Havana Football Club

Antiwar songs by Havana Football Club

Dal sito di Giuseppe Cirigliano http://www.giuseppecirigliano.it/roberto_leoncino.htm


Il progetto "HAVANA FOOTBALL CLUB" nasce alla fine degli anni '90. Non ha ancora quel nome e non è ancora un gruppo musicale, ma solo l'idea di due musicisti e autori (Roberto Leoncino e Roberto Galluzzi) di raccontare, possibilmente senza cadere nella retorica, attraverso una serie di canzoni, un po' della vita, del pensiero e degli ideali di Che Guevara.
Nascono così, fra le altre, "Poderosa", la mitica quanto precaria motocicletta ("…coi suoi freni un po' malati chissà se si fermerà…") che accompagna il giovane Ernesto e l'amico Alberto Granado alla scoperta del continente latino; "Granma" dedicata al manipolo di coraggiosi che proprio su questa imbarcazione ("…senza alzare la voce, sopra un guscio di noce…") salpano, in una notte messicana, alla volta di Cuba per liberarla; "Se tu fossi vivo", amara constatazione di quanto si possa sfruttare commercialmente ("…ti ho visto in mostra sulle bancarelle tra un cumulo di stelle, strisce e spille…") l'immagine di un mito come il "Che". Ispirata dalle parole forse più famose di Guevara ("…siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo…") è la canzone , tragico elenco di ingiustizie e abusi di cui è affollata la Storia.
Altri brani traggono invece ispirazione dai temi più sentiti dall'eroe argentino: la povertà, il viaggio, la libertà; cercando, ovviamente, se ce ne fosse bisogno, di attualizzarne il senso.
Le canzoni, proposte al "Teatro Garage" di Genova, diventano parte trainante di uno spettacolo ("Hasta Siempre - Recital per il Che") che in città diventerà un "cult" tanto da essere in cartellone per tre stagioni consecutive e da essere proposto con successo al Festival di Todi. I testi di alcuni brani vengono pubblicati sui "Quaderni della Fondazione Guevara".
Il tempo passa, ma quelle canzoni… restano. Anche gli avvenimenti terribili degli ultimi anni non intaccano l'attualità delle tematiche affrontate. E allora… si può, si deve continuare a cantarle.
Se in uno spettacolo teatrale ci si può "arrangiare" in due, con supporti registrati o tastiere tuttofare, in ambito esclusivamente musicale servono dei musicisti. Non basterà che sappiano suonare, ma dovranno entrare pienamente nel progetto che resta sempre quello: proporre canzoni ("quelle" e altre) che uniscano al messaggio un contenuto poetico che voli un po' più in alto dei facili slogan pro-spinello o anti-sbirro e un clima musicale che non strizzi per forza l'occhio al reggae o al rap.
Per fortuna l'idea piace a musicisti validissimi quali Paolo Bartolai (bassista proveniente dai "Cavalli Marci"), Enrico Spigno (per un decennio batterista di un maestro del genere quale Giorgio Gaber) e infine Francesca Rapetti (flautista del "Quartetto Zelig", supporto musicale negli ultimi spettacoli di Claudio Bisio).
Una vecchia maglietta calcistica con su scritto "Havana Football Club" suggerisce il nome al gruppo. E in fondo è bello immaginarsi come una piccola squadra della periferia del mondo che forse non incontrerà mai i grandi team internazionali, ma che "intanto" è contenta di esistere.