Mercanti di Liquore e Marco Paolini

Canzoni contro la guerra di Mercanti di Liquore e Marco Paolini

SPUTI
Il nuovo cd di Marco Paolini e IMercanti di Liquore.

E' cominciato con un concerto dedicato all'acqua intesa come risorsa e non come merce. Abbiamo fatto tre giorni di prove partendo da qualche pagina di libro fotocopiata, qualche poesia, un po' di repertorio e musiche improvvisate più che pensate, che nascevano dall'istinto e dalla fretta oltre che dalla voglia di fare insieme questo concerto. Non ho mai visto spartiti in quei giorni né fogli per trascrivere la musica. Ogni tanto si registrava qualcosa e ogni tanto ci dimenticavamo di farlo, così certe cose si sono perse da subito. Non so se fosse giusto chiamarle canzoni però alla fine era un concerto. Serviva un titolo, SONG N. 32 bastava. Ovviamente nessuno pensava che potesse durare più di una serata. Ne abbiamo fatte 15 poi ci è venuto in mente che potevamo farne un Album. A condizione di lavorarci sopra. Si è trattato di innesti e montaggi di testi diversi, di accostamenti, di musiche e parole prese da vari autori, dalle filastrocche di Gianni Rodari (Re Federico, La tradotta, Sul duomo di Como, Il Mare Adriatico, I mari della luna, I sette fratelli, Stelle senza nome, Compagni fratelli Cervi) quasi metà dei pezzi dell'Album, dai Canti Orfici di Dino Campana (in La notte mi par bella e Vele), dalla lingua sonora di Biagio Marin (in Me son visuo), Giacomo Noventa (in Sottovento), Ernesto Calzavara (in Parole Mate), dai versi di Erri De Luca (in Il Prigioniero Ante e Sputi). Una canzone (Il Sergente nella neve) contiene un frammento di Mario Rigoni Stern un po' "arrangiato" e inserito nella filastrocca del Soldatino di Rodari. Il tema iniziale del concerto è rimasto in alcuni pezzi (Mar Adriatico, Due parti di idrogeno, Regola acquea...), altri sono stati inventati mentre registravamo. Il titolo è cambiato rispetto al concerto, l'abbiamo preso dalla poesia di Erri De Luca. SPUTI non è un Album ricercato, abbiamo preferito fissare quel che l'istinto suggeriva. Alcune soluzioni sono rimaste ruvide, l'aria che tira nelle parole ha suggerito la musica.

Marco Paolini.