Regno Unito il 22 febbraio 1981 (e negli Stati Uniti il 25 aprile 1981), Paul Simon la esegue con un liuto e in ambientazione “rinascimentale” (la fiera di Scarborough) assieme a Miss Piggy, musicisti, “maypoles” (vale a dire i pali ornati di nastri e fiori intorno ai quali i giovani usavano danzare nelle feste di Calendimaggio) e pecore. Il ritornello Parsley, sage, rosemary and thyme viene cantato più o meno graziosamente da Miss Piggy in duo con Paul Simon mentre Scooter suona il flauto e Fozzie Bear gironzola qua e là recitando la filastrocca Simple Simon met a Pieman. Alla fine del numero, lo sceriffo Link Hogthrob arresta Paul Simon per “aver suonato il liuto senza licenza”.
Un'ulteriore e precedente “diramazione” della canzone si ha nel 1963, quando Bob Dylan ne riprende la melodia (ed anche parecchi versi) nella sua canzone The Girl of the North Country, la quale appare per la prima volta nel fondamentale The Freewheelin' Bob Dylan del 1963 (e poi anche in Nashville Skyline del 1969 eseguita insieme a Johnny Cash, in Real Live del 1984 e in The 30th Anniversary Concert Celebration del 1993). Deve essere sottolineato che Bob Dylan scrisse la canzone dopo il suo viaggio in Inghilterra nel dicembre del 1962 ed è ispirata alla sua ex ragazza, Echo Helstrom, che Dylan aveva conosciuto prima di trasferirsi a New York. Dylan lasciò l'Inghilterra per l'Italia, dove Suze Rotolo, con la quale era allora fidanzato e che è celebre anche per comparire assieme a Dylan nella foto di copertina di The Freewheelin' Bob Dylan, stava continuando i suoi studi. La canzone fu terminata da Bob Dylan proprio in Italia. Mentre era a Londra, Bob Dylan aveva incontrato molti esponenti della scena folk britannica, tra cui proprio Martin Carthy:
Nel frattempo, mentre Scarborough Fair è diventata oramai uno standard internazionale con o senza il Canticle di Paul Simon, l'antichissimo originale, The Elfin Knight e le sue varie versioni tarde con le “fiere” continuano a circolare negli ambienti della musica tradizionale britannica. Così, ad esempio, Cyril Tawney (1930-2005) fa una specie di “collage” di varie versioni (con il titolo The Tasks) nel suo album The Outlandish Knight: Traditional Ballads from Devon and Cornwall. Così la introduce:
(Si noti il modo in cui il serissimo Cyril Tawney, che aveva collaborato con Alan Lomax ed era un folklorista di vaglia, liquida sbrigativamente la versione “planetaria” della canzone facendone appena menzione).
Nel 1970, Robin e Barry Dransfield interpretano Scarborough Fair nell'album The Rout of the Blues.Una registrazione dal vivo di Robin Dransfield al Medway Folk Centre del novembre 1972 viene poi inserita nel suo album del 2008 A Lighter Touch. Nel settembre 1976, Liz Jefferies canta la canzone, con l'insolito titolo di Rosemary Lane, a Barry e Chris Morgan nella loro casa di Bristol. L'incisione che ne risulta si trova nell'antologia As Me and My Love sat Courting (The Voice of the People Series Volume 15; Topic 1998). Con il titolo (del tutto inventato) di Whittingham Fair è interpretata da Nancy Kerr nel 1993 assieme a Eliza Carthy, nell'album eponimo Eliza Carthy & Nancy Kerr. Scrive così Nancy Kerr nel libretto:
Nel 1994, Brian Peters interpreta Scarborough Fair nel CD Squeezing Out Sparks; lo stesso fanno Sue Brown e Lorraine Irwing nel 1997, nell'album Call & Cry. I Lucky Bags incidino invece Whittingham Fair nel CD Delight in Disorder (1998). Così commentano:
Tra le altre interpretazioni si segnalano: Tim van Eyken (2003, The First Cut, con il titolo di The Cambric Shirt; Chris Wood (2010, Empire and Love, come Scarborough Fair; John Boden (2011, nel progetto A Folk Song a Day, come Scarborough Fair; Emily Smith, nell'album Traveller's Joy (2011), interpreta la ballata come Sweet Lover of Mine. La pagina en.wikipedia dedicata a Scarborough Fair riporta l'interminabile lista di altre incisioni della canzone in varie versioni, che include autentiche curiosità (o aberrazioni, a seconda dei punti di vista) come la versione “jazzeggiante” di Sergio Mendes and Brasil '66 (1968), la versione al moog di Gershon Kingsley (1969), la versione in lingua ceca del gruppo Spirituál Kvintet (1971), le due versioni coreane del duo Toi et Moi (뚜아에무아) (1970) e di Eunhee (은희) (1971), l'ulteriore versione coreana di Park Inhee ( 박인희) (1976) ed altre. In italiano si segnala la versione di Angelo Branduardi (in realtà della moglie Luisa Zappa), che sarebbe comunque più corretto definire una cover in quanto reca solo scarse tracce dell'originale.
Non mancano neppure recenti interpretazioni del lontanissimo originale, The Elfin Knight; ad esempio quella di Mike e Ali Vass (Waiting to Fly, 2011). Nel 1952, Jim Copper aveva interpretato The Elfin Knight con il titolo di An Acre of Land per la BBC; così viene riproposta da John Kirkpatrick nell'album Sound and Rumour (2013). La folksinger scozzese Kim Edgar torna letteralmente alle origini interpretando The Elfin Knight in una versione scozzese, nell'album 2016 Yet we Sing, ma con un nuovo arrangiamento.
Seppure per capi assai sommi, giustificati dai limiti di una pagina come questa, non è possibile non fare menzione anche di un'altra ballata tradizionale britannica che ha molti punti di contatto con The Elfin Knight / Scarborough Fair: Riddles Wisely Expounded. Basata anch'essa su una serie di domande e compiti impossibili, essa appartiene senz'altro alla medesima e millenaria fonte della cultura popolare. Ma una trattazione seppur non eccessivamente approfondita fa parte dell'apposita appendice. [RV, 1/7/2017]
Paul Simon / Art Garfunkel, 1966
Nota.Per completezza si danno e si traducono entrambe le parti, che nella versione originale, come detto, si intervallano nel canto. Alcune parole di "Scarborough Fair" sono riprese anche nella famosa Girl of the North Country di Bob Dylan.