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Angelita di Anzio

Los Marcellos Ferial
Lingua: Italiano

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CCG PRIMITIVA: parte del nucleo originale del 2003


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[1964]
[Minerbi-Timo-Romano]

ang


Los Marcellos Ferial.
Los Marcellos Ferial.
La più famosa canzone dei Marcellos Ferial, un vero e proprio "evergreen" sopravvissuto probabilmente ai suoi stessi autori e interpreti.
La storia di questa canzone merita di essere raccontata almeno per sommi capi.

Il fatto da cui essa scaturisce è tra i più semplici: il soldato Christopher S. Hayes, militare del "Royal Scots Fusiliers" sbarca insieme al suo plotone aggregato ad una divisione alleata sulla costa di Anzio, il 5 giugno 1944, e non trova i tedeschi pronti a sparargli addosso ma una bambina sola, in lacrime e terrorizzata, della apparente età di cinque anni. Lui e un gruppo di commilitoni decidono subito di farne una mascotte e la portano al seguito, chiamandola Angelita.

Dura pochi giorni. La bimba riesce a malapena a ritrovare un po' di serenità ed ecco una granata piombare sulla trincea che il plotone si era scavata uccidendola all'istante.

Il soldato Hayes ed i suoi commilitoni devono continuare la guerra ed il cadaverino rimane lì, in quella trincea, forzatamente abbandonato.
Haynes si porta addosso il ricordo di quella bambina per tutta la durata della guerra anche negli anni a seguire. E' così forte il pensiero e la tristezza per la sorte toccata a quella piccola mascotte da attraversare, intatti, una buona parte della sua vita. Anzi, quasi vent'anni dopo sente il bisogno di scrivere al Consiglio comunale di Anzio per chiedere notizie di quella povera bimba. Voleva sapere se quel corpicino dilaniato da una granata cieca avesse almeno trovato sepoltura e dove fosse la sua tomba.

Angelita è stata come un piccolo soldato ignoto rimasto insepolto e senza croce. Infatti, non si è certi nemmeno del suo nome.
Anzio si limitò a dedicarle un monumento giusto in occasione dell'Anno Internazionale del Bambino. Fossi stato sindaco di Anzio, nell'inaugurare il monumento, senza esitazione alcuna avrei promosso un referendum tra gli Anziati e lo avrei accompagnato con un proclama del genere: "Cittadini! Vogliamo adottare tutte le povere Angelite del mondo in memoria della nostra?"

Anzio. Il monumento a Angelita. Angelita's Memorial.
Anzio. Il monumento a Angelita. Angelita's Memorial.
Il breve e triste tragitto di Angelita sulla strada della vita, conclusasi così tragicamente in un momento sconvolgente per l'umanità intera, meritava maggiore meditazione e più pellegrinaggi al suo monumento di quelli che richiamano le false lacrime delle false madonne.
La storia di Angelita è uno spaccato della realtà storica, terribile e sovrumana di cui Anzio ricorda, nel suo "Museo dello Sbarco", solo una piccola parte. Anche questo meriterebbe una maggior attenzione ed impegno perché Il Museo ed il monumento di Angelita sono due testimonianze, due "memento" di ciò che potrebbe ancora succedere. (Riccardo Venturi)

Since 22nd January 1979 the statue of Angelita has stood in Anzio. It stands in memory not of a legend but of a very real victim of war. S.C. Hayes of the Royal Scots Fusiliers found the child in January 1944 lost and frightened on the beach in the midst of heavy bombing.

She was for a short time adopted by Hayes and his comrades who were unable to locate her family. For a few days Angelita was happy with the soldiers who cared for her like a princess. But the story has no happy ending. The men left the child with the Red Cross and just minutes after leaving her, there was an explosion from a shell and Angelita was killed.

Hayes never forgot the little girl and after the war attempted to track down her family or find out anything he could about her. But to no avail. In fact he could not even be certain that he and his comrades had got the child's name correct. Tracing the real child proved impossible but in the process she moved into legend. The people of Anzio erected a statue, a young girl surrounded by seagulls, and Angelita di Anzio became a symbol of all the innocent victims of the cruelty of war.


Si può ascoltare parzialmente dal sito radio.rai.it in formato real audio (k.d.)

Aaaaangeeeeelitaaaa,
ti saresti chiamata Angelita,
Angelita.

Angelitaaaaa,
volevamo chiamarti Angelita,
Angeliiiiiiiiiiiita.

Sbarcammo ad Anzio
una notte,
oooo-oh
oooo-oh.
C'era soltanto la luna
ed un piaaaaanto di bimba.
In fondo al suo sguardo di mare
c'erano ancora le favole,
e quattro conchiglie
ripiene di sabbia
stringeva una piccola manoooo.

Angelita,
ti saresti chiamata Angelita,
Angeliiiiiiiiiita.

Entrammo in Anzio
e fu l'alba,
oooo-oh
oooo-oh.
Con il fucile sul braccio
e la biiiiimba con noi.
Aveva i capelli di grano
ed una voce di passero.
Le quattro conchiglie
ripiene di sabbia
stringeva la piccola manoooo.

Angelita,
volevamo chiamarti Angelita,
Angeliiiiiiiiiita.

Che alba grigia
su Anzio,
oooo-oh
oooo-oh.
Scese improvviso fra noi
un sileeeeeeenzio di bimba.
Da quel suo sguardo di mare
eran fuggite le favole,
ma quattro conchiglie
ripiene di sabbia
restavano nella sua manoooo.

Aaaaangeeeeelitaaaa,
ti saresti chiamata Angelita,
Angelita.
Angelitaaaaa,
volevamo chiamarti Angelita,

Ange.... lita.
Angelitaaaaaaaaa.
Angelitaaaaaaaaa
Angelitaaaaaaaaa.

(inviata da Riccardo Venturi)

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Lingua: Portoghese

Versione portoghese di Pino Ulivi dal suo sito L'Italia in Brasile. Segnaliamo che, a sua volta, Pino Ulivi ha ripreso la canzone dal nostro sito e ci ha gentilmente linkati. Un grazie di cuore a Pino e tanti complimenti per il suo bel sito! [RV]

ANGELITA DE ANZIO

Angelita,
tu terias sido chamada Angelita,
Angelita.

Angelita,
queríamos chamar-te Angelita,
Angelita.

Desembarcamos em Anzio
uma notte,
oh oh, oh oh.

Havia somente a lua
e um choro de menina.
No fundo do seu olhar de mar
haviam ainda as fabulas,
e quatro conchas
cheias de areia
apertava uma pequena mão.

Angelita,
tu terias sido chamada Angelita,
Angelita.

Entramos em Anzio
e foi o alvorecer,
oh oh, oh oh.

Com o fuzil no braço
e a menina conosco.
Havia os cabelo de trigo
e uma voz de pássaro.
As quatro conchas
cheias de areia
apertava a pequena mão.

Angelita,
queríamos chamar-te Angelita,
Angelita.

Que amanhecer cinza
sobre Anzio,
oh oh, oh oh.

Desceu de improviso entre nós
um silencio de menina.
Daquele seu olhar de mar
haviam fugido as fabulas,
mas quatro conchas
cheias de areia
permaneciam na sua mão.

Angelita,
tu terias sido chamada Angelita,
Angelita.

Angelita,
queríamos chamar-te Angelita,
Angelita.

Angelita!
Angelita!
Angelita!

(inviata da Riccardo Venturi)

inserita il 30/11/2006 - 23:22


..mi chiamo angelita.. il mio nome mi piace più di qualsiasi altra cosa di me.. mia madre mi ha raccontato quando da piccola ascoltava questa canzone, finalmente l'ho trovata.. è meravigliosa

( angelita)

inserita il 19/4/2007 - 12:36


sono angelita...adoro il mio nome singolare..per questo devo ringraziare mamma che se ne innamorò,pensate un pò,quando era incinta di mia sorella..poi sono nata io,nove anni dopo..oggi ho scoperto per intero la mia canzone..anche se,ad un esame universitario,il mio prof.iniziò a canticchiarla prima di interrogarmi(che figura con gli altri colleghi)!

( angelita fumarola)

inserita il 7/2/2008 - 19:58


QUESTA CANZONE MI RICORDA UN PERIODO MOLTO TRISTE DELLA MIA INFAZIA.

( ELENA)

inserita il 17/3/2008 - 10:08


ciao sono angelita,anche io sono orgogliosa del mio nome e mi piace tanto,a mia mamma piacque molto e sé mio fratello di sei anni piu' grande di me nasceva bimba avrebbe portato questo nome bellissimo ANGELITA

( Angelita)

inserita il 30/3/2008 - 16:54


Grazie per aver creato questo sito. Ho conosciuto Angelita di Anzio solo poche settimane fa, grazie ad una trasmissione alla radio e mi sono commosso. Oggi ritrovo notizie sul sito e vi ringrazio per questo lavoro.
Diffonderò con affetto la sua storia e cercherò notizie e quant'altro sperando di contribuire a tenere viva la memoria del nostro cucciolo, Angelita di Anzio.

Un papà.

( Giacomo, 1966)

inserita il 1/5/2008 - 18:01


E' una canzone che sentivo cantare da bambina e che ho riascoltato stamattina casualmente alla radio. Mi ha commosso perche' una sorellina ,nata e volata via prima che nascessi io,si chiamava angela ,angelita,come me.storia triste, ma dolce

( angela)

inserita il 18/5/2008 - 10:47


avevo sei anni quando ascoltavo questa canzone sul 45 giri di papà e ogni volta mi commuovevo tantissimo. per tanti anni (ora ne ho 50) mi è rimasto in testa il ritornello e il ricordo della commozione ma senza sapere il perchè. ora l'ho risentita è finalmente ho capito perchè mi faceva piangere. è molto triste ma fa riflettere sulle guerre e sui sentimenti delle persone ; vorrei che nessuno mai più sentisse il bisogno di scrivere canzoni contro le guerre. la mia è solo una utopistica speranza o in fondo al proprio sè ogni uomo nasconde qualcosa di buono?
marina 1958

( marina)

inserita il 28/1/2009 - 14:37


A scuola il nostro maestro ce l'ha fatta ascoltare e io e i miei compagni la canteremo alla festa di fine anno.

( Claudia)

inserita il 15/5/2009 - 22:56


Anch'io ero piccola quando ascoltavo questa canzone, io e mia sorella ci commuovevamo sempre, è una di quelle canzoni che ti restano in testa per tutta la vita, come "Signore delle Cime" o "Non ti ricordi quel mese di Aprile" (non lo so il titolo, ho avuto un nonno partigiano che ha saputo insegnarmi solo cose belle...).

( Tatiana)

inserita il 1/2/2010 - 15:26


Avevo due anni quando fu scritta. Ma me la ricordo, me la ricorderò sempre, perchè quando mia madre me l'accennava non riusciva ad andare oltre la prima strofa, poi mi stringeva e non riusciva a continuare. Lei quelle cose le aveva vissute davvero, qualche kilometro più a nord. Allora chiedevo a papà, classe 1922, che non aveva fatto esperienze migliori. Ma ho dovuto aspettare fino ad oggi per sapere un po' di più. Ora, a distanza di tanti anni, sento lo stesso groppo alla gola dei miei genitori.

( fabio)

inserita il 13/5/2010 - 19:56


Mi chiamo ovviamente Angelita, questa canzone mi piace perche la storia della bambina e commovente. Perche anche la mia storia è così

inserita il 26/6/2010 - 15:16


Conosco questa storia e la canzone fin da bambina, mio papà me la raccontava sempre e quando non lo faceva ero io a chiederglielo, senza stancarmi mai, perché niente deve
andare perso! A mia volta anch'io l'ho raccontata.
Ho risentito casualmente la canzone qualche giorno fa e
per me è sempre come la prima volta: una struggente emozione.

( Vania)

inserita il 29/7/2010 - 22:35

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